I terroristi samurai e la mafia AFD

2 August 2024

gl’Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl’altri Spettabili Magistrati qual’erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d’atti tenebrosi, malvaggità e sevitie che dagl’huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non se arte e fattura diabolica, attesoché  l’humana malitia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij d’Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici emolumenti. (I promessi sposi)

 

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30 gennaio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Omicidio Agostino, tutto da rifare: annullato in Cassazione l’ergastolo al boss Madonia. Prescritto il delitto della moglie del poliziotto”

Un poliziotto anomalo: pulito e coraggioso, che prima di rispondere agli ordini obbediva al dovere. Assassinato esemplarmente (né è detto che il congiunto assassinio della moglie sia stato non premeditato; v. un altro caso di assassinio pedagogico, quello dell’ispettore di PS Aversa, di pasta simile ad Agostino, ucciso con la moglie a Lamezia; ovviamente, depistato, anche grazie a un magistrato – attuale consulente di Nordio per l’impunità ai medici – impunito, e tenuto in ombra). Con i killer favoriti con il solito gioco dell’oca pluridecennale.

La colpa è anche del pubblico. In Italia solo i disonesti criticano la magistratura, per ottenere impunità. I magistrati ne traggono così un’aura di purezza; di diversità morale, di superiorità, in realtà largamente immeritate. Sarebbe ora che gli italiani onesti la smettessero di credere alla retorica e alle sceneggiate e si rendessero conto che tra i compiti non scritti, ma ferrei, che la magistratura pratica vi è non solo la giustizia ma anche l’impunità. Il compito di assicurare prima mano libera, e dopo impunità e segretezza assoluta per i mandanti e larga impunità per gli esecutori, per i crimini ordinati dai poteri che controllano il Paese. Anche a quelli del business medico, per i quali Nordio e Magistratura democratica concordano sul garantire uno speciale status di impunità*.

* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura

@ aldosicme: Certo. Ma anche i magistrati concorrono. Es. col loro sovrano disprezzo per il fattore tempo*, come in questo caso. E concorrono anche i loro fan, che pensano solo a tornare al governo, ma accettano impassibili situazioni come questa: l’abisso tra un poliziotto di valore e suoi colleghi e magistrati che allestiscono 50 anni di giochini giudiziari. La claque che non vede la dimensione verticale del potere**: come e quanto i magistrati e i politici che vogliono imbrigliarli convergano nel servire il crimine dei poteri forti, dietro alle gomitate e agli spintoni. Che non vede come la “diversità antropologica” dei magistrati rispetto a quelli che ogni tanto mettono fondatamente sotto processo sia un mito; come non siano solo i politici a venderci.

* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
** L’orizzontalizzazione

Commento al post di S. Limiti “Quello che non convince sulla sentenza Agostino: perché fu anche un delitto politico”

“Il processo ha affondato le unghie nella carne viva”. E poi ha mollato la presa. Sia nei procedimenti giudiziari sia nelle ricostruzioni storiche sull’eversione (come in certe ammissioni di frodi mediche) è frequente la negazione del conseguente: se A allora B; A; ergo non B. L’altro giorno la Prima pres. della Cassazione Cassano inaugurando l’anno giudiziario ha sottolineato i “femminicidi”. Ai quali si dà particolare spazio, coniando dubbi neologismi, per coprire altri orrori. Stringe il cuore il pensiero della moglie di Agostino, della moglie dell’ispettore Aversa, uccise insieme ai mariti in funzione censoria-pedagogica. Omicidi di donne, questi, che conviene mandare impuniti. Chissà quante mogli di CC e PS hanno contribuito, come è più che comprensibile, all’indurre i mariti, i padri dei loro figli, all’acquiescenza su crimini commissionati al Viminale, dati i coniugi Agostino e Aversa. Un esempio delle conseguenze deleterie dell’ignorare – talora teorizzandolo apertamente, “il tempo non conta” ha detto un alto magistrato – gli effetti collusivi di decenni di ritardi e di diluizioni di responsabilità*. Va bene, “una sentenza non può cancellare un pezzo di storia”. Ma la storia, gli storici, dovrebbero smettere di ignorare che di quella storia infame la magistratura è parte integrante. Che i magistrati-eccezione sono usati per coprire regole indicibili. Oggi non meno di allora, come sa chi lo constata di persona.

* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria

@ francic: Sono stato bandito da associazioni antimafia, date le mie idee su come con la mafia e la lotta alla mafia si sia costruito un apparato di controllo sul Paese. Su come la mafia, invece di essere stroncata con la massima energia, sia stata virulentata, ed elevata a Male ontologico(1); per ottenere uno strato protettivo per i crimini dell’economia legale. Il grande alibi per la mafia delle istituzioni e per la viltà dei cittadini. Oceani di chiacchiere e poi farse (2) come questa: se si va a massacrare per zittire e educare, il disegno non esclude di uccidere anche la moglie la cui presenza è attesa.

Prima del bando, a una conferenza un oratore istituzionale, non ne ricordo il nome, disse di Contrada cose agghiaccianti, che non posso riportare. Chi è dentro sa. Ci sono valide ricerche, incluse quelle della Limiti, che mostrano anche a noi del pubblico cosa è accaduto. Ma descrivere e non agire di conseguenza è esso stesso un modo mafioso(3). Mentre non conosciamo gli intricati dettagli, l’essenza è semplice e ormai chiara(4). Dietro ai film che le magistrature alimentano. Come quello sulla “Terra dei fuochi”(5) che la CEDU oggi rafforza così come ha protetto Contrada e la segretezza di associazioni segrete di collegamento.

1 I terroristi samurai e la mafia AFD
2 pure J Stecchino dice che non voleva uccidere la moglie di Cozzamara
3 L’omertà manzoniana su Moro
4 Il tolemaicismo politico
5 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

@ aldosicme: Da quel che ho capito, l’impunità totale è stata ottenuta combinando l’aver fatto passare decenni con l’avere derubricato l’omicidio a non premeditato, per il quale vi è prescrizione. Un inqualificabile ritardo + un astratto inverosimile distinguo sulle intenzioni di chi è andato col disegno di massacrare per censurare ed educare, sapendo avrebbe potuto esserci la moglie.

I magistrati non dovrebbero temere rivalse per colpa, come vuole la destra perché siano ancor più controllati. Ma neppure dovrebbero essere liberi di ragionare a capocchia*. Uno dei modi di controllo sarebbe sanzionare le gravi distorsioni di ragionamento (altri potrebbe essere quello dei garanti morali**; e “l’organico mobile”: ogni anno il 5 per mille dei magistrati viene tolto dal ruolo, come coda peggiore, “no fault”, senza accuse, e sostituito da nuovi assunti; posto che la magistratura, coi suoi privilegi, deve essere un gruppo scelto).

Un mio commento, risposta a Francic, sulla serietà di questo mandare impunito il peggio del peggio è già stato censurato. Rischierò una seconda censura aggiungendo che per me oltre un certo limite di decenza andrebbe prevista una dichiarazione formale di “fallimento di giustizia”, se davvero si volesse tutelare l’istituzione giustizia, evitando di farne strumento di ciò che dovrebbe contrastare.

* Il peculato intellettuale dei magistrati
** La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

27 novembre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Michele Santoro in Antimafia: “Stragi? Non era Berlusconi a dare ordini a Cosa nostra”. Forza Italia plaude: “Un passo verso la verità”

Una “big lie” è big in quanto non solo è profonda ma è anche molto estesa. Così che ci si può muovere al suo interno dicendo cose vere mentre si resta all’interno del falso. Certo che B. non dava ordini di commettere stragi*. Così come l’uomo non discende dallo scimpanzé ma in effetti ha antenati comuni con esso, la mano mafiosa delle stragi finalizzate a imprimere il cambio di sistema di controllo politico, e il successo di B. il convertitore dell’Italia al liberismo, sono stati entrambi espressione degli stessi poteri sovranazionali. B. il piduista è stato un beneficiato da ciò che è stato fatto fare alla mafia, con la quale aveva anche rapporti.

Santoro ripete la favola della mafia onnipotente e diabolica**. Di diabolico nei manovali, quadri e fiancheggiatori dell’omicidio politico forse c’è solo il loro essere prodotto dell’abilità tecnica, probabilmente sviluppata in sedi scientifiche, di selezionare i peggiori; e non meno importante di estrarre il peggio dalle persone, per metterle al servizio di disegni di dominio, stragi incluse. La base fondamentale dell’eversione dall’alto è la selezione di tipi umani adatti, la soppressione di quelli inadatti – come Piersanti – e la stimolazione di pulsioni deteriori. Santoro è un esempio del tipo umano che, beneficiato, recita il falso dissenso. Non sorprende che dichiari non piacergli l’avv. Repici, uno dei pochissimi che “nell’inferno non sono inferno”.

* Il tolemaicismo politico
** I terroristi samurai e la mafia AFD

28 novembre 2024

Commento al post di D. Mattiello “Perché l’audizione di Michele Santoro in Antimafia mi ha sconcertato”

Storie italiane. Nel 1994 uscì “Brigate rosse. Una storia italiana”. “La fasulla versione del delitto Moro confezionata dal brigatista dissociato Valerio Morucci con l’aiuto del Sisde e della DC cossighiana”; “un libro intervista, curato da Rossana Rossanda e Carla Mosca che verrà pubblicato da una nuovissima casa editrice ad hoc: “Anabasi”, diretta dall’amico S. D’Alessandro, ex del “Superclan” di Corrado Simioni”; “Moretti affida le sue confessioni di detenuto ex terrorista “ultracomunista” a una rivista vicinissima all’Opus Dei, edita da una casa editrice “numeraria” che si appresta a pubblicare una monumentale agiografia del piduista anticomunista, nonche golpista, Edgardo Sogno.”*.

E’ una costante dei delitti politici la pressione per ricondurre a mandanti interni la libera esecuzione di crimini, e impunità, smisurati che non possono materialmente avere natura nazionale. Attribuendo, con una codardia in primis intellettuale, poteri demoniaci a questo o quel tristo; purché italiano. Se ne occupano apparati, agenti doppi, opinionisti. Un melange che non ha un buon odore, dove figure che sembrano nemiche vanno a braccetto. Il dogma delle “storie italiane” recinta il discorso ammesso. Al suo interno si può emettere qualsiasi assurdità e chi più ne ha più ne metta. Quelle esplosioni mentre durarono frazioni di secondo hanno avuto una lunga coda, un fallout di corruzione intellettuale e morale che perdura nei decenni.

*Greco D. Il bivio, 2024.

Trovo diverse colpe al libro di Greco; colpe che riguardano il costume, del quale il libro è un esempio di alta classe, di trasformare i tradimenti e le viltà dei decenni passati in un merito, che viene usato per coprire i tradimenti e le epurazioni dei nostri giorni*. Ma il libro non contiene “fuffa” anzi è un serio riepilogo, orientato al vero, di quanto è accaduto; per quanto tardivo – e reticente su aspetti come il cambio di padrone del PCI, il ruolo iscariota del Vaticano, palazzo Antici-Mattei. Piuttosto, è ricco di informazioni, alcune delle quali illuminanti; come quella citata, che mostra una continuità tra la ributtante massa di scemi violenti e doppiogiochisti da mostrare come false flag per via Fani, i 55 giorni e via Caetani, e la “intellighenzia” nazionale nell’escogitare epicicli**, nel duellare su contrapposte panzane, pur di stipare i colpi di mano dei padroni del mondo*** entro “una storia italiana”.

*Le spoglie dei traditi. Il pleiotropismo della violenza eversiva. Sito menici60d15, in preparazione.
** Il tolemaicismo politico
***Bevins. The Jakarta method.

31 luglio 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Caltanissetta, pure l’ex procuratore di Roma Pignatone è indagato per il presunto insabbiamento dell’inchiesta sui boss Buscemi”

Pignatone risulta avere partecipato, da Procuratore capo di Roma, insieme a Palamara, alla confezione della versione di comodo su Moro: “Flamigni segnala come “episodica eccezione” al “quarantennale disastro giudiziario relativo al delitto Moro” il lavoro del procuratore generale di Roma Luigi Ciampoli, che avocò un’indagine della Procura guidata da Giuseppe Pignatone. La requisitoria di Ciampoli dell’ll novembre 2014 “ha confutato la versione di Stato del duo Morucci-Moretti sulla dinamica dell’agguato e della strage. E non ha mancato di menzionare la ‘protratta inerzia’ del pubblico ministero romano che lo aveva indotto a esercitare il potere di avocazione” (1).

Pignatone ha collaborato da PM alla versione dei BR “samurai invincibili” (Tobagi) volta a coprire il motore primo atlantico (1,2). Speriamo che ora, con questa fragorosa bomba il cui timer ha ticchettato 30 anni, non contribuisca da indagato alla versione sulla mafia omologa a quella dei terroristi samurai: la versione “mafia AFD” (3). La versione della mafia potenza sovrumana, finalizzata, attribuendo tutto agli esecutori, a coprire lo stesso motore primo atlantico su Capaci e via D’Amelio, e a mantenere impuniti i traditori.

1 Barbacetto G. La commissione Moro ha nascosto la verità. Il Fatto, 25 nov 2019.
2 Flamigni S. Rapporto sul caso Moro. 19 nov 2019.
3 AFD: “arte e fattura diabolica” (v. I promessi sposi: “gl’altri Spettabili Magistrati qual’erranti Pianeti…”).

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21 settembre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di Davide Mattiello “Vide l’omicidio di Rosario Livatino e raccontò tutto, cambiando la storia: si chiama Piero Nava”

Come scrissi sotto a un precedente post di Mattiello sul whistleblowing, 17 feb 23*, si potrebbe tradure whistleblower con “promotore civico”; il termine che si usò per Alberto Bertuzzi. Un’altra espressione mancante, da introdurre – in contrapposizione a quella di promotore civico – sarebbe “comburente della mafia”. I comburenti senza farne parte alimentano la minaccia mafiosa. Perché la mafia – la mafia “arte e fattura diabolica“** – fa comodo. E’ legittimante, come spauracchio, distrazione e alibi. L’antimafia, Montante docet – e docet il relativo insabbiamento – è un’eccellente copertura per praticare forme di mafiosità pro grandi affari illeciti nel mondo legale. La mafia di cosca o di ndrina, lo standard negativo rispetto al quale la classe dirigente si compara per sembrare pulita, è parte del sistema di controllo del Paese; integrata con l’antimafia delle poltrone. Es. se uno denuncia gravi frodi biomediche, imposte dagli stessi poteri che rendono permanente la mafia, riceverà implacabili censure mafiose, vili e miserabili; dalle stesse istituzioni che si presentano come antimafia; e che esortano i cittadini ad unirsi a loro nella battaglia, o almeno ad applaudire e tributare la stessa considerazione e gli stessi onori che spettano a quei pochi che la mafia la combatterono davvero.

*In: I “falsi pentiti” nella disinformazione biomedica
** I terroristi samurai e la mafia AFD

Commento al post di S. Limiti “Quello che non convince sulla sentenza Agostino: perché fu anche un delitto politico”

“Il processo ha affondato le unghie nella carne viva”. E poi ha mollato la presa. Sia nei procedimenti giudiziari sia nelle ricostruzioni storiche sull’eversione (come in certe ammissioni di frodi mediche) è frequente la negazione del conseguente: se A allora B; A; ergo non B. L’altro giorno la Prima pres. della Cassazione Cassano inaugurando l’anno giudiziario ha sottolineato i “femminicidi”. Ai quali si dà particolare spazio, coniando dubbi neologismi, per coprire altri orrori. Stringe il cuore il pensiero della moglie di Agostino, della moglie dell’ispettore Aversa, uccise insieme ai mariti in funzione censoria-pedagogica. Omicidi di donne, questi, che conviene mandare impuniti. Chissà quante mogli di CC e PS hanno contribuito, come è più che comprensibile, all’indurre i mariti, i padri dei loro figli, all’acquiescenza su crimini commissionati al Viminale, dati i coniugi Agostino e Aversa. Un esempio degli effetti deleteri dell’ignorare – talora teorizzandolo apertamente, “il tempo non conta” ha detto un alto magistrato – gli effetti collusivi di decenni di ritardi e di diluizioni di responsabilità*. Va bene, “una sentenza non può cancellare un pezzo di storia”. Ma la storia, gli storici, dovrebbero smettere di ignorare che di quella storia infame la magistratura è parte integrante. Che i magistrati-eccezione sono usati per coprire regole indicibili. Oggi non meno di allora, come sa chi lo constata di persona.

* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria

@ Francic: Sono stato bandito da associazioni antimafia, date le mie idee su come con la mafia e la lotta alla mafia si sia costruito un apparato di controllo sul Paese. Su come la mafia, invece di essere stroncata con la massima energia, sia stata virulentata, ed elevata a Male ontologico(1); per ottenere uno strato protettivo per i crimini dell’economia legale. Il grande alibi per la mafia delle istituzioni e per la viltà dei cittadini. Oceani di chiacchiere e poi farse (2) come questa: se si va a massacrare per zittire e educare, il disegno non esclude di uccidere anche la moglie la cui presenza è attesa.

Prima del bando, a una conferenza un oratore istituzionale, non ne ricordo il nome, disse di Contrada cose agghiaccianti, che non posso riportare. Chi è dentro sa. Ci sono valide ricerche, incluse quelle della Limiti, che mostrano anche a noi del pubblico cosa è accaduto. Ma descrivere e non agire di conseguenza è esso stesso un modo mafioso(3). Mentre non conosciamo gli intricati dettagli, l’essenza è semplice e ormai chiara(4). Dietro ai film che le magistrature alimentano. Come quello sulla “Terra dei fuochi”(5) che la CEDU oggi rafforza così come ha protetto Contrada e la segretezza di associazioni segrete di collegamento.

1I terroristi samurai e la mafia AFD
2 pure J Stecchino dice che non voleva uccidere la moglie di Cozzamara
3 L’omertà manzoniana su Moro
4 Il tolemaicismo politico
5 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

@ aldosicme: Da quel che ho capito, l’impunità totale è stata ottenuta combinando l’aver fatto passare decenni con l’avere derubricato l’omicidio a non premeditato, per il quale vi è prescrizione. Un inqualificabile ritardo + un astratto inverosimile distinguo sulle intenzioni di chi è andato col disegno di massacrare per censurare ed educare, sapendo avrebbe potuto esserci la moglie.

I magistrati non dovrebbero temere rivalse per colpa, come vuole la destra perché siano ancor più controllati. Ma neppure dovrebbero essere liberi di ragionare a capocchia*. Uno dei modi di controllo sarebbe sanzionare le gravi distorsioni di ragionamento (altri potrebbe essere quello dei garanti morali**; e “l’organico mobile”: ogni anno il 5 per mille dei magistrati viene tolto dal ruolo, come coda peggiore, “no fault”, senza accuse, e sostituito da nuovi assunti; posto che la magistratura, coi suoi privilegi, deve essere un gruppo scelto).

Un mio commento, risposta a Francic, sulla serietà di questo mandare impunito il peggio del peggio è già stato censurato. Rischierò una seconda censura aggiungendo che per me oltre un certo limite di decenza andrebbe prevista una dichiarazione formale di “fallimento di giustizia”, se davvero si volesse tutelare l’istituzione giustizia, evitando di farne strumento di ciò che dovrebbe contrastare.

* Il peculato intellettuale dei magistrati
** La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

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12 novembre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di Local Team “Scritte no-vax e negazioniste dei cambiamenti climatici, imbrattata la facciata del Comune di Bergamo: il video di Palazzo Frizzoni”

E’ appena morta Licia Pinelli. Ad una conferenza ci raccontò che il questore Guida era stato un direttore del confino sotto il fascismo. Non siamo lontani dai tempi dei bombaroli infiltrati e pilotati, di quegli uffici delle Questure e dei comandi CC, dei terroristi “samurai invincibili” (Tobagi)*, oggi, con gli imbrattatori imprendibili da anni a screditare le denunce sulle frodi covid. Ci penso guardando le decalcomanie di questi “novax”, con tanto di QR code, che da molti mesi trovo ogni giorno appena uscito da casa a Brescia, in prossimità della Poliambulanza. Penso che con così tanti magistrati come quel Procuratore di Bergamo che affida la ricostruzione ad un emissario dell’Imperial College (centro di diffusione, legato ai servizi, che un magistrato come Calogero, che intravide i legami sovranazionali del terrorismo, avrebbe forse invece indagato); e che commenta che di ventilatori se ne sarebbero dovuti usare di più ancora**, stiamo ancora peggio che ai tempi del “malore attivo” escogitato da D’Ambrosio***. E del resto non stiamo meglio dei tempi dell’ingenuità, del conformismo e della presunzione attiva di tanti engagè e opinionisti, quando non della prostituzione, davanti ai giochi di specchi di menti di raffinata perversione; come le firme apposte al manifesto contro Calabresi.

* I terroristi samurai e la mafia AFD
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
*** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale

Francesco Vecchione. Ahahahaahahah ma chi credi di convincere con queste demenzialità?
In galera subito negazionista assassino!

@ Francesco Vecchione: Sull’idea che quelli della parte che vanta supporters come te e quelli della mia parte dovrebbero essere separati da grate d’acciaio indistruttibili e inaggirabili saremmo d’accordo…. La differenza sta nel tuo “subito”. “L’emergenza”, il sostenere di dover agire in maniera drastica e di fretta spinti dalle circostanze, abdicando ai doveri di valutazione, l’abuso del diritto all’eccezione, è il trucco dei piccolo truffatore di strada come dei potenti. Con in mezzo una classe dirigente corrotta che ha permesso e favorito la strage a Bergamo e lo sfacelo che è servita ad innescare; e che ora ricorre a queste sceneggiate. Inclusi quelli che professionalmente devono mettere chi lo merita dietro le sbarre, e che hanno fatto peggio del giudice di Pinocchio, violando i più elementari doveri epistemici del loro ruolo.

Sovereign is he who provides the exception…The exception is more interesting than the rule. The rule proves nothing; the exception proves everything. In the exception the power of real life breaks through the crust of a mechanism that has become torpid by repetition. (Carl Schmitt). Citato in: How Government Leaders Violated Their Epistemic duties During the SARS-CoV-2 Crisis. Kennedy Inst. Ethics, 2020.

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27 novembre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Michele Santoro in Antimafia: “Stragi? Non era Berlusconi a dare ordini a Cosa nostra”. Forza Italia plaude: “Un passo verso la verità”

Una “big lie” è big in quanto non solo è profonda ma è anche molto estesa. Così che ci si può muovere al suo interno dicendo cose vere mentre si resta all’interno del falso. Certo che B. non dava ordini di commettere stragi*. Così come l’uomo non discende dallo scimpanzé ma in effetti ha antenati comuni con esso, la mano mafiosa delle stragi finalizzate a imprimere il cambio di sistema di controllo politico, e il successo di B. il convertitore dell’Italia al liberismo, sono stati entrambi espressione degli stessi poteri sovranazionali. B. il piduista è stato un beneficiato da ciò che è stato fatto fare alla mafia, con la quale aveva anche rapporti.

Santoro ripete la favola della mafia onnipotente e diabolica**. Di diabolico nei manovali, quadri e fiancheggiatori dell’omicidio politico forse c’è solo il loro essere prodotto dell’abilità tecnica, probabilmente sviluppata in sedi scientifiche, di selezionare i peggiori; e non meno importante di estrarre il peggio dalle persone, per metterle al servizio di disegni di dominio, stragi incluse. La base fondamentale dell’eversione dall’alto è la selezione di tipi umani adatti, la soppressione di quelli inadatti – come Piersanti – e la stimolazione di pulsioni deteriori. Santoro è un esempio del tipo umano che, beneficiato, recita il falso dissenso. Non sorprende che dichiari non piacergli l’avv. Repici, uno dei pochissimi che “nell’inferno non sono inferno”.

* Il tolemaicismo politico
** I terroristi samurai e la mafia AFD

28 novembre 2024

Commento al post di D. Mattiello “Perché l’audizione di Michele Santoro in Antimafia mi ha sconcertato”

Storie italiane. Nel 1994 uscì “Brigate rosse. Una storia italiana”. “La fasulla versione del delitto Moro confezionata dal brigatista dissociato Valerio Morucci con l’aiuto del Sisde e della DC cossighiana”; “un libro intervista, curato da Rossana Rossanda e Carla Mosca che verrà pubblicato da una nuovissima casa editrice ad hoc: “Anabasi”, diretta dall’amico S. D’Alessandro, ex del “Superclan” di Corrado Simioni”; “Moretti affida le sue confessioni di detenuto ex terrorista “ultracomunista” a una rivista vicinissima all’Opus Dei, edita da una casa editrice “numeraria” che si appresta a pubblicare una monumentale agiografia del piduista anticomunista, nonche golpista, Edgardo Sogno.”*.

E’ una costante dei delitti politici la pressione per ricondurre a mandanti interni la libera esecuzione di crimini, e impunità, smisurati che non possono materialmente avere natura nazionale. Attribuendo, con una codardia in primis intellettuale, poteri demoniaci a questo o quel tristo; purché italiano. Se ne occupano apparati, agenti doppi, opinionisti. Un melange che non ha un buon odore, dove figure che sembrano nemiche vanno a braccetto. Il dogma delle “storie italiane” recinta il discorso ammesso. Al suo interno si può emettere qualsiasi assurdità e chi più ne ha più ne metta. Quelle esplosioni mentre durarono frazioni di secondo hanno avuto una lunga coda, un fallout di corruzione intellettuale e morale che perdura nei decenni.

*Greco D. Il bivio, 2024.

@ Stefano B2: Trovo diverse colpe al libro di Greco; colpe che riguardano il costume, del quale il libro è un esempio di alta classe, di trasformare i tradimenti e le viltà dei decenni passati in un merito, che viene usato per coprire i tradimenti e le epurazioni dei nostri giorni*. Ma il libro non contiene “fuffa” anzi è un serio riepilogo, orientato al vero, di quanto è accaduto; per quanto tardivo – e reticente su aspetti come il cambio di padrone del PCI, il ruolo iscariota del Vaticano, palazzo Antici-Mattei. Piuttosto, è ricco di informazioni, alcune delle quali illuminanti; come quella citata, che mostra una continuità tra la ributtante massa di scemi violenti e doppiogiochisti da mostrare come false flag per via Fani, i 55 giorni e via Caetani, e la “intellighenzia” nazionale nell’escogitare epicicli**, nel duellare su contrapposte panzane, pur di stipare i colpi di mano dei padroni del mondo*** entro “una storia italiana”.

*Le spoglie dei traditi. Il pleiotropismo della violenza eversiva. Sito menici60d15, in preparazione.
** Il tolemaicismo politico
***Bevins. The Jakarta method.

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7 gennaio 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Limiti “Omicidio Piersanti Mattarella, la pista mafiosa non basta per cancellare le responsabilità nere”

Si può ingannare giocando tra genere e specie. Da Aristotele, genus et differentia, ai trucchi della nosologia. Es. il genere ILI ”Influenza like illness”, ha tante specie, cioè agenti virali diversi che danno quadri clinici indistinguibili. Ma le si accorpa* (lumping) come influenza – o covid – perché il business e la frode vogliono una monocausalità, in modo da vendere il rimedio. Sui media si parla genericamente di cancro, a volte senza neppure riportare l’istotipo, che è determinante per gravità e curabilità. Altre volte al contrario si usa lo splitting, la suddivisione fine, che rendendo “rara” una patologia consente di aggirare i criteri di approvazione dei farmaci.

Fu più rigoroso e sincero Pisciotta, prima di essere ammazzato (nella ricostruzione di Portella ricorre il nome di Bernardo Mattarella): “Siamo un corpo solo, banditi, polizia e mafia, come il Padre,il Figlio e lo Spirito Santo”.Il genere sono gli strumenti di controllo del Paese. Le specie sono mafiosi, terroristi, polizia, magistrati. Specie lontane tra loro, da rozzi killer a fini giuristi, vanno sussunte sotto lo stesso genere. E’ secondario se i killer fossero neri o di cosca. La precisione va a danno dell’accuratezza: Piersanti, giustamente paragonato a Moro, fu epurato esemplarmente per la selezione della classe dirigente. Che sta dando i risultati attesi. Lo accettiamo omertosi e abulici, mentre si cesella sulla reductio ad mafiam, il grande alibi.

*Why we shouldn’t use the “F Word”. 9 dic 2024.

@ Sergio Fortuna: I vincitori di Cassibile hanno usato e usano un miscuglio di forze locali negative per controllare il Paese. “Miscuglio” per le varie categorie dei Quisling e degli Efialte è un termine che mi sembra appropriato e che userò in futuro. Furono usati ora questo ora quel componente anche per eliminare i migliori, per marcare come proibiti con esecuzioni eclatanti tipi umani come Mattei, Piersanti, Moro, Alessandrini, Borsellino, Tobagi, Dalla Chiesa, Pasolini. Con l’omicidio fisico; o morale, v. la persecuzione giudiziaria di Domenico Marotta, padre dell’ISS (dove figurano magistrati piduisti e legati alla mafia, democristiani imparentati col Vaticano, e il PCI togliattiano).

Mentre abbondano le commemorazioni, la dulìa degli eroi occasione di passerelle autocelebrative e ipocrite, non ci si rende conto di quanto abbiamo perso permettendo l’eliminazione di quelle figure di valore, e la distruzione degli stampi coi quali produrne. Certe ricorrenze invece di ripetere la litania su quanto sarebbero stati diabolici e terribili mafiosi e terroristi e quanto elevate e forti le istituzioni che li avrebbero battuti, dovrebbero essere giorni di vergogna ed espiazione per una nazione che lascia ripetutamente uccidere i suoi figli migliori.

5 gennaio 2024

Cmmento al post “A sparare a Piersanti Mattarella furono i sicari di mafia Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese”: l’inchiesta sul delitto del 1980”

“l’omicidio di Piersanti Mattarella va ricondotto alla medesima esigenza «politica» che aveva portato due anni prima a uccidere Aldo Moro: occorreva fermare l’analoga politica che Mattarella intendeva sviluppare”*,

Iniettando una dose di integrità nel sistema mafia AFD-MDA, Piersanti stava compromettendo (come Moro) l’apparato col quale si tiene asservito il Paese. La mafia AFD (“arte e fattura diabolica”)** serve sia da strumento cruento, sia, non meno importante, e oggi preminente, da rutilante copertura per la MDA, che deve stare in ombra: la “mafia dietro l’antimafia”***. La MDA rende legge e tutela con metodi incruenti ma culturalmente mafiosi gli interessi predatori sovranazionali ai quali la nostra classe dirigente – selezionata anche con omicidi esemplari- vende il Paese.

Additare solo i macellai della mafia AFD, dopo 45 anni, rafforza l’inganno; e il sistema mafia AFD-MDA. Del quale sono corresponsabili le stesse vittime, le persone comuni, credendo alle storie sui mafiosi onnipotenti; e non chiedendosi es. se – come appare a un’analisi razionale – i poteri che ordinarono l’epurazione di questo figlio di Bernardo non siano gli stessi che hanno messo l’altro figlio per 14 anni a sommo garante della Costituzione; coi risultati che si vedono. I poteri che decidono del loro livello di vita, dal lavoro alle bollette, a sanità, infrastrutture, etc.

*G. Tamburino, Dietro tutte le trame.2022
** I terroristi samurai e la mafia AFD
*** La passivazione dei poteri predatori

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11 gennaio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. GIordano “Vedo un certo oscurantismo sulla mafia ma Cosa Nostra è viva. Perciò ricordo due amici uccisi”

Di ritorno dalla Cosenza del Procuratore Capomolla, rientrato nella Brescia del Procuratore Prete, sto lavorando, basandomi sulla mia esperienza come lei sulla sua, ad una definizione di mafia che dubito troverà la sua approvazione. Per me la mafia oggi è quando lo Stato asseconda o usa il crimine e la devianza. La forza di Cosa nostra non è ad essa intrinseca, ma le è data dal favore dello Stato. Quella che Lei ha conosciuto e combattuto, la mafia AFD*, di cosca, copre la MDA, la mafia dietro l’antimafia, che asseconda il malaffare legale grande e piccolo. AFD e MDA a loro volta sono suddivisibili in strumentale e culturale. Persone come Natale Mondo sono state uccise non due volte, come lei descrive, ma tre: anche facendone da morti scudi morali per la mafia che non spara. Il culto degli uccisi copre la MDA culturale, il malaffare consentito e aiutato dallo Stato. Da quello spicciolo a quello intoccabile delle oligarchie finanziarie. E copre la MDA strumentale, l’uso mirato dell’andazzo generale per colpire chi è di intralcio ai crimini del mondo legale di alto livello. Con la regia di quelli che portano gli stessi abiti istituzionali degli uccisi. Dietro a una dulia degli eroi che come la dulia religiosa propria del cattolicesimo allontana da “Dio”, cioè dal valore supremo, quello della legalità nella giustizia. I mafia-friendly e i sinceri veterani antimafia come lei convergono su questo stesso schema, oltre lo scontro.

*I terroristi samurai e la mafia AFD

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12 gennaio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ddl Sicurezza, i familiari delle vittime delle stragi contro la norma che “scuda” i servizi: “Licenza criminale, offesa alla Costituzione””

Le leggi devono rispettare la realtà empirica: infiltrare e istigare è ciò che i servizi hanno sempre fatto. Rispettare la ragionevolezza: è come fare diagnosi salvavita tramite autopsia. La logica: è rendere non falsificabili le accuse; non si potrà dire se è stata un’azione di provocazione o terrorismo di Stato. La dignità e il decoro: pure Vito Catozzo diceva che il figlio si vestiva da donna e si truccava per mimetizzarsi, in modo da potere avvicinare le ragazze e quindi cuccarle. A brigante brigante e mezzo: se i terroristi fossero davvero così diabolici che è necessario stimolarli nel crimine per guadagnarsene la fiducia, allora potrebbero anche essere così demoniaci da mangiare la foglia e manovrare gli infiltrati; la legge “salva scannacristiani di Stato” dà loro un’arma.

Ma la prima reazione dovrebbe essere rendersi conto che accettando pavidi la comoda favola ufficiale sulla quale poggia tale sparata ci si fa complici. E cessare quindi di rispettare l’omertà sui poteri atlantici motore primo; e sulle istituzioni svendipatria; il tabù sulla centralità del tradimento nelle vicende del Paese*; la narrazione onirica che attribuisce alle manovalanze capacità sovrumane**; e le fa figurare come mandanti autonomi, “strage fascista”, “lo ha deciso Riina” etc.

* La terza testa del mostro
** I terroristi samurai e la mafia AFD

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19 gennaio 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post “L’antimafia nelle scuole, la grande intuizione di Chinnici quando di mafia non si poteva neanche parlare. “Mio nonno fu un visionario”

“Mi investe in malo modo [il Proc. gen. Pizzillo] dicendo che all’ufficio istruzione stiamo rovinando l’economia palermitana… mi dice che devo [bloccare] Falcone”. Rocco Chinnici, 1982.

Tra i componenti del Pantheon degli uccisi Chinnici è del genere che più mi impressiona. Per il divario tra l’essere schivo e la risolutezza nel combattere. Quasi una figura surreale rispetto ad altri tipi di magistrato, che non credo essere l’unico a incontrare.

Ma la continua celebrazione è una vittoria dei Pizzillo. Come la dulìa cattolica dei santi in Terra porta al lassismo etico, schermando Dio, la dulìa degli eroi allontana dal principio di legalità nella giustizia. E’ uno schermo dietro al quale favorire, proprio come voleva Pizzillo, gli affari mafiosi del mondo legale. Es. quelli della biomedicina. Il culto degli eroi alimenta dogmi: istituzioni che sarebbero della stessa pasta degli uccisi (spesso isolati e a volte traditi dai colleghi); il male concentrato in una mafia autonoma e strapotente*; la cancellazione dal quadro del motore primo dei poteri sovranazionali; mandanti veri, che gli officianti, dai partiti per i quali è passata Caterina Chinnici alla polizia del nipote, servono negli affari che la dottrina Pizzillo vuole intoccabili; incluso il neutralizzare quelli che per indole invece di recitare le giaculatorie tenderebbero a seguire come possibili gli esempi che si tengono in teche di vetro e si portano in processione.

*I terroristi samurai e la mafia AFD

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30 gennaio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Omicidio Agostino, tutto da rifare: annullato in Cassazione l’ergastolo al boss Madonia. Prescritto il delitto della moglie del poliziotto”

Un poliziotto anomalo: pulito e coraggioso, che prima di rispondere agli ordini obbediva al dovere. Assassinato esemplarmente (né è detto che il congiunto assassinio della moglie sia stato non premeditato; v. un altro caso di assassinio pedagogico, quello dell’ispettore di PS Aversa, di pasta simile ad Agostino, ucciso con la moglie a Lamezia; ovviamente, depistato, anche grazie a un magistrato – attuale consulente di Nordio per l’impunità ai medici – impunito, e tenuto in ombra). Con i killer favoriti con il solito gioco dell’oca pluridecennale.

La colpa è anche del pubblico. In Italia solo i disonesti criticano la magistratura, per ottenere impunità. I magistrati ne traggono così un’aura di purezza; di diversità morale, di superiorità, in realtà largamente immeritate. Sarebbe ora che gli italiani onesti la smettessero di credere alla retorica e alle sceneggiate e si rendessero conto che tra i compiti non scritti, ma ferrei, che la magistratura pratica vi è non solo la giustizia ma anche l’impunità. Il compito di assicurare prima mano libera, e dopo impunità e segretezza assoluta per i mandanti e larga impunità per gli esecutori, per i crimini ordinati dai poteri che controllano il Paese. Anche a quelli del business medico, per i quali Nordio e Magistratura democratica concordano sul garantire uno speciale status di impunità*.

* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura

@ aldosicme: Certo. Ma anche i magistrati concorrono. Es. col loro sovrano disprezzo per il fattore tempo*, come in questo caso. E concorrono anche i loro fan, che pensano solo a tornare al governo, ma accettano impassibili situazioni come questa: l’abisso tra un poliziotto di valore e suoi colleghi e magistrati che allestiscono 50 anni di giochini giudiziari. La claque che non vede la dimensione verticale del potere**: come e quanto i magistrati e i politici che vogliono imbrigliarli convergano nel servire il crimine dei poteri forti, dietro alle gomitate e agli spintoni. Che non vede come la “diversità antropologica” dei magistrati rispetto a quelli che ogni tanto mettono fondatamente sotto processo sia un mito; come non siano solo i politici a venderci.

* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
** L’orizzontalizzazione

Commento al post di S. Limiti “Quello che non convince sulla sentenza Agostino: perché fu anche un delitto politico”

“Il processo ha affondato le unghie nella carne viva”. E poi ha mollato la presa. Sia nei procedimenti giudiziari sia nelle ricostruzioni storiche sull’eversione (come in certe ammissioni di frodi mediche) è frequente la negazione del conseguente: se A allora B; A; ergo non B. L’altro giorno la Prima pres. della Cassazione Cassano inaugurando l’anno giudiziario ha sottolineato i “femminicidi”. Ai quali si dà particolare spazio, coniando dubbi neologismi, per coprire altri orrori. Stringe il cuore il pensiero della moglie di Agostino, della moglie dell’ispettore Aversa, uccise insieme ai mariti in funzione censoria-pedagogica. Omicidi di donne, questi, che conviene mandare impuniti. Chissà quante mogli di CC e PS hanno contribuito, come è più che comprensibile, all’indurre i mariti, i padri dei loro figli, all’acquiescenza su crimini commissionati al Viminale, dati i coniugi Agostino e Aversa. Un esempio degli effetti deleteri dell’ignorare – talora teorizzandolo apertamente, “il tempo non conta” ha detto un alto magistrato – gli effetti collusivi di decenni di ritardi e di diluizioni di responsabilità*. Va bene, “una sentenza non può cancellare un pezzo di storia”. Ma la storia, gli storici, dovrebbero smettere di ignorare che di quella storia infame la magistratura è parte integrante. Che i magistrati-eccezione sono usati per coprire regole indicibili. Oggi non meno di allora, come sa chi lo constata di persona.

* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria

@ francic: Sono stato bandito da associazioni antimafia, date le mie idee su come con la mafia e la lotta alla mafia si sia costruito un apparato di controllo sul Paese. Su come la mafia, invece di essere stroncata con la massima energia, sia stata virulentata, ed elevata a Male ontologico(1); per ottenere uno strato protettivo per i crimini dell’economia legale. Il grande alibi per la mafia delle istituzioni e per la viltà dei cittadini. Oceani di chiacchiere e poi farse (2) come questa: se si va a massacrare per zittire e educare, il disegno non esclude di uccidere anche la moglie la cui presenza è attesa.

Prima del bando, a una conferenza un oratore istituzionale, non ne ricordo il nome, disse di Contrada cose agghiaccianti, che non posso riportare. Chi è dentro sa. Ci sono valide ricerche, incluse quelle della Limiti, che mostrano anche a noi del pubblico cosa è accaduto. Ma descrivere e non agire di conseguenza è esso stesso un modo mafioso(3). Mentre non conosciamo gli intricati dettagli, l’essenza è semplice e ormai chiara(4). Dietro ai film che le magistrature alimentano. Come quello sulla “Terra dei fuochi”(5) che la CEDU oggi rafforza così come ha protetto Contrada e la segretezza di associazioni segrete di collegamento.

1 I terroristi samurai e la mafia AFD
2 pure J Stecchino dice che non voleva uccidere la moglie di Cozzamara
3 L’omertà manzoniana su Moro
4 Il tolemaicismo politico
5 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

@ aldosicme: Da quel che ho capito, l’impunità totale è stata ottenuta combinando l’aver fatto passare decenni con l’avere derubricato l’omicidio a non premeditato, per il quale vi è prescrizione. Un inqualificabile ritardo + un astratto inverosimile distinguo sulle intenzioni di chi è andato col disegno di massacrare per censurare ed educare, sapendo avrebbe potuto esserci la moglie.

I magistrati non dovrebbero temere rivalse per colpa, come vuole la destra perché siano ancor più controllati. Ma neppure dovrebbero essere liberi di ragionare a capocchia*. Uno dei modi di controllo sarebbe sanzionare le gravi distorsioni di ragionamento (altri potrebbe essere quello dei garanti morali**; e “l’organico mobile”: ogni anno il 5 per mille dei magistrati viene tolto dal ruolo, come coda peggiore, “no fault”, senza accuse, e sostituito da nuovi assunti; posto che la magistratura, coi suoi privilegi, deve essere un gruppo scelto).

Un mio commento, risposta a Francic, sulla serietà di questo mandare impunito il peggio del peggio è già stato censurato. Rischierò una seconda censura aggiungendo che per me oltre un certo limite di decenza andrebbe prevista una dichiarazione formale di “fallimento di giustizia”, se davvero si volesse tutelare l’istituzione giustizia, evitando di farne strumento di ciò che dovrebbe contrastare.

* Il peculato intellettuale dei magistrati
** La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

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8 febbraio 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Gandini “‘L’industria del complottismo’: tra i conformisti e i semplificatori esiste una terza strada”

Sì “complottismo” è un’etichetta dispregiativa per scoraggiare la resistenza alle prevaricazioni del potere. Sì, esiste il complottismo demenziale; sfruttato per ridicolizzare le denunce oggettive e pasoliniane*. Sì, la critica al potere può essere usata strumentalmente per ottenere consenso, potere e riforme in pejus. Da Grillo a Meloni. Sì, c’è una terza via. Che è quella del gatekeeping: ammettere gli abusi del potere ma parzialmente, assorbendo il dissenso fino a neutralizzarlo. Il limited hangout serve come cuscinetto per il potere, che lo permette e ricompensa. Appaga vanità e viltà, facendo apparire coraggiosi ma anche equilibrati, mentre derubricando il male che è forte evita di fronteggiarlo. In Italia ci campa un’industria, es. sul dogma dell’onnipotenza e autonomia di mafia e terrorismo, che protegge i burattinai sovranazionali e lo status quo**.

La patologia ideologica è il bulverismo, dare per assunto il vero e analizzare le critiche come errori, molto usato anche dai magistrati per i crimini dei poteri forti***. Invece bisognerebbe praticare la derelitta “quarta via”: concentrarsi sul merito materiale delle questioni. Non su criteri estetici, formali e di convenienza. Soprattutto chi si presenta come depositario delle conoscenze e metodi scientifici, della giustizia, dell’informazione.

*Carraro F. Elogio del complottista. 2024.
** I terroristi samurai e la mafia AFD
*** Bulverism, Wikipedia. – Il bulverismo giuridico e giudiziario su questioni mediche

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25 febbraio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Unabomber, prescrizione per tutti gli attentati tranne uno. Solo una vittima potrà chiedere il risarcimento”

Nei Viaggi di Gulliver, capolavoro di satira politica, non c’è solo Lilliput. C’è la terra degli esseri alti 22 metri. C’è Lagado, dove si ammorbidisce il marmo per farne cuscini e le cospirazioni politiche si indagano analizzando le feci dei sospettati. Laputa, rovinata da scienziati incapaci di applicare le loro discipline. Vivesse oggi e fosse italiano forse Swift includerebbe anche una terra dove i terroristi sono invincibili e i mafiosi sono espressione di poteri inferi*. E dove i bombaroli pazzi sono imprendibili. Forse includerebbe anche magistrati nelle sue descrizioni di terre dove regnano deformazione e capovolgimento. Atlantia, dove i cattivi hanno superpoteri, e chi denunci frodi spacciate per progresso tecnologico viene neutralizzato come pericoloso psicotico, magistrati e polizie concorrendo coi supercattivi nell’applicazione del “Codice atlantico”…

Il sistema avviato con Unabomber non è prescritto. Istituito con sibillini atti terroristici e un adeguato battage mediatico, è in pieno vigore, venendo applicato per ottenere la censura e promuovere l’ideologia volute**. Non lede più arti e facce materialmente; ma su quelle premesse, l’impunità assicurata e la loro lettura capziosa, sfregia chi va silenziato e gli taglia le gambe. Con la collaborazione diretta e la collusione delle istituzioni. A supporto di predazioni criminali, anche cruente, di alto livello e larga scala.

* I terroristi samurai e la mafia AFD
** Leopardi, Unabomber e altri eversori

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9 marzo 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Strage di Ustica, i familiari delle vittime manifestano contro l’archiviazione: “Il governo faccia di più. Chi è stato? Vogliamo scriverlo””

@ Tamarro Allegro: Questo comune genere di spiegazioni che riconduce tutto all’ambito domestico – anche l’abbattimento manu militari di un aereo – è costretto a tortuosità inverosimili*. Incluso l’attribuire volontà e poteri malefici immani** a soggetti come i nostri maneggioni politici; e ai magistrati di riflesso abissali inettitudine e corruzione, che non manifestano, quando si tratta di connazionali. In astronomia certe traiettorie anomale furono spiegate postulando la presenza di corpi celesti non conosciuti esercitanti attrazione gravitazionale. Corpi che poi vennero effettivamente identificati. Analogamente, certe enormità e le seguenti impunità sono spiegabili con l’influenza della forza di “masse” politiche esterne molto grandi, e non attribuendo a degli ometti, i servi della politica e i disgraziati del terrorismo, chissà quali diaboliche capacità.

* Il tolemaicismo politico
** I terroristi samurai e la mafia AFD

v. scambio completo in : I quattro livelli del depistaggio

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21 marzo 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Giornata vittime delle mafie a Trapani, dove la sanità è doppia: lentissima per tutti, ma non per Messina Denaro”

La mafia e l’antimafia formano un complesso integrato e stabile. La mafia AFD*, quella di cosca, viene lasciata in vita, attribuendole capacità sovrannaturali*. La “lotta” moscia a questa mafia fa da alibi, copertura e legittimazione alla MDA, la mafia dietro all’antimafia. La mafia dei galantuomini, che serve i notabili, e i burattinai sovranazionali che furono i mandanti delle stragi commissionate ai mafiosi. Serve anche i crimini istituzionalizzati della medicina. Le varie celebrazioni come quella odierna alimentano la favola di una guerra che invece è solo parziale, servendo a coprire una convergenza tra Cattivi e “Buoni” al servizio degli stessi poteri superiori allo Stato. E a coprire pratiche simili, al netto della polvere da sparo.

Con la magistratura che alimenta il sistema. Prendendo il medico massone Tumbarello come consulente abituale, mentre pratica la farsa di Messina Denaro imprendibile a casa sua. O facendo venire in visita al primario in un reparto di anatomia patologica di una settentrionalissima grande città il procuratore capo, il giorno dopo che un assistente che denunciava frodi istituzionalizzate – come le routinarie sovradiagnosi istologiche **- aveva detto al primario che se avesse continuato gli atti persecutori si sarebbe rivolto alla Procura. La medicina al servizio delle frodi delle multinazionali e dei comodi dei notabili brulica sotto la pompa antimafia.

* I terroristi samurai e la mafia AFD
** I cancri che non sono cancro

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21 marzo 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mattarella, la mafia può essere vinta, dipende da noi”. Poi modificato in “Mattarella, la mafia può essere vinta, dipende da noi. Don Ciotti: “L’80% delle vittime non ha avuto verità”. E dopo ancora in “In 50mila a Trapani con Libera contro la mafia, don Ciotti: “L’80% delle vittime non ha avuto verità”

La mafia non è “arte e fattura diabolica”*. Materialmente, le cosche possono essere vinte dallo Stato. E avrebbero già dovuto essere eradicate da decenni. Sono mantenute anche perché servono come alibi, spauracchio che crea consenso, diversivo, copertura legittimante. Se non ci fosse il perenne allarme mafia apparirebbero chiare viltà, corruzione, collusioni con affari illeciti di grande scala, della classe dirigente. Apparirebbe soprattutto il tradimento costante verso poteri sovranazionali; gli stessi che furono mandanti delle stragi e degli omicidi politici commissionati ai mafiosi. Fanno comodo i “tanti luminosi esempi” degli uccisi – spesso traditi da vivi e da morti. Sono usati per abbagliare e non fare vedere affiliazioni e obbedienze che hanno il colore dell’infamia.

* I terroristi samurai e la mafia AFD

@ enzolaba: Sono figlio di calabresi, della città dove in funzione del virulentare la mafia furono uccisi l’avv. dello Stato Ferlaino e l’isp. Aversa con la moglie. Non sono cresciuto lì, ma ho girato vari luoghi. L’idea che non si vuole eliminare la mafia la sviluppai negli anni in USA. Leggevo sul NYT delle imprese criminali di John Gotti, “l’ultimo padrino”. Vedevo la possente macchina di potere USA. La prima volta che arrivai a Boston la radio del taxi trasmetteva in diretta l’invasione di Panama, con la quale sistemarono Noriega, uno dei tanti loro gauleiter che si era fatto molesto. Avrebbero potuto schiacciare Gotti in una mezza giornata. Invece ne hanno fatto a lungo un mito. Un’ipostasi del male assoluto, come da noi i vari tagliagole che lo Stato ha lasciato operare. Con l’aggiunta di un fiume di propaganda sulla mafia onnipotente, es. Gomorra. Così cominciai a pensare che la mafia serve al potere un po’ come i picciotti al capobastone di paese, che li manda a danneggiare oliveti e poi, facendo mostra di maledirli, offre protezione. L’esempio che gli uccisi danno è che coloro che la mafia la contrastano sul serio vengono esemplarmente epurati. Per poi appropriarsi delle loro figure e portarle in processione, per alimentare il sistema mafia-antimafia. Insieme alla vittime bisognerebbe ricordare chi è stato messo al loro posto, i piduisti, i don Abbondio, gli inadeguati. Ma le persone di mondo battono le mani e stanno al gioco.

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2 aprile 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone ““La strage di Pizzolungo è avvolta nel mistero, ancora oggi molti punti oscuri”: parla il procuratore di Trapani”

I mafiosi possono uccidere un magistrato, certi dell’impunità. Possono scegliere di farlo non nel modo per loro più sicuro, ma in quello più eclatante anche se rischioso, per mandare un segnale, spiega il Procuratore di Trapani. E possono ottenere anche totale oscurità sui moventi e su sé stessi come mandanti, aggiunge. Ma è davvero possibile avere un’entità criminale così onnipotente? O è un’astrazione della mafia reale, un passaggio dal finito all’infinito, che serve come alibi sul quale scaricare l’indicibile. Un paravento comodo per una classe dirigente che i poteri forti li serve – anche nei loro peggiori crimini – e un modo elegante per le persone comuni per porsi come lo struzzo.

Così come tra la gente gli omicidi di mafia vengono spesso trascritti in storie di corna, le alte istituzioni i crimini dei poteri forti a esecuzione mafiosa o anche solo in areale mafioso li addossano a una mafia dipinta come emanazione diretta dell’inferno. Come lo pseudoanonimo del ‘600 di Manzoni: “gl’Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl’altri Spettabili Magistrati qual’erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d’atti tenebrosi, malvaggità e sevitie che dagl’huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non se arte e fattura diabolica, attesoché l’humana malitia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi… “.

v. I terroristi samurai e la mafia AFD

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23 aprile 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Papa Francesco, don Luigi Ciotti: “Oggi lo celebra anche chi lo ha ostacolato””

Travaglio ha notato che stanno “saltando tutti sul carro funebre”. E’ anche vero che Bergoglio ha offerto a ognuno dei vari poteri, pure a quelli che si fanno la guerra, un predellino dedicato per salire. Ponendosi come mediatore, facendo lo slalom.

Sull’Ucraina ha detto che “non esistono cattivi metafisici”. Mi ha colpito, perché penso una cosa simile della mafia: l’organizzazione criminale è stata elevata a male ontologico, alla ”arte e fattura diabolica” del Manzoni*, facendone uno spauracchio che ottiene consenso a favore di chi dice di proteggerci da essa. Sotto due DDA, in Lombardia e in Calabria, sperimento come ci sia un’affinità di schema col capobastone di paese che offre protezione da criminali che poi sono i suoi stessi picciotti, e passa per benefattore mentre delinque**. L’antimafia delle poltrone funziona come alibi e copertura per praticare quella che chiamo la mafia dietro l’antimafia. In particolare, l’appoggio mediante reati mafioidi a grandi affari illeciti del mondo legale, come quelli della medicina. Questa antimafia è un anello di Gige per tonache, divise, toghe, grembiulini, e palazzi istituzionali tanto sontuosi quanto è miserabile il comportamento di chi li abita. L’anello antimafia perderebbe i suoi effetti magici se invece di cantare la mafia come male metafisico, inestinguibile, e di auto-incensarsi col moral grandstanding – l’arte dei preti – la si debellasse.

* I terroristi samurai e la mafia AFD
** I professionisti della metamafia

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4 giugno 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Melillo al Parlamento Ue: “Lotta alle mafie deve tornare al centro dell’agenda. Guerra dei dazi occasione per i sistemi criminali””

Non metto in dubbio quanto dice il capo dell’Antimafia. Sarà la verità; ma non è tutta la verità. “It cuts both ways”: la lotta alla mafia a sua volta fa da alibi, diversivo e copertura per la protezione istituzionale attiva, more mafioso, di grandi operazioni predatorie del mondo legale (1). Lo sperimento a Brescia es. (2-4). Dove Melillo ha affermato – ha rassicurato, bisognerebbe dire – che “E’ illusorio pensare di poterle debellare [le mafie]” (5). Un rovesciamento del “la mafia non esiste”, ma gattopardesco: non nel suo opposto ma nella sua prosecuzione (1,6), posso testimoniare. Le mafie e questa antimafia formano un complesso, integrato nel sistema.

Questa antimafia serve Big Pharma, della quale la UE è braccio, e si può pensare che mutati i tempi si metta al servizio anche della cosca rivale, l’emergente industria degli armamenti e il suo braccio UE, col suo compito di puntare il super trouper sulla sola ala gangsteristica di un sistema di predazione che è sociopatico in toto (7); con la parte legale che comanda nel buio così strutturato.

1 MDA: la mafia dietro l’antimafia
2 Demenza senile e demenza morale
3 Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure
4 Diagnosi precoce dell’Alzheimer: il test del sangue debutta al Civile. Giornale di Brescia, 3 giu 2025
5 Festival della Pace, Melillo: “le mafie crescono con i conflitti”. Giornale di Brescia, 16 nov 2022
6 I terroristi samurai e la mafia AFD
Il ragionamento anti-bayesiano

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7 luglio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Boero “Clima, i media dove operano i disinformatori non dovrebbero più ricevere fondi pubblici”

@ Ferdinando Boero: “Non esiste la scienza disonesta” (Boero). “If a critical mass of scientists become untrustworthy, a tipping point is possible in which the scientific enterprise itself becomes inherently corrupt and public trust is lost, risking a new dark age with devastating consequences to humanity.” Edwards MA, Roy S. Academic Research in the 21st Century: Maintaining Scientific Integrity in a Climate of Perverse Incentives and Hypercompetition. Environmental Engineering Science, 2016. La pratica scientifica, come tutte le attività umane, può degenerare in massa. E corruptio optimi pessima, ha scritto Illich sulla degenerazione della medicina.

C’è una tendenza del potere a imporre degli assoluti metafisici, sui quali basare una sorta di teologia, per trarne una sacralità che rende i sacerdoti designati indiscutibili e intoccabili. Come l’ontologizzazione della mafia*, che è illusorio pensare di eliminare secondo il capo dell’antimafia Melillo, e che esisterà fino all’ultimo uomo sulla Terra per Gratteri. Mentre Falcone volle correggere la vulgata spiegando che è un fenomeno storico contingente, per quanto importante e drammatico. Il riportare il proclamato sovrannaturale all’umano, come fece anche Tobagi che scrisse che i terroristi non erano samurai invincibili, porta a trovarsi “in cattive acque”, per usare un’espressione di Gelli.

I terroristi samurai e la mafia AFD  – MDA: la mafia dietro l’antimafia

Scambio completo in: “Scienza inversa”: un concetto da opporre alla parola tappabocca “scienza”

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9 settembre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Mainenti “La memoria dell’agente Montinaro e i patrimoni confiscati: sull’antimafia pende una spada di Damocle”

Versione ufficiale. Montinaro fu ucciso insieme a Falcone da una organizzazione criminale strapotente. Così potente che gli “esiti processuali non hanno consegnato fino in fondo la verità”. Così potente che le misure per combatterla vengono ulteriormente indebolite. Ma le istituzioni e la società civile reagiscono; i cittadini che non le sostengono favoriscono la mafia. Versione alternativa. Capaci e via D’Amelio furono ordinate dai poteri forti nell’ambito del cambio di classe politica dopo la caduta del Muro. Tra i fini delle stragi vi fu il dare un alibi a magistratura e forze di polizia. E ai cittadini, che parlano di mafia ma stanno muti su quanto subiscono dal potere legale. I colleghi degli uccisi oggi servono – posso testimoniare – gli stessi poteri forti che allora furono mandanti. La mafia invincibile* giustifica un’antimafia perenne che copre la mafia dietro l’antimafia* imponendo consenso e legittimazione. Da qui il rapporto bassissimo, e in ulteriore ribasso, tra progressi reali verso l’eradicazione della mafia (un’impossibilità ontologica secondo Gratteri e Melillo), e il lussureggiare di iniziative parolaie: eventi, celebrazioni, studi, fondazioni, etc. Questa antimafia è un paradigma di come il potere in Italia allestisca villaggi Potemkin dove le facciate non sono di cartapesta ma di marmo, e sontuose. A coprire ambienti squallidi e mercimoni miserabili.
cc

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29 set 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Mattiello “Colosimo sta ‘aprendo i cassetti’ di via d’Amelio, ma quello di Caselli lo tiene ben chiuso”

E’ il falso prior* della mafia onnipotente**, stabilito e alimentato anche da voi, che consente a Mori e c. di avanzare la tesi fumettistica di una strage preventiva per evitare che Borsellino disturbasse giri di appalti.

L’impostazione antibayesiana*, l’ignorare i prior, le probabilità a priori – o costruirne di falsi – permette di fare dire alle indagini (o alla ricerca biomedica) ciò che è opportuno. Prior veritieri dovrebbero considerare la mafia come cooptata dai poteri forti che controllano il Paese – questi sì strapotenti. Prior che non piacciono a chi tiene al favore dei suddetti poteri.

E’ antibayesiano anche attribuire a Onorato il suicidio con fascette, quasi inesistente nelle casistiche. Il marito della parlamentare inoltre sarebbe rimasto seduto composto mentre si strangolava, stoicamente e nonostante i movimenti involontari. La probabilità a priori per un suicidio tout court è microscopica; mentre appare una elaborata intenzionalità. I dati, cioè le indagini, non hanno portato evidenze forti per il suicidio; la moglie ne ha presentate per l’omicidio. Resta un caso “prior dominated”; attribuirlo a suicidio può essere un completare una sibillina messinscena.

Anche via d’Amelio è a prior forti, che se non coartati e deviati avrebbero impedito i depistaggi giudiziari; e impedirebbero i fumetti della destra e i limited hangout dei suoi antagonisti.

Il ragionamento anti-bayesiano
** I terroristi samurai e la mafia AFD

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6 ottobre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giletti ospita Scarpinato: non avevo mai visto un attacco così aggressivo e intollerante”

Anch’io ho visto quasi per caso l’imboscata di Giletti a Scarpinato. Alla Teo Mammuccari. Sono in auge i ruffiani aggressivi. Ma Scarpinato, con i suoi meriti, è corresponsabile. Sere dopo ho visto per caso su RAI2 una trasmissione su Letizia Battaglia, la fotografa della mafia a Palermo. E delle bambine di Palermo. C’era Scarpinato che ne lodava le doti artistiche e il valore morale (grazie a una foto della Battaglia poté smentire Andreotti che diceva di non conoscere i Salvo). Ma, come per “Il Padrino”, l’arte di pregio ha contribuito a elevare la mafia a Male ontologico. Estetizzare la mafia e presentarla come onnipotente* ora permette di intrattenere la tesi pulp delle stragi del ’92 come preventive a favore di appalti.

Avremmo bisogno di demitizzare la mafia, di riconoscere che è stata usata come milizia da burattinai che strapotenti lo sono davvero. Pochi si sono espressi contro la costruzione mediatica e culturale di potenze infere; che giustificano il non averle fermate; e che continuano a servire da alibi, legittimazione e diversivo**. Tra questi Walter Tobagi, “non sono samurai invincibili” ucciso nel 1980; Pio La Torre, ucciso nel 1982***; Falcone, “la mafia è umana e avrà una fine”.

I terroristi samurai e la mafia AFD
** MDA: la mafia dietro l’antimafia
***I media sbagliano a sottolineare la forza delle cosche. In: Non dimenticate mio nonno, Pio La Torre. Di Marta La Torre. Corsera 2017.

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7 ottobre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pietrobelli “Unabomber, il mistero insoluto: l’ultima perizia sugli ordigni esplosivi scagiona gli 11 indagati. Nessun dna corrispondente”

Il pazzo isolato non è stato trovato. Forse perché non c’era. I priors (1) che esista uno psicopatico con capacità tecniche e operative molteplici, eterogenee e di alto livello, un superuomo del Male, erano bassissimi fin dall’inizio. Anche esperti hanno dubitato che ad operare – nell’area della frontiera NATO pre-1989 – potesse essere un singolo isolato. Eppure la pista dello Erostrato imprendibile è stata l’unica battuta. O l’unica diffusa al pubblico.

Con l’originale USA si è fondato il prior che ci sono pazzi sanguinari antitecnologici (2). Il prior è stato trapiantato da noi (3). Appare che la finalità fosse questa, di stabilire tale principio, a sostegno della tecnocrazia: chi la critica, fosse pure Leopardi, è un lunatico pericoloso, da fermare.

I magistrati hanno cooperato. Forse in una bolla di componenda: non più trappole esplosive in cambio di collaborazione all’ideologia della dittatura tecnocratica. La prescrizione sigillerà l’accordo. Mentre l’eversione continua, con la collaborazione dello Stato e di privati, dagli uffici giudiziari e di polizia, braccio secolare di frodi come quelle biomediche (4), ai supermercati.

Il ragionamento anti-bayesiano
2 Harvard and the Unabomber: The Education of an American Terrorist. – The United States of America versus Theodore John Kaczinski Ethics, Power and the Invention of the Unabomber.
Leopardi, Unabomber e altri eversori
Nuove P2 e organi interni

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16 ottobre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Covid, mancato aggiornato piano pandemico: udienza per 4 dirigenti ed ex del ministero della Salute”

Ancora una volta la magistratura lungi dall’accertare la verità alimenta la sfocatura. Per le stragi del ’92, dove i mafiosi furono manovalanza, o meglio poco più che figuranti*, dopo oltre 30 anni non ha prodotto una solida ricostruzione che avrebbe impedito la nuova trama sgangherata, volta a mantenere in ombra i poteri forti mandanti, di una mafia in eruzione, che farebbe eccidi preventivi per questioni di appalti.

E’ stata un’eruzione, cioè anomala**, anche la strage covid del 2020. Ci sono ormai cogenti e dettagliate evidenze tecniche** che sia stata effetto quanto meno dell’esecuzione di un piano iatrogeno. Ignorarle conferma la complicità. La magistratura invece di prevenire altre future aberrazioni mediche e politiche spacciate per “piano pandemico” le favorisce, con l’accusa farsesca di insufficiente solerzia nel fare i garzoni. Quando l’obbedienza è stata a livello di banalità del male.

La magistratura il cittadino comune lo mette davanti a un diritto che ha il volto di pietra della Sfinge; è di marzapane se si stagliano i poteri forti. Coi suoi precedenti nei Misteri d’Italia – e nelle frodi biomediche di alto bordo – va contata tra i fattori che hanno portato a scegliere il nostro Paese per far eseguire la strage d’innesco dell’operazione covid.

*Lo Bianco G. Rizza S. Dietro le stragi. PaperFirst, 2021.
**Hickey J. et al. Constraints from geotemporal evolution of all-cause mortality on the hypothesis of disease spread during Covid. Correlation, 13 Jun 2025.

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14 dicembre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Savino ““Gomorra” e “Suburra” a rischio sanzione? Fratelli d’Italia presenta un ddl contro chi “esalta” la mafia. Roberto Saviano tuona: “Censura mascherata da tutela morale””

E’ la gente che dovrebbe svegliarsi e riconoscere che l’esaltazione della mafia, la rappresentazione della mafia “arte e fattura diabolica” (Manzoni)* è il grande alibi per gli sfruttatori per ottenere legittimazione, consenso e impunità per le loro violenze e grassazioni del mondo legale**. Ed è il grande alibi per gli sfruttati per subire passivi. La mafia alimenta misconosciuta e impunita la metamafia, la mafia sulla mafia: come il capobastone locale fornisce in cambio di sottomissione protezione da furfanti che poi sono i suoi stessi picciotti, lo Stato non eradica la mafia, ma la coltiva e a volte la virulenta, per spaventare i cittadini in modo da ottenere obbedienza. La mafia ontologica, eterna (Gratteri e Melillo) è parte del dispositivo di sfruttamento del Paese***.

Protetta dalle avvincenti storie di Saviano e dagli acuti commenti di Gratteri sulle mafie di cosca, prospera florida in Calabria, e nel resto d’Italia, la mafia istituzionale. Invece di seguire imbambolati la miliardesima fiction sulla mafia pantocratrice, e di battere le mani agli innumerevoli happening dell’antimafia delle poltrone, lavandosi così la coscienza, una cosa andrebbe fatta dal cittadino davvero antimafia: chiedere senza sosta che la mafia sia eliminata. Chiedere senza stancarsi che sia distrutto questo barbacane della mafia legale.

I terroristi samurai e la mafia AFD
** MDA: la mafia dietro l’antimafia
*** I professionisti della metamafia

Robinio Rossetto: Ma sei serio o solo reduce dalle libagioni del pranzo domenicale?

@ Robinio Rossetto: I beoni danno dell’ubriaco agli apoti. “La mafia – dice Genchi – è stata usata per lasciare il bollino, l’imprimatur. Quelli erano dei pecorai; sapevano uccidere con le mani, non con i telecomandi. Brusca non lo aveva mai preso in vita sua un telecomando, nemmeno per aprire un cancello elettrico. A loro hanno dato l’impressione di aver premuto. Di loro servivano quelle cicche di sigaretta, che sono state puntualmente fatte trovare e analizzate dall’Fbi, per dare il marchio di origine a quella strage. Cosa nostra si è prestata. Ma sono stati truffati da chi li ha portati in quella collinetta a recitare la parte. Quelli erano dei figuranti, erano degli attori, perché i veri protagonisti di quella strage non sono mai emersi”. (Dietro le stragi. Lo Bianco, Rizza. Paperfirst 2021; ridotto).

Capaci è un paradosso di Gettier: non poteva funzionare e ha funzionato. La velocità prevista dell’auto bersaglio era di 170 km/h. Ponendo in 10 metri il tratto di strada utile, l’intervallo di tempo entro il quale premere il pulsante è di circa un quinto di secondo. Che il mafioso distante sulla collinetta avesse col dito una tale accuratezza sovrumana è la tipica credenza indotta dai rinomati film pulp sulla mafia. Per bersela, aiuta avere tracannato la Gomorra della zia di Calenda e affini. Diffondendo cinema, di fatto si lavora per i mandanti veri. Se non bevi la versione “Wile Coyote”, allora perché insulti chi sostiene che la mafia è usata come strumento e copertura da poteri superiori.

Ermete Macchioni: Caro Robinio, il problema non è lui, che ovviamente straparla, ma chi gli dà I like. Il nostro menici è un complotTardo con un vocabolario un po’ desueto ma resta sempre un complotTardo. Saluti 

@ Ermete Macchioni: Ricordo un altro tuo intervento su quanto scrivo: “ormai la massoneria è come il nero: sta bene su tutto. Ed è la spiegazione per tutto: “non sono io che sono pazzo, è colpa della massoneria””. 2024. Riportato in*.

E’ già singolare che l’antimafia ufficiale riceva l’appoggio di una “antimafia” volontaria che non ha altro argomento che l’insulto. Tu per di più mostri come un tale appoggio fatto di diffamazione e contumelie possa partire da chi difende la massoneria. (Il caso vuole tu ti presenti pure con un nome dal sapore massonico, Ermete). Un appoggio che consiste nel dare del malato di mente, pazzia o ritardo cognitivo, a chi osi criticare la massoneria o l’antimafia certificata. Un “simul stabant” inaspettato il tuo, dati i tradizionali legami tra massoneria e mafia. E dato che questa dell’infermità mentale è una classica risposta mafiosa ad accuse. Una risposta praticata a livello formale tramite illustri luminari massoni anche riguardo a fatti di mafia – o di P2 – gravissimi. Ciò rafforza l’impressione, sviluppata sul campo in Calabria e a Brescia, che i fili tra antimafia di copertura e massoneria andrebbero meglio esaminati.

Ndrangheta e privatizzazione della sanità

Robinio Rossetto: 

Massimo Pollini:
Non avendo il piacere di conoscerti, né tantomeno avendoti mai visto sul mio divano di casa, mi domando come faccia tu a dibattere sui miei passatempi; ad ogni modo, io non guardo la televisione.
Pur vero essendo che «la mafia è usata come strumento e copertura da poteri superiori», se – in disparte alcuni aspetti discutibili delle analisi sociologiche effettuate da Menicio60d15 – è “serio” questo suo periodo «una cosa andrebbe fatta dal cittadino davvero antimafia: chiedere senza sosta che la mafia sia eliminata. Chiedere senza stancarsi che sia distrutto questo barbacane della mafia legale», allora alzo le mani.

@ Robinio Rossetto: L’unica ratio per insultare come non serio quanto virgoletti di ciò che ho scritto, cioè che andrebbe chiesto di eradicare la mafia, è del genere di quella che sottende un aforisma di Giulio Andreotti: “Ci sono pazzi che credono di essere Napoleone e pazzi che credono di poter risanare la ferrovie dello Stato”.

Andreotti diceva anche “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”; e credo che una lettura necessaria per comprendere l’antimafia che rappresenti sia il racconto “I ragazzi di Cucarasi” di Giancarlo Fusco (In: “Le rose del ventennio”). Tra l’altro aiuta a comprendere perché alla richiesta inaudita di eradicare la mafia si reagisca con tanta acredine.

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5 gennaio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Mattiello “L’inchiesta di Report riconosce una inquietante continuità tra il potere di ieri e di oggi: due consigli sul da farsi”

L’elasticità onirica

Nel 1972 il maresciallo dei CC che aveva scoperto le armi di Ventura morì 2 mesi dopo in un incidente d’auto. Essendo stato abbagliato da 2 fari di bicicletta, secondo la Stradale (M. Sassano, La politica della strage, 1972). Un esempio di quella che chiamo la “elasticità onirica” caratteristica delle versioni ufficiali sull’eversione. Nei sogni è accettato come credibile che il male abbia un’elasticità estrema, assumendo intensità che trascendono le leggi del mondo fisico e le proporzioni dell’agire umano. I BR di Moro samurai invincibili. I mafiosi che avrebbero azzeccato i 2 decimi di secondo utili nel premere il pulsante a Capaci. Il picco di mortalità covid record mondiale nel 2020, biologicamente assurdo*. Via D’Amelio per proteggere appalti.

Una magistratura sana identificherebbe sistematicamente le elasticità oniriche, per smascherarle e avvalersene come indizi. Ma la magistratura in 34 anni mentre si è fatta bella con Falcone e Borsellino non ha prodotto ricostruzioni che impediscano come insulsa e autoaccusante l’elasticità onirica di una mafia onnipotente che farebbe stragi preventive per appalti. La “inquietante continuità” c’è anche tra la destra di Nordio e Ciavardini, i CC e PS improntati a Mori e La Barbera e una magistratura che l’indipendenza la rivendica dagli altri burattini ma non dal burattinaio. Votiamo NO, ma turandoci il naso.

*Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale

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4 febbraio 2026

Blog de il Fatto

Comento al post “Morto Corrado Carnevale: l’ex giudice della Cassazione soprannominato “l’ammazzasentenze” aveva 95 anni”

Capitolo 13 Il caso Carnevale
1.L’episodio più emblematico di infiltrazione di Cosa nostra nell’amministrazione della giustizia – 2. L’assassinio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, fedele servitore della Repubblica – 3. Le fasi del processo per l’omicidio Basile – 4. La giornata del 7 marzo 1989, l’episodio del «massaro» e la condanna di Carnevale per complicità con Cosa nostra – 5. Il ruolo della presenza nell’ufficio del presidente Carnevale di un emissario di Cosa nostra, identificabile in Francesco Messina, reggente della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo – 6. L’annullamento della sentenza di condanna nei confronti di Corrado Carnevale. (G. Turone. Crimini inconfessabili, 2024).

Il caso Carnevale mostra come nella magistratura italiana l’essere “un eccellente giurista” possa conciliarsi con l’intimidire un altro giudice avvalendosi di un mafioso.

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9 febbraio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post “Palermo, l’aula bunker dell’Ucciardone diventa navigabile in Realtà Virtuale per il 40esimo anniversario del Maxiprocesso”

La mafia è “un fenomeno mostruoso” (Morosini), o meglio è una classe di fenomeni mostruosi, che ha tra le sue funzioni anche quella di coprire altre classi di fenomeni mostruosi*. La mafia ontologica**, “male assoluto” (Morosini), la mafia eterna, è parte di un dispositivo di potere. E’ un’istituzione prevista dalla costituzione non scritta insieme alla complementare antimafia permanente: tutte queste liturgie, mitopoiesi, autocelebrazioni, questo mescolare il vero tragico e la facile letteratura, questo vestire le penne del pavone, fino alla farsa spudorata***, alimentano la funzione di alibi e spauracchio della mafia e quella di copertura della lotta perenne alla mafia. Favorendo così i crimini miserabili che dietro alla sacralità della lotta alla mafia si commettono, al sicuro in soffici poltrone.

Se proprio si vuole usare il virtuale, che si proietti, invece che fatti portentosi del passato, come sarebbe un’Italia “demafizzata”. Ma in un’Italia senza la mafia – che è ciò che andrebbe chiesto allo Stato invece di continuare a plaudire l’affastellare cappelle votive, davanti alle quali genuflettersi – verrebbero allo scoperto le più insospettabili responsabilità.

MDA: la mafia dietro l’antimafia
** I terroristi samurai e la mafia AFD
*** L’undicesima ora. Messina Denaro e Zagrebelsky

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9 aprile 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Ventrone “Pietro Calogero, il ‘teorema’ e gli anni di piombo. Certe polemiche resistono ancora oggi”

“Dirà il procuratore di Treviso Pietro Calogero: «Gli apparati dello Stato cominciano a lavorare non a favore delle indagini, ma contro di esse»”*.

“This view is supported by Pietro Calogero. In his indictment of the Autonomía Operaia leadership he pointed out that the hostility of the terrorists towards reformists and trade unionists was the aspect that, more than any other, links “red” terrorism to “black” terrorism and may have made it the ideal instrument of an astute and perverse reactionary plan, embedded in the heart of the state and fed, perhaps, by domestic and international political forces.”**.

Si sottovaluta il ruolo di fiancheggiamento della magistratura nell’eversione e in generale nel controllo sovranazionale del Paese. Forse è anche per questo che nell’Italia dei pomposi tengo-famiglia, nell’Italia dove pure gli estremisti sono ruffiani e si mettono al servizio del più forte, si sminuiscono, guardandoli con distacco e freddezza, quei pochi magistrati che come Pietro Calogero permettono solo al senso del dovere di spingere la loro attività, e che arrivano così es. all’Hyperion, invece di aderire non al teorema ma all’assioma di comodo che attribuisce ai terroristi e mafiosi nostrani una natura demoniaca***.

* Salvini G. La maledizione di piazza Fontana.2019.
** Willan P. The puppermasters. The political use of terrorism in Italy. 2002.
*** I terroristi samurai e la mafia AFD

@ robsieni: Piuttosto, è trascurato, per la comprensione di come siano potuti avvenire così tanti eccidi e omicidi politici, in quella miniera di osservazioni morali che sono I Promessi Sposi il passo che cito “gl’Amplissimi senatori…”. Ancora tu Robsieni. Mi fai ricordare che Licio Gelli nell’affiliare piduisti chiedesse loro quali ingiustizie ritenevano di avere subito. In pratica quali fossero le loro frustrazioni e ambizioni. Mezze seghe, invidiosi, smaniosi, sono i soggetti adatti da reclutare come manovalanza servente. Questo ovviamente non è il tuo caso, impareggiabile filosofo la cui grandezza non è stata ancora riconosciuta.

@ robsieni: La pubblicità commerciale, “propaganda diretta a ottenere dalla collettività la preferenza nei confronti di un prodotto o di un servizio”, si paga. La pubblicità dei propri pensieri, la mera esposizione delle proprie idee, (ulteriormente affievolita nel mio caso dallo shadow banning del sito dove raccolgo gli interventi), tutelata dalla Costituzione, art. 21, non deve essere proibita; tanto meno “perché non pagata”. Anche “propaganda”, originariamente espressione pontificia, può significare promozione di un credo o réclame a fini di lucro. La pubblicità commerciale arricchisce, la pubblicità delle proprie idee si paga. E’ una differenza fondamentale e rivelatrice. Una vittima dell’aggregato di scagnozzi del potere individuato da Calogero, Emilio Alessandrini, disse “questo lavoro è così bello che bisognerebbe pagare per farlo”.

Istituzioni ufficialmente preposte a difendere la legalità applicano o convalidano a fini censori e di discredito argomenti non più seri della tua astrusa anfibologia. Il tipo antropologico rappresentato dagli estimatori di T. Negri, che insegnava che bastonare chi esprimesse idee sbagliate era il minimo, e gli apparati dello Stato che lavoravano e lavorano per i burattinai, vanno d’accordo. Questo tuo ricordarmelo rinnova la mia stima per il magistrato che individuò gli extraparlamentari come erbe di uno stesso fascio, come componenti dello stesso pabulum, e come servi, chi sciocco e chi furbo, degli stessi sanguinari padroni.

@ ms: Negri non lo conosco nel senso che è per me un figura repulsiva, che ho difficoltà ad avvicinare. Lo conosco di riflesso. Conosco la Calabria massomafiosa e i suoi legami con le istituzioni dello Stato: Negri era in cordiali rapporti con l’avvocato di Piromalli*, Conosco la fine di quelli che smontano certe narrazioni. La fine di coloro che lo indicarono come fomentatore del terrorismo legato ai servizi USA, italiani ed europei: G. Galli, E. Alessandrini, Pecorelli, Dalla Chiesa. Conosco la sinistra anti-sinistra – l’ala pseudoprogressista di una classe dirigente parassitaria, che prospera vendendo il Paese – che fa di Negri un maestro, incluso il suo modo di esprimersi: “Lo stile di Toni Negri era a metà tra D’Annunzio e Carolina Invernizio. Toni Negri esaltava la mistica del manganello (come Marinetti) e lo squadrismo (come Mussolini). Il motto di Toni Negri era: Armiamoci e partite.”**. Conosco Harvard, che lo ha pubblicato***.

* Guarino M. Poteri segreti e criminalità. L’intreccio inconfessabile tra ‘ndrangheta, massoneria e apparati dello Stato. 2004.
** Nozza M. Il pistarolo. 2006.
*** How Harvard rules

@ robsieni: Un sunto su Toni Negri scritto da robsieni in persona. Grazie. Come rispondono gli anglosassoni quando ricevono di queste fortune, “I shall lose no time in reading it”.

@ robsieni: Il tuo è un riassuntino di veline arcinote. Ne sai meno di me. E non hai idea di cosa significhi esaminare un personaggio. L’interessante dell’esibizione non richiesta nella quale ti sei voluto produrre non sta nel contenuto informativo, nullo, ma nella performance stessa. Che mostra la magistrale abilità di chi pilota l’eversione di selezionare tipi umani, estrarne il peggio e distillarlo. A me sorprende come si possa dare peso, se non in negativo, a figure come Negri. Uno che su commissione ha fomentato sciagure e vigliaccate, contribuendo all’eliminazione di uomini di valore, con quattro fesserie non dissimili da quelle che pochi decenni prima confezionavano gli scribacchini fascisti per aizzare all’aggressività vile. Me lo spiego con una profonda capacità degli organizzatori dell’eversione di toccare i tasti giusti. Si tratti della fregola di violenza dei terroristi operativi, o, per i supporter, delle smanie intellettualoidi di soggetti che, per nulla portati alla riflessione intellettuale, ingollano e rigurgitano quella premasticata apposta per loro.

@ robsieni: E dalli con Deleuze e Guattari. Non parlavo di loro, ma di quelli come te che hanno bisogno, come certi molluschi, di attaccarsi a un qualcosa per sopravvivere. Quelli che costruiscono una immagine di sé attaccandosi da un lato a figure guru, per trarne un senso di grandezza accostandosi a loro, e che dall’altro si appiccicano a ventosa come stai facendo tu con me a chi percepiscono come una minaccia per l’immagine artificiale di sé che si costruiscono. Mi riferisco agli “intellettuali bivalvi”, specie infestante, della quale tu sei un esemplare da manuale.

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14 aprile 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Indagine su mafia e appalti fu concausa di via D’Amelio e Capaci”, il procuratore di Caltanissetta all’Antimafia: “Concreti, plurimi e univoci elementi”

Crimini come Capaci e via d’Amelio, enormi, difficili da eseguire ed esiziali per gli esecutori, a meno di non avere le più forti protezioni o essere ordinati da coloro ai quali non si può che obbedire, devono avere una causa necessaria forte, ben definita. Una causa che li incaselli in una categoria precisa. La magistratura, mentre si fa bella di Falcone e Borsellino, dopo decenni trova una “concausa” senza avere adeguatamente definito la causa necessaria, cioè la categoria di appartenenza delle stragi che hanno accompagnato il regime change di quegli anni*. La causa necessaria, nota, è citata “a foglia di fico” cioè non altrimenti che con vaghe supposizioni come uno tra i fattori; per non svergognarsi troppo con l’inverosimile puro. La “concausa” senza l’evidente causa necessaria, ridotta ad appendice blurrata, si aggiunge es. al malore attivo di Pinelli e al concorso con terzi senza i terzi per Meredith Kercher nelle impudiche contorsioni di una magistratura che non è diversa dai suoi rivali nell’asservirsi ai poteri forti. Mentre esibisce coccarde tricolori quando si tratta di difendere le sue posizioni rispetto agli altri cortigiani. E che non è lontana dagli apparati nell’alimentare il grande alibi per i tradimenti a favore dei crimini del mondo legale, che oggi stanno portando alla decadenza del Paese, cioè nell’attribuire alla mafia potenza sovrannaturale**.

La matrice
** I terroristi samurai e la mafia AFD

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10 maggio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post “Valditara contro tutti sullo strafalcione Br-Mattarella: “Bullismo mediatico per un lapsus banale, siamo caduti molto in basso””

Il siparietto tra Valditara e i suoi oppositori sembra quasi voluto per come rafforza convinzioni puerili sugli omicidi politici. Chi accusa Valditara fa come quei bambini che sono fieri di spiegare che le balene non sono pesci ma mammiferi. Ma i pesci non sono una categoria tassonomica definita come i mammiferi, ed è stato dottamente argomentato che le balene potrebbero anche essere considerate pesci*. Le categorizzazioni variano col criterio. Mafiosi e terroristi neri appaiono prima facie lontani dai brigatisti. Ma secondo un altro criterio, l’utilizzo come manovalanza per le epurazioni, qui di chi poteva proseguire la politica di Moro – che comportava una pur blanda autonomia dai poteri ai quali l’Italia è sottomessa – fasci, mafiosi e BR vanno sussunti nella stessa categoria. Sì, i mafiosi difendevano anche il loro, Piersanti volendo fermare l’andazzo mafioso. Ma dal dopoguerra la mafia virulentata e protetta è anch’essa strumento dei poteri sovranazionali. Le BR che uccidono Moro e altri, assieme ai fascio-mafiosi che uccidono Piersanti e i pochi magistrati che non si piegavano, hanno portato alla selezione di una classe dirigente a sua volta servente dietro le proclamate diversità tra gruppi; perfino il torpido elettorato italiano la sta ripudiando. Poteva essere un’occasione per emanciparsi dal livello scolastico e favolistico**; invece li rinsalda.

* Dupré J. Are whales fish? The MIT Press Reader, 2024.
** I terroristi samurai e la mafia AFD

@ Mimmo Carrozzo: Grazie dell’osservazione, ne terrò conto. Ma c’è anche una resistenza del pubblico ad accettare concetti come che il criterio preminente dovrebbe essere quello dei mandanti, rispetto a quello della diversità degli esecutori. Il vedere esclusivamente o principalmente gli esecutori è anche un alibi, sia per le istituzioni sia per i cittadini. E’ difficile e impegnativo considerare le forze violente che stanno in alto, che ci sovrastano. Così la potenza dispiegata viene attribuita a tagliagole di strada e cialtroni montati. Credo che tra i motivi che determinarono l’uccisione di Tobagi ci fu anche il suo osservare che i terroristi non sono samurai invincibili. Si dovrebbe parlare di come le BR o meglio ciò che coprivano fu lasciato agire, di come una cricca piduista nello Stato tenne Moro fermo sotto i colpi dei sicari; e insieme di cosa intendeva Gelli definendo “perfetto” il delitto Mattarella. Se invece si continua a distribuire disegnini con spazi da colorare, qui il rosso, lì il nero, là il color mafia, si permettono versioni stralunate come la “concausa” senza causa necessaria per Capaci e via D’Amelio*.

La matrice

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13 maggio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Fiori “Caso Pantani, restano i misteri. Archiviata l’ultima indagine: “Era solo. Anche ora nessuno ha colto l’occasione per dare un contributo””

Un importante motivo per il quale le mafie, perlomeno quelle di cosca, andrebbero spazzate via, per il quale dovrebbe essere una priorità non “contrastare” le mafie ma annientarle, è che coprono, qui come depistaggio, fenomeni criminali di alto livello del mondo legale. Operazioni criminali molto grandi dalle quali si può essere facilmente stritolati, come appare essere accaduto a Pantani*. Ma le mafie fanno troppo comodo. Oltre che favorire la grande criminalità del mondo legale, la narrazione, parallela a quella sui terroristi, di forze del male strapotenti**, è rassicurante e autoassolutoria per il pubblico, che preferisce pensare alla grande criminalità come a un cancro, un corpo estraneo alla società per quanto infiltrante, piuttosto che a una presenza intrinseca ad essa, che ci sovrasta strutturalmente, capillarmente e direttamente, che agisce al livello personale su ciascuno di noi. Le mafie fanno comodo anche a magistrati e forze di polizia, per non toccare i reati dei poteri superiori mostrandosi affaccendati nella lotta senza fine con l’Idra di Lerna; e come testa di turco per quando nel loro zelo verso tali poteri finiscono per fare stritolare qualcuno*.

Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico
** I terroristi samurai e la mafia AFD

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24 maggio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Della Cioppa “Non c’è un piano per contrastare la mafia pugliese: magistrati e agenti sono soli”

Ieri il papa ad Acerra ha detto che “un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”. Per me è un’anfibologia*. Nella mia esperienza, in Lombardia e in Calabria, i prefetti e i questori – e i comandati provinciali dei CC – servono tali oscuri interessi, non diversamente dai tempi di quando fecero lavare piazza Loggia subito dopo la strage cancellando indizi, o di quando distribuivano, col comandante provinciale dei CC di Brescia Montanaro, veri tesserini dei CC ai terroristi neri**. La mafia inarrestabile*** serve come alibi e diversivo. Come intimidazione per il popolo spingendolo alla legittimazione di istituzioni che servono le forze che hanno fatto della mafia un instrumentum regni. Un’antimafia vera, dopo quanto accaduto dal dopoguerra con la mafia, dopo quanto vuotamente celebrato ieri 23 maggio, stroncherebbe prontamente sul nascere una quarta mafia. Non la “contrasterebbe”, come invoca il prefetto Della Cioppa. Vergognosamente si allestisce un’altra piantagione di mafia, coi suoi mostri inferi e i suoi eroi di Stato lasciati soli, la solita morfologia della fiaba, da raccontare al popolo mentre si lavora per gli interessi oscuri a danno del popolo.

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
** Turone G. Crimini inconfessabili. 2024.
*** I terroristi samurai e la mafia AFD

§  §  §

Vedi anche:

La passivazione dei poteri predatori

Il tolemaicismo politico

I professionisti della metamafia

L’ ipomafia

L’infinitizzazione del Bene e del Male

L’omertà manzoniana su Moro

Un certificato di decenza per le attività antimafia

I magistrati e gli USA

L’agenda Palamara dei magistrati

I magistrati servitori di più padroni

I giochi sulla causalità

 

 

 

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