13 maggio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Musolino “Reggio Calabria, blitz contro la cosca Labate: quattro arresti. Il pm ai cronisti: “Raccontate, la mafia vive di silenzi”
Il cadavere di Moro davanti al palazzo Antici-Mattei lasciò in ombra l’assassinio, lo stesso giorno, di Impastato. Che vedeva mafiosi e CC andare a braccetto 1. Avviene una distrazione simile con la mafia 2: il focus sulla piaga della ndrangheta permette a quella che chiamo “la mafia dietro l’antimafia”, la piaga delle pratiche mafioidi di notabili e istituzioni, di prosperare indisturbata 3. Su quest’altra mafia “magistrati e forze dell’ordine” non sono una protezione. Anzi. Le istituzioni alimentano le due basi della mafia di ndrina: la diffusa cultura mafioide e la soggezione a forze sovranazionali 4. La mafia da gabbione fa comodo. Magistrati l’hanno virulentata, aiutandola a svilupparsi es. 5.
Il vero parlarne è ripetere “delenda mafia”: chiedere che questo alibi sia tolto eradicandola. L’antimafia deve puntare a eliminarla; è metamafia 6 farne il male ontologico 7. Occorrerebbero inoltre centri agili ai quali rivolgersi per le infinite vessazioni mafioidi praticate dai “perbene”. Essiccare l’imperante cultura mafioide avrebbe effetti anche contro le ndrine. Ma lo schema è l’opposto 3: agitare una mafia sovrumana, presentarsi come protettori e usare il consenso così ottenuto per favorire la mafia dei notabili e dei poteri forti.
1 Dickie. Storia della mafia
2 La mistificazione importanza/rilevanza
3 La passivazione dei poteri predatori
4 I due comburenti istituzionali della mafia
5 Perri.Come nasce una mafia
6 I professionisti della metamafia
7 I terroristi samurai e la mafia AFD
§ § §
24 maggio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Aggressione selvaggia alla ex in strada a Prato: la donna salvata da tre stranieri”
E’ una forzatura interessata commentare che l’episodio sia “un’icastica rappresentazione di integrazione con la comunità italiana”. E’ una caricatura calunniosa che tra gli immigrati sia assente l’umana solidarietà, non vi siano tante brave persone, che non siano capaci di gesti encomiabili o eroici. Ma volendo generalizzare, volendo usare la posizione degli immigrati rispetto alle violenze sulle donne come indice di integrazione, occorre considerare anche i casi dove invece sono dalla parte degli aggressori. Un sottoinsieme tutt’altro che vuoto. Questo ritagliare solo il pezzo del quadro che fa comodo è ragionamento antibayesiano*; fallace, capzioso, tipico della propaganda e della difesa di colpevoli, che il magistrato avrebbe il dovere di non praticare**. E’ un esempio dell’integrazione della magistratura nelle agende dei poteri sovranazionali a scapito della volontà e dei diritti degli italiani***. Agende che hanno incluso epurazioni esemplari di rare figure di magistrato, dietro alle cui icone la massa dei salvati può meglio servire i mandanti. Incluso il fornire l’impunità e l’aiuto per gli atti persecutori – attuati anche avvalendosi di extracomunitari- verso chi intralcia crimini del grande business.
* Il ragionamento anti-bayesiano
** Il peculato intellettuale dei magistrati
*** L’agenda Palamara dei magistrati
Stokatso: **** La follia menicitica.
@ Stokasto: Sì, è classificato come folle chi non prende le parti consentite, pro uno o l’altro dei due contendenti, delle infinite repliche della stessa sceneggiata, e invece critica la sceneggiata. Es. credo che se si volesse fare sul serio – come si sarebbe obbligati a fare – su Salvini bisognerebbe denunciare e indagare per truffa i responsabili del progetto del ponte sullo Stretto. La dubbia realizzabilità, le riserve di tecnici e l’incompletezza del progetto per la più mastodontica delle opere dovrebbero indurre a verificare che non si tratti di progetto che si sa essere irrealizzabile, spinto per ottenere soldi, avvalendosi del potere e del prestigio delle cariche istituzionali. Come i finanziamenti che si ottennero, con aiuti istituzionali, per il miracoloso potabilizzatore Watly. Ma sarebbe follia. Non vanno disturbate le sceneggiate di Stato; quella razzisti-contro-filantropi o quella pro-ponte-contro-sì-ponte. Dove alla fine si va a mangiare tutti assieme, ‘o malamente, isso, essa e le rispettive claques.
§ § §
1 giugno 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mattarella ai Prefetti: “Il 2 giugno sia momento di unità e concordia intorno ai valori della Repubblica. A ogni cittadino la responsabilità della coesione sociale””
La figura dei prefetti è tra quelle in ombra nel novero dei responsabili dello stato di cose attuale. Non se ne parla, a parte le sviolinate di chi li manovra. “Il giolittismo dei licenziamenti, dei trasferimenti, delle minacce politiche ed extrapolitiche, delle insidie sotterranee agli avversari, ha trovato la sua continuità storica …. Così é nato il neogiolittismo, quello dei prefetti in amicizia con la mafia, quello della corruzione statale autorizzata per vantaggi elettorali, destinati a perpetuare le fortune di una casta politica e delle sue corti.” (L. M Perri. Come nasce una mafia).
§ § §
4 giugno 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Melillo al Parlamento Ue: “Lotta alle mafie deve tornare al centro dell’agenda. Guerra dei dazi occasione per i sistemi criminali””
Non metto in dubbio quanto dice il capo dell’Antimafia. Sarà la verità; ma non è tutta la verità. “It cuts both ways”: la lotta alla mafia a sua volta fa da alibi, diversivo e copertura per la protezione istituzionale attiva, more mafioso, di grandi operazioni predatorie del mondo legale (1). Lo sperimento a Brescia es. (2-4). Dove Melillo ha affermato – ha rassicurato, bisognerebbe dire – che “E’ illusorio pensare di poterle debellare [le mafie]” (5). Un rovesciamento del “la mafia non esiste”, ma gattopardesco: non nel suo opposto ma nella sua prosecuzione (1,6), posso testimoniare. Le mafie e questa antimafia formano un complesso, integrato nel sistema.
Questa antimafia serve Big Pharma, della quale la UE è braccio, e si può pensare che mutati i tempi si metta al servizio anche della cosca rivale, l’emergente industria degli armamenti e il suo braccio UE, col suo compito di puntare il super trouper sulla sola ala gangsteristica di un sistema di predazione che è sociopatico in toto (7); con la parte legale che comanda nel buio così strutturato.
1 MDA: la mafia dietro l’antimafia
2 Demenza senile e demenza morale
3 Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure
4 Diagnosi precoce dell’Alzheimer: il test del sangue debutta al Civile. Giornale di Brescia, 3 giu 2025
5 Festival della Pace, Melillo: “le mafie crescono con i conflitti”. Giornale di Brescia, 16 nov 2022
6 I terroristi samurai e la mafia AFD
7 Il ragionamento anti-bayesiano
§ § §
17 giugno 2025
Blog de Il Fatto
Commensto al post di P. Frosina “Il sequestro illegale, il concorso truccato, il bando su misura: storie (vere) di abusi che con Nordio non sono più reato. E i processi vanno in fumo” “
Ma l’ANAC, l’antimafia di Stato, i garibaldini dei circoli antimafia non dicono nulla ? L’attuale antimafia, col suo dogma della mafia sovrumana*, serve a questo: come copertura e alibi per i comportamenti mafioidi del mondo legale**. Lo diceva Impastato: la mafia può essere a cento passi. Anche i cento passi che portano ad avere a che fare con dipendenti pubblici. Ed è a zero passi, perché le conseguenze di primari inadeguati e venali, di uffici tecnici comunali dove tengono famiglia, di cattedratici pupazzi di grandi interessi, di magistrati grati e speranzosi di ulteriori spinte, vanno a colpire il cittadino anche se non si muove. Bisogna dare ragione anche a un simbolo di questa antimafia, Gratteri. Non quando corregge Falcone sostenendo che la mafia esisterà fino alla fine del mondo, proteggendo così la MDA dietro alla mafia AFD; ma quando dice che solo gli sfigati fanno da manovalanza alle cosche. Per chi ha un’inclinazione mafiosa, con queste regole, con questi palazzi del Colle, è da fessi mettersi a fare i picciotti quando si può ottenere di più senza rischi entrando in una amministrazione pubblica o collegandosi ad essa; dai Comuni agli ospedali alle università ai palazzi di giustizia.
* I terroristi samurai e la mafia AFD
** MDA: la mafia dietro l’antimafia
§ § §
18 giugno 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Corlazzoli “Maturità 2025, Fiammetta Borsellino: “Sono felice che i ragazzi quest’anno abbiano l’opportunità di parlare di mio padre Paolo. A casa mia la porta era sempre aperta ai miei compagni””
La maturità, classica, l’ho ottenuta nel 1978. Poco dopo Via Fani. Era in me vivo il ricordo dello sguardo benevolo di Moro sulla 130. Aveva lo studio vicino a dove abitavo e qualche volta lo incrociavo tornando dal liceo. Il tema lo svolgerei così. Occorre distinguere tra la figura di Borsellino, la sua uccisione e il suo culto. Era un uomo e un magistrato integro, coraggioso e leale, diverso dal suo ambiente, che infatti lo ha tradito da vivo e da morto. E’ stato ucciso per l’esempio nobile che dava, per le sue indagini (ma non per la ridicola storia degli appalti..), perché occorrevano attentati per pilotare il cambio di assetto del paese. Il suo culto fornisce una copertura per gli affari più laidi. Tra le finalità di Via d’Amelio appare esserci stata anche quella di fare apparire degna la magistratura che si dà a rappresentarla Palamara, e puliti i politici piduisti e i fabiani che da rinnegati sono diventati più neri dei neri. Con la dulìa degli eroi si è dato un alibi anche al popolo: basta alle tante celebrazioni battere le mani, per coprire inerzia e passività nel lasciarsi depredare. Si sono analogie col ‘600 della Controriforma. Non stupisce che il governo dei Nordio, i gestori del declino dell’Italia, i servi dei mandanti agitino questa icona. I giovani saranno maturi quando sapranno distinguere tra “nucleo” e “copertura” del potere. Dove il nucleo usa come copertura della sua lordura anche i tipi umani che ha epurato e che assolutamente proibisce.
§ § §
22 giugno 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Mattiello “Tutti si allarmano per l’arrivo del Ponte sullo Stretto, tranne la Commissione Antimafia”
La Commissione antimafia, con una presidente in confidenza con terroristi neri 1, è manovrata da soggetti come i CC Mori e De Donno 2. Che, con una magistratura dove il processo per l’omicidio del capitano dei CC Basile fu aggiustato da un presidente di Cassazione (tenuto in servizio dal CSM fino all’età di 84 anni) semplicemente facendo pressione, nel suo ufficio, su un collega alla presenza di un capocosca 1, possono sostenere che lo sventramento di via D’Amelio fu per questioni di appalti. Si è arrivati a ciò con una antimafia che, funzionale al potere e ai suoi crimini 3, ha rovesciato gattopardescamente il principio “La mafia non esiste” nel “C’è solo la mafia”. Qui fa del Ponte una questione di appalti mafiosi, come Mori per Borsellino e la scorta. Vede solo uno degli spin off di quella che andrebbe additata e indagata come una mega-truffa, data la non accertata realizzabilità e funzionalità di una struttura mai vista, azzardata e fine a sé stessa. Protegge così, passivizzandolo 4, il core business, formalmente legale, della truffa galattica. E’ un’antimafia a braccetto dell’antifascismo che è tonante nell’attribuire le stragi ai fascisti, la manovalanza, ma è omertoso sui mandanti sovranazionali 1; mandanti che la coppia serve; incluse le eliminazioni di chi non sta alle recite.
1 Crimini inconfessabili. Turone G. 2024
2 L’ex BR che rapì Moro assunto da una società di intelligence. Peacelink
3 MDA: la mafia dietro l’antimafia
4 La passivazione dei poteri predatori
@ Crocco52: Il libro di Turone ha notevoli meriti. Pochi appunti, a mio parere. E’ filo “sinistra”. Per me la volontà di bloccare i “comunisti” fu un pretesto, una copertura per la finalità autentica, quella di esercitare un controllo sul protettorato. Nel libro è assente la metamorfosi inversa, da farfalla a invertebrato strisciante, dai La Torre e i Pasolini ai Renzi e alle Picierno. Un voltafaccia senza onore che in forme sotterranee era iniziato già allora; e fu suggellato col tradimento di Moro. Non parla della prosecuzione odierna del controllo, supportando, con la sua autorevolezza, la tesi di un’era infame ma ormai conclusa. Quando, posso testimoniare, il controllo continua, applicando moderni “Field manuals”, evoluzione del Westmoreland che Turone riporta. Oggi non si usano bombe e proiettili ma si praticano tecniche di violenza occulta per selezionare la classe dirigente voluta. Per ottenere, lo vedo nel mio campo, la medicina, la suggestio falsi e la suppressio veri, con effetti che corrodono la civiltà stessa, non solo la democrazia (es. rendere “murder respectable” “twisting words and abusing language” (Orwell), inventando l’omicidio medico a domanda come diritto*). Avvalendosi delle istituzioni, magistrati in prima fila, non meno di quando ci si avvaleva dei tristi del terrorismo e delle mafie.
* Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico
§ § §
8 luglio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Ruccia “Via D’Amelio, l’ex pm antimafia Teresi: “Chi aveva interesse a occultare la verità oggi ha nome e cognome”
L’ex PM antimafia Teresi dice che la verità non può essere lasciata solo ai magistrati. Anni fa affermò che l’antimafia è rappresentata anche “da persone senza scrupoli che vogliono sfruttare questo palcoscenico per potere ricevere vantaggi che sono tipici di persona senza scrupoli”. Aggiungendo “”Non parlerei di mafia dell’antimafia, ma di mancanza di scrupoli di una certa antimafia”. Personalmente osservo come oggi vi sia un’antimafia di copertura, che arginando la mafia di cosca estorce consenso, che investe nel lasciare indisturbati e talora aiutare i grandi affari illeciti del mondo legale*.
Inclusi metodi mafioidi per soffocare denunce. La notizia di Tinebra massone non è nuova. Seguendo l’invito di Teresi, riporto che mi viene dato modo di pensare a quale sia il rapporto tra le lodi massoniche di “massone nato” al Proc. Gen. della città dove vivo, e la libera commissione di un diluvio perenne di atti persecutori e di discredito, stalking, violenze private, multe inventate, strusci di spazzatura e altre lordure, vandalismi all’auto e tanto altro. E a quale sia la relazione tra l’impunità ostentata, la soverchieria che vuole farsi legge, e il divario di opinioni tra questo alto magistrato, che accetta la medicina difensiva chiedendo di estendere l’impunità in suo nome dai medici ai magistrati per evitare sentenze “difensive”, e me che la descrivo come un reato: La medicina difensiva come scusa e come illecito (sito menici60d15).
* MDA: la mafia dietro l’antimafia
§ § §
19 luglio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Musolino “Assolto l’ex procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, cadute le accuse di corruzione e falso“
Solidarietà al magistrato Facciolla.
§ § §
24 luglio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Travaglio a La7: “Accuse a Ricci? Difficile dimostrare la corruzione. Per me è abuso d’ufficio, oggi depenalizzato””
Forse sul piano avvocatesco, ovvero su quello giuridico rispetto non ai princìpi ma alle leggi – già annacquate – non è corruzione ma abuso d’ufficio. Ma sul piano politico vero, quello del cittadino elettore, non è corruzione nel senso che è peggio: è micromafia. E’ con i favoritismi, con le raccomandazioni, con il dare lavoro ed escludere dal lavoro a scapito del merito che il politicante pratica per il proprio tornaconto, che si crea l’angolo di divergenza tra le traiettorie di vita degli scelti e degli esclusi. Angolo che porta a esiti molto diversi: è il “cronyism”, dal greco “lungo termine”. In salsa nostrana: “Tu mi voti; ti trovo un lavoro e ti sistemo. Tu non mi voti: int’u cul a ttia e a tutta a famiglia” (C. Laqualunque). Il risultato è la società falsata, malsana, dove vengono corrotti i normali rapporti tra persone.
Per chi vuole una società equa, pacifica e ben funzionante la corruzione non è solo quella delle mazzette. C’è anche la micromafia delle discriminazioni a danno di chi non si fa cliens di qualche maneggione. E al capo opposto la corruzione “qui tam”*, verso i potenti. Es. il mafioso “se non ti fai inoculare non lavori” tramite lo Stato, pure prontamente praticato da questo esemplare del genere di finti onesti che alla fine tengono alto, con sistemi diversi, il livello di ingiustizia insieme ai colleghi di casta palesemente ladri.
* Corruzione “qui tam” e sfruttamento
§ § §
31 agosto 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Fdi contro Di Cesare: “Ha esaltato le Br, la sinistra ritiri la sua candidatura in Calabria”. Tridico: “Atto intimidatorio””
Giustino De Vuono, calabrese di Scigliano, criminale facile alla violenza, si aggregò alle BR, divenendone capocolonna. Protetto dal SISMI. Per alcuni la scellerata raggiera di colpi attorno al cuore di Moro il 9 maggio era la sua firma. I brigatisti con le loro teorie rivoluzionarie da quattro soldi servirono come false flag, per l’eliminazione esemplare di un politico non sottomesso. Con Moro, o con il moroteo Piersanti, il destino della Calabria non sarebbe stato così ingiusto. Chiedere il voto esibendo l’autrice di un omaggio alla falsa bandiera rossa che ha coperto una disgrazia nera per la Calabria non è così lontano dal candidare ndranghetisti o piduisti; ai quali si dice De Vuono, sodale della Balzerani, fosse legato. La candidatura è manifestazione della promiscuità dietro alle sceneggiate; tra i massoni, clericali, finti sinistri, fascisti, istituzioni marce, che si spartiscono la Calabria.
Si vuole coprire lo squallore dando l’impressione che la partita per il malloppo sia una contrapposizione dalle profonde radici ideologiche. La disputa inscenata tra quelli che proteggono i burattini neri e quelli che proteggono i burattini rossi forniti a suo tempo allo stesso burattinaio – lo stesso che entrambi servono a puntino oggi – ricorda i due mariti che si rinfacciano la prostituzione delle rispettive mogli agli occupanti USA in Polvere di Stelle. (Scena davanti al Grand Hotel, 1:16:30).
§ § §
9 settembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Mainenti “La memoria dell’agente Montinaro e i patrimoni confiscati: sull’antimafia pende una spada di Damocle”
§ § §
10 settembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di 30science “Melanoma: diagnosi raddoppiate in 20 anni. “Una campagna di prevenzione sistematica può salvare vite e ridurre i costi per la sanità””
In USA l’incidenza di DIAGNOSI di melanoma dal 1975 al 2014 è aumentata di 6 volte nei maschi bianchi e di 4 volte nelle donne bianche (1). E continua a crescere allo stesso ritmo. La mortalità resta sostanzialmente invariata: non cala come farebbe una “prevenzione” vera. Anche fonti ufficiali riconoscono la sovradiagnosi come causa del boom, e la necessità di limitare i danni da sovradiagnosi; si propone di non chiamare più “melanoma” certe lesioni, per non favorire l’equivoco (2). La sovradiagnosi da screening è uno dei campi pacifici: da Meloni a Schlein, da Nordio a Magistratura democratica, da il Fatto ai media berlusconiani, sono tutti d’accordo nel sostenere la frode. Anche instaurando una crescita a componente esponenziale delle sovradiagnosi con il “popularity paradox “: “the greater the harm through overdiagnosis and overtreatment from screening, the more people there are who believe they owe their health, or even their life, to the programme” (3). Chi si oppone riceve uno spettro di ostilità che vanno da gente con condanne per mafia, che si vanta di avere parenti al 41-bis, a quelli che si vantano di essere istituzioni antimafia. Ma rispetto a certe mamme i due non sono poi così antitetici.
1 Estimating Overdiagnosis of Melanoma Using Trends Among Black and White Patients in the US. JAMA, 2022.
2 Is Wide Local Excision After Primary Excision of Melanoma In Situ Unnecessary? JAMA, 3 set 2025.
3 Raffle, Gray, cit. in Oxford Textbook of Global Public Health, 2015.
§ § §
6 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Giletti ospita Scarpinato: non avevo mai visto un attacco così aggressivo e intollerante”
Anch’io ho visto quasi per caso l’imboscata di Giletti a Scarpinato. Alla Teo Mammuccari. Sono in auge i ruffiani aggressivi. Ma Scarpinato, con i suoi meriti, è corresponsabile. Sere dopo ho visto per caso su RAI2 una trasmissione su Letizia Battaglia, la fotografa della mafia a Palermo. E delle bambine di Palermo. C’era Scarpinato che ne lodava le doti artistiche e il valore morale (grazie a una foto della Battaglia poté smentire Andreotti che diceva di non conoscere i Salvo). Ma, come per “Il Padrino”, l’arte di pregio ha contribuito a elevare la mafia a Male ontologico. Estetizzare la mafia e presentarla come onnipotente* ora permette di intrattenere la tesi pulp delle stragi del ’92 come preventive a favore di appalti.
Avremmo bisogno di demitizzare la mafia, di riconoscere che è stata usata come milizia da burattinai che strapotenti lo sono davvero. Pochi si sono espressi contro la costruzione mediatica e culturale di potenze infere; che giustificano il non averle fermate; e che continuano a servire da alibi, legittimazione e diversivo**. Tra questi Walter Tobagi, “non sono samurai invincibili” ucciso nel 1980; Pio La Torre, ucciso nel 1982***; Falcone, “la mafia è umana e avrà una fine”.
* I terroristi samurai e la mafia AFD
** MDA: la mafia dietro l’antimafia
***I media sbagliano a sottolineare la forza delle cosche. In: Non dimenticate mio nonno, Pio La Torre. Di Marta La Torre. Corsera 2017.
§ § §
29 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Perrone “‘Patenti’ agli influencer che parlano di salute e finanza: l’Occidente può imitare la Cina?”
Il gerarca Bottai l’11 agosto 1938 annotò nel suo diario, a proposito delle leggi razziali, che la questione ebraica si poteva risolvere con semplici atti amministrativi; “Perché sparare un cannone per uccidere un uccellino ?” scrisse.
Perché ricorrere al fascismo aperto quando ci sono vie pretesche che salvano le apparenze. Reprimere il dissenso e la denuncia sul corrotto campo della medicina togliendo di mezzo le voci critiche, ostracizzandole, screditandole e punendole pesantemente se parlano, avviene anche da noi, in via non dichiarata, mediante l’uso illecito e strumentale del potere dello Stato. Alla proscrizione e alle bastonature nel mondo reale si aggiunge lo shadow banning su internet. E’ un affare criminale ed eversivo delle istituzioni asservite ai poteri forti sovranazionali. A cominciare da quelle che esibiscono le gigantografie di Falcone e Borsellino, o il ritratto di Salvo D’Acquisto.
§ § §
30 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di V. Cattano “Ex lobbista che aveva fatto causa a Von der Leyen per il Pfizergate denuncia: “Mi hanno chiuso tutti i conti””
Il “debanking” dei dissidenti è descritto*. Il 13 ottobre 2025 Il Fatto ha riportato che Paypal ha bloccato i conti di Francesca Albanese, e come vi siano strutture che si occupano di imporre tali provvedimenti. L’arma finanziaria a protezione delle frodi biomediche di alto bordo è usata anche in Italia, in una partnership privati-Stato**. Può essere applicata su larga scala: il paese che vanta la migliore antimafia al mondo, la casa madre dei predicatori del Vangelo, una compatta falange di magistrati ardenti difensori della Costituzione e dell’indipendenza, ha primeggiato anche con il ricatto jab for job, il condizionare il lavoro e lo stipendio al farsi inoculare.
Leader politici di 18 paesi che si erano opposti in qualche misura all’operazione covid sono stati epurati tra il 2020 e il 2022***. Ci sono state morti sospette, come l’assassinio dell’ex primo ministro del Giappone Shinzo Abe.
*The terrifying rise of “debanking”. Banks are using their financial muscle to punish dissenting views. Spiked, 7 lug 2023.
** L’uso del fisco nell’eversione di Stato
***The global purge of independent leaders. Health and truth, 28 ott 2025.
§ § §
3 dicembre 2025
Blog de il Fatto
Commento al post di sostenitore “Le leggi non vivono di autorità, ma di riconoscimento: senza, ogni limite perde senso. E si arriva alla violenza”
Si parla tanto di obbedienza dei “commoners” alle regole ma poco di obbedienza delle regole ai princìpi. La subordinazione delle regole ai princìpi, il loro esserne implementazione limpida e sincera, le legittima*. E alimenterebbe forme sane del rispetto – nel duplice senso di stima della legge e di sottomissione ad essa – che si lamenta manchi.
“La legalità diventa l’arma avvelenata con la quale si colpisce alle spalle l’avversario politico. In un romanzo di Bertold Brecht alla fine il capo dei gangster comanda ai suoi seguaci: il lavoro deve essere legale. La legalità finisce qui come parola d’ordine di un gangster” . Da “il principio di legalità, un’arma a doppio taglio” Otello Lupacchini, Il Fatto, 27 luglio 2016.
Privandosi di Lupacchini Il Fatto ha perso uno dei migliori collaboratori. Aveva contrastato Gratteri. Dietro la cui logorrea mediatica e interventi giudiziari sul crimine fragorosi ma in realtà relativamente blandi rispetto al totale prospera in Calabria, posso testimoniare, il malaffare di baronie e poteri forti, che a braccetto con le “istituzioni” usano “le regole” per praticare una mafia senza rischi**.
* La fallacia delle regole
** La passivazione dei poteri predatori – MDA: la mafia dietro l’antimafia – I due comburenti istituzionali della mafia
§ § §
14 dicembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di C. Savino ““Gomorra” e “Suburra” a rischio sanzione? Fratelli d’Italia presenta un ddl contro chi “esalta” la mafia. Roberto Saviano tuona: “Censura mascherata da tutela morale””
E’ la gente che dovrebbe svegliarsi e riconoscere che l’esaltazione della mafia, la rappresentazione della mafia “arte e fattura diabolica” (Manzoni)* è il grande alibi per gli sfruttatori per ottenere legittimazione, consenso e impunità per le loro violenze e grassazioni del mondo legale**. Ed è il grande alibi per gli sfruttati per subire passivi. La mafia alimenta misconosciuta e impunita la metamafia, la mafia sulla mafia: come il capobastone locale fornisce in cambio di sottomissione protezione da furfanti che poi sono i suoi stessi picciotti, lo Stato non eradica la mafia, ma la coltiva e a volte la virulenta, per spaventare i cittadini in modo da ottenere obbedienza. La mafia ontologica, eterna (Gratteri e Melillo) è parte del dispositivo di sfruttamento del Paese***.
Protetta dalle avvincenti storie di Saviano e dagli acuti commenti di Gratteri sulle mafie di cosca, prospera florida in Calabria, e nel resto d’Italia, la mafia istituzionale. Invece di seguire imbambolati la miliardesima fiction sulla mafia pantocratrice, e di battere le mani agli innumerevoli happening dell’antimafia delle poltrone, lavandosi così la coscienza, una cosa andrebbe fatta dal cittadino davvero antimafia: chiedere senza sosta che la mafia sia eliminata. Chiedere senza stancarsi che sia distrutto questo barbacane della mafia legale.
* I terroristi samurai e la mafia AFD
** MDA: la mafia dietro l’antimafia
*** I professionisti della metamafia
Robinio Rossetto: Ma sei serio o solo reduce dalle libagioni del pranzo domenicale?
@ Robinio Rossetto: I beoni danno dell’ubriaco agli apoti. “La mafia – dice Genchi – è stata usata per lasciare il bollino, l’imprimatur. Quelli erano dei pecorai; sapevano uccidere con le mani, non con i telecomandi. Brusca non lo aveva mai preso in vita sua un telecomando, nemmeno per aprire un cancello elettrico. A loro hanno dato l’impressione di aver premuto. Di loro servivano quelle cicche di sigaretta, che sono state puntualmente fatte trovare e analizzate dall’Fbi, per dare il marchio di origine a quella strage. Cosa nostra si è prestata. Ma sono stati truffati da chi li ha portati in quella collinetta a recitare la parte. Quelli erano dei figuranti, erano degli attori, perché i veri protagonisti di quella strage non sono mai emersi”. (Dietro le stragi. Lo Bianco, Rizza. Paperfirst 2021; ridotto).
Capaci è un paradosso di Gettier: non poteva funzionare e ha funzionato. La velocità prevista dell’auto bersaglio era di 170 km/h. Ponendo in 10 metri il tratto di strada utile, l’intervallo di tempo entro il quale premere il pulsante è di circa un quinto di secondo. Che il mafioso distante sulla collinetta avesse col dito una tale accuratezza sovrumana è la tipica credenza indotta dai rinomati film pulp sulla mafia. Per bersela, aiuta avere tracannato la Gomorra della zia di Calenda e affini. Diffondendo cinema, di fatto si lavora per i mandanti veri. Se non bevi la versione “Wile Coyote”, allora perché insulti chi sostiene che la mafia è usata come strumento e copertura da poteri superiori.
Ermete Macchioni: Caro Robinio, il problema non è lui, che ovviamente straparla, ma chi gli dà I like. Il nostro menici è un complotTardo con un vocabolario un po’ desueto ma resta sempre un complotTardo. Saluti
@ Ermete Macchioni: Ricordo un altro tuo intervento su quanto scrivo: “ormai la massoneria è come il nero: sta bene su tutto. Ed è la spiegazione per tutto: “non sono io che sono pazzo, è colpa della massoneria””. 2024. Riportato in*.
E’ già singolare che l’antimafia ufficiale riceva l’appoggio di una “antimafia” volontaria che non ha altro argomento che l’insulto. Tu per di più mostri come un tale appoggio fatto di diffamazione e contumelie possa partire da chi difende la massoneria. (Il caso vuole tu ti presenti pure con un nome dal sapore massonico, Ermete). Un appoggio che consiste nel dare del malato di mente, pazzia o ritardo cognitivo, a chi osi criticare la massoneria o l’antimafia certificata. Un “simul stabant” inaspettato il tuo, dati i tradizionali legami tra massoneria e mafia. E dato che questa dell’infermità mentale è una classica risposta mafiosa ad accuse. Una risposta praticata a livello formale tramite illustri luminari massoni anche riguardo a fatti di mafia – o di P2 – gravissimi. Ciò rafforza l’impressione, sviluppata sul campo in Calabria e a Brescia, che i fili tra antimafia di copertura e massoneria andrebbero meglio esaminati.
* Ndrangheta e privatizzazione della sanità
Robinio Rossetto:
Massimo Pollini:
Non avendo il piacere di conoscerti, né tantomeno avendoti mai visto sul mio divano di casa, mi domando come faccia tu a dibattere sui miei passatempi; ad ogni modo, io non guardo la televisione.
Pur vero essendo che «la mafia è usata come strumento e copertura da poteri superiori», se – in disparte alcuni aspetti discutibili delle analisi sociologiche effettuate da Menicio60d15 – è “serio” questo suo periodo «una cosa andrebbe fatta dal cittadino davvero antimafia: chiedere senza sosta che la mafia sia eliminata. Chiedere senza stancarsi che sia distrutto questo barbacane della mafia legale», allora alzo le mani.
@ Robinio Rossetto: L’unica ratio per insultare come non serio quanto virgoletti di ciò che ho scritto, cioè che andrebbe chiesto di eradicare la mafia, è del genere di quella che sottende un aforisma di Giulio Andreotti: “Ci sono pazzi che credono di essere Napoleone e pazzi che credono di poter risanare la ferrovie dello Stato”.
Andreotti diceva anche “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”; e credo che una lettura necessaria per comprendere l’antimafia che rappresenti sia il racconto “I ragazzi di Cucarasi” di Giancarlo Fusco (In: “Le rose del ventennio”). Tra l’altro aiuta a comprendere perché alla richiesta inaudita di eradicare la mafia si reagisca con tanta acredine.
§ § §
4 febbraio 2026
Blog de il Fatto
Commento al post “Morto Corrado Carnevale: l’ex giudice della Cassazione soprannominato “l’ammazzasentenze” aveva 95 anni”
Capitolo 13 Il caso Carnevale
1.L’episodio più emblematico di infiltrazione di Cosa nostra nell’amministrazione della giustizia – 2. L’assassinio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, fedele servitore della Repubblica – 3. Le fasi del processo per l’omicidio Basile – 4. La giornata del 7 marzo 1989, l’episodio del «massaro» e la condanna di Carnevale per complicità con Cosa nostra – 5. Il ruolo della presenza nell’ufficio del presidente Carnevale di un emissario di Cosa nostra, identificabile in Francesco Messina, reggente della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo – 6. L’annullamento della sentenza di condanna nei confronti di Corrado Carnevale. (G. Turone. Crimini inconfessabili, 2024).
Il caso Carnevale mostra come nella magistratura italiana l’essere “un eccellente giurista” possa conciliarsi con l’intimidire un altro giudice avvalendosi di un mafioso.
§ § §
9 febbraio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Palermo, l’aula bunker dell’Ucciardone diventa navigabile in Realtà Virtuale per il 40esimo anniversario del Maxiprocesso”
La mafia è “un fenomeno mostruoso” (Morosini), o meglio è una classe di fenomeni mostruosi, che ha tra le sue funzioni anche quella di coprire altre classi di fenomeni mostruosi*. La mafia ontologica**, “male assoluto” (Morosini), la mafia eterna, è parte di un dispositivo di potere. E’ un’istituzione prevista dalla costituzione non scritta insieme alla complementare antimafia permanente: tutte queste liturgie, mitopoiesi, autocelebrazioni, questo mescolare il vero tragico e la facile letteratura, questo vestire le penne del pavone, fino alla farsa spudorata***, alimentano la funzione di alibi e spauracchio della mafia e quella di copertura della lotta perenne alla mafia. Favorendo così i crimini miserabili che dietro alla sacralità della lotta alla mafia si commettono, al sicuro in soffici poltrone.
Se proprio si vuole usare il virtuale, che si proietti, invece che fatti portentosi del passato, come sarebbe un’Italia “demafizzata”. Ma in un’Italia senza la mafia – che è ciò che andrebbe chiesto allo Stato invece di continuare a plaudire l’affastellare cappelle votive, davanti alle quali genuflettersi – verrebbero allo scoperto le più insospettabili responsabilità.
* MDA: la mafia dietro l’antimafia
** I terroristi samurai e la mafia AFD
*** L’undicesima ora. Messina Denaro e Zagrebelsky
§ § §
31 marzo 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Capezzuto “Con Gratteri un salto di qualità nella lotta alle mafie: la reazione dei clan era prevedibile”
§ § §
13 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Fiori “Caso Pantani, restano i misteri. Archiviata l’ultima indagine: “Era solo. Anche ora nessuno ha colto l’occasione per dare un contributo””
Un importante motivo per il quale le mafie, perlomeno quelle di cosca, andrebbero spazzate via, per il quale dovrebbe essere una priorità non “contrastare” le mafie ma annientarle, è che coprono, qui come depistaggio, fenomeni criminali di alto livello del mondo legale. Operazioni criminali molto grandi dalle quali si può essere facilmente stritolati, come appare essere accaduto a Pantani*. Ma le mafie fanno troppo comodo. Oltre che favorire la grande criminalità del mondo legale, la narrazione, parallela a quella sui terroristi, di forze del male strapotenti**, è rassicurante e autoassolutoria per il pubblico, che preferisce pensare alla grande criminalità come a un cancro, un corpo estraneo alla società per quanto infiltrante, piuttosto che a una presenza intrinseca ad essa, che ci sovrasta strutturalmente, capillarmente e direttamente, che agisce al livello personale su ciascuno di noi. Le mafie fanno comodo anche a magistrati e forze di polizia, per non toccare i reati dei poteri superiori mostrandosi affaccendati nella lotta senza fine con l’Idra di Lerna; e come testa di turco per quando nel loro zelo verso tali poteri finiscono per fare stritolare qualcuno*.
* Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico
** I terroristi samurai e la mafia AFD|
§ § §
23 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Nordio ricorda Falcone paragonandosi a lui: “Sia io sia lui abbiamo rischiato la vita per salvaguardare lo Stato””
La terra dove ci si attacca agli eroi è sventurata perché vuol dire che vi manca la decenza. Quante migliaia di venduti, ruffiani, incapaci, parassiti, sciacalli, hanno prosperato e prosperano dietro all’icona sacralizzata di Falcone e Borsellino. L’esibizione dell’immagine della coppia in sedi istituzionali non è un buon segno per il cittadino. La loro memoria andrebbe onorata puntando a fare finire il fenomeno umano delle mafie; obiettivo considerato eretico dai vertici dell’antimafia. La legalità andrebbe celebrata garantendo un servizio equo ed efficiente. Credo che uno tra i moventi di Capaci e via D’Amelio sia stato di fornire le staminali della verginità morale, per il nuovo corso dopo la Caduta del muro, a coloro che servono i poteri forti, quegli stessi poteri che ordinarono l’omicidio di rare figure non allineate.
Le fastose celebrazioni sono riti di legittimazione di gruppi privilegiati; surrogati della legittimazione per merito. Non stupisce che ci sia una corsa degli imboscati all’accostarsi agli smembrati col tritolo; un po’ come i molti, tra i duecentomila, che ottennero l’attestato di partigiano per convenienza negli ultimi giorni di guerra. l’ANM ha tirato dentro anche gli avvocati. E i notai; che in effetti suscitano fremiti di sdegno all’idea del pagamento del pizzo, di denaro ottenuto forzosamente senza un corrispettivo di lavoro proporzionato per utilità e impegno.
§ § §
24 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Della Cioppa “Non c’è un piano per contrastare la mafia pugliese: magistrati e agenti sono soli”
Ieri il papa ad Acerra ha detto che “un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”. Per me è un’anfibologia*. Nella mia esperienza, in Lombardia e in Calabria, i prefetti e i questori – e i comandati provinciali dei CC – servono tali oscuri interessi, non diversamente dai tempi di quando fecero lavare piazza Loggia subito dopo la strage cancellando indizi, o di quando distribuivano, col comandante provinciale dei CC di Brescia Montanaro, veri tesserini dei CC ai terroristi neri**. La mafia inarrestabile*** serve come alibi e diversivo. Come intimidazione per il popolo spingendolo alla legittimazione di istituzioni che servono le forze che hanno fatto della mafia un instrumentum regni. Un’antimafia vera, dopo quanto accaduto dal dopoguerra con la mafia, dopo quanto vuotamente celebrato ieri 23 maggio, stroncherebbe prontamente sul nascere una quarta mafia. Non la “contrasterebbe”, come invoca il prefetto Della Cioppa. Vergognosamente si allestisce un’altra piantagione di mafia, coi suoi mostri inferi e i suoi eroi di Stato lasciati soli, la solita morfologia della fiaba, da raccontare al popolo mentre si lavora per gli interessi oscuri a danno del popolo.
* La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
** Turone G. Crimini inconfessabili. 2024.
*** I terroristi samurai e la mafia AFD
§ § §
2 giugno 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Musolino “La strage di Amendolara | Bruciati vivi perché si sono ribellati ai caporali: vite a perdere, storia dei fantasmi che raccolgono le fragole”
Il 12 agosto 2025, mentre gli extracomunitari lavoravano come schiavi nei campi, 3 ispettori del lavoro da Cosenza sono arrivati in un paesino della Presila. In una piccola corte privata, normalmente deserta, di fronte a una stanza dove erano in corso lavori di ristrutturazione. I lavoratori, cioè gli operai, non c’erano, da settimane. Gli ispettori hanno contestato alla proprietà che un mucchio di rena non era recintato, e che un cancello temporaneo in legno avrebbe dovuto essere una transenna in metallo. Sono seguite multe. Questo non è stato che un episodio di una valanga di atti vessatori istituzionali, su una modesta ristrutturazione che normalmente avrebbe impiegato 1 mese e invece non è ancora finita dopo 2 anni. Sono intervenuti imponendo abusi il Comune, le sue guardie, i vvff, uffici tecnici vari, condannati per mafia, massoni, catechisti devoti al vescovo, giornalisti, etc. E’ un esempio di allocazione delle risorse dello Stato secondo la MDA, la mafia dietro la celebrazione dell’antimafia*; il vero potere egemone in Calabria. Una MDA che tramite sistematici e ostentati abusi di potere e atti persecutori pratica interdittive contro gli onesti che intralciano affari illeciti; mentre è collusa con infamie come il caporalato negriero sugli extracomunitari. Una MDA che si interseca largamente con massoneria, clericali, istituzioni; con i vescovi che ora cascano dal pero e fanno la predica.
* MDA: la mafia dietro l’antimafia
§ § §
14 giugno 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Armanino “I quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara mi ricordano il corpo di Cristo”
E’ stato uno svelamento del bruciare persone coperto. A me il rogo di Amendolara e le altisonanti declamazioni di Armanino ricordano l’ipocrisia del clero e in particolare dei vescovi meridionali.
Il rogo è storicamente esibizione di repressione violenta. Esemplarità dell’annientamento nei tormenti. L’usò il Vaticano per centinaia di eretici. Un messaggio così potente che se non si disponeva del corpo si bruciava l’effigie. Pio II fece bruciare in effigie Pandolfo Malatesta. Michele Serveto fu fatto bruciare in effigie dall’Inquisizione. E poi messo al rogo per davvero dai calvinisti. I nazisti facevano pire di libri.
Ma ci sono anche i roghi segreti, che distruggono senza mostrarlo. Il cuore da trapiantare nel piccolo Domenico, bruciato con il ghiaccio secco, viene mostrato, come un peccato contro la tecnologia salvifica; lucrosa, anche per il clero, che la celebra come santa. Si nasconde che al bambino è stato bruciato anche il suo di cuore, non essendoci gli estremi per un trapianto*.
La repressione di voci di denuncia del crimine istituzionale di alto livello. In Calabria condotta anche dirottando ispettori del lavoro dalla raccolta nei campi a multare per un mucchio di rena in una corte privata deserta.
Il dumping salariale, che il clero fa imporre ammantando l’immigrazione forzosa di valori evangelici; per poi tacere sullo sfruttamento che brucia vite di stranieri e italiani.
* La differenza tra “morto” e “cadavere” nella medicina golem
§ § §
15 giugno 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Della Cioppa “Davanti alla pressione mafiosa e agli attentati incendiari a Palermo, dov’è la strategia straordinaria dello Stato?”
CENSURATO
“Avanti al centro contro gli opposti estremismi !” Guccini fa dire a Dio nella canzone “La Genesi”. I terroristi rossi e neri, pilotati da polizie varie, stabilizzarono l’egemonia democristiana. All’antifascismo “loretista”, quello che è divenuto di massa e pugnace a regime caduto, occorrono i nostalgici del fascismo mussoliniano per legittimarsi; mentre lustra gli stivali alle forme attuali di autoritarismo 1. (Vannacci, il più recente specchietto per allodole, col suo lodare la X MAS, la sigla che da nobile si tramutò in vile dopo l’8 settembre, è comodo anche come contraltare per una sinistra finta).
I mafiosi in divisa da mafioso forniscono all’antimafia – agli uffici giudiziari, alle questure, alle prefetture, ai comandi CC- un alibi per lasciare indisturbati e talora servire i crimini dei poteri forti 2. In Italia, paese non libero, le istituzioni fanno largo uso di standard negativi 3 per salvare la faccia mentre servono poteri extracostituzionali. La funzione di standard negativo dovrebbe essere un motivo in più per distruggere la mafia da film e spargere il sale sulle rovine. E’ invece un motivo per mantenerla e agitarla, per poi atteggiarsi a nostri protettori dai ceffi patibolari mentre si lascia passare il nemico dagli altri fronti 4.
1 Il fascismo mussoliniano, il fascismo dei banchieri e il fascismo pecorone
2 MDA: la mafia dietro l’antimafia
3 La raffinata barbarie degli standard negativi
4 I professionisti della metamafia
§ § §
1 luglio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al di L. Milella post “Abuso d’ufficio, la Consulta salva ancora l’abrogazione voluta da Nordio: ecco i soprusi che per legge non sono più reato”
Invece di eradicare la mafia, ha proliferato, sotto la copertura morale dell’antimafia, una “mafia light”: una mafia istituzionalizzata senza rischi. La mafia coi Carabinieri. Le sue innumerevoli locali prosperano e fanno affari. Sia di piccolo cabotaggio come il clientelismo greve, sia vendendo il Paese ai poteri forti.
La sua ideologia è l’esaltazione dei valori alti per calpestare la decenza. Il sussiegoso predicare democrazia, legalità, etc. è una copertura per la mafia light. Pirandello, il maestro del distinguere tra maschera e volto: “E’ molto più facile essere un eroe che un galantuomo”. E’ l’incancrenito metodo dei preti: parlare tanto di sommi valori. E mai di decenza e di lealtà, qui nei rapporti tra Stato e cittadini. Democrazia, Costituzione, legalità, antifascismo, antimafia, sono l’evoluzione avanzata di una solida base di decenza e lealtà. Decenza e lealtà dello Stato verso i cittadini dovrebbero essere riconosciute come diritti preliminari necessari: senza la decenza e la lealtà i declamati valori costituzionali sono villaggi Potemkin con le facciate di marmo invece che di cartapesta.
Tra poco verremo chiamati a battere le mani alla passerella istituzionale: per luglio per il ricatto morale si usa via D’Amelio. Ma l’antimafia senza decenza e lealtà dello Stato verso i cittadini genera la mafia “in modica quantità”, non meno rovinosa. Il 19 luglio ricordiamoci delle licenze di sopruso rilasciate dalla Consulta.
§ § §
7 luglio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Gratteri contro l’”autobavaglio” del Csm: “Visione restrittiva dell’informazione, la gente ha il diritto di sapere”
Gratteri dice che alla gente si dovrebbe far conoscere di più delle operazioni antimafia eseguite dalla sua Procura. Procura che si occupa anche della seconda parte della storia tragica di Domenico Caliendo. Per me la gente dovrebbe conoscere anche la prima parte, come il bambino sia stato sottoposto a trapianto senza indicazioni legittime*. In Germania magistrati hanno fatto scoppiare lo scandalo dei trapianti forzati, cui i pazienti non dovevano essere sottoposti – pratica illecita ben descritta nella letteratura medica – ottenendo maggiore consapevolezza nel pubblico e maggiori tutele. Da noi il profluvio di racconti sulla mafia appare servire a occultare le insidie della vita quotidiana per le persone comuni. Le grandi storie di mafia, piantagioni nella foresta amazzonica, esecuzioni spietate, ceffi che mettono paura solo a guardarne le foto, sono in fondo rassicuranti, descrivendo il male come alieno e intrusivo; il male come una coltellata. Forniscono un alibi alle istituzioni e, importante, un alibi ai cittadini per non guardare a quel male che è come un veleno, circolando libero e riverito all’interno della società, col quale siamo in contatto perenne. Il male di penna che ne ammazza più del male di coltello. Ma più rumore non è più informazione, anzi. Più le storie di mafia alle quali ci si limita sono fragorose, meglio sono serviti i crimini del mondo legale.
*La differenza tra “morto” e “cadavere” nella medicina golem
@ Carm999: Mi riferisco a Gratteri e alla Procura di Napoli.
@ Carm999: Nel caso dei magistrati, non è questione di “garbare”. Gratteri per certi versi è accattivante. Ma la democrazia per me implica, come diceva già Demostene, diffidenza e controllo dei cittadini rispetto alle istituzioni dello Stato. Non abbandono cieco. Non l’andare a cercare qualche figura per praticare un culto della personalità, il grosso alibi per i cittadini e per le istituzioni. Non mi garbate voi: considero una sciagura sotto mentite spoglie l’idolatria di qualsiasi figura istituzionale. Che nel caso di Gratteri ha raggiunto livelli infantili. Infatti si occupa di stimolarla pure la Disney, la multinazionale dello spettacolo. Le cui azioni sono possedute a Blackrock, Vanguard, JP Morgan, etc.; l’indipendenza dei magistrati è anche quella verticale, rispetto ai poteri forti.
@ Carm999: Il magistrato che si fa personaggio mediatico sarà condizionato, se vuole restare visibile. Agli azionisti della Disney – e anche alla destra affarista, che pubblica i libri di Gratteri – va bene si parli tanto della piovra; non va bene che indagini giudiziarie rivelino la piaga delle sovradiagnosi e dei sovratrattamenti che sono per loro fonte di immensi profitti. Piaga che viene invece favorita con storie come questa del bambino, dove si contesta l’avere applicato una tecnologia santa maldestramente e troppo poco, giammai l’avere fatto troppo, che è stata l’illecita necessaria premessa del disastro. Naturalmente ciò non vale per il vostro beniamino, al quale per i tanti come te Superman spiccia casa.
@ terrealte: Qui io non dico che Gratteri sia corrotto, al punto da dover essere condannato, ciò che richiederebbe evidenze solide; ma che come personaggio mediatico il magistrato sia in una situazione di condizionamento. Oggettiva e oggettivamente estrema. Ciò di cui parla e di cui tace con la sua Procura per me lo conferma. Forse sue pulsioni, utili nella lotta alle cosche, lo hanno portato a restare impigliato nel meccanismo e venirne trascinato.
Io dico che c’è stato un sovratrattamento, che si è ucciso con dolo eventuale un bambino. Ho rimandato a miei interventi precedenti che lo spiegano, portando evidenze scientifiche (su un sito che nessuno legge, shadow banned, e che io non promuovo, limitandomi a citarne i contenuti quando occorre). E’ una prassi universale. Se non l’avessi fatto si sarebbe detto “apodittico e gratuito”. Ciò che hai da dire è che portare evidenze mostra che vorrei essere incensato pure io come Gratteri. Quanto sei nobile. Si potrebbe semmai obiettare che dovrei spiegare più dettagliatamente la mia versione. Ciò che mi riprometto di fare ogni volta che si presenta l’occasione, come qui. Comunque è un caso macroscopico, e i PM dovrebbero verificare. La stessa diagnosi di DCM presenta incongruenze, per quanto è dato sapere.
Anche la qualità degli interventi a sostegno di Gratteri è evidenza di un movimento di opinione profondamente viziato. L’equivalente politico di ciò che nel marketing farmaceutico è detto “astroturf”.
@ terrealte: Quindi se uno presenta una notizia di reato, che riguarda grandi interessi, non si guarda al merito, ma si valuta esclusivamente l’attendibilità del denunciante. No, io non chiedo che si creda alla mia ricostruzione, con questo pubblico. Mi basta lasciare memoria di cosa accade. Es. che le critiche a Gratteri e le notizie di reato vengono trattate da suoi sostenitori con quella forma di disonestà intellettuale che è il bulverismo*. Dove sei tu che accusi arbitrariamente me.
* Il bulverismo giuridico e giudiziario su questioni mediche
@ terrealte: Ma tu chi sei ? Cosa vuoi ? A che titolo ti intrometti, senza sapere un’acca del merito ma attaccandomi personalmente. Le evidenze da fonti esterne le ho portate, ma dici che non le devo portare perché sennò sono “autocitazioni”. Perché questa campagna di diffamazione, tanto priva di senso quanto accanita, petulante e sfrontata, senza sapere nulla del merito. Sembri un avvocato di coloro che denuncio. Che interesse hai a infangare un denunciante, per fatti che attengono al corrotto mondo della medicina orientata al profitto, dove è frequente ricompensare la suppressio veri e la suggestio falsi. Se la mia denuncia non è da prendere sul serio, ti costa così tanto stare zitto ? Ho capito, il tuo è un amicus curiae. Che spinge per l’autobavaglio previsto dal codice di procedura penale per i reati dei poteri forti.
@ terrealte: CENSURATO: No bugiardello, tu del merito – le indicazioni per un trapianto di cuore pediatrico e le condizioni del bambino – non chiedi e non parli. Né penso tu abbia titolo per discuterne. Tanto meno ne discuteresti onestamente. Invece ti stai producendo in una caciara indecorosa; indice di cattiva fede, di consapevolezza del dolo. Le tue performance vanno ad aggiungersi all’azione sistematica di una associazione finalizzata a tenere il dolo non riconosciuto e impunito (mentre osanna Gratteri). Associazione che si avvale di reati come gli atti persecutori, mobbing, stalking, intimidazione e minaccia, concussione, falso ideologico, diffamazione, danneggiamento, appropriazione indebita, etc. Il tuo numero è una conferma della presenza di un sistema organizzato, con ampie complicità istituzionali, volto a proteggere questo omicidio doloso e in generale i crimini della medicina for profit. I tuoi starnazzamenti mi ricordano gli attacchi a difesa delle frodi mediche strutturali che ho ricevuto da un massone dichiarato qui su Il Fatto. Continua pure.
§ § §
19 luglio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Paolo Borsellino spiegato ai bambini: la guida con 5 libri per parlare ai più piccoli di legalità, coraggio e lotta alla mafia”
bambini andrebbero educati a quella che dovrebbe essere la condizione di ogni cittadino adulto: a sentirsi sottomessi a principi superiori impersonali (e solo a quelli; non a sedicenti ministri di tali principi, che vanno invece guardati con diffidenza, e controllati, data la loro tendenza all’infedeltà). E’ vero, i principi che uomini come Borsellino servivano. Ma da Borsellino e gli altri come esempio si è slittati subito nella dulia, il culto dei santi, un cattivo surrogato. Che educa al grande alibi dell’antimafia parolaia, l’alibi per il tradimento delle istituzioni e per la vigliaccheria dei cittadini. Battere diligenti le mani alle passerelle sull’eroe dalle virtù irraggiungibili – invece di chiedere senza stancarsi l’eradicazione definitiva delle mafie e di occuparsi del resto del grande crimine – è un elegante paravento dietro al quale continuare a subire e servire i vari poteri predatori del mondo legale; che usano anche le mafie come strumento. Il panno col quale si lustrano le statue di quelli che furono uomini eccezionali è lo stesso col quale si mantengono lucenti gli stivali dei poteri che ne vollero l’epurazione, per selezionare una classe dirigente docile, che come si vede esegue quanto le viene ordinato.
§ § §
Vedi anche:
I professionisti della metamafia
La modica quantità di corruzione, mafia ed eversione
Un certificato di decenza per le attività antimafia
Le bolle di criminalità nella legalità tramite la legalità
Sfumature di nero. I preti e i mafiosi
La mafia e l’antimafia favoriscono la soggezione dell’Italia a poteri extra-nazionali ?
Le operazioni antimafia “mille tonnellate”
La mafia nasce con lo sceriffo di Nottingham e Robin Hood
Il bambino nel solvente vs. il solvente nel bambino
Le anamorfosi su mafia e cancro
Il ragionamento anti-bayesiano
L’agenda Palamara dei magistrati
I magistrati servitori di più padroni
Il coraggio dei Carabinieri e la loro attività di repressione dell’onestà
La funzione mafiogena della magistratura e delle forze di polizia e i surrogati civili di giustizia
La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
Related
This entry was posted on 21 July 2026 at 20:14 and is filed under -.