I messaggi Giuliano, le attività “anti-D’Acquisto” e i magistrati rampanti

29 January 2026

24 gennaio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post ““L’ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani”: il racconto di una notte piena di misteri e di quattro innocenti incarcerati”

Lavarsi dal sangue con altro sangue, dal fango con altro fango (Eraclito) è segno distintivo di criminalità. Anche di quella di Stato. Ma da noi poi c’è il risciacquo. Come questo libro. Una buona rassegna del contesto generale; un profluvio di svolazzi letterari che “glassano” fatti angoscianti e responsabilità criminali. Vuoto nel discutere il nocciolo, andando oltre gli “cose da pazzi”, “eh, i poteri forti”, “ma alla fine la giustizia è tornata”. Affrontando temi come: i messaggi Giuliano 1; le attività “anti-D’Acquisto” dei CC 2; i magistrati rampanti 3. Si glissa e si glassa su:

1 “Tutte le volte che Truman non era d’accordo con De Gasperi, Giuliano uccideva tre carabinieri” (Scelba). Come nei decenni il dosato trucidare CC, dalla truppa ai vertici, tramite figure pilotate, abbia piegato resistenze, per fare dell’Arma una propria arma.

2 Come i CC e le altre polizie, domati e selezionati, eseguano, a danno di singoli italiani e della popolazione, operazioni sporche ordinate da poteri occupanti.

3 Come i magistrati in questi casi imitino il barone di Calvino: si mettono al sicuro sul pero, non scendono e da lì coonestano depistaggi e false accuse inverosimili, dando loro corso. Es. Scarantino.

Meno esercizi calligrafici a babbo morto e più ricerche e analisi sul ruolo di corpi in divisa e magistrati nelle violenze che determinano la rotta del Paese. Chiarire quello che hanno fatto nel passato porterebbe a riconoscere la prosecuzione dei loro crimini nel presente.

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4 febbraio 2026

Blog de il Fatto

Commento al post “Morto Corrado Carnevale: l’ex giudice della Cassazione soprannominato “l’ammazzasentenze” aveva 95 anni”

Capitolo 13 Il caso Carnevale
1.L’episodio più emblematico di infiltrazione di Cosa nostra nell’amministrazione della giustizia – 2. L’assassinio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, fedele servitore della Repubblica – 3. Le fasi del processo per l’omicidio Basile – 4. La giornata del 7 marzo 1989, l’episodio del «massaro» e la condanna di Carnevale per complicità con Cosa nostra – 5. Il ruolo della presenza nell’ufficio del presidente Carnevale di un emissario di Cosa nostra, identificabile in Francesco Messina, reggente della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo – 6. L’annullamento della sentenza di condanna nei confronti di Corrado Carnevale. (G. Turone. Crimini inconfessabili, 2024).

Il caso Carnevale mostra come nella magistratura italiana l’essere “un eccellente giurista” possa conciliarsi con l’intimidire un altro giudice avvalendosi di un mafioso.

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17 aprile 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Trinchella “La gip “applica” la sentenza della Consulta del 2024 sul sostegno vitale. Archiviati Cappato, l’ex senatore Peduca e il figlio di Sibilla Barbieri per il suicidio in Svizzera”

In Spagna è stato sollevato un caso sul medico che ha gestito l’eutanasia, eseguita giorni fa, di una venticinquenne: è la responsabile di un programma trapianti, e risulta che l’ospedale abbia sollecitato l’omicidio con l’argomento che gli organi della ragazza erano prenotati per trapianti. La magistratura, mentre forza ulteriormente le indicazioni di una Consulta già arrendevole sui voleri di poteri superiori, mentre si associa a privati, scotomizza il tema non secondario dei conflitti di interesse nell’omicidio medicalizzato. Ci sono forti interessi nel rendere routine uccisioni giustificabili solo in casi estremi. Dal familiare che vuole sbarazzarsi di un peso e trarne vantaggio, al business biomedico, che con la legalizzazione del colpo di grazia aumenterà l’accanimento terapeutico, e con esso sofferenze e indegnità da cure futili e lucrose*. Compito di legislatori, giuristi e magistrati dovrebbe essere di circoscrivere con solide barriere i pochi casi che legittimano l’omicidio medico e frenare l’accanimento, non di liberalizzare accanimento e colpo di grazia.

A Napoli si affittano le barelle per bivaccare nei PS. Zelo sull’ammazzare, come voluto da grandi interessi, mentre si lascia allo sbando la sanità per chi vorrebbe campare. Candore virginale su quali reali intenzioni queste eroiche dedizioni alle vite degli altri coprono. Con Cappato e i suoi magistrati abbiamo dei Buoni Samaritani con la Luger.

Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico

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19 luglio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Turrini “Enrico Mattei, mandanti francesi e depistaggi italiani nel libro che riapre il caso dell’attentato al presidente Eni”

La storia del tradimento di un eroe vero, il “Buonocore” di Pasolini. Uccidendo Mattei si è marcato come proibito il prezioso tipo antropologico che rappresenta. Una pressione selettiva sulla dirigenza il cui risultato odierno è tra gli altri la benzina a 2 euro. Si devia la frustrazione per l’impoverimento su fantasie di privati che giustiziano i ladri e li prendono a calci mentre agonizzano. Il libro mostra l’opposto: le radici della passività inerme sulle fonti energetiche. Ottenute uccidendo chi ci difendeva di sua iniziativa. Complici coloro che avrebbero dovuto difenderci istituzionalmente. A partire dall’Aeronautica militare.

Mandanti francesi ma NATO e anglosassoni correi in quanto, lo mostra bene il libro, INUS, Insufficient but Necessary part (of an Unnecessary but Sufficient set).

“Nella guerra moderna, i mandanti non sono mai gli esecutori” (cap. 11). Frase da sovrascrivere sul marmo di tante lapidi, mentre si celebra la farsa della mafia onnipotente* come mandante di via D’Amelio**. Gemella di quelle dei terroristi invincibili* mandanti oltre che esecutori delle stragi impunite, dell’eliminazione di Moro e di altri omicidi strategici.

Nello spiegarci un passato che non è passato il libro accosta all’uccisione di Mattei l’epurazione – per via giudiziaria – di Domenico Marotta; che avviò la sottomissione del Paese agli immani interessi del business biomedico, oggi rampante e mortifera.

I terroristi samurai e la mafia AFD
** La matrice

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Vedi anche:

L’undicesima ora. Messina Denaro e Zagrebelsky

I quattro livelli del depistaggio

I magistrati e gli USA

C’è la parola: compradora

Il coraggio dei Carabinieri e la loro attività di repressione dell’onestà

La selezione delle forze armate

 

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