Brescia, 7 giugno 2024
Magistrati del nuovo processo sulla strage del 1974 (30 giugno 2024)
Dr. Federico Allegri e dr.ssa Alessandra Micucci
Tribunale di Brescia
Via Lattanzio Gambara 40
25121 Brescia
Racc. r.r.
e p.c.
PM delle nuove indagini su Unabomber (2024)
Dr. Antonio De Nicolo e dr. Federico Frezza
Procura di Trieste
ricezioneatti.procura.trieste@giustiziacert.it
PM delle indagini sulla morte di Angelo Onorato
Dr. Maurizio De Lucia e dr. Ennio Petrigni
Procura di Palermo
prot.procura.palermo@giustiziacert.it
Restituzione della scheda elettorale, elezioni europee 2024. La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
Restituisco il documento elettorale. Allego lo scritto “La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria“ che sviluppa un aspetto dei motivi per i quali restituisco la scheda elettorale: il tema, a mio parere trascurato, della partecipazione della magistratura alle operazioni eversive imposte dai poteri forti. La partecipazione alle condotte corrotte, criminali e miserabili con le quali si servono i crimini dei più alto livello. Lo scritto avrebbe dovuto essere preceduto da un altro, “La mediazione piduista di giornalisti e magistrati. Da Scarantino a Crisanti”, da inviare ai magistrati di Caltanissetta, che ho trattenuto, per chiarezza, fino alla sentenza di prescrizione di alcuni dei responsabili del depistaggio su via D’Amelio, emessa il 4 giugno 2024. Conto di spedirlo, dopo averlo aggiornato, nelle prossime settimane. Il prescrivere dopo avere deviato le indagini e trascinato i processi è un altro esempio di una tecnica consueta. E un esempio di quell’autocelebrarsi, accostandosi alle vittime che si è lasciato uccidere, mentre si continuano a servire i mandanti. Una doppiezza profonda che a Brescia sta avendo luogo in forma florida: si presenta come un vanto il proseguire i processi sulla strage del 1974, mentre si è favorita e si favorisce la strage d’innesco covid del 2020, v. Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale, sito menici60d15.
I procedimenti sui crimini eversivi sono caratterizzati da tempi lunghissimi. Il fattore tempo opportunamente manipolato diviene uno strumento che prolunga gli appoggi all’eversione. La reazione giudiziaria diviene un riempitivo di lusso per continuare a praticare omertà, omissioni e complicità attive. La lunghezza estrema dei procedimenti dovrebbe ormai essere vista come parte integrante degli interventi eversivi. Il fattore lunghezza dei procedimenti, con la foglia di fico della parolina “depistaggi” (I quattro livelli del depistaggio. Sito menici60d15) è un aspetto che non appare adeguatamente studiato. Credo quindi di riempiere come posso una lacuna esaminando questo aspetto dei cosiddetti “misteri d’Italia”, mentre lascio una testimonianza su ciò che realmente accade dietro alle versioni ufficiali.
Illustro come i procedimenti giudiziari su fatti come le stragi possano costituire una forma di prosecuzione dell’asservimento a quei disegni eversivi. Come i magistrati vadano contati, sui generis, insieme ai terroristi, ai mafiosi, alle forze di polizia, tra i soggetti nella disponibilità dei poteri forti per operazioni eversive. A Brescia ci si ammanta di valore sulla strage del 1974 mentre si è servita e si serve quella del 2020. Segnalo lo scritto anche ai PM De Nicolo e Frezza, della Procura di Trieste, che su Unabomber con le nuove indagini proseguono le finalità ideologiche cui hanno mirato i mandanti di un’operazione eversiva di alto livello, dalla matrice non diversa da quella dei tanti omicidi politici attribuiti a terrorismo e mafia (Leopardi, Unabomber e altri eversori. Sito menici60d15). Le finalità ideologiche vengono proseguite continuando ad additare improbabili “Unabomber” isolati pazzi; una tesi che giustifica il lavoro di discredito, repressione e censura verso di chi denunci le frodi della tecnologia dato l’accostamento mediatico con l’Unabomber USA. Allo stesso tempo si continua ad elevare i test genetici forensi a oracolo assoluto, incuranti della necessità elementare e imprescidibile di inquadrarli e valutarli corretamente sul piano logico (v. Fenton N, Neil M. Avoiding Probabilistic Reasoning Fallacies in Legal Practice using Bayesian Networks. 2008. Citato nello scritto, sez. 6, I concetti scientifici come antidoto agli argomenti retorici della corruzione giudiziaria). Consolidando così la criminalizzazione di chi si oppone alle frodi biomediche e accoppiandovi l’idolatria per le frodi stesse. Sostituendo il dovere del magistrato al ragionamento logico con la ripetizione di fantasie puerili sull’onnipotenza della “scienza”, dettate da grandi interessi criminali (Il peculato intellettuale dei magistrati. Sito menici60d15), già vista a Bergamo, con l’applicazione al giudizio incredibilmente rozza dei test genetici per Yara, alla quale è seguito il prostarsi alla frode covid (una frode basata su test, anche DNA, fasulli, come l’uso totalmente distorto della PCR), facendo come Cossiga con Pieczenick affidando la ricostruzione a Crisanti (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale. Sito menici60d15). A rimorchio, come altre volte nella storia della violenza eversiva dal dopoguerra, delle forze di polizia. Giorni fa Albamonte, ANM, ha detto di non voler fare il passacarte delle veline della polizia con la separazione delle carriere. Giusto, ma davanti a “dove si può ciò che si vuole” i magistrati i passacarte di CC e PS li fanno docilmente. Del resto, sulle frodi mediche strutturali si prestano, anche quando potrebbero evitarlo, a collaborarvi, facendo della credibilità della magistratura strumento di disinformazione e marketing (Nuove P2 e organi interni. Sito menici60d15).
Invio copia per conoscenza anche alla Procura di Palermo, PM De Lucia e Petrigni. Incidentalmente, lo scritto riguarda le vanterie dei magistrati su disfatte e vittorie di Pirro per i crimini dei poteri forti. Il fare passare il merito come funzione diretta dei ritardi estremi, del “too little too late”, invece che come funzione inversa. Le farse, gelide dietro ai toni vibranti e appassionati, che coprono la subordinazione ai mandanti. Come accade a Brescia, come è accaduto anche a Palermo per la “cattura” in limine vitae di Messina Denaro, celebrata con fanfare e premi. Di quella vicenda la cosa più vera è stata la rivelazione che Messina Denaro era aiutato da un medico massone consulente abituale dei magistrati, Tumbarello: la cooperazione tra frodi mediche strutturali e magistratura è spesso mediata da fratellanze massoniche.
Il motivo per il quale segnalo lo scritto anche alla Procura di Palermo è il concetto che espongo di “priors iniqui” (sez. 6 I concetti scientifici come antidoto agli argomenti retorici della corruzione giudiziaria). Credo che il concetto di priors iniqui vada considerato riguardo alla morte di Angelo Onorato. Non ho un’idea precisa di cosa sia avvenuto, che potrebbe essere ancora più complesso di ciò che appare. Ma si profila come certa la situazione di priors iniqui che caratterizza i “misteri d’Italia”. Cioè di ipotesi che sono tutte poco probabili; e che ne contengono una che è anche proibita, qui una violenza, poco prima delle elezioni europee e mentre si vuole armare l’Europa contro la Russia, per dissuadere dall’opposizione politica rappresentata dall’attività della moglie, parlamentare europeo, che ha denunciato la frode covid e gli abusi della UE. Anche le altre ipotesi sono rare, cioè poco probabili, oggettivamente; ma possono essere gonfiate, secondo la prassi, per coprire il prior proibito. Il suicidio, che sarebbe stato attuato in circostanze improbabili e con una modalità altamente improbabile. Le cronache italiane riportano alcune morti attribuite a suicidio con fascette, ma la letteratura ne mostra la rarità, e i profili psicologici difformi (Byard RW. Cable ties in forensic practice. Medicine, science and the law, 2024 – Sorokin V et al. Suicidal ligature strangulation utilizing cable ties: a report of three cases. Forensic Sci Med Pathol, 2012). Anche l’omicidio da “routine” mafiosa, o tramite induzione al suicidio o perfino omicidio del consenziente, sarebbe comunque stato attuato con una perizia, e con un conferirgli un carattere sibillino, che lo rendono raro. C’è già il precedente dei prior posticci, “trapiantati”, a protezione di quello proibito, con l’attribuzione a interessi contingenti, di routine, es. “mafia appalti” per le grandi stragi di Palermo che furono funzionali a spazzare via il vecchio personale politico per impiantare una seconda Repubblica perfino peggiore della precedente. Per Onorato può darsi che vi siano altri fattori, altri livelli, fattori intermedi, al momento non noti al pubblico, che possano essere usati per gonfiare prior di comodo, e nascondere il motore primo, quello impresentabile che rappresenta un silenzioso segnale di morte per chi deve intendere. Si possono creare situazioni, così come a volte si fa passare per omicidio occasionale durante una rapina quello che era un omicidio preordinato per altri motivi.
Il diavolo continua a fare le pentole, i magistrati continuando a fargli i coperchi. Con l’occasione lascio memoria, ritenendola misura non eccessivamente esagerata, che personalmente non ho nessuna intenzione di suicidarmi. O di lasciarmi indurre al suicidio, dato il trattamento persecutorio. Nel caso si ritenesse che l’azione delle istituzioni, corrotta, criminale e miserabile riguardo a ciò che denuncio e nei miei confronti non fosse più sufficiente.
Distinti saluti
Francesco Pansera
All. tessera elettorale n. 149565174.
Lista documenti elettorali restituiti
La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
Il tempo non conta
il Procuratore generale di Brescia Guido Rispoli nel lodare come un merito che i procedimenti giudiziari sulla strage di Piazza Loggia del 1974 siano ancora aperti dopo 50 anni (Inaugurazione dell’anno giudiziario, 28 gennaio 2024, Brescia)
Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia
Lucia Mondella all’Innominato.
Incuriosita de sapè che c’era
una Colomba scesa in un pantano,
s’inzaccherò le penne e bonasera.
Un Rospo disse: — Commarella mia,
vedo che pure te caschi ner fango…
— Però nun ce rimango… —
rispose la Colomba. E volò via.
(Trilussa)
Lo dobbiamo ammazzare … no gli facciamo le cause civili per il risarcimento dei danni e ne affidiamo la gestione alla Camorra napoletana… passerà gli anni suoi a difendersi.
Giuseppe Chiaravalloti, già procuratore generale.
SOMMARIO
1 Il caetanismo e le commemorazioni
2 Pars pro toto. Lo sciacallaggio di Stato sulle stragi di Stato
3 Il tempo conta
4 L’utilità generale del distinguere tra forza di legalità e titolo di legalità
5 Il metodo Chiaravalloti: gli omicidi politici a morte lenta
6 I concetti scientifici come antidoto agli argomenti retorici della corruzione giudiziaria
1 Il caetanismo e le commemorazioni
Il palazzo accanto al quale fu lasciata la Renault rossa con il corpo di Moro ospita il Centro Studi Americani. Presidente Gianni De Gennaro. Nel consiglio di ammistrazione nomi come quello di Giuliano Amato; accademici, giornalisti, amministratori delegati. C’è un elenco di rettori delle “università convenzionate”. Tra i soci sostenitori benemeriti, importanti aziende come Leonardo, Google, Roche. E anche A2A, Tim, Poste Italiane, tre grandi aziende che praticano da anni un continuo di abusi a carattere di boicottaggio e persecuzione nei miei confronti; e che sponsorizzano quelle che denuncio come frodi mediche. Il Centro Studi Americano si occupa di propagandare, o imporre, la medicina commerciale che critico come fraudolenta. Per esempio gli screening per il cancro della mammella (I cancri che non sono cancro. Sito menici60d15). Le mie posizioni mi sono valse un assassinio professionale e morale. Chiamo “caetanismo” l’epurazione di soggetti sgraditi ai grandi interessi sovranazionali che controllano il Paese; affidata a uno Stato occupato da collaborazionisti.
Il 9 maggio 2024 Il CdS Mattarella ha prima ricordato l’assassinio di Moro. E poi ha ricevuto i rappresentanti della Komen, la potente organizzazione che si occupa di promozione degli screening della mammella (digitare “Komen” nella casella di ricerca del mio sito menici60d15). Mattarella ha lodato come meritoria la disinformazione Komen. In sottomessa sintonia col Centro Studi Americano. E’ un esempio di come per quelli come me le giornate commemorative su stragi e omicidi siano giorni di sconforto e tristezza. Sia perché ricordano la violenza che attende chi si opponga agli affari di quei poteri. Sia per la consapevolezza dell’ipocrisia di una classe dirigente conpradora; di come le commemorazioni siano un paravento dietro al quale meglio servire i mandanti sovranazionali di allora e di oggi.
2 Pars pro toto. Lo sciacallaggio di Stato sulle stragi di Stato
L’espressione “strage di Stato” non è più in voga. Lo stesso Mattarella nel presenziare il 28 maggio 2024 alla commemorazione dei 50 anni della strage di Piazza Loggia ha detto che non si devono chiamare così, perché vi fu una minoranza di “traditori” in un corpo sano. La strage di Piazza Loggia è attribuita ai fascisti, con la correzione, per sorreggere la versione, delle poche mele marce in uno Stato sano. Tesi che contrasta tra l’altro con la prosecuzione dei procedimenti giudiziari, che in uno Stato sano non sarebbero ancora in corso dopo mezzo secolo. E che costituisce un esempio di tipico degli aggiustamenti dei “priors iniqui” tipici dei cosiddetti “misteri d’Italia”, v. sotto. Fu una strage di Stato nel senso che lo Stato, in obbedienza agli ordini atlantici, si prestò a farla condurre alla manovalanza dei terroristi, pilotandoli e proteggendoli. Uno Stato con 11 Iscariota e un singolo apostolo fedele.
Alle stragi e agli omicidi di Stato è seguito lo sciacallaggio di Stato. Il terrorismo politico ha sollevato un’ondata di indignazione. Ha stimolato nella cittadinanza sentimenti positivi. La classe dirigente se ne è impossessata, per orientarli nella forma della legittimazione e del consenso. Dietro alle quali continuare a servire i mandanti di allora.
La pompa delle celebrazioni sulla strage a Brescia del 1974 è un esempio. Ci sono sconfitte che possono essere ricordate come onorevoli; a parte le precisazioni storiche, Masada, Alamo, El-Alamein, Porta S. Paolo, etc. Ma qui si celebra non una sconfitta avendo combattuto valorosamente, ma una saga di tradimenti e fallimenti di bassa lega. Con la parolina “depistaggio” (I quattro livelli del depistaggio. Sito menici60d15) si copre la complicità attiva.
C’è naturalmente del positivo nel ricordare le violenze terroristiche e stragiste. Nel proseguire l’azione giudiziaria. Non si può che approvare l’avere respinto la richiesta di prescrizione per Toffaloni nel 2024. Che viene processato da minorenne, qual era nel 1974, mentre oggi ha 66 anni. “Tenere duro” dopo 50 anni di mollezze serve a nascondere la strage del 2020. Si sfrutta questa “perseveranza” secondo il principo della pars pro toto, del considerare una parte per presentarla come il tutto. Per presentarsi ligi al dovere, e degni quindi di considerazione e obbedienza, mentre si serve la parte lasciata incognita. La pars pro toto è il principio alla base della creazione del mito secondo E. Cassirer:
Here one is reminded forcefully of the principle which might be called the basic principle of verbal as well as mythic “metaphor” – the principle of pars pro toto. It is a familiar fact that all mythic thinking is governed and permeated by this principle. Whoever has brought any part of a whole into his power has thereby acquired power, in the magical sense, over the whole itself. (Language and Myth).
La pars pro toto è elencata tra le fallacie cognitive, e tra i sistemi per ingannare. Wodard (False pandemics, 2021) mostra l’uso che se ne è fatto nella virologia fraudolenta. La mafia, che fornisce il grande alibi della lotta alla mafia, dietro al quale servire le forze che proteggono a menovrano la mafia, è un’altra grande pars pro toto che funge da alibi: v. I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa. Sito menici60d15 (v. anche: I professionisti della metamafia – L’ ipomafia).
A Brescia a 50 anni dalla strage Mattarella ha officiato una sacralizzazione della strage del 1974; con l’abbinato occultamento di quella del 2020, nella quale è coinvolto. L’istituzionalizzazione di un mantello sotto cui servire gli stessi mandanti di allora in nuove violenze e infamie. La magistratura è ben lieta di vedersi appuntare una medaglia per trascinare i procedimenti mentre collabora all’eversione attuale. Per limitarsi al campo che conosco, quello della medicina, a Brescia hanno servito i mandanti autentici della strage attirando un medico proveniente dagli USA per assassinarlo professionalmente e moralmente, come loro ordinato. Non contenti hanno continuato a minacciarlo, boicottarlo e impestarlo in ogni modo. Potendo contare su una magistratura collusa. Le parole di Mattarella a Brescia il 28 maggio 2024, “respingere e isolare i predicatori di odio, gli operatori di mistificazione, i seminatori di discordia” non sono solo generiche, ambigue e inappropriate a una strage condotta da precise forze. Corrispondono ad una attività fascista di censura e persecuzione di chi denunci i crimini del potere. Dettata dagli stessi mandanti della strage fascista di cinque decenni prima. Gli zelanti bresciani, che hanno pressanti necessità di repressione delle denunce sui crimini medici, non hanno perso tempo, già mentre Mattarella parlava di democrazia e antifascismo (28 maggio 2024. Undici Iscariota e un apostolo fedele. In I rituali zozzonici della banda Mattarella . In preparazione).
La medicina e la magistratura bresciana hanno insieme inseguito con una siringa una bambina, per imporle con la forza cure con le quali l’hanno ammazzata, per poi insabbiare, mistificando (Pansera F. Relazione tecnica sull’omicidio doloso di Ketha Berardi, 2001. p. 15. consegnata al PM Mastelloni della Procura di Venezia in seguito a convocazione dei CC di Brescia, mediante il luogotenente Carrozza, il 26 set 2007). Hanno dato vita alla frode Stamina, pro business medico, lasciando impuniti i responsabili bresciani (lo stesso gruppo insieme al quale avevano fatto la caccia alla bambina): Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sito menici60d15.
Camici e toghe vanno contati tra i responsabili della strage d’innesco covid in Lombardia orientale nel 2020 (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale. Sito menici60d15). Fino a ricalcare i passi di Cossiga con Pieczenik, affidando la cosulenza a Crisanti (Il livello… cit).
Il rinnovato fervore e le vanterie sulla strage del 1974, anche data la cooperazione di Mattarella nella strage del 2020, coprono comportamenti corrotti e criminali attuali, al servizio degli stessi mandanti. E coprono pratiche miserabili, oltre che illecite. Miserabili per i sistemi usati, incluso il trattamento postribolare col quale vengo tormentato, e miserabili in questo fare mostra di combattere ciò che si sta servendo. La magistratura non interviene se non per partecipare alla corruzione. Non la corruzione delle mazzette, ma la corruzione verso l’alto, l’obbedienza collaborazionista; che esperti in criminologia dei colletti bianchi hanno descritto come “institutional corruption” e come diffusa soprattutto in campo medico (Corruzione “qui tam” e sfruttamento. Sito menici60d15). Corruzione col suo portato di crimine e col suo portato di abiezione.
E’ rivelatore che il presidente della Corte d’appello, Castelli, dopo la strage covid e mentre era in corso il maciullamento della Costituzione con ridicoli pretesti medici, subito dopo avere assolto i medici bresciani per Stamina, abbia scritto su “Brescia Medica”, la rivista del locale Ordine dei medici, un articolo su quanto magistrati e medici siano “vicini” rispetto ai procedimenti giudiziari. Condividendo, lui presidente di Magistratura democratica, le posizioni di Nordio sullo status privilegiato dei medici davanti alla legge (Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura. Sito menici60d15).
E’ interessante che Nordio abbia affidato il progetto di impunità ai medici (ferma restando l’industria parassitaria della “malasanità”, da fare pagare al contribuente, v. La medicina difensiva come scusa e come illecito. Sito menici60d15) all’ex magistrato Adelchi D’Ippolito. Quando era in servizio fu responsabile – insieme ad altri magistrati – della componente giudiziaria del depistaggio sull’omicidio del poliziotto di Salvatore Aversa con la moglie a Lamezia nel 1992. Il caso Aversa è un controllo, nel senso della metodologia della ricerca scientifica, una controprova, della reale natura di questi tristi “festeggiamenti” su alcuni dei fatti di sangue coi quali si è condizionato il Paese. Il caso Aversa mostra l’epurazione esemplare, su ordine di poteri superiori, di soggetti che obbediscano al loro dovere invece che ai pupari e ai loro inservienti costituiti dalla rete massonico-clericale che occupa lo Stato. Un’attività alla quale la magistratura partecipa attivamente, posso testimoniare. Mostra il sistema delle coperture istituzionali, e la partecipazione della magistratura a depistaggi e insabbiamenti. Mostra, con D’Ippolito che è arrivato alla pensione e fa da consulente al governo, come la magistratura, che si oppone, non a torto, alle manovre dei politici per controllarla, non espella chi opera al suo interno per i poteri forti, chi opera per quei poteri che hanno fatto uccidere i magistrati migliori; ma al massimo dia loro una tirata d’orecchie. (Beffardamente, D’Ippolito si occupa di conferire impunità ai medici – ai medici come piazzisti delle frodi del grande business; per i medici che si oppongono c’è la persecuzione – con sistemi come il “no-fault”, cioè il continuare ad alimentare l’industria della malasanità e delle assicurazioni facendo pagare il conto al contribuente; un sistema no-fault sarebbe appropriato per i magistrati: se commettono atti come quello di D’Ippolito su Aversa dovrebbero essere allontanati dalla magistratura come inadatti, anche senza attribuire loro colpe). Mostra come la magistratura operi insieme ai politici per favorire crimini della massima gravità. L’omicidio Aversa è poco noto al grande pubblico: mostra, insieme ai media, il silenzio su fatti di sangue che non si prestano a fare vestire le penne del pavone, perché evidenzierebbero troppo le complicità istituzionali, le vicinanze e i legami inconfessabili. Così come si sta nascondendo la natura deliberata della strage covid del 2020, e le relative collusioni. Mostra, con questo nuovo ruolo di D’Ippolito, il legame tra l’eversione che usa armi ed esplosivo e l’eversione a favore del crimine che usa siringhe, compresse, decreti legge e sentenze. Mostra come tutto si tiene. Dietro alle chiacchiere e gli istrionismi per il volgo, dietro alle baruffe e le gomitate (Baruffe di corte, cit.) i magistrati, anche di opposto orientamento politico, da D’Ippolito di Lamezia a quelli di Brescia che fanno per iscritto l’occhiolino ai medici mentre li proteggono dalle conseguenze di gravi reati, siano inseriti in un unico reticolo di potere che serve il grande crimine. Sotto la porporina delle celebrazioni c’è anche il materiale più nauseabondo.
3 Il tempo conta
Negli anni sono insorti nel pubblico stanchezza e scetticismo sulle celebrazioni che assidue si ripetono sulle stragi e gli omidici politici. Si percepisce un divario tra la retorica self-serving e l’impunità, l’omertà, la generale mediocrità e indegnità dei comportamenti. Ma l’aspetto strutturale di alibi per le istituzioni resta coperto. E’ rimasta lettera morta l’intuizione nello “Io so” di Pasolini, che per di più andava oltre la versione ufficiale del terrorismo come endogeno: “con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista”. Sarebbe invece da considerare che tra le molteplici finalità di stragi e omicidi politici i mandanti abbiano avuto anche quella di fornire alibi morali ad una classe politica e una magistratura a loro asservite. Invece di essere sviluppata, la dimensione della ricostituzione della verginità viene ignorata. Sia per un ricatto morale: ha indubbiamente un valore positivo il continuare a ricordare nel tempo fatti eversivi gravissimi; tanto più data l’impunità e le zone d’ombra, cioè l’omertà su mandanti e collaborazioni. Si cavalca questa necessità per trarne un alibi dietro al quale prostituirsi ai mandanti. Sia perchè la ricostituzione della verginità – la sua continua rigenerazione – fa comodo a tutti. Come la mafia, la violenza terrorista è un alibi non solo per istituzioni collaborazioniste ma anche per il comune cittadino. Partecipando alle celebrazioni su “la memoria” o “contro la mafia” riguardo a fatti gravissimi, battendo le mani e pronunciando le giaculatorie di circostanza, si può far finta di nulla sulle vessaziozni e violenze odierne – tramite uno Stato esecutore – direttamente subite sulla propria pelle, che stanno portando al regresso sociale, economico, culturale del Paese. Inoltre, come per tutto l’antifascismo parolaio, serve a darsi un’identità di comodo, definendosi “antifascisti”, mentre si serve il nuovo fascismo dei grandi interessi (Il fascismo mussoliniano, il fascismo dei banchieri e il fascismo pecorone. Sito menici6015); come lo si è servito nello sciagurato golpe covid, che ha visto gli “antifascisti” essere ancora più fascisti dei fascisti. Sia con le stragi, sia agitando i tempi di Farinacci, si indica il passato per distogliere dalla partecipazione all’eversione e al fascismo del presente. Idem per un’antimafia, avida di poltrone, medaglie e prebende, che non chiede mai che la mafia sia eradicata – anzi nega che ciò possa mai avvenire – e intanto serve i poteri forti anche con metodi mafiosi, es. il ricatto sugli inoculi (Il sinallagma ipomafioso e la giustizia a cricchetto nell’operazione Shylock. Sito menici60d15).
Il nodo delle celebrazioni sulle violenze del passato come alibi andrebbe individuato e considerato. A me è risultato visibile essendo io testimone, e anche vittima, della prostituzione ai mandanti dietro alle autocelebrazioni. Ritengo inoltre di avere individuato un modo per definirlo correttamente, evitando cioè sia l’accettazione della frode ideologica, il coprire i mandanti dell’eversione di allora e il servirli oggi mentre “si fa memoria”, travestendo da pregio l’infamia; sia di buttare con l’acqua sporca il bambino della definizione storica e del ricordo, evitando un oblio che pure favorisce la prosecuzione del crimine eversivo. L’ho trovato nell’applicazione qualitativa di un concetto epidemiologico quantitativo; di una distinzione concettuale che mostra avere una validità generale, che si può estendere in termini qualitativi alla buona e alla cattiva amministrazione della giustizia.
C’è un parallelismo tra una fallacia statistica usata nelle frodi mediche per fare figurare surrettiziamente un’efficacia di vaccini e farmaci, e la fallacia etica e giuridica delle celebrazioni perpetue sulla violenza eversiva, che presentano come un vanto una risposta debole e lenta, quando non nulla; e in realtà negativa, perchè mentre si parla di stragi di decenni prima si servono i mandanti per le violenze e vessazioni odierne.
In epidemiologia spesso si confonde tra incidenza cumulativa e tasso di incidenza al fine di fare figurare un’efficacia in realtà inesistente. Tra rischio di esito negativo, rischio di malattia o di morte, e forza dei fattori che determinano tali esiti. Il meccanismo è descritto e discusso in: Lo swapping e altri trucchi nelle frodi mediche (sito menici60d15).
Una differenza che fu chiaramente individuata da Farr nella prima metà dell’Ottocento:
“Phthisis is more dangerous than cholera; but cholera, probably, excites the greatest terror.”
Quasi tutti i tubercolotici morivano, con un rischio di mortalità del 90-100%, mentre più della metà dei colerosi guarivano. La durata media della malattia era di 2 anni per la tbc e di 7 giorni per il colera. Farr formalizzò la differenza, distinguendo tra rischio di morte, una proporzione, una probabilità, data dal rapporto tra morti e numero degli ammalati, e quella che chiamò “forza di mortalità” il rapporto tra morti e persone-tempo. La TBC mostrava rischio di morte quasi totale, ma la sua forza di mortalità era bassa: meno di 1 morte per 100 pazienti per settimana. Mentre il colera, pur avendo un rischio di morte minore, aveva una forza di mortalità elevata, di 46 morti per 100 pazienti per settimana. Faceva così più paura, pur essendo meno mortale.
Il concetto di forza di malattia permette di scoprire manipolazioni volte a fare figurare falsamente un’efficacia terapeutica, in particolare per i vaccini (Lo swapping … cit.). Analogamente si può, e si dovrebbe, distinguere, tra “Titolo di legalità” e “Forza di legalità” (sarebbe meglio dire “Forza di giustizia” e “Titolo di giustizia”, ma questo porterebbe a dover introdurre precisazioni che appesantirebbero la discussione). Il titolo di legalità è dato dal rapporto con al numeratore la risposta giudiziaria e al denominatore l’atto criminale, senza tenere conto del tempo. Che è ciò che si considera comunemente, soprattutto sulle stragi, e che il magistrato al vertice della magistratura bresciana implicitamente sostiene essere l’unico indice necessario: “il tempo non conta”. “Titolo” sia come intestazione; e anche per il suo significato di proporzione: “In chimica, il rapporto, in forma percentuale, fra la quantità di un componente e quella complessiva del composto; t. di una moneta, il rapporto fra il peso del metallo puro in essa contenuto e il peso complessivo della moneta stessa” (Devoto-Oli). La forza di legalità è il rapporto con al numeratore la risposta giudiziaria e al denominatore il numero di persone-tempo colpite dall’atto criminale. Per una strage terroristica, che colpisce l’intera nazione, il denominatore sarà popolo-tempo. Es. 50 anni di vita del popolo italiano per una strage sulla quale l’azione giudiziaria si esercita ancora 50 anni dopo la bomba. Non è una proporzione ma un rate, un tasso.
Entrambi gli indici dipendono dal numeratore, la risposta giudiziaria. E saranno elevati o bassi in funzione di questa. Ma dipendono inoltre, in modo inversamente proporzionale, dal denominatore; l’uno dalla entità del crimine in sè, inteso in senso atemporale; l’altro dagli effetti del crimine sulla vita dei soggetti da esso colpiti, cioè gli effetti sulla vita della nazione per le stragi e gli omicidi politici. La forza di legalità in risposta alle stragi è estremamente debole, ed è impudente e sfrontato vantarsene. Considerando come tempo ragionevole per concludere l’azione giudiziaria 5 anni, i risultati giudiziari per la strage del 1974 vanno divisi per 45 popoli-anno. Vanno ridotti nel 2024 per un fattore di un quarantacinquesimo. Una forza di legalità debole. Un’azione scadente. Mentre a sentire i magistrati dei quali Rispoli si fa portavoce, più si diluisce la sua intensità più sarebbe eroica.
Il titolo di legalità per una strage è la risposta giudiziaria, consistente nel fare luce sulla ricostruzione, nell’individuare esecutori e mandanti, e nel punirli, rispetto alla strage. Le stragi e gli omicidi politici in Italia, mentre sono andati spesso sostanzialmente impuniti, con la scusa dei depistaggi (I quattro livelli del depistaggio. Sito menici60d15), anche per l’attiva collaborazione dei magistrati (es. Salvini G. La maledizione di piazza Fontana. Chiarelettere, 2019), essendo operante una omertà “manzoniana” sui mandanti (L’omertà manzoniana su Moro. Sito menici60d15), hanno avuto risposte con un certo titolo di legalità. Che è meglio di niente, per quanto debole. La strage covid in Lombardia orientale nel 2020 – dove la magistratura va considerata tra i partecipanti istituzionali che l’hanno gestita, avendo retto il gioco, prima (Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale. Sito menici60d15) e dopo, fino a darsi come consulente Crisanti, Imperial college, MI5; come fece Cossiga con Pieczenik per Moro – non è riconosciuta: la risposta ad essa non ha neppure titolo di legalità. Ha in realtà titolo di legalità negativo, l’azione giudiziaria servendo a occultare le responsabilità coonestando la versione dei mandanti, e giustificando così gli operati criminali; fino a favorire il proseguimento del disegno nefando per il futuro. E’ stato possibile occultarla dietro alla stralunata narrazione ufficiale, nascondendo con le varie responsabilità istituzionali anche quelle della magistratura. Una strage che ha una copertura giudiziaria attiva che permette di continuare a usarla come pretesto per futuri scempi umani e costituzionali, con la progettata dittatura tramite il WHO e le annunciate “epidemie” prossime venture. Un controesempio dei reali intenti, collusivi, sui crimini eversivi di una magistratura corrotta.
Con questi risultati, le giornate sulle stragi e gli omicidi politici dovrebbero essere sì celebrate, anche in nome del titolo di legalità; ma non con fanfare vanagloriose e autoattribuzioni di meriti. Come giorni di espiazione, di riconoscimento sia degli attacchi subiti, sia della debolezza e delle complicità che li permisero. E che permanendo permettono l’impunità sostanziale per il passato, e il proseguire delle complicità per l’eversione attuale. Es. andrebbe ricordata la vigliaccata infame del tenere fermo Moro sotto i colpi dei sicari; che si rinnova nel caetanismo odierno.
4 L’utilità generale del distinguere tra forza di legalità e titolo di legalità
Distinguere tra forza e titolo di legalità consente una critica della lotta a mafia e terrorismo come alibi senza essere tacciati di favorire mafia e terrorismo. Va riconosciuto che il titolo di legalità, la legalità senza tempo, ha la sua importanza. Vanno riconosciute debolezze del suo numeratore: sostanziale impunità e copertura dei mandanti. E i suoi punti di forza. Individuazione di alcuni responsabili, creazione di un patrimonio di dati e conoscenze che permettono la ricostruzione storica – e che se lo si volesse, ma non lo si vuole, permetterebbe l’eradicazione di quella spina nel fianco, alibi ai crimini istituzionali al servizio dei poteri forti, che è la mafia. Condanne di alcuni esecutori e di qualche quadro intermedio. Un titolo di legalità con alcune parti particolarmente deboli, soprattutto riguardo al contesto causale generale della violenza pilotata e dell’intimidazione come strumento di controllo del Paese, e alcuni reali punti di forza. Ma va anche riconosciuto che questo stirare i procedimenti all’inverosimile diluisce la forza di legalità, fino a renderla praticamente assente. Fino a renderla di segno negativo, come alibi. Non viene esercitata la sua funzione di argine alle sopraffazioni. La distinzione permette di identificare nei procedimenti infiniti una componente attivamente dannosa. E i relativi proclami lirici come il telone dipinto dietro al quale tradire, servendo nell’eversione odierna gli stessi mandanti dell’eversione dei decenni precedenti.
La distinzione tra titolo e forza, che può essere applicata tanto alla giustizia e alla legalità quanto ai loro complementari, l’ingiustizia e l’illegalità, ha un campo di applicazione più ampio. Sul piano etico e politico si oppone alla cultura cattolica che, dagli operai della vigna pagati per intero avendo cominciato a lavorare alle 5 del pomeriggio, “gli ultimi saranni i primi” (Matteo), al perdono all’Innominato a prezzo di favore (epigrafe), indulge nella confusione delle due dimensioni. Una confusione che favorisce gli abusi del potere. Calcolava invece bene Trilussa (epigrafe): un conto è sguazzare in permanenza nel fango un conto è caderci e allontanarsene. Queste celebrazioni pluridecennali denotano una tendenza a crogiolarsi in una confortevole mota, più che un occasionale e involontario essere stati tratti in inganno.
In generale, la lunghezza dei procedimenti giudiziari e i gradi di giudizio multipli indeboliscono la forza di legalità, dietro alla copertura del titolo di legalità tecnicamente di alto livello. Titolo di legalità e forza di legalità dovrebbero operare di concerto, ma possono trovarsi a essere contrapposti; disallineamento che invece che essere minimizzato viene ingrandito a bella posta. In un ipotetico Buon governo ai politici e ai magistrati non verrebbe permesso di ridurre la forza di legalità in nome del titolo di legalità. I magistrati appaiono non dare sufficiente peso al tempo, mentre sono estremamente sensibili ai tempi, cioè alla temperie politica, in pratica ai voleri dei poteri forti (Il rispetto della Storia nella azione giudiziaria. Sito menici60d15). E arrivano a teorizzare come positivo l’indebolimento della forza di legalità, considerando solo il titolo di legalità.
5 Il metodo Chiaravalloti: gli omicidi politici a morte lenta
Così come si è passati dall’oro alla cartamoneta e poi alla moneta elettronica, trasferendo il possesso reale del denaro al potere, alla giustizia si è sostituita la legalità e poi a questa la “punibilità”. I magistrati sono i primi a considerare lecito ciò che può restare non punibile, tra leggi conformate apposta e prestidigitazioni giudiziarie. Così l’alto magistrato Chiaravalloti (v. epigrafe) ha potuto parlare come un mafioso – o come un massone, quale si dice comunemente sia – potendo poi sostenere che scherzava.
Gli omicidi politici dei decenni passati hanno avuto anche una funzione di selezione della classe dirigente, marcando come proibiti tipi antropologici pregiati. Come mostra la qualità media attuale di politici e magistrati. Epurazioni esemplari, dove colpendone uno se ne sono selezionati cento. L’epurazione selettiva continua, e usa invece che mezzi eclatanti mezzi subdoli. Si può eliminare un soggetto applicando una bassa forza di illegalità prolungata nel tempo. Che sarà infallibilmente mortale, pur a bassa forza di mortalità, come la tbc di Farr, mentre i magistrati potranno consentirne l’applicazione, prolungata, facendo passare le sue singole istanze come non reati. I magistrati appaiono entusiasti di questo modo “tecnico” di mettersi al servizio del crimine del potere. E non solo permettono queste forme omicidiarie, ma vi partecipano attivamente.
“Sarà una morte lenta” mi disse sulla mia sorte il primario Callea, che si è occupato del mio assassinio professionale e umano a Brescia di concerto con i magistrati. Callea rappresenta bene l’uso del diritto come pugnale del sicario, e i legami tra malaffare medico di altro livello e magistrati. Ha partecipato anche a un caso internazionale, la persecuzione per via amministrativa e giudiziaria di Nancy Olivieri, una ricercatrice che non aveva taciuto sui danni di un farmaco per la talassemia (Woodhouse H. Selling Out. Academic Freedom and the Corporate Market, 2009). Curiosamente, mi trovai nel reparto di Callea provenendo dallo stesso dipartimento, Tufts, Boston, nel quale era stata parcheggiata Thereza Imanishi-Kari, corresponsabile di falsificazioni di dati di ricerca in un altro scandalo biomedico, che aveva colpito David Baltimore, premio Nobel, detto “il papa”. Appare esservi una rete mondiale di protezione del crimine biomedico strutturale. Così come la violenza eversiva in Italia è parte di un sistema più ampio, mondiale (“Dinanzi a prassi brutali, diffuse nel tempo e nello spazio, è difficile immaginare che nessuno le ordini. Se sono state ordinate le atomiche sulle città, le torture di Guantanamo, le deforestazioni al napalm nel Vietnam, l’uccisione di Allende, il genocidio politico di Giacarta (175) e un’infinità di altri crimini efferati, come ritenere eccessivo il contenuto del «Supplemento B» del Field Manual? Tamburino G. Dietro tutte le trame, 2022 – 175: Bevins B. The Jakarta method. 2021).
Callea, mi disse, aveva partecipato all’esecuzione delle autopsie sulle vittime della strage di piazza Loggia del 1974. E ha eseguito l’ordine di togliere di mezzo un medico che non avrebbe avuto difficoltà a eseguire autopsie sulla strage d’innesco del 2020. Sia perchè il rischio non sarebbe stato elevato anche se si fosse trattato della pestilenza da film fatta apparire, sia perchè ci sono protocolli per operare in sicurezza. Ma le autopsie sono state scoraggiate e di fatto evitate in modo da cancellare l’evidenza della natura antropogena, con il solito argomento fumettistico di una loro pericolosità tremenda. La distruzione di informazione è indice di dolo in medicina, nella scienza e in campo giudiziario.
Quando una volta gli dissi che davanti alla sua continua opera di mobbing e discredito mi sarei rivolto alla Procura, il giorno dopo si presentò nel reparto il procuratore capo di Brescia di allora, Lisciotto, sonoramente annunciato da un ghignante aiuto, in visita a Callea. Lisciotto ebbe poi un lungo procedimento disciplinare per la sparizione di fascicoli. Attualmente c’è una PM Callea negli uffici giudiziari di Brescia, dove si è così favorevoli al crimine biomedico istituzionale che probabilmente ciò ha contato nella scelta di questo distretto di Corte d’appello per la strage d’innesco del 2020. Se eticamente è un fiore, non è un fiore sbocciato su un cumulo di verdi e aulenti zolle.
Il mobbing ha carattere cumulativo (L’essenza del mobbing risiede nella sua dinamica cumulativa. Sito menici60d15). Il concetto di bassa forza di illegalità – e di bassa forza di legalità – aiuta a comprenderne i meccanismi e le complicità giudiziarie. Con una bassa forza di illegalita si può ottenere un alto titolo di illegalità; purchè ci siano magistrati che sostengono il sistema, facendo mostra di non potersi occupare di questioni bagatellari impegnati come sono in ben altro. “Quella cosa” commentò con un tono di scherno il PM De Martino, l’indagatore sulla strage del 1974, sull’archiviazione della mia querela dopo che cercai inutilmente di parlargli essendo stato licenziato all’indomani della archiviazione che aveva chiesto. “Quella cosa” era l’applicazione criminale di ordini provenienti dagli stessi mandanti della strage. In un’obbedienza che è esitata in altri omicidi medici, fino alla strage del 2020. I magistrati considerano il titolo e trascurano la forza, oppure la forza e trascurano il titolo, coerentemente col servire l’eversione.
Dal punto di vista di chi ne è vittima è un sistema vile e mafioso davanti al quale piuttosto che “passare la propria vita a difendersi” (Chiaravalloti) mentre la morte lenta avanza è preferibile passare quello che resta della vita a lasciare memoria dei comportamenti corrotti, criminali e miserabili dei magistrati; rispetto al crimine biomedico, nel mio caso.
La differenza di velocità tra la bomba del 1974 e i procedimenti successivi pluridecennali offre una efficace visualizzazione della differenza tra forza e titolo. Un’esplosione dura frazioni di secondo. Gli sfaceli fisici che provoca si consumano pure in un intervallo di tempo breve. Altissima forza di illegalità, che induce terrore. Ma le stragi di Stato hanno anche una lunghissima coda, anch’essa di Stato, misurabile in decenni, durante i quali viene esercitata illegalità a bassa intensità dietro alla copertura etica della risposta alla bomba. L’effetto cumulativo dell’illegalità che si nasconde sotto al mantello della risposta alla bomba, il suo titolo, non è meno elevato e meno deleterio di quello che l’esplosione ha ottenuto in un lampo. Come mostra il comportamento della magistratura del distretto di Corte d’appello di Brescia.
6 I concetti scientifici come antidoto agli argomenti retorici della corruzione giudiziaria
La scienza è stata ridotta a un repertorio di strumenti retorici cui attingere per giustificare frodi e violenze (“Scienza inversa”: un concetto da opporre alla parola tappabocca “scienza”. Sito menici60d15). Il corretto ragionamento scientifico, come la distinzione qui trasposta al campo giudiziario tra forza di mortalità e rischio di morte (Lo swapping e altri trucchi nelle frodi mediche. Sito menici60d15) contrasta i sofismi pseudoscientifici e può contrastare anche i sofismi dei magistrati. Es. i magistrati sono usi rispondere alle rimostranze sul loro operato dicendo che le loro sentenze inevitabilmente rendono sempre qualcuno scontento. Una mia risposta a “Syrentex”, avvocato e troll massone:
“20 giugno 2022- Blog de Il Fatto. Commento al post: Finte vaccinazioni per far ottenere il Green pass, medico condannato a 5 anni e 3 mesi in abbreviato
Syrentex: Si è mai visto un condannato a cui il giudice andava bene? Mi faccia sapere come finisce la sua denuncia per epidemia dolosa e procurato allarme.
@ Syrentex. Nel dirimere una contesa, dando ragione all’uno e torto all’altro, il giudice inevitabilmente crea uno che è contento e uno che è scontento. Questa massima che i magistrati ripetono spesso mi fa cascare le braccia e mi porta a interrogarmi sul loro modo di sentire e di ragionare. I casi minimi infatti non sono due ma quattro: contento avendo viste riconosciute le proprie ragioni. Contento per “essere andato in tasca alla giustizia” avendo vinto essendo nel torto. Scontento perché avendo torto il giudice lo ha dimostrato. Scontento perché essendo nel giusto viene invece sancito che ha torto. C’è una essenziale differenza tra l’essere scontento per non averla fatta franca o per finire cornuto e mazziato. Chi riconosce solo due casi commette una circolarità sul piano logico e mostra insensibilità per l’altro e per l’avere giustizia, mentre mette sé stesso al centro e si attribuisce infallibilità.”
La statistica mostra come si dovrebbe impostare quella che è chiamata appunto una “confusion matrix”:
L’accuratezza, cioè il fare giustizia, è data dalla proporzione con al numeratore la somma dei condannati a ragione e degli assolti a ragione e al denominatore la somma di tutti e quattro gli esiti. Considerando che si tende ad essere scontenti per le sentenze sfavorevoli, anche indipendentemente dal merito, l’indice di giustizia giusta e quello di contentezza e scontentezza non necessariamente coincidono. Una giustizia giusta minimizzerà le scontentezze, riducendole a quelle del reo condannato e di chi avrebbe voluto un innocente condannato, eliminando la scontentezza da condanna ingiusta e da assoluzione ingiusta. Mentre una giustizia alla magistrato di Pinocchio creerà categorie patologiche di scontenti. E le accorperà alle scontentezze fisiologiche; accomunando chi è vittima di una doppia ingiustizia a chi delinque.
Il ragionamento antibayesiano. Un concetto scientifico importantissimo, utile sia contro le manipolazioni pseudoscientifiche, sia contro quelle giudiziarie, è quello di ragionamento bayesiano, basato sul principio del teorema di Bayes. E’ fondamentale su importanti aspetti medici; inclusi molti che hanno anche rilevanza giudiziaria. L’inattendibilità dei test di significatività statistica secondo Neyman-Pearson, denunciata da tanti e da decenni inutilmente. Il concetto che il valore predittivo di un test di laboratorio non dipende solo dalle caratteristiche intrinseche del test ma anche da quelle della popolazione cui è applicato, cioè dalla frequenza della condizione da diagnosticare. Così che gli screening di massa generano falsi positivi, ovvero false diagnosi, anche quanto il test sia in sé di buona validità e accuratezza (caratteristica della quale spesso in aggiunta è anche privo, es. la PCR per il covid). L’obbligatorietà di inquadrare in sede giudiziaria i test genetici forensi nel corretto contesto causale: Fenton N, Neil M. Avoiding Probabilistic Reasoning Fallacies in Legal Practice using Bayesian Networks. 2008. Invece la magistratura ha elevato il DNA a oracolo infallibile, avulso dal contesto causale. Come è stato fatto dalla magistratura a Bergamo col caso Gambirasio (non mi so pronunciare sulla colpevolezza di Bossetti; parlo delle procedure e gli argomenti usati per stabilirla), in una prostrazione al simulacro della scienza che ha anticipato quella del reggere il gioco della strage d’innesco covid con la farsa sanguinosa dell’insufficiente obbedienza ai dettati dei mandanti; e col chiamare Crisanti così come Cossiga chiamò l’emissario del mandante Pieczenik per Moro (Il livello Scarantino. Cit.).
Il ragionamento bayesiano è importante in campo giudiziario anche in senso più ampio. La rilevanza dei principi bayesiani in sede legale è ben nota. Es. si è definita la “prosecutor’s fallacy”, la fallacia del pubblico ministero, o della trasposizione dei condizionali, che consiste nell’affermare che l’imputato deve essere colpevole perché è bassa la probabilità dell’evidenza se innocente; mentre si dovrebbe valutare la probabilità dell’innocenza data l’evidenza, che considera anche altre ipotesi che includono quella stessa evidenza. L’estesa letteratura a riguardo mostra come i magistrati anche nel mondo anglosassone non siano entusiasti dei precetti bayesiani. (Eppure il primo giudice applicare il ragionamento bayesiano fu re Salomone sul neonato conteso; la falsa sentenza di dividerlo in due in realtà un test, che modificò verso la verità le probabilità a priori date dagli argomenti delle madri, la rinuncia al bambino essendo certa per la madre vera e a probabilità limitata per quella in difetto). Si è però arrivati al punto che i magistrati applicano dei ragionamenti crassamente antibayesiani. Così che il ragionamento antibayesiano va oggi riconosciuto come manifestazione di cattiva azione giudiziaria, per scarsa competenza o malafede.
Il ragionamento antibayesiano consiste nell’adattare le evidenze a un’ipotesi preordinata, senza considerare se la stessa evidenza non sia invece meglio spiegabile con ipotesi alternative. E quindi con diverse responsabilità. Come Sordi che in “Tutti a casa” spiega l’evidenza che dopo l’8 settembre i nazisti gli stanno sparando addosso con un’alleanza dei nazisti con gli americani, tenendo fissa la sua fede nel fascismo e adattandovi l’interpretazione dell’evidenza.
Es. il partecipare da parte dei magistrati all’introduzione dell’omicidio medico considerando solo le premesse pseudoetiche di Cappato – che va in giro ad autodenunciarsi potendo contare su una magistratura compiacente. Ignorando che, a parte una minuscola quota di casi a reale base umanitaria, il genere particolare mostrato per propagandare l’omicidio on demand generalizzato, la sua richiesta può essere facilmente indotta, o estorta, in ambito medico, in conformità a enormi interessi venali e di potere; che si traducono, come mostrano casi esteri, non solo in omicidi di massa per motivi abietti, ma anche in peggioramenti di quelle sofferenze e indegnità che si dice di volere evitare (Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico. Sito menici60d15). Forti evidenze mostrano come l’omicidio “compassionevole”, l’omicidio con le carte a posto che piace così tanto ai magistrati, sia stato stato usato, tra i vari mezzi, anche per ottenere la strage giustificativa covid. I resoconti riportano anche le responsabilità italiane in Lombardia nel 2020, che la magistratura copre mentre si dice vittima dei traditori del 1974 (Engler, J. Did testing and euthanasia protocols help create the appearance of a sudden-spreading deadly novel virus? 2 giugno 2024).
L’abbracciare a occhi chiusi le versioni ufficiali sul covid, come quelle sulla bontà degli inoculi (Il peculato intellettuale dei magistrati. Sito menici60d15), e quindi coonestarle, aggravandone gli effetti, e ignorare come l’evidenza, ciò che accade, si attagli meglio all’ipotesi di una volontà di manipolare e strumentalizzare, mostra come i magistrati, che dovrebbero costituire un baluardo intellettuale, morale ed operativo contro le frodi del potere invece le servano. Dovrebbero essere una linea di difesa contro il ragionamento antibayesiano; contro, detto in altri termini, la narrazione, l’attrezzo degli avvocati per proteggere un colpevole e della propaganda per ingannare e osoggiogare; invece lo elevano a ragionamento giuridico “super partes”.
I priors iniqui nei “misteri d’Italia”. I priors, le probabilità a priori, sulle qali si imposta il ragionamento bayesiano, sono spesso trascurati in medicina. Es. le conoscenze acquisite sulle epidemie per il covid. “A prior is something you have good reason to believe based on previous evidence. … In contrast, saying that you have an assumption indicates that it’s something you haven’t thought that carefully about” (When to use fancy words. Yes, you can say “prior”. Hanania newsletter, 27 maggio 2024).
I priors sono trascurati anche per i “misteri d’Italia”. I misteri d’Italia sono caratterizzati da priors rari: da ipotesi iniziali alternative tutte rare, poco probabili. Il loro insieme è composto da ipotesi, priors, oggettivamente improbabili, es. l’invincibilità delle BR con Moro; l’insieme contiene il prior probito, quello dei pupari sovranazionali, che oltre che da una sua improbabilità prima facie è caratterizzato dall’essere “ideologicamente improbabile”: riconoscerlo è arduo psicologicamente, ed è materialmente scoraggiato e pericoloso. E’ oggettivamente improbabile che dei dilettanti sequestrino Moro e possano tenerlo per 50 giorni senza essere scoperti. Il prior alternativo, che si sia trattato di opera pilotata da servizi stranieri, è un’ipotesi pure rara; ma è anche un prior proibito. Ha una improbabilità “ideologica”, portando ad accusare i poteri che non possono essere accusati. E’ oggettivamente improbabile che dei fanatici possano seminare stragi e restare impuniti, o quasi, per decenni. Ma è ideologicamente “improbabile” che siano stati burattini nelle mani di poteri invincibili. L’insieme dell’ipotesi proibita con le ipotesi alternative oggettivamente improbabili costituisce i “priors iniqui”. Dall’espressione di Manzoni “le parole dell’iniquo che è forte …“. Un insieme che costituisce esso stesso un sinistro segnale, una minaccia, un ordine di omertà e di adeguamento (L’omertà manzoniana su Moro. Sito menici60d15). Il modo corretto di gestire questi priors è quello di Sherlock Holmes: “when you have eliminated the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth”. Cioè riconoscere che si sta indagando su un ambito dove i priors sono tutti poco probabili, e scartare quello meno probabile sulla base delle evidenze. Es. osservando “non sono samurai invincibili”; come scrisse Tobagi: il metodo corretto non è un metodo salutare.
Si pratica al contrario un antibayesanesimo. Invece di riconoscere la bassa probabilità di tutti i priors, e di pesare le evidenze per ciascuno aggiornando le probabilità, si aggiustano i priors, rendendo fittiziamente più probabili quelli che scagionano l’iniquo che è forte. Terroristi e mafiosi divengono samurai invincibili; con aiutini di qualche sparuta mela Marcia, si ammette, per non apparire troppo bugiardi. Il prior proibito non è che una chiacchiera da bar dei “complottisti”. Chi è stato trovato morto si è suicidato, per quanto ciò appaia improbabile. Se si è trattato di omicidio, è un omicidio mafioso, i poteri forti non c’entrano (Aversa). Nel caso di via D’Amelio, il prior proibito, l’improbabilità ad baculum dell’eversione sovranazionale per operare un cambio del personale politico dopo la caduta del Muro, ha fatto sembrare al confronto probabile l’assurdo di uno Scarantino attendibile. Si è poi operato un “trapianto” di prior: Capaci e via D’Amelio dovute a questioni di appalti. Un prior probabile, verosimile, ma in un altro quadro, quello della “routine” mafiosa di omicidi mirati. Improbabile al grottesco nel quadro di stragi di guerra, che obbligano lo Stato a stroncare le attività dei mafiosi e mandarli all’ergastolo ostativo.
Davanti ai priors iniqui andrebbe distinto l’aggiornare le relative probabilità mediante le evidenze, che è corretto e doveroso e che non viene fatto, dal manipolarli, gonfiando i prior improbabili o impossibili per lasciare indisturbato il prior proibito, e scagionare così tacitamente i poteri che vogliono sia apparire sullo sfondo, sia essere dichiarati estranei, come notò Manzoni. Allargando ad arte i prior meno probabili; o inserendo prior probabili in quadri vicini ma diversi, e quindi estranei; riguardando fatti sproporzionati alla gravità, come la routine delle ruberie sugli appalti, o essendo fattori causali intermedi, come l’appartenenza alla mafia o a bande terroristiche degli esecutori.
L’antibayesanesimo prospera in medicina. Il portato di paura, di appello a valori etici, di giustificazione delle imposizioni in nome di un bene supremo, ha reso la medicina il lubrificante adatto alle nefande frodi del potere anche in campo politico. Riconoscere come capziosi argomenti di comodo e ricondurli alle loro reali motivazioni, che sono spesso crimini, è parte dell’essenza del lavoro del magistrato. I magistrati non respingono l’antibayesanesimo, nonostante siano tra i meglio attrezzati a farlo, ma lo applicano. Di converso, l’impostazione bayesiana è antidoto alla tecnica, imperante, della narrazione, del costruire una storia per giustificare una tesi preordinata.
La scienza autentica non solo svela i trucchi della scienza inversa, del suo uso retorico e mistificatorio, ma può anche aiutare a riconoscere i sofismi giudiziari. E’ vero che in entrambi i casi c’è un costo. Quello del perdere l’immediatezza, la facile intellegibilità, dovendosi inoltrare in profondità concettuali che contrastano col senso comune:
“I concetti alla base del cheap trick non sono di immediata comprensione dal pubblico. Tanto più mentre impazza il frastuono propagandistico, che ormai ha fatto di medicina e scienza entità para-religiose, alle quali abbandonarsi senza critica, ciechi alle contraddizioni e ai conflitti di interesse. La scienza può essere fonte di un latinorum non verificabile dalla massa dei cittadini. E’ nella sua natura presentare quadri diversi da quelli del senso comune e a volte con esso contrastanti (Wolpert L. The unnatural nature of science. 1992 – Cromer A. Uncommon sense. The heretical nature of science. 1993). Se si approfondiscono le descrizioni scientifiche ci si trova in ambienti “strani”, che respingono come innaturali, e dai quali ci si allontanerebbe, come da fantasie strampalate, se non fossero utili e preziosi come modelli del reale. Ciò vale anche per il pensiero critico sulle scelte politiche. Altre volte la difficoltà è data non dalla profondità dei singoli concetti ma dall’unione innaturale di concetti naturali. Così noi abbiamo un’idea di cosa sia la scienza e cosa sia il crimine. Ma è difficile rendersi conto che sono divenute unite in un’unica entità, come è accaduto. “ (Lo swapping e altri trucchi nelle frodi mediche. Sito menici60d15).
Analogamente, il pensiero critico deve portare a riconoscere la verità innaturale e ingrata che due concetti di immediata comprensione, che appaiono tra loro distanti e antitetici, quello di crimine e quello di magistrato, possano trovarsi uniti in un’unica innaturale entità quando sono in gioco i grandi crimini di grandi interessi.
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3 luglio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al posti di S. Caia e G. Pipitone “La procura di Caltanissetta indaga l’ex pm Natoli per favoreggiamento e calunnia: “Insabbiò l’indagine sui Buscemi””
Se Natoli è innocente perchè si aggiunge fango a quella che è già una pozza lutulenta? Se è colpevole perchè si sono attesi 32 anni per cominciare a indagarlo? Soprattutto, perchè non è stato ancora chiarito, secondo i magistrati, neppure il genus (“genus et differentiam”) della strage di via d’Amelio, e si intrattengono ipotesi improbabili come quella mafia-appalti, pur di non pronunciare i moventi eversivi dei poteri forti sovranazionali nell’ambito del cambio di personale politico e di modello economico del protettorato italico dopo la caduta del Muro? Pur di continuare depistaggi e diversivi a protezione dei quadri intermedi nazionali, usati comunmente dai mandanti primi ?
“Zenone [di Elea] nega il movimento dicendo: “ciò che si muove non si muove né nel luogo dov’è, né in quello in cui non è” (Diogene Laerzio). Achille non potrà mai raggiungere la tartaruga. Zenone fu sonoramente smentito con l’analisi matematica: Achille e la tartaruga in un dato istante hanno non solo una posizione ma anche una velocità, che determina la posizione. La sequenza infinita di quantità sempre più più piccole porta in casi del genere a valori finiti. Ma i magistrati vendicano Zenone: con il procedere alla Zenone la verità non può mai essere raggiunta. Non si può essere d’accordo con Natoli che dice di avere fiducia in questa giustizia “eleatica”.
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19 luglio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Via D’Amelio, Scarpinato: “Stragi ’92-’93 organizzate per fare spazio a nuovi soggetti politici come FI e attuali forze di governo””
Scarpinato rappresenta l’ala più audace delle addomesticate versioni ufficiali. Orizontalizza*, eliminando la dimensione sovranazionale. Le stragi post caduta del Muro sono servite ad accompagnare il cambio del sistema di controllo sull’Italia da quello DC a uno liberista, piduista-fabiano (Berlu-PD-5S). E anche a instaurare la sequenza mafia-antimafia-mafia, anch’essa strumento di controllo del Paese: la mafia di cosca, protetta, coi suoi orrori induce l’antimafia, che dà legittimità e alibi a poteri dello Stato che, strumento dei poteri forti, arrivano a praticare forme di mafia di Stato. Della mafia di cosca o ndrina so poco e niente. Ma conosco bene la mafia di Stato che si nasconde dietro l’antimafia**; e che continua a emettere storie inverosimili, “altra causale trouar non si può”, di una mafia “arte e fattura diabolica” che ricorrerebbe ad atti di guerra per degli appalti. Versione in linea coi desiderata dei mandanti primi, alimentando il sistema mafia-antimafia-mafia. E che prosegue il depistaggio dei traditori, CC, PS e magistratura.
Le stragi in Italia hanno due fasi funzionali. L’immediata, e quella che si prolunga nei decenni, come la cantilena, col pretesto della dulia dei valorosi uccisi (ma impunità per chi li ha tradìti), della mafia potenza infera e degli antimafia eroici che ce ne proteggono; che nasconde viltà e violenze non inferiori a quelle della mafia di cosca.
** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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27 agosto 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di R. Rosso “Il naufragio del Bayesian secondo il teorema matematico di Bayes: svelerà com’è affondato?”
Una stima bayesiana provvisoria dà probabilità di “no foul play” di 0.002%-2%: Fenton, Neil, What is the probability that the Bayesians died by chance? 27 ago 2024.
Dovrebbe essere procedura di legge la valutazione bayesiana (1) dei test DNA, dei quali invece si fa uso oracolare, pedestre e dissennato. Settimane prima del naufragio è arrivata alla Procura di Palermo una pec sulla necessità dell’impostazione epistemologica bayesiana (2,3); sull’inquadrare alcuni casi come “a prior iniqui”: dove le ipotesi iniziali sono tutte poco probabili. E’ inverosimile che le BR abbiano da sole rapito e gestito Moro, ed è un evento raro un complotto internazionale. E’ improbabile che Onorato si sia suicidato, con una fascetta; ed è rara un’abile vendetta “pedagogica” per le attività politiche della moglie. E’ incredibile che una nave come il Bayesian sia inghiottita per un colpo di vento in rada gestito da marinai della domenica; è raro che qualche Spectre attui un diabolico piano.
“When you have eliminated the impossible… “; ma tra i prior dell’affondamento a Palermo va incluso il costume di magistrati, polizie e governo italiani di prestarsi a versioni di mandanti (4).
1 Fenton, Neil. Avoiding Probabilistic Reasoning Fallacies in Legal Practice using Bayesian Networks. 2008.
2 In: La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
3 Il ragionamento anti-bayesiano
4 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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26 settembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Quattro ex Br imputati a Torino per lo scontro a fuoco del 1975 alla Cascina Spiotta: morirono un appuntato e Mara Cagol”
I processi mezzo secolo dopo salvano il titolo di legalità, ma la forza di legalità è stata dissipata (1).
Così come “To tell the truth is not just to state the facts,but to convey a true impression” (RL Stevenson) perseguire dei delitti non è fare verità e giustizia, se si lasciano in ombra gli altri delitti coi quali sono integrati. Qui la decapitazione delle prime BR per mettervi a capo Moretti, sicario atlantico.
Si trascura quanto i magistrati siano subalterni ai mandanti atlantici. Occupandosi dell’eversione remota coprono le collusioni attuali (1,2).
1 “Il titolo di legalità è il rapporto con al numeratore la risposta giudiziaria e al denominatore l’atto criminale, senza tenere conto del tempo. Che è ciò che si considera comunemente, soprattutto sulle stragi. La forza di legalità è il rapporto con al numeratore la risposta giudiziaria e al denominatore il numero di persone-tempo colpite dall’atto criminale. Per una strage terroristica, che colpisce l’intera nazione, il denominatore sarà popolo-tempo. Es. 50 anni di vita del popolo italiano per una strage sulla quale l’azione giudiziaria si esercita ancora 50 anni dopo la bomba. Considerando come tempo ragionevole per concludere l’azione giudiziaria 5 anni, i risultati giudiziari vanno divisi per 45 popoli-anno. Vanno ridotti per un fattore di un quarantacinquesimo”. Da: La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità.
2 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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5 dicembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “‘Nrangheta a Brescia, 25 arrestati: tra loro un ex consigliere FdI, uno della Lega e una suora”
La passivazione antimafia dei poteri predatori
La solita operazione di passivazione(1) antimafia. Colpire uno strato superficiale per preservare la massa del resto. Colpirne 1 tra i mafiosi col bollino per salvarne 100 del mondo legale: 100 amministratori comunali, medici, boghesia mafioide, pezzi grossi, etc; e suore, non ultime. Ricorrenti notizie acchiappa-consenso, bene accolte da chi crede alla favola della mafia non eradicabile(2); alibi sia per la corruzione istituzionale a favore dei poteri predatori del mondo legale, sia per la viltà dei cittadini, che da quei poteri si lasciano togliere la borsa, e anche la vita(3), muti.
Giustizia-spettacolo che valida il crimine-spettacolo favorito da magistratura e polizie(4). Non è una buona notizia (vivo a Brescia) per chi denuncia i crimini di alto bordo che le istituzioni proteggono e favoriscono (es. 3); perché la legittimità e credibilità così ottenute vengono reinvestite nel proseguire le collusioni. E nel soffocare le denunce, con metodi che i pesciolini mafiosi o paramafiosi esibiti riconoscerebbero come familiari.
1 Trattamento chimico per ottenere la protezione dei metalli dalla corrosione. Il metallo ossidato in superficie isola e sigilla quello sottostante. Esempio più noto l’alluminio anodizzato.
2 I terroristi samurai e la mafia AFD
3 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
4 Jefferson, Heneghan. Revisiting the picture of doom. Bergamo, Italy, 2020. Trust the evidence, 5 dic 2024.
Commento al post “Acri, chi è l’ex consigliere di Fdi arrestato. Il gip: “Contiguo” con la ‘ndrangheta. L’insulto contro Gratteri: “Figlio di pu….a”
Il più celebre cacciatore di mafiosi – teorico dell’immortalità della mafia – e chi lo insulta sentendo il suo fiato sul collo sono separati da un solo nodo nella rete delle influenze.
Per un Giaccone, di medici mafiosi ce ne sono tanti. Ho raccolto da libri e stampa decine di nomi. Da Navarra a Tumbarello; questo consulente dei magistrati. Acri risulta avere operato nella casa di cura Villa Barbarano – Gemma. Il cui direttore scientifico risulta Sergio Pecorelli, cattedratico di ginecologia, dominus del Civile di Brescia, dove pure Acri ha lavorato. Pecorelli, che lanciò un progetto che con una preoccupante paronomasia chiamò “Health & Wealth”, ha fatto il portaordini da Washington per i vaccini. Un legame che è rilevante per la scelta della Lombardia orientale per la strage di innesco covid*. Ha anche permesso, pur essendo rettore, a Brescia, e presidente dell’AIFA, la legittimazione della truffa Stamina** mediante il Civile, il più grande ospedale della Lombardia. (I magistrati di palazzo Zanardelli hanno poi salvato gli “scienziati” bresciani). Gratteri è un nemico per Acri. Ma non per Pecorelli; li ricordo tenere insieme una conferenza***. In una contiguità che nella mia esperienza è un esempio della lotta alla mafia come copertura legittimante per affari di alto bordo; come quelli sui vaccini della Lorenzin e poi di Speranza.
* Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
** Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale
*** L’ ipomafia
Massiveattack77: Medicina e giurisprudenza sono le facoltà massoniche per eccellenza. Massoneria e mafia da sempre si spartiscono il bottino.
@ Massiveattack77: Vero. Ed è una sineddoche fuorviante sostenere che delle due, massoneria con la penna e mafia col canne mozze, sia la seconda il socio di maggioranza. Condividono largamente pulsioni, mentalità, metodi, potere di infiltrazione e condizionamento – dallo spazzino ai più sontuosi palazzi istituzionali – legami con poteri sovranazionali che servono nelle peggiori infamie, e dai quali hanno protezione. Né i magistrati sono estranei. In ambito medico, e di politica sanitaria, le cose non sono cambiate dai tempi della epurazione di Domenico Marotta, padre nobile dell’ISS, tramite una persecuzione giudiziaria; in una vicenda nella quale compaiono P2 e mafia. In obbedienza agli ordini per l’asservimento dell’Italia. Fino alle figure e alle conseguenze attuali. Con le province lombarde, che si presentano come civilissime e “law abiding” ma insidiate da ceffi mafiosi, che con la loro medicina d’eccellenza forniscono al resto del mondo le morti catalitiche*, i cadaveri per giustificare i diktat in nome del covid, tramite un picco di mortalità mostruoso, a lama di stiletto, tanto elevatissimo quanto estremamente ristretto nel tempo e nello spazio, che nessuna persona onesta e competente può attribuire agli effetti naturali del SARS-CoV-2.
Ermete Macchioni: Caro massive, ormai la massoneria è come il nero: sta bene su tutto. Ed è la spiegazione per tutto: “non sono io che sono pazzo, è colpa della massoneria”. Saluti
@ Ermete Macchioni: Però ci vuole uno bravo per emettere la diagnosi psichiatrica. Come il brillante Semerari, piduista*. O Ferracuti, P2, CIA, che diede dell’impazzito a Moro. Mentre lo si teneva nelle mani dei sicari: fu una grande viltà a sostegno di una grande viltà. Cossiga poi affermò che la Procura di Roma era d’accordo. (Del dichiarare Moro mentalmente disturbato si occupò anche uno psichiatra cattedratico a Brescia; amico di magistrati, ebbe problemi per perizie su camorristi).
La carta jolly della diagnosi psichiatrica di comodo è amata dai massoni. E dai loro sodali: es. la tua diagnosi di paranoia associata a gravi deficit cognitivi, insieme a una scarica dei più grevi insulti, per quello che hai chiamato “il vaccino più sicuro della storia” (gli inoculi covid, che anche nelle statistiche ufficiali hanno alta incidenza di casi avversi mai registrata prima per vaccini) mentre criticavo** il farsi spalla di Cappato da parte dei magistrati per introdurre l’omicidio medico***. Ed è amata dai mafiosi*. I magistrati perbene dovrebbero distinguere le perizie vere da pratiche essenzialmente mafiose. E impedire l’uso come jolly almeno negli uffici giudiziari. Anche alla luce di trascorsi esecrabili della magistratura in questo campo, es. *.
*C. De Rosa. I medici della camorra. 2017.
**Suicidio assistito, Cappato si autodenuncia per Margherita Botto: “Aumentano le richieste, ora ne abbiamo oltre 5 al giorno”. Il Fatto, 29 novembre 2023.
*** Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico
Ermete Macchioni: E niente, ormai pure sotto gli articoli di giardinaggio trovi chi riesce ad infilarci i vaccini: ormai che ci siano problemi di psicopatologia collettiva è provato dal fatto che certi soggetti stiano venendo studiati. Consiglio spassionato: una bella ricerca sulla paranoia costruttiva aiuterebbe ad evitare il TSO. Magari davanti ad uno specchio si affronteranno definitivamente i propri mostri. Saluti
@ Ermete Macchioni: Come ho scritto nella precedente risposta, c’è una letteratura sull’uso strumentale delle diagnosi psichiatriche in Italia. E sulle connivenze dei magistrati. Di recente la magistratura sembra essersi svegliata; a Milano ha contestato una falsa perizia, caso Pifferi. Forse, in risposta al disegno – piduista – di sottoporre i magistrati a valutazioni sullo stato mentale, ha mandato il messaggio che conosce il gioco delle perizie false (al quale a volte partecipa). Sono immediatamente sorte voci a difesa delle psicologhe, e dell’avv. Pontenani; che è stata messa a fare l’opinionista fissa su RAI1. La psichiatria è uno dei modi di esercitare il potere illegale per vie legali. Può essere usata anche come minaccia intimidatoria, per soffocare denunce: “se vuoi evitare un TSO”. Non so se sia segno di nevrosi, o di stomaco debole, ma personalmente queste esibizioni mi ricordano di essere nel giusto e di avere a che fare con degli ometti, posti in basso nella scala di don Arena per quanto possa essere elevata la posizione dalla quale delinquono impunemente.
Sobchak: “Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale.”
All’assurdita’ della tesi, si accompagna il superfluo uso della lingua inglese. A quest’ultimo, aggiungiamo l’ignoranza della lingua dei britanni, che rende il punto precedente abbastanza comico.
@ Sobchak: “Knock-on effect: when an event or situation has a knock-on effect, it causes other events or situations, but not directly”. E’ l’effetto domino: facendo cadere la prima tessera ne cadono migliaia di altre, a cascata, ordinatamente, formando le più complesse figure. Sembra magico. In realtà l’energia proviene da quella usata in precedenza per metterle ritte e disporle. Come è stato fatto col covid. Che è stato uno stacked deck (un mazzo truccato, con le carte messe in un ordine voluto; espressione usata anche in ambito giudiziario).
A proposito di Inghilterra e di “assurdo e ridicolo”, non è stato serio affidare la ricostruzione giudiziaria a Crisanti, senza competenze specifiche e proveniente dall’Imperial college di Londra, tra i congiurati, controllato dall’MI5 inglese (che vi conosce; a suo tempo pagò Mussolini). L’affermazione del procuratore capo che ci sarebbero voluti ancora più ventilatori ricorda l’idea peregrina del capo dei pompieri di Viggiù. Ridere o piangere del vantarsi a Brescia del processo ancora aperto per la strage del 1974? Le stragi, di mafia onnipotente, da terroristi inarrestabili, ora da virus da film, legittimano il potere predatorio. Cercate di prendere il meglio dagli inglesi, non di servirli nel peggio, invece di fare i pedanti, per mantenere nascoste e impunite le responsabilità della strage d’innesco covid, e mantenere la versione ufficiale, questa sì buffonesca oltre che tragica, e generatrice di ulteriori follie e stragi nel futuro.
Sobchak: Knock-on effect.
Senza “effect” è un termine tecnico del rugby, mentre per il resto non vuol dire nulla. Per questo usarlo in italiano, in questo modo poi, fa solo ridere.
@ Sobchak: Da Google:
Knock on – traduzione in italiano – Dizionari – La Repubblica
A a catena.
B (rugby) lancio in avanti. (F. Picchi, Grande dizionario di inglese –Hoepli)
Questa insistenza nella tecnica del commento frivolo per fare sembrare frivola l’accusa mi fa venire in mente, a proposito di stragi impunite e del luogo scelto per commetterle, di massoni e risate, che l’attuale Procuratore generale di Brescia si è messo volontariamente nella condizione di farsi lodare come dotato di “anima massonica” da un maestro venerabile*. La mentalità massonica è l’opposto di quella che si vorrebbe incontrare in un magistrato, cioè nell’esporre crimini. Come si vede anche qua, tra minacce di TSO e pose arroganti per difendere comportamenti infimi.
Il culto dei magistrati-eroi, di quelli autentici e di quelli che passano per tali, è un cattivo surrogato del potersi fidare a priori del magistrato, senza doversi chiedere chi sono i suoi supporter. O i suoi padrini. A proposito, “Il padrino” è una traduzione imperfetta di ritorno. Puzo ha tradotto come “Godfather” l’espressione “cumpari”, che nel Meridione è chi fa il padrino al battesimo, una persona con la quale si stringono vincoli para-familiari: “m’ è cumpari”. Ma “Il compare” in italiano avrebbe assunto il significato di complice mascherato. Di “shill”: la lingua inglese è ricca; es. la distinzione tra corruption e bribery; ci sono corrotti senza mazzette.
*Il Csm “salva” dal trasferimento il pg di Brescia. Il Fatto, mag 2023.
Sobchak: A catena quando si associa, appunto, ad effect, cosa che lei non ha fatto.
Altrimenti, a parte che per una giocata nel rugby, non vuol dire nulla.
Impariamo a parlare e a scrivere in italiano. Tra le altre cose, si evitano anche figuracce del genere.
@ Sobchak: L’effetto, scellerato, della strage “casus belli” l’avete fornito voi. Io l’ho solo previsto, anche conoscendo i locali; una previsione poi confermata. Con uno scarto rispetto al vero per difetto e non per eccesso, visto l’inimmaginabile, il mettere la civiltà, e con essa la vita, sotto i piedi tramite la legge e il diritto, es*. Con i valorosi magistrati “in riposte mura” quando non collaborazionisti. Un’interpretazione poi confermata dagli studi di terzi, che cito. Diedi il titolo allora, senza pensarci troppo, a quella che era un’osservazione tra le varie che facevo sul covid. E che poi si è rivelata troppo corretta per farmi piacere.
C’è troppa massonaggine. Facciamo così:
Errata corrige. In luogo di “Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia Orientale” leggasi “Piazza loggia 1974 e Alzano 2020: le stragi commissionate allo Stato nel distretto di Corte d’appello di Brescia”.
*Parallels between the end of life bill and the lockdowns. Gruppo Hart, 6 dic 2024.
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30 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Pipitone “Omicidio Agostino, tutto da rifare: annullato in Cassazione l’ergastolo al boss Madonia. Prescritto il delitto della moglie del poliziotto”
Un poliziotto anomalo: pulito e coraggioso, che prima di rispondere agli ordini obbediva al dovere. Assassinato esemplarmente (né è detto che il congiunto assassinio della moglie sia stato non premeditato; v. un altro caso di assassinio pedagogico, quello dell’ispettore di PS Aversa, di pasta simile ad Agostino, ucciso con la moglie a Lamezia; ovviamente, depistato, anche grazie a un magistrato – attuale consulente di Nordio per l’impunità ai medici – impunito, e tenuto in ombra). Con i killer favoriti con il solito gioco dell’oca pluridecennale.
La colpa è anche del pubblico. In Italia solo i disonesti criticano la magistratura, per ottenere impunità. I magistrati ne traggono così un’aura di purezza; di diversità morale, di superiorità, in realtà largamente immeritate. Sarebbe ora che gli italiani onesti la smettessero di credere alla retorica e alle sceneggiate e si rendessero conto che tra i compiti non scritti, ma ferrei, che la magistratura pratica vi è non solo la giustizia ma anche l’impunità. Il compito di assicurare prima mano libera, e dopo impunità e segretezza assoluta per i mandanti e larga impunità per gli esecutori, per i crimini ordinati dai poteri che controllano il Paese. Anche a quelli del business medico, per i quali Nordio e Magistratura democratica concordano sul garantire uno speciale status di impunità*.
* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
@ aldosicme: Certo. Ma anche i magistrati concorrono. Es. col loro sovrano disprezzo per il fattore tempo*, come in questo caso. E concorrono anche i loro fan, che pensano solo a tornare al governo, ma accettano impassibili situazioni come questa: l’abisso tra un poliziotto di valore e suoi colleghi e magistrati che allestiscono 50 anni di giochini giudiziari. La claque che non vede la dimensione verticale del potere**: come e quanto i magistrati e i politici che vogliono imbrigliarli convergano nel servire il crimine dei poteri forti, dietro alle gomitate e agli spintoni. Che non vede come la “diversità antropologica” dei magistrati rispetto a quelli che ogni tanto mettono fondatamente sotto processo sia un mito; come non siano solo i politici a venderci.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
** L’orizzontalizzazione
Commento al post di S. Limiti “Quello che non convince sulla sentenza Agostino: perché fu anche un delitto politico”
“Il processo ha affondato le unghie nella carne viva”. E poi ha mollato la presa. Sia nei procedimenti giudiziari sia nelle ricostruzioni storiche sull’eversione (come in certe ammissioni di frodi mediche) è frequente la negazione del conseguente: se A allora B; A; ergo non B. L’altro giorno la Prima pres. della Cassazione Cassano inaugurando l’anno giudiziario ha sottolineato i “femminicidi”. Ai quali si dà particolare spazio, coniando dubbi neologismi, per coprire altri orrori. Stringe il cuore il pensiero della moglie di Agostino, della moglie dell’ispettore Aversa, uccise insieme ai mariti in funzione censoria-pedagogica. Omicidi di donne, questi, che conviene mandare impuniti. Chissà quante mogli di CC e PS hanno contribuito, come è più che comprensibile, all’indurre i mariti, i padri dei loro figli, all’acquiescenza su crimini commissionati al Viminale, dati i coniugi Agostino e Aversa. Un esempio delle conseguenze deleterie dell’ignorare – talora teorizzandolo apertamente, “il tempo non conta” ha detto un alto magistrato – gli effetti collusivi di decenni di ritardi e di diluizioni di responsabilità*. Va bene, “una sentenza non può cancellare un pezzo di storia”. Ma la storia, gli storici, dovrebbero smettere di ignorare che di quella storia infame la magistratura è parte integrante. Che i magistrati-eccezione sono usati per coprire regole indicibili. Oggi non meno di allora, come sa chi lo constata di persona.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
@ francic: Sono stato bandito da associazioni antimafia, date le mie idee su come con la mafia e la lotta alla mafia si sia costruito un apparato di controllo sul Paese. Su come la mafia, invece di essere stroncata con la massima energia, sia stata virulentata, ed elevata a Male ontologico(1); per ottenere uno strato protettivo per i crimini dell’economia legale. Il grande alibi per la mafia delle istituzioni e per la viltà dei cittadini. Oceani di chiacchiere e poi farse (2) come questa: se si va a massacrare per zittire e educare, il disegno non esclude di uccidere anche la moglie la cui presenza è attesa.
Prima del bando, a una conferenza un oratore istituzionale, non ne ricordo il nome, disse di Contrada cose agghiaccianti, che non posso riportare. Chi è dentro sa. Ci sono valide ricerche, incluse quelle della Limiti, che mostrano anche a noi del pubblico cosa è accaduto. Ma descrivere e non agire di conseguenza è esso stesso un modo mafioso(3). Mentre non conosciamo gli intricati dettagli, l’essenza è semplice e ormai chiara(4). Dietro ai film che le magistrature alimentano. Come quello sulla “Terra dei fuochi”(5) che la CEDU oggi rafforza così come ha protetto Contrada e la segretezza di associazioni segrete di collegamento.
1 I terroristi samurai e la mafia AFD
2 pure J Stecchino dice che non voleva uccidere la moglie di Cozzamara
3 L’omertà manzoniana su Moro
4 Il tolemaicismo politico
5 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
@ aldosicme: Da quel che ho capito, l’impunità totale è stata ottenuta combinando l’aver fatto passare decenni con l’avere derubricato l’omicidio a non premeditato, per il quale vi è prescrizione. Un inqualificabile ritardo + un astratto inverosimile distinguo sulle intenzioni di chi è andato col disegno di massacrare per censurare ed educare, sapendo avrebbe potuto esserci la moglie.
I magistrati non dovrebbero temere rivalse per colpa, come vuole la destra perché siano ancor più controllati. Ma neppure dovrebbero essere liberi di ragionare a capocchia*. Uno dei modi di controllo sarebbe sanzionare le gravi distorsioni di ragionamento (altri potrebbe essere quello dei garanti morali**; e “l’organico mobile”: ogni anno il 5 per mille dei magistrati viene tolto dal ruolo, come coda peggiore, “no fault”, senza accuse, e sostituito da nuovi assunti; posto che la magistratura, coi suoi privilegi, deve essere un gruppo scelto).
Un mio commento, risposta a Francic, sulla serietà di questo mandare impunito il peggio del peggio è già stato censurato. Rischierò una seconda censura aggiungendo che per me oltre un certo limite di decenza andrebbe prevista una dichiarazione formale di “fallimento di giustizia”, se davvero si volesse tutelare l’istituzione giustizia, evitando di farne strumento di ciò che dovrebbe contrastare.
* Il peculato intellettuale dei magistrati
** La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati
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6 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piazza della Loggia, la procura di Brescia chiede 30 anni per Marco Toffaloni”
Anche se fosse condannato Toffaloni non potrà essere estradato dalla Svizzera. Aveva ragione Pasolini quando parlava di stragi volte a rifarsi una verginità antifascista: queste declamazioni giudiziarie decenni dopo che si sono fatti scappare i buoi coprono una obbedienza istituzionale odierna agli stessi poteri di allora. Particolarmente viva a Brescia.
Andrebbe riconosciuto che stragi e omicidi politici hanno un decorso bifasico. Al momento del fatto ottengono obbedienza terrorizzando; nel lungo periodo forniscono una copertura ideologica, una maschera retorica, che facilita le istituzioni nel loro servire i mandanti. Così, come ha modo di osservare chi è oggetto delle attuali attenzioni vili e criminali dei riverginati, questi procedimenti giudiziari, se hanno qualche merito*, forniscono principalmente un travestimento alla prosecuzione dell’eversione istituzionale, e delle sue nefande declinazioni, precise nella loro ambiguità.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
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3 aprile 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piazza Loggia, Toffaloni condannato a 30 anni. Il pm: “Se tutti avessero fatto il loro dovere nel 1974, sarebbe stato un caso risolto””
Non si parla del rapporto tra la strage (fascista, naturalmente…) e l’adiacente base di Ghedi, che oggi ha le atomiche USA (da lì partono le armi per Zelensky). Pio La Torre, che si oppose alla base a Comiso e fu ucciso (dalla mafia, naturalmente …) scrisse: «[una base NATO] rappresenta un elemento che accelera in modo impressionante i processi di degenerazione e di inquinamento della vita sociale e politica». A Brescia mi viene dato modo di ricordare spesso quella frase. Sotto diversi profili. Anche quello dei comportamenti di magistrati e forze di polizia. Tanto che li chiamo “distretto di Corte d’appello di Ghedi” (i magistrati locali del resto hanno intitolato il nuovo palazzo di giustizia a Zanardelli, un fondatore della P2 storica; mentre stavano svuotando di forza l’azione giudiziaria* sulla violenza eversiva a gestione P2). La condanna nel 2025, di esecutori, a vuoto, per la strage del 1974 – la PM, la cinquantenne Bressanelli, non era ancora nata – non ha sostanziali effetti positivi per la vita della nazione*. Al contrario, serve al blocco istituzionale che l’emette, rinnovando le false credenziali, le foglie di fico, i costumi di scena, per le pugnalate alle spalle del XXI secolo. Blocco ricompensato dalle stesse forze che commissionarono le bombe, ottengono nuove stragi** e fanno togliere di mezzo i La Torre.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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11 settembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post ” “Alle commemorazioni per le stragi ci sono personaggi ambigui, ecco perché non partecipo”: la confessione di Scarpinato alla Festa del Fatto”
“Fosti saggia a svegliarmi. E tuttavia tu non interrompi il mio sogno, lo prolunghi” John Donne. Anche per certi incubi della vita reale ci sono eventi che sembrano un’interruzione e invece sono un prolungamento. Come le commemorazioni, certo mal frequentate: le stragi hanno avuto tra i loro fini quello di fornire un alibi, una copertura morale, a politici, polizie, e anche a magistrati, nel servire i poteri forti che le ordinarono. Vengono spremute per trarne credibilità.
Nella mia città ogni anno alla commemorazione della strage vedo due agenti della polizia municipale in alta uniforme ai lati della corona sulla stele. Mi chiedo se sono gli stessi due che anonimi se protesto per atti come l’urinarmi davanti alla porta della cantina mi fanno la multa sotto casa per “art 40: sostava sulla carreggiata i cui margini erano evidenziati da una striscia continua”, quando non ostacolo il traffico, e dove parcheggiano tutti a centinaia tranquillamente. Multano solo me mentre a pochi metri ci sono altri che fanno lo stesso, pulmini sul marciapiede e sulle aiuole per intero, auto che la carreggiata la bloccano, stanno cioè in mezzo alla strada. Un’attenzione verso chi denuncia come la città, e il suo distretto di Corte d’appello, siano luogo di elezione per frodi mediche di alto bordo. Inclusa la strage covid del 2020*. Le commemorazioni delle stragi, e i processi pluridecennali, sono una facciata sacrale per servizi odierni di livello postribolare a favore degli stessi mandanti.
* Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
Altri interventi del Comune di Brescia (quelli della consociata A2A prenderebbero troppo spazio):
Restituzione scheda elettorale a Cafiero di Raho, 8 giugno 2018 in Milizie bresciane
13 novembre 2023. CPP: il Codice di Procedura Postribolare. In Milizie bresciane
28 maggio 2024. 11 Iscariota e un apostolo fedele. In I rituali zozzonici della banda Mattarella
Sindaco: Laura Castelletti
Assessore alla sicurezza: Valter Muchetti.
Comandante della Polizia locale: Roberto Novelli
Prefetto: Andrea Polichetti
Procuratore della Repubblica: Francesco Prete
Questore: Paolo Sartori
Comandante provinciale Carabinieri: Vittorio Fragalà, avvicendato negli stessi giorni della multa da Alberto Raucci.
La più recente sentenza di condanna del procedimento ancora in corso per la strage del 1974: aprile 2025 a Marco Toffaloni. Tribunale per i minori, primo grado, non eseguibile.
Per dettagli e foto v. 11 settembre 2025 in Milizie bresciane
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12 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post ““La bomba nel cestino l’ha messa Paolo Marchetti”, le parole dell’ex ordinovista nel processo sulla strage di piazza della Loggia”
Stimamiglio, allora nella banda dei “Nuclei di difesa dello Stato”, costituiti nel 1966, in seguito al famoso convegno all’hotel Parco dei Principi. Inserito in un programma di protezione dal 2012 al 2019 come collaboratore di giustizia. Solo nel 2026, a suo dire, gli basta il coraggio per svelare chi avrebbe messo la bomba nel cestino. Come tanti “pentiti”, quello che appare un ravvedimento, sia pure tardivo, è di fatto una prosecuzione: 52 anni di indagini e processi e non si parla di concludere; invece si rilancia.
C’è un interesse delle stesse strutture che su mandato pilotarono i terroristi, ancora attive in vesti e forme diverse – forme praticate nella più svaccata impunità a Brescia – un interesse condiviso dai magistrati, dalle forze di polizia in divisa, dai vari notabilati locali, a perpetuare il procedimento nei decenni, alimentandolo con materiale nuovo: procurandosi così una perenne verginità antifascista (Pasolini), cioè un paravento nobile – istoriato coi tradimenti e infamie di 60 anni fa – dietro al quale servire le quotidiane “deviazioni” dell’oggi.
v. La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
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Vedi anche:
La mistificazione importanza/rilevanza
Il rispetto della Storia nella azione giudiziaria
L’undicesima ora. Messina Denaro e Zagrebelsky



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