Le relazioni criptoternarie

26 February 2025

22 febbraio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Stacchini “Fine vita, la Toscana ha sancito il diritto all’autodeterminazione del singolo: un segno di civiltà”

Se si è nella sofferenza che degrada e strazia, non è forse giusto essere liberi di farsi uccidere? E’ un modo ingannevole e tendenzioso di porre la questione. Perché la relazione non è binaria, tra la persona e la condizione di sofferenza. Ma è ternaria: tra le due si insinua il potere. Qui il potere medico, che può mettere la persona nella condizione di chiedere di essere uccisa. Avviene con il routinario accanimento terapeutico a fini di lucro, che così aumenterà*. I medici mandano avanti l’infermiera perché perorare l’omicidio medico da parte loro suona male, ma si sono espressi a favore, con l’Anaao Assomed. Viene spacciata per libertà l’evoluzione della microfisica del potere e del biopotere (Foucault): il criptoternarismo.

Il criptoternarismo vige anche nella cultura mafiosa, che può intromettersi capillarmente nei normali, banali negozi. Es. devo aspettarmi problemi con i fornitori di una ristrutturazione edilizia, e con le istituzioni controllate dalla prefettura, se denuncio frodi mediche. Il criptoternarismo domina l’elettronica, ora anche la pompata AI. Fantastici strumenti, ma quando li si usa si è in tre: l’utente, l’oggetto e il potere che controlla – a suo vantaggio – l’elettronica.

Ci sono casi legittimi dove la soppressione della sofferenza coincide col terminare l’esistenza. Ma il criterio criptoternario della “libertà” soggettiva aumenterà dominio sui corpi, degrado e sofferenze*.

* Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico

Discover more from menici60d15

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading