28 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Nordio, perché non può esistere il concetto di “modeste mazzette””
La modica quantità di droga corrisponde in ultima analisi a una concentrazione ematica; cioè a una grandezza che in quanto “intensiva” non è additiva. Inoltre è autolimitata: livelli ematici troppo alti sono inutilmente costosi e fanno stare male, fino a uccidere. Le mazzette sono invece una grandezza “estensiva”, quindi additiva, cumulativa. Es. l’impiegato che preleva un piccolo pizzo sistematico nel consegnare le pensioni. L’ingegnere del Comune alla cui porta “si deve bussare con i piedi”.
Le modiche mazzette sono una soglia morale non verso l’alto ma verso il basso. Non è che chi si prostituisce per poco non si prostituisca; né che eviterà di prostituirsi per il molto. Anzi. Il dipendente pubblico le cui resistenze etiche sono pari a quelle di chi fa marchette a 15€ è da cacciare a maggior ragione.
Ma Nordio sa quel che dice. La modica quantità è anche una codeword per l’uso sistematico di mezzi che singolarmente appaiono di poco conto, bagatellari o comunque presentabili come legali e che quindi è possibile mimetizzare nel mare dei comuni impicci e lasciare impuniti; la lesività elevata essendo ottenuta per cumulo. “Passerà gli anni suoi a difendersi”. Posso testimoniare che è tutt’altro che sconosciuta tra i suoi ex-colleghi la pratica di modiche quantità di corruzione, esercitata tramite modiche quantità di sistemi mafiosi, a fini modicamente eversivi, a sostegno di altrettanto accorte truffe sulla salute e omicidi praticati dal grande business biomedico.
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2 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Iannuzzi “Quindi se la mazzetta è ‘modesta’, non è grave? Nordio mostra un cortocircuito perfetto”
Le posizioni di Nordio, il cantarsela e suonarsela con tanta naturalezza, appaiono, più che inspiegabili in quanto già magistrato, spiegabili con la sua provenienza dalla magistratura. La modica quantità, la tenuità*, non è che uno tra i vari “jolly” che magistrati e altri poteri condividono per eludere la legge e a volte trasformarla in strumento di iniquità. Un altro sono le perizie psichiatriche, da Semerari a Pifferi**. O “la forma”, della quale si dice che “la forma è sostanza”. La forma è forma, e a volte non è neppure quello, trattandosi di formalismi ad hoc per praticare la lupara bianca della sostanza. O “l’emergenza”, vecchio trucco dei piccoli truffatori e arnese del potere, “sovrano è chi decide sullo stato di eccezione” (Schmitt), applicato col covid, ribadito giorni fa da una Gip per la quale un’asserita emergenza renderebbe lecito costringere a inoculi in massa di prodotti non adeguatamente testati. Un jolly particolarmente infame è coniare falsa moneta etica coi bambini. Con la scusa del bene dei minori si può servire il male. Dal caso Minetti alle intimidazioni al popolo tramite il sequestro facile dei figli e i processi per omicidio volontario ai genitori che esitino nel consegnarli al business biomedico***, delle cui degenerazioni ci si fa complici invece di perseguirle.
* La modica quantità di corruzione, mafia ed eversione
** Patologizzazione surrettizia e materiale
*** Il fuorigioco etico
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2 giugno 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Musolino “La strage di Amendolara | Bruciati vivi perché si sono ribellati ai caporali: vite a perdere, storia dei fantasmi che raccolgono le fragole”
Il 12 agosto 2025, mentre gli extracomunitari lavoravano come schiavi nei campi, 3 ispettori del lavoro da Cosenza sono arrivati in un paesino della Presila. In una piccola corte privata, normalmente deserta, di fronte a una stanza dove erano in corso lavori di ristrutturazione. I lavoratori, cioè gli operai, non c’erano, da settimane. Gli ispettori hanno contestato alla proprietà che un mucchio di rena non era recintato, e che un cancello temporaneo in legno avrebbe dovuto essere una transenna in metallo. Sono seguite multe. Questo non è stato che un episodio di una valanga di atti vessatori istituzionali, su una modesta ristrutturazione che normalmente avrebbe impiegato 1 mese e invece non è ancora finita dopo 2 anni. Sono intervenuti imponendo abusi il Comune, le sue guardie, i vvff, uffici tecnici vari, condannati per mafia, massoni, catechisti devoti al vescovo, giornalisti, etc. E’ un esempio di allocazione delle risorse dello Stato secondo la MDA, la mafia dietro la celebrazione dell’antimafia*; il vero potere egemone in Calabria. Una MDA che tramite sistematici e ostentati abusi di potere e atti persecutori pratica interdittive contro gli onesti che intralciano affari illeciti; mentre è collusa con infamie come il caporalato negriero sugli extracomunitari. Una MDA che si interseca largamente con massoneria, clericali, istituzioni; con i vescovi che ora cascano dal pero e fanno la predica.
* MDA: la mafia dietro l’antimafia
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Vedi anche:
Le bolle di criminalità nella legalità tramite la legalità