La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

10 September 2018

4 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Caporale “La nomina di Dino Giarrusso e quella scandalosa ipocrisia”

Tanti accademici sembrano spuntare per generazione spontanea. Che nel caso di diversi professori universitari andrebbe citata col suo antico nome di ‘generatio aequivoca’. Un freno, che nella sua semplicità ricorda il celeberrimo aneddoto della rimozione del manico della pompa nell’epidemia di colera a Soho, Londra, potrebbe essere quello di rendere facilmente verificabili i nomi dei componenti della commissione che ha fatto professore lo studioso. Al titolo di professore dovrebbe essere allegato, es. su un pubblico registro su internet, l’elenco dei colleghi che lo hanno cooptato, e che quindi hanno avuto la responsabilità di assegnargli influenza e credibilità, anche su importanti temi di rilevanza politica, oltre a una fonte sicura di denaro dei contribuenti per il privilegio di studiare e fare ricerca in serenità. Lo stesso dovrebbe essere fatto per le nomine e promozioni dei magistrati; è eccessivo pretendere che siano come la moglie di Cesare, ma per ognuno di loro dovrebbero essere immediatamente disponibili i nomi dei soggetti del CSM dai quali professionalmente sono stati generati.

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15 marzo 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Renoldi a capo del Dap, Cartabia al Senato: “Vediamolo lavorare e ne riparliamo. Non mi affido alle opinioni espresse da un giornale””

Il problema è che abbiamo già constatato come opera la Cartabia, e non va bene. Capisco che in un paese che si fonda sul cronyism* suoni come una provocazione impudente e sfrontata; ma in una utopica repubblica sana certe cariche dovrebbero essere garantite da chi nomina**. Che dovrebbe rispondere in prima persona del comportamento del nominato; in solido con lui. Non fare esperimenti come dice la giurista proveniente da quel santuario del cronyism che è CL. Un simile sistema era*** e presumibilmente è in vigore presso i mafiosi rispetto ai quali la sensibilità costituzionale della Cartabia, altrimenti smussata, è così viva. Un esempio di quella efficienza procedurale e del sistema di garanzie che mutatis mutandis diversi esperti riconoscono essere praticate più dai criminali che da chi dice di combatterli.

*Cronyism. Wikipedia.
**La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati. Sito menici60d15.
***Fusco G.C. Gli indesiderabili. Sellerio, 2003.

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6 settembre 2023

Blog de Il Fatto

Commento al post “Senza abuso d’ufficio, si crea un vuoto normativo nei casi di concorsi universitari truccati”

Politici e intrallazzoni vogliono avere mano libera. Ma i magistrati sono corresponsabili. In un campo come quello dell’adeguatezza, indipendenza e integrità dei ricercatori, dove già il rapporto tra danno alla comunità e rischio di sanzioni è molto elevato, tendono a minimizzare. Es. il GIP Sofia Fioretta ha ravvisato “un falso innocuo e innocente” nel photoshop di Alberto Mantovani 1. Esistono “falsi innocui e innocenti” nella pratica scientifica, si chiese giustamente Barbacetto. La risposta arrivò mesi dopo, quando Mantovani mise il suo prestigio al servizio della mega frode covid. Alla quale i magistrati – e i media – pure hanno contribuito 2.

Su il Fatto del 16 giu l’avv. Coppi spiega che i magistrati potrebbero comunque indagare per corruzione: questa potrebbe essere l’occasione per dare agli illeciti sulla manomissione della selezione della classe dirigente il giusto deterrente. Forse interverranno così in alcuni casi, ma quando vi sono in gioco i voleri dei poteri forti, come per la medicina, Nordio e Magistratura democratica sono concordi nel dare il disco verde alla corruzione 3. E poi, accademici e magistrati sono non di rado “birds of a feather” quanto a genealogia 4.

1 Barbacetto G. Ricerche mediche “aggiustate” però la scienza tace. Il Fatto 28 nov 2019.
2 I magistrati alle dipendenze del Ministero della Verità
3 Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
4 La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati.

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12 ottobre 2023

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Modica “La storia di Salvatore Cuzzocrea, l’ex rettore di Messina “figlio d’arte” sempre in crescita. Anche quando si parla di rimborsi e indennità”

Non dovrebbe essere omesso che Cuzzocrea è anche il presidente della CRUI, la conferenza dei rettori, e presidente eletto della SIF, l’associazione dei farmacologi. Né dovrebbe essere perso di vista che oltre a questo basso sgraffignare esiste anche, ancora più grave, la corruzione accademica verso l’alto: il dare una veste legittima, “scientifica” agli inganni e alle violenze del potere. Come i farmaci nocivi spacciati per miracolosi. Quella che è stata chiamata “corruzione istituzionale”, e che è stata studiata prendendo proprio il campo farmaceutico come paradigma*.

Come per Palamara, la scelta da parte degli associati di loro rappresentanti che sono quasi maschere farsesche del malaffare dovrebbe porre dubbi al cittadino sulla effettiva composizione e natura di potenti corporazioni che condizionano pesantemente la sua vita.

* Light DW, Lexchin J, Darrow JJ. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of Law, Medicine and Ethics. June 1, 2013.

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27 ottobre 2023

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Modica “Messina, la Procura indaga per abuso d’ufficio sul caso dei rimborsi dell’ex rettore Cuzzocrea. Triplicato il fatturato della sua società agricola”

Cuzzocrea risulta tuttora presidente della Conferenza dei rettori e presidente eletto della Società italiana di farmacologia. Su questa circostanza vige il silenzio dei media, nonostante le implicazioni per i cittadini data l’influenza delle università e dei farmacologi sulle loro vite.

kiriakoula petropulacos: E’ anche presidente dell’osservatorio nazionale sulle lauree brevi sanitarie (infermieri, tecnici della riabilitazione, etc.).

@ kiriakoula petropulacos: Grazie per la segnalazione. Sembra proprio che abbiamo un problema definibile, in senso figurato, con quella branca della farmacologia che è la tossicologia*. In un’Italia che si è lasciata ammazzare senza fiatare i Mattei, i Moro, i La Torre, i magistrati coraggiosi e altri uomini di valore, che permette indifferente quando non plaudente la selezione e l’ascesa ai vertici di soggetti da disegno di George Grosz, il tema della necessità di forme di controllo e responsabilizzazione sulla selezione delle figure apicali suona lunare. Le segnalo in proposito: La “generatio aequivoca” di professori universitari e magistrati. Sito menici60d15.

*Lipman-Blumen, Jean. The allure of toxic leaders. Oxford University Press, 2005.

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1 novembre 2023

Blog de Il Fatto

Commento al post “È morto l’ex ministro Luigi Berlinguer, aveva 91 anni. Schlein: “Lascia un patrimonio politico inestimabile””

– l’ex ministro dell’Università Podestà si lasciò sfuggire una confidenza difficilmente dimostrabile, ma probabilmente vera: «I rettori italiani? La metà di loro è iscritta alla massoneria».8 Certo si riferiva anche al proprio successore sulla poltrona di ministro dell’Università, quel Luigi Berlinguer all’epoca rettore a Siena, e poi presidente della conferenza dei rettori, indicato da un quotidiano locale, Il Cittadino di Siena, come uno dei maestri più venerati della città del palio. (Un Paese di baroni. Truffe, favori, abusi di potere, logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l’università italiana. Chiarelettere, 2009).

– ll governo D’Alema appoggia i bombardamenti della Nato a Belgrado. Scavalca a destra gli alleati cattolici e Berlusconi anche su un altro versante. Il ministro all’Istruzione Luigi Berlinguer pensa bene di arrivare dove nemmeno la Dc si è mai spinta: invece di rilanciare la scuola pubblica, finanzia quelle private con buoni statali e con l’estensione del trattamento fiscale riservato agli enti senza fini di lucro. (I panni sporchi della sinistra. I segreti di Napolitano e gli affari del PD. Chiarelettere, 2013).

– Con il varo della riforma universitaria che porta il nome di Luigi Berlinguer, iniziava anche istituzionalmente il lungo genocidio che avrebbe portato a completa distruzione l’università italiana, consegnandola alle sue tare originarie. (Modernizzazione senza sviluppo. Il capitalismo secondo Pasolini. B. Mondadori, 2005).

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1 dicembre 2023

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Reale “Le pagelle ai magistrati rischiano di renderli timidi e conformisti. Ma c’è chi ci guadagna”

I sindaci frignano di voler essere liberati dalla “paura della firma”. Mentre con mano sicura firmano abusi di ogni genere. I medici piangono di essere costretti alla medicina difensiva, cioè a fare i piazzisti, ben remunerati, a danno dei pazienti* per paura delle cause, e ora premono per l’immunità. Ora pure i magistrati dicono che verranno resi timidi e conformisti. E’ vero che si vuole soggiogarli. Ma nella mia esperienza sono risoluti e impassibili quando c’è da epurare qualche onesto inviso a quei poteri forti che tutte le categorie di notabili fanno a gara ad ingraziarsi mentre sgomitano tra loro**.

E’ utopico, ma sarebbe necessario introdurre valutazioni di indipendenza. Sia per politici, amministratori, alte cariche dello Stato, sia per i medici, sia per i magistrati. Valutazioni di indipendenza rispetto ai poteri che fanno dell’Italia un protettorato. E che in passato hanno emesso pagelle esemplari, e indicato così i tipi umani proibiti e quelli da promuovere, facendo uccidere figure di valorosi, prese a simbolo dalle corporazioni ma non certo ad esempio.

* La medicina difensiva come scusa e come illecito. Sito menici60d15.
** Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura. Ib.

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5 marzo 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Maddalena “Con i test psicoattitudinali si indebolisce la figura del magistrato e si infrange la Costituzione”

In “Primo, non curare chi è normale” lo psichiatra Frances – in precedenza tra i redattori del DSM che critica – denuncia come l’abuso della psichiatria possa servire a normalizzare la popolazione, a omologarla rendendola uniforme con un profilo fissato dal potere. Il danno delle valutazioni sullo stato mentale è anche questo, selezionare magistrati conformisti, che accettano le false narrazioni ufficiali come “fatti” (es. covid); oltre a quello di dichiarare pazzo chi individua reati di poteri intoccabili (un’infamia alla quale non sono estranei).

Per di più i magistrati di professione valutano il profilo psicologico e umano di chi hanno davanti. E attenti come sono alla carriera, anche quello dei colleghi. (E’ inquietante che con queste capacità si siano dati Palamara a rappresentarli…). Quindi sono in grado di individuare e fermare, volendolo, derive di colleghi.

D’altra parte la pretesa di nessuna sostanziale accountability rispetto all’esterno è insostenibile. In teoria e data la realtà. Un rimedio potrebbe essere adottare il principio dei gangster italoamericani*: associare le nomine a dei garanti. Chi nomina deve in certa misura, entro l’ambito costituzionale, rispondere di deviazioni del nominato. Si può immaginare con quale entusiasmo la proposta** – da estendere al resto delle alte cariche della PA – verrà accolta da cordate e capicordata.

* Fusco G.C. Gli indesiderabili. Sellerio, 2003.
** La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

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21 luglio 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Valutare le attenuanti generiche dello stress del Covid”: la Cassazione annulla l’ergastolo per il femminicidio di Lorena Quaranta”

Ragionamento narrativo: DATO che il covid è un’apocalisse ALLORA è giustificato instaurare un regime dittatoriale. Ragionamento bayesiano: dicono che il covid sia un’apocalisse. DATE le conoscenze scientifiche e sul mondo, ALLORA qual è la probabilità che sia vero e quale è che sia un pretesto per imporre leggi liberticide. Quello narrativo è la “just so story” dell’imbroglione e dell’avvocato; il bayesiano, l’inverso della narrazione, ne è l’antidoto.

I magistrati devono essere liberi da sottomissioni ad altri poteri; ma non liberi di appropriarsi della logica*. Loro ragionamenti “antibayesiani” andrebbero sanzionati. Qui la Cassazione cesella su un appiglio formale per rinnovare la sbullonata impostazione antibayesiana. Riafferma la potestà minoica del covid, di un Minosse che giudica e manda i vivi.

La scienza è preziosa quando asservita all’umanità. Diviene crudele e folle se messa a fare da padrone. Invece di impedirlo, si usa il diritto per ipostatizzare il nefando delirio che in nome della scienza si può imporre qualsiasi nigra in candida, infamia e assurdità.

Oggi non c’è neppure la scusa dell’obnubilazione professionale dei magistrati da shock per il marasma informativo covid, mentre si fa sempre più evidente la natura criminale dell’operazione covid. Questi magistrati non sono migliori dei loro predecessori stigmatizzati da Manzoni che nel ‘600 partirono dall’assunto che ci fossero untori e lo coonestarono.

* Il peculato intellettuale dei magistrati

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4 settembre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Scudo penale per i medici, punibilità solo per colpa grave, via libera del governo. Nota Nordio-Schillaci: “Medici opereranno con più serenità””

Nel Buon governo si rispetta l’obbligo di fini della medicina: il fine deve essere il miglior interesse del paziente. Le linee guida le stabilisce lo Stato, nell’interesse del paziente. Viene riconosciuta la natura illecita della medicina difensiva, che è iatrogena, fino a essere mortale, opposta all’obbligo di fini*. I processi ai medici sono rari, mentre c’è un efficiente auditing interno sugli errori.

Nel Cattivo governo la medicina è finalizzata al profitto. Vige un dolo sistemico istituzionalizzato. I contenziosi sono frequenti, per i danni reali da sovratrattamento, le aspettative gonfiate dal marketing, e l’impianto sulla medicina venale di un’avvocatura venale che ne parassita i profitti indebiti. L’impunità serve al medico in quanto piazzista di Big pharma, che detta le linee guida a suo vantaggio e a scapito del paziente. Lo Stato ricatta e premia affinché queste vengano applicate. La medicina difensiva, la scusa sporca di sangue per le sovradiagnosi e i sovratrattamenti, e per pretendere impunità, è apertamente dichiarata. Politici, magistrati, polizie, si uniscono ai medici nella pretesa di mano libera in nome dell’indegno argomento “se non mi fai fare come mi pare, trasgredisco l’obbligo di fini, per difendermi”. Ricordano il parrocchiano che diceva al prete che se non avesse ottenuto un dato favore avrebbe perso la fede. Il prete rispose che chi dice così l’ha già persa. Se mai l’ha avuta.

La medicina difensiva come scusa e come illecito

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12 novembre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Frosina “Il Csm chiede 200mila euro di danni a Palamara: “Lo scandalo nomine ha gettato discredito sulla magistratura””

Palamara è spia della faccia oscura della magistratura: quella dei rapporti coi poteri forti. A lui è stata affidato l’insabbiamento Pieczenik, che ha potuto dichiarare apertamente di avere manovrato per far uccidere Moro. Palamara è servito a guastare e svergognare la magistratura portando l’ebbrezza da impunità all’ubriacatura carrieristica.

Il referendum è gesuitico, non toccando il marcio vero ma la distribuzione del potere giudiziario e dei suoi abusi tra politici e magistrati. Quello che si dovrebbe fare a favore dei cittadini è assicurare l’indipendenza della magistratura; ma non solo dai forchettoni nostrani; anche dai poteri forti. L’immunità favorisce le pressioni dei poteri forti. La responsabilità civile li renderebbe condizionabili. Un contrappeso democratico potrebbe essere l’organico mobile: se i magistrati devono essere persone di alto livello, meritevoli di immunità, allora ogni anno il peggiore 0.5% tra loro potrebbe essere tolto “no fault” e sostituito da elementi nuovi ben scelti.

Ma sono sogni. Alla commissione covid ha appena testimoniato l’ex PM Chiappani, docile sulla strage covid 2020. Continua a sostenere l’assurdità, foriera di futuri scempi, del mancato “piano pandemico”. Analogo a “mafia-appalti” per Borsellino. Disse che ci sarebbero voluti ancor più respiratori, uno dei mezzi coi quali si sono ottenuti i cadaveri; e affidò la consulenza a Crisanti, Imperial college, che è simile all’avere consegnato la sorte di Moro a Pieczenik.

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26 febbraio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post “Referendum, il procuratore di Bergamo Romanelli: “Il meccanismo del sorteggio? Oltre ai magistrati usato solo per i detenuti””

Se i magistrati avessero tutelato il prestigio della loro funzione col resistere alle occasioni e tentazioni non si sarebbe potuto attentare così alla Costituzione. Sono certo che di sistemi per evitare lo sconcio delle cordate, fazioni e padrinaggi politici ce ne sarebbero, volendolo. Io stesso, che non sono un esperto, ne ho pensati alcuni*. Il Procuratore di Bergamo Romanelli fa notare che il sorteggio è usato solo per i detenuti. Si potrebbe adottare il sistema “goose by me” usato dai gangster**: coloro che elevano un magistrato a un incarico si fanno in certa misura garanti dell’eletto. Anche solo moralmente. Es. a ogni presidente, a ogni procuratore capo, andrebbe associata la lista dei nomi di chi lo ha messo in quella posizione.

Vorrei sapere la generatio del predecessore a Bergamo dell’attuale Procuratore, che disse che per il covid ci sarebbe voluto qualche ventilatore in più; è come attribuire il rogo di Viggiù all’averlo irrorato con la benzina troppo poco***. E che affidò la consulenza a Crisanti, proveniente dall’Imperial college, ripetendo ciò che fece Cossiga con Pieczenick. Turpitudine Pieczenik, sollevata dal Procuratore generale Ciampoli, poi sistemata proprio tramite il rappresentante degli interessi dei magistrati Palamara.

La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati
** G. Fusco. Gli indesiderabili. Sellerio, 2003.
*** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale

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17 marzo 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post “Referendum, Davigo a Travaglio: “Errori giudiziari? Vi spiego perché non c’entrano nulla. Il governo vuole solo colpire i magistrati””

Voterò No, per contrastare ulteriori squilibri. Ma il quadro che Davigo dà della figura del magistrato fa cascare le braccia. Definisce “errore” solo il caso nel quale emergono nuovi elementi dopo la sentenza. Di negligenza, imprudenza, imperizia non se ne parla. Di compiacenza, connivenza, collusione tanto meno. Accetta che il suo lavoro non consista nell’accertare la verità, la prima giustizia, ma che sia una specie di gioco da tavolo dove le evidenze non contano se es. compaiono fuori tempo; a danno delle vittime e a favore dei colpevoli. Non ha problemi nel dichiararsi al servizio della UE prima che della sua nazione, incurante che la UE sia il braccio politico, scarsamente democratico, di interessi privati, che spesso vanno a danno del Paese; incurante che lui dica di operare in nome del popolo italiano; che tra l’altro gli paga lo stipendio. Si riserva così di servire poteri forti, a partire da quelli sovranazionali; gli stessi che fecero uccidere magistrati non allineati.

Se i magistrati si facessero sentire, come fanno ora, per fare coincidere quanto più possibile norme e procedure con l’innato senso di giustizia, se non accettassero la legge del più forte in veste di diritto quando ciò è a loro vantaggio, oggi sarebbero giustamente stimati, e non sarebbe stato possibile attentare alle loro prerogative. Davigo delinea una figura di magistrato che non è quella di una bella persona, e che la gente non ha torto nel percepire come pericolosa.

@ alias_kimonoOu: Mi pare che sia tu a voler fare confusione, ripetendo il sofisma “gli errori sono quelli detti “giudiziari”, da nuovi dati, per i quali il magistrato non ha colpa. Gli errori per colpa sono normalmente sanzionati [secondo te]. Gli errori morali, dal dolo franco a forme di falsa coscienza, non vanno chiamati errori. Risultato, non si parli di un problema di errori dei magistrati”. Anche il ridurre le difformità talora enormi dei giudizi sugli stessi dati nei vari gradi a “diverse valutazioni”, soggettive, esita nella conclusione che il magistrato non sbaglia. Come nelle dittature. Io invece credo che il problema dei giudizi errati o interessati sia reale, e che ci sia un deficit di contrappesi, di controllo sul potere giudiziario. Deficit che la destra sfrutta, denunciandolo, per impossessarsi del potere giudiziario. In forme sui generis, che evitino i ricatti e le pressioni dei potenti, contrappesi andrebbero messi all’enorme arbitrio dei magistrati sulle vite altrui*.

Mi chiedi un esempio. Te ne faccio uno dal mio campo, la ricerca biomedica. Uno studio mostra che anche la ricerca scientifica, che passa per il paradigma dell’obiettività, può fare figurare efficaci farmaci inefficaci sul cancro a seconda di come la ricerca, il “trial”, viene “valutato”: Impact of spin in the abstracts of articles reporting results of randomized controlled trials in the field of cancer. J Clin Oncol 2014.

@ marko.parri: Votiamo No, ma basta con questo ridicolo eccezionalismo sui magistrati, che hanno una bella fetta di responsabilità nel cattivo andamento del sistema giustizia. E anche nell’uso strumentale dell’amministrazione della giustizia a favore di grandi interessi illeciti (Nuove P2 e organi interni).

@ alias_kimonoOu: I controlli multipli sono validi quando provengono da agenti indipendenti. Inoltre la ragione a danno fatto è la ragione dei fessi. Come la medicina su pazienti, i processi non sono esperimenti di laboratorio su cavie, dove quel che conta è che alla fine si raggiunga la verità, non importa dopo quanti schizzi di sangue e deiezioni. Sbagli inoltre a ignorare responsabilità e interessi collettivi. La magistratura come corporazione appoggia alcuni grandi interessi a forte componente illecita. Segnalo nel mio sito la raccolta “Nuove P2 e organi interni” sull’appoggio sistematico della magistratura a frodi mediche strutturali.

@ brif: Che i magistrati condannino penalmente 0-10 dei loro colleghi all’anno non “suggerisce” che la magistratura sia sostanzialmente esente da colpa o dolo più di quanto non suggerisca impunità. Sia perché è un giudizio dell’oste sul suo vino. Sia perché è possibile delinquere rimanendo nei limiti della legalità formale*; soprattutto con le competenze, e la solidarietà di corporazione, dei magistrati.

Nel 2024 ha assegnato ai magistrati una fiducia pari o superiore a 6 su 10 il 44% dei cittadini (ISTAT): la maggioranza non si fida. E’ un brutto segno anche il ridursi a compararsi ai politici, la cui pessima reputazione è uno dei motivi per votare no. Presentarsi come rispettabili rispetto a uno standard negativo è un escamotage della “crostituzione” reale**. Contribuisce a spiegare la persistenza della mafia, lo spazio che le viene lasciato invece di spazzarla via. È particolarmente grave nel caso dei magistrati, che dovrebbero essere i maestri del valutare i comportamenti rispetto a uno standard positivo. Lo standard di come ci si deve comportare. Non rispetto ai peggiori.

Quando praticati da chi occupi posizioni di potere, gli sprezzanti non sequitur come il suo evocano Big Jule, il sinistro gangster che in “Bulli e pupe” obbliga a giocare con suoi dadi tutti bianchi, senza puntini neri, dicendo che i puntini li ricorda lui a memoria.

Le bolle di criminalità nella legalità tramite la legalità
** La raffinata barbarie degli standard negativi

@ Grifo: Non aderisco a nessuna delle “ideologie”, artefatte e striminzite, offerte dal desolante quadro politico attuale. Voto No perché con la riforma sarebbe ancora peggio. Sia sul piano dei princìpi che su quello pratico.

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16 maggio 2026

Blog de Il Fatto

Commento al post di Leo Amato “Sgarbi è stato assolto, ma il giudice: “Il quadro rubato è suo” “

E’ un argomento nato insieme alla retorica (Corax, Aristotele): l’imputato è innocente perché non avrebbe commesso un reato dove sarebbe stata evidente la sua colpevolezza. Una variante è quella di Alberto Sordi avvocato nel film ”Buonanotte…avvocato!”, che chiede che il suo cliente venga assolto con formula piena dall’accusa di furto perché ha la faccia da ladro, mentre per rubare occorre avere una faccia insospettabile, onesta (come quella del giudice, aggiunge; che dopo l’arringa di Sordi emette una sentenza di condanna, pur avendo il PM chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove).

Andrebbe limitata la possibilità che i magistrati spesso sfruttano di emettere sentenze arbitrarie*. Un criterio per riconoscerle è che abbiano la forma estrema, paradossale, fino alla comicità, degli argomenti ai quali si riducono a ricorrere gli avvocati per difendere il loro cliente in assenza di elementi genuini.

Il peculato intellettuale dei magistrati

 

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V. anche:

La selezione avversa

Il paradosso dei monatti

Choosy, marchesini e figli di. La differenza tra meritocrazia e merito

Vendola e il nostos del professore

Pienza e la nuova Pienza

Impegno individuale e viltà di gruppo

Il ragionamento anti-bayesiano

 

 

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