Estratto da Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti: le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume. La medicina sotto la presidenza Mattarella, 10 ottobre 2017:
Il giorno prima della spazzatrice quirinalizia i media hanno riportato che il procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi ha testimoniato davanti alla commissione parlamentare sulle attività illeciti connesse al traffico di rifiuti che “Brescia è la nuova Terra dei Fuochi” (3). In effetti anche a Brescia opera la raffineria giudiziaria che separa, distillandole, le due componenti: il contrasto all’inquinamento e l’allarme per la salute. L’inquinamento illecito dovrebbe essere prevenuto, stroncandolo sul nascere, e represso energicamente, come fattore di degrado e come reato di pericolo. L’allarme non dovrebbe essere eccessivo, al di là dei fatti e con l’invenzione di meccanismi di cancerogenesi lampo e indipendenti da livello e natura dell’esposizione; né con scenari apocalittici. Rispettando il dovere di informare correttamente si eviterebbe l’effetto di spinta del pubblico verso il corrotto sistema di creazione e cattura di pazienti per l’industria; e l’alimentazione del circolo vizioso paura-sovradiagnosi-incremento di incidenza (4).
Una volta separate, le due componenti vengono trattate in maniera opposta. Opposta tra loro e opposta a ciò che dovrebbe essere. Il contrasto reale all’inquinamento è fiacco; nessuna prevenzione, tanto bau bau ma sostanziale impunità. Mentre l’allarme sugli effetti cancerogeni sulla popolazione viene gonfiato a dismisura, in modo da favorire il business delle bonifiche e quello dell’industria medica. Magistrati a giornalisti fanno da battitori, spingendo la selvaggina nelle fauci dell’industria medica (4) e stendendo un tappeto rosso al business delle bonifiche. L’omissione di variabile nel modello, la variabile degli effetti perversi degli allarmi esagerati e falsi, non è colposa: il contrasto efficiente e implacabile è quello verso chi svela lo schema. A2A, riporta la stampa, sarebbe indagata. Ma guardie e ladri si trovano d’accordo nel colpire e screditare chi mette a rischio il falso modello, generatore di profitti, che insieme rappresentano.
26 settembre 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post di E. Salvato “M5s, ex senatore devolve assegno di fine mandato a una ricerca sulla mafia al Nord. “‘Ndrangheta sempre più infiltrata”
La paura è un mezzo semplice ed efficace per ottenere consenso e potere; inducendo comportamenti del pubblico, è denaro. Politici, e magistrati, tendono a raffinare la paura, redditizia, che conviene aumentare, separandola dalle soluzioni che vadano contro grandi interessi e conviene fare ristagnare. Un allarme può essere una chiamata alle armi; o un avviso a trovare rifugio sottoponendosi a un protettore. Lo studio di un fenomeno criminoso può essere volto a reprimerlo; o a propagandarlo per speculare sulla paura. Es. allarmi e studi sulle discariche illegali possono essere volti a spingere a interventi oncologici dannosi facendo figurare epidemie di cancro. La mafia può essere studiata per annientarla, e avere cittadini così liberi sia dalla soggezione alla mafia sia dalla necessità di trovare protezione da essa; o per mantenerla come spauracchio che permette alle istituzioni di ottenere sottomissione e consenso, e di avere un paravento dietro al quale essere complici in grandi affari illeciti di altro genere. A giudicare dal comportamento, a mio parere esso stesso da includere tra gli argomenti di studi del genere, di prefetti, questori, comandanti dei CC e altri che al Nord e al Sud dipendono dal ministero dove Gaetti è sottosegretario, temo che la donazione sia espressione del finto populismo che è stato avvicendato alla finta sinistra nel servire i poteri forti. Poteri per i cui affari la mafia al Nord è un eccellente diversivo e alibi.
@ Riccardo Orioles. Orioles considera di ammorbidire le sue posizioni contro i grillini; cosa non difficile, perché con la sua difesa da molosso del pensiero comodo è già della stessa famiglia. Per lui è lampante: quando uno fa una cosa in sé buona non può essere che buono, e le conseguenze non possono essere che buone. Soprattutto in un ambito privo di ambiguità come i rapporti tra Stato e mafia. Si onori quindi, come comanda Orioles, Gaetti; il vicecapo del Viminale, già leghista bossiano, che a sentire Fabio Repici sulla mafia si è dimostrato essere su posizioni singolarmente coincidenti con quelle di Saro Cattafi, presentando interrogazioni parlamentari che sembrano scritte dalla stessa penna di un altro massone, avvocato, imputato per concorso esterno, e dagli annessi servizi. Da quel che so io, la tradizione del ministero dell’interno di lavorare per massonerie di alto bordo e relative operazioni piduiste non è venuta meno con l’insediamento dei leghisti di seconda generazione. Ma cosa aspettarsi da uno come me che Orioles col suo fiuto e il suo rigore euclideo nel 2015 su questo blog ha classificato come mafioso siccome critico l’antimafia. Con questo pubblico e questi analisti, i 40000 euro sono stati ben spesi, e la mafia ha i giorni contati.
§ § §
Vedi anche:
L’arte della codardia Per un registro delle pratiche e dei messaggi mafiosi e piduisti. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella settembre 2019.
Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti; le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella
Commento al post di S. Palmisano del 4 maggio 2017 “Cellulari e tumori, che ne studia la correlazione sia super partes”. In: Nuove P2 e organi interni
ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato
La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
§ § §
19 novembre 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Marfella “Rifiuti, i bambini più in pericolo sono quelli del Nord. Salvini, se vuoi salvarli spegni gli inceneritori”
Dal mio punto di vista, che guarda agli aspetti medici con le relative frodi, i due litiganti non sono così distanti tra loro come sembra. Ogni volta che vado a piedi a comprare il pane a Brescia, senza eccezioni qualche mezzo della spazzatura di A2A mi offre uno spettacolino, a volte a distanza ravvicinata e ostentatamente senza necessità; spesso con la staffetta di una o più auto dei CC o della PM, più raramente della PS. L’esibizione costante e prevedibile mi conferma nella riflessione che i rifiuti in sé non siano la cosa più zozza nel poliedrico affare rifiuti (v. 1-3; sul mio sito). Sono d’accordo sui maggiori pericoli, finora, per i bambini del Nord; per l’inquinamento, ma soprattutto per l’industria medica, col suo ‘saturation advertising’ che grida alla pestilenza da inquinamento ed è omertoso sulle sovradiagnosi. Concordo anche sulla continuità tra la “Terra dei Fuochi” campana e quella bresciana; ma nel senso della continuità del copione; e della continuità del malaffare tra la camorra nella Campania povera, con le retrostanti istituzioni “deviate”, e i comitati di grembiulini, tonache, toghe e divise dietro alla facciata rispettabile nella Brescia dalla fame inestinguibile.
1 SOS cancro nei bambini e sovradiagnosi
2 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
3 La raffinazione della paura
30 novembre 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post “Caso Magherini, Cassazione: “Carabinieri assolti perché non potevano prevedere la sua morte””
Senza la circolare del 13 marzo 2014 i Carabinieri, arma istituita il 13 luglio 1814, non sanno come fermare correttamente, essendo in 4, un agitato. I magistrati oltre che all’insostituibile funzione neurocognitiva delle circolari hanno creduto a un’entità di comodo come la “excited delirium syndrome”. Quando ci sono di mezzo grandi interessi il discernimento di magistrati e poliziotti corre su una scala logaritmica, potendo variare nel giro di qualche riga dalla zappa al microtomo, da Giufà o Gioppino alla logica di Frege e alla sensibilità di Proust. Per chi ha l’uso legale della violenza, di spada o di penna, l’ignoranza su quello che fa non può essere una scusante.
L’ignoranza che favorisce grandi interessi illeciti la vedo esercitare dai magistrati su questioni di sanità. Es. andrebbe loro mostrato come lo screening su minori per cancro della tiroide dopo l’incidente nucleare di Fukushima ha portato a fare emergere e sovradiagnosticare come cancro serbatoi di lesioni noncliniche e subcliniche, innocue, con “un peggioramento anziché un miglioramento della salute”*. Perché non possano poi dire che ignoravano che oltre all’inquinamento anche l’allarme su di esso ha pericoli, antropogeni, e può essere illecito; e nel dare forza alle paure su “terre dei fuochi” non ignorino l’interesse criminale miliardario, accertato, a estrarre falsi cancri dai serbatoi nonclinici a fini di profitto.
*Bauer et al, Morris. JAMA, Otolaryngology–Head & Neck Surgery, 29 nov 2018.
§ § §
31 maggio 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Casula e A. Tundo “Ilva, maxi-condanne nel processo Ambiente Svenduto: 22 anni a Fabio Riva, 20 a Nicola. Ventuno per Archinà, 3 anni e 6 mesi a Vendola”
@ Daniele Mainardi. Credo anch’io che sarà la solita farsa con una diluizione progressiva delle pene fino al loro annullamento o quasi. E che le clamorose pesanti sentenze in primo grado poi ritirate siano politiche – e propagandistiche – il fine non essendo la giustizia. Credo inoltre che vi sia, in questa generale prassi di condanne clamorose iniziali per inquinamento che finiscono in poco o niente, la disposizione a fornire quella che ho chiamato “la raffinazione della paura”. Una raffinazione nella quale la paura e il danno vengono separati; il regime di danno favorevole al business viene mantenuto, mentre la paura ottenuta viene impiegata in altre lavorazioni. Che aggraveranno il danno che si fa mostra di voler reprimere denunciandolo e condannandolo per finta. Qui gli affari di industria e finanza sull’acciaio verranno protetti, una volta raffinata e sparsa nell’aria la paura da inquinamento, che è materia prima per l’industria e la finanza biomediche, spingendo verso le sovradiagnosi e i sovratattamenti, i cui danni* sono tenuti occultati con sistemi piduisti tramite gli stessi poteri che gridano all’ambiente svenduto.
Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato.
La raffinazione della paura.
*Brownlee, Korenstein. Better understanding the downsides of low value healthcare could reduce harm. BMJ, 23 marzo 2021.
§ § §
1 agosto 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di Greepeace “Cosa cambia per la giustizia climatica dopo la storica sentenza della Cassazione contro Eni”
“Una volta tanto i cittadini devono aver dovuto esclamare, con convinzione non retorica: «Piove, governo ladro!». Gli studiosi di psicologia popolare ne tengano conto per la storia della fortuna dei motti e dei proverbi più diffusi.” Gramsci, 1918.
Attribuire addirittura drastici cambiamenti del clima a singole imprese è in primo luogo ridicolo. Questo è uso propagandistico del potere giudiziario. A favore dell’agenda del potere. Le potenti imprese “trascinate” sul banco degli imputati saranno assolte* o comunque non subiranno gravi colpi (e le loro magagne vere, danni alla salute da agenti chimici compresi, resteranno coperte e impunite). Passato il teatro, rimarrà il messaggio*. E ciò che giustifica, il regresso materiale e morale del Paese.
Non si sarà “giustizia climatica”. E si ridurrà ancor più la giustizia reale: i magistrati servendo questi ideologismi fintoprogressisti, facendo gli acchiappafarfalle in devozione ai poteri forti**, avranno un alibi in più per lasciare mano libera agli illeciti veri dello sfruttamento.
* La raffinazione della paura
** Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
@ ciccio balloccio: Avete appena cominciato e già dite di essere stati fraintesi.
@ ciccio balloccio: C’è tutto da fraintendere. Schematicamente, back of the envelope, bisogna fare il salto logico di attribuire la colpa degli asseriti effetti nefasti della combustione non a chi la usa ma a chi vende il combustibile. Sottrarre alle emissioni così attribuite alle aziende la quantità accettabile; ricordando che l’energia è il principale tra i mezzi materiali che allontana dalla condizione animale (mentre si vogliono impoverire e appiedare le persone comuni, non si parla di ridurre il fabbisogno di energia con stili di vita sobri); porre il risultato al numeratore, con al denominatore le emissioni totali. Calibrare una curva emissioni-danno. Dimostrare che il contributo addossato all’azienda spacciatrice fa una sostanziale differenza, posto che si abbia una tale risoluzione. Etc. Ricorda il numero circense dei piatti su bastoncini su un monociclo. E anche altri numeri.
In realtà, si impone la tesi della catastrofe climatica; la si puntella ricompensando cordate di esperti, media, magistrati. Ci sono quelli come te che mettono in bocca a chi critica versioni caricaturali. Ai dissidenti il lysenkismo liberista applica la character assassination*. Coi magistrati che corrono in soccorso ai censori.
*The Cancellation of Professor Norman Fenton: Climate and Covid Dissident. T Doshi, 25 giu 2025
@ ciccio balloccio: Magari i petrolieri hanno altre, reali, colpe: ma non c’è un numero, o meglio un solo valore di una grandezza fisica, neppure un indice surrogato, in questa crociata contro i “responsabili di grosse quantità di emissioni”. Per essere alfieri della Scienza, praticate una strana concezione del quantitativo. “L’intera comunità scientifica”; per forza, chi dissente viene cancellato (v. Fenton ,cit.). Avete un modo di contare il “consensus” scientifico alla Johnny Stecchino: “Avvocato, questa cosa la sappiano in tre. E questi tre siamo io e Maria”.
@ ciccio balloccio: Gli americani sapevano del deserto che avrebbero fatto sganciando le atomiche. Dai calcoli degli scienziati; che nonostante fossero scienziati tosti, anzi proprio per questo, fecero un test di verifica, ad Alamogordo. Sul Titanic gli ingegneri navali sapevano che la nave sarebbe affondata, date le falle in troppi compartimenti stagni; un’applicazione abbastanza semplice della legge del galleggiamento. La scienza vera può fare previsioni, su fenomeni relativamente poco complessi e solo a certe ristrette condizioni. Non può mettere la mano sul fuoco su quelle narrazioni soggettive in numeri che sono i modelli matematici predittivi per fenomeni molto vasti e complessi; come il clima. Qui invece arrivi tu, e gridi che misurando alcune emissioni si può oltre il ragionevole dubbio predire sciagure equivalenti a crimini contro l’umanità e attribuirle a chi ha fornito il carbonio per la sua ossidazione. Voi inquinate, rovinate la scienza vera. Insozzate e guastate anche uno dei suoi capisaldi, la misura*, ridotta ad arnese retorico. Qui non siamo al livello di Fermi e di Archimede, ma a quello del sale di Vanna Marchi. Negare che vi sia repressione del dissenso scientifico rimanda invece agli omologhi nel mondo reale di Johnny Stecchino.
*Vinyard, Colvin. Demystifyng scholarly metrics. 2022. – Schryvers. Bad data. Why we measure the wrong things and often miss the metrics that matter. 2020. – Misurare è un privilegio, non un diritto. Sito menici60d15.
@ ciccio balloccio: Quando si credeva al calorico si poteva citare un gigante come Carnot, che ancora ci credeva. Quando si credeva all’etere si poteva citare un gigante come Maxwell, che ci credeva. Lo scetticismo argomentato non è un oltraggio alla divinità ma è un diritto-dovere nella scienza. Quella vera, disinteressata, alla quale i tanti come te sono estranei per forma mentis e ostili per interesse. Diviene sacrilegio per la hubris pseudoscientifica che pretende di essere una fonte al di sopra di tutte le altre e di ogni sospetto, da accettare proni.
E’ rivelatore che abbiate bisogno di praticare una forma estrema di ad auctoritatem. Un ad auctoritatem alla famiglia Corleone: “l’intera comunità scientifica”. In realtà ci sono liste di specialisti che vi contestano, ma per far sembrare credibile un dogmatismo che è il contrario della scienza occorre una unanimità, che viene ottenuta selezionando le voci a favore e soffocando le obiezioni tecniche. Da qui il tuo lavoro di troll.
@ ciccio balloccio: Una scienza solidissima, incontrovertibile. Sulla quale gli austeri giudici della Suprema corte fondano una nuova branca del diritto. La giustizia delle responsabilità umane se fa troppo caldo o troppo freddo, se piove troppo o troppo poco. Opinionisti del miglior livello che non si risparmiano per trattenere un’umanità che è sull’orlo del baratro. A difesa, tipi che per abito da lavoro hanno una giubba multicolore, che accorrono pronti allo sberleffo alla minima critica. E’ questa falange, sorprendente per eterogeneità e compattezza, improntata all’efficienza, già vista all’opera col covid, che dovrebbe essere oggetto di esame sotto il profilo sociologico, politico e del diritto condendum.
@ ciccio balloccio: Io invece trovo utili gli scambi coi troll, per quanto vacue e sgradevoli, “piene di suono di furia” siano le vostre uscite. Questa strana convergenza Cassazione-troll, “strange bedfellows” (Shakespeare) dicono in questi casi i commentatori politici inglesi, sono rilevanti per un campo del tutto ignorato, che non viene fatto nascere. Mentre gli addetti, magistrati per primi, dovrebbero considerarlo: la biocriminologia, la criminologia della medicina e delle politiche sanitarie ufficiali. Che include l’uso di pretesti in nome della salute per operazioni politiche altrimenti impresentabili. Così mi tappo le orecchie, anzi no, mi turo il naso, e ricevo pazientemente quello che emettete, considerandolo field research.
La biocriminologia
@ manuel.malesani: Ho scorso più volte l’articolo, ma non ho trovato cenno di una misura, né tanto meno di un modello del quale sia espressione. Si dà per assodato non solo che vi sia una catastrofe climatica, ma anche che sia possibile individuare dei sabotatori del pianeta con nome e cognome. Come a lei per quanto scrivo, anche a me sembra che a questo annuncio di “giustizia climatica” che “allarga i diritti collettivi in fatto di tutela personale” manchi un pezzo. Magari il migliore.
@ manuel.malesani: Nella scienza un tempo il primo principio era “nullius in verba”. Il nostro ordinamento è apprezzabile perché prevede che il giudice motivi le sue deliberazioni; così come è apprezzabile per il suo accomunare nella stessa categoria magistratura requirente e giudicante. Ma si vede che anche per i magistrati i buoni vecchi principi valgono solo se fanno comodo; e nella misura in cui fanno comodo. Per me questo annuncio apodittico dell’avvento della “giustizia climatica” non è né scienza né buona giustizia; e non è buon giornalismo. E’ un abuso del potere giudiziario come strumento di marketing ideologico e di legittimazione a favore di potenti interessi di parte*. Dove la “scienza” e la “giustizia” si legittimano a vicenda, in una petizione di principio, per legittimare insieme gli ordini del Principe. La scienza della catastrofe climatica necessita della credibilità dei magistrati. Che la forniscono. E necessita, è patognomonico, di troll che insultino e scherniscano chi es. chiede di sapere qualcosa della “embriogenesi” di questo nuovo straordinario braccio spuntato alla dea giustizia.
* Il peculato intellettuale dei magistrati
@ manuel.malesani: Questo tuo modo di “argomentare” a difesa e apologia della appena partorita “giustizia climatica” lo usavano gli scribacchini di regime del tempo di quando fu concepito e partorito in quattro e quattr’otto un “diritto della razza”. Che si basava sui pronunciamenti “scientifici” del Manifesto della razza. Con magistrati collaboratori e sostenitori della rivista “Diritto della razza”. Come Ernesto Eula, che poi restò primo presidente della Corte di Cassazione fino al 1959. O Michele La Torre, che passò dalla rivista dei giuristi razzisti a presiedere il tribunale per l’epurazione dei compromessi col regime. (F. Cuomo. I Dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il Manifesto della razza. 2005). La posizione di magistrato consente uno spettro di letture della realtà e di pronunciamenti ad angolo piatto. O ad angolo giro. Quello che ci vuole per una “scienza” che i tuoi superiori hanno reso pure brandeggiabile a piacere.
@ manuel.malesani: Però è strano che questo alto connubio tra alta scienza e alta giurisdizione venga difeso a marcatura stretta da trascurabili commenti come i miei tramite squadrette di troll, con argomenti da shill, il compare che nelle truffe di strada si occupa di attrarre i polli e di allontanare in malo modo chi cerca di mettere sull’avviso i passanti.
Affermazioni straordinarie e grandiose, come questa che le variazioni climatiche non solo sono principalmente di origine antropica ma sono attribuibili a singole persone, e il singolo cittadino può e deve invertirle, es. rinunciando all’auto o alla proprietà delle case, che vanno adeguate, vengono difese assiduamente mediante soggetti che evocano posteggiatori abusivi, giochi delle tre tavolette e quei bisognosi che per qualche soldo fischiavano e spernacchiavano ai comizi degli avversari politici.
@ manuel.malesani: “Una sentenza di portata storica fondata su robustissime basi scientifiche e giuridiche”. A farle da corona, i finissimi e cogenti scoli tuoi e di quell’altro. (“Scoli” plurale di scolio, non di scolo). Mi domando quante sentenze, a parte quelle del genere dell’assoluzione di camorristi, godono di forme così vive di consenso. In Italia solo i disonesti criticano la magistratura; per me è segno di scarso senso civico. E qui si vede come anche le lodi sperticate siano affette da una selettività non positiva.
@ manuel.malesani: Risposta @ Malesani, che nell’esaltare la nascita della giustizia climatica in Cassazione scrive che il consenso per le sentenze è direttamente proporzionale al numero di persone che le sentenze riguardano. Allora ce l’avete come vizio di fare modelli sballati al grottesco e di esibirli severi come se fossero leggi della termodinamica. Rispondo qui all’ultima tua scarica di ingiurie, non potendo farlo sul post in oggetto chiuso, perché penso sia di interesse pubblico osservare che sulle decisioni della Cassazione gravitano soggetti che mai ci si aspetterebbe.
Come Francesco Messina – ”habitué dei locali della Cassazione” è scritto in una sentenza, di quelle che invece nonostante la loro importanza passano inosservate – reggente della famiglia di Mazara del Vallo, uomo di fiducia di Riina e Madonia. Fu alla sua presenza che nel suo ufficio Corrado Carnevale fece pressioni su un consigliere per aggiustare il processo del capitano Basile*. La sentenza “scritta magistralmente dal compianto presidente Antonino Saetta “trucidato da quella stessa mafia poco più di cinque mesi prima”* fu annullata come voleva Carnevale. Nel 2025 la decisione della Cassazione su questa singolare estensione dei poteri della magistratura è accompagnata dall’opera alacre di un instancabile diffamatore come te.
*Turone G. Crimini inconfessabili. 2024.
@ manuel.malesani: Lo so bene, quanto sia pronto ed efficiente il servizio ausiliario dell’amministrazione della giustizia che ti vanti di gestire.