La raffinazione della paura

2 October 2018

Estratto da Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti: le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciumeLa medicina sotto la presidenza Mattarella, 10 ottobre 2017:

Il giorno prima della spazzatrice quirinalizia i media hanno riportato che il procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi ha testimoniato davanti alla commissione parlamentare sulle attività illeciti connesse al traffico di rifiuti che “Brescia è la nuova Terra dei Fuochi” (3). In effetti anche a Brescia opera la raffineria giudiziaria che separa, distillandole, le due componenti: il contrasto all’inquinamento e l’allarme per la salute. L’inquinamento illecito dovrebbe essere prevenuto, stroncandolo sul nascere, e represso energicamente, come fattore di degrado e come reato di pericolo. L’allarme non dovrebbe essere eccessivo, al di là dei fatti e con l’invenzione di meccanismi di cancerogenesi lampo e indipendenti da livello e natura dell’esposizione; né con scenari apocalittici. Rispettando il dovere di informare correttamente si eviterebbe l’effetto di spinta del pubblico verso il corrotto sistema di creazione e cattura di pazienti per l’industria; e l’alimentazione del circolo vizioso paura-sovradiagnosi-incremento di incidenza (4).

Una volta separate, le due componenti vengono trattate in maniera opposta. Opposta tra loro e opposta a ciò che dovrebbe essere. Il contrasto reale all’inquinamento è fiacco; nessuna prevenzione, tanto bau bau ma sostanziale impunità. Mentre l’allarme sugli effetti cancerogeni sulla popolazione viene gonfiato a dismisura, in modo da favorire il business delle bonifiche e quello dell’industria medica. Magistrati a giornalisti fanno da battitori, spingendo la selvaggina nelle fauci dell’industria medica (4) e stendendo un tappeto rosso al business delle bonifiche. L’omissione di variabile nel modello, la variabile degli effetti perversi degli allarmi esagerati e falsi, non è colposa: il contrasto efficiente e implacabile è quello verso chi svela lo schema. A2A, riporta la stampa, sarebbe indagata. Ma guardie e ladri si trovano d’accordo nel colpire e screditare chi mette a rischio il falso modello, generatore di profitti, che insieme rappresentano.

26 settembre 2018

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Commento al post di E. Salvato “M5s, ex senatore devolve assegno di fine mandato a una ricerca sulla mafia al Nord. “‘Ndrangheta sempre più infiltrata”

La paura è un mezzo semplice ed efficace per ottenere consenso e potere; inducendo comportamenti del pubblico, è denaro. Politici, e magistrati, tendono a raffinare la paura, redditizia, che conviene aumentare, separandola dalle soluzioni che vadano contro grandi interessi e conviene fare ristagnare. Un allarme può essere una chiamata alle armi; o un avviso a trovare rifugio sottoponendosi a un protettore. Lo studio di un fenomeno criminoso può essere volto a reprimerlo; o a propagandarlo per speculare sulla paura. Es. allarmi e studi sulle discariche illegali possono essere volti a spingere a interventi oncologici dannosi facendo figurare epidemie di cancro. La mafia può essere studiata per annientarla, e avere cittadini così liberi sia dalla soggezione alla mafia sia dalla necessità di trovare protezione da essa; o per mantenerla come spauracchio che permette alle istituzioni di ottenere sottomissione e consenso, e di avere un paravento dietro al quale essere complici in grandi affari illeciti di altro genere. A giudicare dal comportamento, a mio parere esso stesso da includere tra gli argomenti di studi del genere, di prefetti, questori, comandanti dei CC e altri che al Nord e al Sud dipendono dal ministero dove Gaetti è sottosegretario, temo che la donazione sia espressione del finto populismo che è stato avvicendato alla finta sinistra nel servire i poteri forti. Poteri per i cui affari la mafia al Nord è un eccellente diversivo e alibi.

@ Riccardo Orioles. Orioles considera di ammorbidire le sue posizioni contro i grillini; cosa non difficile, perché con la sua difesa da molosso del pensiero comodo è già della stessa famiglia. Per lui è lampante: quando uno fa una cosa in sé buona non può essere che buono, e le conseguenze non possono essere che buone. Soprattutto in un ambito privo di ambiguità come i rapporti tra Stato e mafia. Si onori quindi, come comanda Orioles, Gaetti; il vicecapo del Viminale, già leghista bossiano, che a sentire Fabio Repici sulla mafia si è dimostrato essere su posizioni singolarmente coincidenti con quelle di Saro Cattafi, presentando interrogazioni parlamentari che sembrano scritte dalla stessa penna di un altro massone, avvocato, imputato per concorso esterno, e dagli annessi servizi. Da quel che so io, la tradizione del ministero dell’interno di lavorare per massonerie di alto bordo e relative operazioni piduiste non è venuta meno con l’insediamento dei leghisti di seconda generazione. Ma cosa aspettarsi da uno come me che Orioles col suo fiuto e il suo rigore euclideo nel 2015 su questo blog ha classificato come mafioso siccome critico l’antimafia. Con questo pubblico e questi analisti, i 40000 euro sono stati ben spesi, e la mafia ha i giorni contati.

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19 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Rifiuti, i bambini più in pericolo sono quelli del Nord. Salvini, se vuoi salvarli spegni gli inceneritori”

Dal mio punto di vista, che guarda agli aspetti medici con le relative frodi, i due litiganti non sono così distanti tra loro come sembra. Ogni volta che vado a piedi a comprare il pane a Brescia, senza eccezioni qualche mezzo della spazzatura di A2A mi offre uno spettacolino, a volte a distanza ravvicinata e ostentatamente senza necessità; spesso con la staffetta di una o più auto dei CC o della PM, più raramente della PS. L’esibizione costante e prevedibile mi conferma nella riflessione che i rifiuti in sé non siano la cosa più zozza nel poliedrico affare rifiuti (v. 1-3; sul mio sito). Sono d’accordo sui maggiori pericoli, finora, per i bambini del Nord; per l’inquinamento, ma soprattutto per l’industria medica, col suo ‘saturation advertising’ che grida alla pestilenza da inquinamento ed è omertoso sulle sovradiagnosi. Concordo anche sulla continuità tra la “Terra dei Fuochi” campana e quella bresciana; ma nel senso della continuità del copione; e della continuità del malaffare tra la camorra nella Campania povera, con le retrostanti istituzioni “deviate”, e i comitati di grembiulini, tonache, toghe e divise dietro alla facciata rispettabile nella Brescia dalla fame inestinguibile.

1 SOS cancro nei bambini e sovradiagnosi

2 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

3 La raffinazione della paura

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30 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Caso Magherini, Cassazione: “Carabinieri assolti perché non potevano prevedere la sua morte””

Senza la circolare del 13 marzo 2014 i Carabinieri, arma istituita il 13 luglio 1814, non sanno come fermare correttamente, essendo in 4, un agitato. I magistrati oltre che all’insostituibile funzione neurocognitiva delle circolari hanno creduto a un’entità di comodo come la “excited delirium syndrome”. Quando ci sono di mezzo grandi interessi il discernimento di magistrati e poliziotti corre su una scala logaritmica, potendo variare nel giro di qualche riga dalla zappa al microtomo, da Giufà o Gioppino alla logica di Frege e alla sensibilità di Proust. Per chi ha l’uso legale della violenza, di spada o di penna, l’ignoranza su quello che fa non può essere una scusante.

L’ignoranza che favorisce grandi interessi illeciti la vedo esercitare dai magistrati su questioni di sanità. Es. andrebbe loro mostrato come lo screening su minori per cancro della tiroide dopo l’incidente nucleare di Fukushima ha portato a fare emergere e sovradiagnosticare come cancro serbatoi di lesioni noncliniche e subcliniche, innocue, con “un peggioramento anziché un miglioramento della salute”*. Perché non possano poi dire che ignoravano che oltre all’inquinamento anche l’allarme su di esso ha pericoli, antropogeni, e può essere illecito; e nel dare forza alle paure su “terre dei fuochi” non ignorino l’interesse criminale miliardario, accertato, a estrarre falsi cancri dai serbatoi nonclinici a fini di profitto.

*Bauer et al, Morris. JAMA, Otolaryngology–Head & Neck Surgery, 29 nov 2018.

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16 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Cellulari, Tar del Lazio obbliga i ministeri a fare informazione su rischi connessi al loro uso: “Campagna entro 6 mesi””

Suggestio falsi e suppressio veri. Si pompano e si agitano babau che spingono verso l’industria del cancro e si sopprime l’informazione sui pericoli di tale industria, come il rapporto svantaggioso rischi/benefici negli screening di massa. Non vedremo un’ordinanza che obblighi a informare, nell’invitare il pubblico a iniziative come “Race for the cure”, della falsità e della pericolosità per la salute dei messaggi delle campagne pelose della Komen sulla mammografia*. Tra l’altro, quelle sono radiazioni che invece il cancro possono provocarlo davvero. Pierino lavora per il lupo. I politici lavorano come lobbisti per gli affari illeciti del big business biomedico. Mentre i magistrati, come è già avvenuto nel caso Stamina **, dove pure il TAR del Lazio si è distinto, abusano del potere dello Stato lavorando come propagandisti per gli stessi affari illeciti.

*Woloshin S Schwarts LM. How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345:e5132. **Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

Rino: Un boss di Vodafone, Tre, Wind, TIM, Samsung, Huawei, Nokia, Apple non avrebbe potuto rigirarla meglio la frittata.

@ Rino. Subito dopo avere postato, la connessione internet di Tim è caduta. Ora sono connesso con Iliad in tethering. Telecom mi fa pagare 60 euro al mese di adsl per una connessione lentissima, riservandosi la facoltà di tagliarmi del tutto la connessione quando le gira. Non so ancora se il blackout è per un guasto o per ciò che ho postato ieri sul mio sito, sulla codardia, a proposito dei CC, dei magistrati e del loro comune “commander in chief”. Ho lo smartphone, economico, proprio come backup per i boicottaggi di Telecom. Non sono iscritto ai social. Non uso whatsapp. Considero la corsa feticistica agli smartphone una distorsione di rilevanza etnopsichiatrica. Raccolgo articoli sull’uso degli smartphone nelle frodi mediche, e sulle responsabilità delle ditte produttrici di smartphone. Credo che andrebbero maggiormente riconosciuti e discussi i lati negativi della rete. E che una magistratura onesta dovrebbe indagare TIM per il mobbing e boicottaggio nei miei confronti. Invece i “boss” delle compagnie telefoniche spadroneggiano, grazie alla corruzione dei poteri dello Stato. E grazie a quelli come te, che non si sa se per indole o perché pagati, sono sempre pronti a gettare fango su chi non accetta la disinformazione; come offesi che venga messo in dubbio il loro acume per avere composto il disegno, del quale insieme a questi magistrati vanno così fieri, ottenuto unendo lo schema coi puntini numerati fornito da potenti associazioni a delinquere.

samsungtimkomeninsieme

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18 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Terra dei Fuochi e Lombardia, mal comune ‘sommo gaudio’ per chi le governa”

Seguendo il costume diffamatorio lanciato da Burioni, Marfella chiama “medici no-tox, pericolosissimi e antiscientifici” quelli che sollevino dubbi sulla natura causale della sua asserita correlazione tra eccessi di diagnosi di cancro e inquinamento. Identificare la correlazione con la causalità è non da medici ignoranti, ma da ignoranti tout court (1).

Tra gli sfaceli causati dalla mafia – e tra i motivi per i quali non viene eliminata – c’è che dicendo di contrastarla ci si pone nella posizione migliore per praticare affari affini. L’antimafioso scienziato poi ha la doppia aureola. Ma attribuire l’incremento di diagnosi del cancro della tiroide solo a Carmine Schiavone nascondendo l’allarme mondiale su come sia facile sovradiagnosticarlo, tanto che si vuole togliergli il termine ‘cancro’ per casi comuni, è più una prosecuzione che un contrasto dell’opera della camorra. Giusto parlare della cancerogenesi chimica. Ma limitarla all’inquinamento ambientale tacendo dei cancerogeni nei prodotti di consumo, es. la correlazione col cibo industriale dei supermarket (2), è da “medici miasmatici”, che descrivendo il cancro come una fatalità impalpabile spingono la gente verso le frodi dell’oncologia e coprono responsabilità di commerci legali nell’esposizione a cancerogeni.

1 Utts J. What Educated Citizens Should Know About Statistics and Probability. The American Statician, 2003. 57: 74.

2 Fiolet T. et al Consumption of ultra-processed foods and cancer risks. BMJ, 2018. 360: k322.

@ Antonio. Le segnalo i paragrafi 4 (significatività statistica) e 9 (variabilità) dell’articolo sull’alfabetizzazione statistica. Di quello di cui parla “solo lei” si parla sempre, gonfiandolo all’inverosimile: l’inquinamento ambientale, elevato a causa unica e infinitamente potente di cancro. Di altri fattori si tace, e li si nasconde: la correlazione alimenti industriali/cancro; la sequenza allarme cancro/sovradiagnosi. Un recente lavoro mostra come l’incidente nucleare di Fukushima abbia causato alle tiroidi di minori, via allarme, sovradiagnosi di cancro, e non come si temeva cancri da radiazioni. Lei dà per certo che il criminale abbandono di materiali medici radioattivi stia facendo una strage; non dice nulla sui danni certi da radiazioni a bruciapelo da esami radiologici facili. Uno studio mostra come le TAC nei bambini triplichino il rischio di leucemia e tumore al cervello. Un sospetto di cancro indotto dai suoi allarmi sregolati può trasformare un bambino sano in un malato di cancro autentico da radiazioni mediche.

Lei si fa un vanto del gridare; ma in Italia i toni forti si usano per le fogne che stanno in basso, facili da riconoscere, come la criminalità. Contemporaneamente ci si mette a disposizione delle fogne che stanno in alto, legali e riverite. Legga Gigerenzer, tedesco, noto scienziato cognitivo e statistico, che riporta la sua furiosa litigata con uno stimato dentista per evitare una “banale” radiografia alla figlia (Risk savvy. How to make good decisions).

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4 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Martucci “Elettrosmog, una nuova sentenza lo riconosce come concausa di tumori. E intanto Bruxelles blocca il 5G”

Esistono in campo medico delle fake propagandistiche, volute dall’alto, che a diffonderle si fa carriera (e a contrastarle si sperimenta la mafia di Stato). L’avvocato Conte, oggi premier, o almeno triumviro, difensore di Stamina. L’avvocato Bonafede, già sostenitore dei tumori da cellulari (la sentenza di Firenze) oggi guardasigilli. Per non parlare dei magistrati. Ieri hanno sospeso dal servizio cinque agenti della polizia penitenziaria per avere suonato al matrimonio pacchiano di un camorrista. Anche il capo del ministero della giustizia e i magistrati che dovrebbero assicurare la giustizia fanno lavoretti di trombettieri trash e incompatibili col loro ruolo, creando false paure su una ubiquitarietà del cancro che favoriscono il business oncologico (mentre si tace sui pericoli reali e accertati, come gli effetti cancerogeni delle radiazioni, molti ordini di grandezza più energetiche, delle montagne di esami radiologici non necessari). Trombettieri ad un livello superiore, e dalle conseguenze più nefaste di quelle dei musici della penitenziaria che si barcamenano come il secondino cantato da De André.

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10 ottobre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Bari, inquilini morti in palazzo vicino a una discarica. Il giudice non archivia e ordina ai pm di indagare ancora: “Non c’è prescrizione” “

Il rimpallo di false rappresentazioni della malattia tra medico e paziente è stato chiamato “pas de deux” (Malleson). Anche magistratura e “scienza” ballano assieme, e amplificano concezioni false e dannose scambiandosele. Come questa “teoria miasmatica del cancro”; per la quale il cancro avrebbe modalità di diffusione somiglianti a quelle degli avvelenamenti acuti. Questi casi mediatici contrastano con la “firma epidemiologica” del cancro (definita trattando delle sovradiagnosi, causa reale di picchi di incidenza del cancro*; che “scienza” e magistrati concorrono nell’occultare). Il cancro da agenti ambientali ha firma diversa, se non in casi particolari, es. alcune esposizioni ravvicinate all’amianto; e anche lì con latenze lunghissime. “La giurisprudenza chiama ma la scienza non risponde” secondo un magistrato, a proposito dell’assoluzione di De Benedetti per i morti da amianto. Questi procedimenti, simili alle “sentenze suicide” con le quali si mandavano assolti i fascisti nel dopoguerra, sono “ a pera”: una base larga, mediatica, che manda un messaggio di paura convincente ma falso; l’inconsistenza poi restringerà il caso nei gradi successivi fino al “liberi tutti”. Risultato: l’inquinamento diffuso come causa reale di cancro resta incontrollato e impunito; l’allarme così alimentato spinge verso l’estensione – in particolare al Sud – delle lucrose frodi di massa dell’oncologia*.

*Welch et al. Epidemiologic Signatures in Cancer. NEJM, 3 ott 2019.

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16 ottobre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Lo scorretto smaltimento dei rifiuti industriali continua ad avvelenarci. Serve la tracciabilità!”

L’economia green che Marfella auspica si basa non sulla riduzione ma sullo sfruttamento, pilotato, dei danni del consumismo e dell’inquinamento. Le cure per il cancro da 450000 euro a paziente sono una sua manifestazione. E’ un’economia a circolarità artificiosa e perversa: ottenuta tramite una continua deviazione. Tramite l’asimmetria dei messaggi e degli interventi, come il vogatore che spinge su uno dei due remi e tiene in acqua l’altro. Da un lato gli effetti cancerogeni di agenti ambientali sono presentati come avvelenamenti acuti, inventandosi scenari da peste del ‘300; dall’altro si tace e si censura, more mafioso, l’aumento di incidenza di cancro e altre malattie che è accertato essere dovuto alle sovradiagnosi; verso le quali si spinge, con lo spauracchio della peste da rifiuti. I suoi amici magistrati, che come dice Marfella si rendono conto, si rendono conto di dove il padrone vuole si attacchi il cavallo, sono operosi sia nel contribuire al clamore per spingere la selvaggina verso i reparti di oncologia per cure i cui standard etici, quanto a efficacia e dannosità di ciò che viene venduto a “extortion price”, non sono migliori di quelli di inquinatori e camorristi*; sia nell’assolvere gli inquinatori a scarmazzo ottenuto; sia nell’eliminazione di chi osserva che i volenterosi rematori della galera liberista stanno tirando all’impazzata i remi di un bordo e tenendo fermi quelli dell’altro.

*Cancer drugs, survival, and ethics. BMJ, 2016. 355:i5792.

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Blog de Il Fatto

14 gennaio 2020

Commento al post di M. Martucci “Cellulare e tumori, una sentenza conferma il nesso. E ora la posta in gioco è sempre più alta

Il settore biomedico è il più corrotto (Braithwaite, Gotzsche); la medicina, col suo potere persuasivo come pratica antropologica e l’intricato versante tecnico rende facile e sicuro nascondere danni reali e inventarne di falsi. Non si dice al pubblico del previsto “tsunami of iatrogenic harm” (Mandrola) da app mediche degli smartphone*; mentre si agita un rischio cancro aiutando così sia le sovradiagnosi di cancro a fini di lucro, sia interessi extramedici.

Impressiona come e quanto i magistrati siano partecipi. Es. a Brescia e Torino oltre a decretare un nesso cellulari-neoplasie sono già stati determinanti per Stamina, la truffa pro Pharma**, modulando il loro intervento massimizzando l’effetto disinformativo a danno della tutela della salute e coprendo le spalle ai responsabili istituzionali.

Disgustato, anche dalla promiscuità dei magistrati, mi rifugio nelle letture sulle buone pratiche di ricerca. Ma non c’è scampo: il libro di A. Field ‘An adventure in statistics’, Sage 2016, considera la sentenza nostrana sul cancro da cellulari -“In October 2012 Italy’s highest civil court supported Innocente Marcolini’s claim…. “ – per spiegare il metodo scientifico. Come esempio negativo. Il nesso che la nuova sentenza conferma è quello tra magistrati e medicina fraudolenta.

*I’m a Heart Doctor. Here’s Why I’m Wary of the New Apple Watch. Medium, 17 Set 2018.
**Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

bobovitz: “Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale”
Sinceramente, hai mai pensato di consultare uno bravo?

@ bobovitz. Un modo per vendere un prodotto che non funziona è raffrontarlo con uno ancora peggiore. Ciò è stato fatto per le promesse miracolistiche sulle staminali ufficiali, facendo spuntare e crescere versioni cialtronesche di cure miracolose con staminali; in USA si sono registrati tanti casi. In Italia abbiamo avuto Stamina. Non credo che uno psichiatra onesto considererebbe questa tesi motivo per intraprendere cure. Stamina è stata lanciata a Brescia dal più grande ospedale pubblico, sede universitaria, della regione modello per la sanità; essendo il rettore dell’Università di Brescia, Pecorelli, presidente dell’ente per il controllo scientifico dei farmaci, l’AIFA. Forse uno bravo vedrebbe comportamenti psicotici nelle istituzioni responsabili. Lasciando da parte la psichiatria, “tu sei matto” è l’argomento dei borsaioli colti in flagranza.

bobovitz: Vedo che non hai seguito la vicenda Stamina (o l’hai seguita ma non l’hai capita), motivo per cui passo oltre.

@ bobovitz. Capire una truffa è decostruirla e ricomporla (ci si riesce se si possiedono sufficienti conoscenze sul merito e le circostanze). Il primo passo è proprio non accettare la storia che presenta. Storia che a volte ha più di un livello. Es. non credere all’imbonitore che per accattivarsi la fiducia sbugiarda, dicendo il vero, un astante che in realtà è il suo compare. Ma queste cose non le devo certo spiegare a te.

15 gennaio 2020

Commento al post di L. Gaita “Cellulari e tumori, gli scienziati discutono su sentenza. Polichetti (Iss): “Studi non sufficienti per un verdetto così”. L’Isde: “Nessun stupore””

Uno dei criteri classici di causalità in epidemiologia (Bradford Hill) è la presenza di correlazione dose-risposta. Es. più sigarette si fumano più aumenta il rischio di cancro del polmone. Qui abbiamo, nella comunicazione al pubblico, una correlazione inversa. Si tace degli effetti cancerogeni accertati da radiazioni EM ad alta energia, quelle da TAC*, ionizzanti, capaci di alterare il DNA; e della insufficiente attenzione a questo pericolo nel prescrivere esami radiologici**. Mentre si cerca a tutti i costi di fare figurare un simile effetto, nonostante l’evidenza cercata e non trovata, delle radiazioni a bassa energia. L’inversione della correlazione dose-risposta può essere considerata come indice di disinformazione. Qui è associata al silenzio anche sui danni autentici da cellulari, quelli iatrogeni da app mediche***. Quel che è peggio alimenta l’allarmismo che favorisce le lucrose sovradiagnosi di cancro. Mette la credibilità delle sentenze al servizio del perverso marketing biomedico; e scredita una magistratura già collusa rispetto ad una ricerca biomedica che il business, dopo averla resa strumento di frode, vuole sia riconosciuta come supremo legislatore e suprema magistratura.

*Overall Cancer Incidence 24% Greater for Those Exposed to CT in Childhood or Adolescence. BMJ, 2013.
** Personalized and Conscientious Medical Imaging. To Image or Not to Image. Jama, 2017.
*** Artificial Intelligence Is Rushing Into Patient Care—And Could Raise Risks. Sci Am 2019.

18 gennaio 2020

Commento al post di P. Gentilini “Cellulare e tumori, la sentenza di Torino è una pietra miliare. Per me una boccata d’aria”

Gli ideali vanno a male, e il liberismo accelera la putrefazione. Es. da Gramsci a Renzi. Gotzsche, parlando della degenerazione della Cochrane, da lui cofondata e che oggi l’ha espulso, riporta come ogni singola ONG crescendo finisca con l’operare in maniera diametralmente opposta ai fini per cui fu fondata. Da Tomatis – pure lui cacciato da ciò che fece grande – che combatté la cancerogenesi da prodotti industriali, ai “medici per l’ambiente” che non fanno pulizia in casa propria, la medicina, ma usano l’inquinamento come spauracchio per aumentare la sporcizia domestica delle sovradiagnosi di cancro. Il livello di conflitto di interesse e di corruzione in medicina è da non credere, dice Gotzsche nel descriverlo. Ma magistrati che parlano di conflitti di interesse qui mi ricordano, oltre a Manzoni “a giudicare per induzione, e senza la necessaria cognizione dei fatti, si fa alle volte gran torto anche ai birbanti”, Iago che dice a Otello “Guardatevi dalla gelosia, mio signore”: ne osservo da anni gli interventi in campo biomedico, e posso mostrare come nelle operazioni di suggestio falsi e suppressio veri a favore del business biomedico ci si tuffino e ci sguazzino. Anche in questo caso, dove mentre si dice di opporsi alla corruzione ci si arrampica sui vetri per lanciare un allarme inconsistente che favorisce le sovradiagnosi di cancro e depista dai cancri veri da radiazioni ionizzanti da esami radiologici e dai danni iatrogeni da app biomediche degli smartphone.

@ Valter Fiore. Lo spiega es. il cardiologo Mandrola*, che in precedenza ha definito uno “tsunami of iatrogenic harm” gli effetti da attendersi da app mediche. V. anche Artificial Intelligence Is Rushing Into Patient Care—And Could Raise Risks. Sci Am 2019.

E sui cancri dalle radiazioni ionizzanti delle TAC non necessarie? La testimonianza giurata di non conoscenza da parte di una persona competente come lei è effetto dell’impostazione commerciale, che fa intraprendere e diffondere le cosiddette ‘fishing expeditions’ per acchiappare una pagliuzza essendo omertosi sul pilone da viadotto appenninico.

*I’m a Heart Doctor. Here’s Why I’m Wary of the New Apple Watch. Medium, 17 Set 2018. Screening for Atrial Fibrillation Comes With Many Snags. JAMA, 7 ago 2018.

@ Valter Fiore. I wearables e la relativa disinformazione aggiungono, sfruttando la ‘gizmo idolatry’, un ulteriore livello di generatori di sovradiagnosi e quindi di danni iatrogeni alla salute; la cui responsabilità piuttosto che agli ipocondriaci va addossata agli organi regolatori, e a chi ne intasca i benefici, medici “scocciati” inclusi. Le CT scan inutili non sono solo uno spreco. Causano malattia e uccidono, per cascade effects da incidentalomi e anche per effetto diretto provocando cancri. La medicina difensiva è una scusa, e un illecito*, per giustificare gli interessi di lucro di una medicina che è tutta privata, nelle impostazioni e nella dottrina: anche la medicina pubblica oggi è il terminale pubblico di una medicina privata. Le indicazioni e le prassi sono dettate, complici i politici (e magistrati), dal business; che ne raccoglie i profitti, anche indebiti, tramite il prelievo fiscale**. Da qui la recente simpatia per la medicina “pubblica” dei pescecani del business biomedico. “Fishing expedition” in biomedicina è un termine dispregiativo che indica il cercare di produrre risultati a tutti i costi; con mezzi scorretti come l’abuso delle subgroup analysis e il p-hacking. Lei applica la comune confusione tra exploratory e confirmatory research, che è come fare passare la raccolta di voci su eventuali reati per il verdetto di condanna della Cassazione.

*V. La medicina difensiva come scusa e come illecito.

**V. Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte.

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5 febbraio 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Gaita “Terra dei fuochi, il pm: “Dalla politica decenni di gravi omissioni, ma i reati sono prescritti”. Il legale: “Qui i bimbi muoiono, indagate” “

Credo ci siano diversi strati di equivoci. Si spinge per togliere le prescrizioni mostrandone effetti. Sono un profano di cose giudiziarie, ma mi sembrano ragionevoli le parole dell’ex magistrato Turone su Il Fatto di ieri: togliere la prescrizione potrebbe indurre ad andare verso un maggiore freno all’illegalità. Viene però ignorato che i magistrati tendono a favorire il potere, quando questo è molto forte. Anche senza prescrizione non sarà loro difficile servire, nei mille modi possibili, i don Rodrigo alla cui mensa siedono come il podestà che avrebbe dovuto rendere giustizia a Renzo.

Alla gente viene fatto credere che l’allarme Terra dei Fuochi sia contro gli abusi del potere. In realtà è voluto dal potere, ed è, nelle forme che ha preso, la prosecuzione criminale degli sversamenti*. Allarme significa bonifiche, e business oncologico a danno della salute*. Ha così luogo un processo di raffinazione: le responsabilità, che devono restare impunite, sono separate dalla paura, che va alimentata e attizzata. Il comportamento della magistratura, come quello delle forze di polizia e della politica, e dei santimoniosi predicatori con la tonaca o il camice bianco, sugli allarmi inquinamento, è più facilmente spiegabile con questo modello senza poteri buoni che con la panzana, alla quale sarebbe meglio smettere di credere, dei paladini delle forze del bene contro i demoni delle forze del male.

*La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide.

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17 maggio 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Troilo “Eutanasia, la battaglia non si ferma: Mattarella ha trasmesso una lettera al ministro D’Incà”

Invece di credere alle lusinghe su quanto saremmo disciplinati e coraggiosi, sul nostro condurre “battaglie” come questa per l’eutanasia, dovremmo riconoscere che siamo guidati nei nostri pensieri dalla paura inconsulta. Meglio, tramite la paura inconsulta. Mediante la quale veniamo spinti ad affidare la nostra sorte ad autorità alle cui decisioni ci abbandoniamo come da bambini ai nostri genitori quando eravamo spaventati. Ci stiamo suicidando economicamente, e anche fisicamente, obbedendo alle regole orwelliane che dovrebbero salvarci la vita dalla peste; rinunciando inoltre a quella dignità di vita che crediamo di rivendicare essendo indotti a chiedere – contemporaneamente – di essere abbattuti per paura di soffrire.

La paura è in certa misura naturale e sana. Ci porta a proporzionate misure di prevenzione contro le infezioni. Ci porta a rifiutare l’accanimento terapeutico a fine vita o in condizioni di vita meramente zoologica. Ma la paura blu, il terrore, ci spinge ad atti controintuitivi che ci danneggiano. Acclamiamo il raddoppio dei posti di terapia intensiva vantato da Speranza per il Covid, che causerà quell’accanimento che temiamo*; e che crediamo ci verrà evitato con l’eutanasia, che invece aumenta ancora la discrezionalità di vita e di morte, a seconda dell’interesse del business medico*, su di noi.

* The Urge to Build More Intensive Care Unit Beds and Ventilators: Intuitive but Errant. Ann Int Med, 7 maggio 2020. E sua bibliografia.

@ rolfo56. Neppure io ti capisco quando scrivi che il dolore può essere trasformato, sempre, anche quando intollerabile, in occasione di crescita spirituale. E non si tratta di idioma. Mi ricordi il prete che in Ricomicio da tre dice che anche perdere una mano non va visto come un castigo ma come un dono; Troisi gli risponde che i preti esagerano sempre. Quello che voglio dire è che bisognerebbe affidarsi meno alle opposte retoriche, la clericale e la “laica”, entrambe altisonanti e superomistiche. E guardare di più a fattori reali come gli interessi economici e di potere, la paura, l’uso della paura da parte dei grandi interessi, e il merito tecnico delle scelte sull’inserire e lo staccare la spina.

@ rolfo56. Anche questo basare valutazioni etiche e legislative generali su vividi casi singoli riportati dai media, che porta alla distorsione detta ‘identifiable victim effect’ (molto sfruttata, anche nell’emergenza Covid), andrebbe superato. Dei “numeri” tanto citati, cioè delle statistiche, dei dati di popolazione aggregati, si sottovalutata, soprattutto in campo biomedico, e anche bioetico, sia la capacità di ingannare, sia la capacità di correggere false impressioni e inganni a favore della pietà, compassione e solidarietà usandoli correttamente.

 @ rolfo56. A me sembra di avere colto dove vuoi andare a parare; anche perché l’argomento del dolore come “occasione di crescita”, per quanto astruso è in libera circolazione, dato lo spazio di cui il clero dispone sui media. E’ anche usato dal marketing biomedico: es. la sezione Salute del Corriere della Sera ha una rubrica fissa che si intitola “La malattia come opportunità”. Un argomento ripreso anche dalla Società Italiana di Pediatria, che a mio parere nel farlo ha debordato dai suoi compiti a spese dei suoi doveri. L’estetizzazione dello stato di malattia è uno dei figli malati dell’attuale matrimonio d’interesse tra business medico e Chiesa. Una nota saggista, con diagnosi di cancro della mammella, ha scritto contro queste tecniche di vendita avvilenti e disoneste: Ehrenreich B. Smile or die. How positive thinking fooled America & the world. Granta, 2010. Da noi c’è la versione pretesca; che ha affinità con l’esaltazione tramite mortificazione del corpo del misticismo medievale, e con la lugubre retorica fascista. Gli intendimenti di questa glorificazione interessata del dolore degli altri, l’aberrante spacciato per elevato, penso di averli compresi.

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31 maggio 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Casula e A. Tundo “Ilva, maxi-condanne nel processo Ambiente Svenduto: 22 anni a Fabio Riva, 20 a Nicola. Ventuno per Archinà, 3 anni e 6 mesi a Vendola”

@ Daniele Mainardi. Credo anch’io che sarà la solita farsa con una diluizione progressiva delle pene fino al loro annullamento o quasi. E che le clamorose pesanti sentenze in primo grado poi ritirate siano politiche – e propagandistiche – il fine non essendo la giustizia. Credo inoltre che vi sia, in questa generale prassi di condanne clamorose iniziali per inquinamento che finiscono in poco o niente, la disposizione a fornire quella che ho chiamato “la raffinazione della paura”. Una raffinazione nella quale la paura e il danno vengono separati; il regime di danno favorevole al business viene mantenuto, mentre la paura ottenuta viene impiegata in altre lavorazioni. Che aggraveranno il danno che si fa mostra di voler reprimere denunciandolo e condannandolo per finta. Qui gli affari di industria e finanza sull’acciaio verranno protetti, una volta raffinata e sparsa nell’aria la paura da inquinamento, che è materia prima per l’industria e la finanza biomediche, spingendo verso le sovradiagnosi e i sovratattamenti, i cui danni* sono tenuti occultati con sistemi piduisti tramite gli stessi poteri che gridano all’ambiente svenduto.

Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato.
La raffinazione della paura.
*Brownlee, Korenstein. Better understanding the downsides of low value healthcare could reduce harm. BMJ, 23 marzo 2021.

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1 agosto 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di Greepeace “Cosa cambia per la giustizia climatica dopo la storica sentenza della Cassazione contro Eni”

“Una volta tanto i cittadini devono aver dovuto esclamare, con convinzione non retorica: «Piove, governo ladro!». Gli studiosi di psicologia popolare ne tengano conto per la storia della fortuna dei motti e dei proverbi più diffusi.” Gramsci, 1918.

Attribuire addirittura drastici cambiamenti del clima a singole imprese è in primo luogo ridicolo. Questo è uso propagandistico del potere giudiziario. A favore dell’agenda del potere. Le potenti imprese “trascinate” sul banco degli imputati saranno assolte* o comunque non subiranno gravi colpi (e le loro magagne vere, danni alla salute da agenti chimici compresi, resteranno coperte e impunite). Passato il teatro, rimarrà il messaggio*. E ciò che giustifica, il regresso materiale e morale del Paese.

Non si sarà “giustizia climatica”. E si ridurrà ancor più la giustizia reale: i magistrati servendo questi ideologismi fintoprogressisti, facendo gli acchiappafarfalle in devozione ai poteri forti**, avranno un alibi in più per lasciare mano libera agli illeciti veri dello sfruttamento.

La raffinazione della paura

** Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura

@ ciccio balloccio: Avete appena cominciato e già dite di essere stati fraintesi.

@ ciccio balloccio: C’è tutto da fraintendere. Schematicamente, back of the envelope, bisogna fare il salto logico di attribuire la colpa degli asseriti effetti nefasti della combustione non a chi la usa ma a chi vende il combustibile. Sottrarre alle emissioni così attribuite alle aziende la quantità accettabile; ricordando che l’energia è il principale tra i mezzi materiali che allontana dalla condizione animale (mentre si vogliono impoverire e appiedare le persone comuni, non si parla di ridurre il fabbisogno di energia con stili di vita sobri); porre il risultato al numeratore, con al denominatore le emissioni totali. Calibrare una curva emissioni-danno. Dimostrare che il contributo addossato all’azienda spacciatrice fa una sostanziale differenza, posto che si abbia una tale risoluzione. Etc. Ricorda il numero circense dei piatti su bastoncini su un monociclo. E anche altri numeri.

In realtà, si impone la tesi della catastrofe climatica; la si puntella ricompensando cordate di esperti, media, magistrati. Ci sono quelli come te che mettono in bocca a chi critica versioni caricaturali. Ai dissidenti il lysenkismo liberista applica la character assassination*. Coi magistrati che corrono in soccorso ai censori.

*The Cancellation of Professor Norman Fenton: Climate and Covid Dissident. T Doshi, 25 giu 2025

@ ciccio balloccio: Magari i petrolieri hanno altre, reali, colpe: ma non c’è un numero, o meglio un solo valore di una grandezza fisica, neppure un indice surrogato, in questa crociata contro i “responsabili di grosse quantità di emissioni”. Per essere alfieri della Scienza, praticate una strana concezione del quantitativo. “L’intera comunità scientifica”; per forza, chi dissente viene cancellato (v. Fenton ,cit.). Avete un modo di contare il “consensus” scientifico alla Johnny Stecchino: “Avvocato, questa cosa la sappiano in tre. E questi tre siamo io e Maria”.

@ ciccio balloccio: Gli americani sapevano del deserto che avrebbero fatto sganciando le atomiche. Dai calcoli degli scienziati; che nonostante fossero scienziati tosti, anzi proprio per questo, fecero un test di verifica, ad Alamogordo. Sul Titanic gli ingegneri navali sapevano che la nave sarebbe affondata, date le falle in troppi compartimenti stagni; un’applicazione abbastanza semplice della legge del galleggiamento. La scienza vera può fare previsioni, su fenomeni relativamente poco complessi e solo a certe ristrette condizioni. Non può mettere la mano sul fuoco su quelle narrazioni soggettive in numeri che sono i modelli matematici predittivi per fenomeni molto vasti e complessi; come il clima. Qui invece arrivi tu, e gridi che misurando alcune emissioni si può oltre il ragionevole dubbio predire sciagure equivalenti a crimini contro l’umanità e attribuirle a chi ha fornito il carbonio per la sua ossidazione. Voi inquinate, rovinate la scienza vera. Insozzate e guastate anche uno dei suoi capisaldi, la misura*, ridotta ad arnese retorico. Qui non siamo al livello di Fermi e di Archimede, ma a quello del sale di Vanna Marchi. Negare che vi sia repressione del dissenso scientifico rimanda invece agli omologhi nel mondo reale di Johnny Stecchino.

*Vinyard, Colvin. Demystifyng scholarly metrics. 2022. – Schryvers. Bad data. Why we measure the wrong things and often miss the metrics that matter. 2020. – Misurare è un privilegio, non un diritto. Sito menici60d15.

@ ciccio balloccio: Quando si credeva al calorico si poteva citare un gigante come Carnot, che ancora ci credeva. Quando si credeva all’etere si poteva citare un gigante come Maxwell, che ci credeva. Lo scetticismo argomentato non è un oltraggio alla divinità ma è un diritto-dovere nella scienza. Quella vera, disinteressata, alla quale i tanti come te sono estranei per forma mentis e ostili per interesse. Diviene sacrilegio per la hubris pseudoscientifica che pretende di essere una fonte al di sopra di tutte le altre e di ogni sospetto, da accettare proni.

E’ rivelatore che abbiate bisogno di praticare una forma estrema di ad auctoritatem. Un ad auctoritatem alla famiglia Corleone: “l’intera comunità scientifica”. In realtà ci sono liste di specialisti che vi contestano, ma per far sembrare credibile un dogmatismo che è il contrario della scienza occorre una unanimità, che viene ottenuta selezionando le voci a favore e soffocando le obiezioni tecniche. Da qui il tuo lavoro di troll.

@ ciccio balloccio: Una scienza solidissima, incontrovertibile. Sulla quale gli austeri giudici della Suprema corte fondano una nuova branca del diritto. La giustizia delle responsabilità umane se fa troppo caldo o troppo freddo, se piove troppo o troppo poco. Opinionisti del miglior livello che non si risparmiano per trattenere un’umanità che è sull’orlo del baratro. A difesa, tipi che per abito da lavoro hanno una giubba multicolore, che accorrono pronti allo sberleffo alla minima critica. E’ questa falange, sorprendente per eterogeneità e compattezza, improntata all’efficienza, già vista all’opera col covid, che dovrebbe essere oggetto di esame sotto il profilo sociologico, politico e del diritto condendum.

@ ciccio balloccio: Io invece trovo utili gli scambi coi troll, per quanto vacue e sgradevoli, “piene di suono di furia” siano le vostre uscite. Questa strana convergenza Cassazione-troll, “strange bedfellows” (Shakespeare) dicono in questi casi i commentatori politici inglesi, sono rilevanti per un campo del tutto ignorato, che non viene fatto nascere. Mentre gli addetti, magistrati per primi, dovrebbero considerarlo: la biocriminologia, la criminologia della medicina e delle politiche sanitarie ufficiali. Che include l’uso di pretesti in nome della salute per operazioni politiche altrimenti impresentabili. Così mi tappo le orecchie, anzi no, mi turo il naso, e ricevo pazientemente quello che emettete, considerandolo field research.

La biocriminologia

@ manuel.malesani: Ho scorso più volte l’articolo, ma non ho trovato cenno di una misura, né tanto meno di un modello del quale sia espressione. Si dà per assodato non solo che vi sia una catastrofe climatica, ma anche che sia possibile individuare dei sabotatori del pianeta con nome e cognome. Come a lei per quanto scrivo, anche a me sembra che a questo annuncio di “giustizia climatica” che “allarga i diritti collettivi in fatto di tutela personale” manchi un pezzo. Magari il migliore.

@ manuel.malesani: Nella scienza un tempo il primo principio era “nullius in verba”. Il nostro ordinamento è apprezzabile perché prevede che il giudice motivi le sue deliberazioni; così come è apprezzabile per il suo accomunare nella stessa categoria magistratura requirente e giudicante. Ma si vede che anche per i magistrati i buoni vecchi principi valgono solo se fanno comodo; e nella misura in cui fanno comodo. Per me questo annuncio apodittico dell’avvento della “giustizia climatica” non è né scienza né buona giustizia; e non è buon giornalismo. E’ un abuso del potere giudiziario come strumento di marketing ideologico e di legittimazione a favore di potenti interessi di parte*. Dove la “scienza” e la “giustizia” si legittimano a vicenda, in una petizione di principio, per legittimare insieme gli ordini del Principe. La scienza della catastrofe climatica necessita della credibilità dei magistrati. Che la forniscono. E necessita, è patognomonico, di troll che insultino e scherniscano chi es. chiede di sapere qualcosa della “embriogenesi” di questo nuovo straordinario braccio spuntato alla dea giustizia.

Il peculato intellettuale dei magistrati

@ manuel.malesani: Questo tuo modo di “argomentare” a difesa e apologia della appena partorita “giustizia climatica” lo usavano gli scribacchini di regime del tempo di quando fu concepito e partorito in quattro e quattr’otto un “diritto della razza”. Che si basava sui pronunciamenti “scientifici” del Manifesto della razza. Con magistrati collaboratori e sostenitori della rivista “Diritto della razza”. Come Ernesto Eula, che poi restò primo presidente della Corte di Cassazione fino al 1959. O Michele La Torre, che passò dalla rivista dei giuristi razzisti a presiedere il tribunale per l’epurazione dei compromessi col regime. (F. Cuomo. I Dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il Manifesto della razza. 2005). La posizione di magistrato consente uno spettro di letture della realtà e di pronunciamenti ad angolo piatto. O ad angolo giro. Quello che ci vuole per una “scienza” che i tuoi superiori hanno reso pure brandeggiabile a piacere.

@ manuel.malesani: Però è strano che questo alto connubio tra alta scienza e alta giurisdizione venga difeso a marcatura stretta da trascurabili commenti come i miei tramite squadrette di troll, con argomenti da shill, il compare che nelle truffe di strada si occupa di attrarre i polli e di allontanare in malo modo chi cerca di mettere sull’avviso i passanti.

Affermazioni straordinarie e grandiose, come questa che le variazioni climatiche non solo sono principalmente di origine antropica ma sono attribuibili a singole persone, e il singolo cittadino può e deve invertirle, es. rinunciando all’auto o alla proprietà delle case, che vanno adeguate, vengono difese assiduamente mediante soggetti che evocano posteggiatori abusivi, giochi delle tre tavolette e quei bisognosi che per qualche soldo fischiavano e spernacchiavano ai comizi degli avversari politici.

@ manuel.malesani: “Una sentenza di portata storica fondata su robustissime basi scientifiche e giuridiche”. A farle da corona, i finissimi e cogenti scoli tuoi e di quell’altro. (“Scoli” plurale di scolio, non di scolo). Mi domando quante sentenze, a parte quelle del genere dell’assoluzione di camorristi, godono di forme così vive di consenso. In Italia solo i disonesti criticano la magistratura; per me è segno di scarso senso civico. E qui si vede come anche le lodi sperticate siano affette da una selettività non positiva.

@ manuel.malesani: Risposta @ Malesani, che nell’esaltare la nascita della giustizia climatica in Cassazione scrive che il consenso per le sentenze è direttamente proporzionale al numero di persone che le sentenze riguardano. Allora ce l’avete come vizio di fare modelli sballati al grottesco e di esibirli severi come se fossero leggi della termodinamica. Rispondo qui all’ultima tua scarica di ingiurie, non potendo farlo sul post in oggetto chiuso, perché penso sia di interesse pubblico osservare che sulle decisioni della Cassazione gravitano soggetti che mai ci si aspetterebbe.

Come Francesco Messina – ”habitué dei locali della Cassazione” è scritto in una sentenza, di quelle che invece nonostante la loro importanza passano inosservate – reggente della famiglia di Mazara del Vallo, uomo di fiducia di Riina e Madonia. Fu alla sua presenza che nel suo ufficio Corrado Carnevale fece pressioni su un consigliere per aggiustare il processo del capitano Basile*. La sentenza “scritta magistralmente dal compianto presidente Antonino Saetta “trucidato da quella stessa mafia poco più di cinque mesi prima”* fu annullata come voleva Carnevale. Nel 2025 la decisione della Cassazione su questa singolare estensione dei poteri della magistratura è accompagnata dall’opera alacre di un instancabile diffamatore come te.

*Turone G. Crimini inconfessabili. 2024.

@ manuel.malesani: Lo so bene, quanto sia pronto ed efficiente il servizio ausiliario dell’amministrazione della giustizia che ti vanti di gestire.

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Vedi anche:

L’arte della codardia Per un registro delle pratiche e dei messaggi mafiosi e piduisti. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella settembre 2019.

Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti; le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella

Commento al post di S. Palmisano del 4 maggio 2017 “Cellulari e tumori, che ne studia la correlazione sia super partes”. In: Nuove P2 e organi interni

ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

I professionisti della metamafia

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