8 dicembre 2021
Blog de il Fatto
Commento al post “Giornata internazionale contro la Corruzione, Libera lancia una campagna per monitorare la trasparenza nelle università italiane”
Il mostro ha tre teste. Libera, come tanti, è specializzata nel descrivere due delle teste del mostro, mafia e corruzione; per nascondere la terza testa, il tradimento. Cioè l’asservimento collaborazionista della classe dirigente, e del clero, ai poteri che tengono l’Italia sottomessa. Fatta salva una quota di sani, che fanno da alibi, l’università è permeata di corruzione quanto un savoiardo nel latte. Si sa. Meno evidente, ma non meno grave, è che allo stesso tempo pratica il tradimento, rivestendo a comando di panni aulici, pseudoscientifici, i nefasti ideologismi dei poteri forti, invece di criticarli, sbugiardarli e conservare il culto della verità disinteressata. Lo sta facendo bassamente sul covid. Libera addita l’ovvio, come il mercato paesano dei concorsi. Uno sconcio mercato delle vacche, absit iniuria sui celebri favoritismi verso le amanti. Ma non parla della Trahison des clercs, alla quale, con Ciotti fedele esecutore di Bergoglio, partecipa, insieme ai pediatri vaticani del Bambin Gesù che gridano contro scienza e Vangelo che “I bambini sono un serbatoio di virus” per farli inoculare. O con Ricciardi, uomo di Bergoglio, accademico pontificio. Ordinario alla Cattolica, premendo per punizioni ricatti e obblighi a oltranza per gli inoculi, ricorda lo spirito antidemocratico e il virulento antisemitismo del fondatore Agostino Gemelli quando i poteri cui fornire prestazioni intellettuali mercenarie erano quelli del fascismo mussoliniano.
v. anche:
Sfumature di nero. I preti e i mafiosi
Vendola e il nostos del professore
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18 novembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Sofia “Buccini presenta “Il tempo delle Mani Pulite”. Il procuratore Ielo: “Indagine? Tentativo di legge uguale per tutti, non si voleva la rivoluzione””
Estraneo a quel mondo, mi resi conto della realtà della corruzione casualmente. Fermatomi in una città del Nord industrioso davanti alla sua vetrina, un antiquario attaccò bottone. Nel chiacchierare mi disse che gli affari si erano fortemente ridotti dopo Mani Pulite: suoi pezzi venivano usati per giustificare mazzette, come ritrovamenti in soffitta.
Allora l’azione giudiziaria fu collineare rispetto alla volontà dei poteri forti che negli stessi mesi cambiavano l’assetto dei Paese; e andò allo stesso tempo nel senso della legalità. Anche oggi, col covid, l’azione giudiziaria è coerente con le volontà dei poteri forti e va nello stesso verso; ma stavolta in direzione opposta a quella della legalità, essendo muta, inerte e collaborante davanti al massacro della Costituzione, e al conseguente sconvolgimento sociale ed economico. (Idem per i giornalisti).
La variabile indipendente appare essere la consonanza coi poteri forti. I magistrati si trovano oggi a remare in accordo coi forchettoni cui non garba l’azione anticorruzione. Le toghe dello Stato sono arrivate a dare l’apporto necessario all’eliminazione di chi è di intralcio ai disegni illeciti dei poteri forti; qualcuno dei giuda (P. Borsellino) ha anche lui intascato, ho saputo dai media, belle somme per pezzi di pregio trovati in soffitta. Le autocelebrazioni per la lotta alla corruzione e alla mafia nascondono la terza testa, segreta, del mostro: il tradimento.
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12 dicembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piazza Fontana, il Senato twitta la relazione degli ex Msi che rilancia la pista anarchica. Fratoianni: “Oltraggio, fu attentato fascista””
Fu, come si dice, una “strage di Stato”. Ma si dovrebbe dire “strage di Stato commissionata”. Meglio, “strage di Stato commissionata e lasciata impunita”*. Meglio ancora, “strage di Stato commissionata, lasciata impunita e con perenne copertura istituzionale dei mandanti con attribuzione di tutte le responsabilità agli esecutori”. Gli italiani avrebbero da guadagnare, soprattutto oggi, per ciò che attiene al loro futuro, dal superare il timore reverenziale e riconoscere sia il ruolo dei pupari stranieri**, sia – non meno deleteria – la viltà dei burattini istituzionali; invece di accettare, facendosene partecipi, il solito teatrino depistante e autoassolutorio fasci-compagni.
*Salvini G. La maledizione di Piazza Fontana. 2019.
** Willan P. Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy. 2002.
13 dicembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post “Strage di piazza Fontana, Mattarella: “Processi hanno lasciato verità non pienamente svelate. Ma emerge la matrice eversiva neofascista””
La matrice eversiva fu atlantica. La sua manovalanza neofascista emerse già al tempo delle calunnie del questore Guida. Che, ho sentito a una conferenza dalla figlia di Pinelli, era stato addetto al confino quando era nella polizia fascista. E’ vero che c’è dai tempi del fascismo di cento anni fa un filo ininterrotto delle infamie; sia nero, rosso, bianco o altro il colore che assume nei vari tratti. Vige il “tolemaicismo” sui misteri d’Italia, cioè il mettere al centro delle ricostruzioni fattori interni, torturando fatti e logica. I post fascisti reggono il gioco ai “glaxocomunisti”, che si rifanno una verginità gridando alle camice nere, mentre servilmente evitano così la visione corretta, “l’eliocentrismo” nel quale l’ltalia è un satellite di poteri esteri, che ne determinano il corso, con i vari mezzi del potere; es. usando cialtroni rossi o neri come pedine. Questa mistificazione, dettata dai mandanti, è anch’essa una prosecuzione in altre forme di quegli anni che si dicono passati; e che invece servirono tra le altre cose a sostituire una classe politica, quella dei Moro, dei Mattei, dei La Torre, che manteneva il senso degli interessi nazionali con una i cui componenti gareggiano nel fare i tirapiedi ai poteri che ordinarono le bombe nell’Italia prospera di allora e che oggi ordinano gli inoculi dietro ricatto del fascismo dei banchieri, nell’Italia tornata terra di conquista.
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12 marzo 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Limiti “Stragismo e golpismo non si incontrarono mai, ma diedero forza al progetto eversivo della P2”
“La storia di una sconfitta”. E’ vero. Eversione, e mafia, sono standard negativi, che fanno sembrare “mediazione” un abbassare il livello di civiltà. Centrato l’esempio di Mussolini che sguinzaglia a tale fine gli squadristi. Ho commentato qui un mese fa, su un singolare post di un autore anticamorra che perorava una cagnotta per i lavoratori del business farmaceutico, che per valutare lo stato di legalità e democrazia bisogna resistere alla tendenza intuitiva di limitarsi all’equivalente concettuale della media aritmetica, ma bisogna considerare anche la mediana. Il Male può essere pesato o contato. La media aritmetica pesa e trova il baricentro. Le stragi, i golpe, i fiumi di sangue, pesano molto. Se ci si limita a pesarli, come vuole chi li orchestra, la soglia della legalità viene abbassata. Pilotando bombe, assassini di migliori, rumore di sciabole si è ottenuto lo scadimento dello standard: oggi, nella tempesta, accettiamo come timonieri figure minuscole e infedeli.
In statistica per evitare indici falsati dal peso dei valori estremi si usa la mediana: non si pesa ma si conta, disponendo i valori in ordine crescente e prendendo come indice il valore a metà. Le bombe, i tagliagole, non devono distrarre dagli sciami di piccoli e medi disonesti e traffichini che operano impunemente, protetti proprio dagli alibi ben costruiti dei misteri d’Italia e della sempreverde mafia: questa “ipomafia” attua il tradimento del Paese prefigurato da golpisti ed eversori.
@ Stokasto. Quanto riporto sull’uso della mediana in statistica è pacifico. In genere l’esempio che viene fatto nei libri di testo è col reddito. Se su 100 persone una guadagna 10 milioni all’anno e le altre 99 guadagnano 25000, un reddito di 124750, la media aritmetica, non rappresenta efficacemente la popolazione. Mafiosi, killer piduisti, etc, sono i “milionari” del crimine, che spostano verso il basso il livello socialmente accettabile di criminalità; ma l’effetto cumulativo degli affari formalmente legittimi, e resi così presentabili, di una classe dirigente che tra una commemorazione e l’altra ci vende non è meno pesante. Quelli colti con le mani nel sacco gridano “invece di occuparsi dei mafiosi…”; mentre Borsellino spiegava come non basta la fedina penale pulita per essere un politico pulito.
Vista la sua giaculatoria su Gauss penso che non sia solo la mia prosa a non essere immediata per lei. Che appare contagiato dal calculemus, l’automation bias. L’illusione, favorevole alle frodi, che la scienza sia una questione di applicazione di algoritmi. E che esenti quindi dal pensare*. Una degenerazione, un rifugiarsi, nel momento deduttivo, praticata anche dai professionisti della giustizia, i magistrati, es. per giustificare le leggi liberticide, nocive e sadiche basandosi sulla premessa a priori della tutela della salute, invece di esaminarne la fondatezza.
*Gigerenzer, Marewski. Surrogate Science: The Idol of a Universal Method for Scientific Inference.2015.
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28 aprile 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Zelensky come Gandhi”: nel libro sui “grandi discorsi della storia” entra il presidente di Kiev. Che va in copertina al posto di Kennedy”
Gandhi condusse il suo paese alla libertà con metodi non violenti. Zelensky appare essere l’opposto speculare di Gandhi: il prototipo del traditore che viene messo a capo di una nazione per venderla a interessi di poteri stranieri, fino a farla massacrare inscenando quanto gli viene richiesto. Il capovolgimento mostra come Franceschini non vada bene come capo del Ministero della cultura, ma sia perfetto come capo del Ministero della verità, quello che in “1984” di Orwell conia i tre slogan “War is peace – Freedom is slavery – Ignorance is strength”. La tragica sorte del popolo ucraino dovrebbe essere per noi un monito sulle conseguenze del permettere che le istituzioni siano occupate da fantocci, dediti a vendersi il Paese dietro alla propaganda orwelliana.
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23 maggio 2022
Blog de il Fatto
Commento al post di G. Pipitone “Giovanni Falcone, tutto quello che non torna sulla strage di Capaci 30 anni dopo. L’esplosivo, i buchi neri e i mandanti esterni (mai trovati)”
“Capaci è una strage che sembra compiuta da ingegneri”. O progettata da un corpo di genieri. La “teoria del doppio cantiere” è interessante anche come schema generale. Una ricostruzione di Portella della Ginestra vede quella strage eseguita da un secondo gruppo di fuoco, armato dagli USA, che sparò all’insaputa di Giuliano. Lo stesso sistema del doppio tiratore è stato descritto per Kennedy a Dallas. (Ci sono ipotesi, discusse, di doppia bomba anche per altre stragi). Joe Bonanno (Joe Bananas) faceva sparire i corpi degli uccisi nel doppio fondo di bare di morti “normali”.
Il sistema della quinta teatrale che nasconde il reale che imita, del coprire e mimetizzare sangue e fango dietro a uno scenario vistoso di sangue e fango, vale anche per le commemorazioni; autocelebrazioni tanto pompose quanto omertose sui mandanti sovranazionali. Il “performative activism” facondo nell’attribuire tutto ad una onnipotente mafia – che fornì la manovalanza e anche la “patsy” – e al più a suoi nebulosi referenti romani – i quadri intermedi – ma afasico sui poteri forti che controllano l’Italia; l’impossessarsi della sacralità, il presentarsi come affini agli uccisi, costituiscono per torme di politici, magistrati, forze di polizia, opinionisti un catafalco dietro al quale praticare l’asservimento ai mandanti sovranazionali – oggi come allora. La sonorità inconcludente delle celebrazioni facilita il tradimento istituzionale, costituendo quindi una prosecuzione dell’eversione.
24 maggio 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Andreotti è vicino ai mafiosi”: il rapporto Usa nove mesi prima dell’avviso di garanzia”
Un rapporto – o un attestato – USA su Andreotti vicino ai mafiosi e 9 mesi dopo avviso di garanzia. Il console USA a Milano Semler, lo stesso che osserva con tono innocente che per uccidere il rappresentante in Sicilia del più potente e ammanicato politico italiano ci devono essere state protezioni ancora più alte, incontra Antonio Di Pietro e 4 mesi dopo comincia Mani Pulite. Stragi e Mani Pulite insieme spazzano via la Prima repubblica; corrotta; e, statalista, in contrasto col liberismo successivo alla Caduta del muro. Plasmano una Seconda repubblica più adeguata. E non meno corrotta. Silenzio invece di diplomatici USA e nella sostanza inazione dei magistrati italiani sui rapporti di Andreotti con fatti accaduti prima della Caduta del muro, come le uccisioni di Ambrosoli, Moro, Dalla Chiesa.
In un celebre esperimento di neurofisiologia Benjamin Libet mostrò che il cervello invia l’ordine di eseguire un movimento una frazione di secondo prima della decisione cosciente. Secondo l’interpretazione dell’esperimento quando noi pensiamo di decidere di muovere un dito, e diamo l’ordine alla mano, l’ordine è in realtà già partito. La coscienza sarebbe un replicatore piuttosto che il vero decisore. Forse, su reati che riguardano il controllo del Paese da parte di poteri forti, anche per i nostri magistrati prima delle loro azioni coscienti – incluso il trattenersi – l’impulso è già partito, per vie che rendono un’illusione il libero arbitrio.
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2 giugno 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “2 giugno, Mattarella: “Italia e Forze Armate impegnate per la pace”. Torna la parata dopo due anni: sfilano sindaci e medici anti-Covid
Il 2 agosto 2021, nei commenti all’articolo de Il Fatto “Terni, Oss non vaccinata sospesa da lavoro e stipendio: il giudice rigetta il suo ricorso. “Sanzione è adeguata e proporzionata”, in risposta a un blogger pro vaccinazioni coatte che mi tampinava (un sindacalista, dagli argomenti), feci un paragone con “Bava Beccaris, che usò i cannoni contro il popolo”. Il Fatto censurò la mia replica. Dopo 20 giorni Cazzola se ne uscì con la sua invocazione esplicita al ritorno ai metodi di Bava Beccaris per imporre il vaccino. Il puntare le armi contro il popolo oltre al precedente savoiardo ne ha uno borbonico: l’ultimo re delle Due Sicilie fece puntare i cannoni di Castel dell’Ovo contro i napoletani (ma lui non li usò). Tra il vaccino che sempre più mostra efficacia negativa imposto col ricatto, specialità esclusiva di mafiolandia, e le sanzioni autoeviranti per l’Ucraina, sembra che i nostri governanti e la nostra classe dirigente, inclusi i medici che si sono mescolati ai militari, la “risorsa preziosa nella gestione della pandemia” (Mattarella) proseguano una tradizione, facendo ruotare le bocche da fuoco di 180°, verso quelli che dovrebbero rappresentare invece che contro le minacce esterne. I nostri altezzosi Fantozzi fanno l’opposto di quello che fecero i marinai della Corazzata Potemkin, che usarono i cannoni a difesa del popolo.
Commento al post “Festa della Repubblica, per la prima volta sfilano anche medici e operatori sociosanitari: applausi dagli spalti”
Questa sfilata dei medici in camice il 2 giugno per Via dei Fori Imperiali insieme alla fanfara dei bersaglieri e ai dimonios della brigata Sassari – il 2 giugno 2022, mentre l’Italia va giù per l’autoaffondamento covid e l’autoaffondamento sanzioni – si aggiunge alla foto dei cappellani militari che sfilano in saio, il petto coperto di medaglie, che è usata come immagine di accompagnamento per “L’obbedienza non è più una virtù“ di don Milani, e la sua “Lettera ai cappellani militari”. E si affianca alla scena dei giovani magistrati che in camicia nera intonano in coro “Giovinezza” al passaggio del duce (G. Neppi Modona. La magistratura e il fascismo).
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10 giugno 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Meconi – Alpitour World “El Alamein e Alessandria, l’Egitto turistico tra resort e turismo alternativo”
A El Alamein gli italiani, trascinati in una guerra di aggressione senza averne neppure la forza da un esaltato di provincia romagnolo, traditi dagli ammiragli che dovevano assicurare i traporti sul Mediterraneo*, combatterono, in condizioni di inferiorità, con coraggio e onore. Di esempi del genere non ne abbiamo tanti; tanto meno oggi, quando abbiamo permesso a pupazzi e debosciati di fare i gauleiter per i nuovi padroni. Il tempo sbiadisce tutto; in Indonesia sugli stessi arenili di Seminyak che furono letteralmente intrisi del sangue di massacri di civili innocenti ora ci sono gli ombrelloni**. Ma noi rispettiamo El Alamein. Andate in vacanza in Egitto, luogo ricco di bellezze naturali e di storia; a scoprire vicinanze e dissonanze con un altro popolo mediterraneo di antica stirpe. Ma a El Alamein andateci solo per rendere omaggio ai caduti, ai 5200 ragazzi italiani morti lì, non per giocare a racchettoni e fare balli di gruppo.
*Trizzino A. Navi e poltrone. Longanesi, 1971
** Bevis V. The Jakarta method. Hachette, 2020.
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CENSURATO
3 settembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. C. Caselli “Generale Dalla Chiesa: il mio ricordo a quarant’anni dalla strage di via Carini”
Credo che gli omicidi eccellenti abbiano avuto moventi multifattoriali: che siano stati commissionati tenendo conto di una molteplicità di fattori. Tra questi la necessità di selezionare la classe dirigente “compradora” tramite la quale governare il Paese a scapito dei suoi abitanti. La selezione avviene anche marcando come proibiti alcuni tipi umani tramite l’assassinio. L’attuale catalogo politico, che ricorda un atlante di funghi saprofiti, corrobora l’ipotesi.
Era un carabiniere che ci credeva davvero, ed era professionalmente abile. Per di più, con le parole che Caselli riporta sulla mafia che concede come favore ciò che è diritto delineava una singolare figura di generale quadrato e tosto che esprime critiche politiche centrate e nobili che potrebbero provenire da un Salvemini o un Danilo Dolci. (Quando la tendenza è all’opposto che le istituzioni mafiosamente concedano come favore ciò che è dovuto). Un guerriero che parla come un filosofo va bene per la Repubblica di Platone. Ciò può avere pesato, insieme ai fattori contingenti, per il pollice verso.
Questi crimini necessitano di una “location” adatta, attrezzata e conforme al copione ad usum delphini. Se si vuole eliminare un Dalla Chiesa il machiavello è mandarlo a Palermo e affidare il lavoro ai mafiosi. (Se si vuole un picco di letalità che inneschi e sostenga a livello internazionale una cascata di provvedimenti mostruosi giustificandoli in nome della salute, la Lombardia orientale è il posto giusto).
[Il commento è stato censurato, rimuovendolo, dopo essere rimasto visibile per almeno una giornata e avere ricevuto dei like. Probabilmente per l’ultima frase, sulla location in Lombardia orientale della “mini Wuhan”. V. Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale. Il classico lavoro di Wennberg, The Dartmouth Atlas of Health Care in the United States. Hanover, NH:Trustees of Darmouth College; 1998, mostra come contrariamente a quello che istintivamente si crede la medicina sia un determinante dell’incidenza registrata di malattia, e così di forti variazioni nell’incidenza locale (nella prassi per ragioni di profitto, tramite il meccanismo della “supplier-induced demand”). Mostra inoltre come sia comune il fenomeno di creazione di malattia da parte della medicina. Sia dichiarandone la presenza surrettiziamente, o ri-etichettando patologie diverse, sia materialmente, pilotando il decorso clinico con azioni e omissioni. Nozione tabù in generale, e tanto più nel caso della strage covid in Lombardia, che gode di coperture e di versioni di comodo non inferiori a quelle delle stragi siciliane.
Per altri miei commenti sul quarantennale dell’omicidio di Dalla Chiesa, v. La selezione avversa]
3 settembre 2022
Commento al post di S. Limiti “Carlo Alberto dalla Chiesa, nelle carte di Moro il segreto del suo assassinio”
Dalla Chiesa non era un agnellino né un ingenuo. Ma si trovò a giocare contro la sociopatia al potere. Che toccando i tasti giusti riuscì ad attirarlo a Palermo, e quindi alla portata dei mitra dei mafiosi; facendo così rientrare agli occhi del pubblico l’eliminazione nella narrazione “mafiocentrica”, la versione canonica che resa credibile dagli omicidi eclatanti accentrando l’attenzione su uno dei grandi poteri criminali lascia liberi di agire gli altri. Come i poteri che vollero la morte di Moro; e che oggi ci sacrificano ai loro interessi facendoci andare in malora.
Ambrosoli scrisse alla moglie che non lo avrebbero ucciso perché sarebbe stato un omicidio firmato. Enrico Mattei, l’opposto degli attuali traditori, procacciava nel mondo con magistrale abilità l’energia per l’Italia. La moglie lo sentiva piangere la notte per le minacce ricevute; deve essersi sentito rinfrancato dalla laurea honoris causa conferitagli da Stanford. Ma non fece tempo a ritirarla. Lo deve avere anche rassicurato la presenza di un passeggero americano sul suo aereo. Tutti e tre persone di grande valore, che non avendo la testa del farabutto erano svantaggiate nel confronto col Male vero, che unisce lo studio psicologico della vittima, l’inganno perfido, la finzione gelida, alla sanguinarietà bestiale. La dicotomia buoni/cattivi è spesso semplicistica, si sa. Ma si può usare al suo posto quella tra “l’inferno e chi non è inferno” (Calvino), che è robusta.
@ Basettoni. Ci sono colpe anche nel farsi colonizzare senza resistere, e anzi collaborando: “If overall responsibility for the strategy of tension rests with the United States, a great burden of guilt must be born by the Italians, without whose willing participation the country’s terrorist ordeal would never have come about” (Willan P. Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy.2002; il libro dà anche un quadro non agiografico su Dalla Chiesa e il suo assassinio). Si parla sempre di mafia, un po’ di corruzione, ma mai della terza testa del mostro, il tradimento delle classi dirigenti. Né dell’ignavia omertosa degli italiani, che ora avranno modo di meditare sulle conseguenze degli atti di guerra cui, presi solo dai loro affari immediati, hanno voltato le spalle, come l’eliminazione di un capitano d’industria come Mattei,di statisti come Moro e di tanti che volevano servire il Paese.
@ Basettoni. Si viene estromessi dal lavoro, e con esso dalla possibilità di incidere sulla società, non come il facoltoso avvocato Conte, dagli ambigui addentellati, catapultato a palazzo Chigi; ma scomparendo in silenzio mentre si viene mascariati. A lupara bianca. Senza clamore, senza che se ne accorga altri che quelli che vanno educati. Su direttive di oltreoceano, v. R. F. Kennedy jr, “The real Anthony Fauci”, 2021, sulle epurazioni implacabili, e sulle munifiche selezioni alla rovescia degli “esperti”, pro frode in campo biomedico. Tramite notabili di casa nostra. Del genere di quelli che misero in carcere Domenico Marotta. Facendo largo ai Ricciardi e catapultando ai vertici i Crisanti. “Piacerini” di politici e magistrati dalle conseguenze nefande: “Why are so many people dying? The endless butterflies effects of damaging policies”, Gruppo Hart, 5 set 2022.
La precisa ripartizione delle responsabilità tra i quisling e le persone comuni – con il clero storico gestore e catalizzatore dalla pratica di vendersi l’Italia – forse è il problema dell’uovo e la gallina. In ogni caso non si può sollevare da una cospicua quota di colpe l’italiano medio, che, uso servire i santi e fregare i suoi pari, ancora meglio se le due cose assieme, ascolterebbe con impaziente distacco il suo quadro di asservimento nazionale. Che lei ha tratteggiato usando l’accetta, con tagli di troppo e senza gli sfumati che lo rivestono. Ma non è certo campato in aria.
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19 ottobre 2022
Blog de Il Fatto
Comemnto al post “Premio Sacharov, il vincitore dell’onorificenza per la libertà di pensiero dell’Unione Europea è il popolo ucraino: “Dedicato a chi combatte””
Questi premi all’Ucraina ricordano i riti nei quali le vittime sacrificali venivano addobbate con vesti sfarzose e gioielli prima di essere sgozzate. Superato il disgusto per l’ipocrisia, e la pena per la sorte di quella parte degli ucraini vittime dell’essere mandati al macello per interessi altrui, si può apprezzare un fenomeno nuovo, o meglio che è esploso dopo essere rimasto a bassa intensità: lo zelenskismo, dove i governanti si vendono i governati. Ora fino a mandare in malora il proprio paese per favorire poteri esterni. Zelenskismo praticato tra i paesi EU particolarmente da noi, dai vertici istituzionali, dai politici e dagli altri poteri dello Stato, forti della passività degli italiani. Che sono in pole position per conquistare anche loro il prestigioso trofeo Tafazzi.
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31 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Il discorso di Mattarella: “Parlare di pace è realismo, non buonismo”. L’allarme sul lavoro povero: “Immani differenze coi superprivilegiati” “
“Parlare” di pace non è “realismo”. E’ chiacchiera. Il mondo si sta coprendo di vergogna alimentando guerre e non intervenendo neppure a Gaza a separare materialmente i contendenti in quel minuscolo territorio. E’ l’infamia maggiore, superiore alle atrocità reali e alle reciproche accuse, che tutti parlino e nessuno faccia nulla. Il mondo sta come un cerchio di ubriachi vocianti intorno a due che si accoltellano. Non si muove nessuno. Figuriamoci Mattarella, noto per essere una specie di pantografo, fedele portavoce ed esecutore di agende dettate altrove. Al brindisi di fine anno leva il calice additando “immani differenze coi superprivilegiati” rispetto al lavoro povero e intanto ha il nipote, Bernardo Giorgio, a un sobrio stipendio annuo di 571000 euro di denaro pubblico. Mentre chi denuncia le conseguenze nefande dei signorsì istituzionali, come quelli sul covid*, toltogli il lavoro e la possibilità di lavorare viene ulteriormente impoverito tramite ostentati incessanti abusi d’ufficio; per boicottarlo e minacciarlo. E per autodiscredito istituzionale, dove si mostra al denunciante con chi ha realmente a che fare. More mafioso. Dietro a lezioni di etica pubblica, una specialità dei Mattarella di successo**.
* Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale.
**Bernardo Giorgio Mattarella. I doveri di comportamento dei dipendenti pubblici. In: La corruzione amministrativa. Cause, prevenzione e rimedi. Passigli, 2010.
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21 febbraio 2024
Blog de il Fatto
Commento al post di F. Baraggino “Poltronificio lombardo, il centrodestra si spartisce gli Istituti scientifici. Dal farmacista di FdI al papà dell’assessore forzista”
Ci sono due tipi di corruzione. Quella riconosciuta, bribery, cronyism, mazzette, clientelismo, etc. E quella tenuta nascosta, la institutional corruption* che consiste nel vendersi ai poteri forti, diventandone agenti; in cambio di posti di potere con relativi stipendi e privilegi. In Lombardia la falsa destra pratica entrambe. Da un lato obbediente ai poteri forti in campo medico perinde ac cadaver **. Dall’altro vivace nell’amministrazione “all’uso e’ Napule”. Napoli da dove Vincenzo De Luca vuole fare lo stesso, lanciare la corruzione “utroque” nel PD.
La formula ibrida si sta mostrando vincente rispetto alla pretesa di falsa sinistra, pentastellati, magistratura, giornalismo alla Report, di limitarsi alla corruzione istituzionale, che è più comoda perché evita giochi di sottobosco indecorosi e di sporcarsi le dita contando banconote. E che, gestendo operazioni che arrivano pitturate con pretesti etici, consente un’aura di alterità morale. In realtà fasulla, perché la corruzione verso l’alto non è meno perniciosa dell’altra, e può essere perfino peggiore. Soprattutto in campo medico.
* Light DW. et al. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of law, medicine and ethics. June 1, 2013. Light DW. Strengthening the Theory of institutional corruptions: broadening, clarifying, and measuring. Edmond J. Safra Working Paper, No. 2. 20 march 2013.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
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25 luglio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Il magistrato Bono: “Separazione delle carriere? Il pubblico ministero deve restare indipendente, non può sottostare al governo””
Magistrati come questa nuova leva ripetono l’irrealistico catechismo che attribuisce a una mafia “arte e fattura diabolica”, cioè alla manovalanza, Capaci e via d’Amelio. Non nominano come mandanti i poteri sovranazionali; il motore primo rispetto ai quali i magistrati appaiono essere, oggi non meno di allora, troppo acquiescenti e servizievoli, dietro alle declamazioni di loro affinità morali con quei magistrati e forze di polizia che di tali poteri furono vittime, traditi da loro stessi colleghi.
Giustissimo che non siano condizionati dall’esecutivo; ma neppure dai burattinai, che invece servono non diversamente dall’esecutivo e dalle alte cariche, e a volte in grado perfino peggiore. Vedi es. nel mio sito “Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura”.
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3 gennaio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Cecilia Sala, l’Iran avverte l’Italia: “Siete complici della politica ostile Usa degli arresti arbitrari. Così danneggiate le relazioni””
A parte l’intrigo internazionale, manca una parte alla descrizione mediatica della vicenda; un aspetto domestico che gli italiani accettano sia loro taciuto mentre dovrebbe interessarli. L’Italia è in una condizione che ricorda quella della repubblica di Vichy*. “L’Italia mi fa sempre pensare alla Casablanca di un vecchio film, un posto dove tutti sono presenti e tutti fanno affari. Però sempre nel nome dell’interesse nazionale.” (A. Mangia, professore di diritto costituzionale). Viene tenuto in ombra come la classe dirigente, risultato di un processo selettivo – che in passato è arrivato a usare anche l’eliminazione fisica esemplare di politici, magistrati, CC e poliziotti, giornalisti – sia collaborazionista. Viene celato come non solo il Viminale, che ha noti trascorsi a riguardo, ma, di concerto, anche i magistrati si prestino a fare da tirapiedi agli USA. Anche neutralizzando italiani tramite il potere giudiziario; con interventi che mantengono un elevato grado di “purezza” della classe dirigente che ci ritroviamo. Viene nascosto agli occhi del pubblico il ruolo della magistratura nell’aggiramento dell’art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione”. L’attività sui connazionali è facile e senza rischi. Mentre verso stranieri il bersaglio non sempre è indifeso come piace ai nostri eroi; e la nostra selezionata classe dirigente si svela per ciò che è inimicandoci i vasi di ferro emergenti.
* I “capitano Peugeot” nell’Italia sottomessa
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6 gennaio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Elisabetta Belloni lascia la guida dei Servizi: via dal 15 gennaio. Lei: ‘Scelta personale’. E smentisce incarichi in Ue con von der Leyen”
I nostri servizi e i farmaci promossi, o meglio imposti, tramite la von der Leyen sono legati sotto almeno due aspetti. a) L’appoggio all’operazione covid, che riporta al noto, immancabile ruolo dei servizi in stragi e depistaggi ordinati da fuori, in operazioni che viene fatto credere siano cose del passato*.
b) Due eminenti epidemiologi oggi riportano che era noto da studi iniziali che gli inoculi del “vaccino” Pfizer-Biontech causano linfopenia, cioè una riduzione dei linfociti, in almeno il 4.6% degli inoculati**. I linfociti sono la prima nostra “prima linea” contro le infezioni virali. Invece di proteggerci, questi inoculi, forzati con disinformazione, paura e ricatti mafiosi, rendono vulnerabili ai virus. Anche i nostri servizi si presentano come difensori della nostra sicurezza ma invece di proteggerci da forze esterne lavorano per il re di Prussia.
Dopo il comportamento di Cossiga e le frequentazioni di Napolitano mentre si stava tradendo Moro, non ci sarebbe da stupirsi se certe prove di fedeltà portassero alle porporine e ai velluti del Quirinale.
*Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale.
**T Jefferson, C Heneghan. The MHRA papers–Part 3b. Jan 6, 2025.
@ Ground.01: V. “The MHRA Papers – Part 3 A” coi 2 link ai documenti (è la Pfizer che riporta ciò che solleva la tua incredulità): un PDF di 7000 pagine e una tabella in xlsx. Avresti dovuto guardarli prima di parlare. A mia volta vorrei sapere qual è l’ospedale del quale sei espressione, visto che non parti dal dato scientifico discusso, ma da ciò che a quanto dici ti risulta. Davanti alla discrepanza asserita tra l’ospedale e i dati sperimentali della stessa Pfizer non trovi altra spiegazione che mettere in dubbio i dati – sepolti tra le carte. Chiedere chi sono Heneghan e Jefferson mi ricorda la Cardinale che in un film con Sordi alla domanda “quando è morto Giulio Cesare? “ risponde “non sapevo neppure che era morto”. Per quanto importante e di primissimo ordine la struttura che vanta la tua presenza non è il mondo. Voi addirittura monitorereste sistematicamente i linfociti nei vaccinati … quando questa documentata leucopenia in fase I è stata tolta dal quadro omettendo l’elementare conta dei linfociti in fase II/III. Quando si inocula a vista, senza analisi pre- e post-. E non si distingue tra inoculati e no per camuffare come “long covid” i danni da inoculi. Come i servizi, che si presentano come la cura e sono la malattia. Un’altra delle innumerevoli omissioni e sofisticazioni covid; protette dalle stesse company di Belloni e c. che stanno gestendo l’affare Sala, che puzza di combine, dove pure con la scusa della “cura” si provoca un ulteriore male agli italiani.
@ Ground.01: Non sto parlando a te; replico alla tua arrogante antiscienza. Che nega il principio base della EBM con la quale vi riempite la bocca: le percezioni nella pratica clinica non dirimono. E’ per questo che vanno fatti trial per approvare i farmaci. E studi di farmacovigilanza per valutare se hanno effetti dannosi. Es. per vedere gli effetti di una vaccinazione di massa. Effetti, come linfopenie in un 5% dei vaccinati e le loro conseguenze, non rilevabili a occhio. Proclamare perentori “non mi risulta, ergo è falso” è da Einstein. Ma quello degli spot Eurospin “la spesa intelligente”.
Anche Pfizer, i cui dati, occultati, neghi come roba con la quale irretirei “adepti”, dandomi del santone, ha dovuto imbastire trial, per quanto manipolati. Vi atteggiate a inflessibili scienziati, sacerdoti dei dati; ma vi riservate di pontificare a naso, sconfessando gli stessi risultati di quelli che servite, se pronunciati da “profani”*.
Lancet ha appena definito “feudale” la medicina italiana. Lo fa per ragioni strumentali: asservirla ancor più al grande business. Ma tu confermi che è una medicina dove chi non si fa servo viene affrontato da pugnaci vassalli medievali; poco ferrati sulla materia sotto la latta dell’armatura.
*coloro che li hanno recuperati e resi pubblici li liquidi con l’equivalente del gridare “chi c. sono”; Heneghan è professore a Oxford, autorità mondiale sui trial; Jefferson è a capo di sezioni Cochrane, ed è consulente di istituzioni UK, australiane e italiane.
@ Ground.01: Caro Teofilatto dei Leonzi, non preoccuparti. Probabilmente la comparsa di allucinazioni uditive in aggiunta al tuo discorso senza senso è dovuta a una crisi passeggera da stress per il wishful thinking estremo, dove addirittura dici che non è vero ciò che i documenti Pfizer riportano. Non volendo pensare che tu faccia uso di sostanze che alterano la percezione della realtà, inclusa la percezione di sé stessi.
@ Ground.01: Confermi la tua l’attrazione per il surrealismo ribaldo. Le distese di provette sempre uguali, il continuo pipettare, il tran tran monotono dei macchinari, le distese di cifre degli stessi elenchi ripetuti senza fine possono spingere a sfogarsi sognando cavalcate sfrenate in spazi immensi e senza regole.
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12 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Ddl Sicurezza, i familiari delle vittime delle stragi contro la norma che “scuda” i servizi: “Licenza criminale, offesa alla Costituzione””
Le leggi devono rispettare la realtà empirica: infiltrare e istigare è ciò che i servizi hanno sempre fatto. Rispettare la ragionevolezza: è come fare diagnosi salvavita tramite autopsia. La logica: è rendere non falsificabili le accuse; non si potrà dire se è stata un’azione di provocazione o terrorismo di Stato. La dignità e il decoro: pure Vito Catozzo diceva che il figlio si vestiva da donna e si truccava per mimetizzarsi, in modo da potere avvicinare le ragazze e quindi cuccarle. A brigante brigante e mezzo: se i terroristi fossero davvero così diabolici che è necessario stimolarli nel crimine per guadagnarsene la fiducia, allora potrebbero anche essere così demoniaci da mangiare la foglia e manovrare gli infiltrati; la legge “salva scannacristiani di Stato” dà loro un’arma.
Ma la prima reazione dovrebbe essere rendersi conto che accettando pavidi la comoda favola ufficiale sulla quale poggia tale sparata ci si fa complici. E cessare quindi di rispettare l’omertà sui poteri atlantici motore primo; e sulle istituzioni svendipatria; il tabù sulla centralità del tradimento nelle vicende del Paese*; la narrazione onirica che attribuisce alle manovalanze capacità sovrumane**; e le fa figurare come mandanti autonomi, “strage fascista”, “lo ha deciso Riina” etc.
* La terza testa del mostro
** I terroristi samurai e la mafia AFD
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18 aprile 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Migranti, Mattarella ricorda la strage del 2015: “Grazie alle navi che salvano vite. Servono canali legali di arrivo””
“sembra che il filo conduttore sia unico, forse originato da un concetto nuovo dell’amor di patria, diverso da come è stato inteso finora: «Più uno amava il suo paese», dice Maugeri [ammiraglio] , «più doveva pregare per la sua sconfitta sul campo di battaglia». Richiamare indietro le nostre navi quando erano in condizioni di superiori forze; farle uscire in due quando avrebbero potuto andare in quattro; dirottarle quando potevano incontrare vittoriosamente la flotta inglese e trarle fuori di strada con notizie artefatte; farle viaggiare a velocità ridotta quando interessava, invece raggiungere il nemico il più presto possibile; mandarle contro navi da burla quando c’erano quelle vere da affrontare” (A. Trizzino. Navi e poltrone).
Quanto sangue sul fondo del Mediterraneo. Anche quello dei marinai italiani che dopo essere stati mandati in una guerra infame e balorda furono traditi e fatti massacrare dai vertici della Marina militare. Giacciono insieme ai migranti lasciati annegare per giustificare il nuovo tradimento dell’immigrazione forzosa. Le morti catalizzate e catalizzatrici*, con le quali si fa passare il tradimento per eroismo, sono una costante della nostra storia. Gli annegamenti giustificativi dei migranti; gli omicidi a manovalanza mafiosa e terroristica dei pochi valorosi, con i quali si è creato un alibi alla massa dei colleghi appoltronati, corrotti e asserviti; la strage d’innesco in Lombardia per giustificare i diktat covid.
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7 dicembre 2025
Blog de il Fatto
Commento al post “Travaglio sul Nove: “Trump rinuncia all’Europa? No, sa di avere in tasca questa classe politica: li brutalizza con il loro consenso””
“Sa di avere in tasca questa classe politica [europea]: li brutalizza con il loro consenso”. Penso una cosa simile di tutta la classe dirigente italiana. La chiamo “obbedienza di 4° grado.” In un film di Magni un gesuita spiega a Filippo Neri che per i gesuiti ci sono 3 gradi di obbedienza: 1 fare ciò che viene ordinato; 2 obbedire facendo propria la volontà del superiore; 3, l’unica perfetta, divenire strumento inanimato, che non pensa, il famoso “perinde ac cadaver”. La nostra classe dirigente, così caporalesca, mentre è altezzosa e scostante con i cittadini comuni pratica verso i poteri forti l’obbedienza di 4° grado, dove si obbedisce e si accetta di farsi disprezzare dal padrone, anche pubblicamente, per le conseguenze degli ordini eseguiti. Si accetta di farsi definire per quello che si è dagli stessi che si servono. Dice un proverbio anglosassone “il tradimento va bene ma il traditore fa schifo”. Invece dell’immagine dell’acconsentire a farsi violentare, avevo pensato al farsi urinare in faccia contenti. Il servilismo che si accolla tutto è probabilmente prova di “affidabilità”. Come ricorda Travaglio in questo eccellente commento, non è questione di Trump: lo fanno – tutte le varie fazioni – coi padroni di turno chiunque essi siano.
@ Minutemen: Sono quelli che dovrebbero rappresentare i nostri interessi che stanno praticando l’obbedienza di 4° grado. Il nostro interesse in questa tragica follia dell’Ucraina è così semplice che è valida e dignitosa l’opinione dell’uomo della strada, di non alimentare un massacro che sta consumando anche noi. Non bisogna stare né coi russi né con gli USA. Ma avere buoni rapporti con entrambe queste grandi nazioni, per quanto possibile. Non fare i loro interessi, incluso il fare la voce grossa e buttare benzina – e i nostri soldi – sul fuoco nell’ambito di un gioco delle parti. Sui russi, picchiare per primi non significa necessariamente essere gli aggressori; ma è illusorio anche credere che ci siano dei “buoni” e che siano loro. Mi sembra tutto un sanguinoso gioco di specchi, dove noi siamo i più deboli data una classe dirigente venduta fino alla sconcezza. Anche il nick che ti sei scelto, che ricorda Alberto Sordi col cappello di pelo con la coda alla David Crockett, non è molto rassicurante.
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2 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mattarella fa bene a esortare i giovani a non rassegnarsi, ma avrei preferito qualche accenno alle criticità strutturali”
Affascinano le rapide carrellate sulla storia recente, il vedere la grande storia dispiegarsi in diretta in parallelo con la propria minuta vicenda umana. Non è sfuggito a cantautori come Reitano, “Aida”, e Guccini, “Il 3 dicembre del ‘39”. Mattarella si rifugia in questo topos retorico.
Resta da cantare una rapida storia dell’Italia dal fascismo a oggi sotto la terza testa del mostro, quella accanto a mafia e corruzione: il tradimento. E una sua manifestazione particolarmente infame, oltre che deleteria: le epurazioni degli uomini migliori, che lavoravano per il bene del Paese, e la loro sostituzione con una galleria di yes men senza vergogna che prosperano vendendo gli italiani.
Dagli omicidi politici e ai magistrati pro-mafia nella Sicilia del dopoguerra di Bernardo Mattarella; e di Danilo Dolci, da Mattarella fatto condannare; dal generale Bellomo a Mattei, a Moro, a Piersanti, La Torre, Pasolini, Dalla Chiesa e tanti altri. S. Mattarella, non nato con un cuore di leone, esorta i giovani ad avere carattere; addossando così su di loro la responsabilità. I giovani non lo sanno, ma rompendo lo stampo di uomini di valore, impedendo che ne emergano altri dello stesso tipo, e favorendo soggetti del livello che vediamo, è il loro futuro che viene compromesso. C’è sempre posto per i docili e i ruffiani, mentre non è vero che essere coraggiosi e guidati dagli ideali aiuti; anzi. Ed è così perché dell’Italia è stato fatto un paese che non è per i Piersanti.
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14 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Bauducco “Referendum, a Torino in trecento per il lancio della campagna per il No: “I diritti di tutti i cittadini sono in pericolo””
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4 febbraio 2026
Blog de il Fatto
Comento al post “Morto Corrado Carnevale: l’ex giudice della Cassazione soprannominato “l’ammazzasentenze” aveva 95 anni”
Capitolo 13 Il caso Carnevale
1.L’episodio più emblematico di infiltrazione di Cosa nostra nell’amministrazione della giustizia – 2. L’assassinio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, fedele servitore della Repubblica – 3. Le fasi del processo per l’omicidio Basile – 4. La giornata del 7 marzo 1989, l’episodio del «massaro» e la condanna di Carnevale per complicità con Cosa nostra – 5. Il ruolo della presenza nell’ufficio del presidente Carnevale di un emissario di Cosa nostra, identificabile in Francesco Messina, reggente della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo – 6. L’annullamento della sentenza di condanna nei confronti di Corrado Carnevale. (G. Turone. Crimini inconfessabili, 2024).
Il caso Carnevale mostra come nella magistratura italiana l’essere “un eccellente giurista” possa conciliarsi con l’intimidire un altro giudice avvalendosi di un mafioso.
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2 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Iannuzzi “Quindi se la mazzetta è ‘modesta’, non è grave? Nordio mostra un cortocircuito perfetto”
Le posizioni di Nordio, il cantarsela e suonarsela con tanta naturalezza, appaiono, più che inspiegabili in quanto già magistrato, spiegabili con la sua provenienza dalla magistratura. La modica quantità, la tenuità*, non è che uno tra i vari “jolly” che magistrati e altri poteri condividono per eludere la legge e a volte trasformarla in strumento di iniquità. Un altro sono le perizie psichiatriche, da Semerari a Pifferi**. O “la forma”, della quale si dice che “la forma è sostanza”. La forma è forma, e a volte non è neppure quello, trattandosi di formalismi ad hoc per praticare la lupara bianca della sostanza. O “l’emergenza”, vecchio trucco dei piccoli truffatori e arnese del potere, “sovrano è chi decide sullo stato di eccezione” (Schmitt), applicato col covid, ribadito giorni fa da una Gip per la quale un’asserita emergenza renderebbe lecito costringere a inoculi in massa di prodotti non adeguatamente testati. Un jolly particolarmente infame è coniare falsa moneta etica coi bambini. Con la scusa del bene dei minori si può servire il male. Dal caso Minetti alle intimidazioni al popolo tramite il sequestro facile dei figli e i processi per omicidio volontario ai genitori che esitino nel consegnarli al business biomedico***, delle cui degenerazioni ci si fa complici invece di perseguirle.
* La modica quantità di corruzione, mafia ed eversione
** Patologizzazione surrettizia e materiale
*** Il fuorigioco etico
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Vedi anche:
I quattro livelli del depistaggio
I magistrati servitori di più padroni
La selezione delle forze armate
Il coraggio dei Carabinieri e la loro attività di repressione dell’onestà
I “capitano Peugeot” nell’Italia sottomessa
L’omertà e la complicità nazionali nelle epurazioni USA
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
I professionisti della metamafia
Un certificato di decenza per le attività antimafia
Sfumature di nero. I preti e i mafiosi