Blog di Marco Cedolin
Segnalata come commento al post “Il bosco, la ruspa e l’autista” del 19 feb 2011, blog “Il corrosivo”
Pubblicata sul blog “L’aria che tira” il 21 feb 2011
-Erano soldi tuoi ?
-NO.
-E allora li hai rubati ! C’è la parola, perché non la dobbiamo usare.
(Il pazzo al responsabile di un ammanco di cassa in “Ditegli sempre di si” di Eduardo De Filippo)
Marco Cedolin lamenta che il senso delle sue parole non sia stato ben compreso. Cedolin giustamente mostra come al di sopra degli scontri furibondi tra Berlusconi e i suoi oppositori ci sia una comune obbedienza a poteri maggiori. Si lotta per avere il posto di ruspista, che poi eseguirà lo stesso progetto di distruzione del bosco, dice Cedolin. E’ un peccato che un concetto tanto basilare, che con tutti i distinguo possibili è semplice e solido nella sua essenza, non venga compreso dai bloggers, che dovrebbero essere tra i cittadini più svegli.
In parte ciò è dovuto alla subalternità culturale al pensiero unico. Questo sforna slogan, manipola e mistifica il linguaggio a piacimento, e impone capillarmente il suo discorso; chi si oppone è costretto a usare un linguaggio già viziato, che travisa e nasconde. Non si chiamano col loro nome le cose semplici, né tanto meno si dà un nome a quelle più complesse che devono restare in ombra.
Dobbiamo invece avere un nostro linguaggio. A proposito di una delle pietre angolari del sistema, che Cedolin indica ma è invisibile ai più, c’è una parola utile: “compradora”. La “borghesia compradora” era creata nei paesi occupati dai colonialisti ottocenteschi come mediatrice dello sfruttamento. Al di là di pedanterie filologiche, questa parola può essere adottata per indicare la circostanza che la nostra classe dirigente e i “nostri” rappresentanti politici tendono a usare la loro posizione per consentire a forze straniere uno sfruttamento della nazione sotto il profilo politico, economico, culturale, etc . Gli acquirenti principali oggi sono gli USA, UK e Israele. Il motivo geopolitico è affiancato o meglio sovrastato da quello economico: i grandi potentati transnazionali che possiedono il mondo; banche, multinazionali, private equities, etc. Il prezzo è stracciato: interessi enormi venduti spesso per miserabili vantaggi personali.
Si possono sommariamente distinguere 4 aspetti del fenomeno.
1. La borghesia compradora italiana è in parte imposta. Nello stato di sovranità limitata instaurato nel dopoguerra si sono epurate anche con la violenza fisica figure forti che mostravano autonomia, e interesse al destino dell’Italia, come Mattei o Moro, per insediare dei viceré fantoccio oppure ben disposti a compromessi.
2. In parte è un fenomeno volontario. La selezione avversa della classe dirigente ha innescato una corsa dei mediocri per vendersi in modo da avere successo. Ciò è avvenuto non solo in campo politico, economico, industriale – o confindustriale – ma anche nel campo culturale e delle professioni. Dal giornalismo alla scienza. Influenzando in senso positivo o negativo le carriere, i committenti plasmano la classe dirigente nostrana, e con essa i costumi e la politica. Vedi ad esempio “La guerra fredda culturale. La CIA e il mondo delle lettere e delle arti” di F. Stonor Saunders.
3. Il fenomeno è trasversale e ubiquitario, ma ha il suo baricentro in forze che all’apparenza sembrano le più sane, progressiste o ideologicamente lontane dai referenti del doppio Stato: sinistra, magistratura, clero e altre. Da questa mimetizzazione deriva parte della difficoltà nel comprenderlo.
La “sinistra” è specializzata in figure bifronte, che con la faccia rivolta a chi sta in basso impersonano, “narrano”, come dice Vendola, una politica pulita; mentre con l’altra si accordano con quelli che stanno in alto, facendosi fiduciari dei loro interessi. Es. due papabili di alta qualità per la presidenza del consiglio: l’astro nascente Vendola, il “poeta comunista” che fa pensare a Pasolini, ma è tutt’altra cosa, di recente benedetto in un tour USA dai signori del liberismo, e osannato in Italia dalla massa dei disgustati da Berlusconi; e Rosy Bindi, la pseudoAnselmi http://menici60d15.org/2011/02/18/la-pasionaria/ .
E’ difficile pensare che le organizzazioni dei magistrati non vedano nulla, e che i magistrati siano tutti e sempre in buona fede quando favoriscono sostituzioni in senso liberista della classe di governo, es. con Tangentopoli e ora col Mignottagate; mentre allo stesso tempo favoriscono gravi crimini intimamente connessi a grandi interessi, come quelli del business mondiale della medicina.
Il Vaticano ha una tradizione millenaria nello stare a galla spartendosi l’Italia con stranieri, e appare avere inoculato tale costume nella nostra cultura.
Svolgono un ruolo non secondario nella borghesia compradora altre agenzie etiche, come le forze di polizia, i sindacati, gli intellettuali, la burocrazia, etc.
4. La gente è complice e partecipe, con la sua miopia e superficialità, col vendere il voto per un piatto di lenticchie a amministratori infedeli che venderanno anche chi li ha eletti; col non saper reagire in altro modo che seguire stolidamente le mode ribelliste pilotate che la porteranno dalla padella alla brace. Docile come un bue, ma capace di inviperirsi come un toro quando gli si fa notare che il suo ultimo beniamino la sta imbrogliando; che il primo requisito di un candidato politico deve essere che rappresenti gli interessi, leciti, del popolo o almeno di parte di esso, e non gli interessi di poteri superiori, altrimenti votarlo è antidemocratico e poco furbo. E che buona parte dei mali dei quali ci si lamenta derivano dal fatto che l’Italia è un Paese in vendita.
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Blog TNEPD. Commento al post “Dopo i bombardamenti umanitari anche le privatizzazioni umanitarie” del 7 set 2011
La vendita del Paese, cittadini compresi, a poteri sovranazionali da parte delle classi dirigenti non avviene per caso, o per colpa, ma per dolo e premeditazione. Andrebbe riconosciuta come un’entità politica a sé stante; una forma vera e propria di potere, per quanto subalterno, vile e parassitario. E’ un aspetto fondamentale e misconosciuto del sistema di potere italiano, che ha un nome:
v. “C’è la parola:compradora”
http://menici60d15.org/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
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Blog Conflitti e strategie
Commento al post “Gli elementi antinazionali (da sempre)” di Giellegi del 9 set 2011
Credo che finalmente ci si stia rendendo conto di quanto sia centrale il problema delle pratiche compradore delle nostre classi “dirigenti”:
http://menici60d15.org/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
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6 marzo 2013
Blog di A. Giannuli
Commento al post “Ancora sulle candidature al Quirinale” del 5 marzo 2013
Credo che in Italia abbiamo un serio problema di di “borghesia compradora”, e anche di “quisling”, cioè di una classe dirigente da quattro soldi che si vende il Paese a poteri esteri. Problema aggravato dalla acquiescenza ovina degli italiani. Sarebbe quindi nostro interesse non avere come presidente il solito maggiordomo che favorirà la messa a sacco del Paese. Quelli personalmente integri ma che accettano l’egemonia, culturale prima che politica, dei padroni del mondo, potrebbero essere non meno dannosi di quelli venduti senza vergogna. Pertanto in questo gioco dell’immaginare il Presidente io voterei Imposimato, che, con tutti i limiti che gli si possono trovare, riconosce, e spiega, che poteri forti sovranazionali “condizionano” pesantemente l’Italia. (v. ad es. “La Repubblica delle stragi impunite”).
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25 gennaio 2014
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Gentile “‘La grande bellezza’, (poche) parole contro il film di Sorrentino”
Mi pare un film fatto con mestiere e furbizia. Un interessante documentario sul generone radical-chic romano. Viene sopravvalutato per due motivi. a) Adula lo spettatore medio. Lo fa sentire come un critico del costume mentre sbircia in un mondo che si presta ai pettegolezzi e alla cui cultura non è in realtà estraneo. Lo fa sentire sensibile con gli estetismi accattivanti, di grana un po’ grossa (i fenicotteri mi ricordano il pavone di Amarcord); e persona di cultura con i dialoghi midcult. b) Attacca il cavallo dove vuole il padrone. Di “Mediterraneo” (prodotto da Berlusconi), celebrazione della viltà e del disimpegno, premiato con l’Oscar, Daverio disse che rappresenta gli italiani come li vogliono gli anglosassoni. Qui si mostra una classe dirigente decadente e in decadenza. E, finalmente, una “sinistra” finta che non vale niente. Una Roma in disfacimento, ancora sontuosa, che si presenta inerme alla calata dei barbari. Il film contiene innegabilmente un’utile denuncia. Ma a sua volta rappresenta il vizio taciuto della nostra molle classe dirigente, e degli intellettuali: quello di vendersi l’Italia e i connazionali. I premi che sta ricevendo appaiono dovuti anche all’interesse di dare l’esempio ai colonizzati su come ottenere approvazione e successo. Sarebbe utile prendere il film come spunto per reagire, pretendendo una classe dirigente adeguata; e non crogiolarsi nel “come è vero”, “gajardo”, e sperare nella bambolina a Los Angeles.
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19 febbraio 2014
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Signorelli “Corruzione, che passione!”
@ clack. La corruzione è un cancro; ma non consiste solo nelle mazzette e nei favoritismi. C’è anche la corruzione che consiste nello svendere il Paese e i suoi cittadini a interessi esterni; in genere in cambio di privilegi, e potere sui concittadini, piuttosto che di denaro. Una corruzione che è anche eversione e tradimento. Ci sono quelli che praticano entrambe le forme; e quelli che, praticando solo la corruzione di tipo eversivo, che passa inosservata, pretendono di essere considerati dei Catone della pubblica moralità. Tipico di questi corrotti-traditori è lo sfascismo, il premiare e incoraggiare nei fatti il malcostume per il quale a parole si stracciano le vesti. In modo da favorire il fallimento del Paese e quindi la sua vendita a prezzi d’occasione.
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4 marzo 2014
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Bellelli “Psicologia sociale: il familismo amorale nell’Italia di oggi”
L’analisi statunitense è di parte e incompleta. Il familismo amorale c’è; un testo fondamentale per la comprensione dell’Italia è la difesa di Giuda da parte di Troisi in Ricomincio da tre (Youtube). Ma deriva dalla mancanza di comprensione dell’interesse pubblico come interesse privato: in un popolo il cui orgoglio è stato dilavato da secoli di dominazioni, e indottrinato dai preti a litigare coi fanti e leccare i santi se si vuole sopravvivere, il singolo non capisce che è in primis proprio interesse avere una sfera pubblica sana. Che se si lascia uccidere Mattei, e gli altri epurati, poi si vivrà peggio. La legge accettata è quella dei rapporti di forza; e si accetta la società ordinata secondo la gerarchia effettiva che ne deriva. La politica è sostituita dalla speranza individuale del vassallaggio: che servendo un potente si diverrà signori, anche microscopici, ricevendo un piccolo feudo. Ciò è diffuso da Domodossola a Lampedusa, dal magazziniere raccomandato alle alte cariche atlantiste. I nostri “potenti” sono per lo più povera gente che ha ottenuto di divenire grande feudatario, vendendosi pezzo dopo pezzo il Paese. Al Nord si sottomettono a padroni più forti. Sembrano puliti perché – in cordate clientelari – servono i poteri globalisti senza volto, i poteri “innominati”, più che il piccolo viscido galantuomo di paese. In questa corsa al padrone i terroni settentrionali non fanno meno danni di quelli doc, e se siamo dove siamo lo si deve anche a loro.
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@ A. Bellelli. Ho letto il libro. Interessante, anche se prende in esame un paese “spaventosamente povero”, con un alto tasso di mortalità e problemi di denutrizione, dove nessuno dei 2000 abitanti ha una propria automobile. Ma non mi pare che l’autore consideri la “mancanza di comprensione dell’interesse pubblico come interesse privato”. Considera invece la mancanza di una espansione dell’interesse privato nel pubblico, sempre su base egoistica e familistica (l’ottenere prestigio, soddisfazioni), che è una cosa diversa dal sospendere l’egoismo e curare l’interesse pubblico per non subire un danno. Banfield (che cita Milton Friedman tra i riferimenti metodologici della sua analisi sulle possibilità di sviluppo economico di una popolazione straniera) auspica tale espansione affinché favorisca lo sviluppo economico. Questa espansione l’abbiamo avuta, la crescita c’è stata, le condizioni materiali di vita sono migliorate; tutti vogliono essere qualcuno e “realizzarsi”, le strade sono intasate di auto e le arterie di placche ateromasiche; ma il familismo amorale è rimasto. E si è forse aggravato; come Banfield riconosceva sarebbe potuto accadere, nel chiedere di uscire dal familismo pigiando sul pedale del familismo. L’interesse privato ha già invaso il pubblico, con effetti misti e a volte disastrosi. Noi, trascurando di tutelare la sfera pubblica, paghiamo sempre più tasse per arricchire dei privati mentre i beni pubblici che le tasse dovrebbero finanziare ci vengono tolti.
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Che nel bianco della bandiera nazionale andrebbe scritto “Tengo famiglia” Longanesi lo ha detto ancora prima, o senza avere letto la descrizione di Banfield (1955); che è più vicina alla Lucania di C. Levi o alla Calabria di Alvaro che all’Italia di 60 anni dopo. E una tale bandiera rappresenta l’intero territorio. Quando vivevo in USA ho sentito diverse volte questa tesi dell’Italia del Sud arretrata e familista rispetto al Nord “calvinista” e progredito; e ho potuto osservare che per maggior senso civico si intendeva una maggiore aderenza ai dettami liberisti. Declinati comunque all’italiana. Non ci sono solo i don Ciccio Mazzetta; anche i Perego padani e i burocrati romani tengono famiglia. Dimmi chi voti e ti dirò che idea hai del bene pubblico; e a giudicare dalla scarsa o assente correlazione tra la qualità degli eletti e la loro provenienza regionale, lo spirito civico, che in effetti storicamente era più vivo in alcune aree, come quelle che hanno conosciuto i Comuni, si è disciolto sotto l’effetto corrosivo e omologante del liberismo, lasciando poco più che una maschera. La cui consistenza posso tristemente apprezzare, frequentando sia la Lombardia che la Calabria, e constatando direttamente, con tutto il rispetto per il venerabile studio di Banfield, insieme alle differenze le affinità, le convergenze e i legami inconfessabili tra le due popolazioni rispetto alla sottomissione a chi comanda; e rispetto alla conseguente amoralità pubblica.
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7 agosto 2014
Blog de Il Fatto
Commento al post “Riforme, Draghi: “Per Paesi Eurozona è momento di cedere sovranità all’Europa”
Allora però basta con l’immunità. Se i nostri politici, e quelli che occupano le istituzioni, anche formalmente, oltre che di fatto come già avviene, devono obbedire a poteri maggiori; se hanno su questioni fondamentali funzioni non di governo ma amministrative, l’immunità per loro non è più giustificabile, in nome di un’astratta tutela dell’attività politica. Anzi è dannosa: sarebbe come dare l’immunità a un sindaco di paese, o a un amministratore di condominio.
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17 ottobre 2014
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Ora vi spiego perché l’onestà in politica serve a poco.”
Della tavola di contingenza 2×2, data dalle due righe “onesto-corrotto” e dalle due colonne “intelligente-imbecille” il prof. Giannuli privilegia 2 delle 4 caselle formate dalla combinazione degli attributi: “onesto ma imbecille” e “disonesto ma intelligente”. Questa categorizzazione “a stemma di BMW”, mi sembra ricalchi dei cliché graditi al potere. Gli imbecilli disonesti sono una specie in via di estinzione? E gli onesti capaci, ciò che una democrazia dovrebbe obbligatoriamente darsi, sono una curiosità trascurabile? Gli psicologi al contrario considerano che vi sia un’associazione tra moralità e intelligenza; infatti il test WAIS per la misura dell’intelligenza comprende anche domande che testano l’esercizio del giudizio morale.
E i mediocri, i grigi senza infamia senza lode che sono come una zavorra liquida? Anni fa, uno studio sulla disonestà dei medici indicava che “gli squali” sarebbero una minoranza; i danni maggiori sono causati dalla massa degli ignavi che seguono la corrente.
Il topos del disonesto intelligente preferibile all’onesto cretino lo sentii per la prima volta da un piccolo, vulcanico, politico calabrese, che spiegava: “in una contrattazione, il bandito intelligente sa quello che può ottenere e quindi dove fermarsi: l’onesto stupido non capisce, va avanti a oltranza e non ottiene niente”. Una tesi che mi colpì, perché appare avere, come ciò che scrive Giannuli, una parziale validità, e correggere un’idea infantile della politica. C’è però da parte dei politici una tendenza a confondere speciosamente tra rettitudine e cretinaggine. Ciò che un politico non può essere è l’essere ingenuo, fuori dal mondo. Come al solito quei furboni dei preti hanno la formula teorica giusta, quella del “serpente e colomba”. Anche se poi a seguirli finisce che si hanno politici candidi come serpenti e astuti come piccioni.
Quello che a mio parere rende carente e pericoloso l’argomento di Giannuli è che, seguendo il pensiero comune, considera solo la corruzione verso il basso, il rubare, la “bribery”. Mentre c’è anche, ed è più grave, la corruzione verso l’alto, il vendersi ai poteri forti, legalizzando il crimine. Nel suo esempio del chirurgo ladro ma bravo e di quello onesto ma inetto, egli trascura questo aspetto. Il primo chirurgo ti opererà, con mano ferma e tecnica magistrale, anche se non c’è reale indicazione, danneggiandoti; e legalmente, seguendo linee guida che glielo permettono. O anche, manipolando le sue publicazioni scientifiche, farà apparire come miracolosa una cura che non funziona, o che in realtà è limitata e di scarsa rilevanza pratica, reggendo il gioco a una serie di altre lucrose frodi e contribuendo a moltiplicare la corruzione strutturale, legalizzata, nella medicina. Tanti pecoroni lo seguiranno. Il marketing farmaceutico punta molto sulla “crema” di questi abili e carismatici furfanti, che chiama KOL (key opinion leaders). Quello incapace, se onesto, tendenzialmente si opporrà a tale andazzo, e contribuirà alla tutela della salute anche così.
Essere onesti, anche se non brillanti, implica anche riconoscere i propri limiti; es. se un quisque de populo grillino pensa di poter fare da subito il deputato, senza gavetta politica (come accadde per i parlamentari qualunquisti di Giannini) perché lui, dopo che Grillo glielo ha detto, lo sa cosa si deve fare, non lo si può dire veramente onesto; o è un fasullo oppure la sua onestà è commista a una dose di dabbenaggine talmente cospicua da raggiungere il livello di quella che molti oltre a Giannuli sostengono essere fortemente associata all’onestà.
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24 febbraio 2015
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Turrini “Monicelli, Verdone: “Questa polemica mi umilia molto, ma ritirerò il premio””
I premiati sono esempi di “alambrismo”. Ai musulmani è vietato raffigurare Allah, e si sono quindi perfezionati nei disegni geometrici, gli arabeschi, raggiungendo l’eccellenza. I geometri moderni hanno osservato che nell’Alhambra gli artigiani islamici impiegarono tutti e 17 i gruppi di simmetria possibili in due dimensioni. Analogamente, in Italia abbiamo artisti molto bravi nella commedia e nella satira di costume, che hanno dato fondo al genere e non possono che ripetersi; perché spettacoli di critica politica o sociale autonoma sono oggi l’equivalente di disegnare Dio per gli islamici. La critica quando c’è il più delle volte favorisce il potere, come “La grande bellezza”, su una Roma debosciata che pare offrirsi alla calata dei conquistatori. Si possono ovviamente elencare controesempi; es. nel compianto Troisi, e in Ficarra e Picone, si avverte una necessità interiore di infilare un tocco di critica seria tra le battute. Grillo è stato un valido critico finché ha fatto l’intrattenitore, ma il suo capitale è ora scaduto in opposizione di comodo. Monicelli aveva una genuina tensione morale, che riusciva a tradurre in opere artisticamente valide e non ostiche al grande pubblico né troppo invise al potere. E’ probabile che a quelli come lui non sia permesso di emergere, in questi tempi di pensiero unico globalista. I premiati sono bravi nel loro genere, ma in effetti il loro è un genere che con Monicelli non c’entra molto.
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21 dicembre 2015
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Lillo “Eni, i segreti dell’affare in Nigeria svelati da mail interne. Un miliardo per giacimento: pm sospettano tangente”
L’opera superlativa dell’ENI a favore dell’Italia venne interrotta tramite l’assassinio di Mattei nel 1962. Solo 43 anni dopo, nel 2005, la magistratura ha stabilito che fu ucciso, e ha archiviato. I responsabili non sono stati disturbati. Posso testimoniare come sulle pratiche corruttive e i reati in Italia a favore del grande business biomedico internazionale la magistratura sia compiacente, e talora omissiva e complice. Non so nulla degli affari dell’ENI e dei suoi dirigenti e non conosco il caso della tangente ai nigeriani se non per quello che hanno riportato i media. Penso che la magistratura faccia bene a perseguire chi avesse fatto la cresta sulle tangenti a soggetti esteri o commesso altri illeciti a nostro danno; che faccia benissimo a controllare un personaggio come Bisignani. Ma, conoscendo a quali protocolli appare aderire nel settore biomedico, resta l’impressione che quando sono in gioco grandi interessi internazionali la magistratura sia animata da uno spirito simile a quello degli ammiragli di Supermarina descritto nel libro “Navi e poltrone” di Trizzino.
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2 giugno 2016
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Pellizzetti “Referendum riforme: ‘250 grandi intellettuali 250′ per la Boschi e Renzi”
Nel 1931 i professori universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo furono 12 su 1250, lo 0.96%: E. Bonaiuti, M. Carrara, G. De Sanctis, G. Errera, G. Levi Della Vida, F. Luzzatto, P. Martinetti, B. Negrisoli, E. Ruffini, F. Ruffini, L. Venturi.
@ Uva 63. Non è un parallelo. Quel 99.04 di “sì” è un indice del proverbiale servilismo degli intellettuali, e quindi del valore da attribuire al loro fare da testimonial a leggi liberticide.
@ Uva 63. Sì, è una questione di precedenti che mostrano il servilismo degli intellettuali verso i potenti per ottenere vantaggi personali, non un “paragone”. Comunque somiglianze ci sono. Anche Mussolini, che conosceva gli italiani, si assicurava l’appoggio degli intellettuali pagandoli; con assegni mensili di importo variabile. Così che si diceva che in Italia i poeti si distinguono in millelirici, duemilalirici e tremilalirici.
@ Inverness. I 12 sono esempi di virtù eroiche. Persero la cattedra e la libertà. Anche nei primi anni del fascismo vi fu una spontanea consistente opposizione degli intellettuali, che poi su soffocata. Per alcuni ci vollero le maniera forti; ma per i più bastò fare leva sul “tengo famiglia” che i chiosatori come te incarnano perfettamente.
@ Inverness. Anche a me rincresce di aver anteposto i nomi delle 12 perle che non giurarono ai tuoi stentorei commenti.
@ nonnepossopiù. o dico che storicamente in Italia c’è una tradizione di servilismo degli intellettuali verso il potere autoritario, e lei replica chiedendomi cosa direi se ribattesse che le percentuali dei contrari sono circa pari a quelle dei pazzi. Cosa direi? Niente. Non si risponde ai non-argomenti. Rifletterei contrito sui grossi calibri intellettuali, capaci di cotanta confutazione, che il fronte del Sì ha a disposizione.
@ Effendi. Benedetto Croce, umanista di indubbio valore (come G. Gentile, del quale c’è si dice fosse fascista per convenienza) nel dopoguerra lo ritroviamo presidente del Congresso della libertà e della cultura, “rappresentante di un crescente ‘pensiero euro-americano’ ”; un’associazione voluta dalle stesse strutture USA che organizzarono Gladio e Stay Behind. E che si occuparono di selezionare la classe intellettuale italiana facendo promuovere quelli che secondo loro erano “i capaci e i meritevoli” (*). Selezione che come si vede dà i suoi frutti.
*Sanders FS. La guerra fredda cultirale. La CIA e il mondo delle lettere e delle arti. Fazi, 2004.
@ Effendi. Neanch’io ho mai capito molto l’idealismo crociano, e, a parte le strumentalizzazioni scientiste, bisogna riconoscere che il suo considerare la scienza come “tecnica” inferiore alle discipline umanistiche non ha giovato alla cultura italiana. E neppure capisco la versione “attualista” di Gentile. Erano però uomini di grande cultura. Sulla morte di Gentile c’è un libro di L. Canfora, “La sentenza”, secondo il quale non fu una semplice vendetta partigiana.
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11 aprile 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post “Università, scontro sui corsi tutti in inglese. Il Politecnico va avanti, la Crusca dice no e il ministero non decide”
All’università cominciai di mia iniziativa e contro la prassi a studiare su testi inglesi. Erano lunghi la metà di quelli italiani, e più chiari. L’inglese, lingua del potere, ma anche lingua di un vecchio popolo europeo che ne ha viste almeno quanto noi, è una lingua meravigliosa e utile. Per ciò che permette, con la sua grammatica agile, il lessico ricchissimo, lo stile asciutto, e per la sua importanza politica. Consente inoltre di capire meglio anche il negativo, e la retorica della “studiata semplicità” (Prezzolini) degli anglosassoni. Di recente è emerso che gli autori di importanti testi come l’Harrison’s, il manuale di medicina interna più diffuso al mondo, sul quale ho studiato, hanno ricevuto milioni di dollari da ditte che beneficiano dall’avere la dottrina presentata – o alterata – in maniera favorevole al business*. Ottima cosa affiancare l’inglese all’italiano nei corsi tecnici. Sostituirlo all’italiano, buttare via la lingua e il patrimonio tecnico italiani, dai quali pure c’è tanto da apprendere, invece sembra una manifestazione della sindrome di Stendhal. Non la vertigine che alcuni stranieri provano davanti a impareggiabili capolavori d’arte italiani. L’uso, riportato da Stendhal ne “La certosa di Parma” di alcuni italiani – Stendhal considera proprio Milano – di includere la propria moglie nell’ospitalità fornita all’occupante straniero.
* Undisclosed conflicts of interest among biomedical textbook authors. AJOB Empirical Bioethics. 2018.
@ Pier Francesco Delsignore. Col narcisismo, che porta a indossare la maschera più adatta ai tempi essendo vuoti, si resta a galla, ma come turaccioli in un mare agitato. Se costruisci una casa o un ponte in Italia dovresti saperlo fare in italiano. E avvalerti delle conoscenze sviluppate in Italia, che non è l’ultima arrivata, come di quelle estere. Dovresti inoltre conoscere l’inglese. Personalmente leggo e penso in inglese su argomenti scientifici, e uso espressioni inglesi, se non riesco a trovare un corrispettivo italiano. Più di rado mi accorgo che alcuni concetti sono meglio espressi in italiano. Se sei un professionista dovresti avere una mente abbastanza “capiente” da praticare il bilinguismo, e il connesso biculturalismo, che offrono inoltre i vantaggi della sinergia. Altrimenti si diventa “undred percent inglisc”, come quei meridionali poco dotati che emigrati al Nord diventano “milanes cient ppi ciento”.
@ Pier Francesco Delsignore. Se sai fare anche l’ingegnere di ponti in italiano il ponte sul fiume Kwai lo puoi costruire lo stesso. E se sei ingegnere con una solida identità culturale e due lingue ti viene anche meglio (e vivi meglio). In più non avrai problemi nel costruire il ponte strallato di Favazzina. Eviterai inoltre, ma non sembra che questo ti interessi, che il tuo Paese subisca una colonizzazione culturale; che non è vantaggiosa, nel lungo periodo, neppure per chi, narcisisticamente, la favorisce. La versione inglese della professione, cioè quattro cuius di inglese tecnico, per i professionisti dovrebbe essere uno strumento, non un collare. Un’aggiunta, necessaria, alla preparazione, non l’anima costitutiva della preparazione.
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4 agosto 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Attacchi troll” contro Mattarella, la procura di Roma aprirà un fascicolo: indagherà l’antiterrorismo”
Magari si scrollassero di dosso almeno uno dei contendenti per i quali l’Italia è campo di battaglia e terra da spartirsi. Ma il carattere è questo, da Carlo VIII al dopo Yalta e a oggi, di servire sia Franza che Spagna. Credo, per esperienza personale, che la levata di scudi per Mattarella sia un po’ come Gladio: la scusa delle orde cosacche per facilitare alle teste di legno volute dai cow-boy di servire anche come tirapiedi per il controllo dei locali. Commettendo tramite i poteri dello Stato abusi, tradimenti e reati, che la magistratura con la sua azione a ‘diavoletto di Maxwell’ lascia passare, quando non vi collabora attivamente. Quelli che si mettono al servizio di qualunque potenza straniera sono persone che valgono poco, e che fanno la scelta di vita consona alla loro natura vile. Con la difesa limitata al non si sa quanto reale pericolo Putin, molti di loro invece di riconoscersi come dei miserabili che vendono il loro Paese potranno dire di essere patrioti.
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14 settembre 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post “Europa, Mattarella: “Idiosincrasia verso i nazionalismi, contrasto tra Paesi diventa ostilità e non si sa cosa può diventare””
In Italia i governanti e loro beneficiati hanno una secolare tradizione di “nazionalismo eterologo”, dove si servono gli interessi di nazioni diverse dalla propria a danno del proprio popolo; e questo genere di nazionalismo Mattarella, come tanti a Palermo e nel resto d’Italia, appare averlo nel sangue.
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7 aprile 2019
Blog De Il Fatto
Commento al post “Migranti, De Falco (ex M5s) salirà a bordo della nave dell’ong Mediterranea: “Continuano partenze e morti in mare””
La Guardia costiera che paghiamo e onoriamo perché difenda i nostri confini riceve, grazie agli uffici dei preti, riconoscimenti per “l’accoglienza”. Tra i tanti morti sul fondo del Mediterraneo ci sono anche i marinai italiani dilaniati e annegati nella II Guerra mondiale per il tradimento dei vertici della marina militare, che lavoravano sistematicamente per gli inglesi (A. Trizzino, Navi e poltrone, 1966). Dopo la guerra uno degli ammiragli venduti fece passare il suo comportamento per antifascismo e per amore dell’Italia. Di quel massacro di italiani fatti uccidere dai loro capi non si parla. E’ uno dei capitoli del libro delle vicende indicibili della nostra storia, la cui conoscenza ci aiuterebbe a meglio comprendere il presente. Incluso il servizio immissione di clandestini mediante navi della marina militare al servizio dei poteri forti e a danno del Paese; il suo essere fatto passare per gesto di umanità; e le accuse tartufesche di razzismo a chi si oppone, parallele al tacciare di simpatie fasciste chi chiami traditori i traditori nella sciagurata guerra voluta dalla follia fascista. “Nessun cittadino può sentirsi sicuro se non è certo che l’onore militare ispira i suoi difensori”. E’ la frase conclusiva del libro di Trizzino, una considerazione che gli italiani dovrebbero fare, e non solo riguardo all’arma della Marina.
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30 giugno 2019
Blog de Il Fatto
Commento al post “Sea Watch, l’arresto della capitana visto dalla Germania. Il capo di Stato Steinmeier: “Chi salva vite non è criminale””
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14 dicembre 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Giulio Regeni, dopo Augias anche Cofferati, Melandri e Castellina restituiscono la Legion d’Onore: “Calpestati diritti universali”
In un racconto di Maupassant un tale, senza meriti ma ossessionato dal desiderio di avere la Legion d’onore, chiede alla moglie di parlarne a un deputato, egli stesso decorato. Che tempo dopo gli fa avere un incarico che lo porta in giro per la Francia. Una sera torna a casa, non annunciato, e trova un soprabito non suo con il nastrino della Legion d’onore. La moglie, pallida e tremante, alle sue richieste di spiegazione gli dice che l’onorificenza gli è stata fatta avere dal deputato, e che doveva essere una sorpresa; infatti in una tasca del soprabito c’è anche il biglietto da visita del deputato; per il quale il marito prova gratitudine e riconoscenza. Una settimana dopo arriva il conferimento ufficiale. Il cornuto era di quelli che credono alle medagliette e sono pronti ad accettare l’apparenza per la realtà. Come gli italiani che non si chiedono i meriti per i quali i francesi, nostri rivali, hanno premiato tanti politici nostrani, non si chiedono le finalità di politica internazionale della plateale atrocità su Regeni. E scattano ad applaudire la retorica, che spinge per la “diplomazia della sedia vuota”, mentre dovrebbero ricordare il “fronte della fermezza” col quale i politici collaborarono all’omicidio di Moro, a danno dell’Italia.
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18 dicembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post di E. Lavaggi ““Italia Paese dell’anno”? Ecco il palmares del premio: nel 2020 il Malawi, prima Myanmar e Colombia. Gli avversari? Le Samoa e Zambia”
Un premio che mostra la sensatezza dietro al paradosso di Longanesi “Le onorificenze non basta rifiutarle, bisogna anche non meritarle”.
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7 aprile 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di T. Mackison “Guerra Russia-Ucraina, l’analisi del generale Bertolini: “Putin si riposiziona verso i reali obiettivi. Kiev? Diversivo tattico e politico””
Non sono d‘accordo sull’aumento delle spese militari, ma mi pare che questo generale sul conflitto in Ucraina e la nostra posizione sappia ciò di cui sta parlando, e dica cose sensate e costruttive, che vanno nell’interesse nostro e del popolo ucraino. All’opposto di tanti dei politici e giornalisti che sfilano nei tg e nei talk show.
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4 maggio 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mattarella al 161° anniversario dell’esercito italiano: “Politica di difesa sottolinea la vocazione alla pace del nostro Paese””
Mattarella accozza espressioni di circostanza. “Difesa” è proprio la parola carente nel dibattito, che invece è incentrato sull’alternativa “guerra/pace”. Ed è la posizione carente nelle scelte e nelle richieste. Il primo interesse del Paese e il dovere di chi occupa le istituzioni è quello di difendere l’Italia dalle conseguenze di una lotta tra blocchi di superpotenze che oggi è sfociata in guerra guerreggiata. Non solo non dobbiamo fare la guerra, ma non è neppure la pace, la pace tra nazioni terze, la priorità numero uno. E’ la difesa del Paese dalle conseguenze economiche, e non sia mai militari, di uno scontro esterno. (Paradossalmente è qualche generale che adempie a questo primo dovere di difesa, posizionandosi col presentare una visione realistica, a differenza dei vari imbelli custodi e cantori della Costituzione, dei valori supremi, etc.). Una volta difesi, cioè messi al riparo dai danni causati dallo scontro, si potrà pensare alla pace degli altri, anche spendendo e rimettendoci. Invece, in una terra imbevuta di santimonia e doppiezza cattoliche, la dirigenza nostrana bela di pace e spinge per la guerra. Recita indignazione e sentimenti elevati dopo essere rimasta impassibile davanti a tragedie simili recenti in Europa – e avervi a volte contribuito attivamente – e ci arruola forzosamente come ascari dalla parte del più forte dei contendenti. Esponendoci alle bramosie e alle relative mosse distruttive sia del “nemico” che degli “alleati”.
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12 giugno 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Coen “Memoria corta: quando l’Urss aggredita fu rifornita di armi, munizioni e viveri dagli Usa”
“In the 1930s, some Americans even sympathized with the Nazis, a hyper-militaristic, genocidal, and proudly racist authoritarian party governing Germany. In 1941, a senator from Missouri named Harry S. Truman said, “If we see that Germany is winning the war, we ought to help Russia; and if that Russia is winning, we ought to help Germany, and in that way let them kill as many as possible.”4 “. (In: Bevins V. The Jakarta method: Washington’s anticommunist crusade and the mass murder program that shaped our world. 2020).
Il passato della Russia del sanguinario Stalin (che arrivò ad allearsi con Hitler, battendolo in astuzia, per poi fargli lo sgambetto) e degli USA di Truman dovrebbe insegnarci che non esistono grandi potenze buone. E che le guerre si possono anche alimentare per fare consumare entrambi i contendenti; un concetto che dovrebbe essere di fondamentale importanza riguardo alla nostra posizione su questo scontro pilotato Russia-Europa. E che le grandi potenze nel curare i propri interessi sono machiavelliche e spietate, mentre noi andiamo avanti a nostro danno seguendo favolette da asilo infantile su orchi e giganti buoni.
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16 giugno 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Covid, Costa: “Vicini a rimuovere l’isolamento per i positivi, giorni contati”. Anelli (Fnomceo): “Il virus circola molto, meglio aspettare””
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17 giugno 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Rosini “L’Italia diserta il meeting mondiale sull’abolizione delle armi atomiche. E riceve il primo F35 che sgancia le nuove bombe nucleari B61-12”
Credo di averlo visto arrivare ieri. A metà mattina sul cielo di Brescia sono passati a bassa quota rombanti e lenti 4 caccia in formazione. Diretti a Sud, evidentemente alla base di Ghedi, a pochi chilometri dalla città. 3 erano Tornado. Scortavano un quarto aereo, diverso; l’F35 a quanto ho poi appreso dai media.
Ero andato in centro alla biblioteca comunale, la Queriniana, per ritirare un libro che mi avevano avvisato per email era pronto per la consegna. Non lo hanno trovato, e ci hanno messo un bel po’ per recuperarlo e darmelo. Il libro è “Paura della libertà” di Carlo Levi. Introduzione di Giorgio Agamben. Quarta di copertina:
“La paura della libertà è il sentimento che ha generato il fascismo. Per chi ha l’animo di un servo, la sola pace, la sola felicità è nell’avere un padrone e nulla è più faticoso e veramente spaventoso dell’esercizio della libertà”. Carlo Levi.
@ Skai. Invece di “sempre” lei avrebbe dovuto mettere in maiuscolo “proprie”: “le PROPRIE forze armate”. Guardi le immagini del relitto della Moby Prince, col suo carico di uccisi; pensi a Calipari, o alla catena di morti dopo Ustica – inclusi due piloti delle Frecce tricolori. E alle conseguenze economiche e sociali del muovere guerra a sé stessi, in obbedienza agli ordini dell’occupante, tramite le “sanzioni” nello scontro tra USA e Russia. E del pagare le decime a chi ci occupa sotto forma di commesse militari che non corrispondono ai reali interessi del Paese; mentre si autoaffonda il Paese. Io rispetto chi difende in armi la PROPRIA bandiera; ma servirne due è peggio che non servirne nessuna, ed è manifestazione dell’indole del servo, che rigenera il fascismo mettendosi sempre al servizio chi vede come il più forte.
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25 agosto 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “La Crusca contro i ministeri per la circolare incomprensibile su scuola e Covid. “Troppe parole inglesi e linguaggio oscuro” “
-Sapete voi quanti siano gl’impedimenti dirimenti?
-Che vuol ch’io sappia d’impedimenti?
-Error, conditio, votum, cognatio, crimen, Cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, Si sis affinis,… – cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita.
– Si piglia gioco di me? – interruppe il giovine. – Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?
– Dunque, se non sapete le cose, abbiate pazienza, e rimettetevi a chi le sa.
L’inglese non necessario e appiccicaticcio viene usato dalla fraudocrazia come il latino dell’intimidazione codarda di don Abbondio; e per il lato culturale di una colonizzazione alla quale una classe dirigente “compradora” collabora. Ma non va dimenticato che la lingua del potere egemone, ricca e agile, spesso offre anche un modo semplice ed efficace di descrivere abusi e vessazioni. Per esempio il “nudging” è la pratica dei governanti, che allontana dalla democrazia, di usare sistematicamente strumenti psicologici, tra i quali la paura sollecitata ad arte, per piegare il popolo ai propri voleri, o meglio ai voleri dei quali lo Stato si fa agente: State-sponsored behavioural science. The urgent need for an ethical framework. Gruppo Hart, 23 agosto 2022.
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CENSURATO
3 settembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. C. Caselli “Generale Dalla Chiesa: il mio ricordo a quarant’anni dalla strage di via Carini”
Credo che gli omicidi eccellenti abbiano avuto moventi multifattoriali: che siano stati commissionati tenendo conto di una molteplicità di fattori. Tra questi la necessità di selezionare la classe dirigente “compradora” tramite la quale governare il Paese a scapito dei suoi abitanti. La selezione avviene anche marcando come proibiti alcuni tipi umani tramite l’assassinio. L’attuale catalogo politico, che ricorda un atlante di funghi saprofiti, corrobora l’ipotesi.
Era un carabiniere che ci credeva davvero, ed era professionalmente abile. Per di più, con le parole che Caselli riporta sulla mafia che concede come favore ciò che è diritto delineava una singolare figura di generale quadrato e tosto che esprime critiche politiche centrate e nobili che potrebbero provenire da un Salvemini o un Danilo Dolci. (Quando la tendenza è all’opposto che le istituzioni mafiosamente concedano come favore ciò che è dovuto). Un guerriero che parla come un filosofo va bene per la Repubblica di Platone. Ciò può avere pesato, insieme ai fattori contingenti, per il pollice verso.
Questi crimini necessitano di una “location” adatta, attrezzata e conforme al copione ad usum delphini. Se si vuole eliminare un Dalla Chiesa il machiavello è mandarlo a Palermo e affidare il lavoro ai mafiosi. (Se si vuole un picco di letalità che inneschi e sostenga a livello internazionale una cascata di provvedimenti mostruosi giustificandoli in nome della salute, la Lombardia orientale è il posto giusto).
[Il commento è stato censurato, rimuovendolo, dopo essere rimasto visibile per almeno una giornata e avere ricevuto dei like. Probabilmente per l’ultima frase, sulla location in Lombardia orientale della “mini Wuhan”. V. Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale. Il classico lavoro di Wennberg, The Dartmouth Atlas of Health Care in the United States. Hanover, NH:Trustees of Darmouth College; 1998, mostra come contrariamente a quello che istintivamente si crede la medicina sia un determinante dell’incidenza registrata di malattia, e così di forti variazioni nell’incidenza locale (nella prassi per ragioni di profitto, tramite il meccanismo della “supplier-induced demand”). Mostra inoltre come sia comune il fenomeno di creazione di malattia da parte della medicina. Sia dichiarandone la presenza surrettiziamente, o ri-etichettando patologie diverse, sia materialmente, pilotando il decorso clinico con azioni e omissioni. Nozione tabù in generale, e tanto più nel caso della strage covid in Lombardia, che gode di coperture e di versioni di comodo non inferiori a quelle delle stragi siciliane.
Per altri miei commenti sul quarantennale dell’omicidio di Dalla Chiesa, v. La selezione avversa]
3 settembre 2022
Commento al post di S. Limiti “Carlo Alberto dalla Chiesa, nelle carte di Moro il segreto del suo assassinio”
Dalla Chiesa non era un agnellino né un ingenuo. Ma si trovò a giocare contro la sociopatia al potere. Che toccando i tasti giusti riuscì ad attirarlo a Palermo, e quindi alla portata dei mitra dei mafiosi; facendo così rientrare agli occhi del pubblico l’eliminazione nella narrazione “mafiocentrica”, la versione canonica che resa credibile dagli omicidi eclatanti accentrando l’attenzione su uno dei grandi poteri criminali lascia liberi di agire gli altri. Come i poteri che vollero la morte di Moro; e che oggi ci sacrificano ai loro interessi facendoci andare in malora.
Ambrosoli scrisse alla moglie che non lo avrebbero ucciso perché sarebbe stato un omicidio firmato. Enrico Mattei, l’opposto degli attuali traditori, procacciava nel mondo con magistrale abilità l’energia per l’Italia. La moglie lo sentiva piangere la notte per le minacce ricevute; deve essersi sentito rinfrancato dalla laurea honoris causa conferitagli da Stanford. Ma non fece tempo a ritirarla. Lo deve avere anche rassicurato la presenza di un passeggero americano sul suo aereo. Tutti e tre persone di grande valore, che non avendo la testa del farabutto erano svantaggiate nel confronto col Male vero, che unisce lo studio psicologico della vittima, l’inganno perfido, la finzione gelida, alla sanguinarietà bestiale. La dicotomia buoni/cattivi è spesso semplicistica, si sa. Ma si può usare al suo posto quella tra “l’inferno e chi non è inferno” (Calvino), che è robusta.
@ Basettoni. Ci sono colpe anche nel farsi colonizzare senza resistere, e anzi collaborando: “If overall responsibility for the strategy of tension rests with the United States, a great burden of guilt must be born by the Italians, without whose willing participation the country’s terrorist ordeal would never have come about” (Willan P. Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy.2002; il libro dà anche un quadro non agiografico su Dalla Chiesa e il suo assassinio). Si parla sempre di mafia, un po’ di corruzione, ma mai della terza testa del mostro, il tradimento delle classi dirigenti. Né dell’ignavia omertosa degli italiani, che ora avranno modo di meditare sulle conseguenze degli atti di guerra cui, presi solo dai loro affari immediati, hanno voltato le spalle, come l’eliminazione di un capitano d’industria come Mattei,di statisti come Moro e di tanti che volevano servire il Paese.
@ Basettoni. Si viene estromessi dal lavoro, e con esso dalla possibilità di incidere sulla società, non come il facoltoso avvocato Conte, dagli ambigui addentellati, catapultato a palazzo Chigi; ma scomparendo in silenzio mentre si viene mascariati. A lupara bianca. Senza clamore, senza che se ne accorga altri che quelli che vanno educati. Su direttive di oltreoceano, v. R. F. Kennedy jr, “The real Anthony Fauci”, 2021, sulle epurazioni implacabili, e sulle munifiche selezioni alla rovescia degli “esperti”, pro frode in campo biomedico. Tramite notabili di casa nostra. Del genere di quelli che misero in carcere Domenico Marotta. Facendo largo ai Ricciardi e catapultando ai vertici i Crisanti. “Piacerini” di politici e magistrati dalle conseguenze nefande: “Why are so many people dying? The endless butterflies effects of damaging policies”, Gruppo Hart, 5 set 2022.
La precisa ripartizione delle responsabilità tra i quisling e le persone comuni – con il clero storico gestore e catalizzatore dalla pratica di vendersi l’Italia – forse è il problema dell’uovo e la gallina. In ogni caso non si può sollevare da una cospicua quota di colpe l’italiano medio, che, uso servire i santi e fregare i suoi pari, ancora meglio se le due cose assieme, ascolterebbe con impaziente distacco il suo quadro di asservimento nazionale. Che lei ha tratteggiato usando l’accetta, con tagli di troppo e senza gli sfumati che lo rivestono. Ma non è certo campato in aria.
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3 novembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Covid, Schillaci ha censurato anche i dati grezzi. Gimbe: “Addio trasparenza, impossibile ricerca indipendente”. Epidemiologi: “Così difficile prevedere nuove varianti””
Un tempo avevamo solo le ambasciate di paesi potenti che comandavano. Ora col Gimbe e il suo mumbo-jumbo abbiano in aggiunta anche le ambasciate di Big Pharma che dettano legge. Non ci solo dati tarocchi. Prima ancora ci sono gli indici tarocchi. Es. il numero dei positivi a test – peraltro poco affidabili – come indice di gravità dell’epidemia. L’FDA sta negano i referti sulle autopsie dei deceduti da sospetta causa vaccinale in nome della privacy; come se non potessero essere resi anonimi. In un orgia di segretezza e dati nascosti, quando non crassamente manipolati come i giochi sul considerare “non vaccinati” dei vaccinati, Schillaci, con tutta la diffidenza e le riserve, ha fermato indici tarocchi. Indici seri dovrebbero essere validati come espressione della gravità, dell’intensità di una epidemia. Spero di non illudermi pensando che Schillaci, che sa queste cose, es. lo scandalo silenzioso degli indici surrogati nella ricerca clinica, si sia regolato di conseguenza. Sarebbe qualcosa se fossero finiti i tempi di “Caligola” Speranza. (Giornalisti che vogliano trattare di indici quantitativi sui quali basare importanti decisioni politiche dovrebbero conoscere le leggi di Campbell e di Goodhart). Aspettiamo ancora, per il covid e per le previste – o programmate – future “pandemie”, la costruzione di indici seri, validi, invece delle vanity metrics da magliari volte allo shock and awe, a terrorizzare e imbambolare.
@ Livenza. Posso mostrare i finanziamenti negativi che ricevo da quelli che pagano Cartabellotta, cioè il denaro che mi viene tolto tramite quelli che elevano questo gastroenterologo a voce della scienza. Sono Cartabellotta e c. che dovrebbero dimostrare la validazione degli indici arbitrari e ingannevoli che usano, e il moto perpetuo che attribuiscono a questa epidemia. Per di più nella ricerca foraggiata neppure le riviste “autorevoli” sono garanzia di scientificità, soprattutto sul covid. Es. “It remains an enduring mystery just which powerful figure(s) caused the world’s two most prestigious scientific journals, The Lancet and the New England Journal of Medicine (NEJM), to publish overtly fraudulent studies from a nonexistent database owned by a previously unknown company.”. E quali credenziali si possono presentare a un piccolo troll di un sistema che sul covid ha censurato Ioannidis, il riconosciuto numero uno dell’epidemiologia, i cui scritti sprizzano competenza e intelligenza, per avere cautamente criticato l’epidemiologia ufficiale del covid. Sistema che invece vanta l’appoggio di Mariastella “trenino dei neutrini” Gelmini, . A proposito di credenziali, “fregnacce”, non avertene a male, ma come sei messo a casellario giudiziario e carichi pendenti? Alle volte.
@ Piero Scaffale. Lei dice che non bisogna fare il tifo e in meno di una riga e mezzo scrive “punto”. “E ho detto tutto”. Per evitare il tifo bisogna invece approfondire. Es. meditare su quanto scrive sul corretto utilizzo dei dati J Pearl, un’autorità sulla causalità in statistica: “It is critical to realize that data are profoundly dumb about causal relationships.”
Lo “ OCLA Statement on CMAJ Fisman et al. Article Claiming Disproportionate Infection Risk from Unvaccinated Population, and on Negligent Media Reporting” 27 aprile 2022, mostra come è “either incompetent or disingenuous” costruire parametri ad hoc per analizzare in modo da supportare tesi precostituite contrarie al vero. Lo statement riporta che l’autore del quale viene esposta la frode intellettuale a favore dell’ortodossia covid è consulente di Seqirus, Pfizer, AstraZeneca e Sanofi-Pasteur Vaccines. Sono dati da considerare anche queste costanti presenze alla tavola imbandita di Big Pharma degli esperti che pretendono di dettare pratiche scientifiche e politica sanitaria.
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2 novembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Covid, il leit motiv di Meloni: “L’Italia è il Paese che ha avuto più restrizioni e più morti”. Ecco cosa dicono i dati”
Sebastiani è matematico nel senso che è matematico che manipolerà. Gli USA sono afflitti dal paradosso di avere cattive posizioni nelle graduatorie degli indici di salute nonostante la potenza e il ruolo di guida su democrazia e medicina. Es. sono quartultimi, davanti solo a Cile, Turchia e Messico per mortalità infantile su 36 paesi della OECD. L’Italia finora era ben posizionata in queste classifiche. Ma col covid ha cominciato a condividere docile e fedele la sorte del colonizzatore USA. Nelle statistiche Worldometer sul covid l’Italia è al 23° posto su 230 paesi per maggior tasso di mortalità da covid; ma le 22 nazioni che la precedono sono tutte più deboli economicamente e meno progredite; con l’eccezione appunto degli USA, che sono in 16° posizione. I nostri capi ci hanno portato a imitare gli USA nel peggio, seguendoli nel fondo classifica dove sono collocati insieme ai paesi che hanno l’esimente di essere meno sviluppati. Le altre nazioni avanzate hanno avuto tutte tassi di mortalità più bassi dei nostri, e senza le nostre strette di grado schiavile. La Lombardia ha una mortalità cumulativa covid quasi il triplo della contigua Svizzera. Le nostre statistiche di mortalità covid riflettono lo zelenskismo, la svendita del proprio popolo: sono gonfiate in obbedienza agli anglosassoni – come le bollette. Sia nella rappresentazione, con la sovra-attribuzione delle morti, sia materialmente con condotte e imposizioni nocive, illogiche e brutali.
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12 novembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Il monologo di Crozza su migranti e Mimmo Lucano: “Dovremmo accoglierli a braccia aperte, la vera emergenza sono gli italiani che scappano””
Dire che la soluzione alla diaspora della migliore gioventù italiana è farli sostituire da masse sfuse di stranieri è come premiare come salvatrici di orfani le coppie che adottarono i figli dei desaparecidos uccisi dai loro amici. O riconoscere a chi ti obbliga a fuggire da casa tua il merito di non tenerla disabitata assegnandola ad altri di sua scelta. E’ affermare che le comunità non esistono, non essendo altro che aggregati di unità fungibili, come pezzi di ricambio. Sono discorsi alla De Luca di Crozza, o alla Feltri di Crozza. Io vedo in Calabria, dove è stato calcolato sia emigrato un terzo della popolazione (inclusi i miei genitori), il degrado umano che subisce un territorio anemizzato delle sue energie migliori (es. il fare l’esattore succhiasangue per lo sceriffo di Nottingham vestendosi da Robin Hood, alla Lucano). E ciò dovrebbe valere anche per le terre d’origine dei “sostituti” che vengono da culture lontane prima che da paesi lontani. Non una parola, se non di lode, su chi travasa e frulla popoli dietro a ipocrisie pseudoumanitarie.
La comicità di Crozza e dei suoi autori ha un sottofondo decadente. Sia per ciò che così bene espone e castiga, il basso livello della nostra classe dirigente. Sia per le prostrazioni a scendiletto alle quali artisti di grandi capacità come loro sono evidentemente costretti per potersi esibire sul palcoscenico nazionale, dove come artisti di classe dovrebbero poter accedere senza pagare di questi pizzi umilianti.
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20 dicembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di Agenzia Vista Alexander Jakhnagiev “Il presidente Fontana: “Perché indossavo magliette pro Putin? Era il 2014, errore di gioventù” “
Bill Mauldin, un celebre vignettista che nel 1943 partecipò all’invasione della Sicilia nei press corps, pubblicò una vignetta dove un paesano scrive con un pennello sulla porta di casa “Welcome Americano”, “viva Roosvelt !” “viva Churchill” etc. mentre dal balcone, dove penzola una bandiera a stelle e strisce, la moglie gli dice “Stà attento, Alfonso … pare che i Tedeschi contrattacchino …” (La caricatura internazionale durante la II guerra mondiale, De Agostini, pag. 299). Fontana sembra avere comunque più spina dorsale, per modo di dire, di quelli che attualmente recitano il ruolo di opposizione. Vedi l’agghiacciante Laura Boldrini, anche lei presidente della Camera. Se ci diamo personaggi così ad occupare le alte cariche, è ovvio che gli altri paesi ci vedano come Mauldin e ci trattino di conseguenza.
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1 gennaio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Limiti “Il caso Moro e le verità nascoste: serve un discorso pubblico che smascheri le fandonie”
“La ricostruzione della verità [sulle bombe] non è poi così difficile”, scrisse Pasolini. Che finì male. Mentre farla diventare un rompicapo da fisica quantistica è salutare e redditizio. Sarebbe doveroso presentare agli italiani, dopo decenni, un quadro essenziale, veritiero e chiaro. Per fare ordine, per sbrogliare, si può ricorrere a strumenti di analisi razionale, es. il modello causale INUS, cioè il dichiarare, documentando, le singole cause necessarie che insieme hanno costituito causa sufficiente. Invece all’opposto si distribuiscono al pubblico, gridando al capolavoro, soap caramellose che presentano cretini violenti e ambigui come dei puri; i giuda diventano santi. Dal punto di vista metodologico è ciò che a Firenze chiamano un “andare a Roma per il Mugello”. Sul piano civile ed umano è incomprensibile e disgustoso. Non è facile dire la verità sul coltello sempre insanguinato del potere; ma dignità e responsabilità dovrebbero portare almeno a tacere piuttosto che collaborare diffondendo il falso. Il ricamare versioni ad usum delphini è espressione del coté cortigiano che rientra nelle “cause ridondanti”. Il suo contributo alla verità non è dato dalle storie propinate ma dall’ostensione di sé stesso: dal mostrare come l’Italia offra una cultura dell’asservimento e una borghesia compradora, figlie di millenarie prassi clericali, favorevoli alla soppressione di leader che non siano dei fantocci.
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18 gennaio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Pipitone e S. Frequente “Messina Denaro arrestato, il procuratore De Lucia: “Si chiude un conto con periodo stragista, lui custodisce segreti su quella stagione””
No, lo Stato è vicino alla mafia, sia come dispositivo combinato di potere subalterno a forze sovranazionali -stragi incluse- sia socialmente sia culturalmente. Mi sono chiesto quanti fossero gli n gradi di separazione tra il massacratore di bambini e la giustizia. E’ arrivata la risposta: n=1. Tumbarello, medico massone che ha lavorato per Messina Denaro e per il tribunale.
Nella mia esperienza consulenti di tribunale sono esempio paradigmatico del potere di tipo baronale che in Lombardia come in Sicilia accomuna mafia e Stato nella collaborazione ai crimini dei poteri forti e nella vessazione dei cittadini. “gli oligarchi italici cercano la propria distinzione di rango nella dimostrazione di come riescono a controllare la popolazione, imponendole ogni sorta di umiliazione. Certe esibizioni parossistiche della propria capacità di dominio, spesso pavoneggiandosi di fronte ad esponenti stranieri, indicano l’origine arcaica e rurale dello schema di potere in Italia … Tra certe esibizioni di strapotere e certe ostentazioni di servilismo da parte dei nostri oligarchi, non c’è nessuna contraddizione, poiché rientrano entrambe in quello schema di oppressione rurale. Va rilevato che in Italia sono avvenute esagerazioni impossibili altrove, come il green pass per accedere al lavoro, l’obbligo vaccinale per un siero non ancora approvato … Gli sfrenati deliri vendicativi del potere nostrano rappresentano un ulteriore indizio delle sue matrici rurali” (Comidad, 19 gen 2023).
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27 gennaio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Giorno della Memoria, Mattarella: “Hitler e Mussolini responsabili della Shoah, ma ci fu tacito consenso dovuto anche all’apatia morale”
CENSURATO
E’ vero: certi mostri sono costituiti da sciami. Mussolini, dittatore espressione di un’Italia paesana, aveva detto “Il razzismo è roba da biondi” ma i compaesani non glielo rinfacciarono quando divenne discepolo dell’esaltato del quale era stato maestro. Oltre all’apatia morale del popolo un altro elemento da non dimenticare è che i capi si accodarono alla follia di poteri esterni, attirando così sulla nazione sciagure mentre la rendevano partecipe di un disegno infame. L’apatia del popolo va quindi ricordata anche riguardo al consentire la tradizionale tendenza dei vertici ad asservire l’Italia a poteri sovranazionali, alla Franza o alla Spagna del periodo storico, ideologicamente e materialmente, fino a lasciargli depredare il Paese e a obbedire a ordini rovinosi.
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4 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Sanremo 2023, l’AD Rai Fuortes difende l’intervento di Zelensky: “Escludere la guerra sarebbe una forzatura” “
E’ una forzatura, una bruttura oscena, appiccicare la tragedia della guerra sulla passerella di canzonette scipite. Ma è una violenza propagandistica ancora maggiore celebrare così lo zelenskismo. Cioè il presentare come figura positiva un leader, o meglio un fantoccio, che vende il proprio popolo a interessi esteri. Quando abbiamo già una classe politica, da Draghi, “il nominante di Fuortes” (Travaglio), ai beniamini di Travaglio, al resto, che è rassegnata al collaborazionismo, quando non vi ambisce.
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7 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Sanremo 2023, Benigni a Sergio Mattarella: “Lei e la Costituzione avete lo stesso padre, possiamo dire che è sua sorella”. Il Presidente si commuove”
“I vecchi peccati hanno le ombre lunghe. Giovanni Falcone vi fa allusione in un convegno dell’88 a Palermo, quando constata che «nell’immediato dopoguerra e fino ai tragici fatti di sangue della prima guerra di mafia degli anni ’62-’63, gli organismi responsabili e i mezzi d’informazione sembrano fare a gara per minimizzare il fenomeno mafioso».
Un tale trattamento di riguardo non sarebbe stato concepibile se la mafia fosse stata semplicemente una società criminale. In realtà essa è rifiorita in Sicilia nel ’43, all’ombra dell’amministrazione militare angloamericana, anche come soggetto politico. Ha flirtato col separatismo, poi ha aderito all’autonomia regionale nell’ambito di un compromesso in forza del quale, scrive Giorgio Galli nella sua storia della Dc, al vertice del partito «la mafia è rappresentata da Bernardo Mattarella» creato vicesegretario nazionale nel ’46”. (F. Cangini. Storia della Prima Repubblica. 1994).
@ sclafanino68@yahoo.com: E’ genealogia della Repubblica. Differente da quella che Benigni ha presentato in versione “Vola Colomba”, vincitrice dell’edizione del 1952, o “Io tu e le rose”, finalista nel 1967.
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8 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “L’ambasciata ucraina chiede, Brescia e Bergamo eseguono: niente concerto per il pianista russo Matsuev. “Reiterato ed esplicito sostegno a Putin”
Un diapason messo vicino ad un altro che vibra si metterà a vibrare anch’esso, se sono accordati sulla stessa frequenza. Il diapason dei nostri politici è accordato sulla frequenza del più forte, non di ciò che è giusto; e nemmeno di ciò che è bene per il Paese. A Brescia poi hanno una forma di servilismo aggressivo, come di chi non avendo quello che ci vuole per opporsi al potente per compensare cerca di primeggiare e di distinguersi come suo scagnozzo.
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CENSURATO
14 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Centrosinistra ha perso perché la gente non vuole più sentire solo cose negative. Berlusconi? Io sto con la Nato”
Anche gli altri politici, nessuno escluso, “stanno con la NATO”. E i magistrati, le forze di polizia, il clero, i giornalisti mainstream: es. il caos pilotato in Lombardia per produrre la strage covid che è servita a giustificare le norme liberticide*. Il problema è che la NATO non sta dalla parte degli italiani, a parte la borghesia collaborazionista che la serve; né da quella dei lombardi, così come non sta dalla parte degli ucraini, che ha mandato alla rovina tramite altri politicanti locali che “stanno con la NATO”.
Questo affrettarsi a rinnovare la fedeltà ai padroni atlantici sembra anche una risposta al massiccio voto di sfiducia dato dal non voto:
ER SONATORE AMBULANTE
Ogni tanto veniva in trattoria
pe’ sonà quer violino strappacore
che quanno nun raschiava er «Trovatore»
martirizzava la «Cavalleria».
Successe che una sera, un avventore,
je disse: — Basta, co’ ‘sta zinfonia!
perché ciai rotto l’anima! Va’ via!
Sempre una lagna! Brutto scocciatore! —
Ner sentì ‘ste parole, er violinista,
radica vera de baron fottuto,
j’incominciò a sonà l’inno fascista.
Allora l’avventore, rassegnato,
arzò la mano in segno de saluto,
ma sottovoce disse: — M’hai fregato!
(Trilussa)
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21 febbraio 2023
Blog de il Fatto
Commento al post “Ucraina, Conte: “Inutile ricordare gli aiuti dei russi durante la pandemia, la nostra condanna dell’aggressione di Putin non cambia””
Conte è ipocrita. Non ci sono poteri buoni, e sono troppe le cose che noi del pubblico non sappiamo su questi sfregamenti tra le massime placche tettoniche del mappamondo politico; ma da quel che si vede Putin non è l’aggressore. E’ quello che ha picchiato per primo. Aggredire e colpire per primo non sono la stessa cosa. Se per strada ti si presenta uno che ti punta un coltello, e tu gli dai un cazzottone in faccia, tu sei quello che ha colpito per primo, ma l’aggressore è l’altro. Come conferma la circostanza che vuole andare all’ultimo sangue e viene spinto e spalleggiato dal boss che spadroneggia. Qui l’aggressore sono i poteri ai quali i nostri politici ci vendono, impoverendoci materialmente e degradandoci moralmente, dietro alle contorsioni per fare mostra di essere per la pace.
L’anomalo picco, ristrettissimo e violento, del population fatality rate in Lombardia nel marzo 2020, quando i Russi vennero a soccorrerci – e anche, conoscendo chi tirava i fili, a controllare, nel loro interesse, cosa stesse realmente accadendo – conferma l’asservimento alla Zelensky, cioè il mandare al macello la propria gente a favore di interessi stranieri: essendo pdc Conte, i politici e il resto della classe dirigente coinvolta hanno fornito i morti e le scene per giustificare il sovvertimento mondiale covid*.
*Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale.
@ Hubble 1. Tu sollevi il tema, rilevante, della quantità di forze, disponibili e impiegate, assolute e relative. Naturalmente la tua stima è viziata, a favore del più forte, la NATO. Le contrapposizioni internazionali sono complesse, ma in alcuni aspetti ricalcano le vicende di paese. Ho l’impressione che se lo scontro, coi suoi orrori, fosse davvero soltanto tra Ucraina e Russia, quelli che si mettono sempre dalla parte “giusta”, cioè del più forte, starebbero dalla parte della Russia, che oggi condannano. E non penso che gli Ucraini da soli, senza appoggi, senza burattinai, avrebbero fatto i ganassa con l’orso russo, spingendolo a reagire.
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23 aprile 2023
Blog de il Fatto
Commento al post ““Non rispondo alle sue piccole provocazioni sconcertanti”. Franco sbotta col fisico Rovelli, contrario a invio armi in Ucraina. Su La7”
Rovelli mostra l’efficacia di semplici argomenti razionali. Quelli che come lui sanno manovrare i modelli matematici potrebbero fare ancora meglio. Es. modelli che evidenzino concettualmente la differenza tra lo spegnere e l’aggravare una reazione chimica distruttiva – o una guerra – alimentandola continuamente di uno dei due reagenti, quello fortemente minore rispetto all’altro. Mostrando il diverso andamento nel tempo variando i fattori. E, magari con la teoria dei giochi, la differenza tra l’aggredire e il picchiare per primo. E un modello sulla cooperazione tra contendenti a danno di terzi, perché sembra che la Russia stia facendo il gioco della controparte, gli USA, prolungando la guerra, a nostro danno.
La competenza è indipendente dall’onestà. Col covid abbiamo avuto modelli matematici grossolanamente fraudolenti, come quelli di Ferguson, in Italia elevati a dogma via Crisanti. Da noi si è arrivati a fare figurare al pubblico che l’epidemia seguisse la crescita esponenziale malthusiana, quella dei chicchi di grano sulla scacchiera, ignorando i fattori frenanti che intervengono, catturati nella crescita logistica e, meglio, in quella del modello SIR. Ma cultori di scienze hard onesti potrebbero contribuire alla pace, e anche a difendere i nostri legittimi interessi. Incuranti di quelli che ricordano la signora di Achille Campanile che ad argomenti logici del marito rispondeva con un ceffone, considerandoli trucchi sleali.
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31 luglio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Berlusconi, la consigliera di FdI giustifica i rapporti di Dell’Utri con la mafia: “In Sicilia servono compromessi, tutti lo sanno” “
Insieme ai kayfabe nostalgici/antifascisti – mentre entrambi i “rivali” servono il fascismo dei banchieri – procede il kayfabe mafia/antimafia. L’espressione kayfabe in USA è tratta dal mondo del wrestling, dove il kayfabe è l’accordo sottobanco per inscenare una lotta furibonda che in realtà è spettacolo. “Il cancro più letale d’Italia” non è come grida Sinistra italiana la mafia, ma la vendita del Paese a poteri sovranazionali. Una vendita bipartisan, che ha la virulentazione della mafia, delinquenza protetta, tra le conseguenze. La lotta alla mafia copre il tradimento; che include metodi mafiosi, v. la coercizione di Stato per gli inoculi Pfizer. La mafia strapotente è un alibi anche per la vigliaccheria dei tanti cittadini che accettano muti le vessazioni e le predazioni tramite lo Stato, presi a fare il tifo ai vistosi kayfabe tra i “mafia-friendly” e l’antimafia che chiagne e f.
La minimizzazione dei legami tra classe dirigente e mafia recitata dall’allieva della Meloni è sì un insulto ed un falso. Ma scandalizzando porge la battuta ai compari della “sinistra”, che non meno disgustosa addita la mafia come il primo cancro per stornare l’attenzione dai propri tradimenti e dal proprio parassitismo. E’ disgustosa anche la citazione di L. Grassi, L. Garofalo, Falcone e Borsellino: persone che sono state lasciate vergognosamente senza protezione, e il cui assassinio ha fatto comodo per costruire il paravento antimafia dietro al quale vendersi ai mandanti.
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12 agosto 2023
Peggio di Marcinelle: morti iatrogene per l’operazione covid in cambio di finanziamenti UE
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24 settembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Modica “Matteo Messina Denaro e le sue ultime volontà: “Nessun funerale in Chiesa, è corrotta” “
“Uomini immondi che vivono nell’odio e nel peccato” Messina Denaro. Gli uomini di potere hanno tratti comuni. “… uomini assai simili a quelli che nei conventi vivevano, fanatici come essi, chiusi come essi, come essi avidi di potere, cioè, com’è l’uso, di ozio” Tomasi di Lampedusa.
Nel caso dei preti si ha una di quelle situazioni talmente guaste e capovolte che è il cattivo ladrone a dire se non il vero, cose vere. Forse il mafioso morente ha dato una definizione dei preti denudata da apparenze e illusioni allo scopo di prevenirli: sapendo che si vorrà sfruttare la sua morte per proclamarsi, ipocritamente, estranei alla mafia. Mentre il clero, oltre ad alleanze contingenti e ad affari comuni, condivide con la mafia concezioni culturali; es. l’omertà da riconoscere come valore e tutelare*.
Vengono da uno scellerato le parole meno false di questi giorni: tra uno Stato che finge di averlo catturato quando gli ha assicurato una latitanza di decenni alla luce del sole; e tra le concomitanti celebrazioni come nobile padre della patria del decano dei governanti fantoccio, degli smorti omologhi del Videla dell’Argentina di Bergoglio, messi a gestire l’asservimento e lo sfruttamento del Paese al posto di epurati come Moro, Piersanti Mattarella, La Torre; nell’ambito di un apparato che va dalle stanze dorate dei palazzi romani alle curie vescovili, alle stanze di tortura della mafia protetta e virulentata.
*Sales I. I preti e la mafia. 2010.
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7 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Balzano “Per me un governo che non regge senza ministri filo Usa o Ue è una stortura del sistema”
Il 3 ottobre 2023, su La7, trasmissione Dimartedì, Davigo ha affermato che “i giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese”. Davanti a milioni di spettatori. E nessuno ha detto niente. Il pesce puzza anche dalla coda. Tutto quello che sanno fare gli italiani è accettare, per avere l’alibi alla loro pecoraggine, qualche falso Masaniello mediatico, lanciato loro dal potere che dovrebbero contestare, da applaudire fino a quando puntualmente li tradirà, e verrà sostituito da uno nuovo.
@ doctor no:
Di Maio è un caso palese; oggi. Lo descrissi come un sola che lavora per il potere quando era ancora soffuso dell’alone eroico di Grillo*. Mie osservazioni su come i 5S fanno passare per opposizione al potere il trasformare in legge interessi illeciti del potere sono state censurate da Il Fatto**. (Anni prima mi aveva chiamato Casaleggio, che fece di un mio scritto sugli inceneritori l’argomento di un post di Grillo). Il punto è che gli italiani, litigiosi tra loro, verso il potere non provano altro che paura e speranza di favori; e non concepiscono altra opposizione alle sue prevaricazioni che applaudire figure che vengono loro presentate come salvifiche. Illudendosi di farsi i fatti propri senza impicciarsi di come i potenti si fanno i loro. Un aspetto costante è l’orizzontalizzare, il ricondurre l’oppressione dall’alto a una lotta tra gruppi dello stesso livello, es. tra 5S e gli altri partiti; gruppi che inscenano scontri, dando l’impressione di un contrasto dove vi è una gara all’asservimento. Il pubblico del resto vuole essere ingannato, e così sollevato dalla responsabilità personale di opporsi a chi lo opprime e lo deruba.
* Di Maio e la lobby dei malati di cancro. Il paziente come stakeholder Sito menici60d15, 2016.
** Il grillismo al servizio del capitalismo predatorio . 2013, Ib.
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21 febbraio 2024
Blog de il Fatto
Commento al post di F. Baraggino “Poltronificio lombardo, il centrodestra si spartisce gli Istituti scientifici. Dal farmacista di FdI al papà dell’assessore forzista”
Ci sono due tipi di corruzione. Quella riconosciuta, bribery, cronyism, mazzette, clientelismo, etc. E quella tenuta nascosta, la institutional corruption* che consiste nel vendersi ai poteri forti, diventandone agenti; in cambio di posti di potere con relativi stipendi e privilegi. In Lombardia la falsa destra pratica entrambe. Da un lato obbediente ai poteri forti in campo medico perinde ac cadaver **. Dall’altro vivace nell’amministrazione “all’uso e’ Napule”. Napoli da dove Vincenzo De Luca vuole fare lo stesso, lanciare la corruzione “utroque” nel PD.
La formula ibrida si sta mostrando vincente rispetto alla pretesa di falsa sinistra, pentastellati, magistratura, giornalismo alla Report, di limitarsi alla corruzione istituzionale, che è più comoda perché evita giochi di sottobosco indecorosi e di sporcarsi le dita contando banconote. E che, gestendo operazioni che arrivano pitturate con pretesti etici, consente un’aura di alterità morale. In realtà fasulla, perché la corruzione verso l’alto non è meno perniciosa dell’altra, e può essere perfino peggiore. Soprattutto in campo medico.
* Light DW. et al. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of law, medicine and ethics. June 1, 2013. Light DW. Strengthening the Theory of institutional corruptions: broadening, clarifying, and measuring. Edmond J. Safra Working Paper, No. 2. 20 march 2013.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
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21 febbraio 2024
Blog de il Fatto
Commento al post di F. Baraggino “Poltronificio lombardo, il centrodestra si spartisce gli Istituti scientifici. Dal farmacista di FdI al papà dell’assessore forzista”
Ci sono due tipi di corruzione. Quella riconosciuta, bribery, cronyism, mazzette, clientelismo, etc. E quella tenuta nascosta, la institutional corruption* che consiste nel vendersi ai poteri forti, diventandone agenti; in cambio di posti di potere con relativi stipendi e privilegi. In Lombardia la falsa destra pratica entrambe. Da un lato obbediente ai poteri forti in campo medico perinde ac cadaver **. Dall’altro vivace nell’amministrazione “all’uso e’ Napule”. Napoli da dove Vincenzo De Luca vuole fare lo stesso, lanciare la corruzione “utroque” nel PD.
La formula ibrida si sta mostrando vincente rispetto alla pretesa di falsa sinistra, pentastellati, magistratura, giornalismo alla Report, di limitarsi alla corruzione istituzionale, che è più comoda perché evita giochi di sottobosco indecorosi e di sporcarsi le dita contando banconote. E che, gestendo operazioni che arrivano pitturate con pretesti etici, consente un’aura di alterità morale. In realtà fasulla, perché la corruzione verso l’alto non è meno perniciosa dell’altra, e può essere perfino peggiore. Soprattutto in campo medico.
* Light DW. et al. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of law, medicine and ethics. June 1, 2013. Light DW. Strengthening the Theory of institutional corruptions: broadening, clarifying, and measuring. Edmond J. Safra Working Paper, No. 2. 20 march 2013.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
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6 marzo 2024
Blog de il Fatto
Commento al post “Csm, nominati i nuovi vertici della Scuola della magistratura: c’è l’ex presidente della Consulta Sciarra. Ma sul suo nome la destra si astiene”
Silvana Sciarra ha un sorriso aristocratico. E anche un cognome da aristocratica. Quello che la giuslavorista ha fatto dire alla Costituzione come un ventriloquo fa col suo pupazzo, che lo Stato può costringere i cittadini, a pena di togliere il lavoro, a farsi inoculare preparati – non analizzabili, commerciali, improbabili, malamente testati, inefficaci e pericolosi – non è nobile. Cosa insegnerà ai magistrati? Che così come ci sono due meccaniche, newtoniana e quantistica, ci sono due legalità, quella per il volgo e quella funzionale alle predazioni e violenze dei poteri forti? Che i magistrati non sono sottoposti alla realtà e alla logica, ma possono impadronirsene e piegarle* nell’applicare la legalità “non newtoniana”, che come la meccanica quantistica non riconosce la realtà sensibile e non obbedisce alle regole della logica comune? La contraddizione tra quanto ha fatto alla Consulta e il metterla a capo dei maestri dei magistrati è simile a quella del nominare nel 1957 presidente della Consulta Azzariti dopo che era stato presidente del Tribunale della razza dal 1938 al 1943**. E’ simile anche il disprezzo per il popolo che emana da questi passaggi senza ritegno. Sembra che i magistrati ambiscano a essere considerati un’aristocrazia autoreferenziale, mentre protestano di non esserlo.
*Il peculato intellettuale dei magistrati
**Sullam SL. I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945. Feltrinelli, 2015.
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5 marzo 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post ““La tua rivoluzione è stata la mia”. Polemica su Di Cesare per il post su Balzerani (poi cancellato). Rettrice La Sapienza: “Sconcerto””
Si possono esecrare le tesi di un intellettuale che sostenga la lotta armata, ma comunque rispettarlo. E’ invece disgustoso che – bene imboscata nello Stato con una cattedra universitaria – si elogi il terrorismo pilotato. Tramite il terrorismo affidato ai vari Moretti*, il compagno della Balzerani, si è soggiogato il Paese, si sono eliminati leader che lo volevano libero, si è selezionata una classe dirigente di servi. Disgustoso è il narcisismo del fiancheggiare l’oppressore e presentarsi come fiancheggiatore della ribellione all’oppressione (vale anche per i post-fascisti).
Donatella Di Cesare ha pubblicato “Immunodemocracy. Capitalist asphyxia” una critica addomesticata dell’operazione covid che vorrebbe sostituirsi a quella – per me altamente valida – di Agamben (vergognosamente attaccato, anche su questo sito). Il saggio è stato subito pubblicato dalla Massachussetts Institute of Technology Press. Toni Negri, promotore del terrorismo con legami con figure sinistre del capitalismo, fu pubblicato dalla Harvard University Press. A Cambridge, Massachussets (Boston), trovano porte aperte e così legittimazione e prestigio autori italiani che si appropriano di critiche antisistema, le deformano e le indirizzano in forme che ne permettono un utilizzo strumentale da parte del potere che dicono di combattere.
*S. Flamigni. La sfinge delle Brigate rosse. 2004.
@ MARCOBASTA: Non metto in discussione il diritto di salutare sul piano umano anche il peggior delinquente. Ma si ha anche il diritto di osservare che riconoscendo con l’occasione dignità alle “idee” di un doppio gioco, sanguinoso, preparato a tavolino in qualche think tank di oltre oceano, condotto per stupidità o scelleratezza, che ha portato alla decadenza invece che alla crescita, ci si esibisce nell’arte del servire il padrone fingendosi ribelli.
Come in tutte le storie di ambiguità e doppiezza, “una parola” non basta. Ci sono abbondanti evidenze che ci fosse anche cattiva fede. E protezione. Es. “stella a sei punte” Moretti. Nella migliore delle ipotesi, “ci credevano” come utili idioti. Gli intellettuali servirebbero a questo, a riconoscere i cattivi insegnamenti. Es. Pasolini: “Essi credono di spezzare il cerchio e invece non fanno altro che rinsaldarlo”.
Avremmo bisogno di un’autentica sinistra progressista, e di un’autentica destra conservatrice. Invece appare che siano permesse solo caricature, vuote dietro alle sparate, e accomunate dal servire i poteri che nel 1978 manovravano i terroristi improvvisati, resi “samurai invincibili”, e che oggi non ne hanno neppure bisogno, essendo sufficiente il personale politico ottenuto anche con via Fani, via Caetani, etc.
@ MARCOBASTA: Prima l’ha “salutata” lodandone i deliri e lo sfacelo provocato, poi si è retratta, come il cucù degli orologi svizzeri. Non ha neppure tenuto il punto, ma ha nascosto il braccio. Va bene la lotta armata, ma anche i contributi INPS….
L’espressione sui samurai è di Tobagi: “non sono samurai invincibili”. Tobagi fu ucciso da dei figli di papà, al solito protetti. Non è “fare i samurai” fare i sicari – e le patsy, i prestanome – essendo un terminale di apparati delle maggiori potenze politiche e militari, servendole in quello che voi dovreste riconoscere come “imperialismo”. E’ invece simile alla viltà degli squadristi, che attaccavano in venti contro uno. Si sono spente le voci equilibrate, come Moro e Tobagi, si sono eliminati coraggiosi autentici, da Bellomo a Rossa a Borsellino a Calipari, e si dà spazio a sguaiataggini servili e incoscienti con ritrazione incorporata. In Italia pure terroristi e annessi tengono famiglia, e sono raccomandati.
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18 ottobre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Capasso “Migranti Albania, De Raho: “Da maggioranza affermazioni sovversive contro i giudici, li vogliono proni alla linea governativa””
“I giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese” C. Davigo, LA7, Dimartedì, 3 ottobre 2023. La UE è il braccio degli USA e dei potentati finanziari. La dichiarazione di Davigo conferma come i magistrati siano proni a voleri sovranazionali e se ne facciano strumento. Praticano ad alto livello quella che è la strategia di tanti italiani, dal più umile ai vertici: cooperazione con il più forte, competizione con i pari e le persone comuni. Ovvero asservimento ai poteri forti anche a danno dei cittadini. Non è che i magistrati facciano “lavoro di opposizione”. Magari fosse vero che i magistrati fanno politica, nel senso di controllo e bilancio degli altri poteri nell’interesse del Paese. Hanno assunto un ruolo di commissariamento e censura al servizio di poteri che si pongono al di sopra dello Stato nazionale. Non sono meno sovversivi dei postfascisti, che vorrebbero imbrigliare il potere giudiziario più che altro per essere liberi di sgraffignare; e che vendono fumo ma non sono poi così diversi quanto ad asservimento ed egoismo. Nella democrazia farsesca si spacciano per “politica” i bisticci nello spartirsi la vendita della nazione.
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
I magistrati servitori di più padroni
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3 gennaio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Cecilia Sala, l’Iran avverte l’Italia: “Siete complici della politica ostile Usa degli arresti arbitrari. Così danneggiate le relazioni””
A parte l’intrigo internazionale, manca una parte alla descrizione mediatica della vicenda; un aspetto domestico che gli italiani accettano sia loro taciuto mentre dovrebbe interessarli. L’Italia è in una condizione che ricorda quella della repubblica di Vichy*. “L’Italia mi fa sempre pensare alla Casablanca di un vecchio film, un posto dove tutti sono presenti e tutti fanno affari. Però sempre nel nome dell’interesse nazionale.” (A. Mangia, professore di diritto costituzionale). Viene tenuto in ombra come la classe dirigente, risultato di un processo selettivo – che in passato è arrivato a usare anche l’eliminazione fisica esemplare di politici, magistrati, CC e poliziotti, giornalisti – sia collaborazionista. Viene celato come non solo il Viminale, che ha noti trascorsi a riguardo, ma, di concerto, anche i magistrati si prestino a fare da tirapiedi agli USA. Anche neutralizzando italiani tramite il potere giudiziario; con interventi che mantengono un elevato grado di “purezza” della classe dirigente che ci ritroviamo. Viene nascosto agli occhi del pubblico il ruolo della magistratura nell’aggiramento dell’art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione”. L’attività sui connazionali è facile e senza rischi. Mentre verso stranieri il bersaglio non sempre è indifeso come piace ai nostri eroi; e la nostra selezionata classe dirigente si svela per ciò che è inimicandoci i vasi di ferro emergenti.
* I “capitano Peugeot” nell’Italia sottomessa
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12 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Ddl Sicurezza, i familiari delle vittime delle stragi contro la norma che “scuda” i servizi: “Licenza criminale, offesa alla Costituzione””
Le leggi devono rispettare la realtà empirica: infiltrare e istigare è ciò che i servizi hanno sempre fatto. Rispettare la ragionevolezza: è come fare diagnosi salvavita tramite autopsia. La logica: è rendere non falsificabili le accuse; non si potrà dire se è stata un’azione di provocazione o terrorismo di Stato. La dignità e il decoro: pure Vito Catozzo diceva che il figlio si vestiva da donna e si truccava per mimetizzarsi, in modo da potere avvicinare le ragazze e quindi cuccarle. A brigante brigante e mezzo: se i terroristi fossero davvero così diabolici che è necessario stimolarli nel crimine per guadagnarsene la fiducia, allora potrebbero anche essere così demoniaci da mangiare la foglia e manovrare gli infiltrati; la legge “salva scannacristiani di Stato” dà loro un’arma.
Ma la prima reazione dovrebbe essere rendersi conto che accettando pavidi la comoda favola ufficiale sulla quale poggia tale sparata ci si fa complici. E cessare quindi di rispettare l’omertà sui poteri atlantici motore primo; e sulle istituzioni svendipatria; il tabù sulla centralità del tradimento nelle vicende del Paese*; la narrazione onirica che attribuisce alle manovalanze capacità sovrumane**; e le fa figurare come mandanti autonomi, “strage fascista”, “lo ha deciso Riina” etc.
* La terza testa del mostro
** I terroristi samurai e la mafia AFD
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12 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Ddl Sicurezza, i familiari delle vittime delle stragi contro la norma che “scuda” i servizi: “Licenza criminale, offesa alla Costituzione””
Le leggi devono rispettare la realtà empirica: infiltrare e istigare è ciò che i servizi hanno sempre fatto. Rispettare la ragionevolezza: è come fare diagnosi salvavita tramite autopsia. La logica: è rendere non falsificabili le accuse; non si potrà dire se è stata un’azione di provocazione o terrorismo di Stato. La dignità e il decoro: pure Vito Catozzo diceva che il figlio si vestiva da donna e si truccava per mimetizzarsi, in modo da potere avvicinare le ragazze e quindi cuccarle. A brigante brigante e mezzo: se i terroristi fossero davvero così diabolici che è necessario stimolarli nel crimine per guadagnarsene la fiducia, allora potrebbero anche essere così demoniaci da mangiare la foglia e manovrare gli infiltrati; la legge “salva scannacristiani di Stato” dà loro un’arma.
Ma la prima reazione dovrebbe essere rendersi conto che accettando pavidi la comoda favola ufficiale sulla quale poggia tale sparata ci si fa complici. E cessare quindi di rispettare l’omertà sui poteri atlantici motore primo; e sulle istituzioni svendipatria; il tabù sulla centralità del tradimento nelle vicende del Paese*; la narrazione onirica che attribuisce alle manovalanze capacità sovrumane**; e le fa figurare come mandanti autonomi, “strage fascista”, “lo ha deciso Riina” etc.
* La terza testa del mostro
** I terroristi samurai e la mafia AFD
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24 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Gandini “Anche in Italia c’è chi propone di uscire dall’Oms ma sarebbe assurdo e pericoloso”
La scienza e la medicina sono quanto di meglio la storia umana ha prodotto. Sono istituzioni superlative come servitrici dell’umanità. Ma se messe a fare i padroni divengono tiranni folli e sanguinari. L’OMS – in mano a privati e a poteri di parte – si presta alla weaponization di scienza e medicina, ai massimi livelli. Fa di medicina e scienza strumenti di potere, dittatoriale, col pretesto della tutela della salute. Quelli che parlano di democrazia, che vestono i paramenti di suoi custodi, che si dicono nemici di mafia e corruzione, sono i primi a prostrarsi davanti a questo Moloch che la democrazia, e tante conquiste di civiltà, le distrugge o le trasforma in vampiri. L’OMS ha facile obbedienza in un’Italia dove è stata selezionata una classe dirigente ricca di debosciati e nullità (molti di loro, con la claque, pagheranno sulla loro pelle, e caramente, data la medicina fraudolenta, i crimini che da servi e incoscienti aiutano).
Borghi pare una delle poche voci pubbliche a mostrare spina dorsale rispetto ai diktat pseudosanitari (prima c’era anche la moglie di Angelo Onorato). Ma è del partito del Ponte sullo Stretto, il ponte fata morgana: dove si spillano soldi vendendo come reale un miraggio. Una truffa. Simile alle frodi mediche istituzionalizzate patrocinate, o meglio imposte, dall’OMS, dove si promettono risultati mirabolanti, si vende wishful thinking, e si genera Male invece che Bene.
@ Harry93: Come state messi voi che riconducete anche il più globale dei diktat a beghe locali. Già, come state messi. Come i capponi di Renzo. Come gli abitanti di Flatland; come i veri terrapiattisti, che vivono in un mondo piatto 2D, destra e sinistra, Giorgia, Elly, Conte, il Felpa etc. Incapaci di concepire l’asse verticale. Menomati che non vedono ciò che sta in alto. Né i princìpi, quelli rispetto ai quali si deve giudicare, né i poteri forti, dai quali difendersi. Invece, sempre chini sulla guazza, o nella guazza, dei bisticci tra compari. Monotoni e queruli. Guardate in alto; libratevi, che mongolfiere.
– L’orizzontalizzazione
– Il vero terrapiattismo
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7 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Frosina “Il governo condannato a risarcire i migranti bloccati da Salvini sulla nave Diciotti: “Illegittima restrizione della libertà personale””
Chi si sorprenda che i magistrati ordinino di dare a Tizio brioches non dovute, mentre magari tolgono il pane legittimo a Caio, dovrebbe esaminare il tema, cruciale e lasciato in ombra, dei rapporti coi poteri predatori della nostra classe dirigente. I cui adepti, pur coesi, a volte bisticciano tra loro su a quali dei vari poteri forti vendere gli italiani. Così nel parapiglia può avvenire che si riesca nel paradosso che si direbbe impossibile di far apparire apprezzabile un Salvini.
@ In realtà apprezzabile dai villici come te, che credono che la questione sia tra i due schieramenti, e si appassionano a questi stanchi teatrini tra baroni e mandarini*, che vanno a beneficio di entrambi i contendenti, uniti nel servire in un modo o nell’altro i poteri veri a danno delle persone comuni. Dietro allo spettacolo messo in scena per quelli che non hanno il coraggio di alzare la testa e guardare chi comanda veramente.
* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
8 marzo 2025
Blg de Il Fatto
Commento al post di M. Bona “Diciotti: non conviene salvare i migranti invece di dover risarcire familiari dei morti e sopravvissuti?”
I magistrati sarebbero credibili in questa loro acribia se fornissero in genere un buon servizio giustizia, o almeno premessero in questo senso. Invece litigano con gli affaristi della destra, ma lasciano impassibili che la giustizia sia un bene scarso – traendone così potere – per i cittadini normali; che spesso non hanno fiducia nei tribunali e li temono come un potenziale aggravio dei torti subiti. l magistrati trattano i cittadini con olimpica indifferenza, come gente che non conta; ma si animano, ricordandosi dei loro doveri e divenendo ferventi difensori dei diritti umani, quando c’è da servire i poteri forti a danno degli italiani, e c’è da rispondere ai colpi della fazione che vorrebbe impastoiarli. Dal punto di vista dell’uomo della strada praticano un doppiopesismo farsesco, nel loro interesse; dando corpo alla statua di una giustizia che sbircia sotto la benda e ha una serie di bilance diverse, anche truccate – anche pesantemente truccate – da usare a seconda della convenienza.
Andrebbe riconosciuto il re nudo: seguendo la prassi “compradora”, entrambi i contendenti sono corrotti rispetto ai poteri forti, dei quali eseguono i voleri. La destra sfrutta il gioco. Se facesse sul serio, varerebbe leggi che limitino la possibilità di ottenere risarcimenti monetari per danni ricevuti in conseguenza dell’avere commesso atti illeciti o di averne beneficiato. E riconoscerebbe come sociopatico il ricatto morale ottenuto con i morti in mare*.
* Le morti catalitiche
@ Ckaudio Bi. I cittadini hanno un potere, e una responsabilità, di osservare e valutare i poteri dello Stato. Eleggere i magistrati sarebbe catastrofico; ma lo è anche considerarli semidei al di sopra di qualsiasi vigilanza democratica. Va decostruita la posizione della magistratura. Togliendo gli attacchi interessati della destra, che vuole solo l’impunità per i suoi; togliendo la retorica dello sventolare la Costituzione dimentichi di come la calpestino, es. col covid; togliendo il tartufesco attribuirsi come un merito le epurazioni di magistrati che costituivano eccezioni, traditi da vivi e da morti (e che penso siano stati uccisi anche per fornire un paravento ai tanti colleghi che invece sono fiduciari dei mandanti). I magistrati non scippano le vecchiette; non accettano bustarelle, a differenza di tanti politici; ma va riconosciuto che rispetto ai poteri forti che controllano l’Italia, cioè sul piano del rapporto storicamente dubbio tra il trono e i magistrati, praticano forme di dipendenza che configurano corruzione; corruzione che causa alla nazione danni meno vistosi ma non meno gravi di quelli, più noti, prodotti da chi, pure sottomesso a forze sovranazionali, occupa gli altri poteri dello Stato. C’è un giudice a Berlino; e sta dalla parte del re di Prussia.
@ Claudio Bi. I fatti sembrano dare ragione a Montanelli e all’opinione corrente: i magistrati eletti in Parlamento hanno rafforzato le storture; i legami sottobanco magistrati-partiti hanno effetti negativi. Gli ex PM Emiliano, DS, e Nordio, FdI, si assicurano entrambi – come tanti PM in servizio – i favori del potente business medico predatorio servendolo. Però in linea di principio magistrati apertamente in politica potrebbero, restituita la toga, dare un contributo particolarmente valido, date competenze ed esperienza.
Soprattutto, fermarsi al livello politico nazionale è orizontalizzazione*, che oscura i rapporti di potere verticali, sovranazionali, extraistituzionali ma di fatto preminenti. I magistrati, spesso in accordo con quelli coi quali bisticciano, servono i poteri forti. Forniscono l’impunità, la suggestio falsi e la suppressio veri che occorrono alle frodi mediche strutturali; es. Nordio e Magistratura democratica sono d’accordo nel conferire ai medici-piazzisti una immunità, ponendoli non davanti ma accanto al giudice**. La chiamo corruzione “qui tam”, cioè a favore del re***. Una corruzione che, per chi vede dall’interno crimini come i grandi affari sulla salute, ha sinistre simmetrie con la Sicilia di Mattarella padre, di M. Stern, D. Dolci, e dei magistrati come il Procuratore generale E. Pili. Altro che Falcone e Borsellino.
* L’orizzontalizzazione
** Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
*** Corruzione “qui tam” e sfruttamento
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9 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Strage di Ustica, i familiari delle vittime manifestano contro l’archiviazione: “Il governo faccia di più. Chi è stato? Vogliamo scriverlo””
ANDREAB: Stupendo come la magistratura (NON politicizzata, nnnooooooo!! Per carità!!!!) archivi mestamente Ustica, mentre si affanni invece a cavillare in punta di diritto per trovare sempre e comunque risvolti favorevoli all’ immigrazione incontrollata ed ILLEGALE.
Complimenti, signori Magistrati.
Poi lamentatevi degli attacchi…… e non tirate fuori la solita barzelletta del “solo noi conosciamo le carte”.
@ANDREAB: Non c’è contraddizione: immigrazione forzosa o stragi, i magistrati sono “friendly” sui danni che i poteri forti sovranazionali provocano all’Italia. Se, con un gedanken experiment, si tolgono i magistrati uccisi, il quadro di impunità su stragi e omicidi politici appare chiaro e desolante. Intonato a un’amministrazione della giustizia che vessa i deboli e si accuccia servizievole davanti ai potenti. Tanto che appare che le epurazioni di magistrati coraggiosi e integri siano state commesse anche per assicurare un alibi morale al resto. Di recente il capo dell’ANM ha detto che ci vorrebbero altre uccisioni di magistrati. Depistaggi e complicità non sono solo subiti dai magistrati*. E la friendliness continua ad essere applicata.
L’impunità ha una sua liturgia. Con affermazioni che tuonando debolezza e sottomissione invitano la permanenza del tallone di ferro sul Paese. Come questa grottesca richiesta di avere il verdetto non dai giudici ma dai colpevoli: con un “diteci, quale azione criminosa stavate conducendo?”. Va ad aggiungersi al “senza condizioni” di Paolo VI nel chiedere la liberazione di Moro a quei miserabili fantocci che appellò “uomini delle Brigate Rosse” (mentre il Vaticano stava collaborando coi pupari). E al “vi perdono” fatto pronunciare alla vedova Schifani davanti alle bare di Capaci. Basta un atto di contrizione, aggiunse. Settimane dopo vi fu Via D’Amelio.
* I quattro livelli del depistaggio
@ANDREAB: Troppo buono. Comunque non sono un osservatore esterno: l’altra faccia di magistratura e forze di polizia, nell’area che riguarda il supporto a grandi affari sporchi della medicina, la vedo dall’interno e “in diretta” (cit., Borsellino). Sia nei suoi danni alla popolazione, sia perché mi è venuta addosso. Un po’ come quando, nei secoli scorsi, alcune malattie sono state individuate e definite da medici che ne erano stati colpiti; le cosiddette “autopatografie”. Così, nonostante i miei interessi sarebbero di tutt’altro genere, sono divenuto un testimone, e un poco un teorico, delle varie forme di violenza e delle varie collusioni tramite le quali viene corretto il percorso del Paese.
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11 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Il presentatore Solovyev attacca e insulta Pina Picierno sul Rossiya Tv. L’eurodeputata Pd aveva chiesto il ritiro del suo invito in Rai”
Non dovremmo farci insultare così dai russi. Questo esagitato sta dicendo che una nostra eletta è di infimo livello. Come dargli torto. Se continuiamo ad accettare rappresentanti e capi livello Picierno – di qualsiasi casacca – verremo sempre più sbeffeggiati e derisi.
E non solo derisi, ma anche impoveriti. Le bollette diventano sempre più esose, e figure istituzionali di alto livello come la Picierno e Mattarella aggravano la causa, cioè la rottura e la frizione con la Russia. Permettere vertici che sono amici del giaguaro si sta sempre più ritorcendo sugli italiani.
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12 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Ambasciatori della prevenzione di Komen Italia, nominata anche la vicedirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva – Video”
Il Buon Governo guarda con sospetto la medicina push, che contro Ippocrate va a caccia di pazienti, e ne controlla la validità. Nel Cattivo Governo lo Stato coonesta con le sue insegne la Big Lie e ne diventa il braccio.
Nel Buon Governo i giornalisti indagano su diagnosi e successi spuri sul cancro tramite le sovradiagnosi 1. Es. informano su come perfino l’ufficialità consideri di togliere l’etichetta “cancro” ad alcuni tipi di formazioni della mammella 2, sulle quali poggiano i proclami trionfali. Nel Cattivo Governo i giornalisti divengono embedded nel “turning the disease into a marketable product with which consumers, corporations and politicians are eager to associate”3.
Nel Buon Governo il PdR difende l’art. 41, impedendo che il carattere parareligioso della medicina sia sfruttato per commettere frodi 4. Nel Cattivo Governo manda la figlia a collaborare.
Mi dispiace particolarmente per i vantati successi di penetrazione in Calabria. Che ho predetto 5, anche conoscendo lo zelo dei grembiulini di Stato dietro le chiacchiere sulla asserita opposizione alla cultura mafiosa.
1 I I cancri che non sono cancro. Deindicizzato su Google (13 mar 2025).
2 Experts Are Debating Whether Some Cancers Shouldn’t Be Called That. JAMA, 17 gen 2025.
3 Samantha King. Pink Ribbons Inc. U of Minnesota Press, 2006.
4 La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione
5 La linea del mammografo
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3 aprile 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piazza Loggia, Toffaloni condannato a 30 anni. Il pm: “Se tutti avessero fatto il loro dovere nel 1974, sarebbe stato un caso risolto””
Non si parla del rapporto tra la strage (fascista, naturalmente…) e l’adiacente base di Ghedi, che oggi ha le atomiche USA (da lì partono le armi per Zelensky). Pio La Torre, che si oppose alla base a Comiso e fu ucciso (dalla mafia, naturalmente …) scrisse: «[una base NATO] rappresenta un elemento che accelera in modo impressionante i processi di degenerazione e di inquinamento della vita sociale e politica». A Brescia mi viene dato modo di ricordare spesso quella frase. Sotto diversi profili. Anche quello dei comportamenti di magistrati e forze di polizia. Tanto che li chiamo “distretto di Corte d’appello di Ghedi” (i magistrati locali del resto hanno intitolato il nuovo palazzo di giustizia a Zanardelli, un fondatore della P2 storica; mentre stavano svuotando di forza l’azione giudiziaria* sulla violenza eversiva a gestione P2). La condanna nel 2025, di esecutori, a vuoto, per la strage del 1974 – la PM, la cinquantenne Bressanelli, non era ancora nata – non ha sostanziali effetti positivi per la vita della nazione*. Al contrario, serve al blocco istituzionale che l’emette, rinnovando le false credenziali, le foglie di fico, i costumi di scena, per le pugnalate alle spalle del XXI secolo. Blocco ricompensato dalle stesse forze che commissionarono le bombe, ottengono nuove stragi** e fanno togliere di mezzo i La Torre.
* La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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10 giugno 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Bauducco “Milano, la protesta delle toghe contro la separazione delle carriere: “Avremo magistrati più deboli e cittadini più indifesi”
Il pericolo per il cittadino è reale. Ma i magistrati si fanno difensori delle persone comuni solo ora che vengono colpiti. Dov’erano per tanti anni, mentre il sistema giustizia veniva reso sempre più pesante e tardo a favore dei potenti; conferendo così loro un potere indebito. Se avessero sempre difeso la giustizia in sé ora sarebbero credibili nella loro protesta che è per i cittadini che si mobilitano; e avrebbero un maggior appoggio da parte di una cittadinanza che hanno contribuito a rendere sfiduciata verso i vari gruppi che occupano lo Stato.
Per esperienza, la coccarda che esibiscono mi appare come un sberleffo. I magistrati gareggiano coi loro rivali nel vendere i cittadini a poteri forti sovranazionali*, dei quali si fanno braccio. Il loro ruolo nella soggezione dell’Italia a quei poteri che ordinarono epurazioni esemplari tramite terroristi e mafiosi, poteri che continuano a selezionare la classe dirigente – e a stabilirne gli equilibri interni – è ampiamente sottovalutato.
*Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
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20 luglio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Baraggino “Promozione e risarcimento per uno dei responsabili della “macelleria messicana” nella Diaz al G8 di Genova”
L’errore del Viminale si è risolto in un vantaggio per il poliziotto. E per la categoria, che ribadisce un diritto all’impunità e al premio per servire chi comanda calpestando i principi che la legittimano. I poteri ai quali chi occupa lo Stato è prono vengono serviti anche con lo stratagemma degli atti istituzionali suicidi, cioè fatti in modo da essere invalidati*.
Verso i forti, coraggio pochino: “il mestiere delle armi” si riduce alla violenza sugli inermi da silenziare e ai giochi di prestigio con le carte bollate. Magistratura cooperante, dalle sentenze suicide del dopoguerra per lasciare impunito e mantenere vivo il ceppo del fascismo storico**, all’oggi quando i magistrati reggono il gioco a favore dei nuovi fascismi.
* Gli atti istituzionali suicidi
**Franzinelli. L’AMNISTIA TOGLIATTI. 1946. Colpo di spugna sui crimini fascisti
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16 agosto 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Schillaci revoca le nomine del comitato sui vaccini dopo le proteste della comunità scientifica contro i membri “no-vax”
Il caso mostra diversi aspetti di come funziona lo Stato. Cordova, che sulla mafia e la massoneria faceva sul serio, fu rimosso dal CSM da Procuratore di Napoli. Quelli che toccano interessi intoccabili vanno emarginati, zittiti e screditati.
L’infedele patrocinio governativo. Il ministero deve rappresentare gli interessi del cittadino e del paziente. Invece “media” tra il debole e i forti, ammucchiando “tutte le categorie e gli stakeholder interessati” 1: anche chi i vaccini li vende, lucrando miliardi. Anche chi li fa approvare senza adeguate basi scientifiche, a partire da quelle sulla loro reale necessità, mentre tuona di essere la scienza. Anche i medici che vengono pagati “a cranio” per la comoda “prevenzione” dei sani a spese di chi è seriamente malato 2. Io leggo e scrivo su temi medici in inglese, ma dare un nome inglese, NITAG, a una istituzione dello Stato è un prostrarsi ai forti mentre si vendono i cittadini.
Il caso mostra inoltre che la corruzione non è solo quella delle mazzette. C’è anche la corruzione dei mandarini 3, che non si sporcano le mani con bustarelle, ma ricavano denaro, potere e prestigio mettendo le loro posizioni al servizio di grandi interessi di parte contro l’interesse dei cittadini 4.
1 Di Maio e la lobby dei malati di cancro. Il paziente come stakeholder
2 Sacrificing patient care for prevention. BMJ, 2025
3 Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
4 Corruzione “qui tam” e sfruttamento
@ 174VAM: “Mandarino” nel senso di alto burocrate al servizio dell’imperatore. E di intellettuale influente (S. de Beauvoir, “I mandarini”, 1954). Non confondiamo con l’agrume, anch’esso del resto non risparmiato dai magheggi dei compagni di Schillaci (*). Se vuoi, per evitare equivoci, si potrebbe dire che non c’è solo la corruzione del forchettone ma c’è anche quella del ciambellano …
* Reggio. Caso bergamotto. “La Regione assente e contro la base agricola reale: il Consorzio va commissariato”. Jacchite 26 ago 2024
@ terrealte: A me piacciono quelli che non leggono ma si atteggiano a Soloni ripetendo la pappa premasticata della propaganda. Possono farlo, con questa classe politica. Dovresti leggere l’articolo che cito del BMJ, che proviene da UMass, USA, Univ Gothenborg, Svezia, Royal College of General Practitioners, UK, Univ of Birmingham, UK, Univ of Alberta, Canada, e Global center for Sustainable Healthcare. Invece di sparlare dei tuoi vicini di casa. Rappresenti bene il “lazzaronismo”, l’ignoranza presuntuosa dei bassifondi al servizio della spocchia dei quartieri alti contro l’ideale borghese di una società equilibrata.
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18 agosto 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “La revoca delle nomine del comitato sui vaccini spacca la destra. Lega e FdI contro Schillaci. Mario Giordano: “Si dimetta””
In UK c’è un’opposizione di medici al suicidio assistito*, anche alla luce dell’uso omicida che ne è stato fatto col covid**. Da noi, la terra de “il manganello e l’aspersorio”, si stronca il dissenso tecnico nell’eseguire gli ordini superiori. Il nominare per poi rimuovere, l’elevare e insieme abbattere, costituisce un rito di ripudio esemplare, che “educa” il popolo e intimidisce il dissenso. Siamo ridotti a sperare nei post-fascisti per frenare questo aspetto del disfacimento della democrazia: il lysenkismo ordoliberista. Ma i discendenti di quando si vietavano per legge i forestierismi, e si voleva si dicesse es. “bibitario” invece di “bar”, ora consentono il servile “National Immunization Technical Advisory Group”***. Dal caricaturale dittatore siamo passati ad addetti che sono la caricatura opposta.
Mattarella, che si è già prodotto – all’interno di una operazione pseudo-medica che gronda sangue e orrore** – nel “non si invochi la libertà” sui ricatti di Stato per gli inoculi, mostra come quando si tratta di PdR e poteri forti occorre considerare l’isomorfismo del timone e della banderuola. Hanno entrambi la stessa forma di base: una pala mobile imperniata ad una parte fissa. La differenza è che il timone funziona opponendosi al flusso, mentre la banderuola allineandosi al flusso.
*Sito “Our duty of care”
** Killing not care. Hart’s substack 18 ago 2025
***L’inglese tecnico è uno strumento utile. Diverso è il suo uso cortigiano e spocchioso.
@ Paolo Fabbro: No. Sono contrario all’uso di stupefacenti. Tu piuttosto. La “evidence” è che la vostra “scienza” necessita di censura, da questa del NITAG ai troll che reagiscono immancabili e puntuali con gli argomenti e i toni di quei borseggiatori che vengono colti sul fatto. E non una censura generica. Necessita di una censura ermetica. Necessita di una unanimità. Come i calzoni nuovi dell’imperatore, cioè la “delusional perception” indotta non da decotti psichedelici, ma dalla suggestione e dal timore per l’autorità.
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18 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Referendum, Alessandro Barbero spiega perché voterà No: “Si rischiano magistrati agli ordini del governo. Peso della politica superiore nei Csm””
Va bene, votiamo no. Ma da Barbero mi sarei aspettato di più. Come mostra un altro illustre medievalista, l’ltalia “da Odoacre agli Alleati” è terra di conquista1. La destra e i politici non sono l’unica minaccia all’indipendenza della magistratura. C’è anche la prassi dell’intera classe dirigente di gestire lo sfruttamento del Paese per conto di poteri sovranazionali. Appare che destra da un lato e sinistra e magistrati dall’altro siano uniti in ciò; differendo per il tipo di contratto, per lo stile. La destra vuole pagare una quota, cioè vendere in parte il Paese, e per il resto essere libera di depredare, come fedeli vassalli. Sinistra e magistrati preferiscono fare i mediatori della predazione, da fedeli funzionari2. Nel mio campo, la medicina, sinistra e magistrati vendono gli italiani3 non meno che la destra.
Votiamo no, ma tappandoci il naso: senza credere a un mondo privo della dimensione verticale del potere4, né all’opera dei pupi per la quale i mali degli italiani dipenderebbero da chi dei contendenti locali prevale. Speriamo che degli storici ricostruiscano le intese tra classe dirigente e poteri forti sovranazionali, anche quelle tra magistratura e detti poteri, in un Paese dove ci si becca furibondi come i capponi di Renzo ma è tabù parlare del potere vero.
1 Arnaldi G. L’Italia e i suoi invasori. 2002.
2 Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
3 Nuove P2 e organi interni
4 Il vero terrapiattismo
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22 febbraio 2026
Blog de il Fatto
Commento al post “Meloni e la sentenza sulla Sea Watch. Il governo vuole i giudici come leoni sotto il trono del sovrano? | Il commento”
Politici e magistrati sono entrambi accucciati sui gradini del trono. Che è quello dei poteri forti sovranazionali. Entrambi eseguono gli ordini sull’immigrazione forzosa. La destra si oppone a parole, per ottenere consenso, ma non vara leggi efficaci; i magistrati applicano la legge selettivamente. I politici vogliono scavalcare i magistrati nella gerarchia di corte*. Così creano incidenti per addossare la colpa ai magistrati agli occhi del pubblico, e impossessarsi del potere giudiziario cavalcando lo scontento popolare.
Il discredito sui magistrati fa presa perché ha un fondo reale. “Applicare la legge” non basta. Occorre che la distribuzione dell’applicazione sia equa. Se si è zelanti nell’applicare la legge su un aspetto particolare, qui l’immigrazione imposta dal trono, e si lascia andare in malora il resto, cioè l’amministrazione di routine della giustizia, si sta creando un ordine patologico. Ci sono due tipi estremi di magistrato. Quello che ha presente la frase di P. Valery**, e bada sia a combattere il disordine che dà ingiustizia, sia a evitare di creare un ordine patologico, un’ingiustizia, tramite l’applicazione formale. E quello che applica il motto massonico “ordo ab chao”. La gente non ha torto nel percepire che anche tra i magistrati si pende per il sistema che fa prosperare le consorterie.
* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
** “Due mali minacciano l’umanità: l’ordine e il disordine”
@ Jatti Severti: Si può andare contro la giustizia remando contro, o remando nel verso giusto ma da parte sola, in modo da fare deviare la barca.
L’immigrazione sta venendo imposta agli italiani contro la loro volontà. Dietro alle tartufesche motivazioni di copertura pseudoetiche ci sono ragioni economiche e di potere. Che potrebbero avere una loro parziale difendibilità. Ma non c’è discussione democratica. Si fa e basta. Si ignora l’effetto di alienazione, sugli italiani e sugli stranieri, di questo “trapianto eterologo” culturale. Il dumping salariale, la risposta di sostituzione etnica alla sterilità sociale, l’impedire di mettere su famiglia. Non contesto la particolare decisione del giudice civile. Ma le posizioni politiche della magistratura nella quale si integra. Esemplificate es. dal duetto tra il PM Cantone e il vescovo Paglia*. O dal silenzio della magistratura sulle morti catalitiche, gli annegati che servono da lubrificante morale**.
Amministrando la giustizia si fa politica di fatto. I magistrati fanno bene a esporre posizioni politiche sulla giustizia, qui contro l’improvvido tentativo di imbrigliarli anche formalmente. Ma non dovrebbero pronunciare la simmetrica ipocrisia che loro applicano solo la legge e non fanno politica. Sull’immigrazione sono schierati, a favore di un disegno di potere di portata storica che gli italiani subiscono ricevendone danni ingiusti, inclusi reati.
*La coscienza e la legge. Laterza, 2019.
** Le morti catalitiche
@ Jatti Severti: Perché “O forse”? E’ quello che ho detto io. Il Viminale ha creato il caso con un’omissione per poter accusare i magistrati (che invece hanno altre colpe). Così come il “senza se e senza ma”, l’appello al pensiero ottuso, non va bene il “semplicemente”. Siamo a Bisanzio. Va al contrario aggiunto che bisognerebbe guardare a ciò che post-fascisti, sinistra-antisinistra e magistrati fanno insieme, oltre che alle scenate pubbliche diurne. Sull’immigrazione forzosa*, le morti catalitiche (cit.), catalizzate e catalizzatrici; catalizzate, ovvero non commissionate ma lasciate accadere mentre si facorivano le circostanza causali dei naufragi, per sfruttarne l’effetto catalizzatore, di giustificazione morale del travaso forzoso di masse di persone.
Sono morti catalitiche, iatrogene in questo caso quindi con una componente di responsabilità attiva, anche quelle ottenute nella strage covid del 2020**, picco record mondiale. Una strage di indirizzo che si aggiunge alle tante che hanno potuto contare anche sulla magistratura per l’impunità. Posso citare altri casi, es. *** che mostrano come sia sottovalutato il contributo della magistratura nelle deviazioni di rotta impresse al Paese dal 1943.
* Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale – Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
*** ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato
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Vedi anche:
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16 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Covid, mancato aggiornato piano pandemico: udienza per 4 dirigenti ed ex del ministero della Salute”
Ancora una volta la magistratura lungi dall’accertare la verità alimenta la sfocatura. Per le stragi del ’92, dove i mafiosi furono manovalanza, o meglio poco più che figuranti*, dopo oltre 30 anni non ha prodotto una solida ricostruzione che avrebbe impedito la nuova trama sgangherata, volta a mantenere in ombra i poteri forti mandanti, di una mafia in eruzione, che farebbe eccidi preventivi per questioni di appalti.
E’ stata un’eruzione, cioè anomala**, anche la strage covid del 2020. Ci sono ormai cogenti e dettagliate evidenze tecniche** che sia stata effetto quanto meno dell’esecuzione di un piano iatrogeno. Ignorarle conferma la complicità. La magistratura invece di prevenire altre future aberrazioni mediche e politiche spacciate per “piano pandemico” le favorisce, con l’accusa farsesca di insufficiente solerzia nel fare i garzoni. Quando l’obbedienza è stata a livello di banalità del male.
La magistratura il cittadino comune lo mette davanti a un diritto che ha il volto di pietra della Sfinge; è di marzapane se si stagliano i poteri forti. Coi suoi precedenti nei Misteri d’Italia – e nelle frodi biomediche di alto bordo – va contata tra i fattori che hanno portato a scegliere il nostro Paese per far eseguire la strage d’innesco dell’operazione covid.
*Lo Bianco G. Rizza S. Dietro le stragi. PaperFirst, 2021.
**Hickey J. et al. Constraints from geotemporal evolution of all-cause mortality on the hypothesis of disease spread during Covid. Correlation, 13 Jun 2025.
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29 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Perrone “‘Patenti’ agli influencer che parlano di salute e finanza: l’Occidente può imitare la Cina?”
Il gerarca Bottai l’11 agosto 1938 annotò nel suo diario, a proposito delle leggi razziali, che la questione ebraica si poteva risolvere con semplici atti amministrativi; “Perché sparare un cannone per uccidere un uccellino ?” scrisse.
Perché ricorrere al fascismo aperto quando ci sono vie pretesche che salvano le apparenze. Reprimere il dissenso e la denuncia sul corrotto campo della medicina togliendo di mezzo le voci critiche, ostracizzandole, screditandole e punendole pesantemente se parlano, avviene anche da noi, in via non dichiarata, mediante l’uso illecito e strumentale del potere dello Stato. Alla proscrizione e alle bastonature nel mondo reale si aggiunge lo shadow banning su internet. E’ un affare criminale ed eversivo delle istituzioni asservite ai poteri forti sovranazionali. A cominciare da quelle che esibiscono le gigantografie di Falcone e Borsellino, o il ritratto di Salvo D’Acquisto.
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30 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di V. Cattano “Ex lobbista che aveva fatto causa a Von der Leyen per il Pfizergate denuncia: “Mi hanno chiuso tutti i conti””
Il “debanking” dei dissidenti è descritto*. Il 13 ottobre 2025 Il Fatto ha riportato che Paypal ha bloccato i conti di Francesca Albanese, e come vi siano strutture che si occupano di imporre tali provvedimenti. L’arma finanziaria a protezione delle frodi biomediche di alto bordo è usata anche in Italia, in una partnership privati-Stato**. Può essere applicata su larga scala: il paese che vanta la migliore antimafia al mondo, la casa madre dei predicatori del Vangelo, una compatta falange di magistrati ardenti difensori della Costituzione e dell’indipendenza, ha primeggiato anche con il ricatto jab for job, il condizionare il lavoro e lo stipendio al farsi inoculare.
Leader politici di 18 paesi che si erano opposti in qualche misura all’operazione covid sono stati epurati tra il 2020 e il 2022***. Ci sono state morti sospette, come l’assassinio dell’ex primo ministro del Giappone Shinzo Abe.
*The terrifying rise of “debanking”. Banks are using their financial muscle to punish dissenting views. Spiked, 7 lug 2023.
** L’uso del fisco nell’eversione di Stato
***The global purge of independent leaders. Health and truth, 28 ott 2025.
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5 novembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Marfella “Secondo medico di Isde Napoli nominato Cavaliere della Repubblica. Mentre la Campania tace su Terra dei fuochi”
L’operazione Terra dei fuochi* è in linea con l’agenda Mattarella. Cioè con la nuova forma di Paese, imposta dai poteri sovranazionali, che si sta configurando sotto questo PdR dal duplice mandato e sotto la corte** dei poteri dello Stato.
Ieri il Fatto ha pubblicato un articolo su un wc che sarebbe tutto ciò che resta del DC-8 che nel 1972 si schiantò a Montagna Longa nell’atterrare a Palermo. Di quei 115 morti si occupò il vicequestore Giuseppe Peri; che da solo sostanzialmente intuì la natura generale, di manovalanza pilotata dai servizi, di omicidi eccellenti di mafia e del terrorismo. “La ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile”; Pasolini. Anche sulla Terra dei fuochi non sarebbe difficile separare il grano dal loglio*, volendolo.
Peri fu trasferito da un funzionario di polizia della P2 mentre un magistrato della P2 archiviò tutto. Aveva mandato il suo rapporto a sette procure, incluse quelle di Milano e Torino. Morì di infarto pochi anni dopo. “Di crepacuore” ha scritto Stefania Limiti***. Oggi è dimenticato. Le medagliette vanno a chi regge il gioco; per chi lo guasta c’è tutt’altro.
* La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
** Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
***Doppio livello. Chiarelettere, 2013.
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6 novembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di Paolo Dimalio “Canapa e Decreto sicurezza, sequestri ai coltivatori di nuovo bocciati dai giudici: “Manca effetto drogante, aziende legali””
“Un altro esempio significativo è l’esecuzione del Piano Blue Moon, un’operazione mirata a diffondere stupefacenti negli ambienti giovanili in Italia allo scopo di spegnere l’interesse dei giovani verso le questioni politiche e civili”. S. Limiti, Doppio livello, 2013.
“p.m. – Lei ha mai sentito parlare dell’operazione Blue Moon? imputato – Sì.p.m. – Vale a dire? imputato – Vale a dire che promuovere la diffusione delle sostanze stupefacenti avrebbe abbattuto la soglia di una eventuale ribellione nei giovani”.
Tribunale di Brescia – Corte D’Assise. Il p.m. interroga un ex agente del SID (8 gennaio 2010).
L’ordine oggi è di indurre la popolazione a stordirsi con la cannabis. Uno sdoganamento culturale che apre la porta al campo sconfinato e incontrollabile delle droghe di sintesi. I magistrati eseguono, riscrivendo loro la legge; alla tavola di Sciascia*. Riscrivendo la descrizione del reale, con una ontologia di comodo** dove la concentrazione chimica sarebbe una caratteristica intrinseca e immutabile, come il numero atomico o il peso molecolare.
* Le leggi a tavola di Sciascia
** Il peculato intellettuale dei magistrati
@ fuzzylogic: Alcol e tabacco fanno male. E anche la cannabis. Combattere l’alcol e il tabacco, evidenziandone i danni, e allo steso tempo promuovere il consumo di cannabis, che pure fa male, inclusa “QUESTA”*, nascondendone gli effetti nocivi, è un esempio di logica non-aristotelica, nel senso che non rispetta il principio di non contraddizione. E di logica fuzzy; nel senso di logica pelosa.
* Potential adverse drug events and drug-drug interactions with medical and consumer cannabidiol (CBD) use. Journal of Clinical Medicine 2019.
@ fuzzylogic: “La cannabis standard non fa male ergo a maggior ragione la light è innocua”. Non è un “a fortiori” valido. E’ un a priori sulla realtà empirica. Un ex falso quodlibet, perché laTHC ha una serie di effetti nocivi. Un non sequitur, perché posto che una diversa molecola non abbia effetti psicotropi non significa che non possa avere altri effetti nocivi, v. art. sopra.
Propaganda e magistrati trascurano che quelle che si stanno dando da fare per porre in libera vendita come caramelle restano comunque sostanze con attività farmacologiche complesse tutt’altro che innocue. E come la liberalizzazione apra culturalmente i cancelli di una giungla farmacologica. Applicano una velina di marketing, falsa, illogica e perniciosa.
Cannabis Use Tied to Higher Risk for Incident Diabetes. Medcape 2025
Cannabis Is Interfering With the Heart. Medscape 2025
Far From Harmless? High Levels of THC Associated With Psychiatric Disorders. Medscape 2025
Cannabis and Lung Cancer: A Link Stronger Than It Appears. Medscape 2025
Cannabis Use and Head and Neck Cancer. JAMA 2025
Cannabis Commercialization Linked to More Hospitalizations. Medscape 2023
Young Men at Highest Schizophrenia Risk From Cannabis Abuse. Medscape 2023
Protecting youth from cannabis marketing. Psychology today 2022
Perinatal Marijuana Use and the Developing Child. JAMA 2018
Marijuana and Cardiovascular Disease—What Should We Tell Patients? Ann Int med 2018
Americans’ View of Marijuana Is Rosy, and Unscientific. Reuters 2018
@ fuzzylogic: Ai piedi del Vesuvio e sulla caldera dei Campi Flegrei, esposto alla prossima grande eruzione, è stato costruito l’equivalente di un’intera metropoli. Secondo il tuo “a fortiori primario” o si sgombra l’area deportando quelle centinaia di migliaia di persone del terzo maggiore agglomerato urbano in Italia o si permette di tappezzare di case altre zone inedificabili. Disgiunzione qui addotta per premere per la seconda opzione; un misto di tu quoque, two wrongs make a right, falsa simmetria, irrilevanza. Una variante degli standard negativi*.
Non ho trovato chi presenti come valido tale schema di ragionamento. Né tanto meno chi lo chiami “a fortiori”. Lo a fortiori è lo “a maggior ragione”**. Es. la sostanza x non fa male quindi la sostanza x depotenziata farà ancor meno male. Ora che mi fai pensare a queste capziosità, è riconosciuto che l’industria del tabacco abbia già usato lo stratagemma del “light” per le sigarette, con i relativi danni: es. “the light’, ‘pale’and ‘mild’ packaging sells a lie.” ***.
* La raffinata barbarie degli standard negativi
** A fortiori argument. Cambridge dictionary of philosophy. 1995.
*** Goldacre B. I think you’ll find it’s a bit more complicated than that. 2014.
@ fuzzylogic: L’illusione – pelosa – del “calculemus” di Leibnitz, di poter costruire e applicare, a scapito della realtà empirica, cioè a scapito del quadro complessivo di conoscenza acquisite, dati di fatto, circostanze, interessi in gioco, un sistema deduttivo che generi decisioni “oggettive” è anche uno dei peccati capitali dei magistrati. L’esempio con i vesuviani mostra cosa permette il tuo fantomatico “a fortiori primario”. Che è comunque fallace. E la tua pretesa di ridurre una questione farmacologica alla logica. O meglio alla “logica” alla Humpty Dumpty: “When I use a word, it means just what I choose it to mean—neither more nor less.” (A proposito dei magistrati, Humpty Dumpty risponde ad Alice che “The questioni is which is to be master”; nessuno può farsi signore delle parole e delle regole del ragionare*). Lewis Carroll, logico matematico, era immerso nell’ambiente di Oxford. Da noi in questi casi si cita più comunemente la celebre espressione del conte Mascetti in Amici miei. Oggi purtroppo sempre più spesso appropriata e calzante anche in quelli che dovrebbero essere i livelli più alti del sapere, data la loro cattura e corruzione.
* Il peculato intellettuale dei magistrati – La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati
@ LorenzoM68: Quanto bisogna essere scarsi per fare preferire – da parte della minoranza che ancora vota – l’attuale governo a voi, che vi concentrate, con la consueta supponenza, su temi come la libera canna ?
@ LorenzoM68: Non è buon segno che per difendere l’istituzione di un business miliardario* si debba ridursi a ricorrere al bulverismo**.
*Big cannabis in the UK: is industry support for wider patient access motivated by promises of a recreational market worth billions? BMJ, 2020
** Il bulverismo giuridico e giudiziario su questioni mediche
@ LorenzoM68: Qualche iniziale difficoltà l’ho avuta nel comprendere come si possa scegliere di questi commerci, a danno dei singoli e della comunità. E come si possa renderli legali con trucchetti dozzinali.
v. La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione
@ Minutemen: Una bugia, un escamotage ripetuto in diverse lingue resta quello che è. Ricorda i distinguo e le limitazioni di Nordio, “in nome del diritto” su intercettazioni, perquisizioni, indagini: siete più simili di quanto facciate credere agli spettatori.
@ LorenzoM68: Non è “prodotto” ma materia prima. La cui concentrazione di principio attivo è modificabile. Per dirne una. Un’altra è il rapporto ballerino, dagli illusori margini di scurezza, THC/CBD*. Il rapporto sballato insulti/argomenti dei pro-canna nel rispondermi non depone per una buona fede.
*The double edged sword of medicalising cannabis . BMJ, 2019.
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7 dicembre 2025
Blog de il Fatto
Commento al post “Travaglio sul Nove: “Trump rinuncia all’Europa? No, sa di avere in tasca questa classe politica: li brutalizza con il loro consenso””
“Sa di avere in tasca questa classe politica [europea]: li brutalizza con il loro consenso”. Penso una cosa simile di tutta la classe dirigente italiana. La chiamo “obbedienza di 4° grado.” In un film di Magni un gesuita spiega a Filippo Neri che per i gesuiti ci sono 3 gradi di obbedienza: 1 fare ciò che viene ordinato; 2 obbedire facendo propria la volontà del superiore; 3, l’unica perfetta, divenire strumento inanimato, che non pensa, il famoso “perinde ac cadaver”. La nostra classe dirigente, così caporalesca, mentre è altezzosa e scostante con i cittadini comuni pratica verso i poteri forti l’obbedienza di 4° grado, dove si obbedisce e si accetta di farsi disprezzare dal padrone, anche pubblicamente, per le conseguenze degli ordini eseguiti. Si accetta di farsi definire per quello che si è dagli stessi che si servono. Dice un proverbio anglosassone “il tradimento va bene ma il traditore fa schifo”. Invece dell’immagine dell’acconsentire a farsi violentare, avevo pensato al farsi urinare in faccia contenti. Il servilismo che si accolla tutto è probabilmente prova di “affidabilità”. Come ricorda Travaglio in questo eccellente commento, non è questione di Trump: lo fanno – tutte le varie fazioni – coi padroni di turno chiunque essi siano.
@ Minutemen: Sono quelli che dovrebbero rappresentare i nostri interessi che stanno praticando l’obbedienza di 4° grado. Il nostro interesse in questa tragica follia dell’Ucraina è così semplice che è valida e dignitosa l’opinione dell’uomo della strada, di non alimentare un massacro che sta consumando anche noi. Non bisogna stare né coi russi né con gli USA. Ma avere buoni rapporti con entrambe queste grandi nazioni, per quanto possibile. Non fare i loro interessi, incluso il fare la voce grossa e buttare benzina – e i nostri soldi – sul fuoco nell’ambito di un gioco delle parti. Sui russi, picchiare per primi non significa necessariamente essere gli aggressori; ma è illusorio anche credere che ci siano dei “buoni” e che siano loro. Mi sembra tutto un sanguinoso gioco di specchi, dove noi siamo i più deboli data una classe dirigente venduta fino alla sconcezza. Anche il nick che ti sei scelto, che ricorda Alberto Sordi col cappello di pelo con la coda alla David Crockett, non è molto rassicurante.
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10 dicembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Sergio Flamigni è morto a 100 anni: partigiano, parlamentare Pci e studioso del caso Moro”
Onore a un uomo vero, di quelli che da soli controbilanciano tante viltà.
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26 dicembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Ferri “Caro prof Crisanti, mi spiace che nessun collega ti abbia mai smentito sui concorsi pilotati: eccomi!”
Gli interessi esterni sulla matematica non sono quelli, immani, sulla medicina. Ma gli italiani stanno alla finestra (Montanelli) ad applaudire come liberatori poteri esterni che in realtà si sovrappongono ai signorotti locali, accordandosi*. Crisanti svergogna i baroni affinché siano ancor più controllati da multinazionali, fondi d’investimento, servizi. Con l’accademia ancor più strumento di frode e predazione. Crisanti viene dall’Imperial college, una sala di regia covid. La magistratura ha affidato proprio a lui la ricostruzione della strage d’innesco Covid**. Strage che è un paradosso di Gettier indice di dolo: “coerente” con il modello matematico ‘astronomically wrong’ (Ioannidis) dell’Imperial college.
“Dame Manningham-Buller [the former director general of MI5, a thirty-five-year counterespionage veteran who also functioned as official liaison between British and US intelligence agencies] has served as chair of the Imperial College since 2011. Anthony Fauci and Western health officials widely cited the Imperial College’s inaccurate COVID-19 fatality projections—ginned up by the Wellcome Trust’s notorious epidemiologist, Neil Ferguson—to justify the draconian global lock-downs.” (RF Kennedy Jr. The real Anthony Fauci).
* Pienza e la nuova Pienza – Choosy, marchesini e figli di. La differenza tra meritocrazia e merito
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
Teschio: Mi faccia capire: lei cita come fonte credibile le affermazioni di un notissimo complottato no-vax completamente svalvolato che di balle in ambito sanitario ne ha dette a valanghe (ricordiamo che secondo lui il 90% dei cinesi è diabetico…), anzi non ha mai detto una sola cosa che NON fosse una balla, e pretende pure di venire preso sul serio?
@ Teschio: La voce su Wikipedia* conferma che la baronessa è stata nominata chairman dell’Imperial College. E anche governor of biomedical research e poi chair del Wellcome trust. Un’altra notizia interessante riportata in Wikipedia è la sua difesa, da alto dirigente dei servizi, della tortura come mezzo per ottenere informazioni.
La veridicità di una notizia sarebbe funzione della fonte, o meglio del giudizio che un Teschio dà della fonte. O meglio ancora degli insulti che un Teschio lancia sulla fonte e su chi la riporta. Questo è un esempio del livello verso il quale si sta conducendo l’impresa scientifica. Qualunque cosa sia l’attuale ministro della sanità USA, voi siete peggio.
In alto, la ricerca è controllata da forze come quelle rappresentate dalla baronessa. In basso, per molti satrapi locali dev’essere un sollievo potersi togliere la maschera di scienziato e sbraitare come l’ultimo maneggione, senza limiti e senza vergogna, dando libero sfogo alla propria indole.
*Eliza Manningham-Buller. Wikipedia.
Teschio: La ringrazio per il commento, perché mi dà l’opportunità di evidenziare uno dei trucchi più usati dai complottari: citare informazioni vere ma estremamente parziali, e a volte distorcerle, per dare l’impressione che ci sia qualcosa di losco sotto.
Ora, RFK Jr. cita la baronessa come modo per mettere in discussione ciò che l’Imperial College ha detto in pandemia, insinuando che, avendo lei lavorato per l’MI5, abbia attivamente programmato la disinformazione sul Covid. In fondo, era chairman, no? NO, NON LO ERA! Lo è stata, questo è vero, ma dal 2011 al 2015, il suo mandato è terminato 5 anni PRIMA del Covid! Quando RFK Jr. scrive, quindi, “has served as chair of the Imperial College since 2011”, sta mentendo. E non è che quando ha scritto il libro lei era ancora in carica, eh: il libro è del 2021, anche perché parla di Covid, quindi non avrebbe potuto essere stato scritto prima del 2015… E lei, che pende dalle labbra di un noto mentitore seriale e complottaro della peggior risma come RFK Jr., si guarda bene dal verificare. Se fosse andato sulla pagina dell’Imperial College, avrebbe trovato una lista di tutti i chairmen dal 1907 a oggi: https://www.imperial.ac.uk/about/introducing-imperial/our-people/our-leaders/
Ma ovviamente non lo ha fatto: quelli come lei non controllano mai se quello che si allinea con le loro credenze è vero, danno per assodato che lo sia, anche quando basterebbero 30 secondi per capire che le fonti che ritenere credibili vi stanno prendendo in giro.
@ Teschio: Sì. Mentre era all’Imperial, Ferguson, già preso a paradigma di modelizzazione fraudolenta e dei danni conseguenti*, ha proseguito la sua ascesa. Poi la baronessa pro-tortura è passata al Wellcome. Kennedy, che tu continui a calunniare e diffamare, lo dice:
“GlaxoSmithKline’s spinoff, the Wellcome Trust, has played a central role in the marriage of Big Pharma to the Western spy agencies. From 2015 until October 2020, the Chair of Wellcome Trust—the UK version of the Gates Foundation—was the former director general of MI5, Dame Eliza Manningham-Buller.
The Wellcome Trust is a kind of hybridized British version of NIAID and the Bill and Melinda Gates Foundation. It largely funds studies that tend to promote profit taking by British pharmaceutical companies”.
Dove Ferguson has “ginned up” un modello crassamente falso, preso come Vangelo per imporre il lockdown.
Kennedy non mente. E nel libro dà informazioni utili e documentate. Mostra che vi è stato stato un blocco Imperial-NIAID-Wellcome che ha dettato coi sistemi della Dame la descrizione dell’epidemia; ciò aggrava il quadro.
A proposito, Teschio, della nostra classe dirigente, alte cariche, la strage covid d’innesco e i servizi UK: l’MI5 manovrò Mussolini, anche pagandolo**.
*Kitching RP et al. Use and abuse of mathematical models: an illustration from the 2001 foot and mouth disease epidemic in the United Kingdom; Rev. sci. tech. Off. int. Epiz., 2006.
**Cereghino, Fasanella. Colonia Italia, Chiarelettere, 2019.
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31 dicembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di Paolo Dimalio “Codice della strada e terapie: il caso di Mario e di tre milioni di pazienti che ancora rischiano la patente. Il flop del Tavolo tecnico”
E’ rivelatore che le parti che perorano le libere canne, anche al volante, siano le stesse che plaudono alle leggi “chi non si fa inoculare non mangia” e dei lasciapassare vaccinali. Sono esempi della subduzione della sinistra, e dei magistrati. Pur di servire poteri forti, quei poteri che ora ordinano che il popolo si rifugi nelle droghe, “sinistre” e magistrati assumono posizioni che si incuneano sotto a quelle della destra, che ne viene così elevata. Posizioni moralmente inferiori a quelle della destra. A quelle di un Salvini. Talora, come qui, con le note di follia proprie dei tiranni, ma in chiave liberista. Meloni e Salvini basta facciano la finta di opporsi per sembrare migliori; salvo poi servire anche loro gli stessi poteri.
Da questi “progressisti” fabiani c’è da aspettarsi che chiedano che se qualche accannato spiaccica qualcuno come un insetto con l’auto, lo stato di paziente assuntore di droga terapeutica sia considerato motivo di non punibilità. O almeno una attenuante. Non si invochi la libertà egoistica di circolare in sicurezza.
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5 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Mattiello “L’inchiesta di Report riconosce una inquietante continuità tra il potere di ieri e di oggi: due consigli sul da farsi”
L’elasticità onirica
Nel 1972 il maresciallo dei CC che aveva scoperto le armi di Ventura morì 2 mesi dopo in un incidente d’auto. Essendo stato abbagliato da 2 fari di bicicletta, secondo la Stradale (M. Sassano, La politica della strage, 1972). Un esempio di quella che chiamo la “elasticità onirica” caratteristica delle versioni ufficiali sull’eversione. Nei sogni è accettato come credibile che il male abbia un’elasticità estrema, assumendo intensità che trascendono le leggi del mondo fisico e le proporzioni dell’agire umano. I BR di Moro samurai invincibili. I mafiosi che avrebbero azzeccato i 2 decimi di secondo utili nel premere il pulsante a Capaci. Il picco di mortalità covid record mondiale nel 2020, biologicamente assurdo*. Via D’Amelio per proteggere appalti.
Una magistratura sana identificherebbe sistematicamente le elasticità oniriche, per smascherarle e avvalersene come indizi. Ma la magistratura in 34 anni mentre si è fatta bella con Falcone e Borsellino non ha prodotto ricostruzioni che impediscano come insulsa e autoaccusante l’elasticità onirica di una mafia onnipotente che farebbe stragi preventive per appalti. La “inquietante continuità” c’è anche tra la destra di Nordio e Ciavardini, i CC e PS improntati a Mori e La Barbera e una magistratura che l’indipendenza la rivendica dagli altri burattini ma non dal burattinaio. Votiamo NO, ma turandoci il naso.
*Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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9 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Riforma giustizia? Affonda le radici in Tangentopoli, lo scopo è indebolire la magistratura”: Santalucia lancia il Comitato per il no”
Con tangentopoli ci fu l’illusione ottica che i magistrati siano l’antidoto alla predazione. Invece eseguirono uno sgombero ordinato dall’alto per fare posto a un sistema perfino peggiore. Instaurata la 2° repubblica, PM e giudici hanno continuato a servire gli stessi poteri forti proteggendone gli interessi illeciti. Es. nel business medico*, dove si sono occupati pure di fare fuori chi alla corruzione medica strutturale si oppone. Basti vedere il loro ruolo servente nel golpe covid, con la Costituzione, il diritto, etc. prontamente rinnegati; peggio che in altre nazioni, dove i PM sono controllati dal governo. A riprova che l’indipendenza – di magistrati, politici e cittadini – non c’è se non è in interiore homine.
L’indebolimento della magistratura “affonda le radici in Tangentopoli” nel senso che è stato deciso che ora è il turno della parte delle garanzie costituzionali sulla magistratura a dover essere smantellata. Votiamo NO per salvaguardare il principio dell’indipendenza, ma turandoci il naso: consapevoli che i magistrati si comportano come una corporazione, rivale di quella dei politici, e che come gruppo l’indipendenza non l’hanno mai avuta rispetto a ciò che più dovrebbe contare, le soverchierie dei potenti. Che al contrario servono, come da sempre fanno i magistrati; e come i politici, quelli loro alleati e quelli coi quali sgomitano, corresponsabili con essi del degrado del Paese.
* Nuove P2 e organi interni
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14 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Bauducco “Referendum, a Torino in trecento per il lancio della campagna per il No: “I diritti di tutti i cittadini sono in pericolo””