Le ingiustie trasversali del liberismo

22 September 2018

17 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Ferrari “Anastacia compie 50 anni, è la perfetta narrazione rosa del cancro al seno”

Le ingiustizie del liberismo, del primato della ricerca del profitto, sono anche trasversali: non sono necessariamente associate, come storicamente è stato, alle categorie sociali più deboli ed esposte. Colpiscono anche chi dovrebbe essere socialmente protetto, se trovano uno spiraglio dal quale penetrare, nella ricerca serpentesca dell’oro. Es. diversi hanno osservato che i poveri sono paradossalmente risparmiati dai danni dei trattamenti medici eccessivi. Le donne sono a volte maltrattate e sfruttate, e senza dubbio lo sono con le informazioni e campagne ingannevoli che le spingono alle sovradiagnosi del cancro della mammella, col business della senologia, con l’estetizzazione del cancro, con queste squallide testimonial, con il patetico e disonesto tema del “malato-guerriero”. La dr.sa Ferrari batte il tasto del lamento femminista: agli uomini questa “superficialità” sul cancro verrebbe risparmiata. E’ vero che il business, trovato il comodo e lucroso filone della ”prevenzione” dei cancri che non ci sono ha indebolito il campo arduo e meno conveniente delle cure risolutive per i cancri autentici. Ma non è vero che agli uomini queste cose non le fa. L’asportazione della prostata ha effetti ben più pesanti degli interventi sul seno. La frode dello screening per il cancro della prostata con il PSA ha reso e continua a rendere centinaia di migliaia di uomini “limp and leaking”, “floscio e gocciolante” senza reale giustificazione.

§  §  §

4 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Se i tumori dei poveri sono più aggressivi di quelli dei ricchi”

Uno stato di povertà porta a peggiore salute. Ma nel liberismo paradossalmente i ricchi, consumatori dei rituali della “prevenzione” con screening, risultano più affetti da tumori, da sovradiagnosi (1); non essendo veri cancri danno luogo a “guarigioni” spurie (2); facendo sembrare al confronto più aggressivi i cancri dei poveri, che sono in maggior proporzione cancri veri; come quelli del Sud, dove si fanno meno screening (“Il tumore, al Sud, è “più maligno”” si intitola un pamphlet del 1997). Il neoliberismo fa chiedere agli svantaggiati non tutela della salute tramite migliori condizioni socioeconomiche, come sarebbe giusto; ma più cure, facendo credere che sia la spesa medica a dare la salute (3), e incoraggiando vittimismi e fantasie (4). Seguendo i pifferai del politically correct i poveri perderanno l’involontario vantaggio, già notato da Illich, di essere “risparmiati dagli aspetti più sinistri della medicina iatrogena”, e verranno riportati al loro posto come carne da cannone per il business biomedico.

1 Welch HG et al. Income and Cancer Overdiagnosis — When Too Much Care Is Harmful. NEJM, jun 8 2017.

2 Welch HG et al. Scrutiny-Dependent Cancer and Self-fulfilling Risk Factors. Ann Intern Med 2018. 168: 143.

3 How much is medical care “worth”? The tricky question of value. Lown Institute, feb 21 2019.

4 Vittici C. Hanno tolto le supposte agli operai ma i ricchi continuano a mettersele. 1997.

@ milhoud. Grazie. Mi occupo di queste cose, cioè del divario tra la nostra necessità di rappresentare le questioni sulla salute in maniera semplice e certa e la complessità, e le manipolazioni, sottostanti.

Discover more from menici60d15

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading