La fallacia di Badalamenti

26 March 2025

23 marzo 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di V. Russo “C’è un gruppo di ‘Giovani magistrati’ che sui social smonta i luoghi comuni sulla Giustizia”

I giovani magistrati praticano, come quelli vecchi, la “fallacia di Badalamenti”. Tano era attaccato dai corleonesi. Ma ciò non faceva di lui un santo. E’ vero che le destre vogliono soverchiare i magistrati. Il popolo, che ha delle colpe sullo stato della giustizia, sottovaluta il pericolo. Ma se vedesse una magistratura davvero impegnata a fornire giustizia, davvero diversa dai soliti notabili burbanzosi e bizantini coi deboli e “pronti all’obbedienza” coi forti, la difenderebbe. (Se sapesse quanto i magistrati sono uniti ai rivali politici nel servire i poteri sovranazionali*, li guarderebbe con ancor maggiore sfiducia). Ha esortato i magistrati al marketing l’ex PM Carofiglio, che sputando sulla Costituzione chiama “parassita” chi resiste agli inoculi ordinati dai poteri ai quali la classe dirigente è prona.

La fallacia di Badalamenti è poco efficace su una popolazione rassegnata alle razzie delle varie bande in lotta. E’ particolarmente grave da parte di magistrati. Perché la magistratura dovrebbe misurare, e misurarsi, rispetto a standard fissi ed alti, non relativi e bassi come si fa nell’Italia delle fazioni. E perché mentre si scontra coi viddani si occupa in sintonia con loro di togliere di mezzo gli Impastato, proseguendo per conto dei poteri forti la selezione che è ricorsa in passato all’uccisione di singoli – isolati – di valore tra i togati. Che tradisce anche in questo modo.

* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura

Massimo Miniati: Il sanscrito non è la lingua in uso al FQ. Provi a tradurre in italiano corrente, può essere abbia scritto cose interessanti ma così non la capisce nessuno, mi creda.

@ Massimo Miniati: “Io che faccio il mestiere d’intelligente, non ci capisco nulla; ora voi, non diversamente, non ci capirete nulla; questo vuol dire che siete intelligenti quanto me”. Roland Barthes, sull’argomento di discredito “non si capisce niente”. Il suo commento è un lupus in fabula, parlando dell’albagia della nobiltà di penna. Non credo che sia incomprensibile il concetto che i magistrati appaiono comportarsi come una fazione in lotta con altre, e come le altre indifferenti alla sorte dei cittadini; che abusano del potere loro affidato; che mentre le destre vorrebbero impastoiarli, andrebbero trovate forme sui generis di bilanciamento democratico al loro arbitrio*; che gli va bene una giustizia resa bene scarso, a loro vantaggio, mentre si animano quando il degrado della giustizia riduce il loro potere. Giorgio Bocca scrisse che spesso si dice “incomprensibile” per non dire “inconfessabile”, Così non stupisce che suoni come “sanscrito” l’invito ad osservare come i magistrati cerchino il consenso dei poteri forti. Appoggiandoli in operazioni che stanno portando al declino della nazione.

* La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

MAURIZIO: Ma chi è ? Chiara Valerio?

@ MAURIZIO: Sarei come Chiara Valerio? Non la conosco, non ho letto nulla di questa autrice. Mi sono informato su internet. Vedo che collabora sia con il giornale fondato da Gramsci sia con quello di Confindustria: è piuttosto una dei vostri. L’accostamento a contrario è una riprova che i magistratofili fanno capo al mondo artefatto e spocchioso di quelli che sfilano a “Quante storie” di Zanchini, la rubrica quotidiana del collaborazionismo intellettuale mascherato da critica engagé.

Massimo Miniati @ MAURIZIO: Eh, siamo lì…!

Massimo Miniati: Se legge Travaglio, non può non sapere chi è la Valerio! Se invece è la Valerio, dovrebbe riconoscersi, o no?

CENSURATO @ Massimo Miniati: Tra le varie imposizioni dei voleri forti che i magistrati servono, a danno dei cittadini e in spregio ai principi universali che dovrebbero essere tutelati dalla legge, c’è l’introduzione della legalizzazione di forme di omicidio medico1. I magistrati fanno da spalla a Cappato negli spot giudiziario-mediatici per fare sembrare rispettabile l’abolizione della separazione tra medico e grassatore1, forzandola per via giudiziaria. In Italia, anche grazie a una censura puntuale, che si giova della collusione dei magistrati, non appare nel dibattito un’autentica opposizione laica e progressista a quest’altro immondo cedimento nazistoide spacciato per progressismo laico1. All’estero sì. Es. Laura Dodsworth2. Che non è una bigotta. Ha scritto un libro su pene e testicoli e un altro sulla vulva3. Con centinaia di foto di esemplari.

Tra i servigi dei sedicenti colleghi di F. e B. ai poteri mandanti di Capaci e Via D’Amelio c’è anche lo stravolgere l’identità di chi dissente. Non sorprende quindi che porre una diversa faccia, una maschera – etimologicamente una persona – sul volto di chi va zittito sia praticato anche dai troll pro-toghe. Troll i cui tratti facciali sono da cercare nell’apparato iconografico dei libri della saggista inglese.

1 Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico
2 Dodsworth L. The goulish haste of the assisted dying bill. 14 mar 2025.
3 Dodsworth L. Manhood: the bare reality. 2017- Womanhood: the bare reality. 2019.

sognatore II: Mea culpa l’essere ignorante, e mia limitazione aver capito forse il 30% di ciò che scrivi, tua “colpa”, non mi permetto di chiamarla così per questo uso le virgolette, ignorare che è di chi comunica l’onere di farsi capire adeguandosi alla platea a cui parla. Questo per scusarmi se forse ti rispondo Roma per toma, ma per sottolineare anche quella che penso essere l’inutilità di parlare così complicato (certo, per gli ignoranti come me, ma senza voler offendere nessuno solitamente in un pubblico sono i più), visto che se si vuole comunicare qualcosa logico è anche voler essere compresi in maniera inequivocabile. Detto ciò, il fatto che la magistratura, come qualsiasi altra associazione umana, sia ben lungi dall’essere perfetta o puntare a tale perfezione non sminuisce o rende errato il suo difendersi, soprattutto visto che questi, correttamente o meno non lo so, si difendono in realtà spiegando tecnicismi e logiche del nostro ordinamento giudiziario, smontando le troppe bugie o mezze verità dei politici che sono a discapito dei cittadini. Così come ovviamente il difendersi non sminuisce le mancanze la magistratura ha. Riassumendo accostare un problema per criticare una reazione a un altro problema sminuisce la reazione. Se invece non ti ho capito, cosa probabile, ancora scusa.

@ sognatore II: Per capirsi bisogna essere in 2. In 3, se online: il Fatto censura le mie risposte, impedendomi di spiegarmi. “E’ difficile fare capire un errore a chi trae il suo stipendio da quell’errore” (Keynes). A volte non si capisce per limiti nell’esposizione. O del ricevente. O anche perché il concetto presentato è in sé ostico. In genere è ostico perché è lontano dal senso comune. A volte è lontano dal senso comune per la sua profondità. Es. occorre studiare tanto per raggiungere certi concetti scientifici. Altre volte, come qui, è lontano dal senso comune perché accosta concetti che singolarmente sono immediati, ma che messi insieme appaiono incompatibili. Es banditi e istituzioni da soli sono chiari. Che i politici siano spesso dei banditi è pure concepibile. Banditi e magistrati singolarmente sono chiari, ma suona innaturale metterli assieme. Non dico che i magistrati siano banditi di strada, o banditi come i politici. Ma rispetto ai poteri forti sono anch’essi un grande focolaio di corruzione: partecipi delle azioni che sono andate e vanno a danno della nazione. Sono ricorso alla metafora di palermitani contro corleonesi proprio per forzare la resistenza al concetto. Che siano attaccati da chi vuole un’impunità che va a danno dei cittadini nasconde come costituiscano uno dei poteri che collaborano ad asservimento e degrado del Paese. Avevo fatto un esempio ma il Fatto l’ha censurato. Lo riporterò nel mio sito, menici60d15, post “La fallacia di Badalamenti”.

sognatore II: “Che siano attaccati da chi vuole un’impunità che va a danno dei cittadini nasconde come costituiscano uno dei poteri che collaborano ad asservimento e degrado del Paese. ” Non sono d’accordo che lo nasconda, sono due cose separate, ma rispetto il tuo pensiero.

@ sognatore II: C’è una tendenza, naturale negli italiani e coltivata, a trascurare i rapporti di potere verticali; a lasciare stare i santi, in particolare il controllo sul Paese da parte di forze sovranazionali, “orizzontalizzando”*, vedendo solo la lotta interna. Ci si appassiona ai bisticci, e non si parla mai di ciò che servono insieme, in obbedienza ai poteri superiori. Es. il porre i medici – purché piazzisti e tirapiedi delle multinazionali – a fianco al giudice, che rappresenta la legge, piuttosto che davanti ad essa: Nordio e Mag. Dem. su questo convergono (Baruffe, cit.).

Personalmente credo che le epurazioni via omicidio di magistrati, ordinate da intelligenze sopraffine, abbiano avuto tra le molteplici finalità anche questa di munire di un alibi i sopravvissuti, insieme ad un avvertimento. La magistratura è come una “matrice sparsa”: dove gli elementi di valore non sono fitti. Invece gli svendipatria delle varie branche sono come una “matrice densa” di infami (una “falange”, appunto). Con le uccisioni si sono marcati tipi umani come proibiti; rendendo la matrice ancora più sparsa; mentre il fremito del Paese che si è riversato come una vernice di valore sui superstiti li ha fatti sembrare una matrice densa. Se lo fossero, se fossero, come dovrebbe essere, una falange nobile, non sarebbe stato possibile uccidere eccezioni; e i cortigiani rivali non ce la farebbero a mettergli la cavezza come stanno cercando di fare.

* L’orizzontalizzazione – Il tolemaicismo politico

sognatore II [insieme alla  chiusura dei commenti] : Boh, io chiudo qui perché non ti capisco. Mia colpa. Grazie della chiacchierata.

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10 gennaio 2026

Blog de il Fatto

Commento al post “Schlein supporta il No al referendum giustizia: “Riforma serve a chi è al potere e vuole sfuggire a ogni controllo””

Schlein non è così diversa dalla Meloni nel vendere gli italiani; la principale differenza è che ciascuna li vende dando priorità diverse ai vari poteri forti. Es. la Meloni mette in cima alla lista gli armaioli. La Schlein, Big pharma – con un concorso della magistratura che è appropriato definire collusione*. La figura di Elly “armocromista” Schlein, calzante come capo di una sinistra voltagabbana passata dall’estremismo della dottrina marxista a quello liberista**, stimola il rigetto da parte dell’elettorato, che in maggioranza non va più a votare. Lo schierarsi della sinistra false flag conferma che si tratta di una lotta di spartizione tra fazioni – legate a poteri diversi – interna alla fascia castale dei privilegiati; e svilisce i motivi che obbligano a votare no, in difesa di principi, turandosi il naso. Se vincerà il sì sarà stato anche perché accompagnandosi a una sinistra che è la spalla che fa vincere la destra, la magistratura si mostra della stessa pasta dei politici che dietro alle chiacchiere badano al proprio vendendo i cittadini ai poteri forti.

Nuove P2 e organi interni
** La subduzione di sinistra e magistrati

@ pippo11: Con Mani pulite i magistrati si sono messi al servizio di poteri forti. Alla Gattopardo, spazzando via il vecchio marciume, ma per fare posto al marciume nuovo. Infatti fanno fuori anche gli onesti invisi agli stessi poteri forti. Sull’arginare la loro presa sui politici, a titolo di esempio, non di paragone, non è che Bontade fosse il rimedio a Riina, o viceversa*. Soprattutto, si dovrebbe considerare l’asse verticale, quello sul quale stanno i poteri forti che entrambi i contendenti servono. Ma per gli italiani, mentre si appassionano a questi duelli tra Orlando e Gano, la terza dimensione è tabù**. Sull’asse verticale stanno anche i princìpi, come quello dell’uguaglianza davanti alla legge, o meglio, della sottomissione di tutti senza esclusioni a un piano superiore di princìpi di civiltà***, che per quanto calpestati nei fatti – dai magistrati non meno che dai politici, quando ci siano in gioco grandi interessi – sono ciò al quale i cittadini inermi possono appellarsi. Come notò Manzoni, a proposito di un caso di magistrati indegni in combutta coi governanti: “la ragione sfida a volte la forza, come a farle sentire che, a qualunque segno arrivi, non arriverà mai a diventar ragione”.

La fallacia di Badalamenti
** Il vero terrapiattismo
*** Obbedienza alle regole e obbedienza delle regole

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15 maggio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Sanna ““Ha speculato sul Moby Prince per profitto”: l’ex dirigente della flotta Agip insulta il presidente dei familiari delle vittime”

Nello studio scientifico delle malattie si riconosce il peso dell’interazione tra agente patogeno e ricevente. Es. il “suolo e seme” per le metastasi tumorali, che attecchiscono solo su tessuti adatti. O le interazioni microorganismi-ospite: la virulenza e patogenicità dei microorganismi non sono una loro caratteristica intrinseca, ma sono anche funzione delle difese dell’ospite. Se le difese sono forti, l’infezione è asintomatica o dà un quadro lieve. Se le difese sono deboli, anche microorganismi che normalmente non danno malattia, “opportunisti”, possono mangiare vivo un paziente.

I Misteri d’Italia sarebbero un poco meno misteriosi se si tenesse conto non solo degli agenti, ma anche dell’ambiente favorevole ai loro atti. Mettere le vittime nella casella degli ignobili e i colpevoli e complici in quella degli eroi è una tattica scontata, quando si hanno le spalle coperte. Con una magistratura che per una strage come la Moby Prince esprime il giudice Germano Lamberti, poi condannato per corruzione in atti giudiziari; con forze armate che forniscono il comandate della Capitaneria di porto Sergio Albanese, e lo promuovono ammiraglio subito dopo che se l’è data a gambe mentre le persone bruciavano vive; con uno Stato che ancora “indaga” 35 anni dopo, cosa c’è da meravigliarsi del “codardo oltraggio” e del “servo encomio”.

@ Aristokasto: Tu sei di quelli che “po’ esse piuma po’ esse fero”. Insultatore sfrenato ed estroso verso chi denuncia corruzioni istituzionali, parli di “velo pietoso” su un’intera nave di persone lasciate morire orribilmente. L’ammiraglio da corte marziale, da espellere con ignominia, “promosso perché si facesse gli affari suoi”. Se li era già fatti, lavorando per il nemico. Che sarà mai. La magistratura poi non c’entra per definizione, secondo te.

Ricordo Angelo Chessa in tv raccontare che i magistrati ridevano mentre si teneva il processo. Un atteggiamento derisorio che è conforme a quello di Pauli. Chessa disse che i magistrati gli davano forza, ma a contrario, per il loro comportamento di parte. Un’affermazione che ho fatto mia, conoscendo gli impresentabili affari attuali dei magistrati. Andrebbe riconosciuto che quando ci sono di mezzo i poteri forti i magistrati non sono migliori del resto dello Stato. E che tra i fattori dell’attuale declino del Paese c’è la mancanza di controllo della cittadinanza sulla magistratura, sostituita dalla magistratolatria di quelli come te, così che solo i delinquenti criticano una categoria che abusa sistematicamente, pro domo sua, del suo importante potere.

@ Aristokasto: L’altro giorno per la prima volta mi è stato offerto, con mia sorpresa, un posto a sedere in metropolitana. Mi fa piacere che tu mi immagini giovane. Ho vissuto abbastanza, buona parte del tempo leggendo, per comprendere che la conoscenza non basta mai (per non parlare dell’intelligenza). E che è buona regola verificare sempre, se possibile, le fonti sui ricordi a braccio.

Ho votato anch’io No al referendum. Ma tappandomi il naso. Perché l’indipendenza non è solo quella dai politici, orizzontale. C’è l’indipendenza interna: se si è legati a un gruppo, una corrente, non si è indipendenti. Soprattutto, occorre l’indipendenza verticale: l’indipendenza dalle agende dei poteri forti. Tutti i candidati alle elezioni, gli opinionisti, i magistrati che intervengono sui media, dovrebbero dichiarare loro relazioni con i poteri forti. Nel mio campo, la medicina, i magistrati stanno eseguendo i desiderata di Davos. La Costituzione la usano come cuscino sulla seduta dello scranno. La tirano fuori per ostenderla nelle baruffe coi politici, e poi la rimettono a posto.

Difendendo la magistratura come pura in quanto attaccata dai forchettoni della destra si commette la fallacia di Badalamenti*. L’essere attaccato dai corleonesi non faceva di lui una brava persona: era inviso in quanto competitore. Era Impastato che lo attaccava come esponente della montagna di m. . Che da Cinisi si vedeva bene, ma che non è l’unica purtroppo.

La fallacia di Badalamenti

@ Aristokasto: Tra i magistrati a differenza che tra i politici sono rari quelli dediti al cercare di arricchirsi con affari sporchi. Almeno spero sia così. Non li si può accomunare ai politici al livello di bustarelle. Il discorso è diverso quando si tratta di poteri forti; quando c’è da eseguire gli ordini del principe. Sono d’accordo: agganciamo il comportamento di politici e magistrati. Consideriamoli come cortigiani di una stessa corte. Es. invece di fare prima di “Mani pulite 6” e poi guardare alla magistratura, consideriamo che con Mani pulite si è spazzata via, dopo la caduta del Muro, in una regia che ha compreso le stragi, una politica compromessa per sostituirla con una perfino peggiore. Effettuata la metamorfosi verso il liberismo, in Lombardia, da dove è partita Tangentopoli, la magistratura poi ha aspettato decenni prima di occuparsi di Formigoni, a capo di una masnada di politici – favoriti da una “sinistra” fabiana – che nel frattempo ha fatto della medicina un business. Una propaggine della finanza. La magistratura ha tirato le orecchie al Celeste quando ormai la nuova malapianta aveva attecchito.

Ricambio i ringraziamenti e la considerazione.

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Vedi anche:

L’agenda Palamara dei magistrati

L’orizzontalizzazione

I magistrati servitori di più padroni

Antropologicamente diversi ?

Nuove P2 e organi interni

Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura

MDA: la mafia dietro l’antimafia

I magistrati scrittori

 

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