11 febbraio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Mattiello “Per il procuratore De Luca, Spatuzza è ritenuto attendibile e prezioso: la presidente Colosimo non perda l’occasione”
Per questi mega-crimini si potrebbe distinguere, anche formalmente, tra “mandanti” e “matrice”. Quest’ultima dovrebbe essere oggetto d’indagine per sé. Quale entità ha la forza di ordinare stragi, insieme a un “regime change”, con efficienti complicità istituzionali a oltranza, data la storia dei “misteri” che accompagnano la Repubblica nata dalla sconfitta e la resa del ‘43-‘45?. Fino a prova contraria, è un re nudo che la matrice è atlantica.
Non di rado è più facile individuare il quadro generale che i singoli componenti. Nell’antica Grecia compresero che la Terra non è piatta ma sferoidale osservando che il cielo stellato nella stessa notte ha un diverso insieme di stelle visto dall’Egitto.
Riconoscere la matrice facilita anche lo smascherare depistaggi, come Scarantino e forse “fuochino” i neri, legati ai servizi. Al contrario vige il terrapiattismo, il proiettare su una dimensione orizzontale, “italocentrica” e riduzionista; cieca alle forze verticali esercitate da enormi masse di potere sovranazionali *. I magistrati che tanto spesso abusano del deduttivo divengono ultra-empiristi, e dopo 34 anni non hanno perimetrato le indagini definendo la matrice delle stragi. In questo modo si può continuare ad libitum, non producendo che battibecchi tra fazioni. I CC ora sparano la tesi alla “Kill Bill”, il massacro senza misura, di via D’Amelio per questioni di appalti**.
* Il vero terrapiattismo – Il tolemaicismo politico
** L’elasticità onirica
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20 marzo 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Referendum, l’appello di Marco Lillo: “Questa è l’ultima trincea. Se la destra sfonda questa, è finita. Votiamo No””
“L’unico Paese con una magistratura che è in grado di processare la CIA”. Nel distretto di Corte d’appello di Brescia una Gip di Bergamo ha appena archiviato per la strage nelle RSA del 2020*. Il processo sulla strage di piazza Loggia del 1974 attualmente è nella casella del primo grado. In Sicilia la magistratura duetta con Mori su quanto è onnipotente la mafia, non essendo stata capace di stabilire con certezza in 34 anni neppure la categoria** – un segreto di Pulcinella – alla quale appartengono le stragi di Falcone e Borsellino; mentre esibisce i due uccisi come se fossero un campione rappresentativo della magistratura. Nella mia esperienza***, e a giudicare da come vanno le cose nel Paese, la magistratura non è affatto vista come una minaccia dai burattinai. Tutt’altro. Votiamo No come male minore, anche per non far controllare il potere giudiziario da politici che alla CIA le portano l’acqua con le orecchie, ma senza inventarsi glorie che nascondono ben altre realtà.
* Archiviata l’indagine per i morti di Covid-19 nelle Rsa di Bergamo: “Contesto di angosciante imprevedibilità”. Fanpage, 17 marzo 2026.
** La matrice
*** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale – Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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14 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Indagine su mafia e appalti fu concausa di via D’Amelio e Capaci”, il procuratore di Caltanissetta all’Antimafia: “Concreti, plurimi e univoci elementi”
Crimini come Capaci e via d’Amelio, enormi, difficili da eseguire ed esiziali per gli esecutori, a meno di non avere le più forti protezioni o essere ordinati da coloro ai quali non si può che obbedire, devono avere una causa necessaria forte, ben definita. Una causa che li incaselli in una categoria precisa. La magistratura, mentre si fa bella di Falcone e Borsellino, dopo decenni trova una “concausa” senza avere adeguatamente definito la causa necessaria, cioè la categoria di appartenenza delle stragi che hanno accompagnato il regime change di quegli anni*. La causa necessaria, nota, è citata “a foglia di fico” cioè non altrimenti che con vaghe supposizioni come uno tra i fattori; per non svergognarsi troppo con l’inverosimile puro. La “concausa” senza l’evidente causa necessaria, ridotta ad appendice blurrata, si aggiunge es. al malore attivo di Pinelli e al concorso con terzi senza i terzi per Meredith Kercher nelle impudiche contorsioni di una magistratura che non è diversa dai suoi rivali nell’asservirsi ai poteri forti. Mentre esibisce coccarde tricolori quando si tratta di difendere le sue posizioni rispetto agli altri cortigiani. E che non è lontana dagli apparati nell’alimentare il grande alibi per i tradimenti a favore dei crimini del mondo legale, che oggi stanno portando alla decadenza del Paese, cioè nell’attribuire alla mafia potenza sovrannaturale**.
* La matrice
** I terroristi samurai e la mafia AFD
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25 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “25 aprile | La valanga di fascisti impuniti: “L’Italia perdonò troppo presto, fu negata la giustizia. Ma contro il revisionismo serve raccontare anche le vendette del post-Liberazione: così si rafforza il racconto della Resistenza” “
Come per la mafia 1, che ne è un caso particolare, l’andamento dell’Italia appare intossicato dalla confluenza e dai prodotti di reazione di due elementi: un fattore culturale storico, autoritario, mafioso-fascista, autoctono; e la dominazione estera, che lo sfrutta e strumentalizza. Nei secoli si è plasmata una classe dirigente asservita verso l’alto e parassitaria verso il basso. Un “bifrontismo” che troppi italiani comuni accettano, e al quale aspirano 2. La “Liberazione” fu un’occasione mancata di liberarsi davvero. Con l’obbedienza di Togliatti a Stalin, quindi a Yalta, e con il suo adattarsi all’autobiografia della nazione, si mantenne in vita la bestia ferita, e la si mise al servizio di nuovi padroni. Le fanfare autocelebrative, che coprono la vergogna della restaurazione quanto quell’armadio con le ante contro il muro, e la recente vulgata di una magistratura coraggiosa e libera, rafforzata con fatti come Capaci e via D’Amelio (a loro volta esitati nell’immancabile lunga coda di vergogna 3), fanno dimenticare come con poche eccezioni i magistrati, giocolieri della forma e borseggiatori della sostanza, es. 4, siano tra i maggiori serventi di tutti e due i reagenti, quello che gli italiani hanno nel sangue e quello imposto da fuori.
1 I due comburenti istituzionali della mafia
2 Il canone italiano
3 La matrice
4 Franzinelli M. L’amnistia Togliatti 1946. Colpo di spugna su crimini fascisti.
Edmont Dantes: La bestia ferita fu mantenuta grazie agli alleati spaventati dal comunismo, Churchill aveva pure il piano “operation unthinkable” ovvero integrare immediatamente i nazisti negli alleati e combattere l’Unione Sovietica prima che si riprendesse, ma si fermarono a fondare la NATO con tantissimi militari nazisti e far scappare tutti in sud america con l’aiuto della Chiesa.
@ Liutprando: Grazie. E’ sottovalutato il controllo dei servizi inglesi sull’Italia, dall’800, a Mussolini – a Matteotti – e oltre*. Un episodio recente. L’Imperial college è legato allo MI5. Vi è stata chair “the former director general of MI5, Dame Eliza Manningham-Buller, a thirty-five-year counterespionage veteran who also functioned as official liaison between British and US intelligence agencies”. L’Imperial college è stato tra i principali registi dell’operazione covid con le predizioni apocalittiche di Ferguson, definite “astronomically wrong” dal più citato degli epidemiologi, Ioannidis. Predizioni che sembravano conformi all’inizio con la strage covid in Lombardia orientale nel 2020. Dove si è registrato un anomalo, elevatissimo, ma oltremodo ristretto nello spazio e nel tempo, picco di mortalità covid, record mondiale; che è servito, a livello internazionale, come giustificazione per le misure liberticide e iatrogene. Il picco ad un’analisi tecnica non è spiegabile in termini biologici, mentre appare essere stato costruito con una serie di manipolazioni**. La Procura di Bergamo affidò la ricostruzione a Crisanti, poi senatore PD. Crisanti non ha competenze specifiche per un tale incarico; e quel che è peggio proveniva dall’Imperial college.* Cereghino MJ. Fasanella G. Il golpe inglese, Chiarelettere 2011. Colonia Italia, Chiarelettere 2019. Fasanella G. Nero di Londra, Chiarelettere 2025.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
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7 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Lo strafalcione del ministro dell’Istruzione Valditara: “Piersanti Mattarella ucciso dalle Brigate Rosse””
Più che uno “strafalcione”, un lapsus rivelatore. Suvvia, il burattinaio era lo stesso. I pupi BR furono usati per Moro, al quale Piersanti Mattarella era vicino per concezioni politiche. E identico è stato il risultato: la marcatura di alcuni capiscuola, di alcuni tipi antropologici, come proibiti, e la conseguente selezione della classe dirigente; fino alla penosa galleria attuale. Se avessimo avuto PdR come Moro e Piersanti, se la loro discendenza politica non fosse stata estinta nel sangue, la nostra sorte di italiani sarebbe diversa, e migliore. In fondo è più vicino al vero lo sbadato Valditara che i precisini che ripetono diligenti il fumetto ufficiale, che nega che terroristi neri, mafiosi, terroristi rossi, siano personaggi diversi nello stesso cestone dei burattini di Mangiafuoco. Dove stanno anche tante figure istituzionali.
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V. anche:
I quattro livelli del depistaggio
Leopardi, Unabomber e altri eversori
10 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Valditara contro tutti sullo strafalcione Br-Mattarella: “Bullismo mediatico per un lapsus banale, siamo caduti molto in basso””
Il siparietto tra Valditara e i suoi oppositori sembra quasi voluto per come rafforza convinzioni puerili sugli omicidi politici. Chi accusa Valditara fa come quei bambini che sono fieri di spiegare che le balene non sono pesci ma mammiferi. Ma i pesci non sono una categoria tassonomica definita come i mammiferi, ed è stato dottamente argomentato che le balene potrebbero anche essere considerate pesci*. Le categorizzazioni variano col criterio. Mafiosi e terroristi neri appaiono prima facie lontani dai brigatisti. Ma secondo un altro criterio, l’utilizzo come manovalanza per le epurazioni, qui di chi poteva proseguire la politica di Moro – che comportava una pur blanda autonomia dai poteri ai quali l’Italia è sottomessa – fasci, mafiosi e BR vanno sussunti nella stessa categoria. Sì, i mafiosi difendevano anche il loro, Piersanti volendo fermare l’andazzo mafioso. Ma dal dopoguerra la mafia virulentata e protetta è anch’essa strumento dei poteri sovranazionali. Le BR che uccidono Moro e altri, assieme ai fascio-mafiosi che uccidono Piersanti e i pochi magistrati che non si piegavano, hanno portato alla selezione di una classe dirigente a sua volta servente dietro le proclamate diversità tra gruppi; perfino il torpido elettorato italiano la sta ripudiando. Poteva essere un’occasione per emanciparsi dal livello scolastico e favolistico**; invece li rinsalda.
* Dupré J. Are whales fish? The MIT Press Reader, 2024.
** I terroristi samurai e la mafia AFD
@ Mimmo Carrozzo: Grazie dell’osservazione, ne terrò conto. Ma c’è anche una resistenza del pubblico ad accettare concetti come che il criterio preminente dovrebbe essere quello dei mandanti, rispetto a quello della diversità degli esecutori. Il vedere esclusivamente o principalmente gli esecutori è anche un alibi, sia per le istituzioni sia per i cittadini. E’ difficile e impegnativo considerare le forze violente che stanno in alto, che ci sovrastano. Così la potenza dispiegata viene attribuita a tagliagole di strada e cialtroni montati. Credo che tra i motivi che determinarono l’uccisione di Tobagi ci fu anche il suo osservare che i terroristi non sono samurai invincibili. Si dovrebbe parlare di come le BR o meglio ciò che coprivano fu lasciato agire, di come una cricca piduista nello Stato tenne Moro fermo sotto i colpi dei sicari; e insieme di cosa intendeva Gelli definendo “perfetto” il delitto Mattarella. Se invece si continua a distribuire disegnini con spazi da colorare, qui il rosso, lì il nero, là il color mafia, si permettono versioni stralunate come la “concausa” senza causa necessaria per Capaci e via D’Amelio*.
* La matrice
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20 maggio 2026
Blog de Il Fattto
Commento al post di FQ magazine “Raffaele Sollecito a Belve: “Un poliziotto mi ha detto: se ti alzi ti riempio di botte e ti lascio in un lago di sangue. Mi avevano minacciato e senza che fosse presente il mio avvocato. Dicevano che sarei stato tutta la vita in carcere””
La Fagnani col suo grazioso cipiglio ha lasciato che Sollecito asserisse che secondo una ricostruzione “hanno fatto un’orgia”. Non una sillaba su un turpe stupro col coltello alla gola. La Fagnani è frequentatrice dell’antimafia-antiterrorismo, dove si perseguono i crimini dei pesci piccoli, meno quelli dei pesci medi, e si coprono e talora si favoriscono quelli delle forze in cima alla piramide alimentare. La sciarmant dà il suo contributo alla costruzione d’immagine della coppia per la quale si sono mossi i vertici USA.
“7 italiani su 10 pensano ancora che io sia colpevole” lamenta Sollecito. Credenza supportata dalle evidenze e da un iter giudiziario che appare deviato dai poteri che condizionano l’Italia dal dopoguerra. Il caso ha rilevanza per le posizioni dell’antimafia-antiterrorismo davanti a tali poteri: alla condanna pendula per un concorso-con-altri-senza-gli-altri, Guede, si è oggi aggiunta la cervellotica concausa-inverosimile-senza-causa-necessaria per Capaci e via D’Amelio. La linearità residua nell’opinione del popolo, più aderente alle risultanze e ai contesti per quanto approssimativa. Che solo 3 italiani su 10 lo ritengano innocente mi ricorda una vecchia réclame: “Solo 4 pomodori su 10 diventano Cirio”; con lo scolio di Marcello Marchesi: “Gli altri sono buoni”.
La vittima resta sola, come quella sera, davanti a bestie che si atteggiano a belve. Sua compagnia sono gli altri del cimitero dei sepolti senza giustizia dove riposa.
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19 luglio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Turrini “Enrico Mattei, mandanti francesi e depistaggi italiani nel libro che riapre il caso dell’attentato al presidente Eni”
La storia del tradimento di un eroe vero, il “Buonocore” di Pasolini. Uccidendo Mattei si è marcato come proibito il prezioso tipo antropologico che rappresenta. Una pressione selettiva sulla dirigenza il cui risultato odierno è tra gli altri la benzina a 2 euro. Si devia la frustrazione per l’impoverimento su fantasie di privati che giustiziano i ladri e li prendono a calci mentre agonizzano. Il libro mostra l’opposto: le radici della passività inerme sulle fonti energetiche. Ottenute uccidendo chi ci difendeva di sua iniziativa. Complici coloro che avrebbero dovuto difenderci istituzionalmente. A partire dall’Aeronautica militare.
Mandanti francesi ma NATO e anglosassoni correi in quanto, lo mostra bene il libro, INUS, Insufficient but Necessary part (of an Unnecessary but Sufficient set).
“Nella guerra moderna, i mandanti non sono mai gli esecutori” (cap. 11). Frase da sovrascrivere sul marmo di tante lapidi, mentre si celebra la farsa della mafia onnipotente* come mandante di via D’Amelio**. Gemella di quelle dei terroristi invincibili* mandanti oltre che esecutori delle stragi impunite, dell’eliminazione di Moro e di altri omicidi strategici.
Nello spiegarci un passato che non è passato il libro accosta all’uccisione di Mattei l’epurazione – per via giudiziaria – di Domenico Marotta; che avviò la sottomissione del Paese agli immani interessi del business biomedico, oggi rampante e mortifera.
* I terroristi samurai e la mafia AFD
** La matrice