26 gennaio 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Sileri alla giornalista e ai docenti no vax su La7: “Siete contro il green pass però per farvi vedere in tv lo avete. Vi renderemo la vita difficile””
Sileri spinge il gregge verso l’ago citando dati artefatti* e mostrando il bastone. Le minacce ministeriali non sono una sbruffonata, ma il fare balenare pratiche sommerse già attuate contro che è di ostacolo alla availability cascade covid**.
Si dice che la polizia francese sotto Vichy praticasse un collaborazionismo di facciata, restando patriottica. Ce n’è una testimonianza, peraltro dubbia riguardando Allen Dulles, ne “Il Caso Olivetti”, M. Secrest, Rizzoli, 2020. Il capitano Renault del film Casablanca è il modello di questa asserita dissimulazione onesta. Noi abbiamo poteri dello Stato – a partire da quelli preposti alla legalità – con la maschera opposta, che praticano un collaborazionismo subdolo e sordido dietro alla retorica e alla propaganda degli uomini di legge integerrimi e coraggiosi che difendono il Paese. A sentire loro patriottici, sottobanco servono interessi anti-nazionali.
Non sono l’unico a notare l’affinità dell’ambiguità dei poteri dello Stato nostrani con l’ambiguità di Vichy. “L’Italia mi fa sempre pensare alla Casablanca di un vecchio film, un posto dove tutti sono presenti e tutti fanno affari. Però sempre nel nome dell’interesse nazionale.” (A. Mangia, professore di diritto costituzionale).
*Mamone Capria. Considerazioni sul primo anno di una strana campagna vaccinale.
**Confronting the rise of authoritarianism during the COVID-19 pandemic should be a priority for critical geographers and social scientists.
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9 novembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Bauducco “La vedova del capo scorta di Falcone Montinaro: “Ergastolo ostativo? Certi mafiosi non sono persone normali ma bestie, restino in galera””
Non dovrebbe esserci discussione sulla necessità di non inventare pretesti per liberare chi si sia macchiato di gravi reati di mafia; e addirittura dando una forma di riconoscimento all’omertà. Ma la dinamica tra mafia e antimafia è avvolta nell’ambiguità. La mafia-tirannosauro giustifica un brulichio di piccinerie. “Dobbiamo fare vedere quest’auto ai ragazzi per far capire loro di cosa sono stati capaci di fare i mafiosi”. Si dovrebbe dire “ciò che sono stati capaci di fare i poteri che controllano l’Italia, che manovrano mafiosi e pezzi di Stato”; e si dovrebbe far capire ai ragazzi come un imponente calendario liturgico, ora ampliato con l’esposizione itinerante di impressionanti reliquie, serva ad ammantare di nobiltà il collaborazionismo con i poteri che controllano l’Italia, oggi non meno forte di allora, e che sta facendo regredire la nazione.
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3 gennaio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Cecilia Sala, l’Iran avverte l’Italia: “Siete complici della politica ostile Usa degli arresti arbitrari. Così danneggiate le relazioni””
A parte l’intrigo internazionale, manca una parte alla descrizione mediatica della vicenda; un aspetto domestico che gli italiani accettano sia loro taciuto mentre dovrebbe interessarli. L’Italia è in una condizione che ricorda quella della repubblica di Vichy*. “L’Italia mi fa sempre pensare alla Casablanca di un vecchio film, un posto dove tutti sono presenti e tutti fanno affari. Però sempre nel nome dell’interesse nazionale.” (A. Mangia, professore di diritto costituzionale). Viene tenuto in ombra come la classe dirigente, risultato di un processo selettivo – che in passato è arrivato a usare anche l’eliminazione fisica esemplare di politici, magistrati, CC e poliziotti, giornalisti – sia collaborazionista. Viene celato come non solo il Viminale, che ha noti trascorsi a riguardo, ma, di concerto, anche i magistrati si prestino a fare da tirapiedi agli USA. Anche neutralizzando italiani tramite il potere giudiziario; con interventi che mantengono un elevato grado di “purezza” della classe dirigente che ci ritroviamo. Viene nascosto agli occhi del pubblico il ruolo della magistratura nell’aggiramento dell’art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione”. L’attività sui connazionali è facile e senza rischi. Mentre verso stranieri il bersaglio non sempre è indifeso come piace ai nostri eroi; e la nostra selezionata classe dirigente si svela per ciò che è inimicandoci i vasi di ferro emergenti.
* I “capitano Peugeot” nell’Italia sottomessa
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12 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Ddl Sicurezza, i familiari delle vittime delle stragi contro la norma che “scuda” i servizi: “Licenza criminale, offesa alla Costituzione””
Le leggi devono rispettare la realtà empirica: infiltrare e istigare è ciò che i servizi hanno sempre fatto. Rispettare la ragionevolezza: è come fare diagnosi salvavita tramite autopsia. La logica: è rendere non falsificabili le accuse; non si potrà dire se è stata un’azione di provocazione o terrorismo di Stato. La dignità e il decoro: pure Vito Catozzo diceva che il figlio si vestiva da donna e si truccava per mimetizzarsi, in modo da potere avvicinare le ragazze e quindi cuccarle. A brigante brigante e mezzo: se i terroristi fossero davvero così diabolici che è necessario stimolarli nel crimine per guadagnarsene la fiducia, allora potrebbero anche essere così demoniaci da mangiare la foglia e manovrare gli infiltrati; la legge “salva scannacristiani di Stato” dà loro un’arma.
Ma la prima reazione dovrebbe essere rendersi conto che accettando pavidi la comoda favola ufficiale sulla quale poggia tale sparata ci si fa complici. E cessare quindi di rispettare l’omertà sui poteri atlantici motore primo; e sulle istituzioni svendipatria; il tabù sulla centralità del tradimento nelle vicende del Paese*; la narrazione onirica che attribuisce alle manovalanze capacità sovrumane**; e le fa figurare come mandanti autonomi, “strage fascista”, “lo ha deciso Riina” etc.
* La terza testa del mostro
** I terroristi samurai e la mafia AFD
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v. anche:
L’omertà e la complicità nazionali nelle epurazioni USA
I magistrati servitori di più padroni
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura