Lo sfasamento giudiziario

6 July 2026

2 luglio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Iannuzzi “Caso Elisa Claps, la giustizia non può arrendersi dinanzi ai dubbi irrisolti”

“La cosa straordinaria era che Cannizzaro fosse il marito di Felicia Genovese, che aveva condotto l’indagine sulla scomparsa di Elisa Claps. Il modo in cui l’asse Cannizzaro-Genovese riuscisse a oscurare o impedire un’indagine regolare divenne chiaro grazie alle successive decisioni della Genovese.

emerse non soltanto che la Genovese era un membro tesserato di un partito di centrosinistra, ma anche che suo marito, Cannizzaro, era stato appena eletto direttore del più grande ospedale della regione, dalle stesse persone che la moglie aveva prosciolto. Disse Travaglio: «il marito del magistrato era stato promosso dai soggetti indagati dal funzionario pubblico e per i quali aveva appena richiesto che l’indagine su di loro venisse archiviata».

il fatto che Cannizzaro fosse membro di una loggia massonica avrà pure contato qualcosa. Fu fatto notare che Maurizio Restivo era un massone.

Quei fili portano a logge massoniche, ai chiostri segreti della Chiesa cattolica, ai confini della criminalità organizzata”. (T. Jones, Sangue sull’altare. 2012. Accorciato).

Danilo Restivo è stato preso fortunosamente; in UK, al 3° omicidio. La ricerca della verità a giochi fatti può essere una riverginazione per continuare a esercitare. Lo sperimento nella città dove abito, dove ci si vanta del processo ancora in corso per una strage di 52 anni fa. Il Dr. Iannuzzi è in buona fede, ma la sua richiesta “Chi sa parli” mi ricorda lo sketch “Chi ha rubato i soldi del Belice” di Troisi.

@ domenicomancusi8: “Chi sa parli”. Non so di fatti specifici su Elisa. Tolta alla vita da uno psicopatico e lasciata insepolta da una clique di toghe, divise, piviali, grembiuli. “Io so” e testimonio del contesto di un sistema endemico in Italia: anche in altre città massoni, preti, magistrati, forze di polizia e maggiorenti locali si consociano per praticare infamie a copertura di infamie.

Non va dimenticato che la “grana” era stata dissolta, col concorso di tanti, e si è dovuto riaprirla per evitare di essere svergognati dal riconoscimento come killer in UK del Restivo fatto figurare innocente. La giustizia fortuita, obtorto collo. Il caso Claps trova la Genovese (scelta pure come consulente della commissione parlamentare antimafia…). La Moby Prince, Lamberti; Pieczenik, Palamara; omicidi mafiosi, Carnevale; le deviazioni della massoneria, Iannini; via D’Amelio, Tinebra; a suo tempo il clan Muto, magistrati come quelli di Paola. Una complementarietà, come le due metà combacianti dello stesso sigillo spezzato, tra crimine e magistratura.

@ domenicomancusi8: ”E adesso scatta la caccia ai complici”. Il Mattino 2011, 15 anni fa, titolo sulla condanna di Restivo.

Per me il caso Claps, emerso fortunosamente avendo lasciato libero un killer seriale, fa emergere come vi siano apparati di stampo massonico dei quali fanno parte magistrati e funzionari di polizia che proteggono reati gravi. Quel che è peggio, apparati che non vengono riconosciuti come corpi estranei dal resto di magistratura e polizie. Riconoscere questo, invece di zavorrarlo e mandarlo a fondo di nuovo, è già qualcosa.

La prassi del ripescaggio decenni dopo rafforza il sistema, salvando la faccia a una magistratura che intanto prosegue con queste infedeltà; senza fare pulizia al proprio interno, tutt’altro. Bisognerebbe distinguere tra “titolo di legalità”, il ricercare comunque verità e giustizia, e “forza di legalità” la giustizia nelle sue conseguenze pratiche di tutela. Lo sfasamento giudiziario preserva il titolo, ma ammazza la forza della giustizia*. Es. H. Barnett.

“La comunità” è talora complice. Ma attribuirle, come fa lei, non l’articolo, la responsabilità dello scempio occulta la responsabilità primaria, istituzionale. Che include il colpire chi sa e parla. Anche riducendolo a “passare gli anni suoi a difendersi” (un procuratore generale), a proposito di toghe lucane. E l’accusare di carenza di senso civico avendo insegnato l’omertà mostrando di essere corrotti e vendicativi.

Ora si scarica sulla comunità omertosa. Cercare complici 33 anni dopo non deve cancellare che volendolo gli inquirenti potevano chiarire in pochi giorni. E che le “tante piccole P2” (Cordova), i tanti “sistema Montante”, continuano i loro affari con questa prassi dello sfasamento giudiziario, dove magistratura e polizie si ripuliscono dei vecchi tradimenti nella città x rivisitandoli e dietro questa riverginazione ne praticano di nuovi nella città y.

*La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria

§  §  §

v, anche:

Massoni e legalità

Sfumature di nero. I preti e i mafiosi

La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria

L’agenda Palamara dei magistrati

I magistrati servitori di più padroni

 

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