18 settembre 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Rampoldi “Galli della Loggia, l’identità italiana e la politica trasformata in un racconto di Voltaire”
La biologia insegna che la compartimentazione è una strategia di base della vita, che permette alle cellule e agli organismi di resistere all’entropia, cioè di sopravvivere, e di evolvere. Sul piano della cultura umana, l’eccesso di compartimentazione dei gruppi può portare a mali come la guerra di conquista, il razzismo, i tanti genocidi. Ma una sua carenza porta alla dissoluzione. La tradizione culturale propria, nella quale i gruppi si fasciano per distinguersi dagli altri, l’identità antropologica e la conseguente solidarietà comunitaria (quando c’è) sono necessarie alla sopravvivenza, e non sono il male, se riconoscono pari dignità umana ai gruppi stranieri. Un nuovo male oggi è comparso, all’altro estremo della curva a U: la distruzione della fascia culturale, lo sfascismo, che con la scusa del razzismo, dell’eccesso di compartimentazione dissolve e disperde le identità culturali per avere una massa omogeneizzata e plasmabile; aumentando così la compartimentazione dei potenti a danno dei popoli, che vedranno la loro entropia, cioè il disordine, aumentare. Gli usurai predicano principi stratosferici e utopici come l’abolizione delle differenze culturali – in realtà l’uomo-biglia – come la volpe lusingava il corvo per fargli cadere dal becco il formaggio.
§ § §
7 luglio 2019
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mediterranea, il capitano della nave Alex: “Un agente piangeva mentre controllava i documenti. Un altro ci ha ringraziato””
Accettare questo invito grottesco alla lacrimuccia non è solo ingenuità; è anche un segno della debolezza verso le figure di autorità che gli italiani scontano sulla loro pelle. Forse ci saranno poliziotti ipersensibili e dai rubinetti facili; ma in genere in questi casi vale quello che scrisse Celine della borghesia, “impassibile e piagnucolosa”, a seconda della convenienza personale, e quindi anche a seconda di ciò che il copione del potere prescrive. La consolidata ruffianeria delle forze di polizia e della magistratura verso i poteri forti è tra i principali fattori nascosti per i quali l’Italia non è un Paese per onesti. Ruffianeria verso i poteri forti che include la collaborazione ai soprusi abusando del potere istituzionale, e, come in questo caso, partecipazione alle narrative volte a fare passare per uno stato di cose normale o lodevole lo sfruttamento. “Salvarne” uno e sommergere cento persone comuni, italiani e stranieri, nell’impassibilità complice delle quinte colonne.
@ Stendhal. Credo che il tipo umano che oggi serve il potere dando del nazista a chi si oppone all’immigrazione forzosa sia lo stesso, sia il discendente morale di quello che allora serviva il potere nella caccia agli ebrei; che collabora con il più forte, privo di vergogna. Il tipo umano del delatore. “Se tutte le città d’Italia avessero fatto come Sarzana il fascismo non sarebbe passato”: Sandro Pertini. A proposito di forze di polizia, a Sarzana i carabinieri bloccarono i fascisti; oggi gli stipendiati di polizia calano le brache recitando queste farse patetiche. Se Vittorio Emanule III, detto Sciaboletta, avesse firmato il decreto d’assedio non saremmo caduti nel baratro del fascismo. Se avessimo la spina dorsale per esercitare il modesto sforzo occorrente a fermare l’immigrazione forzosa, come fanno altre nazioni, eviteremmo danni futuri. Se non lasciassimo campo libero ai ruffiani, agli intriganti con la tonaca, ai gauleiter, agli sciaboletta ai quali va bene che si affoghino neri per esercitare il ricatto morale per il quale gli unici da soccorrere, gli unici infelici sulla faccia della terra sarebbero i giovanotti con le treccine che hanno pagato il biglietto per il passaggio sui barconi, potremmo vivere meglio noi e fare qualcosa di buono per chi ha davvero bisogno nei paesi svantaggiati.
@ Stendhal. Non è plausibile che masse di persone paghino un lungo viaggio per andare a farsi internare volontariamente in lager allucinanti dai quali poi, se sopravvissuti, tentare di fuggire. Ricorda quel che racconta Woody Allen, di quando faceva telefonate oscene a una donna; e di come le facesse “collect” a carico del destinatario, e la donna le accettasse sempre. Non cito Woody Allen perché sono favorevole alla causa degli ebrei di New York. E Woody Allen non mi piace molto. Però la battuta è buona. Se cito una descrizione della borghesia di Celine, questo le darebbe il diritto di attriburmi sentimenti nazisti e da sterminatore di ebrei? Humani a mi nihil alienum puto. Cerco di riconoscere e prendere il buono tra un mare di paccottiglia e di veleni; anche se la fonte ha idee politiche o finalità lontane dalle mie. Quelli che parlano come lei, applicando le suddivisioni puerili tra martiri, demoni e santi tracciate dalla propaganda, cercano di racimolare una pagnotta, raccogliendo e lanciando qualsiasi spazzatura. Invece di organizzare ronde per il controllo del linguaggio e dei sentimenti altrui vedete di mettere mano a ciò che è racchiuso nei vostri sepolcri imbiancati.
@ Stendhal. La pietà e la solidarietà false imposte dagli strozzini tramite mezzani sviliscono i loro corrispettivi autentici. Per non parlare di quelli che di mestiere dicono di essere portavoce della divinità, e indossati paramenti di genere insultano coloro che resistono ai loro raggiri come fanno indovini e fattucchiere. La prostituzione di valori etici e religiosi a interessi di potere non è pietà o solidarietà. È santimonia, che già prima di Cristo era riconosciuta come rivoltante: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini”. Cicerone.
@ Stendhal. Segua lei il mio consiglio, ceda l’armamentario a qualche emulo di Otelma e bussi al portone del luogo che meglio può accoglierla: la più vicina casa circondariale.
@ Stendhal. Spiace sempre per una persona al gabbio. Comunque la pena deve comprendere anche la riabilitazione; alla quale lei può avvicinarsi considerando questa notizia edificante del 7 luglio 2019, dei poliziotti che scoppiano in lacrime davanti alla flotta delle Ong; e la notizia di ieri, 8 luglio, l’assoluzione definitiva dei CC per l’omicidio di Giuseppe Uva. Rifletta e mediti su di esse, come farebbe per parabole evangeliche, le compari, con la sua intensa spiritualità. Si ponga come astri che guidano il cammino fulgidi esempi come questi del Vero e del Buono – ce ne sono tanti – li assimili, aiutato dalla Fede, e vedrà che si troverà pronto a rioccupare senza dover temere nulla il suo posto nella società dei liberi.
@ Stendhal. La compartimentazione, indispensabile alla vita e ubiquitaria nelle strutture biologiche, è un valore; contrariamente a quanto sostiene chi dice “ponti non muri”, come Bergoglio; o come il presidente dell’associazione USA delle case farmaceutiche, che ha spacciato per un creare “ponti” (Holmer AF. Direct-to-Consumer Prescription Drug Advertising Builds Bridges Between Patients and Physicians. JAMA 1989. 281. 380) l’induzione della domanda di farmaci tramite pubblicità (Hollun MF. Direct-to-Consumer Marketing of Prescription Drugs. Creating Consumer Demand. JAMA, ivi) sostanzialmente fraudolenta. Quindi plaudo alla sua asserita voglia di frapporre una barriera tra quelli come me e quelli come voi. Come commentò Guareschi dopo essere stato fatto cadere in un intrigo vero tramite un intrigo falso, “Se la canaglia impera il posto degli onesti è la galera”. Certo, i ser Ciappelletto e i frate Cipolla possono giocare sulla confusione tra chi è la canaglia e chi l’onesto; Pinocchio, incarcerato perché vittima, sarebbe rimasto in carcere nonostante l’amnistia se non si fosse dichiarato malandrino. Ma la segregazione di due classi antitetiche è già una forma di ordine. Però non sciupi tutto con i suoi rosari; l’importante è che rimaniamo dai lati opposti delle sbarre.
@ Stendhal. La lascio alle “pure gioie ascose” del suo cenobio.
§ § §
10 dicembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mattarella positivo al Covid: il capo dello Stato annulla i prossimi impegni. Mercoledì era alla Scala con Meloni (anche lei influenzata)”
Vaccini che non proteggono a sufficienza sono detti “leaky”: che perdono, fanno acqua. Anche la scienza, le norme di legge anticovid e i vaccini che Mattarella ha primeggiato nel propagandare e imporre sono leaky, a dir poco. Vi è un generale pattern a colabrodo – o a scolapasta, con abbondanti pastasciuttate per chi contribuisce – tra entità che dovrebbero essere mantenute separate. In particolare, la leakiness tra tecnologia ed etica, tra tecnologia e diritto. La scienza, in realtà le sue applicazioni, cioè la tecnologia, dovrebbe essere subordinata all’etica e al diritto; ma dovrebbe anche essere incapsulata rispetto all’etica e al diritto, cioè i giudizi scientifici dovrebbero essere isolati da quelli etici e giuridici. Invece si usano argomenti etici e giuridici a supporto di argomenti scientifici. Argomenti etici e giuridici invalidi a supporto di argomenti scientifici fraudolenti. E viceversa una scienza guasta è usata a giustificare posizioni psuedoetiche e incostituzionali gravemente illegittime. E’ come un gioco delle tre carte fatto con dei liquidi, che vengono mescolati tra loro oltre ad essere scambiati di posto con dei legerdemain. Così ora abbiamo il vaccinato che risulta affetto dal virus che tutto giustifica. I due palazzi di piazza del Quirinale danno lo standard su come bucare barriere che dovrebbero restare integre e mischiare ciò che dovrebbe essere tenuto ben distinto.
§ § §
31 maggio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Limiti e G. Pipitone “L’ex terrorista nero Fioravanti firma articoli sull’Unità. I familiari delle vittime della strage di Bologna: “È una vergogna, siamo schifati””
Da bambino vedevo Fioravanti nei fotoromanzi de “Il Giornalino”, settimanale per bambini che si vendeva in chiesa assieme a Famiglia Cristiana. Fotoromanzi alla buona: ricordo una foto dove puntava una pistola, secondo la trama, ma la pistola di scena era semplicemente un corto tubo di metallo nero che simulava la canna. Poi le armi le ha usate davvero; e con quelle mani ora scrive sul giornale che fu fondato da Gramsci. Giornale che pensavo avesse sceso tutti gradini, insieme a quelli che l’hanno ereditato, ma c’è sempre spazio in basso. Sansonetti ha voluto dare scandalo, per farsi notare, e magari alimentare il litigio diurno fasci/compagni che copre quello che insieme fanno di notte. Involontariamente ha evidenziato due piaghe nazionali, tra loro connesse. a) Il cercare sempre intese, collegamenti, inciuci, negando il valore della divisione netta, del confine invalicabile, della contrapposizione forte. Intese e alleanze tra b) i salvati, uniti nell’affondare definitivamente i sommersi, gli sconfitti, e nello sfruttarli da morti dopo averli traditi da vivi. Ne risulta un tipo umano vitale, attaccato alla sopravvivenza, sempre a galla, come Sansonetti; per il quale vale la battuta dal film “Footlight parade” (1933, in italiano “Viva le donne”): “As long as they’ve got sidewalks you’ve got a job”. Fino a quando ci saranno marciapiedi tu avrai un lavoro.
§ § §
12 gennaio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Nordio nega l’estradizione di don Franco Reverberi, accusato di crimini contro l’umanità in Argentina”
Con le scarpe nel sangue
Preti e fascismo. Un argomento sconveniente per l’antifascismo da rosticceria. Con un papa da Buenos Aires, molto apprezzato da ambienti massonici locali, poi. G Bernanos, I grandi cimiteri sotto la luna (sulla guerra civile spagnola): “L’antivigilia, duecento abitanti della vicina cittadina di Manacor, giudicati sospetti dagli italiani, erano stati tirati fuori dai loro letti, in piena notte, condotti in massa al cimitero, abbattuti con una palla nella testa e bruciati in mucchio un po’ più lontano. Il personaggio che le convenienze mi costringono a chiamare il vescovo-arcivescovo aveva delegato laggiù uno dei suoi preti il quale, con le scarpe nel sangue, distribuiva le assoluzioni tra una scarica e l’altra.“
I sedicenti discendenti dei partigiani, indomiti protagonisti delle pagliacciate e contropagliacciate saluto romano/Bella ciao, cantori instancabili di eroismi altrui di 80 anni fa, hanno mancato, hic Rhodus, l’occasione di difendere sul serio, con un semplice civile schierarsi, i valori dell’antifascismo opponendosi alla protezione del prete che assisteva alle torture. Il prete con le scarpe nel sangue versato dai fascisti argentini.
@ Indacos1: E’ innegabile che col gesto di rifiutare i soldi dei mercanti di armi il papa abbia ricordato con forza un principio etico basilare, oggi annegato nel rumore mediatico. Ma tra Bergoglio e Reverberi non c’è un abisso. Non c’è un Mar della Plata, dove venivano precipitati i desaparecidos coi voli della morte. L’abisso è tra la virtù e il virtue-signaling. Tra l’aderenza sincera, costante e coerente ad alti principi e la mossa di marketing calcolata per fare colpo e quindi meglio tradire quei principi. Il Bambin Gesù, ben finanziato coi nostri soldi, è all’avanguardia in una medicina volta al profitto, per nulla evangelica (dettata dall’alta finanza, dove l’industria medica e quella delle armi convergono). Es. è in affari con una ditta che, coincidenza beffarda, si chiama proprio “Bellicum pharmaceuticals” (Broadus ER. Invest in cancer stocks: make money and make a difference. 2023). Bergoglio cita spesso i ponti, per sostenere l’immigrazione forzosa, ma quello tra la cura delle malattie e il gioco di Borsa non è un ponte; è una fistola.
P.s. Il Gaslini, dove invece sono andati i soldi, è storicamente in mano al Vaticano. Es. l’arcivescovo di Genova ne esprime il presidente (F. Pinotti. La sanità di Dio, 2012).
§ § §
11 agosto 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Giordano “Paolo Giaccone, 42 anni fa a Palermo moriva il medico che non cedette alle minacce di Cosa Nostra”
Una riflessione biomedica in onore del prof. Giaccone. L’anatomia e fisiologia del corpo umano, e quindi la salute, si basano sulla separazione tra entità diverse. Dalle creste mitocondriali alle grandi sierose come il peritoneo è un serrato susseguirsi di membrane, organelli, setti, compartimenti, barriere, gradienti; di passaggi proibiti o sempre strettamente regolati.
Vale anche per la società: la cui salute dipende dalla separazione tra gli appartenenti a categorie morali diverse. Giaccone fece barriera, rifiutò l’accomodamento e la commistione. Un altro del suo stampo è stato Agostino Cordova, morto tre giorni fa. Estromesso dai suoi stessi colleghi. (Il Fatto lo ha ricordato solo nella versione cartacea; mentre il 30 luglio ha pubblicato un inquietante articolo di Ciconte – ripreso dal GOI – su un’asserita assenza di legami tra mafie protette e logge ufficiali).
Giordano ci invita a seguire l’esempio di onestà di Giaccone. Essere onesti è pericoloso (e in campi ambigui come quello degli interessi forti sulla medicina i primi a venderti potranno essere quelli che dovrebbero tutelare la legalità). L’insegnamento di figure rare come Giaccone e Cordova è quello del valore della separazione. Con la loro renitenza al ferreo andazzo generale della contiguità, del compromesso, della doppiezza, dello stemperare la frontiera tra bene e male, il Medico e il Magistrato ci ricordano il valore vitale del solco netto e fermo; che impedisce le scenografie mobili del liberismo.
§ § §
16 settembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Bellelli “Come si diversifica una razza in genetica e perché nell’uomo non può accadere”
Appaiono esserci due punti fermi, che si possono considerare certi. Uno è morale:
Tutti gli esseri umani hanno pari dignità. Non ci sono superiori e inferiori.
L’altro è una constatazione empirica inconfutabile:
Esistono di fatto tra i vari gruppi differenze di cultura e di interessi materiali, che da sempre producono tensioni, attriti e scontri, fino alla guerra.
La genetica è usata per negare questi assunti. Sia per istituire una graduatoria tra umani, es. il Manifesto della razza; sia per la giustificazione buonista del babelismo imposto dal globalismo, sostenendo che non vi siano tra etnie differenze che sconsigliano di mescolarle ignorando gli effetti avversi.
L’anatomia e la fisiologia offrono un’evidenza metaforica sull’importanza della compartimentazione*. Il nostro corpo è tutto un susseguirsi di barriere regolate. Dalle creste mitocondriali a entità come la barriera emato-encefalica. Patologie insorgono se vengono infrante Convivere, funzionare assieme in un unico organismo, non significa eliminare le barriere; che al contrario sono necessarie.
* Compartimentazione, razzismo e sfascismo
§ § §
21 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Iannuzzi “Dopo il folle gesto di Modena si chiede di nuovo più repressione e sicurezza: nessuno si interroga mai sulle cause”
Da studente di medicina rimasi sorpreso di come e quanto il corpo umano sia compartimentalizzato. Dalle grandi sierose alle creste mitocondriali, è una successione serrata di membrane, setti, barriere. I passaggi sono regolati, talora impediti; ciò non causa danni ma armonia; è quando non avviene che compaiono i guai. E’ così anche per i gruppi umani. Se come ordinato da poteri forti si travasano e si mescolano gruppi etnicamente lontani tra loro, sono da attendersi scompensi, miscele esplosive, e anche manine con lo Zippo, dietro alle cantilene sul volersi bene.
Lasciamo perdere Salvini coi suoi petardi. “Nessuno si interroga mai sulle cause”. Accade che anche i magistrati lo facciano, in maniera sofisticata: esaltando a dismisura cause prossime per occultare la trave delle cause prime, dovute a poteri intoccabili. Appare lo stiano facendo anche per il piccolo Domenico, che è stato ucciso togliendogli il cuore; la magistratura non considera come dovrebbe se fosse lecito toglierglielo, nonostante ci siano lampanti evidenze che questo sia uno dei casi – descritti in riviste specialistiche – di trapianti immotivati e nocivi giustificati manipolando ad arte l’assistenza medica. Arzigogola invece sul susseguente disastro del mancato impianto e sulla macabra farsa di un ulteriore cuore. Si perpetua così, rafforzandola, una narrazione ingannevole, deleteria, sui trapianti di cuore pediatrici. Parlare tanto delle cause derivate per servire il motore immobile, i voleri del trono.
§ § §
vedi anche: