Impunità e antisocial punishment: il diritto dei parassiti

29 December 2024

27 dicembre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Marietti “Il Papa ha portato il Giubileo dietro le sbarre: un gesto rivoluzionario”

Scuote le mura del luogo di dolore che è Rebibbia; ma a suo tempo non si distinse dai prelati che benedicevano le mura grondanti sangue e orrore della “Escuela de mecanica”. La distinzione di base è tra cirenei e free rider: tra coloro che vengono obbligati a caricarsi anche dei pesi altrui e quelli che vivono sulle spalle dei cirenei. Il clero e i malviventi rientrano, in forme diverse, nei free rider. Alleato dei free rider di alto bordo, dalla finanza ai poteri dello Stato piduisti, il clero in crisi di consensi rinsalda i legami coi free rider di basso livello. Usa come vettore etico le ingiustizie in nome della giustizia patite dai carcerati. Ma ciò per cui preme è il primo comandamento di tutti i free rider, da quelli potentissimi ai disperati: l’impunità. Il clero la chiede predicando il “perdono”. Quando il secondo comandamento dei free rider è la vendetta puntuale per chi si oppone alle loro ruberie: lo “antisocial punishment” è proprio dei free rider*. I preti accusano di vendicatività i cirenei che chiedono misure di confinamento e deterrenza che tengano a bada chi delinque. Ma chi ostacola gli affari sporchi del clero e dei suoi amici, come quelli sulla medicina**, viene inesorabilmente ostracizzato e perseguitato, finendo in una sorta di carcere senza sbarre, tormentato da aguzzini, a vita. Tramite i free rider che si dicono garanti di legalità e sicurezza.

*Greene J. Moral tribes. 2013.
**Quando è Pietro che si associa a Simon Mago

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Vedi anche:

Sfumature di nero. I preti e i mafiosi

Il manganello e la curia

Il Primo Stato

 

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