23 luglio 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Di Fazio “Teramo, l’Asl costretta a pagare migliaia di euro per permettere a un paziente di curarsi col Metodo Di Bella”
Credo sia utile inquadrare gli interventi della magistratura sulle cure alternative richiamandosi alla fallacia cognitiva, nonché tecnica di marketing, detta “Decoy effect’, ‘Effetto esca’ (v. Wikipedia), dove le preferenze del pubblico tra i prodotti A o B, largamente differenti, vengono influenzate a favore del prodotto B introducendo un prodotto C che è simile a B ma ad esso inferiore. Qui si vuole ridurre la richiesta di prodotto A, le cure oncologiche oneste, poco note e ridotte allo stato potenziale, a favore di B, le cure ufficiali e disponibili, pesantemente distorte a fini di lucro da promesse ciarlatanesche*, a danno dei pazienti e dei contribuenti. Allora si introduce C, le cure alternative, rispetto alle quali le cure B, ufficiali, appaiono dominanti, o almeno raffrontabili, invece che fraudolente e ignominiose come lo sono rispetto ad A, cure oneste. Sia riconoscendo le cure alternative, come per l’improbabile cura Di Bella, sia contrastandole, come per la pazzoide cura Hamer, sia facendo entrambe le cose come per Stamina, la magistratura crea un decoy effect, coartando la scelta entro un falso dilemma. Tanto più che l’opzione A viene ulteriormente estromessa da sentine istituzionali con metodi criminali, che l’opzione C fa da sfogo al malcontento, e che la “scelta” tra B e C implica una “libertà di scelta” gradita al business che mette il cittadino e il malato ancor più in balia delle frodi di grandi interessi privati.
*Prasad V et al. Precision oncology…. Lancet, 17 feb 2016.
@ Fausto Noce. Gentile Noce, anni fa vidi in sala settoria gli effetti su una bambina di una lotta tra “dibelliani” e ortodossi; avrebbero dovuto andare in galera entrambi (ma i magistrati, che avevano partecipato alla caccia alla bambina, misero tutto a tacere). Non si misura l’improbabilità, la si valuta a priori. Es. l’immunoterapia, con la sua – errata – metafora bellica, suona plausibile; anche a lei (non a me). E’ stata ripescata dall’ufficialità, vanta qualche risultato, viene presentata come miracolosa, ma mostra anche inefficacia e addirittura peggioramenti e effetti avversi più pesanti rispetto alle già tetre cure tradizionali. Di sicuro, costosissima, fa soldi.
Si misura, quando si vuole davvero farlo e si riesca a farlo, l’efficacia. Che può anche essere relativa e apparente: una cura alternativa, pur inefficace, può apparire migliore di una ufficiale in quanto causa danni minori, e sottrae il paziente a cure pesanti. Al tempo della bambina contesa chiamai ciò “effetto sottrattivo”. Lo si potrebbe chiamare anche “effetto Rasputin”, dal nome del personaggio che irretì la zarina togliendo l’aspirina – allora un “farmaco innovativo” – con la quale la medicina ufficiale curava il figlio, lo zarevich; trattare la sua malattia, l’emofilia, con l’aspirina era come spegnere il fuoco con la benzina. Rasputin ovviamente diceva che la cura erano le sue preghiere. E’ un sistema ancora in uso, anche tra i ciarlatani di basso livello, come alcuni di quelli che “Striscia” sbugiarda per spingere verso la medicina alta.