L’uso del fisco nell’eversione di Stato

18 settembre 2019. Faccia a faccia con un finanziere fermo a checkpoint Feltrinelli, un incrocio luogo standard per molestie di polizia e forze ausiliarie (v. film iniziale in Milizie bresciane), minuti dopo avere rilevato vandalismi sull’auto sotto casa accompagnati da balletti sotto casa di uno spazzino – dipendente dell’amico personale di Mattarella Valotti – che in precedenza mi aveva minacciato di squartarmi. (v. 18 settembre 2019. L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella ). L’edificio sullo sfondo è una unità psichiatrica. Il vetro del mio specchietto retrovisore, si vede male nella foto, è stato ridotto in tre pezzi da una frattura a V. Come previsto l’incontro ha segnato l’inizio, nella periodizzazione di anni di ininterrotto mobbing fiscale, del blocco più recente, che dura a oggi 29 agosto 2020, giorno della prima pubblicazione di questa pagina.

Il tema dei rapporti tra fisco e frodi mediche strutturali ha vari aspetti, che necessiterebbero di una disamina metodica. Primo tra tutti, necessario per comprendere l’attuale revival ideologico della medicina “pubblica” (che dovrebbe chiamarsi pseudopubblica), quello della frode e del furto istituzionalizzati tramite le tasse. Un sistema sanitario “pubblico” nel quale le pratiche sono spudoratamente dettate da interessi privati, e vanno a favore di interessi privati, oltre a danneggiare la salute configura una forma mascherata di spoliazione, ordoliberista, dei cittadini. Lo Stato impone le frodi mediche istituzionalizzate e ne diviene gabelliere. Le tasse dei cittadini vanno ad arricchire una medicina privata a terminale pubblico; col potere di imposizione e di esazione dello Stato, ma diretta da privati; un medicina “pubblica” che a favore di privati eroga prodotti inutili e dannosi, spesso a prezzi stellari (v. Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte).
Un altro aspetto è quello delle agevolazioni fiscali che incentivano schemi fraudolenti, come nel caso delle malattie rare (In: La questua delle multinazionali ). Es. attualmente in USA si è riusciti a fare classificare come malattia rara ciò che contemporaneamente viene presentato come un flagello biblico, la pandemia covid (Policy Implications of the Orphan Drug Designation for Remdesivir to Treat COVID-19. Medscape, 17 agosto 2020).
Un terzo aspetto è l’uso del fisco per colpire chi è di ostacolo alla “farmocrazia” (Rajan KS. Pharmocracy: Value, Politics, and Knowledge in Global Biomedicine. Duke Univ Press, 2017). Comincio qui a riportare gli episodi di boicottaggio e mobbing tramite il fisco che da anni costantemente mi riguardano. Dopo anni di incredulità, ho dovuto riconoscere la natura sistematica del trattamento che ricevo. Riporto reati che rientrano nell’eversione odierna spinto da necessità pratiche di difesa. Non in forma organica, come pure dovrà essere fatto.
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10 giugno 2020. Metamafia e criminalità clericale-massonica in Calabria al tempo del coronavirus
Poco prima che scoppiasse la crisi covid, il 24 febbraio 2020, avevo spedito la lettera “La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso“ al sindaco di Lamezia Mascaro, al procuratore di Lamezia Curcio, al procuratore generale di Brescia Martani, ai magistrati del pool sulla strage alla stazione di Bologna (v. sotto). In risposta all’ultima delle pluriennali ininterrotte molestie tramite il fisco: stavolta una richiesta di pagamento di una imposta associata all’impedirmi di pagarla. Poco prima del lockdown, il 5 marzo 2020, sono partito con la mia compagna per la Calabria, Spezzano della Sila, dove il lockdown ci ha bloccato. Non conosco quindi l’esito della lettera. Ma sembra che la risposta sia quella di sempre: una prosecuzione a oltranza di ciò che denuncio. Lo stalking fiscale infatti continua, aggiungendo nuovi abusi; unito alle immancabili molestie “zozzoniche” (v. I rituali zozzonici della banda Mattarella), che con le mascherine hanno trovato nuovi modi.
Durante la crisi covid il commercialista si è defilato; da un anno, a parziale compenso della sanzione che mi aveva fatto avere per un suo ammesso “errore” (In: La medicina sotto la presidenza Mattarella 16 aprile 2018) compilava la dichiarazione senza l’onorario. Avrebbero dovuto essere 3 anni, ma ha fatto in modo di sganciarsi malamente, lasciandomi ulteriore danno, dopo due. La strana sanzione inflittami per un suo “errore” non l’ha versata, mentre l’Ag. delle entrate mi ha negato, al contrario del 96.6% dei contribuenti, la definizione agevolata da lui richiesta. Così che mi è arrivata un anno e mezzo dopo con una forte maggiorazione; cosa non inattesa, vista la sfilata mafiosa eseguita, come in precedenza, dalla GdF minuti dopo vandalismi e insozzamenti sotto casa di un dipendente di A2A. Il cui presidente è Valotti, amico personale di Mattarella e docente alla Bocconi esperto dei rapporti tra economia e medicina (18 settembre 2019. L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella). Ho chiamato al telefono questo commercialista, Rambaldini – consulente del tribunale di Brescia – per avere spiegazioni, da ottobre a dicembre 2019, una volta alla settimana, ma non mi ha mai risposto. Alla scadenza del termine per la dichiarazione dei redditi, a dicembre, mi sono rivolto al suo Ordine professionale, a Verona; chiedendo che lo sollecitasse. Il presidente, Mion, dopo avere cercato di sottrarsi, ha sbloccato il boicottaggio, ma ha anche aiutato Rambaldini a fare in modo di prolungare la banale operazione, fino a marzo; con pervicaci giochi delle tre carte tra lui, Rambaldini, e la BNL. Solo a fine marzo 2020, due giorni dopo avere postato un commento sui rapporti tra Mion e il ministro Franceschini, suo patron, sull’impunità giudiziaria che permette questo mobbing, e sull’appoggio delinquenziale alla crisi covid (23 marzo 2020. Commento al post “Coronavirus, Franceschini alle opposizioni: “Non possiamo permetterci polemiche, collaboriamo. C’è totale abnegazione, Conte va ringraziato”. In : Coronavirus), Rambaldini mi ha scritto di avere finalmente completato l’ardua operazione di presentare uno scheletrico modello Unico; e anche di non potermi più assistere avendo smesso di fare attività per singoli privati. A Verona come a Brescia la lotta alla mafia è un’eccellente copertura per lavori mafioidi come questo. Comunque non è bastato; l’onta di un ribelle che pensa di poter non accettare di subire a oltranza, e che addirittura si appella alle regole ufficiali, alla tanto declamata legalità, è rimasta da lavare. Questo spiega come all’atto di ribellione di rivolgersi all’Ordine siano seguite ondate di abusi ogni volta che ho dovuto pagare le imposte. Senza eccezioni.
L’8 giugno siamo andati al CAF Cisl (alla quale la mia compagna è iscritta) di Cosenza, via Misasi. Lì ci è stato detto che mancava un documento per la dichiarazione della mia compagna. L’addetto, naso fuori della mascherina, ha provveduto alla insistita pulizia delle narici con le mani nude prima di porgere la nota di appuntamento. Che ho rifiutato; per evitare non il pericolo del virus ma lo schifo del muco sindacale. Alla CISL di Brescia, legata alla curia, la pulizia nasale di chi compila la dichiarazione è stata la norma da anni. Mi chiedevo cosa sarebbe successo ora con le mascherine e le misure anticontagio, e sono stato accontentato.
Non deve avere migliorato la mia posizione davanti al tribunale degli incappucciati l’avere postato questo:
8 giugno 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Calabria, non c’è un tribunale attrezzato per il maxi-processo Rinascita-Scott. Gratteri: “Il ministero è stato avvertito un anno e 3 mesi fa”
“Si è insediato il presidente del tribunale di Catanzaro, Rodolfo Palermo. Oggi 8 giugno 2020 un tg calabrese lo mostra mentre dal suo nuovo posto al banco del tribunale, in piedi, con la toga, fa il gesto di baciare la mano al vescovo; vescovo che occupa in questa posa il banco davanti al quale, si legge nella scritta beffarda, tutti i cittadini sarebbero uguali. Il nuovo presidente non giudica improprio dare questo segnale di inizio; che del resto viene mandato in onda non temendo che gli spettatori, inclusi quelli che si spellano le mani per Gratteri, lo notino come anomalo o scorretto. O grottesco. Anzi, forse viene mostrato per educare alla sudditanza. Per me il gesto, la sua diffusione e la sua accettazione sono segno di un humus culturale stagnante e feudale; propizio alla crescita della malapianta mafiosa.
Certi scandali più o meno autentici servono a coprire falde di malaffare più profonde. Scandali-ammuina, che forniscono alla criminalità clericale e massonica, nel cosentino, nel catanzarese e in tutta Italia, una copertura dietro alla quale operare liberamente, coi modi arroganti propri del delinquente paludato che può contare su magistrati ossequiosi, e sulla manovalanza di benemerite istituzioni. La crisi covid è un’occasione d’oro anche per l’altra mafia, quella che si nasconde dietro alle infinite puntate dello spettacolo delle belve mafiose contro i gladiatori antimafia.”
Né tanto meno mi ha aiutato l’avere postato una serie di critiche sull’operazione Covid (Coronavirus).
Alla CISL ho anche chiesto che compilassero la mia IMU (su immobili improduttivi); mi hanno risposto di pagarla copiando gli F24 del giugno 2019. Così il 10 giugno sono tornato a Cosenza, alla BNL di Corso Mazzini. Nel fare la fila davanti alla BNL, poco distante, non in fila, un ufficiale di PS in divisa, con più file di nastrini di decorazioni, a parlare con un tale, che poi è entrato con passo marziale nella BNL saltando la fila. Quindi suora. Le suore sono comparse altre volte nelle rappresaglie fiscali, come in quella in risposta all’invio alla Corte costituzionale della tessera elettorale con lo scritto “Sacchi di sterco e calze di seta. Restituzione del documento elettorale alla Corte costituzionale invece che Sergio Mattarella per le elezioni politiche del marzo 2018 “ (v. 19 aprile 2018; e 19 maggio 2018, “Gli orologi a carillon del capitalismo mafioso; in La medicina sotto la presidenza Mattarella). Entrato, indossando io la mascherina, un impiegato si è aggirato vistosamente per minuti, unico senza mascherina. Dopo diverso tempo mi chiama, a un banco con la scritta “non operativo”. E’ senza mascherina, anche se separato da un divisorio in plexiglas. A quel punto me la tolgo anch’io. Mi investe urlandomi di mettermi la mascherina. Gli dico che deve metterla anche lui: ne tira fuori una, se la mette, dice che “la porta da 40 giorni” e continua a sbraitare. Rimetto la mascherina, estraggo la body cam e gli scatto una foto. Esce fuori dalla cassa, dice che chiamerà i carabinieri, va dal direttore. Mi ordina col tono più arrogante e dito puntato di sedermi su una sedia da un’altra parte. Vengo messo in attesa dei carabinieri. Un’impiegata mi ordina di spostarmi, altro dito puntato, perché mi passino davanti gli altri clienti; come viene fatto. Dico che mentre aspetto possono comunque servirmi, ma un terzo cassiere rifiuta di farlo. Sembra che i bancari gareggino per un premio a chi pratica più molestie. La consapevolezza del materiale umano e tanti anni di esperienza di mobbing mi fanno restare calmo. I minuti passano; tra l’aspettare i CC e le successive molestie verrò trattenuto in banca senza necessità e contro la mia volontà per circa 40 minuti. I CC annunciati non arrivano, come è già avvenuto in altri mobbing. Mi si mette a fianco il direttore e mi marca stretto – il distanziamento qui non conta. Mi dice di stare dietro alla linea. Lo faccio, ma osservo che l’altra cliente che mi ha scavalcato è ben oltre e nessuno le dice nulla. Il direttore allora va pure da lei. Ho nel frattempo indossato la body cam e la tengo accesa; anche perché l’impiegato designato alla molestia ha una tendenza a fare la faccia feroce e ad avvicinarsi a me con le mani senza necessità. Alla fine l’impiegato mi dà la ricevuta del pagamento IMU, e subito sparisce. Ma dei due F24 che gli ho presentato, con importi diversi, ciascuno in triplice copia, ne ha compilato e versato un solo. Il secondo F24 me lo restituisce in bianco. Lo mostro al direttore. L’impiegato arriva, sostiene che “basta un timbro su uno dei due”. Mi ricordo che a dicembre la sua collega cassiera di Brescia ha partecipato al boicottaggio del pagamento dell’Imu col commercialista Rambaldini (v. 22 gennaio 2020. Il “cicognismo” del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione Giovanni Salvi. In: Milizie bresciane). Così insisto, e alla fine l’impiegato torna alla cassa a completare il secondo pagamento. Ci vuole tempo: dice che non gli riesce per problemi al pc, deve chiamare un altro impiegato. Alla fine mi consegna la seconda quietanza. Nei prossimi mesi o anni saprò, forse, se c’è stato un altro dei soliti giochini di boicottaggio volti a scompigliare tasse già inique. Nell’uscire dico al direttore che si devono vergognare, dato il continuo boicottaggio di BNL nei miei confronti. E che lo dicano ai vertici di Via Veneto, ai quali in precedenza ho già scritto. Fuori dalla banca due ambulanze, in tandem, un altro classico.
Probabilmente alla BNL hanno voluto sia prolungare la catena ininterrotta di boicottaggio e molestie che rendono penosi i tre volte iniqui pagamenti al fisco (in sé, rispetto ai servizi resi dallo Stato; perché relativi a una situazione finanziaria ricattatoria costruita con mascalzonate e reati; e perché ulteriormente gonfiati con “incidenti”, “sviste” etc. di questo genere); sia colpire chi interferisce con operazioni eversive su base medica come questa covid; sia rispondere in maniera adeguata, cioè mafiosa, al mio commento sulla osculatio solenne dell’alto magistrato al primate della chiesa calabrese. L’attività di stalking e mobbing si è accentuata dall’autunno 2019, mesi prima della crisi covid; pensavo che ciò fosse dovuto al precipitare del caso ILVA, che avevo previsto nel denunciarne la manipolazione medica ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato. Ora mi rendo conto degli ulteriori moventi con la svolta, con l’operazione covid, verso lo “Stato terapeutico” (Szaz) e verso la “necropolitica” (Mbembe). Il giorno dopo 11 giugno telefonata di ricognizione della BNL sulla “insoddisfazione per il servizio”. Rispondo che non è un semplice disservizio; che la BNL continua da anni con boicottaggi e mobbing dopo avere commesso nei miei confronti atti più gravi, dei quali scrissi al presidente Abete. Il 16 giugno a Cosenza altra azione di boicottaggio e mobbing in partnership tra istituzioni e privati (v. La partnership tra istituzioni dello Stato e privati nella criminalità ordoliberista: il mascariamento della patente di guida dell’avv. Vittorini e del prefetto di Brescia si incontra a Cosenza con la “procedura Lozano” di Iliad. In: Coronavirus).
L’8 aprile 2013 con la lettera “La partecipazione di BNL-BNP Paribas alla frode delle staminali”, avevo scritto al presidente Abete mostrando come la BNL, dai trascorsi piduisti, stesse commettendo gravi abusi a danno di un medico che criticava la ricerca Telethon, e che stava mostrando come Stamina fosse una truffa pilotata, al servizio di truffe ufficiali, delle quali anche BNL beneficiava (Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale ). La BNL si occupa da anni, oltre i suoi poteri e oltre la legalità, di definanziarmi togliendomi beni di mia proprietà, di screditarmi e danneggiarmi. Con lo stesso zelo, ma di segno opposto, e le stesse finalità con le quali finanzia e sostiene Telethon. Organizzazione in sé potente e con legami coi maggiori potentati internazionali, è stata aiutata nel danneggiarmi da figure come l’avvocato che avrebbe dovuto difendere i miei interessi, e che mi ha indirizzato dal commercialista Rambaldini. E dal giudice Massimiliana Battagliese, che di recente è stata citata in una puntata di Report sul caso Palamara; per avere ricevuto centinaia di migliaia di euro con la giustificazione del quadro trovato in soffitta. (A proposito di Palamara, e dei rapporti tra borghesia mafiosa, grandi affari dell’industria medica e magistratura, mons. Paglia, il Marcinkus della sanità cattolica – tutt’altro che estranea alla mia vicenda – è sia amico di Palamara, sia coautore di libri e interventi – sul rapporto tra etica e diritto – con Cantone, già “anticorruzione”, che è stato piazzato a fare l’accusatore di Palamara). Sia i magistrati sia la BNL conoscono bene l’arte di convertire in denaro valori immateriali. Come la bellezza della pittura, o la paura per la propria salute da parte del pubblico. O la reputazione e la sopravvivenza morale di un medico che è di ostacolo alle truffe biomediche di alto livello; quelle che le banche finanziano, pubblicizzano presentandosi come filantropi, e dalle quali traggono profitti. Truffe che con l’operazione Covid diverranno ancor più centrali per l‘economia; e necessiteranno quindi ancor più dei servizi di guardiania e killeraggio a soppressione delle voci di denuncia delle frodi istituzionalizzate.
L’episodio alla BNL di Cosenza ha i tratti classici del mobbing: continuità longitudinale con episodi di BNL precedenti (e successivi, scoprirò ad agosto); continuità trasversale con altri boicottaggi cosentini (16 giugno, v. sopra); tentativo di colpevolizzare la vittima, uno dei principi base del mobbing (probabilmente si sarebbe preferito che fossi restato senza mascherina; o che l’incidente, data la sceneggiata dell’impiegato e degli altri degenerasse).
Appare che una rete di tipo piduista continui con questa forme di provocazione, boicottaggio, mobbing, gaslighting durante la crisi covid (v. Coronavirus). Perseguendo un dolo alternativo: suscitare una reazione, per poi mettersi nella posizione di accusatori, togliendosi così dall’impaccio di responsabilità che pur nell’impunità assicurata dalla magistratura restano gravi e infami. Se non si riesce si può comunque impestarmi, anche creando stress continuo e danno con le tasse; deprimermi col mobbing, attribuirmi comportamenti anomali, rissosi etc. La magistratura consente di praticare questi tentativi a non finire assicurando impunità: è come se fornisse ai responsabili il credito illimitato che consente di giocare d’azzardo secondo il metodo della “martingala”. Del resto, “sanare” la situazione mettendo ciò che resta di chi hanno pugnalato alle spalle sul banco degli imputati fa comodo anche a lei, data la sua ignobile complicità.
Il fatto che sia stata usata – con trucchi meschini, evidentemente coerenti con i tanti nastrini esibiti dall’ufficiale di PS all’entrata – l’imposizione del bavaglio che zaffa le vie respiratorie menomando gli scambi di ossigeno e anidride carbonica tra atmosfera e sangue e allestendo davanti a naso e bocca una colonia di germi da inalare insieme ad aria viziata (Mikovits JA, Hecknlively K. The case against masks. Ten reasons why mask use should be limited) rende più vile e perversa la sceneggiata.
Si può fare questo con magistrati del genere di Palermo, che come suo primo atto in toga sullo scranno di presidente di tribunale bacia la mano al vescovo. Cioè al rappresentante di un clero che si è inoltrato nel business fraudolento della medicina come Macbeth diceva di esserlo nel sangue. E che sta mettendo a reddito la popolazione del Sud con i suoi don Patriciello, don Prisutto, etc. (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide ). Iole Santelli è in stretti rapporti con la magistratura calabrese; rapporti “che emanano una puzza fortissima di massoneria” (Calabria 2019, reggerà il patto tra magistratura (corrotta) e massoneria? Iacchite, 29 dic 2018.). Gratteri ha lodato il neopresidente Palermo come uno dei migliori magistrati. Sembra che i magistrati “perbene” coprano le “mele marce” con i loro atti spettacolari contro il supercrimine, la mafia. Ciò che è assente, da parte dei magistrati perbene e meno perbene, vistosamente anche se il pubblico non lo nota, è l’abbattimento della mafia e la tutela della decenza nei rapporti della vita di tutti i giorni. Per non dire del comune asservimento ai poteri forti, e alla connivenza coi loro crimini.
Come ho scritto nella lettere al sindaco di Lamezia, il futuro sanitario della Calabria e del Sud, affidato alle cure dei CC, appare essere quello di un cambio dell’ordine di beccata. Come nelle zone economicamente più progredite, i cittadini dovranno essere prima carne da cannone per il grande business, e solo secondariamente occasione di arricchimento per i medici e per le “oligarchie” di provincia. Lo mostra la Santelli, che si è portata avanti, nella manovra sul vaccino influenzale sull’onda del Covid, stabilendone, in una regione la cui sanità ha gravi carenze organizzative, l’obbligatorietà, come se ne avesse l’autorità, da settembre 2020, agli over 65 e al personale sanitario. Obbligatorietà per trattamenti su sani che possono provocare le malattie che dicono prevenire (Coronavirus , 29 giugno 2020). La tutela della legalità a Cosenza è tale che da una parte la Santelli, in obbedienza a ordini dei quali forse neppure comprende la portata negativa, mostra indisturbata il suo zelo verso il potere farmaceutico; dall’altra io ricevo un trattamento continuo di boicottaggio e discredito, avendo denunciato come l’indebitare il Paese secondo condizioni capestro sia disastroso anche sotto lo stesso profilo sanitario che viene portato a giustificazione; un autoaffondamento eseguito anche con manovre incostituzionali su cure obbligatorie di scarsa efficacia e di possibile nocività. Si dà corpo a una nocività iatrogena che viene lasciata senza controllo, sostenendo contro il più elementare buon senso che le misure essendo volte alla tutela della salute non possano essere che benefiche. Si configura una situazione di banalità del male: la via burocratica a una forma di tirannia farmaceutica nella quale i sudditi vengono letteralmente venduti; per il loro corpo, come avviene col bestiame. I magistrati partecipano a questi reati coprendoli, e a loro volta si coprono con la sbandierata lotta alla mafia. La mafia istituzionale, protetta dalla metamafia ( I professionisti della metamafia ) è ben attiva nell’operazione Covid. Qui in Calabria c’è n’è così tanta, di mafia istituzionale e metamafia, che mi sembra quasi di stare a Brescia.
Prefetto di Cosenza: Cinzia Guercio. Sindaco: Mario Occhiuto. Procuratore della Repubblica: Mario Spagnuolo. Questore: Giovanna Petrocca. Comandante provinciale CC: Piero Sutera . Vescovo di Cosenza: Francesco Nolè. Vescovo di Catanzaro: Vincenzo Bertolone. Presidente della BNL: Luigi Abete. Segretario della Cisl di Cosenza: Giuseppe Lavia. Presidente della commissione parlamentare antimafia: Nicola Morra.









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Brescia, 24 febbraio 2020
Al Sindaco di Lamezia Terme Avv. Paolo Mascaro
Via sen. Arturo Perugini 88046 Lamezia Terme
e c/o il Sindaco dr.sa Nadia Aiello
e p.c.
Procuratore della Repubblica Lamezia Terme
Dr. Salvatore Maria Curcio Piazza della Repubblica 88046 Lamezia Terme
Procuratore Generale Brescia
Dr.Marco Martani Via L. Gambara 40 251121 Brescia
Pool dei magistrati sulla Strage di Bologna del 1980 c/o il Procuratore Generale
Dr. Ignazio De Francisci
Piazza dei Tribunali, 4
40124 Bologna
racc r/r online
La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso
11 febbraio 2020 – Blog de Il Fatto – Commento al post di G. Pipitone e G. Trinchella “Strage di Bologna, chiusa l’inchiesta sui mandanti: “Fu organizzata e finanziata dalla P2 di Gelli e dal prefetto D’Amato. Bellini tra gli esecutori. Indagato per depistaggio anche un ex generale del Sisde””
E’ il pipelining giudiziario. Nel 2020 i magistrati individuano i livelli intermedi, “mandanti”, della strage del 1980. Può darsi che nel 2060 riconosceranno le operazioni piduiste che nel 2020 la magistratura lascia indisturbate – e talora aiuta – forte anche del credito che ottiene additando i criminali di 40 anni prima; o meglio le loro tombe. Nel 2100 porterà in tribunale i crimini di Stato su cui aveva chiuso gli occhi nel 2060 mentre svelava i crimini del 2020, etc.
L’8 gennaio 2020, appena tornato a Brescia dalla Calabria, ho ricevuto dal Comune di Lamezia una racc. r/r, dicitura “provvedimento 359507 del 28/11/2019”, che mi invita a pagare, a pena di ulteriori sanzioni, la TASI 2014 (all. 1). Ho presentato la lettera a un CAF di Brescia (CISAL, V. Cremona 173) che ha preparato un F24. All’uscita dal CAF, auto della GdF, come in altri episodi analoghi. Ho presentato l’F24 in banca (BNL, Ag. 2 di V. Crocifissa di Rosa, Brescia) (all.2). Il 4 febbraio la cassiera che aveva ritirato l’F24 mi ha telefonato (telefonata registrata) dicendo che il pagamento era stato respinto per “codici ufficio errati e codici atto errati”. Ho riferito l’accaduto al CAF CISAL, che dopo una settimana di attesa mi ha detto di non potere “passare le giornate” chiamando il Comune di Lamezia, che non rispondeva. Ho provato a chiamarlo io, al numero datomi dal CAF CISAL, e mi è stato risposto, dicendo che dovevo chiamare altri numeri, e rivolgermi a una persona diversa, “Ennio Bianchi“, dalla firmataria della lettera come funzionario responsabile dell’imposta, dr. sa Nadia Aiello. Gli altri numeri però non hanno risposto. Mi sono rivolto al CAF delle ACLI, presentandogli la lettera del Comune e l’F24; mi è stato detto che la compilazione dell’F24 è corretta, e che sono io come contribuente che devo contattare il Comune di Lamezia. Vi chiedo quindi di farmi sapere come posso pagare quanto mi intimate di pagare.
Vi scrivo inoltre per lasciare memoria e fare presenti le circostanze nelle quali ha luogo questa difficoltà burocratica, che mi dicono essere infrequente; le circostanze personali, le circostanze riguardanti l’attuale Consiglio comunale di Lamezia, e il nesso tra le due.
L’uso del fisco nell’eversione di Stato
Per moventi che spiego sotto, sono sottoposto a una forma di proscrizione sociale ed economica da parte dello Stato. Nell’ambito di un più ampio trattamento di discriminazione non solo devo pagare le tasse previste, notoriamente esose, su una situazione precaria costruita dolosamente in modo da boicottarmi e ricattarmi (mentre scrivo le mie entrate sono cadute a circa 5000 euro annui, non sicuri; e gli appartamenti in oggetto, fin da quando li ho ereditati, sono un passivo, fonte di tasse e beghe). Non solo devo pagare queste tasse nella consapevolezza che quanto verso contribuirà a sottrarre denaro dei cittadini a favore delle frodi biomediche che denuncio (1). Devo anche fronteggiare una serie costante di contestazioni infondate, intoppi inspiegabili, omissioni e negligenze, presunti disguidi, presunti errori. E quelli che in psichiatria – e negli studi sul mobbing – si chiamano ”doppi messaggi”, come quest’altra imposizione di pagamento unita al rifiuto di riceverlo e all’impossibilità di comunicare con i responsabili per ricevere istruzioni. Finendo per pagare sanzioni che appaiono come punizioni in risposta a quanto denuncio. Nel dicembre 2019, prima di partire per la Calabria, ho dovuto rivolgermi all’Ordine dei commercialisti di Verona per ottenere che il commercialista, già responsabile di “errori” a mio danno presentasse, in ritardo e senza rilasciarmi le quietanze, la semplice dichiarazione dei redditi e l’IMU. Il commercialista è consulente del tribunale di Brescia (dove settimane prima era stato arrestato il direttore dell’Ag. delle Entrate). Tornato dalla Calabria, ricevo questo. Nella mia esperienza, se protesto e cerco di sottrarmi ad un abuso subito dopo ne ricevo un altro ancora. E’ uno dei tratti che accomunano i costumi della mafia riconosciuta a quelli di chi occupa le istituzioni. Non appare che i responsabili temano di dovere rispondere di atti persecutori, omissione e abuso di atti di ufficio, stalking, mobbing, violenza privata, ricatto, minacce, infedele patrocinio e quant’altro una magistratura degna individuerebbe. Appare invece esserci, all’insegna dell’impunità assicurata da coloro che ricevono uno stipendio per contrastare comportamenti illeciti, o mafiosi, un gioco combinato tra i
consulenti privati e amministrazioni pubbliche, volto a danneggiare. Questo doppio messaggio da Lamezia inaugura il quinto anno di condizione continua di problemi gratuiti col fisco.
La linea della palma e la linea del mammografo a Brescia e a Lamezia
I moventi dei reati di cui sono oggetto corrispondono all’interesse a sopprimere denunce come le mie di frodi mediche istituzionalizzate. Es., a proposito di BNL, che sponsorizza Telethon e ne trae ritorni di immagine, e che compare spesso negli illeciti che determinano la mia vicenda, le frodi di Telethon (2). Oppure la frode in costruzione – basata su una spudorata violazione dei criteri che consentono di impostare screening – della “diagnosi precoce” della demenza senile (3); alla quale sono funzionali filoni di ricerca come quello della “neurogenetica”; che consentono di tenere aperto un centro di neurogenetica a Lamezia.
Tra le mie denunce vi è anche quella dell’estensione al Meridione, tramite una propaganda che gioca sull’esagerazione di allarmi come ILVA (4), Terra dei Fuochi (5), Navi dei veleni (6), accoppiata alla omissione di altri pericoli, iatrogeni, che gli allarmi eccessivi incrementano (7) di pratiche di screening che nei paesi occidentali più avanzati sono contestate come inutili e dannose; e sulla base del bilancio benefici/danni stanno venendo ridotte, o ritirate (screening col PSA per il cancro della prostata). In Francia e in Svizzera organi consultivi hanno chiesto l’abolizione degli screening mammografici. Appare che vengano scaricate al Sud, dipingendole come un progresso, come un congiungersi alle regioni più progredite, pratiche mediche dai benefici scarsi e fortemente iatrogene, fonte di immensi profitti; ormai riconosciute come tali e messe in discussione nelle nazioni dove sono state introdotte da tempo. Il “riscatto economico e sociale” del Sud prende la forma di fornitura di masse di corpi per alimentare le grandi frodi mediche istituzionalizzate.
Appare che la lotta alla mafia perenne, in Calabria, e in zone del Nord come Brescia (8), abbia tra le varie funzioni quella di distogliere da grandi attività illecite del mondo legale; e quella di coprire pratiche mafioidi di Stato, come quelle delle quali sono oggetto da tanti anni, a supporto di tali attività (9). La mafia come alibi e diversivo per grandi interessi illeciti protetti dallo Stato appare avere avuto un peso nell’ascesa al Nord della linea della palma. E anche nella discesa al Sud della linea del mammografo, ovvero l’estensione al Sud degli screening per il cancro della mammella falsamente spacciati come “salvavita”. Mi ha colpito che il Comune di Lamezia si faccia tramite di uno di quei doppi messaggi fiscali – cui la mafia istituzionale che opera liberamente a Brescia mi ha abituato – subito dopo che, reduce da un altro scioglimento per mafia, i componenti del nuovo consiglio nell’insediarsi hanno indossato al completo il fiocco della Komen (10); la potente organizzazione internazionale che propaga il falso sulle mammografie di screening (11).
L’esibizione mi ha fatto venire in mente la poesia di Trilussa del posteggiatore col violino che, scacciato da un locale, riesce a restarvi mettendosi a suonare “Giovinezza”. Credo che simboleggi i cambiamenti epocali per i quali i poteri maggiori spingono in Calabria. E i crimini collegati, devo aggiungere. La promessa degli screening mammografici servì a Margaret Thatcher a vincere le elezioni nel 1987. Venti anni fa in UK un importante chirurgo della mammella lo ricordava nell’auspicare che gli screening mammografici fossero buttati nella discarica (12). I politici, insieme a forze di polizia e magistrati, stanno fornendo il Meridione come discarica degli screening mammografici.
Le frodi biomediche istituzionalizzate godono dei servizi dello Stato. Non solo nella diffusione del falso, ma anche nella soppressione more mafioso delle voci di critica e denuncia, indispensabile quest’ultima ad una “scienza” che ha i piedi di argilla; e indispensabile a inganni inconfessabili, che riguardano la salute e su di essa incidono negativamente. Il mio caso mostra come venga mantenuta, con l’uso criminale del potere dello Stato, l’enorme discrepanza tra le informazioni disponibili nella letteratura scientifica e quanto viene fatto credere al pubblico sugli screening mammografici. Il trattamento di assassinio morale cui lo Stato mi sottopone si è accentuato negli ultimi mesi, con la crisi dell’ILVA e l’affiorare delle complicità istituzionali che avevo descritto nel denunciare manipolazioni dello Stato, con risvolti inconfessabili quanto a tutela della salute (4).
Nel chiedere che mi venga consentito di pagare quanto mi si impone, faccio dono al Comune di Lamezia di due libri: uno sul carattere fraudolento dello screening mammografico, l’altro su come frodi mediche del genere costituiscano una forma di mafia (13). Spediti da Amazon. Il noto autore (50000 citazioni sulle riviste scientifiche) annovera gli screening, come quello del quale i neoeletti del Comune si fregiano, tra le maggiori cause di peggioramento delle condizioni di salute in popolazioni occidentali. Non faccio parte della comunità di Lamezia, ma sono legato alla città dei miei genitori. Le storie della Sambiase degli anni ’40 e ‘50, quando la malattia e la miseria si intrecciavano, hanno avuto parte nella mia scelta di diventare medico. La crescita economica ha dissolto quelle tragedie individuali, ma ha anche creato nuovi mali di larga scala, come quello degli screening scaricati al Sud; sostenuti da apparati di Stato con apparati e metodi che costituiscono una mafia – intoccabile – dietro all’antimafia.
Segnalo inoltre ai magistrati i due libri, rilevanti per la trasformazione gattopardesca in corso dei vecchi obbrobri della sanità e del malaffare al Sud in forme più moderne e sottili ma pure abiette. Sono rilevanti anche per i crimini dell’altra mafia, quella del mondo legale – cui la cronicizzazione della lotta alle cosche e ndrine fa da copertura – alla quale la loro categoria sta fornendo impunità e complicità attiva. I magistrati attribuiscono l’impunità sui grandi crimini che hanno pilotato la storia del Paese ai depistaggi. In questi giorni assistiamo al rimpallo desolante di responsabilità per il depistaggio sulla strage di Via D’Amelio. Connivenze e ruoli attivi della magistratura (14) vengono negati o sottovalutati. Ciò che espongo è un esempio dei crimini che sono ignorati dal pipelining giudiziario mentre ci si occupa dei crimini di 40 anni prima. Il mio caso mostra come mentre sono lasciati impuniti per decenni picchi criminali come le stragi, avvenga che crimini eversivi striscianti siano praticati in maniera continuativa impunemente per decenni.
Distinti saluti
Francesco Pansera
Dr Francesco Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia
All.
Note
Dove non altrimenti specificato, i titoli si riferiscono a miei articoli postati nel sito ‘menici60d15’.
1 Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte. 2 La questua delle multinazionali.
Un certificato di decenza per le attività antimafia. 3 Demenza senile e demenza morale.
4 ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato.
5 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia abusiva della tiroide.
6 La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “nave dei veleni”. Quando “Less is more”.
7 I cancri che non sono cancro. Attenti a Scilla.
La raffinazione della paura.
8 Commento al post “Mafia, in libreria Cosa nostra Spa del magistrato Ardita: “Una grande impresa che incrocia il fatturato con gli interessi dei colletti bianchi”. 6 febbraio 2020. In: Brescia non solo bombe.
9 I professionisti della metamafia.
10 Lamezia, il via al primo consiglio comunale. Il Lametino, 21 dicembre 2019.
11 Woloshin S Schwartz LM Not so stories. How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345, e5132.
12 M. Baum. Breast screening should be scrapped. The Guardian, 2 ago 2011.
13 Gotzsche P. Mammography screening. Truth, lies and controversy. Radcliffe, 2012. Gotzsche P. Deadly medicines and organized crime. Radcliffe, 2013.
14 I depistaggi a stupro continuato.
La maledizione di Piazza Fontana, G. Salvini, Chiarelettere 2019
§ § §
Brescia, 1 settembre 2020
Procuratore della Repubblica
Salerno
Dr. Giuseppe Borrelli
ricezioneatti.procura.salerno@giustizia.it
Dr. Luigi Abete
Presidente BNL
bnl@pec.bnlmail.it
Dr. Roberto Castagna
Segretario generale UIL Cosenza
cspcosenza@pecert.uil.it
e p.c.
Dr. Dario Franceschini
Ministro per i Beni culturali
mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it
Procedure Parmaliana: la lupara bianca amministrativa di versamento di imposte
Il versamento delle mie imposte sul reddito, acconto di luglio, fatto eseguire dal CAF UIL di Cosenza e dallo stesso inviato tramite pagamento telematico dal mio conto corrente BNL, risulta non solo non effettuato, ma scomparso. Per il CAF UIL di Cosenza la banca ha rifiutato il versamento, come è scritto testualmente sulla ricevuta dell’Ag. delle Entrate (all.). Per la BNL, sig.ra Beluffi, non risulterebbe alcuna operazione di versamento e devo rivolgermi alla UIL. Chiedo a entrambe le parti, banca e sindacato, di verificare, riportare alla luce quanto avvenuto al pagamento delle imposte loro affidato, di eseguirlo, e di farmi avere copia degli F24 che contrariamente a quanto mi è stato fatto firmare non ho ricevuto. Riporto la ricostruzione del tormentato iter a oggi 1 settembre 2020, con allegata documentazione. Ritengo opportuno anche lasciare memoria, delineando il contesto nel quale questo ennesimo episodio di mobbing fiscale, il più recente di una serie che dura da molti anni, ha luogo.
Sono infatti abituato a questo genere di blocchi e ingiusti danni sul fisco, che ricevevo da anni senza interruzione. Questo è il quarto pagamento al fisco su quattro ad avere strani problemi dal dicembre 2019. Anche allora la BNL contribuì alla confusione. Per il boicottaggio del mio commercialista dovetti rivolgermi al presidente dell’Ordine dei commercialisti, Mion. Ciò non ha evitato il boicottaggio: pagamenti in ritardo, e dichiarazione dei redditi depositata solo a febbraio, ciò venendomi comunicato dal commercialista a fine marzo, subito dopo un mio post su Franceschini, il patron di Mion (Commento al post de Il Fatto “Coronavirus, Franceschini alle opposizioni: “Non possiamo permetterci polemiche, collaboriamo. C’è totale abnegazione, Conte va ringraziato”. In: mio sito, “Coronavirus” 23 marzo 2020). Il ritardo del commercialista a sua volta è stato giudicato dal CAF UIL di Cosenza motivo per dubitare della veridicità dei documenti presentati e sottopormi a procedura speciale; che ha preceduto questo ulteriore intoppo (v. riepilogo sotto). Sto pensando di intitolare la prossima lettera sull’episodio di mobbing fiscale che sarà successivo a questo “Il ministro dei beni culturali Franceschini e la tutela della cultura mafiosa”; e di svilupparvi la mia teoria, basata sull’esperienza, su come le sorgenti nascoste che alimentano la cultura mafiosa si trovino in luoghi insospettabili.
A febbraio mi è arrivata una cartella da Lamezia Terme, seguita dal rifiuto, come qui, di accettarne il pagamento, comunicatomi da BNL. Ne ho scritto al comune di Lamezia e a tre uffici giudiziari, insieme a commenti sui danni delle “prevenzione” in medicina che gli amministratori calabresi vogliono estendere a questa regione (v. nel mio sito “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”). Le reiterazione ostentata e a raffica degli abusi dopo averne scritto a magistrati non rafforza la mia stima nei loro confronti. Gli eventi del Covid solo apparentemente hanno offuscato il tema della lettera: la disinformazione e i trucchi sulla “prevenzione” pre-covid aiutano a capire quelli sulla attuale asserita prevenzione del ritorno di questa epidemia, che tra le sue anomalie ha quella di essere spacciata per permanente. Oltre ad avere meccanismi iatrogeni e di profezia che si autoavvera, gli schemi che sono già rodati per gli screening oncologici. E i cui effetti nocivi sulla salute, mi auguro che le mie parole si perdano, si vedranno in futuro.
A Giugno, alla BNL di Cosenza, un episodio gratuito e meschino volto a insultare e intimidire (v. nel mio sito “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”). Negli ultimi tre casi sono coinvolti BNL e notabilato calabrese. Mentre si elargiscono bonus a chi non ne ha bisogno né li merita, si impesta e si fa pagare oltre il già esoso dovuto a un medico critico della gestione per il covid.
Al conflitto tra le mie posizioni e quelle di BNL su Telethon (v. nel mito sito “La questua delle multinazionali”; e “Un certificato di decenza per le attività antimafia”) si è aggiunta la mia critica alla operazione covid (nel mio sito: “Coronavirus”). Telethon ora nella sua propaganda in tv sostiene che le sue ricerche aiutino anche lo sviluppo di cure per il covid. Un’allusione alla tecnologia genetica, non ben testata, dei vaccini a mRNA, che va a incidere sui meccanismi genetici delle cellule ospite di intere popolazioni. Un “vaccino” che non è più un bersaglio inerte col quale stimolare la risposta immune, ma che si mette a comandare alle cellule umane cosa produrre. A parte le critiche sull’utilità e i dubbi sull’efficacia, è descritto un potenziale di gravi effetti avversi; e – dietro alle immagini tv di bambini infelici e genitori in lacrime – enormi ritorni economici, es. dettagliati in un report in vendita al prezzo di 2299 $ cadauno (mRNA Vaccine and Therapeutics Market Size 2020 | Global Industry Report, Analysis, Growth, Trends and Forecast 2020-2025. Marketwatch, 28 maggio 2020).
Per me ci sono notevoli punti in comune tra le due campagne (nel mio sito: “Il gap potenza-conoscenza”), che si basano sullo stesso genere di rapporto insano tra affettività e razionalità (in preparazione). Sono contrario a quel genere di medicina che le banche favoriscono, data la sua natura speculativa, che sta portando a legami sempre più stretti tra finanza e medicina, come testimoniato dal recente affidamento a Monti di “riformare” la sanità europea da parte dell’OMS (v. nel mio sito “La generosità del governo Monti verso le multinazionali”). Una medicina dei banchieri che dato il suo ampio ricorso alla frode necessita dell’eliminazione della voci di denuncia.
La UIL, insieme a CGIL e CISL, sta sostenendo una campagna di vaccinazione antiinfluenzale in nome della lotta al Covid. Io ho denunciato alla magistratura – Procura di Salerno – l’ordinanza della presidente della regione Calabria Santelli che rende obbligatoria tale vaccinazione per alcuni gruppi (v. 29 giugno 2020 in “Coronavirus”). Mostrando come si vogliano obbligare fasce di popolazione – le più vulnerabili – a sottoporsi a un trattamento medico preventivo per il quale esistono evidenze che favorisca ciò che secondo chi lo propugna o impone dovrebbe indirettamente prevenire; oltre a numerose critiche di esperti sulla sua scarsa utilità e dannosità intrinseca. (Stanno circolando anche versioni fake di quanto denuncio, per le quali il vaccino antinfluenzale conterrebbe il virus del covid; un ductus subtilis che accresce la disinformazione).
Sono abituato anche a quelle forme particolari di archiviazione o di respingimento di denunce – su pratiche mediche commerciali che provocano morti, lesioni, frodi allo Stato e ai privati – che alla connivenza istituzionale aggiungono il bersagliare il denunciante con rappresaglie a fine di intimidazione, discredito, logoramento. Tramite abusi, omissioni, boicottaggi, provocazioni, mobbing, gaslighting. Il cui carattere continuativo e incessante configura autentiche forme di violenza fisica. Che rafforzano la mia convinzione che non solo come è stato detto la forza della mafia si trovi al di fuori della mafia, ma anche la sua origine, il nucleo culturale che la genera, siano esterni alle note forme mafiose, cosche, ndrine; e che in una società dove una qualità mafiosa dei rapporti sia tutelata dalle istituzioni la criminalità assuma forme mafiose di conseguenza. Forme criminali che, sui generis, costituiscono l’estremo, bestiale ma derivato rispetto alla sorgente, dello spettro di un costume accettato e alimentato; e che vengono esibite come uniche per occultare le sezioni centrali dello spettro, quelle funzionali agli affari illeciti del cosiddetto mondo civile.
Distinti saluti
Francesco Pansera
Sito: menici60d15.
Riassunto episodio CAF UIL-BNL estate 2020 all’1 settembre. Con 9 allegati.
Il 21 luglio 2020, trovandomi a Spezzano della Sila (Cs) mi sono recato con la mia compagna presso il CAF Uil di Cosenza, Piazza Impastato, tel. 0984 825128, dove ho chiesto all’addetta, signora Maria, di preparare il modello Unico per la dichiarazione dei redditi. La sera dello stesso giorno la signora mi ha telefonato, dicendomi che c’era un problema con la dichiarazione dell’anno precedente, della quale le avevo lasciato copia; mi invitava a tornare di persona al CAF per spiegarmelo, * rifiutando di dirmi di cosa si trattasse per telefono. Tornati a Cosenza il 22 luglio, la signora ha spiegato che gli F24 di dicembre 2019 e la ricevuta di accoglimento della dichiarazione dei redditi 2019 tramessimi dal mio commercialista (all.1), non davano sufficienti garanzie di veridicità, e che dovevo fornire prova di avere pagato le imposte per quel periodo. *Le ho detto di avere subito, dopo una lunga catena di incredibili errori, ammessi e di concerto con errori dell’Ag. delle Entrata, catena durata anni, un boicottaggio franco dal mio commercialista, dr. Rambaldini (consulente del tribunale di Brescia), e di avere dovuto appellarmi al presidente l’Ordine dei commercialisti di Verona, dr. Mion, perché il dr. Rambaldini assolvesse i suoi doveri. *L’intervento dell’Ordine non ha evitato, e anzi ha catalizzato, ulteriori ritardi nella dichiarazione e penali. I documenti in mio possesso sono stati prodotti dal dr. Rambaldini *solo dopo avere fatto intervenire l’Ordine; a me, che pure non ho competenze specifiche, sembravano sufficienti. *Ora parrebbe che l’Ordine non abbia evitato il rilascio di documentazione non adeguata. Ho commentato che “la mafia non è solo quella che mostra Gratteri” e ho aggiunto che avendo osato chiedere legalità all’Ordine professionale nel dicembre 2019, dai mesi successivi ho ricevuto un aggravamento dei “disguidi” che da anni compaiono nel pagamento delle tasse, gratuiti e costanti (e ai quali la BNL non è affatto estranea; le pregresse responsabilità di BNL nei miei confronti sono troppo gravi per poter essere riportate qui; e appaiono essere in recrudescenza, in concorso con altri, in occasione della crisi covid). Ho presentato alla sig.ra Maria copia dell’estratto conto BNL dal quale si evince che le tasse erano state versate (all. 2) ma non è bastato: mi ha detto che dovevo ottenere dalla BNL una ricevuta dell’avvenuto pagamento. Tornato a Spezzano, *dopo 58 minuti al centralino clienti della BNL e varie indicazioni errate, mi sono stati dati due numeri di cellulare dell’ag. di V. Crocifissa di Rosa, Brescia, dove ho il conto: quello del sig. Vallelunga e quello della sig.ra Beluffi. Ho chiamato il sig. Vallelunga, che la sera del giorno successivo, 23 luglio, mi ha mandato per email la ricevuta (all. 3). Il 24 luglio siamo tornati a Cosenza e ho consegnato la ricevuta. *Che però mi è stata restituita. Mi è stata fatta invece compilare un’autodichiarazione (all. 4), *che evidentemente si è ritenuto di non farmi compilare dall’inizio. Il modello Unico è stato preparato, e ho pagato la consulenza e l’invio telematico dell’imposta tramite IBAN (all.5). Siamo stati fatti accomodare in sala d’attesa per ricevere l’F24. Dopo un poco la signora Maria è venuta e ha detto che non era possibile darmelo subito. Si è fatta dare la mia email e ha detto che me lo avrebbe inviato al più presto: “sarà mia cura” le sue parole. *Ma, nonostante io abbia firmato di avere ricevuto l’F24, non l’ho ad oggi, 6 agosto, 2020, ricevuto.
Sono rimasto in attesa. *Il 3 agosto 2020 la sig.ra Beluffi, con la quale non avevo avuto alcun contatto, mi ha mandato una email (all.6) che ha aggiunto perplessità, non comprendendone io il senso, e dato che quanto chiesto al sig. Vallelunga mi era stato inviato e la questione sembrava risolta. L’email dice di non avere documentazione e aggiunge che le quietanze delle deleghe F24 sono nel cassetto fiscale del cliente. Mi sono comunque procurato lo SPID, e sono entrato nel sito dell’Ag. delle Entrate, cassetto fiscale, dove non ho trovato tasse pagate. Così il 5 agosto ho chiamato il Caf Uil, ricordando l’impegno a inviarmi l’F24. Mi è stato risposto che la sig. Maria era assente, ma avrebbero riferito. Dopo pochi minuti è arrivata una email del Caf che dice che il versamento telematico è stato rifiutato. E’ allegata copia della ricevuta Ag. delle Entrate Entratel, datata 4 agosto 2020, che riporta che *la banca ha rifiutato il versamento senza specificare il motivo. (all.7). Mi ha anche chiamato una signora del Caf, dicendo che avevo chiamato a un numero sbagliato, e che lei, pur chiamandosi anche lei Maria, non aveva nulla a che fare con l’invio della email del pagamento respinto. *Continuo a non avere ricevuto l’F24. Ho chiamato quindi il sig. Vallelunga della BNL di Brescia, per avere spiegazioni sul pagamento respinto. Mi ha risposto una sig.ra Alice, che ha detto che avrebbe riferito alla sig.ra Beluffi, il sig. Vallelunga essendo in vacanza. Il giorno stesso la sig. ra Beluffi mi ha inviato un email (all. 8), alla quale ho risposto col presente resoconto aggiornato al, chiedendole cortesemente di farmi sapere come mai il pagamento telematico non sia andato a buon fine, e risulti essere stato rifiutato dalla banca. La risposta della sig.ra Beluffi (all. 9) * invece che chiarire la situazione la ingarbuglia ulteriormente, il pagamento respinto diventando uno scomparso da “Chi l’ha visto” che la banca non avrebbe gli strumenti di identificare senza una particolare collaborazione di terzi che ho già illustrato essere carente nelle sue forme normali. Il 12 agosto mi ha telefonato il sig. Vallelunga della BNL, per informarsi su cosa stessi facendo a proposito. Ha confermato che alla BNL non risulta nulla, e mi ha suggerito di lasciare passare Ferragosto e rivolgermi alla UIL, tornando ancora alla sede del CAF. Ho fatto presente che la UIL ha prodotto una ricevuta dell’Ag. delle Entrate dove è scritto che la banca ha rifiutato il pagamento, e gli ho chiesto che la BNL contattasse UIL, ma ha rifiutato. L’1 settembre ho quindi scritto per PEC a BNL e CAF Uil (v. sopra), allegando il presente resoconto.

§ § §
Brescia, 18 settembre 2020
Dr. Roberto Castagna
Segretario generale UIL Cosenza
cspcosenza@pecert.uil.it
CAFUIL Cosenza
Piazza Giuseppe Impastato
cafuil.cs0@pec.cafuil.it
Procedure Parmaliana: la lupara bianca amministrativa di versamento di imposte
Il 17 settembre 2020, oltre 40 giorni dopo averle mostrato la ricevuta della Agenzia delle Entrate che mi avete inviato il 5 luglio (All. 1) e averle chiesto perché il pagamento telematico delle imposte risulta rifiutato, la BNL mi ha risposto che sulla ricevuta risulta il codice di una banca diversa, presso la quale io non ho un conto. Non mi è stato detto di quale banca si tratta.
Vi chiedo cortesemente:
1.di rendermi noto il codice Iban che avete usato per il pagamento telematico delle mie imposte.
2 di inviarmi copia della documentazione dalla quale lo avete trascritto.
3 di inviarmi finalmente gli F24, aggiornati al ritardo, in modo da permettermi di provvedere per conto mio all’effettuazione dei pagamenti.
Allego anche copia di un articolo de Il Fatto del 17 settembre2020, sugli effetti pro-covid del vaccino antinfluenzale che la presidente Santelli vuole obbligatorio e la cui somministrazione la triplice sindacale caldeggia.
Distinti saluti
Francesco Pansera
§ § §
I conti di Ambrosoli e quelli di Rambaldini
Il 17 settembre 2020 mi ha telefonato la BNL, sig. Vallelunga, dicendomi che il codice banca sulla ricevuta dell’Ag. delle entrate (v. sopra) non è quello della BNL. E che deve essere stato inserito un IBAN di un diverso conto corrente. L’ho riferito al CAF UIL di Cosenza, che mi detto di avere usato l’IBAN riportato sugli F24 che ho presentato. Rambaldini ha pagato, con mesi di ritardo, col mio IBAN, ma ha apposto un IBAN diverso sugli F24 che mi ha inviato in “anteprima” per la mia approvazione. Senza mai consegnarmi quelli definitivi. Ma non c’è stato solo Rambaldini. Il CAF UIL non ha verificato, nonostante la pantomima sulla dubbia affidabilità dei documenti prodotti dal commercialista veronese, ed è rimasto zitto e inerte anche dopo la lettera inviata al segretario regionale (v. sopra). L’Ag. delle entrate, con la sua anagrafe tributaria che le fa vedere che Tizio vuole pagare le tasse con il conto di Caio, non ha detto nulla; come la banca di Caio, che ha solo respinto il pagamento restando altrimenti muta. La BNL nonostante mie pressanti richieste e la lettera ad Abete (v. sopra) ci ha messo 40 giorni ad accorgersi che il pagamento era stato digitato col codice di una banca diversa.
Io avrei “avallato” l’errore trappola di Rambaldini, secondo il termine usato al telefono dall’addetto UIL, non accorgendomi, come apparentemente non si sono accorti loro anche dopo il rifiuto del versamento e per settimane dopo le mie sollecitazioni nei loro confronti, che l’IBAN era fasullo. Il trabocchetto sarebbe stato comunque difficile da individuare (per me , non per chi si occupa per professione di queste carte, come CAF, BNL, Ag. Entrate). Ho pensato come Ambrosoli, che scrisse alla moglie che non lo avrebbero ucciso perché si sarebbe capito chi fossero i mandanti (o come Mattei, che deve avere creduto che la presenza del giornalista USA sul suo aereo lo tutelava). Ho pensato che Rambaldini, che interrompeva il suo boicottaggio perché gli aveva detto di farlo il presidente dell’Ordine dei commercialisti Mion – pupillo di Dario Franceschini – al quale mi ero rivolto, riferendo abusi che dovrebbero portare a un provvedimento disciplinare; che mi si è presentato come consulente del tribunale di Brescia (presidente attuale Vittorio Masia) tanto che una volta mi disse di incontrarci davanti agli uffici giudiziari, non avrebbe ulteriormente praticato ulteriori ostruzionismi e boicottaggi; come invece ha fatto, accentuando in maniera beffarda il loro carattere volontario. Ma Ambrosoli, e Mattei, che erano degli isolati, ragionavano con una testa diversa da quella dei Sindona, Andreotti, Aricò, e della nutrita compagnia di ometti che si occupano di me.
§ § §
Il ministro dei Beni culturali Franceschini e la tutela della cultura mafiosa
“Questa gliela facciamo pagare […] Lo dobbiamo ammazzare. […] Saprà con chi ha a che fare. […] passerà gli anni suoi a difendersi». G. Chiaravalloti, già Procuratore generale in Calabria
“Giudici a lezione con le banche sul reato di usura. […] Sarebbe come invitare i magistrati a lezione antimafia nelle ville di Totò Riina o Bernardo Provenzano». (V. Imperatore. Io so e ho le prove. Confessioni di un ex manager bancario, 2014,)
Alla mia richiesta al presidente dell’Ordine dei commercialisti di Verona Alberto Mion di fare in modo che il suo iscritto Rambaldini seguisse un comportamento corretto è seguita sì una interruzione dell’ostruzionismo a uccel di bosco di Rambaldini, ma anche una scarica ulteriore di mobbing e danni sulla dichiarazione dei redditi, tra Verona, Brescia, Lamezia e Cosenza. I boicottaggi di Rambaldini sono continuati, e hanno assunto un tono beffardo. Es. il 16 dicembre Rambaldini in seguito alla mia segnalazione finalmente mi risponde:
“On 12/16/19 12:31 PM, erik rambaldini wrote:
Buon giorno dott. Pansera,
nessun aggiornamento rispetto a quanto già trasmesso.
Accludo i modelli F24 per la dichiarazione dei redditi allegata e che spedirò, salvo Sue osservazioni.
In scadenza oggi vi è:
imu tot. Xxxx e irpef di Euro xxxx per un totale di euro xxxx,xx.
Mi faccia sapere se posso inserire i pagamenti per oggi sul conto già utilizzato.
Resto in attesa.
Erik Rambaldini
Il giorno lun 16 dic 2019 alle ore 12:41 menici60d15 <menici60d15@gmail.com> ha scritto:
Buongiorno dr. Rambaldini
Inserisca i pagamenti, grazie.
Mi faccia sapere per favore di eventuali altri adempimenti.
Francesco Pansera
On 2/28/20 5:17 PM, erik rambaldini wrote:
Buon pomeriggio dott. Pansera,
posso chiederLe se posso inviare la dichiarazione dei redditi che avevo accluso? Non ho ricevuto Sue comunicazioni.
Ringrazio
Erik rambaldini [sic]
Il giorno ven 28 feb 2020 alle ore 19:00 menici60d15 <menici60d15@gmail.com> ha scritto:
Buona sera dr Rambaldini
Ma certo, invii la dichiarazione. Come si legge sotto, con la sua email del 16 dic 2019 lei mi ha detto che l’avrebbe spedita “salvo” mie osservazioni. Io non le ho comunicato alcuna osservazione, pensando che quindi avrebbe presentato la dichiarazione. (Cosa che avevo cercato di sollecitarle invano da mesi, essendo riuscito ad avere una sua risposta solo rivolgendomi all’Ordine professionale). Ho solo risposto affermativamente alla sua richiesta di permesso di inserire i pagamenti. Può cortesemente dirmi perché non ha applicato lo “opt out” da lei stabilito, e ora, oltre due mesi dopo, lo trasforma in un “opt in” (peraltro, date le circostanze, contrario allo “id quod plerumque accidit”) ? Le chiedo inoltre cortesemente di rendermi nota la mia posizione – a dichiarazione finalmente presentata – rispetto a dichiarazione dei redditi, IMU, eventuali sanzioni da ritardo, e altre eventuali sorprese.
Grazie
25 marz 2020 dopo avere postato il commento sul patron di Mion Franceschini (Commento al post de Il Fatto “Coronavirus, Franceschini alle opposizioni: “Non possiamo permetterci polemiche, collaboriamo. C’è totale abnegazione, Conte va ringraziato”. In: mio sito, ” Coronavirus ” 23 marzo 2020):
Buon giorno Dottor Pansera,
spero che l’emergenza sanitaria passi quanto prima.
Allego la dichiarazione fiscale inviata con la ricevuta di pagamento.
Il termine per l’invio della dichiarazione era fissato al prossimo 2/3/2020, tenuto conto della scadenza già differita per DL. 34/2019 dal 30/9/2019 al 2/12/2019 con termine finale per la presentazione al 2/3/2020.
Per la Sua posizione fiscale, invitandoLa a rileggere le precedenti mail, Lei sta pagando imposte locali, legga IMU e TARI (acconto e saldo), che mi risultano versate e le imposte sui redditi (saldo e acconto), derivanti dagli affitti.
Le allego inoltre un articolo sulle stesse scadenze relative alla “nuova” Imu.
Mi permetto chiederLe di rivolgersi a un altro professionista o Centro di assistenza fiscale, in quanto a seguito di una ristrutturazione di studio e per il particolare periodo di emergenza ho scelto di non occuparmi delle persone fisiche.
Cordialità.
Erik Rambaldini”
I motivi per i quali si è ritenuto vantaggioso praticare di tali comportamenti sono da ricercare nel trattamento generale che ricevo. Che appare seguire le regole di un manuale di mobbing sistematico. Questo è il capitolo del mobbing sulla dichiarazione dei redditi. La reiterazione e l’aggravamento in seguito al mio rivolgermi all’istituzione deputata al controllo di legalità fa parte dei principi generali, che comprendono quello che ad ogni richiesta di giustizia verso istituzioni bisogna rispondere con una rappresaglia che moltiplichi per 2 o per 4 il danno e l’offesa.
Il movente più importante è la soppressione nell’operazione Covid delle voci scomode che evidenziano che l’epidemia è la parafrasi virologica, sgangherata sul piano scientifico, criminale nella sua parte reale, gigantesca su quello della propaganda, di una operazione politica decisa dall’alto.
Un terzo fattore è la tradizionale tutela della cultura mafiosa. Le epurazioni si possono affidare alla mafia di cosca, o all’altra mafia, quella istituzionale. La cultura mafiosa delle burocrazie e dei poteri dello Stato, della quale magistrati e politici come Franceschini sono i severi custodi. Cultura che cribadisce contro chi osi ribellarsi a soprusi e vessazioni chiedendo legalità che la legge che conta è la sua, non quella scritta. Rivolgersi allo Stato ufficiale contro l’ingiustizia è come denunciare i taglieggiamenti di una cosca; lìimpudente deve essere punito, aumentandogli il pizzo.
L’episodio, insieme ad altri, mostra anche l’evoluzione della cultura mafiosa, insieme a quella politica, dal lupesco al murino, cioè verso l’uso di trucchetti miserabili tipici della cultura manageriale. Essendomi stato concesso, con un supplemento per il “ravvedimento”, di pagare l’Irpef, ho postato questo, censurato da Il Fatto.
Commento al post “la guida al referendum di Marco Travaglio. 18 settembre 2020
“Per orientarsi su questo referendum è utile la lettura del libro del collaboratore de Il Fatto Vincenzo Imperatore, “Io so e ho le prove”. Nello svelare gli imbrogli del nuovo corso delle banche descrive anche l’ascesa di un nuovo tipo umano: il manager. Che, privo di scrupoli, criminale per mediocrità piuttosto che per spessore escogita e applica qualsiasi miserabile trucco per ingannare il cliente a vantaggio di chi lo ricompenserà per questo. Mi appresto a scrivere a un ministro in carica sulla rappresaglia mafiosa di un suo protetto, messa in atto, godendo di estese complicità, per avere osato chiedere legalità. Il libro di Imperatore è stato un eye-opener: non è solo cultura mafiosa. La mafiosità della borghesia parassitaria si sta fondendo con quella manageriale. Stessa sociopatia, modi diversi. Meno esibizione di violenza, più machiavellismi.
La mutazione antropologica del potere e dei suoi quadri non riguarda solo le banche, ma l’intera società e la politica. Questo referendum introduce il nuovo corso ponendo una falsa alternativa tra la vecchia cultura mafioide del politico-capobastone locale e quella manageriale del politico-weasel, poco radicato nel territorio, che persegue gli obiettivi imposti dell’alto recitando i copioni predisposti dal marketing; con uno zelo mercenario, una determinazione murina che porterà a rimpiangere quella lupesca dei vecchi farabutti.”
Si dice che la mafia si sarebbe “inabissata”. La mafia istituzionale si è adattata ai tempi, fondendosi con la meticolosa disonestà manageriale e adottandone gli strumenti. Un doppio cambiamento: da un lato la cultura mafiosa, così ammodernata, si pone al servizio di interessi delle maggiori dimensioni. Dall’altro si mimetizza adottando le tecniche del management, microscopiche ma pervasive e asfissianti. Una mafia che, fermo restando il suo nucleo sociopatico, da lupesca assume tratti murini. Evocando, piuttosto che l’immagine di uno squalo o di un cetaceo carnivoro che torna nell’abisso, quella più aderente di un branco di cani affamati che diviene una torma di topi che si intrufola senza tregua, alla ricerca di tutto ciò che gli riesce di rosicchiare.
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Brescia, 28 settembre 2020
Sig. A Onida
Direzione Generale
Gestione Reclami
reclami@pec.bnlmail.com
Rif. Fascicolo 2020-1-14100
Gentile signor Onida
Il comportamento di BNL è diverso da come lei lo rappresenta nella sua email pec del 25 set 2020. Come mostro nel post “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”, nel mio sito menici60d15, la BNL da anni sta praticando nei miei confronti forme di danneggiamento ingiusto e mobbing. Particolarmente disonorevoli, perché oltre a danneggiare la mia persona vanno a favorire le frodi in campo medico che denuncio.
Avevo pensato di non risponderle, per avere una pausa e prendere fiato prima del prossimo abuso. Mi ha richiamato al mio destino la scoperta sul conto online che insieme alla sua lettera e alla concessione di pagare le imposte, con due mesi di ritardo rispetto a quando ho chiesto di farlo e con una conseguente penale allo Stato, è arrivato uno storno verso ignoti di 373,30 euro. Attaccato, con la stessa data contabile del 24 set 2020, al pagamento dell’IRPEF; privo di causale ABI e con descrizione “Impegno generico” (all.).
Vi chiedo quindi cortesemente di farmi sapere a chi avete dato la somma tolta dal mio conto e a quale titolo. E come mai non me ne avete dato comunicazione, e l’avete registrata in modo da non fare sapere nulla al correntista; se non, casualmente, che una quota del suo denaro depositato nella banca è stata data ad altri.
Per lasciare memoria delle circostanze nelle quali vengo messo di continuo di fronte a questi indovinelli maligni, e per compensare quest’ultima delle sensazioni di sconcerto e sconforto provocate dalle cattive sorprese che senza sosta la BNL mi procura, allego anche un mio commento internet di ieri alle parole del governatore della Banca d’Italia Visco, su medicina e banche in questi tempi.
Distinti saluti
Francesco Pansera
27 settembre 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mes, Visco: “Dal punto di vista economico solo vantaggi. Unico problema può essere lo stigma legato a cattivo uso o cattiva comunicazione”
Ci sono cose da non accettare neanche regalate. Es. dosi di droga, che causeranno dipendenza. Capire come la droga omaggio sia in realtà un terribile amo è facile. Altre volte invece l’esca è così appetitosa che riconoscerne la vera natura cozza contro convinzioni profonde. In questi giorni si offrono esami “gratis” per la prevenzione del cancro della mammella. Lo scorso 23 giugno sul JAMA ricercatori australiani, Burton e Stevenson, hanno raccomandato di sospendere l’offerta di questi programmi, salutati come benemeriti, mostrando che il rapporto tra danni da sovradiagnosi e morti per cancro evitate è di 15 a 1.
Il MES “tutti in medicine” è un regalo da rifiutare perché porterà a una medicina for profit che riempie di soldi chi la vende e chi vi scommette in Borsa, ma produce malattia e impoverisce il pubblico. Fare della tecnologia medica un motore di crescita è sì ottimo sul piano economico, perché i rimedi contro le malattie, veri o falsi, si vendono come il pane e a peso d’oro. Ma è una scelta amorale e disperata sul piano etico, perché spinge alla frode e alla iatrogenesi, e premia entrambe facendole divenire moltiplicatori di profitto. Per avere una medicina onesta, limitata ma solida, occorre rinunciare a farne una cornucopia che genera denaro a non finire; e limitarsi a un servizio, dove la spesa è solo quella utile e benefica, ed è messa in pareggio con la remunerazione, in maniera equa ed oculata. La medicina regalo dei banchieri è una polpetta avvelenata.
ccc
Alla scadenza dei 30 giorni, il 26 ottobre 2020, ho ricevuto una telefonata dalla locale agenzia della BNL. Mi è stato detto che il prelievo era un accantonamento per il mobbing fiscale di 9 mesi prima, quello in associazione col comune di Lamezia (v. sopra, 10 giugno 2020), e che è stato cancellato. Minuti dopo è seguita la PEC:
26 ottobre 2020
replica al reclamo del 28 settembre 2020
Gentile signor Pansera,
rispondiamo al suo reclamo del 28 settembre scorso, con il quale lamenta la presenza dell’impegno generico di € 373,30 sul conto corrente Bnl n. 335, a lei intestato.
Esperite le verifiche del caso, apprendiamo della conversazione telefonica intercorsa con il personale della sua agenzia che le ha prontamente spiegato l’accaduto ed ha provveduto alla cancellazione del suddetto impegno.
Rimaniamo a disposizione per eventuali, ulteriori informazioni e inviamo cordiali saluti.
BNL S.p.A. – Gruppo BNP Paribas
Gestione Reclami
A.Onida
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Tasse da ricco e entrate da nullatenente
L’11 novembre 2020 sono andato al CAF delle Acli di Brescia, Via Spalti San Marco, per farmi compilare il saldo dell’IMU. (Mi ero rivolto ai Cobas, che mi hanno risposto di non avere un CAF, e di servirsi di quello delle ACLI). Lì mi è stato detto che l’indicazione della CISL di Cosenza, quella accompagnata dallo scaccolamento dell’addetto all’uscita, di pagare l’acconto di giugno copiando quello dell’anno precedente (v. sopra, 10 giugno 2020. Metamafia e criminalità clericale-massonica in Calabria al tempo del coronavirus) era errata. Non solo: non avrei dovuto pagare l’acconto TASI, errore che la filiale BNL di Cosenza, durante il mobbing e il sequestro, (v. sopra, 10 giugno 2020, ib.) ha assecondato. Lo Stato, che mi manda una cartella esattoriale e mi impedisce di pagarla (v. sopra), non mi impedisce di versargli un’imposta che è stata abolita. Al prezzo di 20 euro a Comune posso chiedere un rimborso. Ho chiesto di farlo per Roma. Mi è stato detto che per questo mi contatteranno le ACLI. Hanno preso il mio numero di telefono. Non solo: mi hanno detto che copiando la dichiarazione del commercialista Rambaldini ho copiato una dichiarazione grossolanamente errata (l’appartamento di Roma sarebbe stato considerato “bottega artigiana”). Quindi mi hanno fatto pagare un cospicuo extra, con ravvedimento. E dovrò pagare cifre esorbitanti in futuro, molto più di quanto costa l’affitto del bilocale dove vivo a Brescia. Le impiegate mi hanno chiesto se non si trattasse di una villa, mostrandosi incredule davanti alla cifra che loro risultava per l’usufrutto del 49% di un appartamento a Via Tevere 20, Roma, interno 7. Sono andate a chiedere a un supervisore, e sono tornate dicendo che confermava. L’Agenzia delle Entrate ha stracaricato di tasse la fonte di reddito che finora mi è stata lasciata. Sfitta dal gennaio 2020, essendo stata lasciata senza neppure comunicarmelo dalla sorosiana ActionAid.
Già ora pago di tasse all’incirca quanto spendo per vivere. Non solo: l’Ag. delle entrate potrà secondo le Acli chiedermi altri soldi ancora dato l’ennesimo boicottaggio (v. sopra) del commercialista Rambaldini, l’infedele consulente del tribunale di Brescia che a quanto mi dicono le ACLI ha aggiunto un’altra manipolazione alle tante; posto che le ACLI si limitino a fare da sponda. La condizione ferrea per la quale non solo devo pagare tasse inique su una situazione economica iniqua, ma ne devo pagare ancora di più di quanto previsto sulla carta, viene mantenuta e aggravata mentre si affonda economicamente il Paese. Si sta usando un sistema analogo a quello classico dei vecchi parassiti della sanità calabrese: lì – lo Stato lo permette – non si pagano le fatture ai privati in modo di pagarle con interessi di mora elevati, qui si altera senza tregua in mille modi (v. sopra) dichiarazioni semplici e sempre uguali perché poi l’Ag. delle Entrate vi ricarichi sanzioni. A condurre la persecuzione sono gli stessi che combattono, a parole, l’antiquato sistema medico mafioso calabrese (Calabria Malata. Sanità, l’altra ndrangheta” di M. Scura). Ma che di fatto lavorano e commettono reati a favore della mafia medica internazionale (v. sopra, “Deadly medicines and organized crime”, il libro di Gotzsche che ho mandato al Comune di Lamezia 3 o 4 mobbing fiscali fa).
L’aspetto positivo di questo sviluppo del togliermi il lavoro, togliermi le entrate e ritagliarmi in maniera fraudolenta una eredità dannosa, e strutturata in modo da non potersene liberare senza cadere in altri danni ingiusti e mobbing, è che non dovrò presentare la dichiarazione dei redditi, essendo lontano dal raggiungere il minimo. Quello negativo è che data la forma a cappio di usuraio che le manine con la tonaca e con la toga hanno dato alla mia situazione economica dovrò comunque pagare tasse elevate; che andranno a finanziare anche le frodi che denuncio ( Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte ) e gli stipendi della criminalità istituzionale che le proteggono occupandosi di me. A sottolineare la minaccia e il ricatto di restare senza denaro ci sarà inoltre la spada di Damocle allestita da Rambaldini delle possibilità di ulteriori cartelle e multe generata facendomi pagare “solo” tot-1 volte il giusto invece che tot volte.
Alle ACLI solito trattamento a “vergini di Sculacciabuchi”: mascherina, doppio controllo della temperatura e zozzerie. L’impiegata esordisce abbassandosi la mascherina e soffiandosi il naso. Poi prosegue parcheggiando a ripetizione sulla piastra di Petri che porta in faccia le dita con le quali mi passa le carte e maneggia la mia carta di credito. Il clero, il maggior proprietario immobiliare in Italia, del quale come gli altri italiani pago l’IMU, ha interesse a colpire chi denuncia le frodi biomediche, questa forma religiosa adatta ai tempi, con la quale intasca soldi insanguinati ( Quando è Pietro che si associa a Simon Mago ). A maggior ragione ora che sostiene quella del covid ( Coronavirus ).
L’associazione tasse e fluidi corporei è per me una costante. Anni fa all’Ag. delle Entrate, dove andai per chiedere informaizioni, l’addetto, un certo Santarsiero, si umettava in continuazione sulla lingua il dito nello sfogliare quanto gli stavo mostrando. Alla Cisl di Brescia, in armonia con quella di Cosenza (v. sopra) la pulizia nasale dell’addetto è da tanti anni parte integrante della dichiarazione dei redditi della mia compagna.
La mia definizione di ottobre (v. sotto) delle mascherine come piastre di Petri l’ho trovata tempo dopo in una lettera di un anestesiologo sul British Medical Journal (Danish mask study: camparing apples and oranges. 23 dic 2020): “the outer surface, being kept moist and warm by the breath, is simply a Petri dish of the virus. Yet nobody is being told that touching the front of the mask after its use means that you are touching a biologically active surface”. Nella tragica farsa covid le “biologically active surfaces” sono sfruttate per aggiornare ai tempi gli immutabili rituali zozzonici (v. 9 ottobre 2020. Raffinatezza intellettuale e profondità culturale della Brescia di Emilio Del Bono e della TIM di Salvatore Rossi. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella). Così che la zozzeria e l’offesa sono aumentate invece che diminuite.






Uscito dal CAF dopo il salasso, caroselli della polizia municipale. Da 20 anni quando torno a casa a piedi dal centro, passate le mura venete che delimitano la città vecchia, Via Spalti San Marco, immancabilmente ricevo un incontro al bacio con un’auto della polizia, il più delle volte della polizia municipale, su quella via o la parallela successiva Via Diaz. Non di rado una doppietta, su entrambe le vie. Da qualche anno questo particolare stalking si è affievolito. Stavolta “la gabella” è stata ripetuta.

Cento metri più giù una vigilessa ferma di spalle, all’imbocco di un passaggio stretto. Seguita pochi secondi dopo da uno straccio che da una finestra mi viene scosso sulla testa con perfetta sincronia, dal quale non posso allontanarmi perchè sono in una strettoia.





Queste vigliaccate da quattro soldi i vigili me le fanno da oltre venti anni, ma sembrava fossero in pausa nell’ultimo paio di anni. Una vigilessa, su un carro attrezzi, ha partecipato anche allo spettacolino preliminare alla “multa”, cioè alla rappresaglia fiscale mista, Rambaldini-Agenzia delle Entrate, dopo che, data la prassi del “fratello” di Mattarella Valotti di farmi schizzare il lerciume della strada dalle macchine spazzatrici di A2A ogni volta che criticavo Mattarella, scrissi di costituzionalisti sacchi di sterco in calze di seta ai costituzionalisti della Consulta nel restituire il documento elettorale (v. 19 marzo 2018, in: La medicina sotto la presidenza Mattarella). Di recente i vigili di Brescia con un escamotage, e aggiungendo il dileggio al danno, hanno fatto sparire la Clio vandalizzata, al cui interno avevo esposto scritti sulle fratellanze tra la mafia istituzionale bresciana e quella calabrese (v. Gli influencer dell’antimafia. In: Milizie bresciane, 8 ottobre 2020).
La tappetata, il tappeto scosso sopra la testa (scuoterlo sulla pubblica via mi pare violi anche qualche regolamento, di quelli da vigili urbani) è divenuta più frequente ora che occorre concentrare le molestie per strada, date le limitazioni alla mobilità. Devo aspettarmela uscendo di casa. Es. il 5 e 6 gennaio 2021, lockdown zona rossa, limitare l’uscita giornaliera ai pochi secondi dell’arrivare al cassonetto e buttare la spazzatura non mi ha salvato da due ben sincronizzate tappetate sulla testa, una per uscita, dal palazzo di fronte. Sono uscito di nuovo il 9, e altra tappetata, associata ad automobile che mi distrae sfiorandomi mentre la tappetatrice si retrae (seguita, dopo la fila sul marciapiede, dalle immancabili mani sulla mascherina dell’impiegata delle Poste; mascherina del resto poi calata a scoprire naso e bocca come una mutanda dall’elastico sfiancato; la volta precedente l’impiegata era senza mascherina, mani direttamente su naso e bocca).
C’è una accentuazione del mobbing mafioide bresciano in questi mesi. Occorre facilitare l’addomesticata magistratura di Brescia, che collude con frodi mediche omicide, occultandone le reali responsabilità e favorendole, come le ho già visto fare per l’omicidio di Ketha Berardi e per Stamina. Stavolta per qualcosa di ancora più grande e grave, di molte volte, e quindi più facile: l’occultamento della preponderante componente iatrogena tra le cause dei decessi che in Lombardia orientale hanno costituito lo knock-on dell’operazione (v. Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale ), in millimetrico allineamento con la folle volontà dolosa che innerva l’operazione covid, cioè il ricercare e fare l’opposto di ciò che tutela la salute come se si fosse impazziti. L’operazione mondiale che colpisce in maniera particolare le persone comuni in Italia, e permette di acquisire ulteriori meriti alla sua classe dirigente compradora. E dove i fondamenti democratici del diritto, quelli sui quali dovrebbe poggiare la legittimità dei magistrati, vengono travolti e distrutti in nome della salute (Thompson S, Ip EC. Covid-19 emergency measures and the impeding authoritarian pandemic. Journal of Law and the Biosciences, 2020). Come testimone di crimini che vanno insabbiati mantenendoli dietro al loro mascheramento di cartapesta, e come oppositore della medicina ancora più corrotta che il covid introduce, ricevo un incremento delle dosi di boicottaggio, mobbing, stalking e minacce. In tanti altri modi; incluso il fisco, un contrappasso adeguato per chi denuncia come il MES sia un doppio cappio, sanitario oltre che economico, e come con l’ordoliberismoe la scientocrazia le frodi mediche strutturali usino le imposte per succhiare denaro.
Il 25 novembre 2020 sono andato a pagare le tasse, all’agenzia BNL di via Crocifissa di Rosa. L’agenzia si trova di fronte al cancello di un parco. Sono entrato dalla parte opposta, dove è la fermata della metro. All’uscita dal parco il cancello ha inquadrato oltre all’agenzia della BNL un’auto della PM che gli è sfilata davanti.


Incidentalmente la foto mostra un’altra forma di molestia; un gaslighting, ovvero molestia che suonando inverosimile fa passare per matto chi la riferisca. Anche quando era permesso ho dovuto smettere di andare a leggere nei parchi di Brescia – peraltro per lo più poveri di alberi e abbondanti di pavimentazione e asfalto – per le molestie sistematiche, come quella di fare defecare i cani davanti alla panchina dove sto leggendo, anche quando è l’unica nel raggio di cinquanta metri, o rottweiler che si aggirano senza guinzaglio e mi annusano quando passeggio per riflettere su ciò che ho letto. C’è inoltre la molestia gaslighting che prevede che non debba mai passare l’entrata nel parco e l’uscita dal parco da solo; anche se è semideserto, come in questo caso. Al ritorno dal pagamento in BNL, un’altra serie di molestie e provocazioni, che appartengono a un altro filone, che non mancherà occasione di illustrare.
Lo stesso giorno delle tasse compilate dal Caf ACLI, 11 novembre 2020, è apparsa la notizia di un protocollo di intesa tra la Procura di Brescia e la Provincia per la catalogazione degli atti sulla strage del 1974. “L’obiettivo è quello di fare luce sulle vicende legate alla strage del 28 maggio 1974” (Giornale di Brescia). L’obiettivo è di nascondere, con la strage dei tempi della tv in bianco e nero, la prostituzione della dirigenza e della magistratura bresciane agli stessi poteri internazionali che vollero quella strage servendone gli attuali crimini eversivi, che per quanto mi riguarda sono in campo biomedico.
Lo stesso giorno è apparsa anche la notizia che nel famedio del cimitero cittadino verrà tumulato Mario Zorzi, il fondatore del reparto di Anatomia patologica. Reparto che appena divenuto universitario, sdoppiandosi, si è occupato di attrarre e assassinare moralmente, su mandato, un medico di ritorno dagli USA, che non voleva avere a che fare con l’università conoscendone la corruzione (fatto il concorso per ospedaliero, sono stato posto contro la mia volontà nel servizio universitario dei due servizi di anatomia patologica degli Spedali Civili), e non chiedeva altro che di lavorare onestamente, mentre studiava e pubblicava da solo su riviste internazionali idee sulle malattie, senza altrimenti propagandarle; una attività di ricerca autonoma, per la quale non chiedeva né finanziamenti né riconoscimenti; ma, libera e in contrasto con le grandi frodi istituzionali, doppiamente inaccettabile per il business biomedico. Che ha dato ai suoi lacchè italiani l’ordine di eliminare l’importuno. Nell’ambito della stessa selezione avversa della quale sono noti i casi di omicidi fisici eccellenti, che ha prodotto questa magistratura e queste forze di polizia; e il genere di medici e ricercatori che oggi spadroneggiano. Toghe, divise e camici che stanno lavorando assieme nell’operazione covid. L’epurazione che elimina i Chinnici e i Falcone e fa andare avanti i magistrati che praticano la dottrina Pizzillo, quella della protezione del grande crimine come protezione dell’economia, ha agito anche in campo medico e scientifico, in forme silenziose; e ora sta dando i suoi frutti.
Con questo delitto la neonata medicina accademica bresciana ha mosso i suoi primi passi. Gli onori funebri all’illustre concittadino coprono quella che chiamo la straccioneria esistenziale: Brescia è adatta a queste cose, data la condizione mentale locale di sentirsi autorizzati a qualsiasi infamia e bassezza, come se si fosse in una condizione di irredimibile miseria materiale, che giustifica il crimine e l’abiezione, per quanto arricchiti.
Il giorno prima, 10 novembre 2020, quando ho prenotato la consulenza al CAF, la mia compagna, insegnante di scuola materna, ha portato a casa, essendole stati per la prima volta consegnati, pacchetti di mascherine da indossare obbligatoriamente. Della ditta FAB, di Paderno Franciacorta, Via delle Guardie 1, a pochi chilometri da Brescia. Non sono più quelle a due strati distribuite fino a quel giorno, ma un modello extrastrong a quattro strati, che sacrifica la respirazione, e facilita quindi lo sviluppo di disturbi, anche respiratori, in nome della filtrazione. Un esempio della monodimensionalità, del considerare solo un fattore (peraltro fittizio) in nome di un “bene” superiore, cancellando come non esistenti i fattori negativi, proprio dell’intera operazione covid. L’accanirsi su un aspetto particolare è parte della descrizione della personalità sociopatica, cioè del criminale innato; come chi detta l’operazione covid, e come i suoi tirapiedi.

Sindaco: Emilio del Bono. Prefetto: Attilio Visconti. Vescovo: Pierantonio Tremolada. Dirigente Ufficio scolastico provinciale di Brescia: Giuseppe Alfredo Bonelli. Comandante Polizia municipale: Roberto Novelli. Presidente Provinciale ACLI: Pierangelo Milesi. Procuratore della Repubblica: Francesco Prete. Presidente Tribunale di Brescia: Vittorio Masia. Procuratore generale: Guido Rispoli.
§ § §
L’11 gennaio 2021 ho ricevuto un avviso di raccomandata. Il Comune di Lamezia mi ingiunge di pagare l’imposta che ho inutilmente chiesto che mi venisse dato modo di pagare un anno prima, rivolgendomi anche alla magistratura (v, sopra 24 febbraio 2020, La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso). La mia richiesta, fatta presente alla magistratura, di avere istruzioni su come pagare è stata ignorata: si è atteso un anno, ed è stata aggiunta una ulteriore sanzione. Appare essere stata detratta la quota non dovuta che la CISL Cosenza e la BNL a Cosenza mi hanno fatto pagare con l’inganno (v. sopra). Del resto, avevo già detto alle ACLI quando nel novembre 2020 si offrirono recuperare la Tasi non dovuta, di limitarsi a quella di Roma: ma la ACLI hanno fatto in modo di creare dalla molestia una ulteriore occasione di molestia danno (v. sotto). Il sindaco e il procuratore sono gli stessi della molestia dell’anno prima, che ora viene aggravata. Si è aperto a Lamezia il maxi-processo Rinascita-Scott, vanto della magistratura calabrese ( v. 30 gennaio 2021 e 21 marzo 2021 in I professionisti della metamafia).
Stavolta è stato allegato il modo di pagare la sanzione. Che non è stato indolore. La consegna della raccomandata da parte di Poste italiane è stata mafioide: avviso di raccomandata mentre ero a casa, un libro consegnato il giorno dopo “nudo”, senza busta e indirizzo, asciugone nella cassetta delle lettere il giorno successivo alla risposta ufficiale delle Poste sul loro comportamento: v. 21 gennaio 2021 in Censura postale delle notizie di reato.
§ § §
Il 21 gennaio 2021, lo stesso giorno dell’asciugone nella cassetta delle lettere, mi chiamano le Acli. Per iniziare la pratica per il rimborso della Tasi non dovuta a Roma. Sono passati 70 giorni da quando eravamo rimasti che avrebbero preparato il reclamo. Appare che si mantengano le pratiche pendenti, anche quelle minime, per usarle come occasione di molestia all’occorrenza, concatenandole con altre molestie. Due giorni prima avevo scritto via email all’Ordine dei giornalisti della Lombardia e al Centro studi Livatino sulla censura di un mio commento allo spot del papa per il vaccino Pfizer (Sfumature di nero. I preti e i mafiosi ). Il 22 gennaio alle ACLI si è ripetuta la scena di novembre. Le esibizioni ravvicinate dei mezzi e degli spazzini della A2A di Mazzoncini jr sono state troppo numerose per riportarle. Addetta ACLI con la solita ginnastica delle dita sulla mascherina che toglie e mette mentre maneggia le carte che mi porgerà. All’uscita delle ACLI, flash della PS coi lampeggianti mentre una tizia senza mascherina mi sbuffa in faccia fumo di sigaretta. Gabella alle mura venete di un convoglio CC e macchina spazzatrice di Mazzoncini jr. Il convoglio CC-spazzatrice si è ripresentato minuti dopo, nel senso di marcia opposto, con la spazzatrice in azione; nello stesso punto dove un’altra esibizione dei CC insieme a un postino (sempre Poste Italiane) che urinava in pubblico, diede inizio all’operazione eversiva congiunta CC – Ordine dei medici – Corte d’appello di Brescia (Milizie bresciane ). Il quel punto il marciapiedi è costeggiato da un muretto: non c’è modo di allontanarsi dagli schizzi di sporco sollevati dalla spazzatrice, in genere riservati a quando scrivo critiche su Mattarella ( I rituali zozzonici della banda Mattarella , La medicina sotto la presidenza Mattarella ). I CC, che appaiono poco adatti a combattimenti di guerra in campo aperto, esibiscono puntigliosi queste tecniche militari nella guerra contro quelli che contrastano il crimine e l’asservimento del Paese. (La triplice associazione di tasse, CC e spazzatrici si è presentata anche durante il mobbing fiscale alla UIL di Cosenza nell’estate 2020, vedi sopra: un furgone bianco con targa CC mi ha scortato più volte da Spezzano a Cosenza, andando al CAF UIL, e le macchine spazzatrici sono apparse in sincrono all’entrata e all’uscita dal CAF UIL). A check point Calipari, come per firma, sgassata di una Panda della associazione Mamrè, accoglienza agli extracomunitari. Fondata da don Pierino Ferrari, prete deceduto nel 2011, che prima che in quello dell’accoglienza (Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà) mise le mani in pasta in un altro business perverso e fintamente evangelico, quello dell’oncologia (Quando è Pietro che si associa a Simon Mago), ben più puzzolente di una sgassata.
Il 21 gennaio segna anche l’insediamento di Biden alla presidenza degli USA. C’è anche da due giorni un nuovo comandante generale dei CC, Teo Luzi. Che ha poi affermato di considerare Greta Thunberg una maestra dalla quale imparare, che indicherebbe ai CC la loro nuova missione. A me pare che il capo di questa forza armata che controlla il Paese abbracci, fingendo di credere alle storielle infantili, il sistema che consente di mettersi al servizio di interessi illeciti della massima scala, sottraendosi al proprio dovere e anzi tradendo il proprio mandato, fino a praticare attività da regime. Con la giustificazione delle due grandi narrazioni pseudoscientifiche attuali, le due ganasce della tenaglia della paura, il global warming dell’ecologismo elitista e la peste del 2020; o meglio la peste cominciata nel 2020. Come per la religione convenzionale che questi nuovi culti soppiantano, il professarsi credente conferisce potere, licenza e arbitrio. Anche il prefetto di Brescia, Visconti, si professa fervente ecologista. Lo stalking con pattuglie miste CC-spazzini mostra il vero volto di questo empito verso un pianeta pulito, e il suo autentico livello etico. Il capo dei NAS, che stanno così valorosamente contribuendo allo sforzo bellico dell’operazione covid, è Paolo Carra.
Non è finita. Il pomeriggio dello stesso giorno 21, un venerdì, le Acli mi hanno richiamato, dicendo che si erano sbagliate, e che dovevo tornare da loro per firmare; la sera stessa.
Ho atteso la mattina del lunedì 25, per lasciare abbassare la tensione che avevano creato, per avere la luce del giorno e il passaggio del coprifuoco da zona rossa ad arancione, e sono andato. Stavolta ero più preparato. La gabella delle mura venete è stata condotta da una vigilanza privata, due auto CC, e un addetto alle multe. Impiegato ACLI col naso fuori della mascherina, che irrora l’esterno che la bocca umidifica e riscalda. Un vero apparato per le culture batteriche. Lo chiamo “la pezza di Visconti”: il prefetto Visconti ha indossato così la mascherina in una apparizione alla tv locale, Teletutto. Tuona contro le persone che abuserebbero delle libertà loro temporaneamente concesse; e cura anche questi aspetti dell’operazione covid. Nell’operazione covid si esalta la controversa trasmissione “airborne”, l’equivalente della teoria miasmatica. La modalità di trasmissione per contatto, tra quelle classiche, vale per giustificare gel e sanificazioni; non vale quando c’è da impestare con quella sudicia schifezza che viene creata obbligando alla mascherina, schifezza potenziata dalla mascherina alla pezza di Visconti. Arrivato il mio turno l’impiegato ha sollevato la mascherina coprendo anche il naso e non l’ha più toccata davanti a me. Solo, presi i fogli che poi mi avrebbe porto è andato via dalla stanza e tornato per tre volte. Quali altre immonde pratiche può avere mai praticato fuori dalla vista? Boh. All’uscita, dove tre giorni prima ho ricevuto lo sbuffo di fumo in faccia mentre passava coi lampeggianti la PS, stavolta un cuoco, con la bustina in testa ma senza mascherina emette un rumoroso sospiro verso di me in sincronia al mio passargli davanti. Sbucando da una porta a lato, senza uscirne. Le Acli hanno anche un ristorante nello stesso edificio del CAF. Il cuoco sospiroso è fuori campo della telecamera.
Gli atti fatti in modo da non venire documentati sono volti ad accrescere la frustrazione e provocare reazioni; l’ho imparato negli anni, così sono pronto quando poco dopo passa una pattuglia CC nello stesso punto dove due volte prima alle ACLI c’era stato lo straccio scosso sopra la testa da una finestra con la vigilessa che faceva la guardia (v. sopra, 11 novembre 2020). E’ nel sottopasso sotto di me; potrebbe essere un invito a sputargli sul tettuccio. Un gesto che cambierebbe le carte in tavola, complici i loro amici magistrati. Per quasi due anni, 2013-2015, gli uItimi anni di vita di mia madre, con le cose messe in modo che non potessi vederla, tra mobbing, stalking e porcate di ogni genere, ogni giornata lavorativa e senza pioggia a Brescia sono andato a sputare sulla statua di Zanardelli, fondatore della P2 storica, posta all’ingresso del palazzo di giustizia di Brescia a lui intitolato; bene in vista nell’andirivieni dell’umanità eterogenea che entra e esce da quel palazzo – altezzosi addetti, vittime, delinquenti – nessuno mi ha mai detto niente. Forse i CC della “tributaria” contavano di ottenere una reazione simile. Invece penso all’esperienza che devono avere accumulato i CC per tutte le volte che hanno ricevuto sputi; a quanti di questi erano meritati; e quanti indotti per i loro intrighi. Affiggo al muretto dove la volta prima ho ricevuto il lancio dello sporco della strada dalla spazzatrice A2A scortata dai CC un foglio che avevo preparato e mi ero portato dietro in previsione delle ulteriori esibizioni di questi militari. Una foto di Salvo D’Acquisto tra altri CC con un commento. I CC, al servizio dei preti, hanno mutuato da loro l’uso ipocrita e antifrastico dell’ immaginetta. Livatino santo per meglio proseguire le pratiche clericali mafiose. Il culto di D’Acquisto mentre si pratica un collaborazionismo vile. Dopo l’affissione, a check point Calipari tandem Trasporto sangue-CC. Questa è la “scorta” per i medici del mio genere nell’operazione covid.
Prefetto: Attilio Visconti. Comandante provinciale CC: Gabriele Iemma. Procuratore: Francesco Prete. Presidente Acli: Martino Troncatti (vice presidente nazionale).
§ § §
Aprile 2021. Ricevo due lettere, entrambe datate 24 marzo 2021. Una, di un avvocato, mi comunica che l’affittuario del magazzino di Lamezia, 215€ al mese, mi verserà l’affitto non pagato e i sei mesi di preavviso per la disdetta. L’affittuario, titolare di una ditta di pompe funebri e di un servizio ambulanze, con una telefonata nel dicembre 2020 aveva ripetuto quanto fatto dalla sorosiana ActionAid 12 mesi prima: recedere dall’affitto e interrompere i pagamenti senza il minimo preavviso (ActionAid non me lo aveva neppure comunicato direttamente, dicendolo solo a mio fratello). Rifiutando la mia richiesta di comunicarmelo per raccomandata, come previsto anche dal contratto. L’imprenditore di Lamezia, la terra dei miei genitori, ha portato così a zero il mio reddito annuale. Ha tenuto a farmi sapere che il recesso è stato dovuto a una sua espansione, avendo acquistato altri immobili nei mesi precedenti; che quindi era previsto con largo anticipo, e che non avrebbe avuto difficoltà a darmi il preavviso. Gli avevo fatto presente come il suo comportamento oltre che illegittimo andasse ad aggiungersi a un trattamento di costante, gratuita, ostentata illegalità volto a favorire grandi interessi illeciti (non ha nemmeno pagato, come previsto dal contratto, le imposte di registro dell’affitto, da dividere al 50%, che ho dovuto pagare io per intero insieme alle sanzioni). Interessi illeciti dello stesso campo, nel caso delle sue ambulanze, dal quale trae profitto (v. Le pubbliche virtù delle ambulanze e il postulato di sacralità delle pratiche mediche stabilite e 3 gennaio 2021 in I professionisti della metamafia ). Ha detto che non gli importava, e che se gli avessi mosso di quelle accuse “ci avrebbe messo un legale”. Ho proseguito a commentare sui blog, come faccio da anni, su come la sbandierata lotta alla ndrangheta copra l’impunità e l’aiuto ad altre forme di grande crimine, espressione dei poteri forti; che si avvantaggiano della impronta culturale mafiosa ubiquitaria nelle istituzioni. Un assetto al quale sono sottoposto, che ho chiamato di “gomorrismo ordoliberista” (4 marzo 2021 I professionisti della metamafia ).
La seconda lettera, ricevuta pochi giorni dopo, è stata una cartella di Aequa Roma, che mi impone di versarle una quota non pagata dell’IMU 2015. Oltre alla stessa data, l’importo è simile: l’avvocato dell’affittuario di comunica che mi verranno versati 1013 euro e l’Aequa Roma me ne richiede 1060. I 4868 euro che l’infedele Rambaldini mi ha fatto pagare per l’IMU 2015 non sono sufficienti. Per l’usufrutto su un centinaio di metri quadri dell’appartamento in Via Tevere – sfitto dal dicembre 2019 – l’IMU 2015 è di 5667 euro, mi dice ora Aequa Roma. Devo darle altri 800 euro più sanzioni e interessi, totale 1060 euro. Nessuna risposta sulla richiesta di rimborso per quanto fattomi pagare in eccesso nel 2020. Si avvera quanto predettomi dalle ACLI, con la sottolineatura per strada dell’arma dei Carabinieri, sulle altre manomissioni di Rambaldini (400-500 euro a parcella per una dichiarazione di un reddito, allora, sui 30000 euro lordi); e si prosegue quell’uso continuo della rappresaglia come risposta alle richieste di legalità, che ho già ricevuto, sempre tramite errori di Rambaldini, quest’anno, e negli anni precedenti. Es. in occasione della restituzione nel 2018 della scheda elettorale alla Corte costituzionale (v. 19 aprile 2018; e 19 maggio 2018, “Gli orologi a carillon del capitalismo mafioso; in La medicina sotto la presidenza Mattarella). Corte che sto criticando sui blog per la sua scattante collaborazione alla rottura degli argini costituzionali (La fraudocrazia ) in occasione del covid. Apprendo in questi giorni che la ciellina Cartabia, attuale ministro di giustizia, pugno di ferro coi bambini da vaccinare obbligatoriamente quando era alla Corte, piuma con i mafiosi (Paura e democrazia ), ha legami con la rete di Soros. Si dice, sull’onda dell’affare loggia Ungheria, che di magistrati legati a Soros ce ne siano diversi.
Pago (dovendo pertanto nel farlo subire ulteriori atti di molestia da BNL e CC, v. 28 aprile 2021 in Sfumature di nero. I preti e i mafiosi) e invio questa:
Brescia, 30 maggio 2021
Dr. Diego De Iorio
Direttore generale
Aequa Roma
aequaroma@pec.aequaroma.it
Dr. Vittorio Masia
Presidente
Tribunale di Brescia
prot.tribunale.brescia@giustiziacert.it
Dr. ssa Angela Barbaglio
Procuratore della Repubblica
Verona
prot.procura.verona@giustiziacert.it
L’uso del fisco nell’eversione di Stato: richiesta di accertamento
“Se ci fosse stato qualche respiratore in più”. Antonio Chiappani, Procuratore di Bergamo. Trasmissione Quarto grado, 19 aprile 2021.
“This method [ventilators] is actually doing more harm than good. The ARDS the whole world is seeing may be nothing more than lung injury caused by ventilator. […] I believe we are treating the wrong disease and I fear that this misguided treatment will lead to a tremendous amount of harm to a great number of people in a very short time.” Kyle-Sidell C. From NYC ICU: Does Covid-19 Really Cause ARDS??!! YouTube. 31 March 2020. Accessed at http://www.youtube.com/watch?v=k9GYTc53r2o&feature=youtu.be on 15 March 2021. Citato in Ann Intern Med 4 mag 2021**.
Ho ricevuto da Aequa Roma un “avviso di accertamento esecutivo in rettifica” n. 116816, per 1060 euro, che ho pagato. La mancanza che mi viene attribuita, ammesso che sussista, è comunque dovuta a un errore del commercialista, dr. Rambaldini. Si inquadra in un continuo trattamento persecutorio tramite il fisco (vedi *, dove sono riportate anche alcune delle circostanze di quest’ultimo episodio). Il dr. Rambaldini, consulente del tribunale di Brescia, di questi errori ne ha seminati da anni in continuazione nelle mie dichiarazioni dei redditi. Ha continuato a farlo anche dopo che ho chiesto l’intervento dell’Ordine dei commercialisti di Verona*. Mi è stato anticipato (CAF Acli, vedi *) che negli anni riceverò altre cartelle e sanzioni, il commercialista avendo minato con errori vari le precedenti dichiarazioni. Invito pertanto Aequa Roma a effettuare verifiche, e a comunicarmi senza ritardo altre cartelle di pagamento per gli altri anni.
Non è una richiesta di giustizia ed equità, alle quali ho rinunciato da molti anni, messo da chi avrebbe dovuto assicurarle in una condizione della quale sarebbe lungo riportare le iniquità e la consumata viziosità. Ho ristretto i miei obiettivi alla sopravvivenza, materiale e morale, e alla testimonianza. (Senza accettare i ricatti sulla prima perché rinunci alla seconda). E’ per sopravvivenza che vi chiedo di non continuare ad aggiungere mobbing fiscale a ingiustizia fiscale, e di comunicarmi le altre “tasse sull’onestà” da parte di un sistema marcio, corrotto a favore dei grandi affari illeciti della medicina come sulle cartelle delle tasse gonfiate e stra-gonfiate ad arte. Cioè chiedo di verificare e comunicarmi gli altri errori del dr. Rambaldini e le relative sanzioni, invece di centellinarli negli anni, aggravandone le sanzioni, per consegnarmeli a orologeria. I danni da stalking e mobbing sono ancora peggiori delle ristrettezze finanziarie nelle quali vengo tenuto e della rovina finanziaria che mi viene prospettata per intimidirmi. Cerco così inoltre di fare deporre il taser fiscale col quale i gabellotti di guardia ai crimini biomedici che denuncio mi colpiscono in puntuale rappresaglia*.
Se poi i magistrati invece di assicurare impunità come sempre fanno, acquisendo così meriti verso la criminalità alta, cominciassero a considerare parte dei loro doveri lavorativi fare in modo che io non sia sistematicamente mobbizzato a oltranza nel pagare le tasse, né con imbrogli di carte né con lo stalking fisico *, tanto meglio. (Sarebbe già un progresso se non lasciassero compiere la solita rappresaglia per avere chiesto di interrompere l’incremento di illegalità).
Venendo alla testimonianza, per trasformare in qualcosa di positivo la libera e sfrenata commissione di abusi e reati, mostro il ruolo del fisco, della magistratura e di altre amministrazioni dello Stato nella preparazione e nella conduzione dell’operazione Covid. Nella giurisdizione di Verona si è potuto praticare impunemente questa forma di sistema Montante. Per il quale se per avere un minimo di legalità e limitare i danni da infedele patrocinio ci si rivolge alla fine a un Ordine professionale, che la legalità dovrebbe tutelarla (diretto da una persona legata all’attuale ministro dei Beni culturali Franceschini) si riceve un incremento beffardo di illegalità dannosa e opprimente. A tutela della cultura mafiosa, un bene culturale da tutelare in maniera ferrea nella concezione della vita pubblica di larga parte della classe dirigente. Vedi “I conti di Ambrosoli e quelli di Rambaldini” in*.
Il dr. Rambaldini si è presentato come consulente del tribunale di Brescia. Questa sua credenziale non ha impedito lo sfruttamento del moral hazard per praticare il pugnalamento alle spalle del patrocinato. Al contrario, la garanzia è servita da mimetizzazione per un trattamento infedele che aiuta i magistrati in questo loro favorire i crimini che denuncio. Fino all’inversione totale tra le persone degne e i reprobi. E allo scambio tra bianco e nero, tra il vero e il falso, tra denuncia e crimine. Come mostra l’affermazione del dr. Chiappani in epigrafe, coerente con la costruzione di un depistaggio e impunità “ipercompensativi” per la strage covid in Lombardia orientale: operando una sostituzione per la quale le armi del delitto, come l’overtreatment con respiratori, o i disegni dell’OMS, “piano pandemico”, divengono doveri mancati ** . Una magistratura che nega i fattori iatrogeni e li definisce insufficienti, assolvendoli e premendo per il loro aggravamento; dando così impulso alla continuazione materiale e ideologica dei gravissimi fatti su cui indaga. Come quei medici che spiegavano l’esito infausto col non avere salassato a sufficienza il malato, quando lo avevano dissanguato; e raccomandavano di salassare di più in futuro.
L’affermazione in tv del dr. Chiappani mostra come le Procure siano contagiate, o si lascino contagiare, dal morbo della concezione delirante che sta venendo stabilita col covid per la quale l’uomo sarebbe inerme rispetto alla malattia; non avendo egli altre difese che quelle che gli concede la medicina. Una concezione che non è solo falsa, che non solo favorisce il business medico e le sue frodi, ma occulta e favorisce i danni iatrogeni da medicina. E che ora è estesa a una ondata epidemica, che non solo è stata elevata a catastrofe, ma è stata trasformata in un incendio magico, infernale, che non si esaurisce, al contrario di quel che è sempre accaduto nella storia delle epidemie; e che può essere spento solo dalla medicina, cosa mai avvenuta nella storia (con l’eccezione dell’eradicazione del vaiolo 50 anni fa).
Una delle fonti principe dell’ideologia, o del delirio, dell’uomo inerme di fronte a una sorgente fissa di sterminio, che solo la medicina può salvare, è Neil Ferguson, dell’Imperial College. Da dove si vanta di provenire il consulente della Procura di Bergamo, Crisanti, che ha affermato di parlare “dall’alto della mia docenza all’Imperial College”. Il modello catastrofista dell’Imperial College si è rivelato sia falso sia malfatto. Una delle passate molteplici consulenze al governo sballate di Ferguson è stata analizzata e portata a modello. A modello di come non si modellizza e di come con cattivi modelli epidemiologici si causino disastri (Use and abuse of mathematical models: an illustration from the 2001 foot and mouth disease epidemic in the United Kingdom. Rev. Sci. Tech. Off. Int. Epiz. 2006). Questa è la genealogia, sul versante scientifico, delle posizioni del Procuratore Chiappani.
L’ipermedicalizzazione della Lombardia orientale, col suo carico di iatrogenesi, e di atti iatrogeni perversi come il lanciare infetti – non necessariamente di Sars-CoV-2 – nelle RSA, e l’applicare nelle RSA in nome del covid condotte da giardiniere che vuole che le fragili piantine che gli sono affidate secchino, costituiscono risposte generali immediate a quello che dovrebbe essere distinto come il primo quesito, comprendere cosa è materialmente avvenuto di particolare sul piano biologico rispetto al resto del mondo a Bergamo e Brescia.
Per poi poter affrontare il secondo quesito, le responsabilità umane. Se invece i danni alla salute non possono essere causati che da insufficiente medicina le due questioni vengono unite in un unico falso, pernicioso perché non solo lascia impuniti i reati ma rafforza e prosegue gli illeciti che dovrebbe fermare; che è quello che sta succedendo anche con la manfrina Zambon-Guerra.
E’ un po’ come il caso di cronaca nera di Bruno Lorandi a Nuvolera (Bs). Sospettato di avere strangolato il figlio e assolto, ha poi strangolato la moglie. Qui abbiamo zone densamente medicalizzate, che praticano una medicina commerciale del grande business biomedico, grondante iatrogenesi culturalmente e nella pratica; zone quindi le più adatte a fornire un moltiplicatore iatrogeno, cioè l’innesco dell’incendio, lo knock-on dell’operazione covid, a livello mondiale, con un inspiegato picco eccezionale. Una malattia diversa, da incubo, da quella che poi si è visto diffondersi al resto d’Italia e del mondo. E’ stato detto (Castelli, Univ Brescia) che il Civile di Brescia era probabilmente l’ospedale con più casi di covid al mondo. Dopo questo servigio, la medicina bresciana ha guidato la seconda ondata in Italia. Una ondata test-driven, dove pure sono stati messi in atto espedienti di costruzione (PCR-Based Covid Testing Has Failed. Lockdown Skeptics, 20 nov 2020). Ora sta “sperimentando” (Poliambulanza) test rapidi su bambini, che non serviranno che a prolungare surrettiziamente la rappresentazione dell’epidemia a danno dei bambini (Welcome to “Zero Covid”. 13 mag 2021, HART). I magistrati dovrebbero almeno smettere di attribuire l’accaduto a una insufficienza di misure mediche. Altrimenti bisogna riconoscere che anche loro fanno in modo che il vero “epicentro” dell’epidemia, l’epicentro morale, sia nel varesotto, a Viggiù, il paesino dove i pompieri della canzone caricavano gli estintori con la benzina.
Nell’operazione covid la psicologica comportamentale è stata weaponized, “trasformata in arma” dal governo a danno della popolazione. (La “scienza” non è stata obbedita, ma asservita: si è deciso cosa fare, sul piano politico ed economico, e si è ordinato ai ventriloqui col camice bianco di farlo dire – senza riguardo per il vero – al simulacro della scienza, facendo mostra di obbedirle). Le manipolazioni psicologiche e cognitive della massima intensità ed estremamente sofisticate (A state of fear. How the UK government weaponized fear during the covid-19 pandemic. Dodsworth L. 2021; l’autrice spiega che l’Italia ha servito da “template”) costituiscono la cornice entro la quale i fatti e le percezioni della strage del 2020 in Lombardia andrebbero inquadrati. Prima ancora della imprescindibile dimensione biologica. In Italia, come in UK, si sono weaponized, trasformati in arma, anche vari strumenti di potere. Forze di polizia alla Bruno Contrada, magistrati alla Tinebra, o della consistenza di Scarantino (o alla Palamara; o come quelli dei quali si vocifera in merito alla ad oggi fantomatica loggia Ungheria). Amministrazioni da affiliati alla P2 e alle sue componenti chiesastiche. Tra i servigi istituzionali pro-covid che hanno luogo a Brescia andrebbe contato quello del boicottaggio e discredito implacabili, more mafioso, di un medico testimone, che da molti anni la iatrogenesi istituzionalizzata, la iatrogenesi che deriva dalla ricerca di potere e profitto l’ha rifiutata, la studia e la denuncia.
La mia proscrizione tramite i poteri dello Stato, della quale il mobbing fiscale è solo un aspetto, mostra come le omissioni e i comportamenti della magistratura e di altre amministrazioni siano tra i fattori preliminari e attuali che hanno portato l’Italia ad avere il record negativo in Lombardia orientale, e alle disastrose conseguenze politiche, sanitarie, sociali, economiche innescate a cascata. Mostra gli effetti dei “forchettoni” tenuti in permanenza sui freni della legalità nel passato e nel presente, e di quanto fatto di peggio, nel campo della frode biomedica istituzionalizzata, da quelli che ricevono uno stipendio per attuare equità e giustizia.
Distinti saluti
Francesco Pansera
Dr F. Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia
*L’uso del fisco nell’eversione di Stato. Sito menici60d15.
**The Urge to Build More Intensive Care Unit Beds and Ventilators: Intuitive but Errant. Medscape, 7 maggio 2020. – Understanding irresponsible use of intensive care unit resources in the USA. Lancet, 7 luglio 2019. – Outcomes among patients discharged from busy intensive care units. Ann Intern Med. 2013;159:447. – The Reign of the Ventilator: Acute Respiratory Distress Syndrome, COVID-19, and Technological Imperatives in Intensive Care. Ann Intern Med 4 mag 2021. – Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale. Sito menici60d15.
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Il livello Scarantino: l’ipomafia a Lamezia al tempo delle notizie di progetti di attentati a Gratteri
Il 28 marzo 2022 ricevo dall’Ag. delle Entrate-Agente della riscossione, Brescia, Via Cefalonia, 49, via PEC, per conto del Comune di Lamezia una cartella di pagamento di 390 euro. Responsabili “Mauro Bronzato ” per la stampa e notifica e “Nadia Aiello” per il procedimento di iscrizione a ruolo. E’ per la TASI 2014, di otto anni prima. (Un servizio non realmente prestato, gli appartamenti essendo disabitati). E’ la tassa che, se è vera la contestazione, il commercialista Rambaldini, consulente del tribunale di Brescia, non mi ha fatto pagare correttamente. E che non mi è stato permesso di pagare nel gennaio 2020: sulla quale scrissi, inutilmente, al Comune di Lamezia, perché mi venisse dato modo di pagarla (v, sopra La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso, 11 febbraio 2020). Scrivere non è servito, come non è servito segnalare la cosa alla magistratura. Invece di permettermi di pagarla l’hanno fatta stagionare per altri due anni, e me l’hanno chiesta come se nulla fosse, ulteriormente maggiorata, stavolta concedendomi di poterla pagare. Dopo avere scritto al Comune di Lamezia lessi sui media che consiglieri comunali di Lamezia stavano avendo problemi giudiziari per non avere pagato stesse le tasse sulla casa – oltre ad altre tasse – che hanno usato, maggiorandomele ad arte, per impestarmi e intimidirmi. Il Comune è stato anche sciolto per mafia, ma poi è stato riaperto, come se quanto gli avevo scritto sulle tutele da queste chiusure tramite l’asservimento al grande crimine biomedico si fosse avverato. La restaurazione ha incluso il ripristino dell’ordine ipomafioso, cioè un diritto a depredare e fare i guappi tramite il potere legale. Una conferma della mia convinzione che la mafia di cosca è osteggiata solo quel che basta per creare una cortina fumogena dietro alla quale praticare l’ipomafia, la mafia per via legale e istituzionale; che viene lasciata impunita e viene aiutata.
Credevo di avere pagato questa imposta l’anno precedente, quando mi era arrivata un’altra contestazione (v. sopra, 11 gennaio 2021). Ma quello era un diverso ulteriore balzello di Lamezia, relativo al 2015, frutto di un diverso errore di Rambaldini (parcella di 440 euro). Del rimborso delle tasse che la CISL e la BNL di Cosenza mi hanno fatto pagare in eccesso nessuna traccia. Ho perso i soldi del ricorso tramite le ACLI, che è servito solo per associare al mobbing fiscale lo stalking (v. sopra, 21 gennaio 2021).
Il 19 maggio 2022, due ora prima dell’appuntamento con le ACLI per l’IMU da milionario e per la dichiarazione di zero redditi, ricevo questa email da Lamezia.
“On 5/19/22 09:01, idrotermolino@libero.it wrote:
Buongiorno sig. Francesco volevo informarla che il bonifico per la fattura n.2 del 01-03-2021
di € 170,00 non é stata accreditata nonostante lei abbia fatto il bonifico.
tale inconvenienza é dovuta a mia svista in quanto le ho fornito iban di carta postapay evolution ordinaria,su tale carta non accreditano bonifici inerenti a fatture e qualora arriverà un bonifico con specifiche in automatico torna indietro.
solo per caso controllando l’estratto conto mi sono accorto di cio.
spero di essere stato esaudiente
alla luce di cio se cortesemente possiamo risolvere il problema inviandole iban corretto ed importo.
Grazie e scusi per l’iconveniente
€170,00
Iban: IT82Y3608105138983582883589.”
Alla quale il giorno dopo, 20 maggio, 2022, h 13:24, rispondo così:
“Un breve riepilogo:
-Il giorno 1 marzo 2021 la ditta Idrotermolino Di Mazza Pasquale mi comunica per email la fattura in oggetto.
-Il giorno successivo, 2 marzo 2021, eseguo il bonifico all’IBAN indicato in fattura. (Avevo tentato di pagare col banking online, ma la procedura non è stata accettata, così mi sono recato in banca di persona). Lo stesso 2 marzo invio una email con comunicazione dell’avvenuto pagamento e in allegato copia del bonifico all’indirizzo che mi è stata dato, “idtrotermolino@libero.it”. Ma l’email non viene accettata con motivazione “Recipient inbox full”. Telefono alla ditta, spiegando di avere pagato e di non riuscire a spedire copia del bonifico. Mi si risponde che non riescono a svuotare la casella di posta. (Ricordo che commentai che per un idraulico il non riuscire a sbloccare un intasamento è il colmo).
– Nei giorni successivi riprovo a spedire copia del bonifico. La casella di posta resta bloccata, ma il signor Pasquale Mazza si lamenta di non avere ricevuto il pagamento e “chiede chiarimento”.
– Il 12 marzo 2021 la casella di posta si sblocca. Oltre a ripetere per l’ennesima volta di avere pagato, posso allegare copia del bonifico del 2 marzo. Il signor Mazza mi risponde per email “grazie mille domani vado in posta a vedere.”
– Non sento più la ditta per oltre un anno e due mesi. Non ricevo alcun avviso dalla mia banca, BNL, che il bonifico non sia andato a buon fine.
– Il 19 maggio 2022 ricevo l’email sul mancato pagamento alla quale sto rispondendo.
Queste spiacevoli situazioni per me sono la norma. Esempio, poco prima del guasto allo stabile di Lamezia che ha richiesto l’intervento della ditta Idrotermolino nel 2021, disabitato per le mie pertinenze, avevo ricevuto una reiterazione di abusi tramite l‘ufficio tributi fisco del Comune di Lamezia (sindaco Mascaro), che avevo segnalato alla magistratura. Abusi che ricalcano in modo singolare i disguidi della presente storia: richiesta di pagamento, pagamento eseguito, non a buon fine per disguido, permanenza del disguido, permanenza delle richieste di pagamento, aggravate. Abusi continui e che si intrecciano tra loro mentre durano anni. Esempio, questa email del 19 maggio 2022 è arrivata due ore prima di fare compilare a un CAF la prima rata dell’IMU, salvo aggravi da parte del Comune, mi è stato detto al CAF, che ha negato di poter calcolare intero importo annuale; dovendosi aspettare le delibere del Comune di Lamezia, che ha di recente ancora una volta reiterato, aggravandoli ancora, gli abusi che avevo denunciato; ripetendo il solito sistema di impedire di pagare e poi chiedere un importo maggiorato (sindaco Mascaro). (Penso di riassumere questo loro operato in uno scritto che intitolerò “L’ipomafia a Lamezia al tempo del processo Rinascita-Scott”). Insieme a questa email il 19 maggio è arrivata la reiterazione di molestie-avvertimento che vengono associate agli abusi sul pagamento delle imposte. Non dico cosa è successo in questi 14 mesi di silenzio. Riuscire ad eseguire dei semplici pagamenti è stato fatto divenire un puntare obbligato al gioco delle tre carte.
In generale la catena continua di disguidi, di istruzioni di pagamento sbagliate e lasciate sbagliate, di pagamenti nulli, di pagamenti non dovuti indotti con false istruzioni e non restituiti, di solleciti sordi all’esposizione dei fatti e privi di verifica e correzione, di strane puntuali coincidenze, etc. è tale da configurare una prassi di mobbing, boicottaggio, costruzione di immagine negativa, intimidazione (che trova moventi nella mia attività di denuncia di frodi in campo medico). Sembra che vi siano una tecnica e un’arte, consumate, per queste pratiche. Per limitare i danni e il logoramento che da anni subisco ho preso ad adottare alcune misure precauzionali. Devo cortesemente chiedervi di inviarmi di nuovo, senza ritardo, questa richiesta di un secondo bonifico, dopo averla provvista di tre elementari caratteristiche:
-Che sia firmata con nome e cognome.
-Che indichi l’intestatario e la banca del nuovo IBAN.
-Che sia inviata in modo che ne sia certificata la provenienza. La via più semplice e rapida è mandarmela via PEC; della quale mi risulta siate provvisti. La mia PEC è: francesco.pansera@postecert.it.
Ricevuta la richiesta in tale forma di sicurezza, provvederò a ripetere, dopo oltre 440 giorni, il pagamento che avevo già effettuato in meno di 24 ore. Una eventuale rinuncia al pagamento o altre forme di ulteriore prosecuzione di questa evitabile vicenda verranno considerate negativamente.
Ringraziando, resto in attesa
Francesco Pansera”
Alle ACLI mi calcolano le stesse tasse esosissime (è il massimo del tasso applicabile, per Roma, secondo l’addetta) dell’anno scorso, per l’acconto. Avevo letto che si poteva pagare in una rata unica, ma mi dicono di tornare, perché le tasse potrebbero aumentare ancora. Come è avvisato in rosso sulla cartellina con la prima rata.
Lo stalking esterno al CAF ACLI dei CC e dei mezzi della spazzatura, di Del Bono-Mazzoncini-Iemma, quest’anno è stato in chiave minore (si è spostato alla banca, la BNL, v. sotto). Nel 2021 si era ripetuto due volte alla gabella – cioè al passaggio fuori dalle mura venete della città, che non posso effettuare senza incrociare mezzi di polizia, più spesso PM – il carosello dei carabinieri e delle macchine spazzatrici. Il 22 gennaio 2021 (v. sopra), e poi il 16 nov 2021 (l’auto dei CC si è fermata alcuni metri prima della linea di delimitazione del semaforo):
(La camera segna una data errata; non so per quale motivo).
Questa volta invece soltanto sulla strada per le ACLI un’auto dei cc dopo il lancio dello sporco spazzato con la scopa da un balcone, ma a distanza. Un discreto furgoncino porta rifiuti all’entrata delle ACLI, una sgassata con lo scarico di un’auto aclista all’interno, e all’uscita gabella leggera, con Polizia penitenziaria (v. “Cartabia” nel mio sito) e un furgone CC.
Il 25 maggio l’idraulico Mazza mi manda un sms dove dice che non ho risposto alla sua email.
Il giorno dopo, 26 maggio, cartella di 1914 euro dall’Ag. delle Entrate-Agente della riscossione, Brescia, Via Cefalonia, 49, via PEC (responsabile del procedimento di emissione e notificazione “Mauro Bronzato”; del procedimento di iscrizione a ruolo “Alfonso Orabona”) per la dichiarazione dei redditi 2017. Compilata dal solito Rambaldini del tribunale di Brescia, (parcella 440 euro), che a quanto pare non avrebbe mai fatto una sola dichiarazione e versamento senza errori. Avevo fatto notare all’idraulico di Lamezia che la sua email arrivava 14 mesi dopo la precedente molestia, e due ore prima della preparazione dell’IMU. E avevo citato “l’ipomafia al tempo del processo Rinascita-Scott”. La replica è arrivata, con contenuto a sberleffo, il 26 maggio: due ore dopo la cartella da 1914 euro, l’idraulico Mazza mi manda una PEC, come avevo chiesto, ma facendo mostra di non avere ricevuto la mia email; non spedendola alla mia PEC come gli avevo scritto ma sempre alla email ordinaria. Mi manda via PEC un copia incolla della stessa email ignorante e finto ignorante del 19 maggio, senza la firma né il nome della banca come avevo chiesto. Si ripete la situazione dell’aprile 2021 (v. sopra), con Caparrotta titolare del servizio di ambulanze a Lamezia, dove avendo protestato per i danni da inadempienza e per il comportamento gratuitamente arrogante e molesto di un privato lametino mi è arrivata in sincronia una cartella fiscale a orologeria. La tanto invocata collaborazione pubblico-privato. Si reitera il danno con dileggio già ricevuto in risposta all’avere chiesto all’Ordine dei commercialisti di Verona che Rambaldini, il perito dei magistrati, si comportasse correttamente. L’Ordine professionale retto da Mion, legato a Franceschini, ministro, che sa bene come le sorti delle persone siano determinate dal servire i poteri forti nelle loro infamie. Il messaggio mafioso, ripetuto da anni, è che possono colpirmi quando vogliono; in particolare se protesto per le vessazioni; che ho una spada di Damocle burocratica sulla testa mentre digito le mie denunce al pc, la difesa legale essendo solo teorica, essendone privato in pratica, come dimostra anche il fatto che mi colpiscono con insistenza tramite il professionista che avrebbe dovuto difendermi, il consulente dei magistrati Rambaldini. Magistrati che appaiono essere i primi a voler sottolineare la loro inaffidabilità, per scoraggiare ulteriormente il rivolgermi a loro, dato il loro appoggio ai gravi reati che descrivo. Prima che il diritto alla difesa manca il diritto a un magistrato affidabile.
Un’altra regolarità è il “Re Lear” e il “lazzaronismo” (Il livello Scarantino: la prudenza razionale, la prudenza sballata e la prudenza mafiosa. In: Censura postale delle notizie di reato). Il mobbizzare, oltraggiando e danneggiando dal basso. In questa reazione del sistema Scarantino alle mie osservazioni sul ruolo della magistratura bresciana nella strage covid in Lombardia orientale (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale) ho collezionato oltre a questo idraulico un’impiegata delle Poste (Il livello Scarantino: la prudenza razionale, la prudenza sballata e la prudenza mafiosa. In: Censura postale delle notizie di reato) e uno spazzino di A2A (Il livello Scarantino: le fonti istituzionali della cultura mafiosa a Brescia. In: Milizie bresciane).
Il giorno prima della cartella esattoriale unita alla molestia strafottente dell’idraulico, Gratteri aveva spiegato in tv, spalla la bilderberghiana Gruber, di avere paura per le notizie filtrate sui progetti di attentato, ma di essere costretto dai suoi principi a non potere fare altrimenti (“Gratteri a La7: “Minacce di morte? Ho paura ma cerco di addomesticarla, non ho alternative. Il Fatto, 25 maggio 2022). Come in altre occasioni, dice cose ammirevoli (La differenza tra provare paura e essere codardi). E come in altre occasioni la storia, su questo consueto “virtue signaling”, l’ostentare la propria asserita virtù, appare diversa. La mafia è una montagna di m. usata anche per coprire la montagna di m. dei poteri forti. E’ il grande diversivo e alibi per magistrati, polizia, politici, che servono i puppetmaster che la controllano. La lotta perenne alla mafia è il meccanismo di difesa, negazione, spostamento, idealizzazione che consente anche ai cittadini comuni di continuare ad essere vigliacchi, ciechi e muti riguardo alla valanga di m. che subiscono dai poteri forti: considerando solo la montagna mafiosa e facendo i tifosi dal divano, senza rischio. Una ndrangheta che fosse tanto forte da uccidere Gratteri non dovrebbe temerlo. E la notizia viene dagli ambienti dei servizi, che sono sia i canali dei poteri interessati a mantenere il grande paravento mafia-antimafia; sia i canali tramite i quali in passato è stata conferita alla mafia l’onnipotenza materiale stragista che si finge sia endogena. Così il rischio reale forse c’è per Gratteri; tanto più che ci sono precedenti di persone interne al sistema fatte uccidere per cinici disegni; ma deriverebbe non da un reale strapotere mafioso da fumetto ma da una volontà dei poteri forti di rinnovare la narrazione “mafiosi onnipotenti-eroi solitari”. Per rinfocolare la guerricciola di diversione con la quale permettere all’esercito dei tengo famiglia di praticare a tutti i livelli servilismo, acquiescenza o piena complicità con i poteri forti.
Basta vedere cosa è avvenuto col covid, con i danni da misure e da vaccini obbligatori, imposti solo qui in “Mafialand”, che si stanno sempre più rivelando truffaldini nel merito e nelle statistiche di copertura. Ma niente uomini di panza tra i magistrati per questo. Invece, tanti don Abbondio sempre pronti all’obbedienza. La magistratura è la prima a necessitare di figure simbolo dietro alle quali nascondere la propria collusione. “La fiducia dei cittadini deve riguardare la magistratura nella sua complessiva capacità di rendere giustizia, non il singolo magistrato.” (G. Tamburino). Invece siamo un popolo sventurato che si fa dare degli idoli eroici, genuini o meno, per coprire l’asservimento generale ai motori primi e lo stato di ingiustizia che ne deriva. In questo ambito opera l’ipomafia alla quale è affidato il mio trattamento; a partire da quella di gente che ha il crest dell’antimafia sul muro alle spalle della scrivania. Gratteri, nonostante i suoi proclami da orto di Getsemani, è ragionevole su questo: “quando ti scontri e vedi il mondo, capisci che oltre a un certo punto non si può andare. Fare il Masaniello non serve. Perché poi ti etichettano come un pazzo – è successo a molti – e quello che vuoi comunicare non viene più preso sul serio”. A chi lo dice, ho pensato. Ma io credo che serva, guardare in faccia il male, invece di aiutarlo. Da chi ordina e organizza le stragi c’è da aspettarsi di tutto; ma sembra, come è da sperare, che basti la notizia di attentato. O un attentato sventato. E forse Gratteri è destinato ad ulteriori ruoli. Chi scende in campo a fargli da scudo, es. la CISL, è tra quelli che praticano l’ipomafia pro poteri forti, nel mio caso es. dandomi false indicazioni per farmi pagare tasse non dovute (v. sopra). Sotto il manto dell’epopea antimafia, per l’ipomafia lametina – agita da soggetti del genere di quelli tra gli imputati nel processo Rinascita-Scott, cioè il coté massonico-clericale, che al Nord viene lasciato indisturbato – è business as usual mentre è in corso il processo Rinascita-Scott; incluso il business dell’impoverire e screditare di chi deve essere zittito; a favore di una criminalità alla quale Gratteri, che non si limita a fermarsi davanti ad essa come ha affermato, ha già dato il suo appoggio attivo anche qui a Brescia (L’ ipomafia).
Una riprova di come il mafiocentrismo, il mettere la mafia al centro e lì cristallizzarla invece di farla sparire, favorisce le forme maggiori di criminalità. E come lasci libero quel sottobosco di stampo massonico “bivalente”, che infiltrato nello Stato e radicato nella società da un lato è obbediente esecutore degli ordini dei poteri alti, dall’altro ha legami con l’onorata società locale. Rispetto ai poteri biomedici, l’antimafia di Gratteri e il sottobosco lametino che alimenta le sue retate operano assieme. Nella mia esperienza Gratteri assegna, in Calabria come a Brescia, certificati di antimafiosità dei quali i beneficiari si avvalgono per meglio servire, tramite infamie e reati da antimafia, altre montagne di m., come quelle predatorie e omicide del business biomedico internazionale. Permettendo esibizioni nauseabonde della sinergia tra i guappi di provincia e i ministeri romani.
Una convergenza tra guardie e ladri che ricorda situazioni frequenti in farmacodinamica. Negli ambienti giudiziari la distanza tra guardie e ladri può essere breve, “farmacologica” (Distanza etica e distanza farmacologica tra delinquenza e contrasto alla delinquenza). Gratteri, e con lui la magistratura e le forze di polizia delle quali è alfiere, è come alcuni farmaci agonisti-antagonisti. Sincero antagonista, cioè “curativo” per la mafia di ndrina; ma anche agonista per l’ipomafia istituzionale. Verso la quale ha fatto un ulteriore atto di ossequio esprimendosi per l’obbligatorietà del vaccino covid “per chi fa lavori nei quali incontra il pubblico”. Inclusi i magistrati, ha detto. Una istituzionalizzazione di un ricatto mafioso, un ordine dall’alto che ha attecchito in pratica solo in Italia. Mafioso oltre che negli effetti predatori, e distruttivi della civiltà e della salute, anche nei suoi effetti di repressione dell’onestà della dissidenza; di affinamento della selezione di una classe dirigente già orientata a vendere il Paese togliendo a chi è onesto non solo il pane, ma la possibilità di agire a favore della medicina “Masaniello” o della giustizia “Masaniello”. Ovvero della medicina onesta e dell’amministrazione della giustizia imparziale e equa.
Con la sospensione dei medici, e dei magistrati, se non si fanno inoculare, si è passati dalla selezione tramite epurazioni mirate a quelle di massa. Insieme ad altri sinistri interventi di massa: l’eliminazione dei diritti costituzionali, la cinesizzazione del popolo, l’esproprio della salute (L’esproprio della salute da parte della medicina dei banchieri), la sua manipolazione in senso peggiorativo, in nome del covid; l’ulteriore normalizzazione di una magistratura già ammansita, l’allentamento, proveniente da chi la Costituzione dovrebbe difenderla ( Paura e democrazia), delle già insufficienti misure antimafia e anticrimine. Noi conosciamo, dietro al velo delle ricostruzioni che addossano tutto alla bassa forza mafiosa o terroristica, gli interventi mirati, puntuali, applicati finora in Italia, di un motore primo che altrove ha agito su ampie fasce (Bevins , 2020. The Jakarta system. Washington’s anticommunist crusade and the mass murder program that shaped our world. 2020). Ora appaiono essere in corso interventi di massa sulla popolazione e la classe dirigente, legati a disegni di vasta scala sui nuovi equilibri tra potenze, e su un nuovo assetto da dare al mondo, all’Europa, e all’Italia. La narrazione che replica un passato purtroppo già visto, il valoroso solitario messo nel mirino – ma stavolta anche inquadrato dalle telecamere – aiuta a distrarre anche da questo spaventoso salto di livello.
Naturalmente, gli interventi di massa non riducono quelli mirati. Questa nuova puntata del fisco come strumento di boicottaggio, oltraggio, ritorsione, intimidazione, dileggio, si colloca nella risposta alla mia richiesta al Tribunale di Brescia – del quale è consulente il commercialista che sarebbe così inetto da non imbroccarne una – della sentenza di assoluzione per Stamina e dei miei commenti sui suoi legami con la strage covid in Lombardia orientale (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale). E’ un’applicazione del sistema Scarantino, cioè la versione “civile” della costruzione della credibilità; qui negativa per chi denuncia situazioni criminose che si vuole lasciare coperte, impunite, e favore nella loro prosecuzione. Un sistema che come per le frodi sui vaccini usa lo swapping, lo scambio di posto, mettendo gli onesti al posto di quelli da emarginare e i farabutti al posto degli onesti.
Ministro dell’economia: Daniele Franco.
Direttore dell’Ag. delle entrate: Ernesto Maria Ruffini
Prefetto di Catanzaro: Maria Teresa Cucinotta.
Procuratore della Repubblica di Lamezia: Salvatore Maria Curcio
Sindaco di Lamezia: Paolo Mascaro
“La scorta civica per Gratteri scende in piazza a Catanzaro: “Il procuratore non è solo” “. Il Lametino, 13 maggio 2022. Dietro alle sbandierate antimafia, a chi si espone contro i poteri che manovrano la mafia organizzazioni come la CISL, legata al clero, applicano il trattamento ipomafioso.
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3 giugno 2022. Vengo a sapere causalmente, da un commento sul blog de il Fatto, che Ruffini, dal quale vengo contato tra gli evasori essondo oggeto di mobbing fiscale, proviene da una discendenza che ha notevoli trascorsi quanto a legami tra potere istituzionale e mafia:
Il Fatto quotidiano, 3 giugno 2022
Commento al post “Il direttore dell’Agenzia delle Entrate: “Ci sono 19 milioni di evasori. Devono lavorare fino a ripagare la collettività” “
Enzolaba: Figlio d’arte, il padre Attilio è stato ministro DC, nipote del celebre cardinale Ruffini, arcivescovo di Palermo, in pratica, allora, il padrone della città. Distribuiva posti di lavoro come pane, in banca, ai Cantieri navali, nelle costruzioni edilizie, ovunque, fece costruire il villaggio a suo nome, ma sopratutto è rimasto famoso per aver sempre negato l’esistenza della mafia. Le sue parole mi lasciano del tutto indifferente. Enzo
“menici60d15 @ Enzolaba. Non sapevo di questa ascendenza, che trovo illuminante, scrivendo su come l’ordoliberismo usi il fisco per prelievi forzosi indebiti a favore di privati, tramite frodi biomediche; e come strumento di boicottaggio, ritorsione e intimidazione verso chi denuncia le frodi. Il card. Ruffini non negò l’esistenza della mafia, ma la minimizzò e la accostò a galantuomini di spessore. “Ruffini, un uomo che fece toccare alla Chiesa cattolica siciliana il punto più basso in fatto di colpevole cecità dinanzi alla realtà della criminalità organizzata e della collusione con essa dei politici. … proveniva da Mantova… “. “… Nel 1964 il cardinale rese nota …la prima presa di posizione pubblica e ufficiale della gerarchia ecclesiastica sul fenomeno mafioso – novantanove anni dopo la comparsa della parola «mafia». … denunciò una diabolica congiura mediatica mirante a calunniare la Sicilia; [ne erano a capo] i più famosi tra tutti i personaggi associati alla Sicilia negli anni ’50 e ‘60: Danilo Dolci, noto come il «Gandhi siciliano», le cui battaglie non violente attirarono 1’attenzione sugli stenti delle comunità di pescatori e di contadini … [ndr: accusatore di Bernardo Mattarella, e da questi fatto condannare]; e … Tomasi di Lampedusa. …. La terza testa dell’ offensiva mediatica contro la Sicilia era la mafia, la quale – affermava Ruffini – non era niente di particolarmente grave” (Dickie J. Storia della mafia siciliana, Laterza, 2004).”
Sul ministro Daniele Franco, in questa vicenda che ha il carattere della pratica massonica, v. Potere massonico. La fratellanza che comanda l’Italia: politica, finanza, industria, mass media, magistratura, crimine organizzato” (F. Pinotti, Chiarelettere, 2021). Sui boicottaggi e gli insulti nei miei confronti parte di persone provenienti come Franco da Bankitalia v. Salvatore Rossi, in Un certificato di decenza per le attività antimafia.
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6 giugno 2022. Mi chiama al telefono l’idraulico Mazza da Lamezia. Si lamenta che non gli ho risposto. Gli dico che l’ho fatto, e che risulta da gmail, ma nega anche stavolta di avere ricevuto la mia mail. Mi dice che mi ha anche mandato una PEC (quella disposta a sandwich tra dichiarazione dei redditi e cartella extra delle tasse del 26 maggio, v. sopra). Gli dico che in questo modo la comunicazione, con lui che può scrivermi quando vuole e io che non posso rispondergli, come ha già fatto l’anno scorso e ha ripetuto dopo 14 mesi di silenzio, non va bene; che la comunicazione deve essere simmetrica, paritaria. Gli ripeto a voce la mia PEC, invitandolo a riscrivermi. Dice che lo farà. 10 minuti dopo mi richiama. Esordisce dicendo che ho messo in dubbio la sua professionalità avendo riportato la battuta dell’idraulico che non riesce a sbloccare la casella di posta intasata. Allora ha trovato la mia email PEC, gli dico. “Sono riuscito a trovarla nel cestino”. Ma ora comincia a “vederla in modo diverso”, dice, perché ho messo in dubbio la sua professionalità. Gli dico che ho fatto una battuta per sdrammatizzare. “Le battute si fanno ma non si scrivono”. Gli dico che non si rende che questo teatrino è mobbing, di farla finita, di mandarmi via PEC quanto richiesto in modo da pagarlo e chiudere.
L’anno precedente avevo avuto l’impressione che anche la richiesta di intervento idraulico, mossa da una dottoressa che ha uno studio nella palazzina, altrimenti disabitata, fosse una ritorsione per avere osato protestare col Comune per il mobbing fiscale. Impressione accentuata dal mobbing sulla fattura, che continuava a venirmi sollecitata nonostante l’avessi pagata in poche ore (v. sopra). Non lo avevo riportato insieme agli altri atti di boicottaggio e mobbing qui, potendo trattarsi di una coincidenza. Ora la volontà di colpire e minacciare appare chiara. E’ stata sottolineata. L’idraulico Mazza, che non ho mai conosciuto di persona, né che io sappia mi ha mai visto, nelle sue telefonate ha continuato a storpiare malamente il mio cognome, e a pronunciarlo storpiato. Nonostante lo correggessi, come consiglia ai medici di fare in casi simili il British Medical Journal, che ha di recente scritto su come “Getting someone’s name right is a minimal requirement for showing respect” mentre il non farlo “fuels ostracism”. Riportando il caso del dr. Bhayankaram (How do I deal with a colleague who keeps pronouncing my name incorrectly? 31 mag 2022). Il mio cognome non è esotico, e noto a Lamezia. Devo essere stato collocato piuttosto in basso anche nella scala sociale lametina.
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8 giugno 2022. Vado alla BNL a pagare la prima rata IMU. Poco prima di arrivare all’agenzia, Via Moretto (dove è stato trasferito il mio conto, l’ag. di v. Crocifissa di Rosa essendo stata chiusa). Sulla strada arriva il solito duo spazzatrice-CC associato al pagamento del boicottaggio fiscale, che pensavo di avere stavolta evitato (v. sopra). I CC tengono viva questa carta delle spazzatrici (Il livello Scarantino: le fonti istituzionali della cultura mafiosa a Brescia. In: Milizie bresciane). All’uso del fisco per colpire e ricattare, in modo da imporre il silenzio sui crimini da proteggere, viene associato l’oltraggio codardo.
L’ultima volta alla BNL, sempre per le tasse, il 23 novembre 2021, arrivato allo sportello, Vallelunga, quello che aveva fatto la precedente scena coi CC (Sfumature di nero. I preti e i mafiosi), ha detto alla cassiera di non servirmi e che ci avrebbe pensato lui. Mi ha lasciato in piedi davanti allo sportello vuoto ad aspettare per oltre una decina di minuti, non essendoci nessun altro cliente. Poi mi ha chiamato, ma con un altro cognome. Ha poi detto di avermi scambiato per un’altra persona. Nonostante l’alterco e l’esibizione dell’intervento della Fedelissima in appoggio al libero mobbing della ultra massonica BNL.
Questa volta ho tentato di eludere le molestie di BNL, implacabile nei miei confronti a tutti i livelli, facendo il versamento online. La BNL online lo ha acquisito ma la ricevuta, prevista per 2 giorni dopo, non è mai apparsa. Ricontrollo per 10 giorni e poi chiamo il call center, che mi ha confermato che non risultava alcun pagamento IMU. Così mi è toccato andare di persona alla banca “di Bnp Paribas, che rappresenta il cuore e nucleo della massoneria francese, e che poi si è mangiata la Bnl” [tramite Draghi] (F. Pinotti. Potere massonico – La “fratellanza” che comanda l’Italia: politica, finanza, industria, mass media, magistratura, crimine organizzato. Chiarelettere, 2021). BNL che del resto aveva già una sua storia di trascorsi piduisti. All’agenzia il cassiere era spalleggiato da una specie di gorilla, apparentemente lì per compiere lavori. I convogli spazzatrici-cc quando vado a sottopormi ai furti dei boicottaggi fiscali simboleggiano bene la sordida collusione dello Stato con grandi interessi usurai. Comunque, costretto alle forche caudine del binomio CC-spazzini, ho avuto la consolazione di godere della vista della mole del palazzo di giustizia Zanardelli, poco distante, centro radiante della legalità bresciana.
Il giorno prima, 7 giugno, avevo postato questo:
“Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Gadda “Sanità, è utopico non lasciare alle aziende la verifica di efficacia ed effetti avversi dei prodotti”
La necessità di un controllo statale sui prodotti biomedici è stata descritta nel 1963 dal Nobel per l’economia Arrow*. Le ragioni sono ovvie**. Editor di importanti riviste biomediche contrastano esplicitamente il chiamare lo Stato che fa lo Stato “utopico”, “irrealistico”, e propugnano la “Sequestration thesis”, cioè che il controllo di efficacia e sicurezza sui farmaci passi del tutto allo Stato***.
Ma il controllo statale sulla medicina è tanto corrotto da raggiungere il “paradosso di Fellini”. “Se un ladro ha la faccia da ladro in fondo è onesto” dice un suo personaggio: eliminando del tutto la fictio dei controlli statali la situazione sarebbe più genuina e lineare. Ciò avrebbe però effetti occupazionali negativi, tipo “legge Merlin”, sulla burocrazia che vi campa e prospera.
Si potrebbe estendere la deregulation, e fare eseguire il controllo di legalità sui reati penali agli imputati stessi. Un poco già avviene, e avverrà ancor più con la riforma Cartabia. Ma la montagna di m. della mafia, che diverrà così più alta, serve appunto a questo, a giustificare la mano libera che viene lasciata alla montagna di m. che nasconde, quella della mafia che non ha la faccia da mafia; e che con carabinieri e magistrati va a braccetto.
*Uncertainty and the Welfare Economics of Medical Care.
**Lexchin J. Those Who Have the Gold Make the Evidence: How the Pharmaceutical Industry Biases the Outcomes of Clinical Trials of Medications. 2012.
***Can we tame the monster? BMJ, 2006.”
Lo stesso giorno 8 giugno, due articoli su il Fatto. 1: “Medicina computazionale […]. Draghi firma i protocolli d’intesa con sei Regioni per i primi progetti bandiera del PNRR”. Medicina computazionale è un nome di marketing che ne copre un altro: vuol dire “intelligenza artificiale”, cioè addossare scelte e intenzioni umane a computer, tramite algoritmi “ammaestrati” a simulare, potenziandole, attività umane; sui cui “pericoli” segnalati da vari commentatori, e, in pratica, sugli effetti di moltiplicazione delle frodi, ho scritto (digitare “intelligenza artificiale”, senza virgolette, nella casella cerca del sito). 2: “Scarpinato: “la borghesia mafiosa è tornata a esibire i suoi muscoli ed è iniziato l’assalto ai fondi Pnrr”. E attacca Musumeci” La borghesia mafiosa locale attende la sua lasagna, facendo parte della mafia, il grande antemurale criminale che protegge, distogliendo da essi, i grandi affari criminali internazionali come quelli derivanti dalle diagnosi a piacimento ottenute dietro alla copertura degli esoterismi della medicina “computazionale”. Grandi affari che coi CC e i magistrati vanno a braccetto.
Palazzo Zanardelli
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4 luglio 2022. Sceso in Calabria, a Spezzano della Sila, ascolto casualmente un’intervista al sindaco di Lamezia avv. Massaro su una tv regionale. Quando gli ho scritto per il primo boicottaggio fiscale (v. sopra) e sull’uso della medicina come antidoto allo scioglimento del consiglio comunale per mafia mi riferivo a quanto sapevo essere accaduto in precedenza. Neppure a farlo apposta, dopo la mia lettera per il mobbing fiscale ha avuto anche lui di questi problemi. Non lo conoscevo, ma la cosa ora non mi sorprende, dato il suo comportamento nei miei riguardi. Non ho seguito la sua vicenda, e non so del merito. Nell’intervista parla con toni accesi dell’assoluzione, e di leggi assurde dei quali sarebbe stato vittima. Loda il cambio di presidenza del Consiglio di Stato, che lo ha tolto d’impaccio. Penso si riferisca a Frattini, “fattorino della NATO” ( Riecco Frattini, “fattorino” della NATO. Il Fatto, 6 ottobre 2012), un esponente di prim’ordine della magistratura che va avanti facendo il lavoro di killeraggio, come quello a mio danno, che prima veniva affidato a terroristi e mafiosi. Dice che le leggi vanno cambiate. Si vede qui il genere di leggi che gli piacciono. Dice che lui non è uno che si vendica. E’ singolare che facendo il sindaco questo avvocato parli di vendetta a proposito di procedimenti giudiziari relativi al ruolo istituzionale. Un’affermazione in linea con la concezione del potere istituzionale come potere privato che “va a dama” e diviene più potente. Dato quanto ricevo, a me pare che faccia parte di una rete per la quale la rappresaglia prevedibile con certezza per chi risponde agli abusi di potere, alle minacce e ai ricatti sia una necessità imprescindibile. Appare far parte di una rete che si scambia favori, che includono privilegi e impunità per sé e persecuzione dei soggetti sgraditi alla “mamma”. Le stesse forze che avvisano di attentati a Gratteri poi operano tramite referenti locali in questo modo su di me. La mia impressione da anni è che nel protettorato italico gli stessi pupari muovano mafia, antimafia, e ipomafia, servendosi di tutte e tre per i loro disegni. Io evito di andare a Lamezia. La Lamezia del super cacciatore di ndranghetisti è un luogo infestato dall’ipomafia al punto da essere infrequentabile per gli onesti che si espongono denunciando crimini dei pupari. Che manovrano entità contrapposte che servono gli stessi poteri, come quelli al vertice dell’operazione covid: Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale; L’ ipomafia.
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Brescia, 3 ottobre 2022
Dr. Francesco Bruno
Procura della Repubblica
Verona
prot.procura.verona@giustiziacert.it
Dr. Angelo Ricciardi
Tribunale di Milano
prot.tribunale@giustiziacert.it
Le basi criminali del libero convincimento del magistrato in campo biomedico
Uno tra i primi ufficiali dei carabinieri ad arrivare sul posto spiegherà ai suoi uomini che quello stato di perenne stress è una tipica tattica di guerriglia. Su uno degli attentati “Unabomber”. In: U. Dinello. La via delle armi. Gladio, Peteano, Unabomber e altre verità nascoste. Laterza 2022. Il libro dà conferma a quanto dal sottoscritto intuito, riportato nello scritto del 2010: Leopardi, Unabomber e altri eversori; sito menici60d15.
Segnalo lo scritto “Il livello Scarantino: l’ipomafia a Lamezia al tempo delle notizie di progetti di attentati a Gratteri” nella raccolta “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”; sito menici60d15. E lo scritto “ll livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale”; sito menici60d15. In risposta a una reiterazione del trattamento persecutorio via fisco sul quale avevo scritto al Procuratore della Repubblica di Verona il 30 maggio 2021 (In: L’uso del fisco nell’eversione di Stato; cit.). Non sono nelle condizioni, data l’opera di distruzione sociale della quale la magistratura è la prima responsabile, di rivolgermi a esperti per valutare il merito delle continue richieste aggiuntive di denaro e multe dell’Agenzia delle Entrate, delle quali in ogni caso non sono responsabile essendomi affidato a un commercialista – consulente di magistrati. Né ho di fatto la possibilità di esercitare il diritto di difesa in termini formali. Prima che il diritto a una difesa, manca il diritto a un giudice al quale appellarsi, come mostra la reiterazione delle pratiche “ipomafiose” (v. L’ipomafia; sito menici60d15) dopo che ne avevo scritto alla Procura di Verona. Quel che è certo è che dopo avermi epurato come medico, emarginato socialmente, e costretto a forza entro una situazione finanziaria precaria e sbilenca, viene fatto in modo che io sia costretto a pagare ancora più tasse di quelle già inique, in sé e per la situazione finanziaria impostami. Mediante cartelle a orologeria a carattere ritorsivo e intimidatorio, accompagnate da oltraggi che uniscono al boicottaggio l’insulto e l’intimidazione, con lo sfoggio tracotante di una libera facoltà di uso del potere legale per colpire e danneggiare.
Ciò che posso fare per non farmi travolgere da queste incessanti ondate criminali e miserabili è scrivere, per lasciare memoria di quanto avviene e delle sue conseguenze. In particolare, il caso mostra che i legami Sud-Nord, es Lamezia-Verona, non riguardano solo la mafia di ndrina, ma anche il sottobosco ipomafioso. Via le centrali romane, ovviamente. Si sta facendo luce sui passati legami tra ndrangheta e terrorismo. Il mio caso mostra come vi siano legami attuali tra l’eversione della quale storicamente lo Stato è esecutore intermedio e le locali ipomafiose. La magistrato Dolci parla di “colonizzazione” mafiosa della Lombardia. Credo che al Nord faccia comodo avere l’alibi e il diversivo della mafia (I professionisti della metamafia; sito menici50d15). L’ipomafia che si nasconde e viene nascosta indisturbata dietro alla lotta alla mafia al Nord è di pari qualità di quella del Sud, le due operando di concerto, come mostro qui. La recente condanna alleggerita per Montante in secondo grado, con l’assoluzione o il proscioglimento di figure istituzionali, si spiega dal mio punto di osservazione con i carboni bagnati sui sistemi Montante diffusi (v. Un certificato di decenza per le attività antimafia), come quello che si occupa di me. Si dice che i Meridionali sono italiani esagerati. Montante ha estremizzato un sistema che agisce ovunque, e al quale non è affatto estranea, tra le istituzioni, la magistratura. La colpa reale di questo amico di magistrati, personale di polizia, intellettuali, appare essere di avere utilizzato direttamente e smodatamente, per i propri interessi, piuttosto che per i poteri che ne hanno fatto strumento di controllo del Paese, il complesso costituito da mafia “invincibile” e antimafia a tela di Penelope.
Si dovrà parlare del ruolo dei magistrati nel covid. Il mio caso mostra come tra le cose che i magistrati hanno permesso e favorito vi siano il boicottaggio materiale e l’intimidazione di un medico non allineato che, come faceva già da molti anni, si opponeva a manipolazioni colossali in biomedicina.
Poco prima di quest’altra vendetta ipomafiosa avevo scritto un commento sul blog de Il Fatto quotidiano su come la notizia della pesante sentenza di condanna del dr. Ricciardi su mancate diagnosi “tempestive” di sclerosi multipla, col forte potere persuasivo e intimidatorio che può avere, abbia il carattere del booster, cioè di potenziamento, di gravi frodi biomediche a danno della salute del pubblico e dei beni dei contribuenti (In: Guai ai vinti; sito menici60d15). Non parlo del caso specifico, che non conosco, e della sua verità o falsità contingente. Ma il messaggio mediatico della condanna è contestualmente falso e fraudolento, a grave danno della salute. (I magistrati nel favorire le frodi biomediche istituzionalizzate spesso considerano solo l’eccezione fondata a una prassi fraudolenta che invece viene lasciata libera di predare e uccidere; v. Il fuorigioco etico: sito menici60d15). La “diagnosi precoce”, che permette la sovradiagnosi, e quindi i falsi successi terapeutici, è un dispositivo primario delle frodi mediche strutturali. Il concetto dovrebbe essere nel bagaglio di conoscenze di qualunque magistrato onesto e competente che si occupi di temi medici. La scuola giuridica rappresentata dalla magistratura italiana ha invece optato per il favorire l’eliminazione degli importuni che facciano presente concetti scomodi come questo, che porterebbero a rinunciare a collaborazioni ripagate dal potere, e che rendono popolari agli occhi del pubblico; mentre la sua presenza nella valutazione giudiziaria date le conseguenze porterebbe a perdere il favore del principe e forse a pressioni di ordine criminale; come avviene nel mio caso. I magistrati non si sottraggono allo “It is difficult to make a man understand something when his salary depends on not understanding it”. Tutt’altro. La storia della repressione delle mie denunce caso mostra come il “sereno”, o “libero”, “convincimento” per questa sentenza e tante altre (v. Nuove P2 e organi interni; sito menci60d15) si basi sulla evidenza mafiosa, cioè sulla soppressione sistematica con mezzi violenti delle voci tecniche che influirebbero radicalmente sulla ricostruzione dei fatti, sull’accertamento delle responsabilità, e sulla natura e le conseguenze del messaggio che così i magistrati inviano al pubblico e ai medici.
Francesco Pansera
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30 ottobre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Frosina “Giuseppe Mangialavori, l’aspirante sottosegretario indicato da Fi che Meloni non vuole: il suo nome è citato in due indagini di ‘ndrangheta”
Nel 2020 in risposta a un abuso gratuito e deliberato ho inviato in dono alla giunta comunale di una importante città della Calabria due libri, su senologia e sul crimine organizzato in medicina*. Commentando sui legami tra “crimine senologico” alto e ndrangheta, illustravo come il sostegno al business senologico internazionale sia una garanzia per il malaffare tradizionale. Naturalmente, dopo essersi reinsediata essendo stata sciolta per mafia, l’amministrazione ha fatto in modo di farmela pagare, con ulteriori abusi, vessazioni e beceri atti di dileggio, incurante che il fatto fosse stato segnalato alla magistratura.
Un senologo con contatti di “ndd” – natura da determinare – con la ndrangheta dovrebbe essere persona da non privilegiare per incarichi di governo. Ma sull’abbassamento verso Sud della “linea del mammografo” sono tutti d’accordo, destra, sinistra, mafia, antimafia, teleluminari, preti, massoni, alte cariche, opinionisti, etc; e come mostra la mia piccola esperienza personale queste apparentemente improbabili combinazioni tra carcinoma della mammella, punciuti e sottobosco ipomafioso hanno una logica e sono altamente proficue per i contraenti. Non lo sono affatto per le donne e i pazienti*.
*Gotzsche P. Mammography screening. Truth, lies and controversy. Radcliffe, 2012. Gotzsche P. Deadly medicines and organized crime. Radcliffe, 2013.
La mattina dopo. Con l’insediamento di Piantedosi al posto della Lamorgese c’è stato un forte incremento di automobilisti sbadati e sventati che sembra ti vengano addosso e poi ti evitano all’ultimo. Il fenomeno, che appare avere un’associazione con quanto posto su internet, si era ridotto da quando, costretto, giro con una body cam. Qui il luogo è la cascina Breda di “Casa di Dio”, a fianco della Poliambulanza delle Suore ancelle. Legata alla curia vescovile, come altri pii luoghi a Brescia dove quando passo posso prevedere che verrò puntato da automezzi o farò comunque incontri sgradevoli. Lo stesso giorno del post su mafia, antimafia e linea del mammografo avevo postato un altro commento sulla confluenza di mafia e antimafia quando sono in gioco gli affari dei poteri forti:
29 ottobre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Bauducco “Tetto al contante, Dalla Chiesa: “In altri Paesi Ue non esiste? Loro non hanno la mafia in casa, in Italia servono contromisure””
L’uso del contante facilita mafiosi, evasori e tangentari perché non ci sono misure adeguate contro mafiosi, evasori e tangentari. Invece di abbattere mafia, evasione e corruzione si vuole che la soluzione – di limitata efficacia secondo esperti – sia quella di togliere al cittadino il diritto elementare dell’impiego fisico del proprio denaro obbligandolo di fatto a consegnare i suoi soldi in custodia nelle mani adunche della finanza*. Che è responsabile di gravi forme di sfruttamento, oltre che di collusioni con mafiosi, evasori e tangentari, coi quali condivide un’indole parassitaria. Così la mafia fa da spauracchio e alibi per spingere la gente comune in bocca agli insaziabili poteri forti, ai quali è collegata.
E’ un modo elegante per vivere comodamente a spese altrui, servendo i poteri forti e i loro crimini, anche quello dell’antimafia che altera le proporzioni, occupandosi invece che dell’eradicazione della mafia di ingigantirne la rappresentazione, rimpicciolendo quella delle varie forme di grande criminalità economica legalizzata; quelle che possono imporre in Italia il pizzo del jab for job o il pizzo in bolletta. Come nel celebre disegno di Steinberg “A Parochial New Yorker’s view of the world”, con la mafia al posto di Manhattan nel panorama della grande criminalità parassitaria.
*B. Scienza. Viva i contanti. Le banche li attaccano solo per guadagnarci: l’evasione non c’entra. Convengono e sono sicuri. 2021.
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9 gennaio 2023
Le carte a posto dei giudici, le puntuali sfortunate coincidenze tra il denunciare tradimenti istituzionali e ricevere danni ingiusti dallo Stato, e i proiettili in testa: i tre livelli della rappresaglia al tempo delle fortune dei Mattarella
“Se ci fosse stato qualche respiratore in più”.
Antonio Chiappani, Procuratore di Bergamo, sulla strage covid sulla quale indaga, ottenuta con mezzi come l’uso eccessivo del ricorso alla respirazione assistita.
1. L’ipomafia di Stato al tempo della gloriosa cattura di Messina Denaro
18 gennaio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Pipitone e S. Frequente “Messina Denaro arrestato, il procuratore De Lucia: “Si chiude un conto con periodo stragista, lui custodisce segreti su quella stagione””
No, lo Stato è vicino alla mafia, sia come dispositivo combinato di potere subalterno a forze sovranazionali -stragi incluse- sia socialmente sia culturalmente. Mi sono chiesto quanti fossero gli n gradi di separazione tra il massacratore di bambini e la giustizia. E’ arrivata la risposta: n=1. Tumbarello, medico massone che ha lavorato per Messina Denaro e per il tribunale.
Nella mia esperienza consulenti di tribunale sono esempio paradigmatico del potere di tipo baronale che in Lombardia come in Sicilia accomuna mafia e Stato nella collaborazione ai crimini dei poteri forti e nella vessazione dei cittadini. “gli oligarchi italici cercano la propria distinzione di rango nella dimostrazione di come riescono a controllare la popolazione, imponendole ogni sorta di umiliazione. Certe esibizioni parossistiche della propria capacità di dominio, spesso pavoneggiandosi di fronte ad esponenti stranieri, indicano l’origine arcaica e rurale dello schema di potere in Italia … Tra certe esibizioni di strapotere e certe ostentazioni di servilismo da parte dei nostri oligarchi, non c’è nessuna contraddizione, poiché rientrano entrambe in quello schema di oppressione rurale. Va rilevato che in Italia sono avvenute esagerazioni impossibili altrove, come il green pass per accedere al lavoro, l’obbligo vaccinale per un siero non ancora approvato … Gli sfrenati deliri vendicativi del potere nostrano rappresentano un ulteriore indizio delle sue matrici rurali” (Comidad, 19 gen 2023).
Il procuratore De Lucia aveva affermato che lo Stato non si abbassa al livello della mafia. A me sembra che si abbassi, quando c’è da difendere il livello fogna con metodi fogna (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale), mentre si trova bene con consulenti dei magistrati come Crisanti, Tumbarello e Rambaldini. Lo Stato usa la mafia di cosca come standard negativo per mantenere credibilità e legittimità mentre pratica la sua mafia. Con le sue stragi, su input sovranazionali, come quella in Lombardia nel 2020 (Il vero piano pandemico, rispettato, in Lombardia orientale nel 2020).
Continuano le vessazioni e coincidenze di stampo mafioso del fisco (v. sopra, Il livello Scarantino: l’ipomafia a Lamezia al tempo delle notizie di progetti di attentati a Gratteri)
La mattina del 9 gennaio 2023 ho postato questo:
Il 5 gennaio, 3 giorni prima, cade l’anniversario dell’uccisione di Pippo Fava, eseguita nel 1984. Difficilmente Sergio Mattarella rievocherà Fava, che scrisse, un anno prima di essere ucciso, di intese con la mafia del padre Bernardo. Se i killer non avessero fatto prima sarebbe stato querelato e i magistrati lo avrebbero punito, verosimilmente: come è accaduto a Danilo Dolci e Alfio Caruso. Ho letto delle parole di Mattarella mentre aprivo la bolletta. 385 euro per due mesi di gas e luce di un bilocale (A2A; 1 ottobre 2022 – 2 dicembre 2022; gas 1.29 euro a metro cubo, elettricità 0.66 euro a kWh; su consumi stimati). Davanti a un pizzo di massa legalizzato – accettato in silenzio da giornalisti e popolo – suonano posticce le liturgie sulle uccisioni che marcando come proibiti alcuni tipi umani hanno orientato la selezione inversa della classe dirigente. La classe dirigente che ne è risultata conduce una politica di approvvigionamento energetico a danno degli italiani invece che a loro vantaggio. Inversa rispetto a quella di Enrico Mattei, un tipo umano che è stato proibito così come sono stati proibiti i giornalisti watchdog che dicano pane al pane e ladro al ladro. La mafia che spara copre e legittima la mafia di penna. “Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione” (Pippo Fava).
A mezzogiorno sono uscito di casa. Sul portone ho incrociato il postino, che mi ha ringraziato perché gli stavo reggendo la porta. Ha lasciato nella cassetta delle lettere un avviso di ritiro alle poste di un atto giudiziario.
Sono dovuto andare a ritirarlo alle Poste di via Allegri. Aequa Roma, funzionario responsabile Carlo Filippo Cellucci (scritto con un carattere minuto, il più piccolo di tutto l’atto; il nome manca per l’anno 2019, che è privo delle pagine 1 e 2, che invece sono state stampate due volte per l’anno 2018) mi ingiunge di versare arretrati e sanzioni per 9178.05 euro per IMU non completamente pagata nei 4 anni 2017-2020; per il 49% dell’usufrutto dell’appartamento di 200 mq di Via Tevere, Roma. Presidente di Aequa Roma Maurizio De Filippo. Mi sono già stati fatti pagare di IMU negli stessi anni sullo stesso usufrutto 15480 euro; più circa 1700 euro in onorari per la compilazione della dichiarazione, giudicata come ogni anno scorretta, al consulente del tribunale Rambaldini e alla antimafiosa UIL Cosenza. E’ peggio che una patrimoniale: è un prendersi a rate l’intero valore commerciale di un usufrutto di un sessantenne. Le sanzioni, per migliaia di euro, si aggiungono ad un “affitto” mensile che lo Stato esige, permanentemente, sul mio usufrutto su mezzo appartamento; un affitto più elevato del 50% di quello che pago a un privato per il bilocale dove vivo. Non è neppure una patrimoniale: lo Stato mi sta obbligando a versargli l’intero valore commerciale del titolo di proprietà, che è l’unica, incerta, fonte di reddito che mi ha lasciato. In pratica lo Stato mi toglie indebitamente il lavoro, mi rende impossibile lavorare screditandomi, mi mette in una situazione finanziaria precaria negandomi anche quanto mi spetterebbe, e su quello che resta mi stracarica di tasse, e con ulteriori manipolazioni e la complicità di professionisti terzi fa in modo di aggiungervi a piacimento ulteriori prelievi; chiesti a orologeria, con i modi tracotanti e irridenti del mafioso con la coppola che ti brucia la vigna come avvertimento perché tu resti in silenzio sui suoi crimini. Questa condizione mafiosa è stata costruita tramite una libera catena di abusi e complicità. In pratica si è fatto in modo che su un titolo di proprietà già problematico mi ritrovassi come partner forzoso lo Stato, che come un mafioso fa parti leonine e usa la società forzosa per minacciare e boicottare.
Sindaco di Roma è Roberto Gualtieri, PD. Un esemplare rappresentativo della classe politica la cui qualità spiega le attuali condizioni del Paese. Ha partecipato alla vendita degli italiani nell’operazione covid. Sia alla suggestio falsi, come accusato, prosciolto, nella farsa delle accuse di insufficiente aderenza ai diktat per la strage del 2020. Accuse con le quali i magistrati che accusano favoriscono ulteriori sfaceli col pretesto della medicina (Open letter to HoC & HoL scrutiny committees. The WHO’s pandemic PPR treaty is a major threat to national sovereignty and democracy. Gruppo Hart, 9 dic 2022). Sia alla suppressio veri, da ministro dell’economia e ora da sindaco, con la persecuzione via fisco di una voce che denuncia i crimini della classe politica che sta vendendo il Paese.
L’appartamento in via Tevere è poco distante da quello che Mattarella prese in affitto al tempo della riconferma, con la sceneggiata dei traslocatori che caricavano i materassi. Il trattamento che ricevo mostra i meriti per i quali Mattarella è stato riconfermato come viceré. E anche con quali sistemi le sceneggiate come quella delle masserizie portate a spalla vengono finanziate. Mostra anche le complicità istituzionali che scaricano sui cittadini l’evasione fiscale istituzionalizzata del clero, in particolare a Roma (La commissione UE ordina allo stato italiano di recuperare l’ICI non pagato dalla Chiesa. In ballo fino a 11 miliardi. Il Fatto, 3 marzo 2023). Più piccioni con una fava, perché il clero ha interesse a spegnere voci di denuncia come la mia, date le sue partecipazioni e le sue alleanze con interessi criminali della medicina (Quando è Pietro che si associa a Simon Mago ).
Qualche rara volta negli anni ’70 tornando dal liceo in via Tevere, dove allora abitavo – allora le tasse sulla casa non erano così perverse – incontravo, nella 130 blu, Aldo Moro, probabilmente proveniente dalla vicina via Savoia, dove aveva lo studio. Non ho mai notato l’auto di scorta. Mi è rimasto impresso il suo sguardo benevolo. Moro non era certo un radicale. Ma neppure un quisling. Se avessimo avuto presidenti come lui, o come Piersanti, le sorti dell’Italia, e anche le mie, sarebbero state migliori. Ma sono stati selezionati i Sergio Mattarella, e queste sono le conseguenze.
Avevo chiesto io stesso, un anno e mezzo prima (v sopra, pec a Diego De Iorio, Aequa Roma; Vittorio Masia, tribunale di Brescia; Angela Barbaglio, procura della Repubblica di Verona, per 40 maggio 2021) che mi venisse comunicato quanto ancora dovevo pagare, dato il boicottaggio del commercialista del tribunale Rambaldini ed essendo privato di fatto del diritto alla difesa. Al boicottagio di Rambaldini si è aggiunto, vedo ora, per buona misura il boicottaggio del CAF UIL di Cosenza, che aveva già praticato il mobbing fiscale in concerto col veronese Rambaldini, e con l’Ordine dei commercialisti di Verona, presidente Mion, mettendoci inoltre del suo nella maniera più gratuita e ostentata (v sopra, lettera “Procedure Parmaliana: la lupara bianca amministrativa di versamento di imposte”, dell’1 settembre 2020 a Borrelli, procura di Salerno, Abete, presidente BNL, Castagna, segretario UIL Cosenza, Franceschini, ministro Beni culturali). Ne avevo scritto anche ai magistrati, osservando come questa persecuzione fiscale sia oggi funzionale a nascondere la natura della strage covid in Lombardia e a rafforzare le versioni ordinate dai mandanti, proseguendone gli effetti deleteri (pec a Masia e Barbaglio, cit.).
2. La simbologia massonico-mafiosa dell’ipomafia
Sono stato accontentato, con un ritardo di un anno e mezzo, un anno in più di dichiarazione aggravata, relativi interessi aggiuntivi, e una consegna al bacio, quando si apre l’anno di Brescia e Bergamo “capitali della cultura”. Lo slogan è “la città illuminata”. Meno male che per questo ballare sui morti non hanno usato “Ex Oriente lux”, il motto massonico. Le celebrazioni arrivano insieme agli esiti dell’incredibile “inchiesta” di Bergamo sulla strage del 2020. Probabilmente il titolo è stato assegnato nell’ambito dell’attività di copertura di quando commesso per fornire i morti di innesco per l’operazione covid.
L’incontro col postino “a bacio”, sincronizzato, è uno dei segnali mafiosi praticati dall’ipomafia. Per limitarsi alle Poste, il mese precedente c’era stata la consegna a tempo subito dopo minacce fisiche (11 dicembre 2022, in Milizie bresciane) dell’ingiunzione di pagamento della multa per non essermi vaccinato, nonostante il governo ne avesse già stabilito la sospensione. La seconda puntata di un’altra molestia di Poste italiane (v. Il livello Scarantino: la prudenza razionale, la prudenza sballata e la prudenza mafiosa. In: Censura postale delle notizie di reato). Il 6 dicembre, la prima volta alle poste dopo le molestie di maggio, per un reso Amazon, avevo dovuto reggere la porta a un nordafricano che avendo finito le pulizie è uscito dalla porta blindata. Nei 28 minuti nei quali sono stato tenuto ad aspettare, avendo davanti solo un’altra persona, è stato proprio quando usciva che mi è stato detto di aprire quella porta per depositare il pacchetto. Da parte di una impiegata che come al solito, essendosi già prodotta in precedenza (v. Il lvello Scarantino cit. In Censura postale delle notizie di reato) ha passato le mani dalla mascherina cadente intrisa di bava e muco alle carte che poi mi ha consegnato. Coincidenza non rilevabile, se non fosse che il nordafricano era già uscito prima e mi aveva spazzato davanti. L’aspettare a lungo, con una sola persona davanti – una volta 55 minuti – nella polvere sollevata da chi con scopa e pattumiera ti fa le pulizie attorno, è una pratica di mobbing che ho già sperimentato alle Poste. Gli extracomunitari, che dipendono da prefetture e sacrestie, vengono spesso usati per le molestie. Non ne ho una buona opinione: penso che siano come noi. Mentre gli reggevo la porta, ho riflettuto che i Soumahoro peggiori sono quelli con la pelle bianca. Tornato a casa ho ordinato su Amazon il libro “La bellezza, la legge e Dio” del procuratore generale di Brescia Rispoli.
Reggere la porta a chi è latore di un abuso e di un insulto non è il peggio. Può anche accadere che ti si impedisca di entrare per la tua porta. Il 16 febbraio 2021, nell’ambito delle costanti zozzerie associate con il trasporto della spesa alimentare nel rientro a casa un postino si è esibito in una sincronia che dovrebbe rientrare nella violenza privata (16 febbraio 2021. Il passaggio alla violenza privata nel mobbing di Poste italiane di Matteo Del Fante in occasione dell’insediamento di Draghi a PdC. In : Censura postale delle notizie di reato ). Ora i postini hanno preso a suonare sempre a me per farsi aprire il portone, anche se il più delle volte non c’è posta per me.
Le tasse extra sono anche la prosecuzione del mobbing postale precedente. L’impiegata che a gennaio 2023 mi ha consegnato l’ingiunzione dei 9178 euro è stata la stessa della consegna con insulto perchè non portavo la mascherina, non più obbligatoria, della multa per la non vaccinazione del 2 maggio 2022 (Il livello Scarantino: la prudenza razionale, la prudenza sballata e la prudenza mafiosa. In: Censura postale delle notizie di reato). Stavolta ho dovuto attendere un quarto d’ora fuori dall’ufficio – in una via dove si stava tenendo un mercato rionale, con le bancarelle. Asseritamente per evitare il contagio (sollevare polvere spazzando davanti agli utenti invece è igienico). Una limitazione arbitraria e grottesca; a conferma del potere di imporre la legge che gli pare. E a incoraggiamento agli impiegati di praticare il mobbing per conto dei loro padroni (I “Re Lear” di Poste italiane. In Censura postale delle notizie di reato). IL CEO di Poste italiane, Del Fante, viene da JP Morgan, che teorizza il superamento della Costituzione (Ricetta Jp Morgan per Europa integrata: liberarsi delle costituzioni antifasciste. Il Fatto, 19 giugno 2013). Del Fante condivide con Mattarella e con gli occupanti dell’altro palazzo del Quirinale – la Consulta, quella della costituzionalizzazione dei ricatti mafiosi per le iniezioni di mRNA – idee avanzate sulla cancellatura e riscrittura a penna della carta costituzionale per trasformarla in strumento di oppressione ordoliberista. Incluso l’uso di rappresaglie miserabili tramite il potere istituzionale.
La prassi di associare al pagamento di tasse inique zozzerie, come l’accoppiata di Carabinieri e spazzatrici di A2A (i cui vertici sono amici di Mattarella), vedi sopra, stavolta ha assunto un tono minore. Quando sono andato a pagare i 9178 euro, spazzatura della NATO sul pianerottolo all’uscita di casa, 20 giorni dopo averne scritto alla magistratura (10 febbraio 2023. Tumbarello e Crisanti. Il supporto dei magistrati alla grande criminalità biomedica al tempo della gloriosa cattuara di messina Denaro. In Milizie bresciane). Dito nell’orecchio invece che nel naso dell’impiegata delle Poste. All’uscita dalle Poste, attraverso la vetrata, lontano, sul lato opposto di Piazza Vittoria, incrocio di camioncino della spazzatura di A2A e auto della GdF, puntiformi. La GdF si è esibita in forme più aperte in precedenti messaggi mafioso-fiscali, v. sopra.
Pochi giorni prima la GdF, comandante generale Zafarana (“stage di alta qualificazione negli Stati Uniti d’America sul tema della lotta alla criminalità organizzata”, Wikipedia; cavaliere del Santo sepolcro, l’organizzazione vaticana con pesanti trascorsi di affiliazioni dei vertici della criminalità organizzata e massonica, della quale ho descritto le attenzioni di stampo mafioso nei miei confronti; digitare “sepolcro “ nella casella cerca del sito), ha regalato beni sequestrati al Bambin Gesù, l’ospedale pediatrico vaticano. Centro di alta qualificazione nell’applicazione di lucrosi ritrovati commerciali di provenienza Stati Uniti d’America ai bambini, spesso a danno dei bambini. Credo che le varie forme di soverchieria e sfruttamento, la mafia di cosca e la mafia di Stato, il fascismo tradizionale e quello medico, siano manifestazioni diverse di un unico principio: l’eccezionalismo. Il principio di essere portatori di un Bene superiore che esenta dal controllo etico e di legge. Il clero, portavoce di Dio, è eccezionalista per eccellenza, e lo ha insegnato ad altri. Ma anche le toghe, che non si delegittimano, la divisa che non si processa, la medicina che salva anche quanto ruba e uccide. La lotta alla mafia di cosca, che copre la pratica della mafia di loggia, di curia e di Stato. Così non sorprende che forze di polizia e preti si uniscano in nome della medicina, pronubi i magistrati. Compiendo insieme nefandezze. Come la giustificazione della strage iniziale covid in Lombardia, e il potenziamento per il futuro delle aberrazioni materiali e giuridiche alle quali ha fatto da pretesto, facendo propria la versione dei responsabili (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale); con “indagini” farsa condotte dalla GdF. Le cui “risultanze”, dettate dai mandanti, vengono protette con questi mezzi mafiosi.
Un’altra modalità di questi comportamenti simbolici è l’associazione tra precisione e smodatezza. Precisione al secondo nel consegnarmi il biglietto di punizione e di minaccia; ma dopo un anno e mezzo che avevo chiesto di perfezionare l’abuso, che è stato aggravato. La volta precedente la sincronia perfetta tra insulto e punizione fiscale è stata ottenuta via Pec (v. sopra, Il livello Scarantino: l’ipomafia a Lamezia al tempo delle notizie di progetti di attentati a Gratteri). Consegna insieme a una minaccia fisica (11 dicembre 2022. Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. In Milizie bresciane) di una multa psicotica per non essermi fatto inoculare come vuole Pzifer, le Poste partecipando alla campagna di inoculazioni forzose; multa già sospesa dal governo; ma che sulla lettera riporta il peso del contenuto al centesimo di grammo (20 dicembre 2022. Commento al post per ricordare David Sassoli: stampati 315mila francobolli con il suo ritratto. In Censura postale delle notizie di reato). Per tanti anni le coincidenze dopo che scrivevo su Mattarella sono state il lanciarmi addosso la sporcizia con le macchine spazzatrici di A2A, diretta da amici personali di Mattarella. Dopo che ho ripetuto alla magistratura e ad A2A che è uno stalking mafioso e miserabile, volto ad aiutarla nella sua opera di insabbiamento dei reati del grande business biomedico (3 ottobre 2022. Lettera a Fondazione ASM e al Procuratore di Trento Sandro Raimondi su “il livello Scarantino: le fonti istituzionali della cultura mafiosa a Brescia” in 1 giugno 2022, Milizie bresciane“; Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale ” ), si è temporaneamente passati a succedanei. Come passarmi tre volte sotto casa con due diverse spazzatrici il giorno dopo avere postato su Mattarella, e poi di nuovo il giorno successivo, e poi ancora per il terzo giorno di fila, mentre si inaugurava un monumento alle vittime del covid (18 marzo 2023. “La bellezza, la legge e Dio” I. Il monumento alle vittime della strage covid. In: Milizie bresciane). L’avere preso a depositare sulla strada un foglio con l’immagine di Sergio su una facciata e di Bernardo sull’altra a ogni struscio diretto di spazzatrice di A2A è probabilmente tra i fattori che hanno portato alla rappresaglia attuale. Comunque, la consegna al bacio del postino è seguita ad un commento di critica alle bollette esorbitanti di A2A; e lo stesso giorno, la sera, il 9 gennaio 2023, nel portare giù la spazzatura settimanale come previsto dalla tabella di A2A per la raccolta differenziata, un inquilino, che chiamo “Tip tap” tap per il suo essere andato su e giù per la rampa di scale sopra la mia testa, mentre passavo giù per le scale ha sbattuto per bene i piedi sullo zerbino di casa, sopra la mia testa. Le macchine spazzatrici degli amici di Mattarella, che mi costringono in casa per evitarle, hanno dato uno spettacolino il 18 gennaio, dopo che avevo postato questo:
Commento al post di G. Ruggieri “Arresto Messina Denaro, il procuratore De Lucia: “Catturato senza violenza e manette. Un segno importante per un paese democratico””
Il Procuratore in quanto magistrato è sciolto dalle leggi. Le leggi della logica. Rientra nella ideazione onirica che la pericolosità e il potere di un soggetto lo rendano invisibile, irraggiungibile, per decenni. Che ci siano voluti 30 anni per prendere un delinquente condannato per i peggiori crimini sarebbe prova della difficoltà dell’impresa e quindi della sua grandezza. Queste lodi dove l’inverosimiglianza diviene merito, circolari sul piano logico, e sul piano morale a gallo che fa chicchirichì ignaro di ciò su cui si erge, sono frequenti. Es. per i vaccini per il coronavirus , ottenuti inspiegabilmente in qualche settimana dopo decenni di fallimenti, si è parlato di “miracolo”; l’analisi delle farsesche procedure di approvazione e l’evidenza mostrano che si è trattato invece di bugie. Sulle grandi frodi della medicina magistrati e polizie hanno fatto e fanno come con Messina Denaro per 29 anni. Inclusi i ricatti mafiosi jab for job, e i mascariamenti per screditare ed eliminare chi intende la medicina come Giaccone e non come Guttadauro.
I magistrati e CC espressione di un Paese democratico per avere accolto coi guanti un supermafioso in una casa di cura, nell’ambito di chissà quale intrigo, è un po’ troppo. Nello stesso giorno è morta Gina Lollobrigida, e in tv danno Pane Amore e Fantasia, delicata favola propagandistica sui CC. Le favole autocelebrative sulla mafia di cosca, il grande alibi per la mafia di Stato, per i sistemi Montante, sono invece grevi.
Impazzava l’autocelebrazione di magistrati e CC per il ritiro di Messina Denaro. La macchina spazzatrice sotto casa ha scaricato sulla strada cumuli di una pasta brunastra, sporcando l’asfalto, e poi li ha raccolti di nuovo. Scena che mi ha indotto a riflessioni sulla pratica bresciana di sporcare sfruttando il compito di pulire; e anche sulla facilità di assumere le proprie deiezioni da parte di certi tipi umani. Pochi giorni dopo i magistrati bresciani hanno assolto in appello per Stamina, la truffa artigianale e promozione di truffe ufficiali che hanno permesso (Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale). Avevo osato chiedere copia della sentenza di assoluzione di primo grado (11 aprile 2022, pec al presidente del Tribunale di Brescia Vittorio Masia), ovviamente non rilasciata, mentre mi è arrivata una serie di risposte mafiose.
La precisione (cioè la riproducibilità, la replicabilità nel colpire un bersaglio sempre nello stessa area ristretta, per quanto errata, o aberrante) viene spesso confusa per l’accuratezza (la correttezza, l’aderenza al vero e al giusto, l’andare a segno). L’equivoco tra ciò che va al bersaglio desiderato e ciò che è giusto viene coltivato: è una caratteristica generale della falsa scienza usata per produrre frodi mediche. E anche delle manipolazioni giudiziarie che le appoggiano, cesellando minuziosamente sul falso. La burocrazia fa tesoro di questo equivoco, e lo porta a livello di messaggio mafioso. Per medici e magistrati la precisione è uno strumento retorico, una simulazione dell’accuratezza che calpestano. E’ in generale una simulazione di armonia e misura e quindi di scripolo ed equità. Il rapporto tra bellezza e legge, che interessa così tanto il procuratore generale di Brescia Rispoli, coautore del libro “La bellezza, la legge e Dio” è perverso: la magistratura costruisce risposte “precise”, risposte che soddisfano il senso estetico, a questioni false, ignorando il complesso del reticolo, intricato e sgraziato, dato dai fattori del contesto causale; fino ad accettare la versione dei colpevoli come premessa e farsi quindi loro strumento; quello che sta facendo la Procura di Bergamo per la strage covid.
Nello stalking e nel mobbing di Stato la precisione diviene esibizione di potere, un mostrare di avere contro un’efficiente organizzazione; in effetti si tratta di un’associazione a delinquere, ma di debosciati. Qui ci sono state una confluenza della pregressa precisione nello stalking del fisco, il caso precedente, v. sopra Gratteri; delle Poste – che ha partecipato all’operazione obbligo vaccinale covid e mi impesta regolarmente; di Mattarella; di A2A. Per di più avevo parlato del pizzo in bolletta, con lo Stato esattore, delle squallide liturgie dell’antimafia a coprire la mafia di Stato, e avevo accostato le due. Ma più di tutto quello che ho detto e non dovevo dire sono le responsabilità istituzionali nella strage covid del 2020:
Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale.
3. Da Portella della Ginestra, 1947, ad Alzano Lombardo, 2020
Non solo la banda del semianalfabeta Giuliano, ma nemmeno la mafia, i servizi segreti, la polizia si collocano a quel livello. Tutti, in posizioni differenti, sono organi operativi, strutture di servizio. La sede di elaborazione di una simile decisione non è nemmeno il luogo della politica comunemente intesa – la politica dei partiti, delle segreterie, dei gruppi, luoghi relativamente aperti dove le discussioni circolano e trapelano. Non è pensabile che Bernardo Mattarella o Mario Scelba abbiano convocato una Direzione della Dc, ma nemmeno un organismo ristretto per deliberare sulla strage. (G. Tamburino. Dietro tutte le trame. Gianfranco Alliata e le origine della strategia della tensione. Donzelli, 2022).”
Lo stesso può essere detto – oltre che per le altre stragi e gli altri omicidi eversivi – per la strage covid di innesco in Lombardia nel 2020: per il suo uso promozionale di misure perverse, del quale Sergio Mattarella è stato il più autorevole e influente attore, e per le sue coperture istituzionali.
Queste sceneggiate coi postini che piombano messaggeri esatti di salassi punitivi distolgono dall’essenziale, che qui è l’occultamento e l’insabbiamento, anche tramite questi boicottaggi e minacce, delle responsabilità dello Stato nei crimini della biomedicina, e segnatamente sulla strage covid, per la quale Mattarella si è speso e sulla quale ha posto il sigillo presidenziale.
Il bersaglio reale:
9 dicembre 2022
I paradisi giudiziari per la grande criminalità biomedica
La copertura della strage del 2020, e la partecipazione attiva alle sue finalità criminali ed eversive, viene supportata, mostra il mio caso, tramite attività ausiliarie: l’assassino morale, cercando di invischiarmi in caciare di ogni genere; il boicottaggio, togliendomi di che vivere; l’intimidazione, facendomi vedere che se non sto zitto possono togliermi anche quello che mi hanno lasciato; e l’autodiscredito, mostrando che i magistrati – ai quali vengono così tolte dal fuoco le castagne di dovere mantenere coperto l’accaduto – sono della partita.
4. I sommersi e i salvati
E’ vero che a criticare Mattarella e a parlare dei trascorsi del padre si va incontro a una serie di guai. Che possono essere di tre livelli. I magistrati nel 1967 condannarono per questo Danilo Dolci: “egli aveva ormai documentato, in termini d’indagine sociologica, con puntualità e precisione. Una documentazione che gli era costata una denuncia per diffamazione da parte dell’allora Ministro Bernardo Mattarella e un lungo e penoso processo a conclusione del quale i giudici, pur a fronte delle centinaia di testimonianze a favore, gli avevano dato torto”. (Casarrubea G. Piantare uomini. Danilo Dolci sul filo della memoria. 2014). I giudici scrissero di “insuperabile contrarietà alla mafia mantenuta nel corso di tutta la sua carriera politica” (di Bernardo Mattarella, non di Dolci). Nel 2017 è stato condannato per diffamazione Alfio Caruso, per quanto ha scritto su Bernardo Mattarella. L’avvocato Repici, difensore di Caruso, ha parlato di sentenza ferocemente punitiva. E’ da notare che i condannati non hanno detto cose sostanzialmente diverse da quanto scritto dallo storico Casarrubea. Es. “In questo frangente la mafia svolge anche un’azione interna per il perfetto controllo della Dc. L’esempio più clamoroso è quello dell’uccisione del segretario regionale della Dc e candidato alle elezioni per la Camera, avv. Vincenzo Campo, che fu fulminato a colpi di mitra il 22 febbraio del ’48 (292). La sua candidatura era stata contrastata dai gruppi mafiosi collegati con Mattarella.” (Storia segreta della Sicilia. Dallo sbarco alleato a Portella della Ginestra. 2005). “Non c’è da dubitarne, stando a diverse fonti di informazioni sul dato, e se è vero che ancora dieci anni dopo la strage, nel ’57, il capo di Cosa Nostra, Joe Bonanno, appunto, considerando la Sicilia casa sua, era approdato da New York all’aeroporto di Fiumicino, per essere accolto proprio dal suo compaesano Bernardo Mattarella (14). Anche nel regno del bandito, nelle prime elezioni, Mattarella era circondato da personaggi equivoci: Peppino Filangeri, che era considerato il più autorevole dei mafiosi locali, Salvatore Candela, Angelo e Giovanni Genovese. Turiddu Troia di San Giuseppe Jato. Ma si poteva dire che non ci fosse paese, nel collegio elettorale che lo interessava, nel quale la mafia non si sentisse mobilitata per lui.” . “E di un incontro tra mafiosi, Mattarella e Giuliano, avvenuto verso il mese di maggio del ’47, è testimone, tra gli altri, Giacomo Catalano, allora impiegato presso un bar di Castellamare del Golfo il cui racconto viene riferito da Vito Ferrante, nella fondamentale inchiesta di Dolci, Chi gioca solo. … Pisciotta, che era stato arrestato il 5 dicembre 1950 (10), è più esplicito. Fa riferimento, quali mandanti, a Mattarella, all’onorevole Tommaso Leone Marchesano (102), al principe Giovanni Francesco Alliata, all’onorevole Giacomo Cusumano Geloso che avrebbero partecipato, come abbiamo visto, ad alcuni colloqui col bandito. … La terza fase, anche se successiva, e contraddistinta dalla nuova trasmigrazione verso la democrazia cristiana, aveva un percorso più lungo. Se ne potevano fare risalire le origini a Bernardo Mattarella che nel settembre 1944 aveva invitato l’onorata società a entrare nella democrazia cristiana (329)”. (Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato. 1997). “Il modello corleonese non è isolato, trova imitazioni o analogie a macchia di leopardo. … Mattarella non nascondeva la sua protezione per Vincenzo Rimi, vissuto da sempre all’ombra della Dc, e considerato «l’architrave dell’edificio mafioso nella provincia di Trapani», unitamente a Salvatore Zizzo di Salemi”. (“Fra’ Diavolo e il governo nero – “Doppio Stato” e stragi nella Sicilia del dopoguerra. FrancoAngeli, 1998).
Il padre di Casarrubea fu tra gli uccisi in quella stagione, nella quale con l’appoggio della magistratura fu imposta la mafia come potere sussidiario dello Stato; come braccio violento di chi controllava lo Stato. Casarrubea non è stato querelato. Questo dell’uso dei magistrati è il primo livello della rappresaglia censoria. Il livello “carte a posto” secondo l’espressione di Borsellino: i magistrati possono difendere la loro sentenza punitiva stiracchiando qualche argomento ad hoc. E’ un livello insidioso, dove la frattura tra giustizia e sua amministrazione è già avvenuta. E’ stato usato per eliminare un medico scomodo, contro di me, su mandato atlantico.
Oppure, o in aggiunta, secondo livello, può capitare di ricevere queste continue coincidenze di spazzini, postini, macchine che ti vengono addosso e poi frenano, macchine spazzatrici che ti cospargono di sporcizia; e, in aggiuta allo status di proscritto, prelievi forzosi continui, per anni e anni, indebiti e smodati di soldi che impoveriscono e minacciano di ridurti a zero, ottenuti tramite sincronie tra istituzioni e manipolazioni e infedeltà di terzi e la connivenza della magistratura. Coincidenze così frequenti e regolari da essere prevedibili e presentarsi alla mente quando si avvicinano le dita alla tastiera per descrivere crimini impuniti e protetti. Mi sono sempre chiesto perché un certo genere di malaffare, quello massonico e mafioso in particolare, abbia una forte simbologia associata. Carlo Palermo, persona più che degna, si dilunga molto nei suoi libri, in maniera quasi ossessiva, sulla simbologia dei massoni nel descriverne i crimini. Probabilmente la simbologia ha una funzione pratica. Una forma di mimetismo doppia: batesiana, di avviso di pericolo, cioè di intimidazione. E allo stesso tempo di camouflage, di mimetizzazione, di confusione con la routine ridondante (Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. In Milizie bresciane ). I delinquenti hanno l’arte di unire le due mimetizzazioni, di minaccia e di copertura: “Può adirarsi che tu mostri sospetto su di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello che tu sospetti è certo“. Le simbologie vogliono ammantare di un’aura terribile atti che sono sostanzialmente vili e miserabili, ma in modo coperto, mafioso appunto.
La ripetitività pressochè meccanica di quanto ricevo, e le altre varie tecniche di mobbing e gaslighting, fanno pensare anche a una seconda origine, collegata comunque a mafia e massoneria: all’applicazione di tecniche codificate; a un manuale di guerra psicologica e boicottaggio di figure indesiderate. A tecniche di provenienza sovranazionale, come tanta della porcheria che i vassalli nazionali applicano e proteggono. Se fosse così le tecniche “scientifiche” di condizionamento e lo stile da barone siciliano si troverebbero in una affinità e sinergia naturali. E’ nei fatti l’omologia tra i due mondi antropologicamente distanti, ma alleati; tra i metodi della mafia siciliana e quelli del potere economico anglosassone.
Questo livello non è meno sanguinoso e bestiale della pallottola in testa dato ciò che serve a coprire, il sangue versato per scopi indicibili, qui la strage in Lombardia del 2020. Bernardo Mattarella non credo fosse nel livello dei mandanti della strage di Portella, la cui organizzazione militare è stata considerata un modello per l’assassinio di JFK a Dallas; né il figlio è il mandante delle stragi pilotate in Lombardia nel 2020. Ma in entrambi i casi hanno costituito fattori permissivi e facilitanti. Anelli intermedi, passivi, della catena di comando.
Il terzo livello della censura è l’assassinio fisico diretto come è stato per Fava. Non penso che i Mattarella c’entrino con l’ordine dell’omicidio di chi additava Bernardo Mattarella; anche se Bernardo Mattarella da vivo era parte del blocco di potere che ha beneficiato di quella epurazione esemplare, condotta da una propaggine “operativa” cioè omicida, dello stesso blocco. Non penso si possa dire quello che nel Gattopardo don Ciccio dice dell’assassinio del suocero di Tumeo: “Sempre fortunato don Calogero, perché quello stava diventando importuno e prepotente.”
Ma i Mattarella sono comunque fortunati. Dietro al tragico alibi di Piersanti, un esempio paradigmatico di mutazione “unfit”, cioè pregiata, eliminata dalla incessante pressione selettiva, tragica controprova di come viene determinata la classe dirigente, i Mattarella calzano alla perfezione il modello di classe dirigente imposto alla colonia Italia; dai tempi dell’Italia che si rialzava dalla guerra, col capostipite, al declino dei giorni nostri. Sono l’esempio principe dei salvati. Mentre le voci libere, i sindacalisti uccisi in Sicilia nel dopoguerra, i Piersanti, Moro, Fava, Alfano; i censurati, Dolci, me si parva licet, vengono sommersi, cioè tolti di mezzo in un modo o nell’altro, loro vanno avanti, sul sentiero tracciato con una lunga scia di morte e violenza, obbedienti perinde ac cadaver coi forti, baronali con i sudditi; e con loro va avanti la vendita del Paese.
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13 maggio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Frosina “Presentò il suo libro all’evento dei massoni: il Csm “salva” dal trasferimento il pg di Brescia”
Mizzica. Questo articolo de Il Fatto del 13 maggio 2023 l’ho letto oggi sabato 13 maggio 2023, ore 9:30, appena tornato dalle Poste di Brescia, avendo inviato per racc. al procuratore generale Rispoli la tessera elettorale – date le imminenti elezioni comunali – con lo scritto “La partecipazione della magistratura agli stagecraft criminali ed eversivi” (In: Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale). dove parlo dell’attuale procedimento, da lui avocato, sulla strage covid in Lombardia del 2020*. Nel materiale faccio anche riferimento all’uso abituale da parte dei massoni delle coincidenze a scopo di derisione, di ostentazione di potere e immunità, e di minaccia. Credevo che la vicinanza di Rispoli fosse limitata al clero, essendo egli l’autore con Vito Mancuso del libro dal dimesso titolo “La bellezza, la legge e Dio”.
* Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale.
[Neanche il viaggio di andata è stato privo di eventi. Es. appena uscito nell’andare a spedire la tessera elettorale a Rispoli rottweiler trattenuto a fatica, sotto casa, nel “Parco dell’antimafia bresciana” (v. 8 giugno 2018, La mafia dietro antimafia: il “Parco dell’antimafia bresciana”. Restituzione della scheda elettorale elezioni comunali Brescia 10 giugno 2018. A Cafiero de Raho e Taramelli. In: Milizie bresciane).]
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15 maggio 2023
Lettera “La partecipazione della magistratura agli stagecraft criminali ed eversivi”
al procuratore generale di Brescia Rispoli, presidente del Tribvbunale di Palermo Balsamo, sindaco di Roma Gualtieri, presidente Aequa Roma De Filippo
In Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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29 maggio 2023
Polizia e copertura delle stragi di Stato a Brescia: “er Monnezza” esiste davvero
E’ ripresa l’accoppiata spazzatura-polizia ad accompagnare (v. sopra) lo svenamento fiscale. Invece del convoglio CC/macchine spazzatrici di A2A, della quale è AD il figlio del già presidente del tribunale di Brescia, invece degli stracci sbatacchiati sulla testa dalle finestre presente la polizia municipale, stavolta scopa, pattumiera e PS . Uscire dalle Acli con tasse da pagare superiori al reddito già altre volte ha comportato di questi “saluti”. Stavolta una donna delle pulizie ha sollevato una nuvola di polvere spazzando, non si sa con quale razionalità, il vialetto di uscita, con una scopa e una pattumiera da cucina. Nonostante avesse la pattumiera spazzava a togliere, ad allontanare da sé, non a raccogliere. La polvere è stata sollevata raschiando con la scopa cemento scrostato e ghiaia: si vedevano nuvolette, e la si sentiva nell’aria. Varcata la soglia, ferma al semaforo, pantera della polizia, al check point “Gabella”. E’ il tratto che segna l’ingresso nel centro storico, che da decenni non posso passare senza incrociare mezzi di polizia, il più delle volte PM. La PS era arrivata anche quando sono entrato nelle ACLI, con un’auto della stradale.
entrata
saluto
A Brescia e al ministero dell’interno conoscono il valore della pulizia. Dagli idranti del vicequestore Aniello il 28 maggio 1974 per cancellare le tracce con la scusa di pulire subito dopo la strage “esogena” di Piazza Loggia, affidata ai servizi e a utili idioti fascisti; al lancio il 29 maggio 2023 di sporcizia in luoghi pubblici, sempre con la scusa di pulire, su chi indica le responsabilità reali della strage covid del 2020, anch’essa eseguita su commissione, in obbedienza agli stessi padroni sovranazionali ma su un gradino superiore di obbedienza: endogena nell’attuazione istituzionale, commessa con mezzi propri e legali (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale). Macchine spazzatrici, tappeti dalle finestre, spazzini a piedi con la ramazza, un rastrello che si sta usando per gli scarti su suolo pubblico col quale colpirmi, ferendomi coi rebbi, con l’aggressore che dichiara di avere avuto dai carabinieri assicurazioni di impunità (14 novembre 2014. In Milizie bresciane), donne delle pulizie indaffarate, sacchi della spazzatura, manovre a tenaglia GdF-macchina spazzatrice davanti al palco in allestimento per la visita del papa. La spazzatura è strumento chiave, postribolare e mafioso, del trattamento mafioso e postribolare che ricevo. Forse per il meccanismo di difesa psicologica della proiezione, dato ciò che mandanti ed esecutori hanno dentro.
Nel 2022 con un reddito 2021 di zero euro mi sono state fatte pagare 10572 € di tasse, tramite una catena di abusi e manipolazioni. Nel 2023 con un reddito lordo 2022 di 21000 € mi vengono fatte pagare, con un allungamento della catena di abusi e manipolazioni, 23398 € di tasse, il 111 % del reddito; nella migliore delle ipotesi, cioè se la rata IMU non aumenta e se non ricevo altre ulteriori imposizioni di tasse e sanzioni da “errori” altrui, come avviene ogni anno. Il tutto accompagnato da messaggi mafiosi (v. sopra, 9 gennaio 2023, Le carte a posto dei giudici, le puntuali sfortunate coincidenze tra il denunciare tradimenti istituzionali e ricevere danni ingiusti dallo Stato, e i proiettili in testa: i tre livelli della rappresaglia al tempo delle fortune dei Mattarella); e lubrificato, prima del viatico con la spazzata addosso, con muco nasale e saliva, il bottiglione del gel disinfettante bene in vista:
Come ci si può aspettare da dei mafiosi che vogliano sottolineare il loro dominio, è stato aggiunto come al solito l’insulto al danno, alla minaccia e all’intimidazione. L’imbrattata con la scorta di polizia a sigillo del furto di Stato ha più mandanti e beneficiari: Mattarella, sindacato, preti, polizia, magistrati.
Mattarella – Un ritorno al puntuale lancio fisico di sporco dopo avere scritto su Mattarella. E’ attuato principalmente con le macchine spazzatrici dei suoi amici personali a capo di A2A ( I rituali zozzonici della banda Mattarella ; La medicina sotto la presidenza Mattarella ); ma anche con spazzini a piedi con la ramazza, e civili volenterosi, come i condomini. Il giorno prima avevo postato questo:
28 maggio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Strage piazza Loggia, Mattarella: “Il Paese ha un debito verso Brescia”. La Russa: “Pagina buia della nostra storia”. Celebrazione in città
Si dice che un bilancio debba essere “chia-ve-co”: chiaro, veritiero e corretto. “Il Paese ha un debito verso Brescia” nel bilancio truccato di coloro che servono i poteri che ordinarono la bomba e spremono ancora la strage, dopo 50 anni, per “rifarsi una verginità” (Pasolini). In una contabilità chia-ve-co Brescia, che ospita la reclusione dorata di Mario Moretti, e fa da carceriere e da eliminatore a chi la pensa come Moro sui doveri verso il Paese, dovrebbe figurare la strage covid del 2020 in Lombardia, ordinata dai poteri forti a danno dell’Italia; attuata con il dolo sistemico delle misure mediche e sanitarie aberranti, iatrogene; supportata nella sua falsa rappresentazione da media e politici, le massime cariche a dirigere il coro; ed indagata spudoratamente secondo il dettato dei mandanti, generatore di ulteriori lutti e sfaceli*. Mentre si presenta come un merito la mancata conclusione degli accertamenti giudiziari sulla strage di mezzo secolo fa. La magistratura giustifica l’avvicinarsi alla boa del passaggio al sesto decennio di procedimenti giudiziari con il “fare bene a garanzia di tutti” quando si è precipitata ad affidare le indagini sulla strage del 2020 a Crisanti, Imperial college, una impostazione che dà le stesse garanzie della scelta di Pieczenick come consulente quando c’era da tenere fermo Moro sotto i colpi dei sicari.
*Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale.
Inoltre ho indicato il parallelismo tra Bernardo Mattarella-Portella delle Ginestre, 1947, e Sergio Mattarella-Covid Lombardia, 2020 (v. sopra: Le carte a posto dei giudici, le puntuali sfortunate coincidenze tra il denunciare tradimenti istituzionali e ricevere danni ingiusti dallo Stato, e i proiettili in testa: i tre livelli della rappresaglia al tempo delle fortune dei Mattarella). Giorni prima Mattarella ha commemorato don Milani, parlando contro la censura. Non ho commentato sul blog de Il Fatto; ha prevalso il disgusto per l’ipocrisia. Mattarella ha anche celebrato Manzoni. Che spiegò l’equivoco sul quale si basa l’arte miserabile della violenza occulta, della provocazione e del gaslighting, prediletta dai vili:
In mezzo a questo serra serra, non possiam lasciar di fermarci un momento a fare una riflessione. Renzo, che strepitava di notte in casa altrui, che vi s’era introdotto di soppiatto, e teneva il padrone stesso assediato in una stanza, ha tutta l’apparenza d’un oppressore; eppure, alla fin de’ fatti, era l’oppresso. Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a’ fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo… voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo.
Sindacato – Il giorno prima, anniversario della strage, era in piazza Loggia per il tagliando imenale. E’ notorio come i sindacati siano gialli. Per il covid hanno venduto i lavoratori mettendosi dalla parte degli inoculatori fino al ricatto sul lavoro, a differenza dei sindacati di altri Paesi. Hanno contribuito all’aumento della inabitabilità del mondo intossicando anche l’ambiente di lavoro (The impact of the covid response upon workplace absenteeism. Predictable consequences of fear mongering and non-evidenced restrictions. Gruppo Hart, 6 giugno 2023). Usano sistematicamente lavoratori, anche di bassa condizione come le donne delle pulizie, facilmente convincibili e ricattabili, per l’esecuzione di reati di supporto a crimini di Stato. Forse, data la pantera PS fuori, si aspettavano che avrei estratto la spazzola che ho preso a portare e usare per ripulirmi quando mi imbrattano gli spazzini del fratello Mazzoncini. Invece ho detto alla donna “così non mi sposo”, visto che mi stava spazzando sui piedi, per fermarla. O forse sapevano che non l’avrei fatto in questo caso. Tanto – ho pensato – di merdaioli ai quali meglio rispondere me ne verranno dati a bizzeffe uscito da qui. La consueta ricerca dell’alternativa “lose-lose”, resa possibile dall’avere le spalle coperte dalla magistratura: o la learned impotence del subire un sopruso e un insulto senza reagire o la creazione di un incidente, col quale poi dipingermi come matto, pericoloso, etc. Il senso di schifo me lo suscitano le loro persone con queste bassezze che con tanta naturalezza praticano, non con la lordura che mi fanno lanciare addosso.
Direttore Acli: Michele Dell’Aglio. Presidente nazionale: Emiliano Manfredonia. Presidente provinciale: Pierangelo Milesi; è di Corteno Golgi, il luogo dove i partigiani cattolici in combutta coi tedeschi uccisero a tradimento, dopo averlo infangato, Raffaele Menici, l’ufficiale degli alpini, pure di quelle parti, che voleva fare il partigiano davvero. Il cui cognome uso come nickname su internet.
Preti – Sono i registi. Con la loro esperienza plurisecolare prendono in appalto l’eliminazione di soggetti scomodi finalizzata a ciò che praticano da secoli, la vendita del Paese. Saliva, muco nasale, aggravio fiscale e scopa e pattumiera all’uscita sono fissi per me a CISL e ACLI. Sporco di strada lanciato addosso con le macchine spazzatrici davanti alla Poliambulanza delle suore Ancelle. Insieme ai benefici del killeraggio su commissione tolgono di mezzo chi è di intralcio alle lucrose frodi biomediche strutturali, alle quali partecipano (Quando è Pietro che si associa a Simon Mago). Il giorno stesso Bergoglio ha dato a Mattarella il premio Paolo VI. Scopa e pattumiera (es. 18 marzo 2023. “La bellezza, la legge e Dio”. Il monumento alla vittime della strage covid. In: Milizie bresciane) o spazzini dei fratelli di A2A sono pure fissi quando passo davanti al centro Paolo VI.
Polizia – Si riporta che l’ordine di fare lavare la piazza subito dopo al strage, cancellando così indizi, sia venuto da Federico Umberto D’Amato. Contrariamente a quanto proclama Mattarella non è cambiato molto da allora. Anzi. Le commemorazioni dopo 50 anni di sostanziale impunità sono una prosecuzione della strage, fornendo la ricrescita imenale che favorisce il continuare a servire gli stessi padroni. Le complicità, la subordinazione istituzionale di allora vengono convertite in titoli di merito, dietro ai quali praticare altre complicità e subordinazioni istituzionali. Le stragi per indirizzare il corso politico vengono commesse in forme nuove; la polizia continua ad occuparsi di coprire le responsabilità. I poliziotti sono quelli che portano in giro come una reliquia l’auto della strage di Capaci, e intanto fanno di questi bassi servizi ai mandanti delle stragi di allora e di oggi.
L’11 maggio ero andato a chiedere la tessera elettorale, da restituire (“La bellezza, la legge e Dio” I. Il monumento alla vittime della strage covid. Cit.). Solito stalking:
11 maggio 2023. Bacio dei CC andando a chiedere la scheda elettorale. Notare l’Audi sw, che si è appena incrociata coi CC. L’apparizione di questo modello è divenuta fissa dall’inizio dell’anno ogni volta che, giornalmente, passo di lì, la rotatoria davanti alla Poliambulanza. Alle spalle delle strisce pedonali c’è il centro SFERA “Scuola di alta formazione educazione ricerca” della Poliambulanza.
L’addetto al rilascio dei documenti elettorali del Comune di Brescia (Del Bono – Castelletti)
Rientro a casa
All’entrata in casa al ritorno sacco della spazzatura NATO, la pratica per la quale ho inutilmente scritto a amministratore condominiale e magistratura (11 dicembre 2022. Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. In Milizie bresciane). Per la restituzione precedente della scheda elettorale v. : 12 febbraio 2023. Restituzione della scheda elettorale, elezioni regionali del 12 e 13 febbraio 2023. Tumbarello e Crisanti. Il supporto dei magistrati alla grande criminalità biomedica al tempo della gloriosa cattura di Messina Denaro. In: Milizie bresciane. Allora la risposta zozzonica era stata affidata alla “Tappetatrice” del palazzo di fronte (29 novembre 2022. I due piccioni che si prendono eliminando quelli come Calipari. In Milizie bresciane).
Quello stesso 11 maggio è stato nominato capo della polizia Vittorio Pisani, di Catanzaro. Ho associato la nomina e il sacco di spazzatura davanti all’uscio e ho pensato: “er Monnezza esiste davvero”. Er Monezza, il poliziotto trucido interpretato da Thomas Milian (sovrapposto al “commissario Giraldi”). L’episodio con Leo Gullotta “er Fibbia” delle pillole miracolose che fanno andare l’automobile ad acqua (13 febbraio 2016. Telethon. La manipolazione dello sperabile e la squadra pro-truffa. In Milizie bresciane) mostra un trucco comune nelle frodi mediche strutturali, quello di simulare un’efficacia accoppiando al prodotto miracoloso uno che abbia un’efficacia reale. Es. Harris, un professore di chirurgia ortopedica, riporta come un farmaco geneticamente ingegnerizzato, la bone morphogenetic protein, sia stato fatto apparire efficace nel sanare le fratture della tibia associandolo al trattamento chirurgico, con l’inserimento a mo’ di carpenteria di un’asta metallica; non sono stati condotti trial di controllo senza la chirurgia. Il sofisticato farmaco è stato approvato dall’FDA su questa base (Surgery, the ultimate placebo. NewSouth, 2016). Lo sketch di Milian e Gullotta mostra questo schema.
Sull’uscio di casa l’associazione è stata tra polizia e copertura con la spazzatura della strage covid. Pisani ha acquisito meriti catturando mafiosi. Io devo essere eliminato per ordini superiori, e per meglio vendersi al grande crimine biomedico strutturale. Per di più sostengo che la lotta alla mafia di cosca fa da paravento al mettersi al servizio dei poteri forti e dei loro crimini, e da alibi alle associate pratiche mafiose (I professionisti della metamafia; L’ ipomafia); la mia storia ne è una conferma. Le mie idee sull’ambiguità dell’antimafia di carriera, sul convergere dei fili che muovono mafia e antimafia nelle mani degli stessi burattinai, non devono rendermi simpatico presso chi prospera con la “lotta” perenne alla mafia. Due giorni prima avevo postato questo:
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Mattiello “Per le stragi di mafia ancora oggi paghiamo un prezzo. Ma i mafiosi ricevettero il conto più alto”
Il prezzo della farsa sanguinosa dei mafiosi samurai invincibili lo paga il popolo italiano, che l’ha accettata con superficialità e scarsa consapevolezza civica. E’ invece redditizia per voi classe dirigente, che l’animate e l’usate come un paravento dietro al quale servire vilmente, a danno del popolo, gli stessi poteri che hanno ordinato le stragi. La criminalità mafiosa è stata messa a fare il barbacane, il rivellino del castello dei poteri forti le cui mura devono essere lasciate intoccabili. Una fortificazione che i nostri “condottieri” hanno interesse a non superare mentre vi inscenano una battaglia senza fine, essendo d’accordo col castellano.
Pisani è stato vicedirettore dell’AISE. Come tale avrà una certa dimestichezza con l’eliminazione di connazionali segnati dal padrone atlantico. Il mese scorso sono uscite le motivazioni sulla bomba alla stazione di Bologna di 43 anni fa. I giudici hanno scritto che Federico Umberto D’Amato, ministero dell’interno, contribuì all’organizzazione della strage. Insieme alla massoneria di Licio Gelli. Chissà se e quando emergeranno le responsabilità di medici, politici, polizia, magistrati e massoni sulla strage in Lombardia nel 2020. Il governo Meloni, ministro dell’Interno Piantedosi, sta ritardando l’istituzione dell’annunciata commissione di inchiesta. Forse si sono resi conto che anche sopprimendo e distorcendo verrebbe alla luce che il loro servilismo ha portato a comportamenti criminali di Stato. Occorre comunque neutralizzare voci di denuncia. Un’attività che nei miei confronti era già stata intrapresa fin da quando tornai dagli USA, 1993: non è che i governi e la polizia precedenti siano rimasti con le mani in mano. Prefetti di successo come Cancellieri, Tronca, Valenti, Messina, passati per Brescia hanno pure praticato questa forma di crimine di Stato su commissione, efficace e priva di rischi, di aggiungere alla proscrizione l’organized stalking e il gaslighting. Oggi la prefetto è Laganà, di Melito Porto Salvo, e il questore è Eugenio Spina, di Cosenza. Già addetto all’UCIGOS a eversione e terrorismo; sarà anche per questo che partecipa a un’operazione nella quale l’Italia, con la Lombardia, ha fornito al mondo con una strage pilotata i morti necessari all’innesco della reazione a catena covid.
Lo stalking e la monnezza sono anche forme di autodiscredito; uno scoraggiare denunce come le mie sulla strage del 2020 col messaggio “guarda che siamo corrotti, ti facciamo male e pratichiamo bassezze, non ti fidare”.
Magistrati – L’autodiscredito lo praticano, agli stessi fini, anche i magistrati. V. 15 maggio 2023. La partecipazione della magistratura agli stagecraft eversivi e criminali. In: Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale. Due giorni prima avevo postato:
27 maggio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Genitori no vax indagati per tentato omicidio: si sono opposti al test Covid per il figlio di 4 anni gravemente malato”
Il PM Rossato e gli altri magistrati che si occupano di covid in Lombardia dovrebbero leggere il substack “The Earliest Days of the Italian Pandemic, or: Why Nobody Wants To Talk About February 2020 Anymore”. Per due motivi. Segnala anomalie nella diffusione del virus in Lombardia che portano a conclusioni di rilevanza penale. E spiega che spesso si inganna non tramite il falso ma tramite l’enfasi. Es. andando a scovare un motivo “carte a posto” per fare tintinnare le manette per un obbligo burocratico covid arbitrario, che usa un test inaffidabile per agitare un pericolo enfatizzato a dismisura (non c’ è stata una moria epidemica di bambini da covid). Mentre la stessa magistratura ignora le anomalie macroscopiche sul covid in Lombardia, come quelle riportate nel substack; es. i dati che mostrano che invece che una diffusione progressiva nel territorio come nelle epidemie vi sono stati multipli focolai come in un incendio doloso. Focolai coincidenti coi confini amministrativi, e dunque con le scelte sanitarie ovvero con fattori iatrogeni (Engler J. Were the unprecedented excess deaths curves in Northern Italy in spring 2020 caused by the spread of a novel deadly virus?). Più che ignorarle, i magistrati sopprimono attivamente queste notizie di reato. Mentre affidano la ricostruzione a Crisanti, un emissario dei mandanti che poi hanno sventolato quanto provocato in Lombardia come giustificazione delle misure mondiali.
Le varie forme di molestie sistematiche sulle quali ho loro scritto sono proseguite e si sono anche accentuate. Il giorno prima, mentre veniva commemorata la strage, la mia compagna ha dovuto protestare perché dal piano di sopra, i genitori, col marito già militare della vicina base NATO di Ghedi, della vicina di casa delle scarpe e della spazzatura irrinunciabile sul pianerottolo sbatacchiavano qualcosa, un tappeto, uno straccio, che rilasciava fiocchi di sporcizia che cadevano sul bucato che stava stendendo internamente al nostro balcone. L’archiviazione di Conte e Speranza del 7 giugno, sulla quale ho commentato il 7 e l’8 giugno (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale), è stata segnata da due giorni consecutivi, il 6 giugno e il 7 giugno, di “inchini” delle macchine spazzatrici di A2A davanti casa. Con tanto di spazzamento contromano il primo giorno – il vezzo che è cominciato, dopo un precedente nel 2011, quando una spazzatrice contromano sbucata contromano mi spazzolò la fiancata dell’auto sulla quale stavamo tornando a casa (29 giugno 2017. Et in pulverem reverteris. I bresciani e i mandanti della strage del 1974. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella) – con l’inaugurazione del monumento alle vittime della strage (“La bellezza, la legge e Dio” I. Il monumento alla vittime della strage covid. Cit. ). Si può spazzare via il codice penale su una strage, figuriamoci se non si è padroni di ignorare la sicurezza stradale e fare i re del quartiere. L’8 giugno, dopo avere commentato su il Fatto su come Conte e Speranza siano stati prosciolti – a Brescia – da accuse false che coprono le vere responsabilità e proseguono il crimine, prosciolti con motivazioni false che coprono le vere responsabilità e proseguono il crimine, una novità: ora nel condominio “Dalia” dove abito la spazzatura si porta fuori libera, precariamente bilanciata su una pattumiera, scendendo le rampe di scale sotto le quali aspetto l’ascensore. A Brescia c’è un continuo andirivieni di spazzatura.
Si è obbligati ad andare a fare la spesa. Io però vengo costretto, da decenni, ad andarci sapendo che la commessa maneggerà il cibo che compro e le tessere che rimetterò nel portafogli avendo usato le dita per forbirsi il naso, o per coprirsi la bocca tossendo, o dopo averle affondate nel cestino dei rifiuti, o in uno straccio umido delle pulizie, o per grattarsi il cavo ascellare, etc.
Si è obbligati a pagare le tasse. Io però nel pagarle, essendo stato estromesso dal lavoro e venendo messo a pagarle in misura esorbitante e gonfiata ad arte, sono costretto, oltre che al muco sui documenti e sulla patente e tessera sanitaria, a ricevere lo sporco che so mi verrà buttato addosso, con la polizia di rincalzo. La richiesta alle ACLI di fare la dichiarazione per email non è stata accettata; e del resto i signori che si occupano di me, conformisti all’ottusità nell’abbracciare e servire le favole criminali come quelle sul covid, mostrano l’inventiva e la creatività del depravato nell’escogitare nuovi modi per impestarmi.
Esporre alla magistratura questa violenza privata incessante, questi atti persecutori, commessi tramite i mezzi di polizia e talora con la partecipazione della polizia, a incoraggiarli e a mostrarne l’impunità, non porta che ad una loro reiterazione in forma aggravata. More mafioso.
Non conta, e conta al contrario, che i reati vengano inoltre commessi contro un medico, in quanto medico, cioè per ciò che descrivo sui danni da atti medici. “Anelli ci tiene a precisare che “anche la violenza ha conseguenze sulla salute, immediate, ma anche indirette e a lungo termine: eventi cardiovascolari, disturbi post traumatici da stress sono effetti collaterali delle aggressioni, provati dalle evidenze scientifiche e per i quali la stessa Cassazione ha più volte riconosciuto un nesso causale”. Dunque “anche in questo senso chiediamo un intervento, che permetta di applicare pienamente la legge 113/2020 sulla sicurezza dei professionisti sanitari” (2 giugno 2023 Doctor 33. Violenze sui medici e troppi carichi di lavoro, Fnomceo chiede interventi normativi). Ma si proteggono i medici che praticano frode e violenza strutturali, come impiegati del business e del controllo politico. Per un medico che è testimone di crimini medici e vi si oppone non solo non c’è tutela dalla violenza, ma la si usa contro di lui.
Con magistrati lodati dai massoni che frequentano come “nati massoni”, cioè “massoni dentro” (v. sopra, 13 maggio 2023, Commento al post di P. Frosina “Presentò il suo libro all’evento dei massoni: il Csm “salva” dal trasferimento il pg di Brescia” 13 maggio 2023), con magistrati “Palamara dentro”, “Tinebra dentro” “Vitalone dentro,”, non potendo chiedere il ripristino della legalità, pena un aggravamento delle violenze che ricevo, non posso che lasciare memoria di qualche episodio. E commentare che er Monnezza esiste davvero, ma è in combutta con er Fibbia e lavora per lui.
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Tornato a casa dopo il salasso e l’incipriatura ACLI-PS, ho trovato su Il Fatto la notizia “Inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid, chiesta l’archiviazione di Conte e Speranza” che ho così commentato:
La strage del 2020 è dovuta all’equivalente dell’avere caricato gli estintori con la benzina, cioè a misure mediche e sanitarie inconsulte, iatrogene*. L’accusa, suicida – o omicida, come ripetizione degli ordini dei mandanti – è che si sarebbe lesinato nell’irrorare con la super: il PM di Bergamo è arrivato a dire che ci sarebbero voluti più ventilatori, il cui sovrautilizzo è causa riconosciuta di eccessi di mortalità attribuiti al covid. La strage del 2020 si incastona perfettamente nel contesto, come innesco a giustificazione dell’operazione covid: la Lombardia ha fornito al mondo i morti e le clip per i diktat.
La mamma ha chiamato, e in questi casi in Italia la prassi è praticare due modi per tradire le vittime delle stragi eversive e degli omicidi politici, e con essi il popolo. Uno è proteggere i responsabili assolvendo e facendo cadere i crimini nell’oblio (es A. Rocchelli). Oppure si proteggono i mandanti partorendo topolini tra grandi ammuine autocelebrative; ottenendo così rinnovi annuali di verginità, come aveva capito Pasolini, da spendere servendo gli stessi mandanti per nuove nefandezze (es. ieri a Brescia per p. Loggia 1974 con i processi non conclusi dopo 50 anni). Il tempo dirà quale delle vie canoniche verrà imboccata. I precedenti storici, il coinvolgimento nello stagecraft criminale covid, e la condotta finora tenuta non autorizzano grandi speranze.
*Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale.
@Cicciobellociccio. Mi fa piacere che non usi più il tu, come ha fatto con me qui l’11 gennaio 2022, difendendo le aziende private che decurtavano lo stipendio o licenziavano chi non si vaccinava. Ora usa il lei, ma per sentenziare sciocchezze e insultare. Un’accoppiata diagnostica per trollismo, che preclude la discussione. E’ comunque da notare la vicinanza delle sue posizioni con quelle tragicamente alla pompieri di Viggiù, meritevoli di restare ricordate, espresse dalla Procura di Bergamo a proposito dei ventilatori (sui cui danni segnalai già nell’aprile e nel luglio 2020, con riferimenti bibliografici*, che ora si sono arricchiti). Fossi in loro non sarei contento del suo appoggio, e mi farei qualche domanda sulle facili fonti alle quali si sono affidati e su quelle che sono state soppresse; anche sentiti i “ragionamenti” medico-giuridici come il suo di un anno fa sul diritto al ricatto vaccinale a discrezione di datori di lavoro privati: ““non puoi fare come ti pare … si chiama assunzione di responsabilità. … le tue scelte personali non possono influire sugli altri, ti chiami fuori dalle regole della società in cui vivi? benissimo, puoi farlo… ma poi non pretendere di avere gli stessi benefici di chi si adegua alle regole. non esiste che tu puoi chiamarti fuori solo sulle cose che ti fanno comodo.”
*Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale.
Er Monnezza-commissario Giraldi. Nella finzione cinematografica smaschera la truffa del Fibbia e lo arresta.

L’allora capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani durante una conferenza stampa a Napoli il 16 dicembre 2010. ANSA / CIRO FUSCO
Il capo della polizia Pisani.
Il questore di Brescia Spina.
Il prefetto Federico Umberto D’Amato
Ciò che viene lavato via 49 anni dopo la strage di Piazza Loggia (J. Engler, cit.).
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Estate 2023. La cura come strumento del truffatore, dell’omicida e del parassita al tempo dello Stato-canaro
Lack of normality is a terrible risk.
Michael Levitt, Nobel per la chimica, sulle misure imposte in nome del covid.
Con questa parola [l’amore] si spiega tutto, si accetta tutto, perché non si cerca mai di conoscerne il contenuto. E’ la parola d’ordine che apre i cuori, i sessi, le sacrestie e le comunità umane. Copre di un velo falsamente disinteressato, persino trascendente, la ricerca della dominanza e il cosiddetto istinto di proprietà. E’ una parola che mente continuamente e questa menzogna è accettata con le lacrime agli occhi, senza discutere da tutti gli uomini. Procura una veste onorata all’assassino, alla madre di famiglia, al prete, ai militari, ai carnefici, agli inquisitori, agli uomini politici. Chi osasse (…) denudarla fino in fondo dei pregiudizi che la ricoprono, non sarebbe ritenuto lucido, ma cinico. Dà tranquillità di coscienza, senza grossi sforzi né grossi rischi, a tutto l’inconscio biologico.
Henri Laborit
Stanno comparendo alcuni articoli [1-10] che confermano quanto ho osservato dall’inizio, e quanto fin dall’inizio diversi esperti hanno confermato: la natura antropogena e iatrogena della anomala “pinpoint pandemic”, “pandemia a punta di spillo” [9], in Lombardia orientale nel 2020. L’ho riconosciuta subito [11] vivendo lì, e avendo sperimentato la corruzione della medicina locale, e il concorso nella corruzione delle istituzioni dello Stato, magistratura per prima [12]. Un articolo afferma apertamente che le morti iatrogene in Lombardia sono state moneta di scambio per i finanziamenti UE [13].
Ma come si può pensare che i medici si mettano in massa ad abbattere i pazienti, come gli addetti di un impianto industriale di macellazione? Il dolo in medicina raramente è quello inequivocabile di Tizio che spara a Caio. E’ un dolo mediato, filtrato e protetto da vari livelli. Un dolo particolare, collettivo, distribuito, e culturalmente consentito in quanto non percepito come tale, che chiamo “dolo sistemico”. La medicina consente per sua natura di esercitare forme di dolo indiretto, che non sono riconosciute né nella loro lesività, né nella loro immoralità. E possono non essere percepite come tali anche quando vengono esposte e spiegate, come mostrano gli studi sulla bassa efficacia delle informazioni al pubblico circa il cattivo rapporto rischi/benefici degli screening tumorali [14].
Il dolo sistemico procede dall’alto, dagli immensi interessi industriali e finanziari del business biomedico – e ora col covid anche dall’uso della medicina come instrumentum regni – i medici essendone solo il terminale operativo. Esecutori non innocenti. Oltre ai fattori sociologici che operano in tutte le organizzazioni, rendendo la corruzione “embedded” cioè tacitamente accettata [15,16], nella pratica medica sono presenti leve che rendono il dolo invisibile – anche a sé stessi. E ne rendono possibile l’esecuzione materiale con minima esposizione. L’obbedienza a “linee guida” esenta dall’applicare conoscenza, razionalità e buon senso [17, 18]. Anzi ora obbliga coercitivamente a questa astensione aberrante a pena di sanzioni. Contribuiscono anche il bombardamento mediatico di copertura, che diffonde paura e impone modelli falsati; gli incentivi perversi, in denaro e riconoscimenti; la peer pressure a uniformarsi; e la complementare punizione ed eliminazione di soggetti che si oppongono [12]. Tramite gli Ordini dei medici, tramite i loro abusi di potere, sostenuti dalla magistratura, si sta imponendo apertamente il principio che il medico è un esecutore che deve obbedire, pena lo stigma e la proscrizione. E’ anche all’opera l’omertà medica, es. [19]. Per il covid – e prima di esso [20] – si parla della banalità del Male in medicina, del suo ridurla ad una burocrazia della violenza, come è avvenuto storicamente in un passato non remoto per altre uccisioni di massa. Un recente articolo considera il concetto di “structural deep event” per dare conto dell’ordinata struttura di follia che è stata messa in atto in nome del covid [21].
Alla base, in radice, gioca un potente fattore, intrinseco alla pratica medica, che la rende particolarmente adatta come strumento criminale; e che ha quindi determinato la sua scelta come instrumentum regni nell’attuale degenerazione del potere liberista, esplosa con l’operazione covid: la possibilità di degenerazione della cura in strumento di frode e arma offensiva. Quanto avvenuto in Lombardia nel febbraio-marzo 2020 [11], e in generale col covid, evidenzia in quale formidabile strumento di inganno, violenza, predazione, oppressione possa essere convertita la cura. E con quale facilità tale degenerazione possa avere luogo. La cura come strumento di crimine opera a due livelli: antropologico e materiale.
Sul piano antropologico la cura mette una veste onorata alle peggiori nequizie, come Laborit dice dell’amore, la madre putativa della cura. Le nefandezze vengono così accettate senza resistenza, spesso con gratitudine, dalle vittime. Con la persuasione del “è per il vostro bene”, quella da “canaro della Magliana” che induce la sua vittima a mettersi da sola in gabbia, congiunta alla coercizione fascistoide e all’evoluzione di entrambe in forme sofisticate [22,23], chi occupa lo Stato mette la maschera del buon padre e allo stesso tempo getta la maschera mostrando il suo volto turpe di esecutore di poteri non controllati. A ciò che viene presentato come cura si consente di detronizzare, in nome di un bene superiore, la normalità. Occorre una mente come quella di Levitt, Nobel per la chimica, per riconoscere il valore della normalità e le conseguenze nefaste del suo rovesciarla orchestrando paure e rimedi.
Contemporaneamente, sul piano materiale, tecnico – sottratto alla vista (es. le autopsie impedite) e alla comprensione del pubblico – la cura criminale agisce con delle parodie dei meccanismi di cura autentici che sono venefiche. Un veleno sul piano biochimico è molto spesso un composto che ne mima uno fisiologico. Un esempio è dato dagli equivoci sui ventilatori. Con la scusa ridicola di una asserita “novità assoluta” (che non c’è stata, né che se ci fosse stata avrebbe consentito di derogare a principi da lungo tempo acquisiti sulle infezioni respiratorie) li si è usati, contro ogni regola e conoscenza, ben oltre il giustificabile, causando, come era pienamente prevedibile, ciò che dicevano di combattere, infezioni polmonari mortali (batteriche), e consentendo di somministrare farmaci mortali come il midazolam. Il Procuratore di Bergamo, Chiappani, ha affermato che di ventilatori ce ne sarebbero voluti di più. E che le risultanze delle sue indagini – che ha messo in mano a Crisanti, dall’Imperial college, controllato dallo MI5, in analogia con quanto Cossiga fece con Moro “chiamando” come consulente Pieczenick dal Dipartimento di Stato [11] – serviranno in futuro per fare meglio. Cioè serviranno per meglio ammazzare persone nel previsto e annunciato caso di altre operazioni panico i cui diktat nefandi giustificare con alcune cataste di cadaveri. Uccisioni iatrogene per giustificare la coercizione per inoculi che più studi mostrano avere efficacia negativa: l’anticipazione della cura, la “prevenzione”, che causa ciò che dice di evitare.
Congiunto al concetto di cura che danneggia, di cura negativa, di cura che avvelena, di cura inversa, è quello di scienza inversa: dove un fine prefissato viene giustificato con pezze d’appoggio ad hoc spacciate per scientifiche; mentre la scienza autentica indica il contrario [24]. Con la scienza inversa si preparano veline, da fare amplificare dai media e rendere legge dai poteri dello Stato, che inventano pericoli terribili gonfiando e distorcendo la rappresentazione della realtà; e che causano materialmente ciò che dicono di volere contrastare [11]; in modo da giustificare misure “scientifiche” a loro volta nocive.
Quello che bisognerebbe fare per il futuro è riconoscere che la cura, come tutti i valori etici elevati, è fortemente soggetta alla corruptio optimi pessima: alla degenerazione nel suo opposto. Tanto più oggi, che è stata riconosciuta e applicata come il mezzo adatto al crimine dall’alto. Occorre riconoscere che la cura offre a immani forze economiche e politiche senza volto, e ai miserabili che ne sono strumento, una via regia alla legalizzazione di violenza, oppressione e sfruttamento. Che gli allarmi e gli ordini del capitano di abbandonare la nave della normalità per mettersi su scialuppe nel mare aperto in tempesta vanno verificati quanto a merito e fini. Nel covid sono state usate metriche ridicole, “cheap tricks” per rappresentare falsamente una pestilenza terribile ed attribuire efficacia ai rimedi inutili e dannosi forniti dall’ufficialità. Andrebbero invece sviluppati indici volti precipuamente a impedire danni da cure. In analogia con le misure quantitative farmacologiche dello “indice terapeutico” e del “margine di sicurezza”. Ma basterebbero onestà e buon senso; mentre senza di questi non c’è rimedio.
§ § §
La weaponization della cura ha raggiunto livelli stratosferici ma non è nuova, come non sono certo nuovi ipocrisia e doppiezza, il piangere il morto per fregare il vivo, il farsi i propri ignobili interessi a danno degli altri dicendo di prendersi cura degli altri. Qui il morto lo si è letteralmente creato, ad hoc, per fregare i vivi [11]. Oltre a stimolare riflessioni sull’uso perverso della cura nel covid, chi si occupa di me mi dà modo di vedere come il pretesto della cura venga usato su scala micro anche per l’operazione di supporto dell’eliminazione di voci di denuncia. Una eliminazione che usa i tradizionali arnesi mafiosi della cricche clericali e massoniche, e i tradizionali arnesi di uno Stato che nel suo asservimento ai poteri forti arriva a occuparsi dell’epurazione di chi è di intralcio a crimini maggiori a danno del Paese. La spiegazione delle intenzionalità nella tragedia covid richiede probabilmente concetti avanzati, come si è detto. Ma le mie vicende mostrano come quanto viene fatto per occultare la verità rientri nel classico lerciume di bassa lega; svelano un dolo di tipo tradizionale, in sostanza rozzo e sfacciato. Faccio di seguito un breve resoconto sull’uso della cura a fini di censura piduista nell’estate del 2023.
1 The Propaganda Pandemic. Swiss Policy research, Feb 2022.
2 The Earliest Days of the Italian Pandemic, or: Why Nobody Wants To Talk About February 2020 Anymore. Eugyppius 1 ago 2022.
3 Engler J. The Lombardy Analysis. 22 ago 2022.
4 Engler J. Were the unprecedented excess deaths curves in Northern Italy in spring 2020 caused by the spread of a novel deadly virus? 12 set 2022.
5 Every day there is more evidence that the SARS-2 outbreak began months before the earliest documented Wuhan infections. Why does nobody care?. Eugyppius 15 set 2022.
6 Senger MP. The great COVID ventilator death cover-up. 25 mag 2023.
7 Fenton N, Neil M. The deadly initial Spring 2020 Covid wave 14 feb 2023.
8 Engler J, Neil M. Dismantling The Covid Pandemic & mRNA “Vaccine” Narratives. 4 ago 2023.
9 Ethical boundaries in medical decision-making can be blurred by circumstances. Gruppo Hart, 21 ago 2023.
10 Martin N, Hockett J, Engler J. , Fenton N. Whodunnit? {unabridged}. Was SARS-CoV-2 or Pneumonia the primary cause of respiratory Covid-19 deaths? 30 ago 2023.
11 Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
12 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
13 Italy 2020: Inside Covid’s ‘Ground Zero’ in Europe. 21st Century Wire. 7 marzo 2023.
14 Schwartz LM et al. Enthusiasm for cancer screening in the United States. JAMA, 2004.
15 Ashforth BE et al. The normalization of corruption in organizations. Research in Organizational Behavior 2003.
16 Anand V. et al. Business as usual: The acceptance and perpetuation of corruption in organizations. Academy of Management Executive, 2004.
17 La corruptio optimi nel liberismo: le linee guida cliniche e il decreto Balduzzi
18 La medicina difensiva come scusa e come illecito
19 “The concern expressed by the lead author that this problem should be properly investigated should shame other cardiologists, especially those in the “Western” world, who have mostly adopted an ostrich-like posture in relation to this topic”. Da: Myocaditis concerns grow. Gruppo Hart, 12 set 2023.
20 “Nell’era nazista c’era un funzionario delle ferrovie responsabile della programmazione dei convogli per l’Est. Tutto quello che “faceva” era organizzare le partenze dei treni per Varsavia, Lodz, e naturalmente Treblinka, Sobibor, Auschwitz II, etc. La destinazione, egli riteneva, non lo riguardava. Il paragone non è esagerato.” Tradotto da: Loewy E. Ethics and Evidence-based medicine: is there a conflict? 2007)
21 Robinson P. Cockup or Conspiracy? Understanding COVID-19 as a ‘Structural Deep Event’. 11 set 2023.
22 Bakir et al. Organized Persuasive Communication: A new conceptual framework for research on public relations, propaganda and promotional culture. Critical Sociology, 2019
23 Who is responsible for inflicting unethical bahavioural-science “nudges” on the british people? Panda, 12 lug 2022.
24 “Scienza inversa”: un concetto da opporre alla parola tappabocca “scienza”
1 La sorellanza zozzonica tra Brescia e Cosenza.
Si sottovaluta quanto sia utile la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti. Una cura che però può essere usata per insultare. Pratica di stampo massonico.
Arrivato in Calabria, l’atteso insozzamento davanti all’uscio di casa è stato particolarmente intenso, come mi aspettavo, avendo evidenziato l’associazione polizia e monnezza (v. sopra, 29 maggio 2023 – Polizia e copertura delle stragi di Stato a Brescia: “Er Monnezza” esiste davvero), e il parallelo tra Portella-Bernardo e Alzano-Sergio (v. sopra, 9 gennaio 2023 – Le carte a posto dei giudici, le puntuali sfortunate coincidenze tra il denunciare tradimenti istituzionali e ricevere danni ingiusti dallo Stato, e i proiettili in testa: i tre livelli della rappresaglia al tempo delle fortune dei Mattarella). E avendone scritto a magistrati (11 dicembre 2022, Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. Lettera a Scaffidi, ANM Brescia. In Milizie bresciane 10 febbraio 2023 – Restituzione della scheda elettorale, elezioni regionali del 12 e 13 febbraio 2023. Tumbarello e Crisanti. Il supporto dei magistrati alla grande criminalità biomedica al tempo della gloriosa cattura di Messina Denaro. Lettera a Scaffidi, ANM Brescia, e Santalucia, ANM nazionale. In Milizie bresciane). Undici giorni di rifiuti sparsi davanti alla porta e lasciati lì, aggirati dalle ramazze della cooperativa MIA, Multiservizi Igiene Ambientale. I cui addetti arrivavano, spazzavano la strada, che è la principale del paese, meno lo sporco davanti al nostro uscio.
In aggiunta, per diverse volte, sacchi di spazzatura altrui. Che in un caso è stata raccolta mentre la mia è stata lasciata. La mia spazzatura non è stata ritirata anche il 16 agosto, insieme agli insulti dell’elogiatore di magistrati Syrentex, che non fa mistero della sua appartenenza alla massoneria e la elogia, in particolare qualla calabrese; e insieme alla censura della mia risposta (I due sillogismi di Gomez e la giustizia “dai cinesi”). Per il resto del tempo sporcizia varia di strada, cicche, cartacce, involucri di plastica, lasciata sull’uscio, come sempre tramite gli spazzini della cooperativa che saltano la pulizia del breve tratto di marciapiede davanti alla porta. La spazzatura è riapparsa pochi giorni prima della ripartenza per Brescia: un sacco altrui, lasciato lì e aperto in modo che ne uscissero bucce, torsoli, gusci di uova, che sono rimasti sul marciapiede. Vi ho spillato questo foglio:
“Spezzano della Sila 28 agosto 2023
Spazzatura altrui, lasciata ancora una volta da terzi davanti all’uscio di casa. Comportamento incivile e molesto praticato – e denunciato senza successo – anche a Brescia.
Sorellanze zozzoniche tra Brescia e Cosenza
Prefetto di Brescia: Maria Rosaria Laganà
Sindaco di Brescia: Laura Castelletti
Prefetto di Cosenza: Vittoria Ciaramella
Sindaco di Spezzano della Sila: Salvatore Monaco
25 agosto 2023. Commento su Il Fatto online al post: La lezione di Mattarella: “La Costituzione nasce per espellere l’odio”.
Ci sono parole che suonano massicce e rassicuranti come le grandi ancore di un bastimento, e invece hanno la consistenza della carta velina con la quale si trasmettono gli ordini a media e politici. Es. “Costituzione” e “anticostituzionale”. Che nella pratica vogliono dire “ciò che gli Humpty-Dumpty dei due palazzi del Quirinale stabiliscono a loro insindacabile arbitrio sia conforme alla Costituzione, su input di poteri superiori”. Es. lo Stato-canaro, che con gli allarmi covid induce i cittadini a mettersi in gabbia, e lo Stato-matrigna, che li danneggia con la scusa di fare il loro bene in nome del covid, sarebbero costituzionali, secondo gli scribi della Consulta e il viceré del Quirinale.
Non mi intendo di diritto, ma anche questa cosa che la Costituzione nasce come espulsore dell’odio suona derisoria e sinistra. Bisogna distinguere tra odio endogeno, quello che sgorga spontaneo dal cuore nero dei prepotenti, e odio indotto, quello suscitato in chi subisce un’ingiustizia. “C’è una differenza tra odio aggressivo e odio difensivo. Se ti stai facendo gli affari tuoi e qualcuno ti dà un pugno in faccia probabilmente lo odierai. Ma è un odio differente dall’odio di chi ti ha dato il pugno” (un commento in inglese su Youtube). Oggi va di moda la sequenza gesuitica di 1) derubarti, truffarti, asserviti, degradarti, danneggiarti tramite il potere dello Stato. 2) accusarti di essere pieno d’odio, così che vai fermato e corretto, con le buone o con le cattive.”
Giorni prima avevo postato questo:
“24 agosto 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Riaperta la chiesa dove fu ritrovato il corpo di Elisa Claps. Il fratello: “Ladri di verità per 30 anni, spero che nessuno ci entri””
Non va dimenticato che la verità sull’omicidio di Elisa è emersa fortunosamente, per la reiterazione del crimine da parte di uno psicopatico protetto lasciato impunito, e per non potere più nasconderla data l’azione giudiziaria in UK. La storia mostra anche un’altra verità che si vuole far dimenticare: l’alleanza tra clero, massoneria, forze di polizia e magistratura a copertura di crimini. Dietro alle declamazioni altisonanti su Vangelo, legalità, contrasto alla mafia, eroismo dei servitori dello Stato, etc. E’ una verità che le persone oneste che si oppongono a crimini di notabili conoscono bene. Mentre quella che chiamo “mafia passiva”, le tante persone comuni con la loro omertà, questa verità la respinge, ed entrerà in quella chiesa che è stata profanata dai suoi stessi custodi, non conoscendo altro che la speranza del favore dei potenti e la paura di scontentarli.”
Anche la consegna zozzonica quando vado nei negozi viene rispettata nello spostarmi tra Brescia e Cosenza. Due episodi particolari di questa estate. In una merceria di Cosenza, il proprietario prima di darmi lo scontrino si è infilato l’indice perfettamente verticale in una narice, e lo ha approfondito e ritirato con un movimento a stantuffo, senza neppure fingere di averne una necessità. Durante il lockdown aveva esposto un cartello: “1 mascherina 3 euro, 3 mascherine 10 euro”. Una conferma che bisogna distinguere tra le menti raffinatissime dei mandanti e quelle della manovalanza (11 dicembre 2022. Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. In Milizie bresciane). In un negozio che vende scarpe e duplica chiavi di Casali del Manco, mentre il marito duplicava la moglie ha passato uno straccio per il negozio, e non ha potuto aspettare, nonostante il negozio sia per gran parte del tempo privo di clienti: ha sollevato dal bancone le mie chiavi, che poi mi sarei messo in tasca, e le ha posate di nuovo sul banco che aveva reso umido dello straccio sporco. Una somiglianza con lo straccio sulla torta (v. 26 luglio 2018. Maestri pasticcieri. In I professionisti della metamafia). I piccoli negozi di paese ispirano simpatia e solidarietà; ma non sono moralmente migliori dei giganti dell’e-commerce. Di fronte a questo negozio, una ventina di metri più in su, c’è il bar pasticceria dove cominciò la serie CC-lassativi. Andammo a prendere un cocktail, con la mia compagnia, cosa che non avevo mai fatto. Volevo provare i vari tipi più comuni. Un’esplorazione edonistica che fu stroncata sul nascere. Proprietario esageratamente gentile. CC che passano all’entrata del locale, CC che sfilano all’uscita, e poco dopo attacco di diarrea come da ingestione di lassativo. La purga associata ai CC si è ripetuta diverse volte. In particolare a Camigliatello, dopo avere pranzato in un ristorante della Sila trovando Morra, presidente dell’antimafia, a un tavolo vicino. Avevo scritto, sempre in relazione all’insozzamento dell’uscio con la spazzatura della sua solidarietà per i cavalieri del S. Sepolcro, loggia massonico-clericale in passato ricettacolo della fonte sorgiva della mafia come potere politico: Gelli, Gigliotti, Alliata, Marcinkus, Contrada, Cassina (v. L’arte della codardia. Per un registro delle pratiche e dei comportamenti mafiosi e piduisti. In I rituali zozzonici della banda Mattarella – e digita ”Morra” nella casella cerca del sito). Oggi ai Cavalieri sono affiliate personalità come l’allora prefetto di Cosenza, Paola Galeone, e il comandate della GdF, Zafarana, v. sopra (9 gennaio 2023. Le carte a posto dei giudici, le puntuali sfortunate coincidenze tra il denunciare tradimenti istituzionali e ricevere danni ingiusti dallo Stato, e i proiettili in testa: i tre livelli della rappresaglia al tempo delle fortune dei Mattarella). Da allora quando passo davanti a quel locale di Camigliatello, accadono cose strane, come essere sfiorati da una mountain bike a tutta velocità arrivata di spalle, essendo passata poco prima la Panda dei CC. O trovare un sedile posteriore dell’auto abbassato, se parcheggio lì davanti. O avere la mia compagna urtata malamente da una donna, sempre di spalle.
1.2 Entrare e uscire dalla città nel Cattivo governo
Negli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, nel Buon governo si entra e si esce liberamente dalla città: nel Cattivo Governo chiudono la porta alle spalle appena si esce. Le partenze e gli arrivi Brescia-Spezzano della Sila e ritorno vengono regolarmente marchiati. Quest’estate 2023, alla partenza sbandierata di scendiletto della tappetatrice (v. 29 novembre 2022. I due piccioni che si prendono eliminando quelli come Calipari. In Milizie bresciane). Al ritorno a Brescia, tappetatrice si è messa a sgassarmi davanti con l’auto per oltre un minuto, come se non riuscisse a parcheggiare, nonostante ci fosse ampio spazio, mentre portavo la spesa in casa. Quello dell’entrata in casa con la spesa è un altro luogo di molestie (v. es. 16 febbraio 2021. Il passaggio alla violenza privata nel mobbing di Poste italiane di Matteo Del Fante in occasione dell’insediamento di Draghi a PdC. In Censura postale delle notizie di reato). Arrivo in Calabria e spazzatura sparsa sull’uscio e lì lasciata. Con aggiunte di terzi. Pochi giorni prima della partenza, spazzatura altrui sparsa sull’uscio e lì lasciata. All’arrivo a Brescia, mentre scaricando l’auto entravo in ascensore, è uscita la Perotti, che ha la porta di casa di fronte all’ascensore, con una scopa in mano. La Perotti è quella che mi ha detto di avere avuto istruzioni dai CC su come bastonarmi ancora e restare impunita, mentre il marito mi colpiva con un rastrello (v. 14 novembre 2014. In Milizie bresciane). Ha poggiato la scopa sullo stipite della sua porta ed è andata a prendere la posta. L’ultimo carico dall’auto al terzo piano l’ho dovuto fare a piedi: ascensore bloccato al quarto piano lasciando aperto la porta. Al quarto piano ci sono l’aviere NATO con la moglie, protagonisti fissi di tante molestie e genitori di quella che lascia la spazzatura sul mio pianerettolo; e il monolocale rabbit hole (11 dicembre 2022. Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. In Milizie bresciane). Le spie dell’ascensore al piano terra sono diventate non funzionanti dopo che ne ho scritto ai magistrati, così che è più difficile controllare se l’ascensore è bloccato e documentarlo. La ditta alla quale l’amministratore De Nard ha affidato la manutenzione degli ascensori è la GD Lifts SRL, secondo la targhetta nella cabina. Nei giorni successivi la vicina di pianerottolo, la figlia dell’aviere, non solo ha lasciato la spazzatura sul pianerottolo, ma l’ha accumulata per giorni. Fino a ingombrare la propria porta. Quando ho fotografato i sacchi ha aggiunto minuti dopo un altro sacco ancora.
Con l’ascensore bloccato solo all’ultimo carico mi è andata bene rispetto al 2013, quando al ritorno dalla Calabria l’ascensore era bloccato dall’inizio. Con mezzo condominio schierato a guardare mentre portavo a mano le provviste al terzo piano. Il filmato di inizio della raccolta Milizie bresciane, con il bus che mi punta, è stato ripreso il giorno dopo, mentre avevo l’auto ancora mezza piena per non avere potuto scaricarla. Quella puntata del bus una volta tornato dalla Calabria era stata preceduta alla partenza per la Calabria, sulla stessa strada, via Bissolati, da una simile puntata di bus lanciato che aveva invaso la mia corsia, il mattino presto, tra le sei e le sette, a strada altrimenti deserta. Era avvenuto in corrispondenza della base di una gru che occupando in parte la strada la restringeva: mi era rimasto il dubbio che fosse stata una coincidenza casuale. La puntata del bus deliberata, senza neppure un apparente pretesto, al ritorno, ha tolto il dubbio. Anche il dubbio residuo sul materiale del quale è composto chi si occupa di me, mandanti, quadri ed esecutori. Tra questi saluti a Brescia nel partire per la Calabria e i bentornato nel ritornare, a Lamezia raccolta olive, furto reti, email derisoria di condannato per ndrangheta abbinata a stalking di CC (v. sotto Il livello “ipogratterico”e il livello “ipergratterico” del malaffare e la loro cooperazione della Lamezia di Gratteri) e altre meraviglie. Non c’è tanta differenza tra la viltà masso-mafiosa calabrese e quella lombarda. E operano di concerto, intrecciandosi. Le molestie via bus continuano, anche se da qualche tempo il gesto di venirmi addosso apertamente quando sono in auto invadendo la mia corsia di marcia è stato sospeso. L’assessore alla mobilità è, da anni, Federico Manzoni, attualmente vicesindaco.
1.3 Il diritto alla cortigianeria dei magistrati e la continuità tra la magistratura di Palamara e la magistratura di Santalucia nella collusione sulle stragi e gli omicidi di Stato
Riportare questi gesti miserabili è tedioso, e rinnova lo schifo. Ma occorre riportare le moderne tecniche di controllo eversivo, e di assassinio morale (e non solo morale). E lasciare memoria di come l’eversione sulla medicina, ora la strage pilotata del 2020 (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale), continui ad essere dolosamente tenuta coperta. In particolare dai magistrati, che in questi casi dopo decenni lamentano di essere stati depistati (I quattro livelli del depistaggio). Della spazzatura lasciata davanti all’uscio, spesso dopo che scrivo critiche su figure come Mattarella, e dell’ascensore bloccato a dispetto, avevo scritto ai magistrati (v. sopra). E come al solito l’effetto è stato un riceverne il doppio.
Dietro alle baruffe per la supremazia (Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura) i magistrati riconoscono a sé stessi un diritto alla cortigianeria; a servire i peggiori crimini dei poteri massimi. Professionisti del valutare i profili morali, si sono dati Palamara come loro rappresentante. A Palamara tra le altre cose è stato affidato di gestire Pieczenick, cioè di insabbiare sull’emissario Usa che ha detto apertamente che Moro l’hanno fatto uccidere loro. Per Di Matteo Palamara è stato “il mediatore di Napolitano” sulle stragi del 1992. Le cose non sono cambiate radiando Palamara e facendo mostra che fosse un corpo estraneo. Affidare la ricostruzione giudiziaria a Crisanti, Imperial college, MI5 (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale), è stato molto simile al fare come Cossiga che prese per Moro come “consulente” l’emissario di Kissinger. I magistrati servono Mattarella per l’operazione covid come al tempo del padre Bernardo e la strage di Portella (v, sopra 9 gennaio 2023 – Le carte a posto dei giudici, le puntuali sfortunate coincidenze tra il denunciare tradimenti istituzionali e ricevere danni ingiusti dallo Stato, e i proiettili in testa: i tre livelli della rappresaglia al tempo delle fortune dei Mattarella ).
Operazioni come quella covid, e il trattamento di eliminazione che riceve chi denuncia la natura umana, e a componente dolosa – un dolo sui generis, come detto sopra – della strage iniziale attribuita al covid, non potrebbero riuscire senza una magistratura complice (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale). Trattamento criminale del quale imbrattamenti dell’uscio di casa e ascensori bloccati sono solo una piccola, miserabile parte.
1.4 Gli imbrattamenti di Stato
Mentre ricevevo i vari insozzamenti dell’uscio di casa, a Brescia la sede dell’Ordine degli infermieri veniva imbrattata da scritte “no vax”. Sfregiata lo era già, dall’esporre la bandiera UE al centro, tra quella italiana, terza, e quella della Lombardia; segno di ruffianeria e di scarso senso dello Stato; un esempio dell’occupare le istituzioni per usarle a proprio interesse, facendo i vassalli, signorotti arroganti verso il basso e leccapiedi verso l’alto. Quello che chiamo Il canone italiano.
La sindaco Castelletti ha espresso la più vibrata condanna; il giornale del vescovo ha parlato di “comunità oltraggiata” (Brescia, scritte no-vax sui muri della sede dell’Ordine infermieri. Castelletti: “Inaccettabile”. Il Giorno, 17 agosto 2023 – La sofferenza della nostra comunità oltraggiata. La voce del popolo, 17 agosto 2023). L’amministrazione comunale ha espresso solidarietà. Invece va bene andare addosso con le spazzole metalliche delle macchine spazzatrici della partecipata del Comune (1 giugno 2022. Il livello Scarantino: le fonti istituzionali della cultura mafiosa a Brescia. In Milizie bresciane) a un medico che denuncia come illecite e nocive per il pubblico e i pazienti le condotte degli affari bresciani sul covid, e in precedenza su Stamina, e su tanto altro.
Con tutte le accuse documentabili che sono da muovere all’operazione covid, non si comprende perché ricorrere a questo ottuso vandalismo con la vernice. Il mese dopo sono apparse su un muro degli uffici giudiziari scritte di minaccia contro il PM che, esercitando il diritto alla cortigianeria visto che l’immigrazione forzosa è imposta dai poteri forti, aveva considerato la cultura etnica come giustificazione di violenze sulle donne. Sconfessato dal capo della Procura Prete. Difeso dall’ANM, che ha parlato tra l’altro di attacco alla “dignità umana” del PM. La dignità umana di chi denuncia reati che vanno occultati invece va bene calpestarla, a oltranza. Si è parlato di assegnare una scorta al PM. Di togliere “la scorta”, cioè stalking e mobbing, a me invece non se ne parla.
Mi pare che sia all’opera un’attività di imbrattamento da parte del Viminale e uffici connessi – affidata a sciancati mentali, come fecero ai tempi delle bombe e degli omicidi politici – che si occupa di fare passare come vittima chi serve grandi illeciti ordinati, come ai tempi degli attentati, da poteri sovranazionali. E che più direttamente si occupa anche di impestare me. Gli atti persecutori che ricevo andrebbero indagati anche sotto questo profilo; ma sembra che i magistrati, come avvenuto nell’eversione dei decenni precedenti, siano fiancheggiatori, come minimo, dell’associazione a delinquere. Sicuramente ne sono beneficiari, visto che soffocare le mie denunce toglie loro le castagne dal fuoco, evitandogli di dovere fare il loro dovere sul serio, non a chiacchiere.
Il presidente dell’ANM Santalucia ha detto che un magistrato fazioso non è un magistrato (L’Anm: “Dal governo attacco pesantissimo: delegittima magistratura. Non vogliamo scontro, lo subiamo. Repubblica, 9 lug 2023). La sua frase mi viene in mente, insieme a immagini di ratti e scarafaggi, quanto trovo davanti all’uscio di casa la spazzatura sparsa altrui e lì lasciata a marcire, o sacchi di spazzatura altrui come se la mia casa fosse un centro di raccolta della spazzatura. Mi viene in mente anche il completamento dell’affermazione del successore di Palamara, che non ha detto cos’è invece un magistrato che lavora per una parte, per quanto potente.
Uscio di casa, i primi 11 giorni a Spezzano della Sila.
Spazzatura altrui lasciata davanti all’uscio e aperta, gli ultimi giorni a Spezzano della Sila
Il pianerottolo dell’uscio di casa come deposito di accumulo di sacchi della spazzatura, Brescia. C’è stato un ingentilimento: piante, farfalle, profumatori. Inoltre hanno smesso di tenere fuori ad asciugare le scarpe bagnate.
Prefetto di Brescia: Maria Rosaria Laganà. Prefetto di Cosenza: Vittoria Ciaramella.
Sindaco di Brescia: Laura Castelletti. Sindaco di Spezzano della Sila: Salvatore Monaco.
Procuratore della Repubblica di Brescia: Francesco Prete. Procuratore della Repubblica di Cosenza: Mario Spagnuolo.
Questore di Brescia: Eugenio Rodolfo Spina. Questore di Cosenza: Michele Maria Spina.
Comandante provinciale CC Brescia: Vittorio Fragalà. Comandante provinciale CC Cosenza: Agatino Saverio Spoto.
ANM di Brescia: Davide Scaffidi. ANM di Cosenza: Urania Granata.
2 La funzione mafiosa della proprietà e la fisica mafiosa
C’è anche la iatrogenesi edilizia. Il rivestimento in travertino del piano terra della facciata di una palazzina col tempo può perdere aderenza, e necessitare di essere fissato di nuovo. Ma il distacco può anche essere ottenuto, o aggravato, da manipolazioni umane; per ritorsione mafiosa, e per impestare, imponendo la necessità di una cura, cioè di una manutenzione, e allo stesso tempo impedendola, in modo da prolungare il danno e il messaggio di sfregio, di minaccia e di ricatto. E’ questo ciò che mi è stato fatto trovare nella palazzina di V. De Gasperi 6 a Lamezia. Come mostra una serie di evidenze.
2.1 Coincidenza temporale. Dato il peso insostenibile delle tasse, e il carico ulteriore di tasse e sanzioni creato ad arte dall’azione combinata di terzi (v. sopra), nel tentativo di vendere i locali, disabitati, che ho ereditato, ad agosto sono andato a Lamezia. Ispeziono quella palazzina, andando a Lamezia, circa 1 volta all’anno. La volta precedente era stata nell’estate del 2022. Tutto è cominciato trovando il soprasoglia del magazzino rotto e staccato. Me ne sono accorto io stesso.
Ho capito cosa era successo solo giorni dopo, quando per fissare il soprasoglia ho chiamato un muratore, che mi ha detto che l’intera facciata era da fissare. L’ho comunicato alla dr.ssa Montesanti, che ha lo studio medico nella palazzina, che mi ha detto che la cosa non la faceva “dormire la notte”. E che il distacco è avvenuto il giorno prima che arrivassi, ecco perché non aveva fatto nulla. Poi ha fatto transennare con del nastro il magazzino di mia proprietà, e ha chiamato un suo esperto.
2.2 Coincidenza al secondo con vibrazioni atte a provocare rotture e distacchi del rivestimento. Quando il 3 agosto alle ore 15:30, avendo preso un appuntamento con l’agente immobiliare Palermo, titolare della Punto casa s.a.s , sono arrivato alla palazzina, ho trovato che si muoveva. Nell’appartamento immediatamente sopra al soprasoglia stavano demolendo qualcosa. Le vibrazioni interessavano l’intero fabbricato. La ringhiera del balcone al quinto piano vibrava per i lavori che si facevano al primo. Mi sono quindi deciso a scattare foto, del cassone sottostante.
2,3 Vibrazioni anomale per quantità e qualità. Non ho compreso subito cosa stava avvenendo. Il frastuono e le vibrazioni erano come se si stesse usando un martello pneumatico da lavori stradali all’interno di un’abitazione. Davanti alla palazzina c’era un imponente cassone, semivuoto, che conteneva alcuni frammenti con piastrelle. Il cassone veniva riempito a mano da un operaio con una cardarella, il secchio da muratore.
Il distacco delle piastrelle, che si fa con strumenti di potenza relativamente bassa, non spiega quelle forti vibrazioni. Non so se nel bilocale siano state demolite anche pareti o altro. Ma in ogni caso, le vibrazioni erano contrarie ai fini di una demolizione locale. Per questo scopo gli strumenti e il loro uso sono scelti e regolati in modo da scaricare l’energia in loco, a breve distanza, e ad evitare di trasmetterla all’intera struttura, per evitare di causare danno. Come mostra l’esperimento della persona che non viene ferita se con una mazza gli si fracassa un grosso mattone posto su di essa:
Appare invece che si sia operato al contrario, come se si volessero applicare le sollecitazioni all’intera struttura della palazzina. Una diffusione di energia che con ogni probabilità ha causato la rottura del soprasoglia, immediatamente adiacente all’appartamento nel quale si applicavano le potenti vibrazioni; e il dissesto del resto della facciata. E forse ulteriori danni, non evidenti. Questo è creare il massimo danno con la minima esposizione. Sia sotto il profilo della fisica sia sotto quello umano, cioè qui mafioso.
II pendolo di Newton mostra come l’energia venga tramessa da elementi intermedi che appaiono fermi. Mostra come non vadano eseguite le demolizioni locali, a meno che il fine non sia quello di creare danno a distanza. E’ anche la rappresentazione metaforica di una catena mafiosa, dove i crimini dei mandanti sono eseguiti tramite una catena di soggetti intermedi, che alla vista appaiono perfettamente immobili e come estranei all’esito finale.
2.4 Lavoro mal eseguito da un imprenditore in campo edilizio. Il proprietario del bilocale nel quale ha fatto eseguire i lavori nell’appartamento immediatamente sopra il soprasoglia distaccato ho in seguito appreso essere Gianni Torcasio. “Torcasio” è il nome di una delle storiche famiglie di ndrangheta di Lamezia. Non c’è nulla su internet che autorizzi a collegarlo alla mafia di ndrina. Torcasio è un industriale, ben inserito nel tessuto sociale del luogo. Già presidente della locale squadra di calcio, la Vigor; beneficiario di finanziamenti regionali. Opera nel campo delle porte e infissi. Nonostante il suo far parte del mondo dell’edilizia ha fatto eseguire i lavori sulla sua stessa proprietà in questo modo lesivo invece che a regola d’arte. Per parte loro, quelli dell’impresa edile alla quale Torcasio ha affidato i lavori dovevano essersi resi conto della rottura del soprasoglia in seguito al loro operato. Ma invece di tenerne conto, per non parlare di riparare il danno, ci hanno dato dentro. Proprio quando sono arrivato.
2.5 Precedente danneggiamento della facciata e precedente coincidenza con danno economico da parte dello Stato alle mie rimostranze. Il punto dove si è rotto il soprasoglia, e dove il rivestimento è più sollevato, sopra il soprasoglia, era stato danneggiato in precedenza dall’inquilino del magazzino: Caparrotta, imprenditore delle pompe funebri e delle ambulanze. Nel dicembre 2020 invece di pagare l’affitto mi ha comunicato per telefono che se ne era andato, e che non avrebbe più pagato i 215 euro mensili di affitto. Ha voluto dirmi di avere investito un milione di euro in una nuova sede. Pur essendo facoltoso, negli anni precedenti aveva già smesso di pagare l’affitto, resistendo a gli inviti finchè non gli ho scritto che era un modo di fare mafioso. Non versava l’imposta di registro come previsto dal contratto, costringendomi a pagarla io, per intero e con aggiunta di sanzioni. Il contratto prevedeva un preavviso scritto di un anno per lasciare il locale, gli ho fatto notare. Caparrotta mi ha risposto di avere perso il contratto, e ho dovuto mandargliene copia. Ha detto di non averlo ricevuto, così che ho dovuto mandarglielo ancora con pec. Ho insistito, e alla fine mi ha scritto un avvocato, Nicolino Sesto, dicendomi che Caparrotta avrebbe pagato sei dei dodici mesi dovuti dell’affitto, meno la cauzione, per un totale di 1013 euro. Contemporaneamente mi è arrivata, come in altre occasioni quando ho resistito a ruberie e vessazioni di privati (v. sopra), una lettera di Aequa Roma, che mi imponeva di pagare 1060 euro per insufficiente versamento IMU – eseguito dal commercialista consulente del tribunale Rambaldini, che di questi “errori” ne ha seminati di continuo (v. sopra, aprile 2021). Avevo accettato di ricevere da Caparrotta solo la metà del pattuito per chiudere la questione; ma la consegna del locale è avvenuta con una serie di dispetti gratuiti, nonostante il canone di affitto estremamente vantaggioso e l’abbuono della chiusura. Tra i quali lo svellere parzialmente le marmette sopra la saracinesca del magazzino nello staccare l’insegna, nonostante l’obbligo di consegnare il locale in buone condizioni. Le marmette che ora, sotto le sollecitazioni degli operai di Torcasio si sono rotte e ulteriormente sollevate. Come se, non essendo stato sufficiente lo sfregio di Caparrotta, a completarlo abbia provveduto quest’altro esponente dell’imprenditoria lametina, Torcasio.
Dell’etica degli impresari delle pompe funebri – del resto notoria – ho un’esperienza personale. Quando ero assistente in anatomia patologica a Brescia ogni tanto qualcuno di loro si presentava, insieme a un paziente, chiedendo rispettosamente informazioni sul riscontro autoptico. Io le davo, ma mi dissero di stare attento, perché quelli delle pompe funebri non solo si facevano pagare dai parenti del deceduto per le informazioni, ma dicevano che parte dei soldi andavano al medico, cioè a me.
Sulla gestione delle ambulanze i media riportano spesso malversazioni e scorrettezze varie, che evocano i monatti manzoniani. Ne avevo scritto a proposito di un caso avvenuto a Brescia, mandato assolto – al solito – dai magistrati (Le pubbliche virtù delle ambulanze e il postulato di sacralità delle pratiche mediche stabilite 2018). Ci sono state notizie anche da Lamezia, a tinte forti, dato il luogo (Ndrangheta, il servizio ambulanze (con freni guasti e prive di ossigeno) gestito dai clan. Lacnews24, 12 nov 2018). Caparrotta rappresenta la parte sana.
2.6 C’era già stato mesi prima un altro precedente di vibrazioni anomale, segnalato alla magistratura insieme ad altre molestie sistematiche (11 dicembre 2022 – Lo strato ridondante nell’eversione di Stato. In Milizie bresciane). Nel monolocale sopra al bilocale nel quale vivo a Brescia erano stati condotti lavori per oltre 100 giorni, che avevo così commentato: “Hanno avuto il carattere del rabbit hole di Alice: i suoi 40 mq si sono trasformati in un traforo sotto le Alpi, un cantiere navale, un banco di prova di strumenti pesanti, etc. Le pareti hanno tremato per settimane, ogni giorno, dall’alba al tramonto. Le basse frequenze dei martelli demolitori, lo stridio delle smerigliatrici, il sibilo dei trapani, le martellate di vario tipo sono state presenze senza fine per centinaia di ore. Tre mesi in casa con le cuffie antirumore. Ora i lavori sembrano finiti, ma continuano tonfi che fanno vibrare la scrivania mentre scrivo. Anche di notte. Prodigi della meccanica: certe “ruote dentate” girano sempre (I cento anni di donna Marta Damiano, tra ministri e prefetti gli affetti di una vita. Giornale di Brescia, 18 dic 2022)”. Una volta siamo dovuti salire con la mia compagna a dirgli di moderarsi perchè sotto le vibrazioni stavano candendo frammenti nell’interno della canna fumaria della caldaia. L’avere menzionato raduni Rotary paramassonici a Brescia di ministri, prefetti, questori, etc. ha reso per me meno sorprendente questa coincidenza di vibrazioni con Lamezia, conoscendo per esperienza le rappresaglie massoniche e l’attenzione che danno al simbolismo. E conoscendo le sorellanze tra la Lombardia e la Calabria (v. sopra, La sorellanza zozzonica tra Brescia e Cosenza).
2.7 Bandoliera nera della GdF. La bandoliera bianca a tracolla è l’icona riconoscitiva dei CC. Chiamo “bandoliera nera” lo stalking intimidatorio di polizia, es. l’accoppiata CC-spazzatrici, o PS-polvere della strada lanciata addosso puntualmente quando vengo salassato da tasse inique (v. sopra). A Lamezia se esco in auto da Nicastro mi scorta una pattuglia dei CC fino alla via per l’autostrada. Se esco in auto da Sambiase i CC mi vengono incontro. Uscendo da Sambiase dopo la casa vibrante, la bandoliera nera l’ha eseguita un suv della GdF. La GdF è quella che ha condotto indagini sulla strage Covid, per la Procura di Bergamo, in conformità a quanto dettato dai mandanti, con conclusioni, e raccomandazioni per il futuro, deleterie. Un’operazione da alto tradimento, che va ad aggiungersi all’elenco delle pagine nere della GdF (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale). Inoltre avevo commentato su Zafarana, allora comandante in capo della GdF, a proposito dell’ultima rappresaglia via fisco: v. sopra, 9 gennaio 2023. “Le carte a posto dei giudici, le puntuali sfortunate coincidenze tra il denunciare tradimenti istituzionali e ricevere danni ingiusti dallo Stato, e i proiettili in testa: i tre livelli della rappresaglia al tempo delle fortune dei Mattarella”. Anche commentare su Mattarella nella mia esperienza porta a “trovarsi in cattive acque”, come diceva Gelli su chi attaccava la P2.
Questo è il terzo anno consecutivo che lo Stato mi tiene nella condizione del pagare tasse per un importo superiore alle entrate. Forse, avendo cominciato ad elencare i casi di persecuzione tramite il fisco (tra l’altro, in Calabria mi è stato detto che sul 49% dell’usufrutto dell’appartamento a Roma pago più di IMU del 51% dell’altro usufruttuario), si vuole sostituire o affiancare la minaccia mafiosa fiscale, la ritorsione mafiosa fiscale, il ricatto mafioso fiscale con altri sistemi di danno economico, ritorsione, sfregio e ricatto mafioso. E si fa in modo che il concetto mi sia chiaro, con lo stile comunicativo obliquo dello “iniquo che è forte” (Manzoni).
2.8 Il caetanismo. Nel frattempo Zafarana è stato messo a capo dell’Eni. Il suo posto è stato preso da De Gennaro, fratello dell’ex capo della polizia. Su quest’ultimo avevo commentato:
“12 luglio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Gianni De Gennaro nominato presidente di Eurolink per il ponte sullo Stretto di Messina”
E’ accanto al muro del Centro Studi Americani del quale De Gennaro è presidente che fu lasciata la Renault con Moro. C. Palermo collega il centro ai servizi USA (La bestia, 2018); come ha fatto G. De Lutiis, sulla base di informative del Sisde e dei ROS che suggerivano di sviluppare indagini sul centro, in merito ad attività eversive e di terrorismo; anche perché con il centro aveva contatti G. Senzani (Il golpe di Via Fani, 2007, pag. 170 e seg.).
Oggi il centro di occupa di medicina; di quel genere di medicina imposta dal grande business che beneficia di ciò che chiamo “caetanismo”, cioè l’eliminazione di figure di intralcio a operazioni predatorie a danno della nazione. Il caetanismo è accoppiato a carriere strepitose tra le varie forze di polizia, come ho descritto anche alla magistratura (e appare salutare e proficuo anche per i magistrati).
Il ponte prolungherà una Salerno-Reggio Calabria che da anni, per lunghi tratti, pur essendo stata rimodernata, è a una sola corsia per senso di marcia, intorno a Castrovillari. Alla gente comune, che si è disinteressata di epurazioni esiziali come quella di Moro, e che non concepisce altra posizione rispetto ai poteri forti che l’omertà, il servilismo speranzoso, e la tifoseria per i kayfabe diurni di una classe dirigente che vende il Paese di notte, stanno arrivando i conti da pagare; dalla medicina usuraia, al ponte faraonico che unisce due reti stradali regionali periferiche e rachitiche, al green deal.”
Il 4 agosto ho postato questo:
“Il Fatto quotidiano
Commento al post “l Ponte sullo Stretto sarà l’ennesima cattedrale nel deserto in un territorio già violentato”
“Questa è la strada per il ponte sospeso più lungo del mondo”. Così ripeto in questi giorni, percorrendo l’autostrada tra Cosenza e Falerna. Il tratto peggiore di tutta la Milano-Reggio Calabria, per le pendenze elevate abbinate a curve a raggio stretto, a volte in galleria. Non è stato possibile allargarlo né modificarlo. Si dice che il tracciato infelice sia dovuto alla volontà negli anni ’60 di Giacomo Mancini e Riccardo Misasi di fare passare l’autostrada per Cosenza invece che lungo la costa. L’esclamazione mi viene quando la pausa della gimcana tra i camion – a loro volta penalizzati – viene data da tratti ridotti da due a una sola corsia per lavori. Arrivato a Lamezia invece dico “qui c’è l’aula bunker più grande del mondo” quando constato come le istituzioni facciano più da collante che da solvente al solido amalgama tra la cultura clericale, quella massonica e quella mafiosa.”
De Gennaro è un cognome che suona sinistro a chi come me sia inviso ai poteri che controllano il Paese. Uscito indenne dalle stragi che a Palermo, con regia dei poteri dei quali De Gennaro è fedele esecutore, hanno contribuito al passaggio alla II Repubblica, il suo nome appare nei fatti del G8 di Genova (Fracassi F. G8gate, 2011); dell’uccisione di Calipari (Malabarba G. 2001-2006. Segreti e bugie di Stato. Il “partito americano” e l’uccisione di Calipari, 2006); e di quella del poliziotti Donatoni (Almerighi M. Mistero di Stato – La strana morte dell’ispettore Donatoni, 2010). A me inquieta soprattutto la presidenza del Centro Studi Americani sito nel palazzo della Renault rossa, dove oggi si danno le direttive per il business della biomedicina. Un business che ha forti tratti criminali, e che si avvale di operazioni di appoggio criminali. A cura delle stesse strutture e delle stesse complicità istituzionali che nel 1978 eseguirono l’eliminazione su mandato di Moro (L’omertà manzoniana su Moro).
2.9 La dr.ssa Montesanti ha fatto intervenire un suo imprenditore edile, Domenico Pagliuso, che ha fissato con due fisher la lastra che pendeva e quella sovrastante. Ho pagato io, 100 euro più 20 di IVA. Pagliuso ha detto di “non scherzare” sul resto della facciata. Mi ha fatto un preventivo di oltre 8000 euro, più imprevisti, per fissare 22 mq di marmette. Per prendere i miei dati ha voluto fotografare patente e tessera sanitaria. Il carattere punitivo ed estorsivo della richiesta è evidenziato dalla condizione, irrituale, scritta anche nel preventivo, che se non assegnerò i lavori a lui dovrò pagargli 250 euro.
2.10 Ho quindi contattato, tramite Antonio Barberio, un operaio del posto che aveva lavorato nella casa di Spezzano della mia compagna, un altro imprenditore, Tommaso Lucia, di Pianopoli. Dopo un sopralluogo, il 24 agosto, ci siamo accordati per fissare le marmette con fisher e stucccare al costo di circa 400 euro. Ha detto che avrebbe eseguito il lavoro in 1-2 giorni, cominciando il 29 agosto. Tornato a Brescia, avendo ricevuto una telefonata di Pagliuso, che mi ha detto la dr.ssa sua sponsor era preoccupata, ho chiamato Lucia. Mi ha detto che avrebbe fatto il lavoro martedì 4 settembre. E che mi avrebbe chiamato per conferma lunedì 3. Il lunedì l’ho chiamato io, più volte, ma non ha risposto. La mattina del 4 mi ha chiamato la dott.ssa Montesanti, dicendosi a disposizione per l’allacciamento alla rete elettrica per il lavoro, come le avevo chiesto. Ma non si è presentato nessuno. Né Lucia ha risposto alle chiamate mie e della Montesanti. Idem per Barberio. Ho lasciato un messaggio alla segretaria telefonica. La Montesanti mi ha detto di insistere, e ho trovato che non c’era neanche più la segreteria telefonica.
2.11 A Lamezia qualsiasi negozio, anche un semplice intervento di muratore di 1-2 giorni, non è una libera contrattazione tra le parti, ma soggiace a un controllo superiore, che decide se, da chi, e in quali termini il negozio verrà compiuto. Un assetto socioeconomico, condotto da clero, massoneria e istituzioni, che è l’humus culturale per la mafia di cosca, e, mafioso esso stesso, è strumento per crimini di livello superiore (v. sezione seguente, “Il livello “ipogratterico”, il livello “ipergratterico” e la loro cooperazione nella Lamezia di Gratteri”).
2.12 Erik Rambaldini non è calabrese, ma è di Verona. Come Alberto Mion, presidente del’Ordine dei commercialisti di Verona. Rambaldini è il commercialista che mi ha sistematicamente sabotato, e che di punto in bianco ha smesso di rispondere alle mie telefonate. L’essermi rivolto a Mion è risultato in un aggravamento del mobbing tramite fisco (v. sopra “La lupara bianca ammnistrativa di versamento di imposte. 1 set 2020). Veneti e calabresi, semplici muratori e affermati professionisti, condividono la prassi di sparire dopo essersi assunti un impegno, non rispondendo al telefono, contribuendo così a mantenere una situazione persecutoria nei confronti di una voce che va messa a tacere. Rambaldini ha esibito con me il suo essere consulente del tribunale. Dopo averne ricevuto le sue attenzioni indebite non mi stupisce che il massone Tumbarello fosse consulente abituale del Tribunale di Marsala mentre aiutava la “latitanza” di Messina Denaro.
2.13 Questo episodio della facciata, questo creare un problema di manutenzione e farne motivo di molestia cronicizzandolo, ha avuto un altro precedente sullo stesso edificio con l’idraulico Mazza: v. sopra “Il livello Scarantino: l’ipomafia a Lamezia al tempo delle notizie di progetti di attentati a Gratteri”. Il doppio messaggio, creare un impegno e impedire di assolverlo, è pure già stato attuato dal Comune di Lamezia e altri attori, su quello stesso fabbricato, con cartelle esattoriali aggiuntive che mi è stato impedito di pagare, v. sopra: “La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso”.
2.14 La proprietà ipomafiosa. Si parla di “funzione sociale della proprietà”. Di fatto c’è anche una funzione mafiosa della proprietà, nella quale si fa in modo che chi è nominalmente proprietario non abbia i benefici della proprietà, e ne abbia gli oneri. Che vengono manipolati, creandone di aggiuntivi indebiti al momento opportuno per ottenere minaccia, ritorsione, danno. Ci sono beni della mafia tenuti da prestanome. Le proprietà che ho ereditato a Lamezia sono di fatto di proprietà di una ipomafia (L’ ipomafia). Io faccio come da prestanome inverso, cioè da quello di proprietario nominale, che paga tasse esose, tasse aggiuntive punitive, tasse su tasse aggiuntive punitive se protesto, deve occuparsi di fare riparare vandalismi ostentati e gli viene impedito.
Il 13 settembre 2023 ho postato questo su Il Fatto:
Commento al post di L. Musolino “Calabria, l’ex presidente del Consiglio regionale Talarico condannato in Appello per corruzione elettorale. Cade l’aggravante mafiosa”
Un esempio della bolla di componenda (Camilleri) che vige tra l’antimafia ufficiale e la borghesia mafioide. Talarico tra il vitalizio, e il resto, con pena sospesa, in sostanza camperà bene. L’antimafia che sui media canta sé stessa in continuazione continuerà ad essere acclamata e a raccogliere legittimità e consenso per uno Stato usurpato da politicanti che non si fanno scrupolo di vendere i cittadini. Gli assetti di potere patologici non cambieranno: in Calabria clero e massoneria, che hanno in mano le istituzioni, comandano in ombra non meno della ndrangheta, che sembra piuttosto in una posizione subordinata e fa da parafulmine. Un posto come Lamezia (Cz) continuerà ad essere una Mafiopoli (Impastato) per chi dà noia* al livello “ipergratterico”**. Così come a Cinisi Impastato vedeva i mafiosi e i CC passeggiare a braccetto*** e fu bersaglio della loro congiunta ostilità, il disturbatore a Lamezia riceverà le attenzioni sia dei fratelli cattomassoni del genere di quelli che hanno qualche scenografico impiccio con Gratteri, sia dei Gratteri-boys con la divisa.
*Peggio di Marcinelle: morti iatrogene per l’operazione covid in cambio di finanziamenti UE.
**“quando ti scontri e vedi il mondo, capisci che oltre a un certo punto non si può andare. Fare il Masaniello non serve. Perché poi ti etichettano come un pazzo – è successo a molti – e quello che vuoi comunicare non viene più preso sul serio”. N. Gratteri.
***Dickie J. Storia della mafia siciliana, 2004.
Il 30 agosto 2021, pochi gorni dopo avere avuto, dopo una lunga trafila di impedimenti, le chiavi del magazzino da Caparrotta, appena tornato a Brescia dalla Calabria mi chiamò un tale, del quale conservo il numero di cellulare, che con toni piuttosto sbrigativi, al limite dello sgarbato, si disse interessato all’affitto del magazzino, quello la cui facciata era stata danneggiata da Caparrotta e che poi sarebbe stato ulteriormente danneggiata da Torcasio. Disse di essere cugino “dell’onorevole Talarico”. L’affitto che mi offriva avrebbe dovuto essere quello già eccessivamente basso pagato da Caparrotta. Di portarlo a livelli di mercato non se ne parlava. Non sapevo chi fosse Talarico, e scoprii che era, o era stato, agli arresti domiciliari, e che tra le accuse rivoltegli c’era stata quella di “associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso” (assolto). Metodo mafioso. Dissi alla persona che si era presentata come suo cugino che ci avrei pensato e lasciai cadere la cosa. Non telefonò più. Ne trassi una vaga sgradevole sensazione di essere osservato da figure che non conoscevo, ma che avevano un interesse, non benevolo, a occuparsi di me.
I tanti casi di arresti clamorosi per mafia seguiti da assoluzioni o ridimensionamento mostrano come l’antimafia coprimafia usi due soglie truccate, una troppo bassa e una troppo alta, sulla mafia. Da un lato, soglia troppo bassa, si grida alla mafia per ogni dove a livello mediatico, per farla percepire come il grande unico Male. In modo da coprire la mafia di Stato (quella della quale sono oggetto). Dall’altro in sede di analisi giudiziaria si evita di riconoscere, soglia troppo alta, la natura mafiosa di tanti illeciti, per non dovere riconoscere la natura mafiosa dei comportamenti di chi occupa lo Stato.
Prefetto di Catanzaro: Enrico Ricci.
Comandante provinciale dei CC: Giuseppe Mazzullo.
Comandante provinciale della Gdf: Domenico Grimaldi.
Procuratore della Repubblica, Lamezia: Salvatore Maria Curcio.
Capo Direzione distrettuale antimafia: Nicola Gratteri.
3 Il livello “ipogratterico”e il livello “ipergratterico” del malaffare e la loro cooperazione della Lamezia di Gratteri
quando ti scontri e vedi il mondo, capisci che oltre a un certo punto non si può andare. Fare il Masaniello non serve. Perché poi ti etichettano come un pazzo – è successo a molti – e quello che vuoi comunicare non viene più preso sul serio. Nicola Gratteri.
Anche gli appezzamenti agricoli vanno curati. Ma con la scusa della cura si può presentare chi usa la violenza e la minaccia per impossessarsi di un bene altrui e spremere denaro senza alcun riguardo, incluso l’usare prodotti chimici per aumentare la resa, come un operoso coltivatore che supplisce alla negligenza dello absentee landlord.
Tra le proprietà che ho ereditato a Lamezia c’è un terreno, un terzo di ettaro, a olivi. Sono andato a vederlo, agosto 2023, non essendoci andato negli anni dei lockdown, e ho trovato l’accesso sbarrato. L’accesso normalmente percorribile è chiuso da un cancello della casa di un confinante, Pietro Pascuzzo. L’altro accesso, raggiungibile da una mulattiera stretta, sassosa e sconnessa, con profondi binari e occupata da rovi, percorribile da un’auto normale solo con gran difficoltà e a rischio di danni, l’ho trovato sbarrato nell’ultimo breve tratto (l’unico non disagevole) con un paletto con lucchetto. Il mio terreno era stato sarchiato e spianato, e gli olivi carichi di olive attendevano di essere raccolti.
Ho detto a un signore che stava lavorando la terra lì vicino di riferire al proprietario del terreno limitrofo di chiamarmi, perché altrimenti lo avrei denunciato. Presentatosi come Pietro Pascuzzo, il proprietario mi ha chiamato, ha confermato di essere stato lui a impossessarsi del terreno, e ha detto che ci saremmo messi d’accordo. Ho chiesto a Pascuzzo perché non mi avesse contatto per accordarci su qualche forma di affitto. Mi ha risposto che non mi conosceva, e ha insistito sul fatto che non abitassi a Lamezia. Il padre, deceduto, che mi aveva detto di essere stato molto amico con un mio zio, mi aveva proposto di darmi 80 litri d’olio all’anno mentre lui prendeva il resto. Non avevo accettato perché l’olio, mi aveva detto, non sarebbe stato il mio, ma un altro a suo arbitrio. Pensavo di accordami con Pascuzzo per uno scambio simile, ma con olio nuovo del mio terreno. Non volevo però che usasse diserbanti sul terreno (astensione questa che gode di una piccola agevolazione UE), né prodotti chimici sulle piante, come mi ha detto aveva fatto. L’olio che avevo ottenuto raccogliendo le olive personalmente (v. sotto) da piante non trattate, era comunque ottimo e di sufficiente quantità. Ho richiamato Pascuzzo prima di partire, per incontrarci e stabilire un accordo bonario, e per ricevere copia della chiave del paletto, come in precedenza aveva promesso avrebbe fatto. Non mi ha risposto per un giorno, e quando sono riuscito a contattarlo mi ha detto che il paletto “è l’ultima cazzata” e che la chiave non me l’avrebbe data. Ha detto che il paletto serviva a impedire l’accesso ai ladri, e a chi potrebbe bruciare gli olivi. E che io ci potevo entrare a piedi. Ho insistito, e ha detto che gli stavo “rompendo i coglioni”, e ha concluso con un “vaffanculo”. Gli avevo fatto osservare che mi sarei rivolto alla magistratura per violenza privata. Mi ha risposto che lui ha un cassetto pieno di denunce, e che siamo nel 2030 e io ancora penso che queste cose si risolvono con la magistratura.
Così, anche per il terreno, io pago le tasse, la bonifica – che oltre ad essere inutile arriva con anni di ritardo e mi fa pagare la mora come se fossi io a non averla pagata a tempo – mentre altri sono i possessori di fatto del bene, con la violenza e nell’ambito di un trattamento mafioso da parte dello Stato.
3.1 I precedenti
Anche qui c’erano stati precedenti. Nell’ultima decade di ottobre del 2013 ero sceso appositamente in Calabria e col fratello della mia compagna, acquistate reti, cassette, rastrelli e altro materiale,avevo raccolto personalmente le olive sull’appezzamento. 917 kg in 3 giorni, che portati ad un frantoio di Campora S. Giovanni hanno reso 188 litri d’olio.
Non abbiamo potuto proseguire con il resto degli olivi, perché la mattina del quarto giorno abbiamo trovato che ci avevano rubato le reti. Scrissi allora questa lettera al Procuratore della Repubblica e al sindaco:
“Spezzano della Sila, 28 ottobre 2013
Dott. Gianni Speranza
Sindaco di Lamezia Terme
Via Sen. Arturo Perugini
88046 Lamezia Terme
Procuratore della Repubblica
Lamezia Terme
Dott. Domenico Prestinenzi
P. Repubblica
88046 Lamezia Terme
racc rr online
Offerta di donazione di beni inutilizzabili a causa di furto e danneggiamento a scopo intimidatorio
Ieri domenica 27 ottobre 2013, intorno alle ore 7:30 circa, in località Felicetta (Sambiase), giunto col fratello della mia compagna nel piccolo oliveto che possiedo, abbiamo scoperto che qualcuno aveva portato via le 4 reti che avevamo lasciato il giorno precedente. Il furto delle reti, acquistate alcuni giorni prima per 123 euro, combinato con il giorno festivo del 1 novembre e con l’improcrastinabile ritorno a Brescia, dove risiedo, mi impedisce di la raccolta delle olive delle 22 piante rimanenti.
Il gesto va ad aggiungersi, casualmente, ad altre forme, sgradevoli e caricaturali ma prive di conseguenze pratiche, di scoraggiamento e dissuasione rispetto alla mia intenzione di curare personalmente il piccolo fondo (un terzo di ettaro); con qualche scenetta nei giorni precedenti che ame, figlio di lametini ma cresciuto fuori dal Sud, è sembrata tratta da un film sulla mafia rurale, e vagamente comica nel suo carattere surreale. Non credo che la mafia vera e propria c’entri qualcosa.
Appare ora evidente, fin troppo, la volontà di provocare e demoralizzare. Non so se il prossimo passo sarà il furto delle olive, che peraltro non potrà passare inosservato dato che la zona è frequentata, oppure se ci si limiterà a quanto fatto. Ma ciò che mi preoccupa non è tanto il danno materiale, né quello che appare come il movente ovvio e immediato.
In concomitanza con l’accaduto si è tenuta a Lamezia una “festa” contro le intimidazioni mafiose. Poche ore prima del furto avevo scritto sul post “Calabria, record di amministratori minacciati. Avviso pubblico va a Lamezia.” de Il Fatto quotidiano, il seguente commento:
Solidarietà agli amministratori locali calabresi oggetto di intimidazioni e minacce da parte di “enclavi affaristico-mafiose-criminali”. Speriamo che le “enclavi” criminose vengano finalmente distrutte. E anche che gli amministratori lombardi e calabresi smettano di usare i dipendenti pubblici per molestie e stalking paramafiosi contro singoli invisi a potentati economici globali. Alla “festa” [sic] antimafia sarà presente il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Minniti, con delega ai servizi segreti. Nella mia esperienza personale, l’antimafia dei sindaci lombardi e calabresi è vicina a Cossiga, già presidente onorario dell’ICSA, il centro di “Intelligence culture” fondato dall’on. Minniti, piuttosto che a Falcone e Borsellino. Appaiono esserci, dietro alle declamazioni di facciata, convergenze, affinità e collegamenti tra la mafia e questa antimafia; così che l’unica vera enclave è quella entro la quale vengono confinati gli onesti. Una enclave ideale, perché con attenzioni come questa dello stalking municipale si ha cura di disperderli e isolarli.
(Il commento, e la presente lettera, verranno aggiunti al post “La convergenza di mafia e antimafia.
“Pizzo mafioso e pizzo di Stato” sul mio sito http://menici60d15.org/).
La coincidenza, che come innumerevoli altre dello stesso genere sembra una risposta di scherno e di intimidazione, mi ha fatto pensare di offrire al Comune di Lamezia a titolo gratuito le olive che mi è stato impedito di raccogliere. Invito quindi il Comune a fare raccogliere liberamente le olive rimaste nell’appezzamento di mia proprietà e a sfruttarle come crede. In base a quanto già ottenuto delle altre 25 piante, la raccolta persa corrisponde a circa 200 litri di olio. Estremi catastali: Sez. Sant.Eufemia, foglio 7 part 393. Vicino alla casa del sig. Giuseppe Pascuzzo.
In generale, il rimettere agli enti locali o allo Stato i beni “confiscati” dalle mafie o da altri prevaricatori, o oggetto di gesti di boicottaggio e di sfregio da parte di poteri affini alle mafie, mi pare possa essere una extrema ratio per resistere in modo civile alle arti del sopruso.
Sia che il sopruso nasca dai ambienti rozzi e grossolani che cercano di arraffare quanto più possono, sia che muova, con cadenza prevedibile e implacabile, dai settori più raffinati delle istituzioni, quelli che sono all’interfaccia tra Stato e poteri forti sovranazionali. E’ mia convinzione che i due mondi non siano così distanti né così separati come si crede; e che le moltitudini di “lazzari”, le persone comuni che quando richieste fanno da piccola manovalanza ai disegni inconfessabili del potere, costituiscano una delle principali variabili nascoste e trascurate quando si parla di corruzione o di mafia.
Distinti saluti
Dr Francesco Pansera
Dr F. Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia”
La scenetta da “film sulla mafia rurale” era stata che mentre raccoglievamo le olive il vicino Pascuzzo – il padre dell’attuale soggetto che si è esibito al telefono in un numero da mafia cinematografica nell’impedirmi con la violenza di accedere alla mia proprietà, e di usarla – senza chiedere aveva portato delle pecore sul mio terreno e le aveva messe lì a pascolare, una legandola con una catena a un picchetto che ha piantato nel terreno.
Un fatto peggiore è stato quanto accaduto due giorni dopo il furto delle reti. Ho ricevuto una email, senza senso e dal tono derisorio, da Bartolo Iamonte, della nota famiglia del reggino, condannato in via definitiva per ndrangheta. Era intervenuto su miei commenti sul blog “Uguale per tutti” del magistrato Felice Lima. Non l’ho mai conosciuto di persona e non ci eravamo mai scambiati email.
Non so come abbia avuto la mia email, Non ce ne erano state prima e non ce ne sono state dopo. La strana email sulla cura dimagrante e la coincidenza con la mia occasionale presenza in Calabria e con il furto delle reti mi sono suonate male. La cosca Iamonte risulta avere avuto legami con i servizi. Quello che ha reso più sinistra la cosa è stata l’accoppiata ndrangheta/CC: nello stesso giorno le bandoliere nere dei CC – sempre presenti, all’entrata e all’uscita quando lasciavo la strada asfaltata per andare all’appezzamento, sono state particolarmente intense. Ho riportato la morale dell’episodio in un commento su Il Fatto:
30 settembre 2020
Commento al post “Da cacciatore di ‘ndranghetisti a imputato, assolto in Cassazione l’ex colonnello del Ros Valerio Giardina”
“Per il senso comune la distanza etica tra mafiosi e autorità giudiziaria è quella tra due antipodi. In farmacologia piccole modifiche possono trasformare una molecola da antagonista ad agonista; da antidoto a veleno. Nella mia esperienza può esserci una “distanza farmacologica” breve tra i delinquenti e chi li persegue. So a malapena dell’esistenza del colonnello Giardina, e non sono molto preparato sui dettagli della guerra che lo Stato condurrebbe contro questa ndrangheta che viene rappresentata come onnipotente e immortale. Ma la mia esperienza generale in Calabria, e in Lombardia, è che i CC sono, come altre autorità giudiziarie, funzionali a un sistema di potere locale che ha ai suoi vertici massoneria e clero. Con la ndrangheta in posizione subordinata, e che oltre ai suoi traffici viene usata come parafulmine e paravento. Così che se un uomo onesto dà fastidio a grandi interessi illeciti che le due camere alte, grembiuli e tonache (con loro amici con la toga dello Stato…) hanno il mandato di tutelare, gli può accadere es. di ricevere nello stesso giorno, mentre è sceso in Calabria per tentare di raccogliere le sue olive (contro un sistema che è sì mafioso, ma nel senso clerico-massonico), sia una email sibillina e inquietante di un condannato per ndrangheta di una celebre famiglia con santista massone – condannato conosciuto esclusivamente online nel blog di un magistrato; sia attenzioni moleste di CC in divisa.”
La bandoliera nera dello stalking dei CC (“cacciaballe di Calabria”, li chiamavo tra me, viste le frodi mediche di alto bordo che così servono; li ho anche chiamati “nuclei pro sofisticazioni”) apparve anche anni dopo, quando tentai, in un oleifico lì vicino, di ottenere il servizio di una macchina scuotitrice, che mi venne negato. La comparsa di CC e altra polizia insieme a minacce, soprusi e boicottaggi di “civili” è un’altra costante del trattamento che ricevo.
Un altro precedente è dato dalla circostanza che Pascuzzo ha bloccato con il paletto una stradina che dovrebbe essere pubblica. Ha analogie con l’assalto e il ferimento a colpi di rastrello organizzato a mio danno il 14 novembre 2014, sotto casa, da degli inquilini, su suolo pubblico sostenendo che quel suolo era loro stato assegnato dal Comune, nonostante non fosse cintato e nessun cartello lo indicasse. Ho il video nel quale uno degli assalitori, una donna, nel promettermi future bastonature, dice di avere avuto istruzioni dai CC su come restare impunita. Ne ho fatto l’oggetto dello scritto “La mafia dietro antimafia: il “Parco dell’antimafia bresciana”. Restituzione della scheda elettorale elezioni comunali Brescia 10 giugno 2018.” In Milizie bresciane. Da ormai 24 anni restituisco la scheda elettorale, dato il trattamento che ricevo dallo Stato. In quell’occasione ho restituito la scheda a De Raho, allora Procuratore nazionale antimafia, e p/c all’ANM di Brescia. Oggi deputato con i 5S, gli specialisti del fingersi contro le prevaricazioni del potere e servirle bassamente (es. Peggio di Marcinelle: morti iatrogene per l’operazione covid in cambio di finanziamenti UE), De Raho è il prototipo dell’antimafia che si occupa del “mondo di mezzo”, cioè della mafia di medio livello, ma ignora il livello ipogratterico, alla Pascuzzo, e quello ipergratterico, dei crimini che denuncio, che invece questa antimafia serve. Tornato dalla Calabria a Brescia l’1 settembre 2023, nell’atrio mi sono trovato davanti la donna che mi aveva promesso altre bastonature con una scopa in mano, che ha poggiato alla porta senza apparente scopo mentre è andata a controllare la Posta (v. sopra, La sorellanza zozzonica tra Brescia e Cosenza). Avevo postato questo:
“13 agosto 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Travolge il barista con l’auto ad Alba: “Sei vaccinato”. Ora è indagato per tentato omicidio: il video”
Oltre che definire i torti e le circostanze, si dovrebbe considerare tra le ipotesi che questo scontro tra due dissennati – e altri che forse seguiranno – che nella forma in cui è riportato dai media fa da bilanciamento alle infamie provax, sia stato più o meno indotto, se non concordato. Come ai tempi, che ci si illude siano passati, degli “opposti estremismi” pilotati dal Viminale. Ho un filmato di quando sono stato gratuitamente aggredito e ferito a colpi di rastrello nell’entrare a casa. Mostra che uno degli aggressori dice di avere avuto istruzioni dai CC su come agire. Non ho reagito, evitando la rissa. Ho solo chiamato il 118. Aspetto ancora spiegazioni da magistratura, CC e Comune di Brescia (dopo l’accaduto, e dopo fanali spaccati e auto graffiata, gli aggressori hanno sostenuto che quello non fosse suolo pubblico, in quanto il Comune l’avrebbe affidato a loro; nonostante non vi fosse alcun cartello; quando chiedo di nuovo spiegazioni mi arrivano multe anomale, sanzioni costruite ad arte, etc.). In quel periodo avevo descritto come Stamina fosse una frode grossolana, come al Civile di Brescia l’avessero immessa nel SSN per propagandare le grandi promesse sulle staminali ufficiali, e come la magistratura reggesse il gioco.
Purtroppo, con l’operazione covid, nella quale sono implicati, i magistrati hanno preso la mano, insieme ai giornalisti, nel burocratizzare il loro ruolo, assumendo veline da Minculpop come verità acquisita e procedendo di conseguenza.”
3.2 L’antimafia come componenda
Non so quale sia la reale posizione di Pascuzzo rispetto alla malavita; la moglie, mi ha detto, ha un bar, il chiosco “New day” di fronte alla stazione ferroviaria di S. Eufemia; il soprannome del padre, ingiurioso, porta a pensare che non si tratti di una famigia “di rispetto”. Come per altri, Pietro Pascuzzo sembrava imbeccato e pilotato. Al di là dei toni e delle pose da mafioso per intimidire, non si sa quanto recitati, Pascuzzo ha mostrato di essere imbevuto di una ortodossia culturale mafiosa. Parlava con la stessa tracotanza dei bresciani che hanno detto di avere avuto istruzioni dai CC su come bastonarmi. La mafia delle spalle coperte. In una zona come Lamezia a volere davvero eradicare la mafia bisognerebbe farle culturalmente terra bruciata, impedendo le piccole prepotenze come quelle grandi, e contrastando quest’idea della legge come ciarpame del quale si possono riempire senza problemi i cassetti. (A una conferenza sentii Gratteri, che predica bene, esprimere un concetto simile, dicendo che non basta arrestare il presidente colluso di un ente: occorre occuparsi anche del semplice raccomandato addetto alla sbarra all’ingresso). Invece il malaffare di piccolo cabotaggio viene consentito. La lotta alla mafia di ndrina, coi suoi crimini, consente di trascurarlo facendo mostra di avere cose ben più gravi cui badare. Mentre è il terreno che consente alla Malapianta (Gratteri. Conversazione con Antonio Nicaso. Mondadori, 2010) di crescere e mantenersi. Inoltre, come mostra il mio caso, il piccolo malaffare del livello ipogratterico, essendo nelle mani dei pupari, clericali e massoni, può essere usato per servire il livello alto ipergratterico, che per ammissione di Gratteri è intoccabile. A me pare piuttosto che il livello alto venga attivamente servito dalle istituzioni. Antimafia non ultima.
Si configura così una situazione stabile nella quale l’antimafia frena – senza eliminarlo – solo il crimine convenzionale, il livello di mezzo. Traendone prestigio e credibilità, a beneficio dello Stato, che lo usa per servire, con mezzi mafiosi, il livello ipergratterico. Una classica componenda (Camilleri). Una antimafia che copre più mafia di quanto non ne elimini, e che stabilizza l’assetto di potere criminale più che sanarlo. Pompando consenso e legittimazione per uno Stato colluso e mafioso esso stesso; anche grazie ai continui show mediatici di Gratteri. Neanche a farlo apposta negli stessi giorni di questo impossessarsi con la violenza di un terreno a poca distanza dalla “aula bunker più grande del mondo”, quella del processo Rinascita-Scott, Gratteri ha risolto, o ha svelato, dopo 8 anni, le cause del barbaro omicidio – da bestiale mafia rurale – di Maria Chindamo nel vibonese. Anche questo un accaparramento di terreni, e del livello intermedio, il livello negativo ma consentito (Il negativo e il proibito); quello da gabbione di corte d’assise, della cronaca nera sangue sesso e soldi che intrattiene gli spettatori, il livello di Chi l’ha visto e di Quarto Grado. Subito, dopo, nel settembre 2023, Gratteri è stato nominato procuratore a Napoli, avendo meriti e indubbie capacità. Ma a quanto vedo non dovrà temere di fare la fine del suo predecessore Agostino Cordova, che stava davvero attentando all’apparato del potere criminale. Anzi. E’ curioso anche che Gratteri all’audizione al CSM per il posto a Napoli abbia anche detto “non ci sono reati di serie A o di serie B, se oggi perseguo un cancello abusivo evito che domani ci sia un omicidio per quel cancello abusivo”; ma gli omicidi ci sono già stati, quelli della strage pilotata in Lombardia orientale; si tratta di occultarli; e le violenze dello sbarramento abusivo e del resto di quello che mi viene tirato addosso aiutano a occultare i crimini del livello che Gratteri riconosce pubblicamente non vada toccato. E che in realtà viene attivamente favorito.
§ § §
Il seguito della campagna estiva:
I magistrati servitori di più padroni
13 novembre 2023. CPP: il Codice di Procedura Postribolare. In: Milizie bresciane
28 novembre 2023. Due giorni in Questura. L’affinità tra la Sindaco di Brescia Castelletti e la Vicepresidente del Senato Ronzulli. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella
§ § §
La guardiania
L’esproprio da lista di proscrizione tramite Pascuzzo è proseguito sullo stesso tono mafioide col quale è cominciato. Una raccomandata di diffida al suo domicilio spedita il 6 novembre 2023 è tornata indietro con la motivazione “trasferito”.
Pascuzzo risulta abitare a quell’indirizzo all’anagrafe. Non sarebbe la prima volta che Poste italiane partecipa a pratiche mafioso-istituzionali e alla loro ostentazione (Censura postale delle notizie di reato). Una denuncia querela in Questura è stata segnata dallo strano borseggio, poche ore dopo, del cellulare, furto per il quale sono dovuto tornare il giorno utile successivo in Questura. L’ultima volta che ho visto il cellulare è stato quando ha squillato e contemporaneamente mi è sfilata davanti una gazzella dei CC, all’outlet Franciacorta. Appare essermi stato sottratto pochi minuti dopo. La querela, con l’associata denuncia per il cellulare, è stata inoltre segnata da una forma marcata del solito mobbing interforze CC-Spazzini del Comune (28 novembre 2023. Due giorni in Questura. L’affinità tra la Sindaco di Brescia Castelletti e la Vicepresidente del Senato Ronzulli. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella). Nella denuncia ho mostrato come sul mio terreno, a me precluso, fossero introdotti e lasciati anche mezzi agricoli con targa.
Nei giorni dopo il Natale 2023 il terreno era sempre sbarrato e l’accesso continuava ad essermi impedito. Il commissariato di Lamezia non ha accettato una mia seconda querela, con la motivazione che l’avevo già fatta e il procedimento era in corso. Il 4 gennaio 2024 le olive di alcune delle piante erano state raccolte, gli alberi essendo spogli; c’erano gli attrezzi per la raccolta; e anche un ramo rotto.
Il commissariato mi ha rimbalzato ai CC, che sono venuti, hanno preso foto, e hanno raccolto la mia denuncia per furto. Nel congedarmi il maresciallo mi ha detto, dopo avermi suggerito di mettere delle fototrappola – misura impraticabile – che è responsabilità del proprietario assicurare la custodia del suo terreno. E che bisogna ricorrere a guardiani. Gli ho risposto che la guardiania è storicamente tra le radici della mafia. (La mafia storica; quella attuale è un anacronismo dovuto in primo luogo al suo uso come instrumentum regni da parte dei poteri sovranazionali; ed è alimentata, sul piano culturale, dalla prosecuzione del tradizionale atteggiamento mafioide, di prevaricazione e di entitlement, di chi occupa le istituzioni).
Il 29 marzo 2024 ho ricevuto via Corte d’appello di Brescia la notifica della richiesta di archiviazione della querela, PM Emanuela Costa. L’ho ricevuta anche qui in circostanze massomafiose (La mediazione piduista).
La telefonata di Pascuzzo dell’11 agosto 2023:
La mia telefonata a Pascuzzo, 25 agosto 2023:
Ho chiesto a chi lo fa di mestiere di curare il tereno, in cambio di una spartizione dell’olio. In passato avevo sempre ricevuto rifiuti. Stavolta al rifiuto si è aggiunta la motivazione dichiarata di non esporsi a rappresaglie, come l’incendio dei mezzi: un combinato disposto e una continuità tra cultura mafiosa e posizione delle istituzioni preposte alla legalità. Appare che tale continuità le istituzioni vogliano sottolinearla. Appare esserci un’affinità tra la concezione della legalità di Pascuzzo, che dice apertamente che la legge non serve a niente, se non come strumento per rubare, e la concezione di quelli che dovrebbero tutelare la legalità. Con una tutela della legge che è essa stessa fonte di cultura mafiosa. Un esempio della “high-low alliance” che, riferendola a Mattarella e ai troll che lo difendono insultando, mi è costata l‘essere bannato da Il Fatto (La mediazione piduista); e una serie di messaggi mafiosi tra i quali la consegna della notifica della volontà di archiviare è stata inclusa. Le frodi mediche istituzionalizzate necessitano della soppressione delle voci di denuncia, oltre che della propaganda del falso; i magistrati e le forze di polizia mentre tradiscono il loro mandato forniscono quest’attività di guardiania al crimine di alto bordo.
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6 novembre 2024. Via Fani, via Caetani e il distretto di Corte d’appello di Brescia.
Vado a pagare l’Irpef. Anche stavolta (v. sopra) l’esborso è stato accompagnato da uno struscio interforze Carabinieri-spazzini. L’andata è stata nella norma: PS al check point “Gabella” (l’entrata nelle mura venete, quindi in centro città) come sempre.
Al centro Paolo VI, consueto saluto cattomassonico: gas di scarico di auto ferma e prete a baciare.

Al ritorno, su via Maggi, il luogo d’elezione per gli strusci combinati polizia-spazzini, incontro a sbuco con auto di una polizia locale all’uscita pedonale di un sottopasso.
Poco dopo camioncino dell’A2A, n. 7010, mi aspetta per incontro a sbuco.
Poco dopo in 30 secondi e in pochi metri uno di quegli “agguati” che ricordano che i CC sono dei militari. E che militari. Mentre cammino sul marciapiede, in un punto senza marciapiede mi taglia la strada venendo di spalle e sfiorandomi, montando sul marciapiede successivo e fermandosi davanti a me, un’utilitaria con coppia di anziani. Contemporaneamente passano in senso opposto i CC (tanti anni prima su quella stessa strada, dove c’è una strettoia a frisarmi erano direttamente le auto dei CC; di spalle). A seguire, di fronte, camioncino di A2A, che parte al mio arrivo dope avere atteso lì fermo da quando l’ho visto in lontananza, diversi minuti prima. Infine, di spalle, in un altro punto senza marciapiedi un secondo camioncino di A2A, lanciato, mi accosta sfiorandomi in velocità. E’ lo stesso di pochi minuti prima, n. 7010, che nell’incontrami aveva imboccato la strada nella direzione opposta, verso il centro città. Deve avere fatto un’inversione a U. Non ho avuto neanche il tempo di estrarre la spazzola per pulirmi i vestiti, che porto sempre con me per quando gli incontri con la spazzatura del Comune di Brescia si fanno troppo insistiti e ravvicinati.
Poco dopo a check point Calipari altro camioncino di A2A con la scritta “Cosa diventerò” in convoglio con l’immancabile Audi station wagon.


All’andata allo stesso checkpoint era passata la macchina spazzatrice.
Il giorno prima avevo postato questo:
5 novembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. De Felice “L’Italia dovrà rispondere alla Cedu sul Covid: la prima vittoria dei familiari delle vittime”
Con la versione Zambon-Locati sulla strage di innesco a Bergamo si sta ripetendo quanto già fatto col memoriale Morucci-Faranda per via Fani e via Caetani: ribadire una versione di copertura romanzesca, assurda ad un esame razionale*, per coprire le reali responsabilità di uno Stato occupato da debosciati disposti ad eseguire a comando qualsiasi nefandezza.
* Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
Questo associare al pagamento delle tasse lo stesso stalking e lo stesso insulto da parte di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni, avendomi posto, grazie agli uffici dei magistrati, in una situazione finanziaria abnorme, debole, precaria, e aggravata da continue sanzioni costruite, ha una valenza di minaccia e di ricatto. Qui l’esibizione di violenza, viltà e impunità è anche la puntuale risposta a quanto denuncio su crimini di Stato; volta a confermarmi che “le istituzioni” sono marce, non valgono due soldi, ed è vano, e pericoloso, rivolgersi a loro. Come a giugno la pisciata da sotto la porta dentro il vano cantina, dove tengo le provviste, all’indomani dell’ avere postato sul mio sito menici60d15 lo scritto “La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria“ che avevo spedito, insieme alla tessera elettorale, ai magistrati di Brescia intenti nel processo sulla strage del 1974.
Prefetto di Brescia: Andrea Polichetti (da settembre)
Sindaco di Brescia: Laura Castelletti
Procuratore della Repubblica: Francesco Prete
Procuratore generale: Guido Rispoli
Questore: Carmine Esposito (da settembre)
Comandante provinciale dei Carabinieri: Vittorio Fragalà
L’A2A è retta dal degno figlio del già presidente del Tribunale di Brescia, Mazzoncini. I colleghi del babbo sono i beneficiari del trattamento persecutorio, al quale assicurano impunità. C’è una topografia dell’eversione. Gli atti di violenza eversiva dei decenni passati furono condotti in zone controllate. Via Fani, e ancor più via Caetani, erano ad alta densità di servizi e di complici dei servizi. Non è un caso che oggi la strage d’innesco covid (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale) sia avvenuta nel propizio distretto di Corte d’appello di Brescia (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale).
Il giorno successivo, 7 novembre 2024, cominciano “I pomeriggi della medicina” all’auditorium S. Barnaba. Organizzati dall’Ordine dei medici locale, che insieme a CC e magistrati si è occupato, a livello criminale, della mia neutralizzazione; e dal Comune, non da meno. Col sostegno di A2A tramite la “Fondazione ASM”. E il sostegno del gruppo “Brescia mobilità”, autobus e metropolitana, che pure fornisce organized stalking a mio danno. Il 7 novembre presentano i loro saluti Alessandro Marini, presidente di Brescia mobilità, e Valentina Stefani, vice presidente della fondazione ASM. Insieme a Raisa Labaran, consigliera del Comune delegata alla Sanità, e a quel galantuomo di Ottavio Di Stefano, presidente dell’Ordine dei medici. Assistere agli incontri medici a San Barnaba ha sempre comportato per me il passaggio molesto delle forze di polizia all’entrata o al ritorno. Quest’anno la serie è intitolata “Attraversare la complessità”. Per me è “attraversare la strada”, dati gli spazzini e gli autisti di A2A e Brescia mobilità; e i loro colleghi in divisa.
Il tema dell’incontro del 7 novembre è su “One health” la stralunata dottrina WHO che vuole unire salute umana a salute animale. In linea con una concezione zootecnica delle persone e della medicina. Fondazione ASM di A2A finanzia anche un incontro in un paesino, Pontevico, su IA e medicina, il 17 novembre. La cosiddetta intelligenza artificiale potrebbe avere una sua limitata utilità in medicina, ma permette di moltiplicare frodi già in vigore e quindi profitti (I trucchi della medicina traslazionale). A2A e Brescia mobilità, due aziende che gestiscono un servizio pubblico – a beneficio di privati – danno sostegno alla medicina locale sia con il denaro per attività “culturali”, in realtà di disinformazione e propaganda. Sia con pratiche mafiose; mafiosamente protette dalla magistratura. E’ una conferma di Brescia come area adatta alla frode medica. Adatta sul piano culturale prima ancora che su quello economico. Non c’è contraddizione tra il mecenatismo medico mirato e l’aggiunta dello organized stalking ai vari sistemi per eliminare un medico che intralcia frodi e predazioni omicide: la medicina del grande capitale è una delle coperture migliori per legalizzare il crimine. Storicamente dalla sua ascesa ha un’anima gangsteristica, dove grandi aziende e Stato uniti ricorrono a “any means possible”:
The reason this book is so pertinent in our troublesome times is that it catalogues the long, but very calculated and carefully planned demise of healthcare in America. It chronicles how the introduction of a monopoly through any means possible – including, racketeering, abuse, censorship and murder – enabled the takeover of health by federal agencies and governments, which were inextricably linked to industry and big pharma. (America’s Medical Monopoly: An Injection of Truth. A failure to learn lessons from history or….money talks? Gruppo Hart, 8 novembre 2024).
A2A
Presidente: Roberto Tasca
Amministratore delegato e direttore generale: Renato Mazzoncini
Fondazione ASM:
Presidente: Felice Scalvini
Vice presidente: Valentina Stefani
Consiglieri: Rossella Cordua, Chaimaa Fatihi, Giovanna Foresti, Rodolfo Pinto, Marina Rossi
Delegata A2A: Simona Giorgetti
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Spezzano della Sila, 28 agosto 2025
Procuratore della Repubblica f.f.
Dott.ssa Emanuela Costa
prot.procura.lameziaterme@giustiziacert.it
Procuratore DDA di Catanzaro
Dott. Salvatore Curcio
ricezioneatti.procura.catanzaro@giustiziacert.it
I “tesserini Montanaro” nel XIX secolo: la mafia dietro l’antimafia a Lamezia
1 Accoglienza a Lamezia con incendio doloso sovrapposto a furto continuato di olive
La mattina del 21 agosto 2025 mi sono recato a Lamezia Terme, per controllare un mio terreno, un piccolo oliveto, di un terzo di ettaro, in località Felicetta. Mancavo da Lamezia dal luglio 2024, cioè da oltre 1 anno. L’oliveto è occupato abusivamente da un confinante, tale Pietro Pascuzzo, che mi impedisce di farlo coltivare da terzi. Il Pascuzzo ha anche montato un palo con lucchetto che impedisce l’accesso al fondo, rifiutando sia di rimuoverlo sia di darmene la chiave. La mattina del 21 ho notato che il lucchetto del palo era aperto. Sono quindi tornato a Spezzano della Sila (Cs), dove abito nella casa della mia compagna, per ritornare nel pomeriggio dello stesso giorno a Lamezia, dove ho tolto il lucchetto aperto e l’ho sostituito con uno mio. (L’olivicoltore interessato a prendere in gestione il terreno continua comunque a sospendere la disponibilità finché perdura l’occupazione violenta di Pascuzzo). Pochi minuti dopo, nel ritornare a Spezzano, lungo la strada che da Sambiase porta al mare, all’altezza della rotonda prima del cavalcavia sull’autostrada, alle ore 18:00 , ho notato del fumo nell’altro dei due piccoli piccoli appezzamenti che ho ereditato, località Impietrata, (particella catastale 393). L’appezzamento, non coltivato, era stato dato alle fiamme. La mattina passando da lì non avevo notato nulla. L’incendio ha riguardato l’intero perimetro, di un area rettangolare di circa 20x100m, mentre ha risparmiato coltivazioni altrui adiacenti. Il fuoco ha agito su entrambi i lati minori, separati da 100 m di terreno brullo. Ciò conferma che sia stato appiccato intenzionalmente e per fare danno. E’ improbabile che un singolo come Pascuzzo, di professione barista a quanto mi hanno detto i carabinieri, abbia potuto architettare e mettere in atto da solo una tale sincronia (anche se Pascuzzo nel rifiutarsi di lasciarmi accedere con mezzi alla mia proprietà aveva parlato con tono allusivo della necessità della sua “guardiania” non richiesta, e rifiutata, per evitare possibili incendi dei miei olivi). Le fiamme hanno interessato anche alberi di alto fusto adiacenti. Mi ha rattristato vedere i tizzoni fumanti delle traversine ferroviarie che mio zio mise negli anni ’70 come recinzione; comunque la sensazione prevalente è stata di disgusto per quest’altro anello di una catena di esibizioni vili e miserabili di violenza e impunità.
2 I tesserini Montanaro e la mafia dietro l’antimafia
Non è la prima volta che appena metto piede a Lamezia, la città natale dei miei genitori, trovo la mia proprietà in corso di danneggiamento. Stavolta è stata fatta bruciare. In un anno ci sono oltre mezzo milione di minuti. Mancavo da lì da quasi 14 mesi. L’episodio, e la singolare coincidenza cronometrica con i pochi minuti all’anno che passo a Lamezia, si inserisce in un quadro di abusi, violenze, atti persecutori analoghi, che chiamo “tesserini Montanaro”, dai tesserini da CC che un colonnello piduista distribuiva ai terroristi (v. allegato). Ovvero danni di tipo distruttivo, danneggiamenti e molestie commessi da privati con regia e coperture istituzionali. Volti ad intimidire, demoralizzare, ricattare, provocare, e, con l’ostentazione di illegalità provvista di impunità e talora di concorso istituzionale, a confermarmi nella sfiducia nelle istituzioni; in modo da scoraggiare dal portare avanti denunce che anche chi avrebbe il dovere di raccogliere vuole siano screditate e restino lettera morta. Una caratteristica comune è l’insistenza sull’invasione della sfera personale, che include la violazione sprezzante della proprietà. Una voce di quello che chiamo i “field manual” odierni, successori dei field manual degli anni del terrorismo pilotato.
I moventi sono da cercarsi nella mia attività di critica della medicina e di denuncia di gravi illeciti, es. la strage covid del 2020 (Lo knock dell’operazione covid in Lombardia orientale; Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale. Sito menici60d15). Che le influenze esterne sull’Italia siano finite con la “vittoria” sul terrorismo lo dice la propaganda ufficiale. Appare che esse abbiano solo mutato forma, divenendo, da clamorose e cruente, felpate. E che le cooperazioni istituzionali siano più forti di prima, essendo sufficienti nel nuovo corso forme di collaborazione che possono essere fatte passare per prassi routinarie, o per le consuete inefficienze. Il piduismo, l’uso corrotto ed eversivo del potere dello Stato, è sopravvissuto allo scandalo P2. Da questo punto di vista il potere giudiziario, un potere di controllo, quindi con una leva molto vantaggiosa tra esposizione ed effetti (capace cioè di procurare danni devastanti con una minima esposizione) assume un ruolo centrale. Anche nelle epurazioni.
E’ da osservare che i magistrati sono sia fattore necessario di questo che può essere detto un omicidio sociale, permettendolo e talora partecipandovi; sia beneficiari, dato che consente di lasciare impuniti reati di alto livello in campo medico. Reati che godono delle più potenti protezioni, e che appare i magistrati non vogliano perseguire; e ai quali non di rado collaborano con i loro interventi (v. Nuove P2 e organi interni. Sito menici60d15).
Ritengo giusto e utile lasciare memoria di come vengano coperti e favoriti reati gravi, con quali tecniche e con quali regie; tecniche e regie che sperimento a Brescia, dove risiedo (prefetto Polichetti; procuratore Prete), e a Spezzano della Sila (prefetto Padovano; procuratore Capomolla). Nel caso della Calabria, la terra dei miei avi, quanto patisco conferma la mia convinzione che l’antimafia attuale mentre combatte in perpetuo, senza eradicarla, la grande criminalità di cosca sia un alibi e una copertura per favorire quest’altro genere di mafia (MDA: la mafia dietro l’antimafia. Sito menici60d15). E che il mio caso sia alimentato da entrambi i due comburenti della mafia, quello tradizionale del notabilato locale e quello di strumento dei poteri forti sovranazionali (I due comburenti istituzionali della mafia. Sito menici60d15)). All’occorrenza, come in questo caso, il demimonde dietro l’antimafia
che prospera nel malaffare locale si presta a neutralizzare italiani invisi a quei poteri che anche una quota preminente di divise e toghe serve dal dopoguerra (è noto il contributo di poteri opachi calabresi alle trascorse trame eversive); dietro agli istrionismi mediatici sulla lotta al terrorismo e alla mafia. Incluse le proteste, decenni dopo, di essere stati depistati, mentre il mio caso mostra come si operi per essere “depistati” e per depistare (I quattro livelli del depistaggio. Sito menici60d15).
Francesco Pansera
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Prefetto di Catanzaro: Castrese De Rosa
Procuratore di Lamezia, f.f: Emanuela Costa
Procuratore DDA di Catanzaro: Salvatore Curcio
Estratto da “”Crimini inconfessabili” di G. Turone:
È significativo, inoltre, che i due documenti falsi – sia quello di Cavallini che quello di Soderini – fossero strettamente collegati al covo Nar di Torino, via Monte Asolone, che abbiamo già più volte menzionato nel capitolo relativo all’omicidio di Piersanti Mattarella. Infatti, in via Monte Asolone sono stati sequestrati, nell’ottobre del 1982, altri trentotto tesserini di riconoscimento dell’Arma identici a quello di Cavallini, anch’essi già predisposti con il timbro tondo della Legione carabinieri di Brescia e con il timbro per la firma del colonnello comandante Giuseppe Montanaro, tessera P2 n. 2190. Nella stessa occasione sono stati sequestrati numerosi altri tesserini in bianco, così da raggiungere il numero complessivo di centosessanta esemplari. Nello stesso covo e nella stessa occasione, sono state sequestrate anche cento tessere personali di riconoscimento, con autorizzazione all’uso di abiti civili, della IX Legione territoriale, II Compagnia Guardia di finanza di Roma, identiche a quella sequestrata a Soderini.
I magistrati inquirenti di Roma che hanno condotto le indagini del processo Nar (guidate da un pubblico ministero di valore come Loris D’Ambrosio) hanno certamente fatto il possibile per individuare il canale attraverso il quale tutte quelle tessere di riconoscimento erano arrivate al covo Nar torinese di via Monte Asolone. Ma di certo hanno trovato difficoltà insormontabili create dai settori dei Carabinieri e della Guardia di finanza che, in quei primi anni Ottanta, erano rimasti fedeli al sistema P2, rimasto vitale nonostante la scoperta degli elenchi degli affiliati (peraltro incompleti, come si dirà) e dell’altra documentazione sequestrata a Castiglion Fibocchi nel marzo 1981.
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11 settembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post ” “Alle commemorazioni per le stragi ci sono personaggi ambigui, ecco perché non partecipo”: la confessione di Scarpinato alla Festa del Fatto”
“Fosti saggia a svegliarmi. E tuttavia tu non interrompi il mio sogno, lo prolunghi” John Donne. Anche per certi incubi della vita reale ci sono eventi che sembrano un’interruzione e invece sono un prolungamento. Come le commemorazioni, certo mal frequentate: le stragi hanno avuto tra i loro fini quello di fornire un alibi, una copertura morale, a politici, polizie, e anche a magistrati, nel servire i poteri forti che le ordinarono. Vengono spremute per trarne credibilità.
Nella mia città ogni anno alla commemorazione della strage vedo due agenti della polizia municipale in alta uniforme ai lati della corona sulla stele. Mi chiedo se sono gli stessi due che anonimi se protesto per atti come l’urinarmi davanti alla porta della cantina mi fanno la multa sotto casa per “art 40: sostava sulla carreggiata i cui margini erano evidenziati da una striscia continua”, quando non ostacolo il traffico, e dove parcheggiano tutti a centinaia tranquillamente. Multano solo me mentre a pochi metri ci sono altri che fanno lo stesso, pulmini sul marciapiede e sulle aiuole per intero, auto che la carreggiata la bloccano, stanno cioè in mezzo alla strada. Un’attenzione verso chi denuncia come la città, e il suo distretto di Corte d’appello, siano luogo di elezione per frodi mediche di alto bordo. Inclusa la strage covid del 2020*. Le commemorazioni delle stragi, e i processi pluridecennali, sono una facciata sacrale per servizi odierni di livello postribolare a favore degli stessi mandanti.
* Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
Altri interventi del Comune di Brescia (quelli della consociata A2A prenderebbero troppo spazio):
Restituzione scheda elettorale a Cafiero di Raho, 8 giugno 2018 in Milizie bresciane
13 novembre 2023. CPP: il Codice di Procedura Postribolare. In Milizie bresciane
28 maggio 2024. 11 Iscariota e un apostolo fedele. In I rituali zozzonici della banda Mattarella
Sindaco: Laura Castelletti
Assessore alla sicurezza: Valter Muchetti.
Comandante della Polizia locale: Roberto Novelli
Prefetto: Andrea Polichetti
Procuratore della Repubblica: Francesco Prete
Questore: Paolo Sartori
Comandante provinciale Carabinieri: Vittorio Fragalà, avvicendato negli stessi giorni della multa da Alberto Raucci.
La più recente sentenza di condanna del procedimento ancora in corso per la strage del 1974: aprile 2025 a Marco Toffaloni. Tribunale per i minori, primo grado, non eseguibile.
Per dettagli e foto v. 11 settembre 2025 in Milizie bresciane
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30 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di V. Cattano “Ex lobbista che aveva fatto causa a Von der Leyen per il Pfizergate denuncia: “Mi hanno chiuso tutti i conti””
Il “debanking” dei dissidenti è descritto*. Il 13 ottobre 2025 Il Fatto ha riportato che Paypal ha bloccato i conti di Francesca Albanese, e come vi siano strutture che si occupano di imporre tali provvedimenti. L’arma finanziaria a protezione delle frodi biomediche di alto bordo è usata anche in Italia, in una partnership privati-Stato**. Può essere applicata su larga scala: il paese che vanta la migliore antimafia al mondo, la casa madre dei predicatori del Vangelo, una compatta falange di magistrati ardenti difensori della Costituzione e dell’indipendenza, ha primeggiato anche con il ricatto jab for job, il condizionare il lavoro e lo stipendio al farsi inoculare.
Leader politici di 18 paesi che si erano opposti in qualche misura all’operazione covid sono stati epurati tra il 2020 e il 2022***. Ci sono state morti sospette, come l’assassinio dell’ex primo ministro del Giappone Shinzo Abe.
*The terrifying rise of “debanking”. Banks are using their financial muscle to punish dissenting views. Spiked, 7 lug 2023.
** L’uso del fisco nell’eversione di Stato
***The global purge of independent leaders. Health and truth, 28 ott 2025.
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Brescia, 25 giugno 2026
Dr. Francesco Prete
Direzione distrettuale antimafia di Brescia
prot.procura.brescia@giustiziacert.it
Comandante provinciale Guardia di finanza di Brescia
Col. Francesco Maceroni
Bs0500000p@pec.gdf.it
Dott.ssa Giovanna Di Rosa
Presidente della Corte d’appello di Brescia
prot.ca.brescia@giustiziacert.it
La direzione distrettuale pro-mafia e pro-eversione di Brescia. Cinque riflessioni su un fanale rotto.
La mattina del 16 giugno 2026 ho inviato una PEC alle ACLI di Brescia, allegato 1. Si riferisce alla prassi costante, senza eccezioni, di farmi pagare ancor più tasse del dovuto compilando dichiarazioni dei redditi suicide per poi farmi sanzionare e pagare interessi (v L’uso del fisco nell’eversione di Stato. Sito menici60d15). Nel pomeriggio dello stesso giorno abbiamo trovato il fanale posteriore destro dell’auto rotto. La rottura è in un punto rientrante della sagoma, quindi è improbabile sia dovuto a un urto accidentale. Mentre non si può definire con certezza la causa, i vandalismi sono per me da aspettarsi come risposta quando lascio memoria degli abusi. L’ultima volta precedente è stato il 29 marzo 2026, quando avendo scritto alla presidente della Corte d’appello di Brescia Di Rosa, allegato 2 “Il miserabile e il corrotto nel distretto di Corte d’appello di Brescia. III”, è stata messa a soqquadro la cantina (il cui ingresso ha un’ampia luce libera tra la porta e il soffitto). In passato all’auto sotto casa è stata sfondata la portiera, rotto il parabrezza, lo specchietto, etc. L’auto è tutta istoriata da rigature alla carrozzeria. Per me quindi suona come la consueta risposta. Ho fatto alcune riflessioni.
1 La coalescenza tra argomenti “legali” e mafiosi. E’ frequente questo aggiungere all’abuso del potere legale, qui la richiesta costruita ad arte di sanzioni e interessi non dovuti, un messaggio di stampo mafioso, se non si accetta l’abuso in silenzio. A marzo a una diffida formale – in realtà una violenza privata – si è aggiunto, avendo scritto alla Corte d’appello sulla criminalità istituzionalizzata che vige a Brescia, il vandalismo della cantina. Come a dire al destinatario che si possono usare entrambi. Che c’è una continuità, non c’è altra legge che questa, che se non si subisce lo “antisocial punishment” tramite il potere dello Stato si aggiungerà quello miserabile dei vigliacchetti protetti. In uno Stato non corrotto potere istituzionale e mafia sono per lo meno separati e distinti. A Brescia – e anche a Lamezia – si tiene a mostrare che sono collegati e che si spalleggiano. Come manifestazioni di un unico potere.
Appare esserci un studio nel fare danno. Lo sfregio materiale sovrapposto all’illegalità amministrativa, il libero delinquere a oltranza come fiduciari dello Stato condito da vandalismi, violenze private, atti persecutori, mi sono familiari nel distretto di Corte d’appello di Brescia.
2 L’errore di Ambrosoli davanti al malaffare istituzionale bresciano. Ambrosoli scrisse alla moglie che non lo avrebbero ucciso perché si sarebbe capito chi fossero i mandanti. Ma “Ambrosoli, e Mattei, che erano degli isolati, ragionavano con una testa diversa da quella dei Sindona, Andreotti, Aricò, e della nutrita compagnia degli ometti che si occupano di me” (I conti di Ambrosoli e quelli di Rambaldini. In: L’uso del fisco nell’eversione di Stato, cit.). E’ un errore che ho fatto e continuerò a fare. Un poco però ho imparato. Avendo già avuto come ricevuta un fanale rotto, non ho pensato che avere scritto alla presidente provinciale ACLI che si usa il fisco per colpire chi denuncia reati protetti dallo Stato, inclusi quelli del clero, portasse a resipiscenza, o anche solo a moderazione, anzi. Infatti, il Caf Acli nel preparare il “ravvedimento operoso” e numero 19 F24 per le sue cartelle suicide dopo avermi impedito di pagare il previsto, addebitandomi interessi, sanzioni e pure 100€ aggiuntivi di consulenza, si è anche inventato altri debiti col fisco non pagati, per 5264€, col duplice effetto di aggravare il danno e di nascondere che in realtà aveva considerato correttamente il reddito prima di cominciare a dimezzarlo arbitrariamente. Ho faticato a riconoscerlo, e ancor più a farglielo ammettere. Non so se sono stati inseriti altri falsi, e devo temerne per il futuro. Nel caso di Ambrosoli il delinquere a oltranza si basava sullo spessore criminale e sulle spalle coperte. Mettendo da parte il livello di inclinazione al crimine a Brescia, appare che sia assicurato ai maggiorenti uno sconfinato senso di impunità, che permette loro di rispondere all’essere messi davanti alle loro responsabilità rilanciando, ciò aggiungendo altri abusi. Questa certezza di impunità appare tra i compiti non scritti di chi viene stipendiato per mantenere la legalità.
3 ll software del Caf ACLI inferiore a quello degli sfasciacarrozze. Sono andato a cercare un nuovo fanale da un autodemolitore. E’ bastato dare la targa per avere da database la disponibilità e il prezzo di un ricambio usato. Il software del Caf sarebbe invece gravemente difettoso. Di punto in bianco comincerebbe a dimezzare quanto il contribuente dichiara come reddito, in maniera tale che gli operatori lo accetterebbero come vero nonostante inverosimiglianze e discrepanze macroscopiche col pregresso (un glitch del Caf ACLI; altri in precedenza non hanno eseguito questa manipolazione sulla mia dichiarazione, anche se ne hanno commesse altre). Darebbe inoltre false rendite catastali degli immobili; mentre si parla di AI, il clero volendone gestire gli aspetti etici, il software della ACLI stabilisce quanto far pagare senza collegarsi alla banca dati dello Stato. Salvo poi tornare a dire il vero a danno fatto. Con un ritardo di 6 anni.
Gli autodemolitori hanno interesse a vendere. (La sostituzione è passata dai 90 euro del preventivo a voce a 134€ inclusa IVA quando ho fatto il gesto di pagare con Postepay. POS rotto, sine die. Alla fine 124.44€ tramite bonifico per la fattura n. 67 dell’anno al 19 giugno. Appeso alla parete dell’ufficio, il calendario della GdF). Il Caf ACLI invece, espressione del clero, ha interesse a collaborare coi poteri forti (es. Williams PF Operation Gladio. The unholy alliance between the Vatican, the CIA and the mafia. 2015); qui nel tenere in cattive acque, come diceva Licio Gelli, chi svolge la sua professione di medico non venendo pagato ma pagando, come diceva Alessandrini a proposito di quella di magistrato. Ha interesse oggi come allora al libero delinquere in concorso con lo Stato, e con feccia come quella che oggi si occupa dei vandalismi e degli atti persecutori di basso livello. L’associazione cattolica lavoratori ha interesse a togliere il lavoro e la possibilità di svolgerlo anche gratuitamente, all’emarginare e isolare. Al creare una situazione finanziaria che ostacola materialmente, intimidisce e espone a minacce e ricatti. A questo trattamento per chi denuncia gravi illeciti che godono della complicità delle istituzioni, aggiunge ulteriori tasse sull’onestà falsificando le dichiarazioni per le quali si fa pagare (si è fatto in modo che quest’anno io versi al fisco oltre il 120% del mio modesto e incerto reddito). Il clero ha interesse a colpire e silenziare chi è d’intralcio alle frodi mediche, alle quali partecipa, traendone profitti illeciti; frodi bassamente anti evangeliche, che speculano sulla malattia e sulla vulnerabilità, che se rivelate sconfesserebbe la proclamata aderenza ad alti valori. Ha interesse a colpire chi si oppone agli abusi di potere del clero, che un tempo mandava al rogo chi ne denunciava anche solo le imposture dottrinali. Ha interesse a fare pagare agli altri le imposte dalle quali è esentato; un clero che le tasse vuole non versarle ma prelevarle, come ha fatto per tanti secoli. In uno Stato non corrotto ai Caf e ai commercialisti non viene permesso di fare il gioco delle tre carte e inventarsi tasse non pagate per danneggiare il contribuente. Tantomeno al Caf delle ACLI, espressione del potere clericale, e protetto da figure come Mattarella.
4a La professionalità del crimine convenzionale e quella delle frodi mediche strutturali. Ho tante colpe agli occhi del crimine di alto bordo, avendo indicato molte frodi mediche, incluse quelle nelle quali è stata coinvolta la magistratura bresciana. Oggi seguo come Domenico Caliendo sia stato sottoposto a trapianto nell’interesse dei medici e contro il suo interesse, a prescindere dall’avere rovinato il cuore del donatore (v. La differenza tra “morto” e “cadavere” nella medicina golem. Sito cit.). I mafiosi professionisti non vanno a fare una spedizione in un auto con un fanale rotto. La mafia è diventata vistosa, avendo assunto la funzione di spauracchio e alibi per attività del mondo legale come quelle che denuncio (MDA. La mafia dietro l’antimafia. Sito cit.). Un tempo i mafiosi evitavano anche una multa per divieto di sosta, è stato scritto. Bruciare col ghiaccio secco il cuore da impiantare avendo tolto il cuore a un bambino quando il quadro clinico e la prognosi impongono di lasciarglielo è come andare a fare una spedizione mafiosa con un auto coi fanali rotti, senza uno sportello e la marmitta staccata che struscia per terra. Questa mancanza di professionalità, che le frodi mediche strutturali hanno cura di evitare, viene mostrata e sanzionata, ma presentandola come carenza di professionalità medica quando è anche mancanza di professionalità nel delinquere. E’ quasi come punire i responsabili di una spedizione mafiosa omicida per infrazioni al Codice della strada. Un trapianto pediatrico di cuore non dovuto è una condanna alla morte dopo anni di pene. Così si protegge la frode strutturale di base, e la si esalta (rilanciando il dogma della medicina onnipotente, tralasciando le manipolazioni delle indicazioni e accusando invece di mancato uso di cuore artificiale totale e ritrapianto per una situazione abnorme, fuori dai protocolli di assistenza meccanica alla circolazione e di ritrapianto, già estremi e gravati da alte probabilità di danni e di insuccesso). Si tace, e si perpetua la disinformazione, su come i trapianti di cuore pediatrici non siano una cura, ma una palliazione da riservare ai casi di scompenso cardiaco irreversibile e terminale. Tali crimini così aumenteranno. A Napoli, dove il procuratore capo è un tale personaggio mediatico da essere divenuto protagonista di una serie della Disney – multinazionale legata all’alta finanza – si propalano informazioni Disney sui trapianti di cuore pediatrici, non interrompendo il crimine ma rafforzandolo. Dietro all’immagine dell’implacabile caccia ai mafiosi, si protegge ciò che corrisponde a forme di sevizie di bambini per lucro (Il bambino nel solvente vs il solvente nel bambino. Sito cit.). Si disinforma il pubblico, e si correggono gli operatori non perché cessino di delinquere, ma affinché pratichino una professionalità delinquenziale nell’eseguire trapianti non legittimi. In uno Stato sano i magistrati sono un baluardo anche intellettuale alle manipolazioni del potere. Nel cattivo governo i magistrati e le forze di polizia partecipano alla suggestio falsi. E sono determinanti per la suppressio veri, mostra il mio caso. In entrambe le attività, aggiungendo e togliendo pesi alle componenti della realtà, come fanno i bari coi dadi. E lasciandolo fare a terzi, come in questo caso.
4b. Cardiopatie e mafie. Le false indicazioni per il trapianto di cuore di Domenico e la falsa cardiopatia Roberto Pannunzi, “il più potente broker della mafia”, mostrano come funziona l’antimafia. E’ nota e discussa in letteratura la pratica di fare figurare le condizioni dei pazienti come più gravi del reale, anche sottoponendoli a terapie pesanti e dannose non necessarie, per giustificare il trapianto (es. Manipulation of the Organ Allocation System Waitlist Priority through the Escalation of Medical Therapies. OPTN/UNOS Ethics Committee, 2018). A danno dei pazienti stessi, e di quelli che realmente necessitavano di un organo; (il soggetto ideale per fare figurare successi nei trapianti è perfettamente sano). In Germania i magistrati hanno lasciato che il pubblico ne fosse informato, con l’esplosione di uno scandalo, anche arrestando per questa manipolazione un direttore di un centro trapianti (poi assolto). Ne sono risultati controlli e vincoli più stretti. In Italia Gratteri racconta, tra le risate degli spettatori, di come il mafioso Pannunzi non apparisse cardiopatico grave, e di come il celebre Procuratore antimafia lo abbia fatto registrare a letto con la fidanzata per mostrare che non era cardiopatico. Però nella Procura che dirige non viene notato che i filmati di Domenico mostrano tutt’altro che un bambino in scompenso cardiaco terminale, la condizione che giustifica il trapianto. In un libro di criminologia (Bribery, Fraud, Cheating. Springer, 2020), nel quale è citato en passant anche Gratteri, ci sono sia un capitolo sulla mafia e l’antimafia, scritto da Scarpinato (The fight against the mafia in Italy and Europe), sia uno sul genere di manipolazioni – applicate in una fattispecie particolarmente grave su Domenico – per forzare trapianti (Verrel T. Manipulation of medical patient data in organ transplantation as attempted homicide ?). I due crimini sono capitoli diversi dello stesso libro. Voci dello stesso catalogo. Il primo, la mafia, è il crimine per antonomasia; occupa il palcoscenico, e tutti lo conoscono; l’altro è l’osceno, per dirla con Scarpinato, il crimine tenuto fuori scena, protetto dalla vista del pubblico che ne è vittima. I due capitoli sono trattati, in Italia, in maniera opposta. Si combatte la mafia senza eradicarla, e se ne parla sempre; e intanto si proteggono crimini del mondo legale come quelli dell’overtreatment dei trapianti. Dietro ai racconti pulp sul peggio del crimine convenzionale viene mantenuta e ribadita un’informazione al pubblico omertosa e fraudolenta, funzionale a un crimine medico legalizzato; viene mantenuta un’assenza di validi controlli per impedire questi crimini, che nel caso di Domenico, associati ad inettitudine, hanno dato luogo a un omicidio con dolo eventuale. A danno di bambini, genitori e del generale tenore etico della medicina, e della giustizia. Questa criminalità dei colletti bianchi, dei camici bianchi, viene protetta more mafioso anche perseguitando e screditando voci di denuncia. In un paese non corrotto, non marcio al punto di vendersi i bambini, un intervento estremo come il trapianto di cuore pediatrico dovrebbe avere l’approvazione di una commissione terza, legalmente responsabile, che applichi criteri stringenti, con finalità che dovrebbero includere esplicitamente l’impedire il fenomeno dell’overtreatment nell’interesse del supplier side. Appare che invece esistano efficienti comitati a protezione del crimine.
5 La Dyane e la Yaris. Nello stesso giorno è apparsa la notizia della discussione su una Citroen Dyane nell’attuale processo a Brescia per la strage di Piazza Loggia di 52 anni fa. La pluridecennale coda giudiziaria delle stragi fornisce un verginità (Pasolini) allo Stato, un alibi dietro al quale continuare servire i mandanti sovranazionali. Oltre un certo limite di tempo andrebbe considerata parte integrante dell’eversione. Un fanale rotto non è comparabile ai 9 uccisi da una bomba in piazza. Ma sono comparabili l’omicidio sociale di una voce di denuncia, omicidio funzionale al servire i nuovi interessi illeciti degli stessi poteri forti dei tempi delle bombe, con lo stirare il processo sulla strage per oltre mezzo secolo. Lascio memoria delle tecniche dell’attuale eversione. Sono gli stessi di allora le forze mandanti, i tradimenti e le complicità delle istituzioni. Sono diversi i mezzi, oggi silenziosi, centrati su boicottaggio, discredito, emarginazione e stigma sociale, mobbing, stalking, gaslighting. E’ la stessa l’abilità nell’individuare e sollecitare le inclinazioni peggiori negli esecutori; al fanatismo demenziale dei terroristi e alla violenza animale dei mafiosi, è subentrata la manipolazione del potere legale, con azioni e omissioni, cara ai magistrati e alle forze di polizia. La forza della bassezza. Nel mio campo, la medicina, gli effetti deleteri sulla cittadinanza di questa eversione di penna non sono inferiori a quelli dell’eversione dei tempi delle bombe.
Francesco Pansera
Prefetto: Polichetti
Procuratore della repubblica: Prete
Procuratore generale: Rispoli
Sindaco: Castelletti
Vescovo: Tremolada
Questore: Sartori
Comandante CC: Raucci
Comandante polizia locale: Novelli
Comandante Gdf: Maceroni
Comandante del 6° Stormo di Ghedi: Di Loreto
Governo: Meloni, ministro dell’interno Piantedosi
§ § §
V. anche:
Le bolle di criminalità nella legalità tramite la legalità











































































































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