Brescia, 18 ottobre 2023
Presidente dell’ANM
Dr. Giuseppe Santalucia
posta@pec.associazionemagistrati.it
ANM sez. di Brescia
Dr. Davide Scaffidi
tribunale.brescia@giustizia.it
ANM sez. Di Cosenza
Dr.ssa Urania Granata
tribunale.cosenza@giustizia.it
I magistrati servitori di più padroni
Segnalo nel mio sito menici60d15 lo scritto “La cura come strumento dell’omicida, del predatore e del parassita al tempo dello Stato-canaro” nel post “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”. In particolare la sezione 1.3 “Il diritto alla cortigianeria dei magistrati e la continuità tra la magistratura di Palamara e la magistratura di Santalucia nella collusione sulle stragi e gli omicidi di Stato”, che è anche una prosecuzione di quanto già scritto all’ANM (11 dicembre 2022, Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. Lettera a Scaffidi, ANM Brescia. Sito menici60d15, Milizie bresciane, 10 febbraio 2023 – Restituzione della scheda elettorale, elezioni regionali del 12 e 13 febbraio2023. Tumbarello e Crisanti. Il supporto dei magistrati alla grande criminalità biomedica al tempo della gloriosa cattura di Messina Denaro. Lettera a Scaffidi, ANM Brescia, e Santalucia, ANM nazionale. Ib.)
Davigo ha affermato che “i giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese” (LA7, Dimartedì, 3 ottobre 2023). Una rivelazione piuttosto sconvolgente, che la magistratura sia in primo luogo la magistratura della UE, e quindi in pratica dei poteri, fortemente aggressivi, che manovrano questa istituzione fantoccio che tanto danno sta facendo all’Italia. Si aggiunge alla preesistente sensazione che i magistrati siano vincolati rispetto ai poteri che controllano il Paese dal dopoguerra.
Credo che per i cittadini il principale problema della magistratura sia, più che ciò che separa i magistrati dai loro antagonisti pubblici, ciò che ad essi li accomuna (v. nel sito Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura). Ovvero una concezione e comportamenti cortigiani e antirepubblicani. Per i quali anche i magistrati, come i politici, non sono i difensori del buon andamento delle cose all’interno delle mura di una città libera, mavassalli amministratori di un feudo indifeso.
Nello scritto lascio memoria di due cose. a) Come i magistrati siano prima di tutto magistrati di poteri sovranazionali in senso lato, non solo applicando i voleri espressi nelle leggi sovranazionali che formalmente impongono, ma anche contribuendo al favorire e occultare i più gravi reati eversivi (e al discredito e alla persecuzione di chi li denuncia). b) Questo servire più padroni, fingendo di essere una cosa ed essendone un’altra, presentarsi come gelosi della propria indipendenza in quanto difensori della Costituzione e essere “prima di tutto” al servizio di interessi esterni spesso opposti sia alla Costituzione, sia ai diritti e ai legittimi interessi del popolo italiano in nome del quale si dice di emettere sentenze – e dal quale si riceve lo stipendio – non appare turbare i magistrati sul piano del dovere e della dignità: come mostrano i reati miserabili e postribolari coi quali si facilita la collusione.
Francesco Pansera
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Vedi:
13 novembre 2023. CPP: il Codice di Procedura Postribolare. In: Milizie bresciane
28 novembre 2023. Due giorni in Questura. L’affinità tra la Sindaco di Brescia Castelletti e la Vicepresidente del Senato Ronzulli. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella
Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
L’agenda Palamara dei magistrati
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1 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Reale “Le pagelle ai magistrati rischiano di renderli timidi e conformisti. Ma c’è chi ci guadagna”
I sindaci frignano di voler essere liberati dalla “paura della firma”. Mentre con mano sicura firmano abusi di ogni genere. I medici piangono di essere costretti alla medicina difensiva, cioè a fare i piazzisti, ben remunerati, a danno dei pazienti* per paura delle cause, e ora premono per l’immunità. Ora pure i magistrati dicono che verranno resi timidi e conformisti. E’ vero che si vuole soggiogarli. Ma nella mia esperienza sono risoluti e impassibili quando c’è da epurare qualche onesto inviso a quei poteri forti che tutte le categorie di notabili fanno a gara ad ingraziarsi mentre sgomitano tra loro**.
E’ utopico, ma sarebbe necessario introdurre valutazioni di indipendenza. Sia per politici, amministratori, alte cariche dello Stato, sia per i medici, sia per i magistrati. Valutazioni di indipendenza rispetto ai poteri che fanno dell’Italia un protettorato. E che in passato hanno emesso pagelle esemplari, e indicato così i tipi umani proibiti e quelli da promuovere, facendo uccidere figure di valorosi, prese a simbolo dalle corporazioni ma non certo ad esempio.
* La medicina difensiva come scusa e come illecito. Sito menici60d15.
** Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura. Ib.
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7 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Balzano “Per me un governo che non regge senza ministri filo Usa o Ue è una stortura del sistema”
Il 3 ottobre 2023, su La7, trasmissione Dimartedì, Davigo ha affermato che “i giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese”. Davanti a milioni di spettatori. E nessuno ha detto niente. Il pesce puzza anche dalla coda. Tutto quello che sanno fare gli italiani è accettare, per avere l’alibi alla loro pecoraggine, qualche falso Masaniello mediatico, lanciato loro dal potere che dovrebbero contestare, da applaudire fino a quando puntualmente li tradirà, e verrà sostituito da uno nuovo.
@ doctor no:
Di Maio è un caso palese; oggi. Lo descrissi come un sola che lavora per il potere quando era ancora soffuso dell’alone eroico di Grillo*. Mie osservazioni su come i 5S fanno passare per opposizione al potere il trasformare in legge interessi illeciti del potere sono state censurate da Il Fatto**. (Anni prima mi aveva chiamato Casaleggio, che fece di un mio scritto sugli inceneritori l’argomento di un post di Grillo). Il punto è che gli italiani, litigiosi tra loro, verso il potere non provano altro che paura e speranza di favori; e non concepiscono altra opposizione alle sue prevaricazioni che applaudire figure che vengono loro presentate come salvifiche. Illudendosi di farsi i fatti propri senza impicciarsi di come i potenti si fanno i loro. Un aspetto costante è l’orizzontalizzare, il ricondurre l’oppressione dall’alto a una lotta tra gruppi dello stesso livello, es. tra 5S e gli altri partiti; gruppi che inscenano scontri, dando l’impressione di un contrasto dove vi è una gara all’asservimento. Il pubblico del resto vuole essere ingannato, e così sollevato dalla responsabilità personale di opporsi a chi lo opprime e lo deruba.
* Di Maio e la lobby dei malati di cancro. Il paziente come stakeholder Sito menici60d15, 2016.
** Il grillismo al servizio del capitalismo predatorio . 2013, Ib.
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25 luglio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Il magistrato Bono: “Separazione delle carriere? Il pubblico ministero deve restare indipendente, non può sottostare al governo””
Magistrati come questa nuova leva ripetono l’irrealistico catechismo che attribuisce a una mafia “arte e fattura diabolica”, cioè alla manovalanza, Capaci e via d’Amelio. Non nominano come mandanti i poteri sovranazionali; il motore primo rispetto ai quali i magistrati appaiono essere, oggi non meno di allora, troppo acquiescenti e servizievoli, dietro alle declamazioni di loro affinità morali con quei magistrati e forze di polizia che di tali poteri furono vittime, traditi da loro stessi colleghi.
Giustissimo che non siano condizionati dall’esecutivo; ma neppure dai burattinai, che invece servono non diversamente dall’esecutivo e dalle alte cariche, e a volte in grado perfino peggiore. Vedi es. nel mio sito “Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura”.
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18 ottobre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Capasso “Migranti Albania, De Raho: “Da maggioranza affermazioni sovversive contro i giudici, li vogliono proni alla linea governativa””
“I giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese” C. Davigo, LA7, Dimartedì, 3 ottobre 2023. La UE è il braccio degli USA e dei potentati finanziari. La dichiarazione di Davigo conferma come i magistrati siano proni a voleri sovranazionali e se ne facciano strumento. Praticano ad alto livello quella che è la strategia di tanti italiani, dal più umile ai vertici: cooperazione con il più forte, competizione con i pari e le persone comuni. Ovvero asservimento ai poteri forti anche a danno dei cittadini. Non è che i magistrati facciano “lavoro di opposizione”. Magari fosse vero che i magistrati fanno politica, nel senso di controllo e bilancio degli altri poteri nell’interesse del Paese. Hanno assunto un ruolo di commissariamento e censura al servizio di poteri che si pongono al di sopra dello Stato nazionale. Non sono meno sovversivi dei postfascisti, che vorrebbero imbrigliare il potere giudiziario più che altro per essere liberi di sgraffignare; e che vendono fumo ma non sono poi così diversi quanto ad asservimento ed egoismo. Nella democrazia farsesca si spacciano per “politica” i bisticci nello spartirsi la vendita della nazione.
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
I magistrati servitori di più padroni
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24 ottobre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Minacce di morte per uno dei giudici del caso Albania, è la presidente di Magistratura democratica”
Le minacce a un magistrato sono in sé fatti della massima gravità. Qui in aggiunta c’è la circostanza che il minacciato è un magistrato che mentre viene accusato di essere una “toga rossa” esegue l’agenda fabiana. L’agenda di chi si finge di sinistra per favorire elites antidemocratiche. Le toghe dovrebbero essere incolori, ma una ipotetica toga “rossa” difenderebbe i lavoratori dal dumping salariale ottenuto con l’immigrazione. Come ha osservato Michea a proposito della falsa sinistra.
Magistratura Democratica è anche su posizioni pro impunità per i crimini del grande business biomedico*. Trovandosi in questo vicina al consulente di Nordio, l’ex magistrato D’Ippolito, implicato nel depistaggio sull’assassinio a Lamezia dell’Ispettore di polizia Aversa e della moglie. Un omicidio-minaccia del quale si parla poco**; si vede che non va bene per le commemorazioni autocelebrative. Nel Paese della Falange armata e della Uno bianca, dei gruppi estremisti dove erano più gli infiltrati di CC e PS che gli illusi autentici, sarebbe doppiamente necessario andare a fondo su queste intollerabili minacce che pongono le “toghe a pelle di agnello” (il lupo sotto la pelle d’agnello è nello stemma originario dei fabiani) nella posizione di vittime.
* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
** Cannone A. Quando la ndrangheta sconfisse lo Stato. 2023.
@ loquefuera: Le minacce a un magistrato non “teoricamente sarebbero gravi” ma devono essere nella pratica di per sé gravi, come ho scritto. Ma la gravità di un fatto non permette di trarne conclusioni a braccio su mandanti e moventi; di prescindere dall’accertamento della loro individuazione. Altrimenti c’è il rischio di una sorta di effetto “incendio del Reichstag”. Lo si vede nei processi in tv, dove l’accusa adduce l’efferatezza, cioè la gravità del fatto, come prova della colpevolezza dell’imputato. (E in medicina dove si mostrano bambini in sedia a rotelle per vendere cure fasulle da 1 milione di euro a bambino). E lo si vede con crimini “too big to fail”, come la strage covid del 2020 (1), dove i morti sono esibiti per dare per assunta e indiscutibile la versione imposta da mandanti ed esecutori. Con una magistratura partecipe (2). Pochi minuti fa su RAI3 nel presentare il suo libro “Per questi motivi” De Cataldo, già magistrato, ha raccontato come i giudici accettarono una verità di comodo sull’omicidio di Pasolini, e la Procura generale (PG Guasco) addirittura ricorse per forzare, ottenendola, la versione di Pelosi unico responsabile. Bisognerebbe parlare anche di ciò su cui baroni e mandarini vanno d’accordo (1,2), mentre inscenano duelli come quello tra Brancaleone e Teofilatto.
1 Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
2 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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2 dicembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Gratteri a La7: “Per combattere le mafie vanno abolite tutte le riforme dalla Cartabia in poi. Nordio? Un grande esperto di storia””
Il capo della più grande Procura predica con alle spalle le bandiere scambiate: al posto d’onore quella UE, invece che il tricolore come è prescritto. Denuncia le mosse per impastoiare il controllo giudiziario, rendendo un ordinamento già bizantino ancor più distorto a favore dei privilegiati; ma mostra anche una seconda disgrazia per il cittadino comune, il cercare da parte dei magistrati un mammasantissima, un potente protettore, nella UE. “I giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese”*. Il contratto era che i magistrati operano al servizio della cittadinanza (che li paga), in suo nome; non per conto di forze non elette, che considerano il popolo come un gregge da sfruttare. I magistrati si sono fatti agenti dei poteri carnivori che la maschera UE copre; su immigrazione forzosa, covid**, omicidio medico***. (Una terza disgrazia è l’uso delle mafie come diversivo e alibi).
Il simbolo del PCI aveva la bandiera rossa sopra il tricolore. Ora c’è il “prima la UE poi l’Italia”; espressione dell’ambizione comune a tanti di farsi feudatari – o affiliati – servendo il più forte per signoreggiare sui “commoners”. I magistrati si sottomettono con una mollezza che ricorda quella descritta da I. Nievo sulla fine della Repubblica di Venezia sotto Napoleone.
*C. Davigo. LA7, Dimartedì, 3 ott 2023.
** I magistrati alle dipendenze del Ministero della Verità – Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale.
*** Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico
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17 dicembre 2017
Blg de Il Fatto
Commento al post di S. Zecchi “Gli ampi poteri ai servizi segreti del nuovo ddl Sicurezza ricordano i momenti più bui del paese”
Ma i magistrati non dicono nulla? E’ dal dopoguerra che i servizi sono la longa manus dei poteri sovranazionali. Con un ruolo determinante nei più gravi reati commessi su italiani e contro l’intero popolo. Ulteriori licenze in nome della sicurezza nazionale faciliteranno il consueto lavoro di controllo e indirizzo, aggiornato ai tempi. I magistrati sono in urto con i post-fascisti per motivi, dicono, di difesa della Costituzione e quindi di tutela degli interessi del cittadino. Ma su questi travisamenti per aggirare la legalità tacciono. Quando ci sono di mezzo i voleri dei poteri forti sono in competizione più che in contrasto coi post-fascisti che vorrebbero soggiogarli; gareggiando nel servire i poteri forti. Mentre celebrano come colleghi i magistrati uccisi tramite gli apparati, offrono un servizio di impunità giudiziaria e di collaborazione attiva ai lavoretti commissionati agli apparati dai soliti stessi poteri; che l’intera classe dirigente, opportunamente selezionata e addestrata, ossequia.
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3 gennaio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Cecilia Sala, l’Iran avverte l’Italia: “Siete complici della politica ostile Usa degli arresti arbitrari. Così danneggiate le relazioni””
A parte l’intrigo internazionale, manca una parte alla descrizione mediatica della vicenda; un aspetto domestico che gli italiani accettano sia loro taciuto mentre dovrebbe interessarli. L’Italia è in una condizione che ricorda quella della repubblica di Vichy*. “L’Italia mi fa sempre pensare alla Casablanca di un vecchio film, un posto dove tutti sono presenti e tutti fanno affari. Però sempre nel nome dell’interesse nazionale.” (A. Mangia, professore di diritto costituzionale). Viene tenuto in ombra come la classe dirigente, risultato di un processo selettivo – che in passato è arrivato a usare anche l’eliminazione fisica esemplare di politici, magistrati, CC e poliziotti, giornalisti – sia collaborazionista. Viene celato come non solo il Viminale, che ha noti trascorsi a riguardo, ma, di concerto, anche i magistrati si prestino a fare da tirapiedi agli USA. Anche neutralizzando italiani tramite il potere giudiziario; con interventi che mantengono un elevato grado di “purezza” della classe dirigente che ci ritroviamo. Viene nascosto agli occhi del pubblico il ruolo della magistratura nell’aggiramento dell’art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione”. L’attività sui connazionali è facile e senza rischi. Mentre verso stranieri il bersaglio non sempre è indifeso come piace ai nostri eroi; e la nostra selezionata classe dirigente si svela per ciò che è inimicandoci i vasi di ferro emergenti.
* I “capitano Peugeot” nell’Italia sottomessa
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30 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Pipitone “Omicidio Agostino, tutto da rifare: annullato in Cassazione l’ergastolo al boss Madonia. Prescritto il delitto della moglie del poliziotto”
Un poliziotto anomalo: pulito e coraggioso, che prima di rispondere agli ordini obbediva al dovere. Assassinato esemplarmente (né è detto che il congiunto assassinio della moglie sia stato non premeditato; v. un altro caso di assassinio pedagogico, quello dell’ispettore di PS Aversa, di pasta simile ad Agostino, ucciso con la moglie a Lamezia; ovviamente, depistato, anche grazie a un magistrato – attuale consulente di Nordio per l’impunità ai medici – impunito, e tenuto in ombra). Con i killer favoriti con il solito gioco dell’oca pluridecennale.
La colpa è anche del pubblico. In Italia solo i disonesti criticano la magistratura, per ottenere impunità. I magistrati ne traggono così un’aura di purezza; di diversità morale, di superiorità, in realtà largamente immeritate. Sarebbe ora che gli italiani onesti la smettessero di credere alla retorica e alle sceneggiate e si rendessero conto che tra i compiti non scritti, ma ferrei, che la magistratura pratica vi è non solo la giustizia ma anche l’impunità. Il compito di assicurare prima mano libera, e dopo impunità e segretezza assoluta per i mandanti e larga impunità per gli esecutori, per i crimini ordinati dai poteri che controllano il Paese. Anche a quelli del business medico, per i quali Nordio e Magistratura democratica concordano sul garantire uno speciale status di impunità*.
* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
@ aldosicme: Certo. Ma anche i magistrati concorrono. Es. col loro sovrano disprezzo per il fattore tempo*, come in questo caso. E concorrono anche i loro fan, che pensano solo a tornare al governo, ma accettano impassibili situazioni come questa: l’abisso tra un poliziotto di valore e suoi colleghi e magistrati che allestiscono 50 anni di giochini giudiziari. La claque che non vede la dimensione verticale del potere**: come e quanto i magistrati e i politici che vogliono imbrigliarli convergano nel servire il crimine dei poteri forti, dietro alle gomitate e agli spintoni. Che non vede come la “diversità antropologica” dei magistrati rispetto a quelli che ogni tanto mettono fondatamente sotto processo sia un mito; come non siano solo i politici a venderci.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
** L’orizzontalizzazione
Commento al post di S. Limiti “Quello che non convince sulla sentenza Agostino: perché fu anche un delitto politico”
“Il processo ha affondato le unghie nella carne viva”. E poi ha mollato la presa. Sia nei procedimenti giudiziari sia nelle ricostruzioni storiche sull’eversione (come in certe ammissioni di frodi mediche) è frequente la negazione del conseguente: se A allora B; A; ergo non B. L’altro giorno la Prima pres. della Cassazione Cassano inaugurando l’anno giudiziario ha sottolineato i “femminicidi”. Ai quali si dà particolare spazio, coniando dubbi neologismi, per coprire altri orrori. Stringe il cuore il pensiero della moglie di Agostino, della moglie dell’ispettore Aversa, uccise insieme ai mariti in funzione censoria-pedagogica. Omicidi di donne, questi, che conviene mandare impuniti. Chissà quante mogli di CC e PS hanno contribuito, come è più che comprensibile, all’indurre i mariti, i padri dei loro figli, all’acquiescenza su crimini commissionati al Viminale, dati i coniugi Agostino e Aversa. Un esempio delle conseguenze deleterie dell’ignorare – talora teorizzandolo apertamente, “il tempo non conta” ha detto un alto magistrato – gli effetti collusivi di decenni di ritardi e di diluizioni di responsabilità*. Va bene, “una sentenza non può cancellare un pezzo di storia”. Ma la storia, gli storici, dovrebbero smettere di ignorare che di quella storia infame la magistratura è parte integrante. Che i magistrati-eccezione sono usati per coprire regole indicibili. Oggi non meno di allora, come sa chi lo constata di persona.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
@ francic: Sono stato bandito da associazioni antimafia, date le mie idee su come con la mafia e la lotta alla mafia si sia costruito un apparato di controllo sul Paese. Su come la mafia, invece di essere stroncata con la massima energia, sia stata virulentata, ed elevata a Male ontologico(1); per ottenere uno strato protettivo per i crimini dell’economia legale. Il grande alibi per la mafia delle istituzioni e per la viltà dei cittadini. Oceani di chiacchiere e poi farse (2) come questa: se si va a massacrare per zittire e educare, il disegno non esclude di uccidere anche la moglie la cui presenza è attesa.
Prima del bando, a una conferenza un oratore istituzionale, non ne ricordo il nome, disse di Contrada cose agghiaccianti, che non posso riportare. Chi è dentro sa. Ci sono valide ricerche, incluse quelle della Limiti, che mostrano anche a noi del pubblico cosa è accaduto. Ma descrivere e non agire di conseguenza è esso stesso un modo mafioso(3). Mentre non conosciamo gli intricati dettagli, l’essenza è semplice e ormai chiara(4). Dietro ai film che le magistrature alimentano. Come quello sulla “Terra dei fuochi”(5) che la CEDU oggi rafforza così come ha protetto Contrada e la segretezza di associazioni segrete di collegamento.
1 I terroristi samurai e la mafia AFD
2 pure J Stecchino dice che non voleva uccidere la moglie di Cozzamara
3 L’omertà manzoniana su Moro
4 Il tolemaicismo politico
5 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
@ aldosicme: Da quel che ho capito, l’impunità totale è stata ottenuta combinando l’aver fatto passare decenni con l’avere derubricato l’omicidio a non premeditato, per il quale vi è prescrizione. Un inqualificabile ritardo + un astratto inverosimile distinguo sulle intenzioni di chi è andato col disegno di massacrare per censurare ed educare, sapendo avrebbe potuto esserci la moglie.
I magistrati non dovrebbero temere rivalse per colpa, come vuole la destra perché siano ancor più controllati. Ma neppure dovrebbero essere liberi di ragionare a capocchia*. Uno dei modi di controllo sarebbe sanzionare le gravi distorsioni di ragionamento (altri potrebbe essere quello dei garanti morali**; e “l’organico mobile”: ogni anno il 5 per mille dei magistrati viene tolto dal ruolo, come coda peggiore, “no fault”, senza accuse, e sostituito da nuovi assunti; posto che la magistratura, coi suoi privilegi, deve essere un gruppo scelto).
Un mio commento, risposta a Francic, sulla serietà di questo mandare impunito il peggio del peggio è già stato censurato. Rischierò una seconda censura aggiungendo che per me oltre un certo limite di decenza andrebbe prevista una dichiarazione formale di “fallimento di giustizia”, se davvero si volesse tutelare l’istituzione giustizia, evitando di farne strumento di ciò che dovrebbe contrastare.
* Il peculato intellettuale dei magistrati
** La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati
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29 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Perrone “‘Patenti’ agli influencer che parlano di salute e finanza: l’Occidente può imitare la Cina?”
Il gerarca Bottai l’11 agosto 1938 annotò nel suo diario, a proposito delle leggi razziali, che la questione ebraica si poteva risolvere con semplici atti amministrativi; “Perché sparare un cannone per uccidere un uccellino ?” scrisse.
Perché ricorrere al fascismo aperto quando ci sono vie pretesche che salvano le apparenze. Reprimere il dissenso e la denuncia sul corrotto campo della medicina togliendo di mezzo le voci critiche, ostracizzandole, screditandole e punendole pesantemente se parlano, avviene anche da noi, in via non dichiarata, mediante l’uso illecito e strumentale del potere dello Stato. Alla proscrizione e alle bastonature nel mondo reale si aggiunge lo shadow banning su internet. E’ un affare criminale ed eversivo delle istituzioni asservite ai poteri forti sovranazionali. A cominciare da quelle che esibiscono le gigantografie di Falcone e Borsellino, o il ritratto di Salvo D’Acquisto.
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25 febbraio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Unabomber, prescrizione per tutti gli attentati tranne uno. Solo una vittima potrà chiedere il risarcimento”
Nei Viaggi di Gulliver, capolavoro di satira politica, non c’è solo Lilliput. C’è la terra degli esseri alti 22 metri. C’è Lagado, dove si ammorbidisce il marmo per farne cuscini e le cospirazioni politiche si indagano analizzando le feci dei sospettati. Laputa, rovinata da scienziati incapaci di applicare le loro discipline. Vivesse oggi e fosse italiano forse Swift includerebbe anche una terra dove i terroristi sono invincibili e i mafiosi sono espressione di poteri inferi*. E dove i bombaroli pazzi sono imprendibili. Forse includerebbe anche magistrati nelle sue descrizioni di terre dove regnano deformazione e capovolgimento. Atlantia, dove i cattivi hanno superpoteri, e chi denunci frodi spacciate per progresso tecnologico viene neutralizzato come pericoloso psicotico, magistrati e polizie concorrendo coi supercattivi nell’applicazione del “Codice atlantico”…
Il sistema avviato con Unabomber non è prescritto. Istituito con sibillini atti terroristici e un adeguato battage mediatico, è in pieno vigore, venendo applicato per ottenere la censura e promuovere l’ideologia volute**. Non lede più arti e facce materialmente; ma su quelle premesse, l’impunità assicurata e la loro lettura capziosa, sfregia chi va silenziato e gli taglia le gambe. Con la collaborazione diretta e la collusione delle istituzioni. A supporto di predazioni criminali, anche cruente, di alto livello e larga scala.
* I terroristi samurai e la mafia AFD
** Leopardi, Unabomber e altri eversori
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9 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Strage di Ustica, i familiari delle vittime manifestano contro l’archiviazione: “Il governo faccia di più. Chi è stato? Vogliamo scriverlo””
ANDREAB: Stupendo come la magistratura (NON politicizzata, nnnooooooo!! Per carità!!!!) archivi mestamente Ustica, mentre si affanni invece a cavillare in punta di diritto per trovare sempre e comunque risvolti favorevoli all’ immigrazione incontrollata ed ILLEGALE.
Complimenti, signori Magistrati.
Poi lamentatevi degli attacchi…… e non tirate fuori la solita barzelletta del “solo noi conosciamo le carte”.
@ANDREAB: Non c’è contraddizione: immigrazione forzosa o stragi, i magistrati sono “friendly” sui danni che i poteri forti sovranazionali provocano all’Italia. Se, con un gedanken experiment, si tolgono i magistrati uccisi, il quadro di impunità su stragi e omicidi politici appare chiaro e desolante. Intonato a un’amministrazione della giustizia che vessa i deboli e si accuccia servizievole davanti ai potenti. Tanto che appare che le epurazioni di magistrati coraggiosi e integri siano state commesse anche per assicurare un alibi morale al resto. Di recente il capo dell’ANM ha detto che ci vorrebbero altre uccisioni di magistrati. Depistaggi e complicità non sono solo subiti dai magistrati*. E la friendliness continua ad essere applicata.
L’impunità ha una sua liturgia. Con affermazioni che tuonando debolezza e sottomissione invitano la permanenza del tallone di ferro sul Paese. Come questa grottesca richiesta di avere il verdetto non dai giudici ma dai colpevoli: con un “diteci, quale azione criminosa stavate conducendo?”. Va ad aggiungersi al “senza condizioni” di Paolo VI nel chiedere la liberazione di Moro a quei miserabili fantocci che appellò “uomini delle Brigate Rosse” (mentre il Vaticano stava collaborando coi pupari). E al “vi perdono” fatto pronunciare alla vedova Schifani davanti alle bare di Capaci. Basta un atto di contrizione, aggiunse. Settimane dopo vi fu Via D’Amelio.
* I quattro livelli del depistaggio
@ANDREAB: Troppo buono. Comunque non sono un osservatore esterno: l’altra faccia di magistratura e forze di polizia, nell’area che riguarda il supporto a grandi affari sporchi della medicina, la vedo dall’interno e “in diretta” (cit., Borsellino). Sia nei suoi danni alla popolazione, sia perché mi è venuta addosso. Un po’ come quando, nei secoli scorsi, alcune malattie sono state individuate e definite da medici che ne erano stati colpiti; le cosiddette “autopatografie”. Così, nonostante i miei interessi sarebbero di tutt’altro genere, sono divenuto un testimone, e un poco un teorico, delle varie forme di violenza e delle varie collusioni tramite le quali viene corretto il percorso del Paese.
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9 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Strage di Ustica, i familiari delle vittime manifestano contro l’archiviazione: “Il governo faccia di più. Chi è stato? Vogliamo scriverlo””
ANDREAB: Stupendo come la magistratura (NON politicizzata, nnnooooooo!! Per carità!!!!) archivi mestamente Ustica, mentre si affanni invece a cavillare in punta di diritto per trovare sempre e comunque risvolti favorevoli all’ immigrazione incontrollata ed ILLEGALE.
Complimenti, signori Magistrati.
Poi lamentatevi degli attacchi…… e non tirate fuori la solita barzelletta del “solo noi conosciamo le carte”.
@ANDREAB: Non c’è contraddizione: immigrazione forzosa o stragi, i magistrati sono “friendly” sui danni che i poteri forti sovranazionali provocano all’Italia. Se, con un gedanken experiment, si tolgono i magistrati uccisi, il quadro di impunità su stragi e omicidi politici appare chiaro e desolante. Intonato a un’amministrazione della giustizia che vessa i deboli e si accuccia servizievole davanti ai potenti. Tanto che appare che le epurazioni di magistrati coraggiosi e integri siano state commesse anche per assicurare un alibi morale al resto. Di recente il capo dell’ANM ha detto che ci vorrebbero altre uccisioni di magistrati. Depistaggi e complicità non sono solo subiti dai magistrati*. E la friendliness continua ad essere applicata.
L’impunità ha una sua liturgia. Con affermazioni che tuonando debolezza e sottomissione invitano la permanenza del tallone di ferro sul Paese. Come questa grottesca richiesta di avere il verdetto non dai giudici ma dai colpevoli: con un “diteci, quale azione criminosa stavate conducendo?”. Va ad aggiungersi al “senza condizioni” di Paolo VI nel chiedere la liberazione di Moro a quei miserabili fantocci che appellò “uomini delle Brigate Rosse” (mentre il Vaticano stava collaborando coi pupari). E al “vi perdono” fatto pronunciare alla vedova Schifani davanti alle bare di Capaci. Basta un atto di contrizione, aggiunse. Settimane dopo vi fu Via D’Amelio.
* I quattro livelli del depistaggio
@ANDREAB: Troppo buono. Comunque non sono un osservatore esterno: l’altra faccia di magistratura e forze di polizia, nell’area che riguarda il supporto a grandi affari sporchi della medicina, la vedo dall’interno e “in diretta” (cit., Borsellino). Sia nei suoi danni alla popolazione, sia perché mi è venuta addosso. Un po’ come quando, nei secoli scorsi, alcune malattie sono state individuate e definite da medici che ne erano stati colpiti; le cosiddette “autopatografie”. Così, nonostante i miei interessi sarebbero di tutt’altro genere, sono divenuto un testimone, e un poco un teorico, delle varie forme di violenza e delle varie collusioni tramite le quali viene corretto il percorso del Paese.
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3 aprile 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piazza Loggia, Toffaloni condannato a 30 anni. Il pm: “Se tutti avessero fatto il loro dovere nel 1974, sarebbe stato un caso risolto””
Non si parla del rapporto tra la strage (fascista, naturalmente…) e l’adiacente base di Ghedi, che oggi ha le atomiche USA (da lì partono le armi per Zelensky). Pio La Torre, che si oppose alla base a Comiso e fu ucciso (dalla mafia, naturalmente …) scrisse: «[una base NATO] rappresenta un elemento che accelera in modo impressionante i processi di degenerazione e di inquinamento della vita sociale e politica». A Brescia mi viene dato modo di ricordare spesso quella frase. Sotto diversi profili. Anche quello dei comportamenti di magistrati e forze di polizia. Tanto che li chiamo “distretto di Corte d’appello di Ghedi” (i magistrati locali del resto hanno intitolato il nuovo palazzo di giustizia a Zanardelli, un fondatore della P2 storica; mentre stavano svuotando di forza l’azione giudiziaria* sulla violenza eversiva a gestione P2). La condanna nel 2025, di esecutori, a vuoto, per la strage del 1974 – la PM, la cinquantenne Bressanelli, non era ancora nata – non ha sostanziali effetti positivi per la vita della nazione*. Al contrario, serve al blocco istituzionale che l’emette, rinnovando le false credenziali, le foglie di fico, i costumi di scena, per le pugnalate alle spalle del XXI secolo. Blocco ricompensato dalle stesse forze che commissionarono le bombe, ottengono nuove stragi** e fanno togliere di mezzo i La Torre.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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15 maggio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Modica “Naufragio del Bayesian, il report britannico: lo yacht aveva “una significativa vulnerabilità strutturale”“
Oltre alla superc., la supercella, mesociclonica, un “uragano estremo altamente probabile” ma puntiforme, come un proiettile, con Porticello peggio di Capo Horn. Oltre all’ingegneria nautica scadente, col precedente dei rivetti del Titanic. C’è un terzo fattore: il palermitano è un’area antibayesiana. Dove cioè risultano cose che contrastano col principio dei prior, di considerare nella probabilità di un evento le probabilità a priori. Nei fenomeni antibayesiani si applica l’opposto del ragionamento bayesiano: le narrazioni ad hoc*. Es. la mafia arte e fattura diabolica**. [Lo scrivente pensa che il ragionamento antibayesiano sia proprio delle frodi mediche strutturali, della magistratura e forze di polizia corrotte verso i poteri forti, del giornalismo venduto etc ; ma è irrilevante]. I magistrati sono fondamentali nell’avvalorare queste narrazioni. Una parziale eccezione è Scarpinato, che in questi giorni sta contestando un altro fenomeno antibayesiano palermitano: un eccidio come via D’Amelio per faccende di appalti. Per esperienza, tra le attività dei CC c’è quella di confezionare narrazioni antibayesiane, ponendo cause ed effetti convenzionali, esponenzialmente sproporzionati; che tolgono di scena entità che strapotenti lo sono davvero, quindi calzanti nello spiegare i fatti ma innominabili. Bisognerebbe chiedere a Mori e De Donno cosa ne pensano sul Bayesian, versati come sono in superc.
* Il ragionamento anti-bayesiano
** I terroristi samurai e la mafia AFD
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16 maggio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piscina imbrattata con vernice rossa e scritte offensive: i no vax contro il microbiologo Crisanti”
Anch’io, che ho descritto le manipolazioni covid, ricevo una catena di atti vandalici, intimidazioni e boicottaggi. Impossessandosi delle sue cose e guastandole si vuole ridurre chi va zittito nella posizione del sottomesso inerme. E’ il metodo della learned impotence; usato nelle carceri dalle gang, ho scritto giorni fa a una grande azienda (con trascorsi di affari loschi coi servizi) in risposta ad atti persecutori di tipo estorsivo. Se denuncio, la sola conseguenza è una ritorsione simmetrica: per i vandalismi, un danneggiamento in più. La mia auto è istoriata. Gli accessi al mio mi vengono impediti; chi lo fa si vanta di avere dalla sua polizia e magistrati. Escrementi e zozzerie sono quanto mi aspetta sull’uscio di casa. Anche se su posizioni opposte a quelle di Crisanti, credo che la matrice sia la stessa; con finalità opposte. La Procura preposta ha affidato a Crisanti, proveniente dall’Imperial college, privo di competenze specifiche, la ricostruzione di fatti del tutto incongruenti rispetto a un quadro epidemia-risposta medica, a riconosciuta regia dell’Imperial college*. Nel medesimo sistema giudiziario dove, ha ricordato ieri Scarpinato, un Procuratore affidò le indagini su via D’Amelio a Contrada.
* Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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10 giugno 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Bauducco “Milano, la protesta delle toghe contro la separazione delle carriere: “Avremo magistrati più deboli e cittadini più indifesi”
Il pericolo per il cittadino è reale. Ma i magistrati si fanno difensori delle persone comuni solo ora che vengono colpiti. Dov’erano per tanti anni, mentre il sistema giustizia veniva reso sempre più pesante e tardo a favore dei potenti; conferendo così loro un potere indebito. Se avessero sempre difeso la giustizia in sé ora sarebbero credibili nella loro protesta che è per i cittadini che si mobilitano; e avrebbero un maggior appoggio da parte di una cittadinanza che hanno contribuito a rendere sfiduciata verso i vari gruppi che occupano lo Stato.
Per esperienza, la coccarda che esibiscono mi appare come un sberleffo. I magistrati gareggiano coi loro rivali nel vendere i cittadini a poteri forti sovranazionali*, dei quali si fanno braccio. Il loro ruolo nella soggezione dell’Italia a quei poteri che ordinarono epurazioni esemplari tramite terroristi e mafiosi, poteri che continuano a selezionare la classe dirigente – e a stabilirne gli equilibri interni – è ampiamente sottovalutato.
*Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
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6 novembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di Paolo Dimalio “Canapa e Decreto sicurezza, sequestri ai coltivatori di nuovo bocciati dai giudici: “Manca effetto drogante, aziende legali””
“Un altro esempio significativo è l’esecuzione del Piano Blue Moon, un’operazione mirata a diffondere stupefacenti negli ambienti giovanili in Italia allo scopo di spegnere l’interesse dei giovani verso le questioni politiche e civili”. S. Limiti, Doppio livello, 2013.
“p.m. – Lei ha mai sentito parlare dell’operazione Blue Moon? imputato – Sì.p.m. – Vale a dire? imputato – Vale a dire che promuovere la diffusione delle sostanze stupefacenti avrebbe abbattuto la soglia di una eventuale ribellione nei giovani”.
Tribunale di Brescia – Corte D’Assise. Il p.m. interroga un ex agente del SID (8 gennaio 2010).
L’ordine oggi è di indurre la popolazione a stordirsi con la cannabis. Uno sdoganamento culturale che apre la porta al campo sconfinato e incontrollabile delle droghe di sintesi. I magistrati eseguono, riscrivendo loro la legge; alla tavola di Sciascia*. Riscrivendo la descrizione del reale, con una ontologia di comodo** dove la concentrazione chimica sarebbe una caratteristica intrinseca e immutabile, come il numero atomico o il peso molecolare.
* Le leggi a tavola di Sciascia
** Il peculato intellettuale dei magistrati
@ fuzzylogic: Alcol e tabacco fanno male. E anche la cannabis. Combattere l’alcol e il tabacco, evidenziandone i danni, e allo steso tempo promuovere il consumo di cannabis, che pure fa male, inclusa “QUESTA”*, nascondendone gli effetti nocivi, è un esempio di logica non-aristotelica, nel senso che non rispetta il principio di non contraddizione. E di logica fuzzy; nel senso di logica pelosa.
* Potential adverse drug events and drug-drug interactions with medical and consumer cannabidiol (CBD) use. Journal of Clinical Medicine 2019.
@ fuzzylogic: “La cannabis standard non fa male ergo a maggior ragione la light è innocua”. Non è un “a fortiori” valido. E’ un a priori sulla realtà empirica. Un ex falso quodlibet, perché laTHC ha una serie di effetti nocivi. Un non sequitur, perché posto che una diversa molecola non abbia effetti psicotropi non significa che non possa avere altri effetti nocivi, v. art. sopra.
Propaganda e magistrati trascurano che quelle che si stanno dando da fare per porre in libera vendita come caramelle restano comunque sostanze con attività farmacologiche complesse tutt’altro che innocue. E come la liberalizzazione apra culturalmente i cancelli di una giungla farmacologica. Applicano una velina di marketing, falsa, illogica e perniciosa.
Cannabis Use Tied to Higher Risk for Incident Diabetes. Medcape 2025
Cannabis Is Interfering With the Heart. Medscape 2025
Far From Harmless? High Levels of THC Associated With Psychiatric Disorders. Medscape 2025
Cannabis and Lung Cancer: A Link Stronger Than It Appears. Medscape 2025
Cannabis Use and Head and Neck Cancer. JAMA 2025
Cannabis Commercialization Linked to More Hospitalizations. Medscape 2023
Young Men at Highest Schizophrenia Risk From Cannabis Abuse. Medscape 2023
Protecting youth from cannabis marketing. Psychology today 2022
Perinatal Marijuana Use and the Developing Child. JAMA 2018
Marijuana and Cardiovascular Disease—What Should We Tell Patients? Ann Int med 2018
Americans’ View of Marijuana Is Rosy, and Unscientific. Reuters 2018
@ fuzzylogic: Ai piedi del Vesuvio e sulla caldera dei Campi Flegrei, esposto alla prossima grande eruzione, è stato costruito l’equivalente di un’intera metropoli. Secondo il tuo “a fortiori primario” o si sgombra l’area deportando quelle centinaia di migliaia di persone del terzo maggiore agglomerato urbano in Italia o si permette di tappezzare di case altre zone inedificabili. Disgiunzione qui addotta per premere per la seconda opzione; un misto di tu quoque, two wrongs make a right, falsa simmetria, irrilevanza. Una variante degli standard negativi*.
Non ho trovato chi presenti come valido tale schema di ragionamento. Né tanto meno chi lo chiami “a fortiori”. Lo a fortiori è lo “a maggior ragione”**. Es. la sostanza x non fa male quindi la sostanza x depotenziata farà ancor meno male. Ora che mi fai pensare a queste capziosità, è riconosciuto che l’industria del tabacco abbia già usato lo stratagemma del “light” per le sigarette, con i relativi danni: es. “the light’, ‘pale’and ‘mild’ packaging sells a lie.” ***.
* La raffinata barbarie degli standard negativi
** A fortiori argument. Cambridge dictionary of philosophy. 1995.
*** Goldacre B. I think you’ll find it’s a bit more complicated than that. 2014.
@ fuzzylogic: L’illusione – pelosa – del “calculemus” di Leibnitz, di poter costruire e applicare, a scapito della realtà empirica, cioè a scapito del quadro complessivo di conoscenza acquisite, dati di fatto, circostanze, interessi in gioco, un sistema deduttivo che generi decisioni “oggettive” è anche uno dei peccati capitali dei magistrati. L’esempio con i vesuviani mostra cosa permette il tuo fantomatico “a fortiori primario”. Che è comunque fallace. E la tua pretesa di ridurre una questione farmacologica alla logica. O meglio alla “logica” alla Humpty Dumpty: “When I use a word, it means just what I choose it to mean—neither more nor less.” (A proposito dei magistrati, Humpty Dumpty risponde ad Alice che “The questioni is which is to be master”; nessuno può farsi signore delle parole e delle regole del ragionare*). Lewis Carroll, logico matematico, era immerso nell’ambiente di Oxford. Da noi in questi casi si cita più comunemente la celebre espressione del conte Mascetti in Amici miei. Oggi purtroppo sempre più spesso appropriata e calzante anche in quelli che dovrebbero essere i livelli più alti del sapere, data la loro cattura e corruzione.
* Il peculato intellettuale dei magistrati – La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati
@ LorenzoM68: Quanto bisogna essere scarsi per fare preferire – da parte della minoranza che ancora vota – l’attuale governo a voi, che vi concentrate, con la consueta supponenza, su temi come la libera canna ?
@ LorenzoM68: Non è buon segno che per difendere l’istituzione di un business miliardario* si debba ridursi a ricorrere al bulverismo**.
*Big cannabis in the UK: is industry support for wider patient access motivated by promises of a recreational market worth billions? BMJ, 2020
** Il bulverismo giuridico e giudiziario su questioni mediche
@ LorenzoM68: Qualche iniziale difficoltà l’ho avuta nel comprendere come si possa scegliere di questi commerci, a danno dei singoli e della comunità. E come si possa renderli legali con trucchetti dozzinali.
@ Minutemen: Una bugia, un escamotage ripetuto in diverse lingue resta quello che è. Ricorda i distinguo e le limitazioni di Nordio, “in nome del diritto” su intercettazioni, perquisizioni, indagini: siete più simili di quanto facciate credere agli spettatori.
@ LorenzoM68: Non è “prodotto” ma materia prima. La cui concentrazione di principio attivo è modificabile. Per dirne una. Un’altra è il rapporto ballerino, dagli illusori margini di scurezza, THC/CBD*. Il rapporto sballato insulti/argomenti dei pro-canna nel rispondermi non depone per una buona fede.
*The double edged sword of medicalising cannabis . BMJ, 2019.
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21 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “A Palermo per il No al Referendum pure Morvillo, cognato di Falcone: “Campagna mediatica contro i giudici partì da Berlusconi””
“Riconosciamo sinceramente che se il gesto di coraggio civile compiuto dal compagno Rossa non fosse rimasto troppo isolato, se attorno a lui, nel momento più arduo della prova, noi tutti, a cominciare dagli operai dell’Italsider, fossimo stati un solo grande testimone schierato contro il nemico della democrazia, forse la vita di questo nostro compagno non sarebbe stata spezzata” Luciano Lama.
Lama espose un concetto generale. Se magistrati come Falcone, come Chinnici, non fossero stati isolati dai colleghi, se non avessero costituito elementi di una “matrice sparsa”, ma fossero stati integrati in una “matrice densa” – in una falange – ora non ci sarebbero di questi eroi. La cui dulia è il comodo alibi per i colleghi e per il pubblico. I magistrati non sono da meno della destra nel servire poteri forti sovranazionali, inclusa l’epurazione di soggetti scomodi. Votiamo no, per evitare che la politica si impossessi del potere giudiziario, ma tenendo presente che rispetto ai poteri forti motore primo sia di stragi e omicidi politici, sia della rotta che viene impressa al Paese, l’uso del potere giudiziario da parte della falange corporativa dei magistrati è stato ed è ben lontano dall’essere nobile ed eroico.
@ dario camini: Negli anni ho raccolto una collezione di terapie mediche, diverse decine, che aggravano o causano ciò che dicono di curare o prevenire (le chiamo “omeopatia pesante”; dettate dal big business, godono dell’appoggio bipartisan di politici e magistrati). Se il “rimedio” è patogeno è meglio rifiutarlo. Questo referendum è una delle tante manifestazioni di disprezzo della classe dirigente verso gli italiani: riguarda una lotta interna tra fazioni; i mali dell’amministrazione della giustizia patiti dalle persone comuni, dei quali beneficiano sia i politici sia i magistrati, venendo messi da parte. Non si parla di noi ma di loro, come sempre. Nell’ambito dell’angusto spicchio sul quale è chiamato ad esprimersi, l’elettore può fare poco; quel poco è il mero salvare il principio della separazione dei poteri, negando ai politici di mettere le mani sulla giustizia. Respingendo la “cura” di affidare alle faine i mali del pollaio. Facendo una croce sul no. Mentre con l’altra mano ci si deve tappare il naso, consapevoli che i magistrati intendono l’indipendenza come diritto disponibile ma non come dovere. Se la magistratura fosse la metà di quello che dice di essere, questo tentativo thinly veiled di avere il placet dei cittadini per controllare la giustizia non avrebbe nessuna chance.
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4 febbraio 2026
Blog de il Fatto
Commento al post “Morto Corrado Carnevale: l’ex giudice della Cassazione soprannominato “l’ammazzasentenze” aveva 95 anni”
Capitolo 13 Il caso Carnevale
1.L’episodio più emblematico di infiltrazione di Cosa nostra nell’amministrazione della giustizia – 2. L’assassinio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, fedele servitore della Repubblica – 3. Le fasi del processo per l’omicidio Basile – 4. La giornata del 7 marzo 1989, l’episodio del «massaro» e la condanna di Carnevale per complicità con Cosa nostra – 5. Il ruolo della presenza nell’ufficio del presidente Carnevale di un emissario di Cosa nostra, identificabile in Francesco Messina, reggente della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo – 6. L’annullamento della sentenza di condanna nei confronti di Corrado Carnevale. (G. Turone. Crimini inconfessabili, 2024).
Il caso Carnevale mostra come nella magistratura italiana l’essere “un eccellente giurista” possa conciliarsi con l’intimidire un altro giudice avvalendosi di un mafioso.
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22 febbraio 2026
Blog de il Fatto
Commento al post “Meloni e la sentenza sulla Sea Watch. Il governo vuole i giudici come leoni sotto il trono del sovrano? | Il commento”
Politici e magistrati sono entrambi accucciati sui gradini del trono. Che è quello dei poteri forti sovranazionali. Entrambi eseguono gli ordini sull’immigrazione forzosa. La destra si oppone a parole, per ottenere consenso, ma non vara leggi efficaci; i magistrati applicano la legge selettivamente. I politici vogliono scavalcare i magistrati nella gerarchia di corte*. Così creano incidenti per addossare la colpa ai magistrati agli occhi del pubblico, e impossessarsi del potere giudiziario cavalcando lo scontento popolare.
Il discredito sui magistrati fa presa perché ha un fondo reale. “Applicare la legge” non basta. Occorre che la distribuzione dell’applicazione sia equa. Se si è zelanti nell’applicare la legge su un aspetto particolare, qui l’immigrazione imposta dal trono, e si lascia andare in malora il resto, cioè l’amministrazione di routine della giustizia, si sta creando un ordine patologico. Ci sono due tipi estremi di magistrato. Quello che ha presente la frase di P. Valery**, e bada sia a combattere il disordine che dà ingiustizia, sia a evitare di creare un ordine patologico, un’ingiustizia, tramite l’applicazione formale. E quello che applica il motto massonico “ordo ab chao”. La gente non ha torto nel percepire che anche tra i magistrati si pende per il sistema che fa prosperare le consorterie.
* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
** “Due mali minacciano l’umanità: l’ordine e il disordine”
@ Jatti Severti: Si può andare contro la giustizia remando contro, o remando nel verso giusto ma da parte sola, in modo da fare deviare la barca.
L’immigrazione sta venendo imposta agli italiani contro la loro volontà. Dietro alle tartufesche motivazioni di copertura pseudoetiche ci sono ragioni economiche e di potere. Che potrebbero avere una loro parziale difendibilità. Ma non c’è discussione democratica. Si fa e basta. Si ignora l’effetto di alienazione, sugli italiani e sugli stranieri, di questo “trapianto eterologo” culturale. Il dumping salariale, la risposta di sostituzione etnica alla sterilità sociale, l’impedire di mettere su famiglia. Non contesto la particolare decisione del giudice civile. Ma le posizioni politiche della magistratura nella quale si integra. Esemplificate es. dal duetto tra il PM Cantone e il vescovo Paglia*. O dal silenzio della magistratura sulle morti catalitiche, gli annegati che servono da lubrificante morale**.
Amministrando la giustizia si fa politica di fatto. I magistrati fanno bene a esporre posizioni politiche sulla giustizia, qui contro l’improvvido tentativo di imbrigliarli anche formalmente. Ma non dovrebbero pronunciare la simmetrica ipocrisia che loro applicano solo la legge e non fanno politica. Sull’immigrazione sono schierati, a favore di un disegno di potere di portata storica che gli italiani subiscono ricevendone danni ingiusti, inclusi reati.
*La coscienza e la legge. Laterza, 2019.
** Le morti catalitiche
@ Jatti Severti: Perché “O forse”? E’ quello che ho detto io. Il Viminale ha creato il caso con un’omissione per poter accusare i magistrati (che invece hanno altre colpe). Così come il “senza se e senza ma”, l’appello al pensiero ottuso, non va bene il “semplicemente”. Siamo a Bisanzio. Va al contrario aggiunto che bisognerebbe guardare a ciò che post-fascisti, sinistra-antisinistra e magistrati fanno insieme, oltre che alle scenate pubbliche diurne. Sull’immigrazione forzosa*, le morti catalitiche (cit.), catalizzate e catalizzatrici; catalizzate, ovvero non commissionate ma lasciate accadere mentre si facorivano le circostanza causali dei naufragi, per sfruttarne l’effetto catalizzatore, di giustificazione morale del travaso forzoso di masse di persone.
Sono morti catalitiche, iatrogene in questo caso quindi con una componente di responsabilità attiva, anche quelle ottenute nella strage covid del 2020**, picco record mondiale. Una strage di indirizzo che si aggiunge alle tante che hanno potuto contare anche sulla magistratura per l’impunità. Posso citare altri casi, es. *** che mostrano come sia sottovalutato il contributo della magistratura nelle deviazioni di rotta impresse al Paese dal 1943.
* Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale – Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
*** ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato
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26 febbraio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Referendum, il procuratore di Bergamo Romanelli: “Il meccanismo del sorteggio? Oltre ai magistrati usato solo per i detenuti””
Se i magistrati avessero tutelato il prestigio della loro funzione col resistere alle occasioni e tentazioni non si sarebbe potuto attentare così alla Costituzione. Sono certo che di sistemi per evitare lo sconcio delle cordate, fazioni e padrinaggi politici ce ne sarebbero, volendolo. Io stesso, che non sono un esperto, ne ho pensati alcuni*. Il Procuratore di Bergamo Romanelli fa notare che il sorteggio è usato solo per i detenuti. Si potrebbe adottare il sistema “goose by me” usato dai gangster**: coloro che elevano un magistrato a un incarico si fanno in certa misura garanti dell’eletto. Anche solo moralmente. Es. a ogni presidente, a ogni procuratore capo, andrebbe associata la lista dei nomi di chi lo ha messo in quella posizione.
Vorrei sapere la generatio del predecessore a Bergamo dell’attuale Procuratore, che disse che per il covid ci sarebbe voluto qualche ventilatore in più; è come attribuire il rogo di Viggiù all’averlo irrorato con la benzina troppo poco***. E che affidò la consulenza a Crisanti, proveniente dall’Imperial college, ripetendo ciò che fece Cossiga con Pieczenick. Turpitudine Pieczenik, sollevata dal Procuratore generale Ciampoli, poi sistemata proprio tramite il rappresentante degli interessi dei magistrati Palamara.
* La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati
** G. Fusco. Gli indesiderabili. Sellerio, 2003.
*** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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17 marzo 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Referendum, Davigo a Travaglio: “Errori giudiziari? Vi spiego perché non c’entrano nulla. Il governo vuole solo colpire i magistrati””
Voterò No, per contrastare ulteriori squilibri. Ma il quadro che Davigo dà della figura del magistrato fa cascare le braccia. Definisce “errore” solo il caso nel quale emergono nuovi elementi dopo la sentenza. Di negligenza, imprudenza, imperizia non se ne parla. Di compiacenza, connivenza, collusione tanto meno. Accetta che il suo lavoro non consista nell’accertare la verità, la prima giustizia, ma che sia una specie di gioco da tavolo dove le evidenze non contano se es. compaiono fuori tempo; a danno delle vittime e a favore dei colpevoli. Non ha problemi nel dichiararsi al servizio della UE prima che della sua nazione, incurante che la UE sia il braccio politico, scarsamente democratico, di interessi privati, che spesso vanno a danno del Paese; incurante che lui dica di operare in nome del popolo italiano; che tra l’altro gli paga lo stipendio. Si riserva così di servire poteri forti, a partire da quelli sovranazionali; gli stessi che fecero uccidere magistrati non allineati.
Se i magistrati si facessero sentire, come fanno ora, per fare coincidere quanto più possibile norme e procedure con l’innato senso di giustizia, se non accettassero la legge del più forte in veste di diritto quando ciò è a loro vantaggio, oggi sarebbero giustamente stimati, e non sarebbe stato possibile attentare alle loro prerogative. Davigo delinea una figura di magistrato che non è quella di una bella persona, e che la gente non ha torto nel percepire come pericolosa.
@ alias_kimonoOu: Mi pare che sia tu a voler fare confusione, ripetendo il sofisma “gli errori sono quelli detti “giudiziari”, da nuovi dati, per i quali il magistrato non ha colpa. Gli errori per colpa sono normalmente sanzionati [secondo te]. Gli errori morali, dal dolo franco a forme di falsa coscienza, non vanno chiamati errori. Risultato, non si parli di un problema di errori dei magistrati”. Anche il ridurre le difformità talora enormi dei giudizi sugli stessi dati nei vari gradi a “diverse valutazioni”, soggettive, esita nella conclusione che il magistrato non sbaglia. Come nelle dittature. Io invece credo che il problema dei giudizi errati o interessati sia reale, e che ci sia un deficit di contrappesi, di controllo sul potere giudiziario. Deficit che la destra sfrutta, denunciandolo, per impossessarsi del potere giudiziario. In forme sui generis, che evitino i ricatti e le pressioni dei potenti, contrappesi andrebbero messi all’enorme arbitrio dei magistrati sulle vite altrui*.
Mi chiedi un esempio. Te ne faccio uno dal mio campo, la ricerca biomedica. Uno studio mostra che anche la ricerca scientifica, che passa per il paradigma dell’obiettività, può fare figurare efficaci farmaci inefficaci sul cancro a seconda di come la ricerca, il “trial”, viene “valutato”: Impact of spin in the abstracts of articles reporting results of randomized controlled trials in the field of cancer. J Clin Oncol 2014.
@ marko.parri: Votiamo No, ma basta con questo ridicolo eccezionalismo sui magistrati, che hanno una bella fetta di responsabilità nel cattivo andamento del sistema giustizia. E anche nell’uso strumentale dell’amministrazione della giustizia a favore di grandi interessi illeciti (Nuove P2 e organi interni).
@ alias_kimonoOu: I controlli multipli sono validi quando provengono da agenti indipendenti. Inoltre la ragione a danno fatto è la ragione dei fessi. Come la medicina su pazienti, i processi non sono esperimenti di laboratorio su cavie, dove quel che conta è che alla fine si raggiunga la verità, non importa dopo quanti schizzi di sangue e deiezioni. Sbagli inoltre a ignorare responsabilità e interessi collettivi. La magistratura come corporazione appoggia alcuni grandi interessi a forte componente illecita. Segnalo nel mio sito la raccolta “Nuove P2 e organi interni” sull’appoggio sistematico della magistratura a frodi mediche strutturali.
@ brif: Che i magistrati condannino penalmente 0-10 dei loro colleghi all’anno non “suggerisce” che la magistratura sia sostanzialmente esente da colpa o dolo più di quanto non suggerisca impunità. Sia perché è un giudizio dell’oste sul suo vino. Sia perché è possibile delinquere rimanendo nei limiti della legalità formale*; soprattutto con le competenze, e la solidarietà di corporazione, dei magistrati.
Nel 2024 ha assegnato ai magistrati una fiducia pari o superiore a 6 su 10 il 44% dei cittadini (ISTAT): la maggioranza non si fida. E’ un brutto segno anche il ridursi a compararsi ai politici, la cui pessima reputazione è uno dei motivi per votare no. Presentarsi come rispettabili rispetto a uno standard negativo è un escamotage della “crostituzione” reale**. Contribuisce a spiegare la persistenza della mafia, lo spazio che le viene lasciato invece di spazzarla via. È particolarmente grave nel caso dei magistrati, che dovrebbero essere i maestri del valutare i comportamenti rispetto a uno standard positivo. Lo standard di come ci si deve comportare. Non rispetto ai peggiori.
Quando praticati da chi occupi posizioni di potere, gli sprezzanti non sequitur come il suo evocano Big Jule, il sinistro gangster che in “Bulli e pupe” obbliga a giocare con suoi dadi tutti bianchi, senza puntini neri, dicendo che i puntini li ricorda lui a memoria.
* Le bolle di criminalità nella legalità tramite la legalità
** La raffinata barbarie degli standard negativi
@ Grifo: Non aderisco a nessuna delle “ideologie”, artefatte e striminzite, offerte dal desolante quadro politico attuale. Voto No perché con la riforma sarebbe ancora peggio. Sia sul piano dei princìpi che su quello pratico.
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4 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Frosina “Il Csm riabilita l’ex giudice Apostolico: “Corretta la sua decisione sui migranti”. Verso il via libera allo scatto di carriera”
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25 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “25 aprile | La valanga di fascisti impuniti: “L’Italia perdonò troppo presto, fu negata la giustizia. Ma contro il revisionismo serve raccontare anche le vendette del post-Liberazione: così si rafforza il racconto della Resistenza” “
Come per la mafia 1, che ne è un caso particolare, l’andamento dell’Italia appare intossicato dalla confluenza e dai prodotti di reazione di due elementi: un fattore culturale storico, autoritario, mafioso-fascista, autoctono; e la dominazione estera, che lo sfrutta e strumentalizza. Nei secoli si è plasmata una classe dirigente asservita verso l’alto e parassitaria verso il basso. Un “bifrontismo” che troppi italiani comuni accettano, e al quale aspirano 2. La “Liberazione” fu un’occasione mancata di liberarsi davvero. Con l’obbedienza di Togliatti a Stalin, quindi a Yalta, e con il suo adattarsi all’autobiografia della nazione, si mantenne in vita la bestia ferita, e la si mise al servizio di nuovi padroni. Le fanfare autocelebrative, che coprono la vergogna della restaurazione quanto quell’armadio con le ante contro il muro, e la recente vulgata di una magistratura coraggiosa e libera, rafforzata con fatti come Capaci e via D’Amelio (a loro volta esitati nell’immancabile lunga coda di vergogna 3), fanno dimenticare come con poche eccezioni i magistrati, giocolieri della forma e borseggiatori della sostanza, es. 4, siano tra i maggiori serventi di tutti e due i reagenti, quello che gli italiani hanno nel sangue e quello imposto da fuori.
1 I due comburenti istituzionali della mafia
2 Il canone italiano
3 La matrice
4 Franzinelli M. L’amnistia Togliatti 1946. Colpo di spugna su crimini fascisti.
Edmont Dantes: La bestia ferita fu mantenuta grazie agli alleati spaventati dal comunismo, Churchill aveva pure il piano “operation unthinkable” ovvero integrare immediatamente i nazisti negli alleati e combattere l’Unione Sovietica prima che si riprendesse, ma si fermarono a fondare la NATO con tantissimi militari nazisti e far scappare tutti in sud america con l’aiuto della Chiesa.
@ Liutprando: Grazie. E’ sottovalutato il controllo dei servizi inglesi sull’Italia, dall’800, a Mussolini – a Matteotti – e oltre*. Un episodio recente. L’Imperial college è legato allo MI5. Vi è stata chair “the former director general of MI5, Dame Eliza Manningham-Buller, a thirty-five-year counterespionage veteran who also functioned as official liaison between British and US intelligence agencies”. L’Imperial college è stato tra i principali registi dell’operazione covid con le predizioni apocalittiche di Ferguson, definite “astronomically wrong” dal più citato degli epidemiologi, Ioannidis. Predizioni che sembravano conformi all’inizio con la strage covid in Lombardia orientale nel 2020. Dove si è registrato un anomalo, elevatissimo, ma oltremodo ristretto nello spazio e nel tempo, picco di mortalità covid, record mondiale; che è servito, a livello internazionale, come giustificazione per le misure liberticide e iatrogene. Il picco ad un’analisi tecnica non è spiegabile in termini biologici, mentre appare essere stato costruito con una serie di manipolazioni**. La Procura di Bergamo affidò la ricostruzione a Crisanti, poi senatore PD. Crisanti non ha competenze specifiche per un tale incarico; e quel che è peggio proveniva dall’Imperial college.* Cereghino MJ. Fasanella G. Il golpe inglese, Chiarelettere 2011. Colonia Italia, Chiarelettere 2019. Fasanella G. Nero di Londra, Chiarelettere 2025.
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Vedi anche:
L’agenda Palamara dei magistrati
I terroristi samurai e la mafia AFD
MDA: la mafia dietro l’antimafia
L’ attività depistante, propagandistica e censoria dei magistrati
Gli atti istituzionali suicidi
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
