Blog de Il Fatto
Commento al post di Bruno Tinti “Meredith, il verdetto del popolo sovrano” dell’8 ott 2011
Al dr Tinti le discussioni sull’assoluzione della Knox e di Sollecito fanno venire in mente che il popolo ciancia senza capire nulla di diritto, e che i magistrati italiani sono superiori a quelli USA perché motivano le sentenze. Pur condividendo il giudizio sulla gente e sul sistema giudiziario USA, posso testimoniare che quando si tratta di dare impunità o appoggio ai crimini dei poteri forti, a partire da quelli coi quali gli USA mantengono il loro dominio sull’Italia, i magistrati italiani non sono migliori della gente e dei colleghi USA. Si può assistere alla “parallelizzazione” dei gradi di giudizio, che, sequenziali nel tempo, vengono affiancati sul piano spicciolo creando doppie verità; così che gli imputati sono assolti però si lascia intravedere, magari anche dallo stesso giudice che ha smentito il giudizio di colpevolezza del grado precedente, che di fatto sono colpevoli (o al danneggiato viene data ragione formalmente mentre col grado successivo, senza negare il giudizio precedente, si fa in modo che il torto prosegua). Le perizie tecniche, che andrebbero ormai riconosciute come un magnifico mezzo per eludere la logica più elementare e la decenza dietro al paravento del “rigore” e della prosopopea scientifica, possono certificare che gli asini volano:
http://menici60d15.org/2011/09/25/le-perizie-ballistiche/
o i periti possono divenire degli imbranati fantozziani (v. la perizia genetica della polizia per l’assassinio dell’ispettore Donatoni, in “Mistero di Stato”, di M. Almerighi). E la luce non è mai giusta: o è quella abbagliante dei proiettori dello show mediatico, oppure magistrati e forze di polizia cercano di operare nell’oscurità, senza contraddittorio, con procedure anomale, e di dare meno motivazioni pubbliche possibile, agendo per vie informali e riservate, lasciando meno tracce possibile della loro concezione del diritto e della giustizia rispetto allo zio Sam o altri signori.
Francesco Pansera
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17 dicembre 2017
Blg de Il Fatto
Commento al post di S. Zecchi “Gli ampi poteri ai servizi segreti del nuovo ddl Sicurezza ricordano i momenti più bui del paese”
Ma i magistrati non dicono nulla? E’ dal dopoguerra che i servizi sono la longa manus dei poteri sovranazionali. Con un ruolo determinante nei più gravi reati commessi su italiani e contro l’intero popolo. Ulteriori licenze in nome della sicurezza nazionale faciliteranno il consueto lavoro di controllo e indirizzo, aggiornato ai tempi. I magistrati sono in urto con i post-fascisti per motivi, dicono, di difesa della Costituzione e quindi di tutela degli interessi del cittadino. Ma su questi travisamenti per aggirare la legalità tacciono. Quando ci sono di mezzo i voleri dei poteri forti sono in competizione più che in contrasto coi post-fascisti che vorrebbero soggiogarli; gareggiando nel servire i poteri forti. Mentre celebrano come colleghi i magistrati uccisi tramite gli apparati, offrono un servizio di impunità giudiziaria e di collaborazione attiva ai lavoretti commissionati agli apparati dai soliti stessi poteri; che l’intera classe dirigente, opportunamente selezionata e addestrata, ossequia.
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Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Costa “Tutti i giudici di Amanda Knox” del 10 ott 2011
Nella sua intemerata per difendere il suo clan in un caso dove certo il sistema giudiziario non ha brillato, come quello Knox-Sollecito, Costa ha ragione quando dice che a volte il pubblico è una bestia. Il fatto è che i magistrati, in casi dove poteri forti esercitano la loro influenza, non appaiono migliori del volgo, ma una sua espressione ripulita, che nella baraonda ci sguazza:
Anch’io nel mio campo, la medicina, vedo come spesso siano sbagliate, distorte, assurde le pretese del pubblico; ma quelle proposte sfuocate e spesso controproducenti nascono da una percezione intuitiva negativa sulla medicina che non è infondata. Penso che se la medicina fosse onesta e pulita tali proteste mal dirette in gran parte controproducenti rientrerebbero, e tra quelle restanti verrebbero riconosciute e isolate quelle sbagliate.
Che l’avvocato Costa e i magistrati che difende facciano la loro parte per assicurare una giustizia imparziale, equa e efficiente, e vedranno che la gente non tenterà di indossare i loro roboni settecenteschi e i berretti col pon pon. Una giustizia che abbia il carattere della linearità. Per es. se davvero non si vogliono polveroni e cicaleccio, basterebbe, non dico invertire il rapporto capovolto tra effetto e causa, riportandolo alla sua forma naturale, ma almeno accorciare i tempi, attualmente di 3 mesi, tra la sentenza, che è una conclusione, e le motivazioni, che dovrebbero essere le premesse della conclusione stessa. A costo di posticipare la sentenza. Una giustizia che, esposte le conclusioni, ci mette un altro quarto di anno per esporre come ha raggiunto le premesse, e come da esse abbia inferito le conclusioni, mentre fuori il pubblico rumoreggia e straparla, non può dirsi estranea alla caciara, per quando solenni siano le pose che assume.
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La coppia “calculemus” e “ignorabimus” nell’attività giudiziaria
@Gioele28. Che brutta professione quella del giudice, sul piano intellettuale oltre che umano, se consiste davvero in ciò che tu dici. Credo che la verità, ai fini pratici, etici e giudiziari sia un’entità tangibile e unica *; la cui approssimazione, se non sempre è possibile, non è però neppure così terribilmente irraggiungibile. Viene dipinta come vaporosa soprattutto quando al contrario si è proceduto con l’accetta.
E’ un po’ buffo che parlando dell’attività dei tribunali, che dovrebbero essere il luogo della misura nel giudizio, dall’ottimismo positivista sulle perizie tecniche si passi a dolenti considerazioni sull’inaccessibilità della verità, dove la vita reale sembra un’entità noumenica che le mura dei palazzi di giustizia tengono separata dal lavoro dei magistrati. Dalla hubris scientista, dal “calculemus” leibniziano, ad uno “ignorabimus” che invoca smarrito la trascendenza a giochi fatti.
Credo che sarebbe utile per tutti, meno che per chi è colpevole, che ci fossero linee guida solide sulla prova scientifica nei procedimenti giudiziari; basate su una definizione non ingenua – non ingenua sotto il profilo epistemologico e quello della conoscenza di come va il mondo – del rapporto tra la ricostruzione “naturale” del fatto, considerato come fenomeno causato da azioni umane, e ruolo dell’analisi scientifica nella ricostruzione. L’analisi scientifica porta la ricostruzione ai piani ipogei o iperurani del non osservabile, e può approfittarne per sdoganarsi dalla razionalità e dal controllo di attendibilità; facendo le veci del Dio di cui parla Gioele28; o meglio venendo usata come un traballante deus ex machina che interviene tonante e cigolante per imporre il finale desiderato.
* http://menici60d15.org/2009/06/03/contro-il-relativismo-etico-ed-epistemico/
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Avvocato Costa, ringrazio Lei per mostrarmi in cosa consiste il Vostro lavoro.
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Blog de Il Fatto
Commento del 27 gen 2012 al post di M. Imperato “Lobby al sole anche da noi?” del 27 gen 2012
postato su questo sito il 5 feb 2012 causa boicottaggio Telecom
Il PM Imperato invita a considerare di introdurre anche da noi il lobbismo, cioè la legalizzazione dei finanziamenti ai politici da parte di gruppi di interesse. Il magistrato invita a guardare al fenomeno senza ipocrisie. Si dovrebbe estendere il suo suggerimento al potere giudiziario: considerando il fenomeno USA dei finanziamenti legali alle campagne elettorali dei magistrati da parte delle multinazionali. Lì è legale comprarsi dei magistrati in questo modo. Ma anche in Italia, così come non è sconosciuto il fenomeno dei soldi passati sottobanco da potenti gruppi di interesse ai politici, esiste la magistratura “business friendly”, che fa carriera essendo compiacente col business:
I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa
http://menici60d15.wordpress.c…
Reati contro l’economia
http://menici60d15.wordpress.c…
27 gen 11 h 17:10
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Sito de L’Espresso
Commento all’articolo di P. V. Buffa “Così torturavamo i brigatisti” del 5 apr 2012
Sul fatto che i poliziotti, col coraggio dello sciacallo, quando non corrono rischi commettano abusi e i magistrati li coprano, non ho dubbi. Soprattutto se ci sono di mezzo interessi USA. Ciò che è sicuramente vero in questa storia è che polizia e magistratura di nascosto praticano e favoriscono forme abbiette di crimine a favore di interessi USA. Ciò che è sicuramente falso è l’implicazione che lo facciano solo per fini in sé leciti, e solo nei confronti di chi delinque.
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20 dicembre 2011
I mafiosi filantropi e la Lombardia non omertosa
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Franco e F. Baraggino “Milano, Cancellieri: “La mafia c’è ma non la sua cultura omertosa” del 19 dic 2011. Censurato.
ccc
Che la Lombardia sia estranea alla cultura omertosa è un cliché che fa il paio con la favola dei mafiosi che proteggono le vecchiette. La cultura omertosa non è un’esclusiva della mafia. E’ la mafia ad essere un singolare caso di criminalità che, posta a cavallo tra crimine comune e istituzioni, condivide con queste ultime le condotte machiavelliche proprie del potere; inclusa la cultura dell’omertà. In Lombardia anche a detta di lombardi è radicata una cultura omertosa autoctona, che si avvale della mafia meridionale come diversivo, alibi e minaccia ricattatoria per tutelare meglio i propri affari: oltre alla mafia, in Lombardia c’è una “metamafia” istituzionale
http://menici60d15.org/2010/06/08/i-professionisti-della-metamafia/
che mostra di combattere la mafia mentre copre e aiuta altre attività criminose non meno gravi, ma inserite nel circuito legale, come le frodi mediche.
Ilda Boccassini è da elogiare per la sua attività di repressione della mafia, ma è incomprensibile il titolo di “top global thinker” datole da “Foreign policy”. Un premio ai suoi meriti rispetto agli interessi degli USA, e all’ideologia che impongono; compresa questa di proiettare su una mafia che ci si guarda dall’eradicare i crimini e la mafiosità dell’economia legale. Qui a Brescia, dove Cancellieri è stata prefetto, interessi criminali internazionali e indigeni sono liberi di fare i loro comodi come i mafiosi nella Sicilia de “la mafia non esiste” di decenni fa; potendo contare sull’omertà, e sull’intimidazione istituzionale verso chi denuncia. Il riconoscimento a quello che attualmente è il più celebre magistrato lombardo appare essere un incentivo non alla libertà intellettuale, ma all’opposto al conformismo giudiziario e culturale di una magistratura e una polizia asservite ai poteri maggiori, che fiancheggiano forme di crimine istituzionalizzato ancora più forti e importanti della mafia.
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29 maggio 2012
Blog de “Il fatto”
Commento al post di M. Portanova “De Gennaro assolto. Ma solo in tribunale” del 29 mag 2012
Cossiga dichiarò dai banchi del Parlamento che De Gennaro serviva l’FBI. Queste impunità e i crimini che se ne giovano non cesseranno se il popolo pecorone non riconoscerà il commensalismo dei magistrati coi poteri forti sovranazionali:
“A sinistra, e a un altro lato della tavola, stava, con gran rispetto, temperato però d’una certa sicurezza, e d’una certa saccenteria, il signor podestà, quel medesimo a cui, in teoria, sarebbe toccato a far giustizia a Renzo Tramaglino, e a far star a dovere don Rodrigo, come s’è visto sopra.”
(I commensali alla tavola di don Rodrigo, Promessi sposi, cap. V)
@Portanova. Il fatto che De Gennaro sia stato assolto da un’accusa marginale non dovrebbe distrarre dalla circostanza che i magistrati non lo hanno processato per le torture di massa; sostenendo così implicitamente che decine di poliziotti, comandati dai vertici della polizia per un evento importantissimo, sotto i riflettori dell’opinione pubblica internazionale, sotto gli occhi della maggiori potenze mondiali, si siano di punto in bianco comportati come si comportavano i fascisti di Villa Koch, su decine di persone inermi, senza che il comandante in capo della polizia ne sapesse niente o li fermasse. Dev’essere la scuola Scajola, allora ministro dell’interno, al quale regalavano case a sua insaputa. Contrariamente a Portanova, penso che De Gennaro avrebbe dovuto rispondere ai giudici del comportamento dei suoi subordinati; e che le omissioni dei magistrati non andrebbero scusate con ragionamenti che prendono in giro la gente, usando i politici come “whipping boy” per mantenere il mito di una magistratura che fa il suo dovere senza guardare in faccia a nessuno. Quando si tratta del “partito americano” i magistrati non sono secondi ai politici nell’obbedire e assicurare l’impunità agli esecutori.
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1 agosto 2012
Blog “Come don Chisciotte”
Commento al post “A Taranto via l’ILVA per far posto alla NATO” del 31 luglio 2012
Non conosco questo caso; la tesi è analoga a quella che vede i procedimenti giudiziari sulla radioattività al poligono di Quirra come funzionali alla speculazione edilizia:
Commento di Robi al post di G. Paglino “Quirra, la commissione del Senato: “Chiudere e riconvertire il poligono” su Il Fatto del 31 mag 2012; e risposta a Robi:
http://menici60d15.org/2011/03/15/pescatori-di-cancro/
Credo che l’onnipotenza della NATO, e la complicità della magistratura con la NATO e in generale con le volontà degli USA, siano fattori tanto fondamentali quanto trascurati tra quelli che determinano il destino del Paese. Purtroppo gli italiani sbraitano contro i pupi, come i politici ladri che eleggono, ma sono omertosi sui “pezzi da novanta”, cioè sul potere vero e i suoi crimini.
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31 marzo 2015
Blog de Il Fatto
Commento al post di G.C. Caselli “Meredith e i mali del nostro processo”
Da profano del diritto, credo che Caselli abbia ragione sulle degenerazioni che nascono dai gradi di giudizio. Qui però il problema appare essere stato primariamente politico: quello di dover giudicare, per un delitto atroce commesso forse per un capriccio da debosciati, la rampolla di un membro dell’establishment USA. I magistrati appaiono essere piuttosto “atlantisti”; come gli conviene; mentre non potrebbero contare sull’appoggio di un popolo in cerca di padrone. L’ombra del grande cowboy appare essersi riflessa anche nella procedura. Sono riconosciute le cosiddette “sentenze suicide”, le sentenze scritte volutamente male, in modo da essere rigettate nei successivi gradi di giudizio. Qui appare che siano state le indagini ad essere “suicide”. Si sottovaluta quanto le premesse possano minare le conclusioni. Es. molta della ricerca biomedica entra nella fase clinica già su basi a dir poco traballanti. Ne conseguono conferme, poi smentite, nuove conferme, per lunghi anni, in una serie simile a quella dei gradi di giudizio dei tribunali. Nelle more il prodotto si vende, fino a che non viene sostituito, in un nuovo ciclo. Sia nella ricerca biomedica, sia nell’attività giudiziaria, insieme al tema dei gradi di giudizio e delle prove bisognerebbe considerare il problema della solidità delle fasi iniziali. E dell’applicazione di quel principio trascurato che sintetizza l’importanza delle premesse rispetto al “trial” nel detto “junk in, junk out”.
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@ DiogeneBright. Hai ragione, chi si occupa delle finanze di una multinazionale in USA è come un venditore di palloncini da noi. A proposito di mestieri usuranti, che voi pannelliani facciate i galoppini degli USA anche nel caso Kerchner è un indizio utile alla ricostruzione storica, mettendo da parte le risultanze giudiziarie.
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26 giugno 2015
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Amendola “L’Enciclica ‘Laudato si’’, Papa Francesco e Berlinguer”
@ Elcondorpasa. Berlinguer, quello che predicava le virtù repubblicane e anticapitaliste stando – parole sue – “sotto l’ombrello della Nato”. La stessa balda posizione – la bocca a sinistra e il sedere sotto l’ombrello atlantico – di tanti magistrati, intellettuali, leader spirituali, etc. ai quali dobbiamo buona parte del successo del nostro Paese.
@ Nokia. Quello stesso che, avvisato dell’imminente attentato terroristico alla Questura di Milano del 1973, tacque, e lasciò che avvenisse, come era nella volontà dei servizi, mentre tramite G. Pajetta intratteneva buoni rapporti col capo dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale, D’Amato, emissario della CIA. Renzi non è un mutante, ma il prevedibile frutto dell’albero. L’ubertoso albero dei doppiogiochisti.
@ Nokia. Non mi drogo. Il fatto è riportato in un’ordinanza di un collega di Amendola, il giudice Antonio Lombardi. Non so se ho ferito un nostalgico nelle sue illusioni o se ho dato a un ruffiano il modo di ricevere un altro buono pasto.
@ Nokia. E allora? L’articolo conferma quanto dico. Lei non potendo confutare ricorre all’attacco ad personam. Berlinguer, grande figura. Apprezzato anche dai “nemici”: un mese prima del sequestro Moro viene invitato da N Birnbaum, ritenuto collegato alla CIA, per tenere conferenze in USA. Al suo posto manda un altro, tale Napolitano. Diversi commentatori, affetti evidentemente dagli stessi gravi disturbi che lei diagnostica a me (Chessa, Pinotti, Santachiara), hanno collegato ciò alla fine di Moro, e alle susseguenti fortune dei “comunisti” “preferiti”. Lei si deve stordire con alcool o altro per fare questo suo lavoro o ormai ci ha fatto il callo? O è nato con la vocazione?
@ Nokia. Non credo che le obbedienze che hanno gestito l’assassinio di Moro abbiano a che fare con le scie chimiche. Non ho mai considerato il tema delle scie chimiche. Lo ignoro, supponendo a priori che probabilmente sia una di quelle bufale di disturbo, che servono ad aggiungere confusione, mescolandosi alle verità sporche e così mimetizzandole, giustificando la tesi che chi controinforma sul potere non è che un “complottista”. Eh, i comunisti atlantisti, un colossale bluff, uniscono i metodi della propaganda stalinista a quelli delle multinazionali di pubbliche relazioni occidentali.
@ Cesby. A Civitavecchia la gente venera le statue della Madonna che piangerebbero sangue, e il Procuratore della Repubblica venera l’asserito anticapitalismo di Berlinguer (v. infra). Tutti insieme lodano il papa “ecologista” come leader spirituale e politico. I fedeli saranno anche brava gente, il Procuratore ha dei meriti. Ma sembra che in Italia siamo condannati a vivere in un perenne Seicento manzoniano.
@ G. Amendola. Il suo elogio di Berlinguer e l’accostamento tra il segretario del PCI e papa Bergoglio mi hanno fatto ricordare di un altro magistrato, del quale non ricordo il nome, che tanti anni fa in un’intervista paragonò la situazione italiana, sul terrorismo, a un fiume che, date le increspature prodotte in superficie dal vento, sembra scorrere in un verso, mentre in realtà scorre nel verso opposto. Se vogliamo un futuro dove si pensi con la propria testa, e ci si possa fidare della testa di altri su questioni sulle quali non sappiamo giudicare, bisogna privilegiare la coerenza tra ciò che appare e ciò che è. Ci sono stati casi di coerenza, pagata cara, anche tra i comunisti e i cattolici. E’ alle loro posizioni lineari, anziché ai trompe l’oeil della politica di successo, che va la mia ammirazione.
F. Pansera
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31 ottobre 2015
Blog de Il Fatto
Commento al post “Raffaele Sollecito al congresso dei Radicali: “Il carcere è una scuola di reclutamento per la mafia” “
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17 febbraio 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “30 anni di Mani Pulite, dall’arresto di Chiesa alla scoperta del sistema. il racconto di Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo al Fatto”
Colombo lamenta che per la vulgata la corruzione era una invenzione. Cita gli appalti con le percentuali della sanità lombarda. La corruzione c’era eccome, e lo sanno tutti. Ma con Tangentopoli il ridimensionamento dei vecchi tangentari ha portato all’insediamento della nuova corruzione, quella a favore del grande business internazionale. Che la magistratura favorisce. A partire dal business della sanità. Es. la magistratura “eroica” di allora oggi è piena complice dell’operazione covid e dei suoi scempi tramite la “epistemic injustice”* o la criminalità epistemica, avallando l’epurazione dei medici ed esperti che non reggono il gioco mettendo in atto manipolazioni tecniche omicide che hanno portato a misure strozzinesche con statistiche sulla salute pessime. Hic Rhodus. Ma oggi come allora la magistratura opera in favore dei poteri forti che controllano l’Italia.
Le nostre rivoluzioni, dallo sbarco dei Mille sul quale Lampedusa ha ricavato il concetto di gattopardismo, alla Resistenza sostenuta dagli Alleati, a Mani pulite che ha come sostituito Bontade con Riina, sono bastarde: le intenzioni sane, e anche nobili, si intrecciano con i sudici fili di burattinai esteri che mirano alla sottomissione e allo sfruttamento. Del resto la vergogna Palamara è come lo svergognamento di Mani Pulite, oggi per scardinare e catturare anche la residua indipendenza dei magistrati.
*Bustamante, Dahlman, eds. Argument Types and Fallacies in Legal Argumentation. Springer, 2015.
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23 maggio 2022
Blog de il Fatto
Commento al post di G. Pipitone “Giovanni Falcone, tutto quello che non torna sulla strage di Capaci 30 anni dopo. L’esplosivo, i buchi neri e i mandanti esterni (mai trovati)”
“Capaci è una strage che sembra compiuta da ingegneri”. O progettata da un corpo di genieri. La “teoria del doppio cantiere” è interessante anche come schema generale. Una ricostruzione di Portella della Ginestra vede quella strage eseguita da un secondo gruppo di fuoco, armato dagli USA, che sparò all’insaputa di Giuliano. Lo stesso sistema del doppio tiratore è stato descritto per Kennedy a Dallas. (Ci sono ipotesi, discusse, di doppia bomba anche per altre stragi). Joe Bonanno (Joe Bananas) faceva sparire i corpi degli uccisi nel doppio fondo di bare di morti “normali”.
Il sistema della quinta teatrale che nasconde il reale che imita, del coprire e mimetizzare sangue e fango dietro a uno scenario vistoso di sangue e fango, vale anche per le commemorazioni; autocelebrazioni tanto pompose quanto omertose sui mandanti sovranazionali. Il “performative activism” facondo nell’attribuire tutto ad una onnipotente mafia – che fornì la manovalanza e anche la “patsy” – e al più a suoi nebulosi referenti romani – i quadri intermedi – ma afasico sui poteri forti che controllano l’Italia; l’impossessarsi della sacralità, il presentarsi come affini agli uccisi, costituiscono per torme di politici, magistrati, forze di polizia, opinionisti un catafalco dietro al quale praticare l’asservimento ai mandanti sovranazionali – oggi come allora. La sonorità inconcludente delle celebrazioni facilita il tradimento istituzionale, costituendo quindi una prosecuzione dell’eversione.
24 maggio 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Andreotti è vicino ai mafiosi”: il rapporto Usa nove mesi prima dell’avviso di garanzia”
Un rapporto – o un attestato – USA su Andreotti vicino ai mafiosi e 9 mesi dopo avviso di garanzia. Il console USA a Milano Semler, lo stesso che osserva con tono innocente che per uccidere il rappresentante in Sicilia del più potente e ammanicato politico italiano ci devono essere state protezioni ancora più alte, incontra Antonio Di Pietro e 4 mesi dopo comincia Mani Pulite. Stragi e Mani Pulite insieme spazzano via la Prima repubblica; corrotta; e, statalista, in contrasto col liberismo successivo alla Caduta del muro. Plasmano una Seconda repubblica più adeguata. E non meno corrotta. Silenzio invece di diplomatici USA e nella sostanza inazione dei magistrati italiani sui rapporti di Andreotti con fatti accaduti prima della Caduta del muro, come le uccisioni di Ambrosoli, Moro, Dalla Chiesa.
In un celebre esperimento di neurofisiologia Benjamin Libet mostrò che il cervello invia l’ordine di eseguire un movimento una frazione di secondo prima della decisione cosciente. Secondo l’interpretazione dell’esperimento quando noi pensiamo di decidere di muovere un dito, e diamo l’ordine alla mano, l’ordine è in realtà già partito. La coscienza sarebbe un replicatore piuttosto che il vero decisore. Forse, su reati che riguardano il controllo del Paese da parte di poteri forti, anche per i nostri magistrati prima delle loro azioni coscienti – incluso il trattenersi – l’impulso è già partito, per vie che rendono un’illusione il libero arbitrio.
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20 giugno 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Stragi del ’92, la pg di Palermo: “Sentenze ci dicono che ci sono piste da esplorare. Mancano dei pezzi sui concorrenti esterni””
All’indistinta tassonomia dei responsabili delle stragi ora si aggiunge la categoria dei “concorrenti esterni”. Un concetto trascurato ma fondamentale, un convitato di pietra – un segreto di Pulcinella, se il tema non fosse tragicamente solenne – dovrebbe essere quello di “motore primo”. Così si riferisce agli USA anche V. Bevins, nel libro “The Jakarta method. Washington’s anticommunist crusade and the mass murder program that shaped our world “, 2020, che mostra come gli USA abbiano messo il mondo a ferro e fuoco per imporre il loro dominio. L’azione del motore primo anche nella violenza eversiva italiana trova riscontro in innumerevoli ricostruzioni. Es. nel recente “Dietro tutte le trame” di G. Tamburino (che cita il libro di Bevins). Si potrebbe organizzare uno schema di responsabilità a tre livelli: A) motore primo, le amministrazioni USA e atlantiche coi loro emissari. B) quadri intermedi, cioè servizi e politici nazionali. C) esecutori, che hanno anche funzione di parafulmine, addossandosi tutto o quasi.
Ma un altro concetto necessario è quello di Primo Levi di “zona grigia” (I sommersi e i salvati), come sa chi sperimenta come magistratura e le forze polizia, pur aristoteliche in quanto scolastiche, siano reticenti e ambigue su questo motore primo, e anche sui motori secondi, che favoriscono nei loro disegni attuali mentre stirano all’infinito i procedimenti sulle operazioni passate; attribuendo invece agli esecutori “arte e fattura diabolica” (Manzoni).
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13 luglio 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Depistaggio Borsellino, l’agente sopravvissuto alla strage: “Alla fine non paga mai nessuno””
Non è vero che nessuno paga. Questi crimini sono tra i mezzi usati per indirizzare il corso del Paese dai poteri sovranazionali che lo controllano. Quando da oltreoceano parte l’ordine di eliminare o fermare qualcuno, non solo i politici, i preti, i notabili, ma anche i magistrati e le forze di polizia stanno nel complesso dalla parte dei mandanti; e da quella dei quadri intermedi, cioè di loro colleghi. Le conseguenze, quelle della rotta così imposta, le paga, alla fine della catena di effetti, il popolo. Che se lo merita, perché si beve la favola degli esecutori terroristi o mafiosi come strateghi sommi e samurai invincibili. E crede alle lacrime di coccodrillo di politici, magistrati e forze di polizia. Fino ad accettare il loro farsi eroi per associazione in quanto colleghi di quelle vittime che tradiscono da morte dopo averle tradite da vive. Piedistallo ottenuto con un po’ di mossette e gorgheggi alle commemorazioni, che sono assidue e imponenti per quanto è gracile e smarrita l’azione giudiziaria. Un comodo alibi per l’accettazione della sottomissione, sia per la dirigenza che per il popolo. Ora, con il pollice verso che riguarda non più singoli ma la massa, con gli ordini di andare verso la decadenza economica e civile tramite le tempeste virali permanenti, tramite le sanzioni a sé stessi contro la Russia, tramite il culto della dea Natura, anche il popolo saggerà in maniera diretta la differenza tra le sgargianti versioni fumetto e la nera realtà che nascondono.
@ Alessandro Valente. Sulla asserita natura fantasiosa di input da Washington: Bevins V. The Jakarta Method. Washington’s anticommunist crusade and the mass murder program that shaped our world. Public Affairs 2020. Il libro è citato anche nel recente “Dietro tutte le trame” del già magistrato Tamburino.
E’ l’atteggiamento mentale di chi vuole ricondurre tutto a entità locali (v. “Il tolemaicismo politico”, sito menici60d15) e a fenomeni fumosi e indistinti, es. ad una mafia onnipotente, ad essere la forma moderna della versione classica degli inetti e corrotti che danno la colpa a entità diaboliche: “Gli amplissimi senatori…” (Manzoni). Chi sostiene ciò evita anche di riconoscere le miserabili responsabilità nazionali, a tutti i livelli: “If overall responsibility for the strategy of tension rests with the United States, a great burden of guilt must be born by the Italians, without whose willing participation the country’s terrorist ordeal would never have come about.” (Willan P. Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy, 2002).
@ Aemilus Probus. L’omissione degli extraterrestri è voluta. Intanto, se ne occupa qui su Il Fatto un certo Bibolotti (affetto da una forma grave di complottismo, mi chiedo se questa incredibile rubrica de Il Fatto sugli UFO non sia volta a creare spiegazioni ad usum delphini per oggetti volanti non identificati tipo i droni; oltre che stimolare superstizione e oscurantismo). Soprattutto, gli extraterrestri non c’entrano, perché arretrano intimiditi, preferendo tuffarsi in un buco nero, al pensiero di dovere affrontare gente come i viddani, Scarpuzzedda, Nano feroce, Pasquale ‘o animale etc. che lei, con tanti illustri magistrati, forze di polizia, commentatori, mi insegnate essere la materia più pericolosa dell’universo; Mazinga e c. gli spicciano casa. Quelli che mettono il mondo a ferro e fuoco col Jakarta method gli lavano la macchina. Per non parlare di prefetti, questori, comandanti provinciali dei CC, procuratori della Repubblica, sindaci, etc. la cui vista fa rifugiare in un universo parallelo i più incredibili mostri alieni; essendo, quando arrivano gli ordini di puppetmaster sovranazionali – dalla Lombardia alla Calabria posso testimoniare – tosti quanto la mozzarella di bufala e Italiani come i Gurka. Mi correggo, tosti come i Gurka e Italiani come la mozzarella di bufala.
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5 ottobre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piazza della Loggia, i pm di Brescia chiedono il rinvio a giudizio per due presunti esecutori della strage: avevano 17 e 20 anni”
Tale encomiabile tenacia e schiena dritta sulla strage di 48 anni fa stride con la corrività e arrendevolezza sulla strage covid avvenuta 2 anni fa nello stesso distretto di Corte d’appello. Dopo mezzo secolo di indagini e processi, i magistrati di quella giurisdizione devono conoscere molto bene il peso dei servizi e delle ingerenze estere. Eppure per la strage covid si sono affidati a Crisanti, emanazione dell’Imperial college, caso eclatante del “marriage between Big Pharma to the Western spy agencies”. Provengono dall’Imperial college le “fraudulent projections” usate “to justify the draconian global lock-downs”. (Proiezioni preparate da Ferguson, che ha riconosciuto il ruolo decisivo della strage in Lombardia nel rendere possibili nell’Occidente democratico le misure liberticide alle quali aveva fornito le pezze d’appoggio). Non solo: la chair dell’Imperial College è tenuta da “the former director general of MI5, Dame Eliza Manningham-Buller, a thirty-five-year counterespionage veteran who also functioned as official liaison between British and US intelligence agencies”. (Da: The Triumph of the Military/Intelligence Complex: Intelligence Agencies and COVID-19. In : R.F. Kennedy Jr. The real Anthony Faucy) . Questo genere di liaison spiega meglio della sua expertise professionale la scelta di Crisanti – fatto eleggere parlamentare col PD – da parte della magistratura bresciana.
Gio Zac: So da fonte certa che il Covid è stato diffuso dagli alieni grigi.
@ GIo Zac: Sì, è stato presentato ai giuggioloni bene informati come una entità aliena*, dato il carattere chimerico, un collage contraddittorio e incompatibile del peggio che si trova in natura mischiato all’orrido che non si dà in natura. Ma è proprio il contrario: una “peste” fatta “di suono e di furia”. Non occorre chissàche per gonfiare una delle ricorrenti ondate epidemiche virali a livello tale da giustificare coprifuoco, vaccinazioni coercitive, imposizione di bavagli, sabotaggio dell’economia. Avendo il potere necessario basta l’eccitare tramite le autorità e i media una psicosi di massa e spacciare come misure di contenimento quelle che sono smisurate condotte iatrogene; non è difficile avendo in pugno una classe dirigente analoga a quella de La Colonna Infame, o a quella dei misteri d’Italia regolarmente “depistati” dal dopoguerra ad oggi. Forse con qualche “carica di innesco” iniziale, localizzata e autolimitante, da fattori ad impatto biologico incogniti, per il picco in Lombardia orientale, che a sua volta ha costituito l’innesco principale, quello mediatico, in un effetto di amplificazione a catena.
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3 novembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “La sorella di Meredith Kercher: “La sentenza di condanna dice che Guede non uccise da solo, ma dove sono gli altri?” “
L’impunità per quest’omicidio di un essere in fiore è resa più avvilente, fa letteralmente male, per il divario tra il carattere solare della vittima e la bassezza d’animo degli assassini impuniti; e per la sensazione che la limpidezza della vittima abbia stimolato il furore vile di chi si trovi incarcerato in un mondo di inferno. Nella serva Italia, o nell’Italia dei servi, certe sentenze sono come la nota illusione ottica del “triangolo di Kanizsa”: ciò che non può essere proclamato viene fatto percepire senza disegnarlo, ma accostando tra loro figure di contorno.
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25 novembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Limiti ““Non solo Cosa nostra, ma un doppio livello: la strage di via dei Georgofili fu un’operazione di falsa bandiera”. La relazione parlamentare”
Che la violenza politica abbia mandanti sovranazionali e manovalanza locale che interpreta sé stessa è un segreto di Pulcinella. Il metodo delle “false bandiere” “fino ad oggi ha avuto una scarsa attenzione da parte dei nostri inquirenti”, che si sono contorti in spiegazioni “tolemaiche”, cioè incentrate su fattori nazionali*, per una piramide di motivi: a) vincoli imposti da trattati segreti da Cassibile in poi. b) minacce e ricatti. L’effetto delle uccisioni di politici, magistrati, giornalisti. E di poliziotti: “Mario Scelba, potentissimo politico della Democrazia Cristiana (primo partito italiano), che da ministro dell’Interno dovette gestire le scorribande di “Turiddu”, disse: «Giuliano era la pistola puntata dagli Stati Uniti alla tempia dell’Italia. Tutte le volte che Truman non era d’accordo con De Gasperi, Giuliano uccideva tre carabinieri» (Fracassi, Pentimella Testa, The Italy project.) c) la scarsa propensione degli inquirenti, molti quei quali non sono nati col cuor di leone né con una colonna vertebrale sovradimensionata. d) a dire le cose come stanno, si evidenzierebbero complicità degli stessi deputati alla legalità; i servigi indicibili ai mandanti dietro alle gigantografie degli uccisi. Complicità tuttora in corso, posso testimoniare. Tanto che bisognerebbe tornare all’espressione che vede i criminali e chi li dovrebbe fermare come dita diverse di una stessa mano.
*Il tolemaicismo politico. Sito menici60d15.
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11 gennaio 2022
Blog de Il Fatto
Commensto al post “Francesco Bruno, morto il criminologo che si è occupato del mostro di Firenze e di decine di casi di ‘nera’”
Insieme al suo maestro Ferracuti (P2 e agente CIA*) diagnosticò un disturbo psichiatrico a Moro prigioniero. Sulla base di una lettera di Moro. “Il mio compito, ha dichiarato Bruno, avrebbe dovuto essere quello di aiutare il presidente della Dc a ricostruire la sua personalità provata dalla prigionia e da una condizione che lo stesso Moro aveva definito di “pieno e incontrollato dominio di altri su di lui”. Mi ricordo che all’ epoca si parlò della possibilità di isolarlo per alcuni giorni, come consigliavano di fare nei casi di “sindrome di Stoccolma” gli studi americani, in una stanza al policlinico Gemelli.”**
Nel 1993 Cossiga affermò che la Procura di Roma era d’accordo con l’internamento**. Suscitando proteste sdegnate. Cossiga non è una fonte sicura; ma non escluderei che abbia detto il vero, potendo portare a conferma una testimonianza di ciò di cui sono capaci i magistrati in conformità agli interessi criminali di chi controlla l’Italia. Per di più conoscendo come certi poteri, tradizionali servitori di chi controllando l’Italia ogni tanto chiede qualche testa, siano particolarmente di casa a Celico, come in altri paesini e città calabresi.
*Imposimato F. Doveva Morire. Chiarelettere, 2008.
**Cossiga: tacevo per carita’ di patria. Polemiche dopo le dichiarazioni di Cossiga Francesco sul progetto per accogliere Moro Aldo dopo un eventuale rilascio. “l’isolamento concordato con la Procura ” – Guerzoni: “in quella riunione decisero che era pazzo”. Corsera 1 dic 1993.
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1 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Amanda Knox, il pm che l’accusò rivela: “Ci siamo incontrati e oggi mi manda le foto di sua figlia. Ci tiene a rendermi partecipe della sua vita più intima””
Mignini a suo tempo riferì di essere stato minacciato. Ma questi sdilinquimenti dopo indagini non limpide e una sentenza di assoluzione certo non salda sono proprio necessari? “L’idea che mi sono fatto della ragazza di Seattle è che si trattava, invece, di una normalissima ragazza dell’estremo Ovest statunitense, molto estroversa ed estremamente curiosa” (dal libro di Mignini, Ansa).
Il pretore: “Ma scusi, ma lei, sta facendo l’avvocato difensore dell’imputato?” Otello Celletti (Sordi): “E io vi dico che un uomo con quel popò di fronte spaziosa non può aver torto. Ma ha sempre ragione” (Il Vigile, scena del voltafaccia al processo).
Magistratura italiana davanti allo strapotere USA: “Amaru a chi ci capita”. Povera Meredith e i tanti senza giustizia.
@ Luna degli Appennini. Grazie. A condurre il gioco sono mondi plumbei. Questa incessante glorificazione, quasi un vestire la Knox delle spoglie, delle vesti di ragazza pulita che furono di Meredith, spinge a riflettere su come lì vigano valori che sono opposti a quelli che diamo per scontati e che sentiamo predicati in pubblico.
Ci vorrebbero magistrati corazzati, come Agostino Cordova, che si occupò tra gli altri del De Megni nonno dell’omonimo che citi, vittima di un sequestro anomalo anch’esso riportato nelle pagine di libri come “Poteri segreti e criminalità – L’intreccio inconfessabile tra ndrangheta, massonerie e Stato” 2004. Guarino M.
De Megni nonno è considerato tra gli appartenenti alle liste P2 rimaste coperte, secondo Sergio Flamigni (Trame atlantiche. Storia della loggia massonica segreta P2. 1996). Cordova non fece scuola, e fu esemplarmente espulso come un corpo estraneo.
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10 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Se avessi davanti Messina Denaro, questa sarebbe la mia prima domanda”. Il dilemma di Grasso che potrebbe essere risolto dal boss” “
Il 28 maggio 2013 Grasso parlò a in Piazza Loggia alla commemorazione della strage del 1974. Quando vado a quella commemorazione ricevo sempre un contatto fisico sgradito. Lo spintone di un addetto sbadato del servizio d’ordine del sindacato; una volta un pestone del locale presidente ANPI, che poi subito si scusò con una faccia compita e lievemente beffarda. Nel 2013 Grasso scese dal palco e venne in piazza. Gli organizzatori avevano avuto la pensata di disseminarla di rotoballe. Me lo trovai davanti, separati da una rotoballa. In quel momento venni spostato dallo spintone di un fotografo, così sembrava, che nella foga di scattare una foto mi sbalzò malamente, e si frappose tra me, la gran balla e l’alto magistrato, da poco divenuto seconda carica dello Stato. Scattai una foto anch’io; Grasso si voltò e andò via. Fu per questo che un mese dopo notai sui giornali la notizia della partecipazione di Grasso a un ricevimento dell’ambasciatore USA. Lì deve avere rivaleggiato coi valletti coi vassoi nel muoversi senza urtare nessuno.
Perché la mafia abbia dato manovalanza per gli spintoni al Paese del ’92 e ’93 Grasso dovrebbe chiederlo, se non lo sa, alle sue entrature atlantiche. La mafia non “cambiò strategia”. I nervi che comandano la mano che serve i poteri sovranazionali, della quale la mafia è solo un dito, erano già connessi prima. E sono connessi oggi. Cambiarono i comandi. Che poi sono tornati ai tocchi felpati che accomunano alla mafia le dita istituzionali.
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CENSURATO
14 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Centrosinistra ha perso perché la gente non vuole più sentire solo cose negative. Berlusconi? Io sto con la Nato”
Anche gli altri politici, nessuno escluso, “stanno con la NATO”. E i magistrati, le forze di polizia, il clero, i giornalisti mainstream: es. il caos pilotato in Lombardia per produrre la strage covid che è servita a giustificare le norme liberticide*. Il problema è che la NATO non sta dalla parte degli italiani, a parte la borghesia collaborazionista che la serve; né da quella dei lombardi, così come non sta dalla parte degli ucraini, che ha mandato alla rovina tramite altri politicanti locali che “stanno con la NATO”.
Questo affrettarsi a rinnovare la fedeltà ai padroni atlantici sembra anche una risposta al massiccio voto di sfiducia dato dal non voto:
ER SONATORE AMBULANTE
Ogni tanto veniva in trattoria
pe’ sonà quer violino strappacore
che quanno nun raschiava er «Trovatore»
martirizzava la «Cavalleria».
Successe che una sera, un avventore,
je disse: — Basta, co’ ‘sta zinfonia!
perché ciai rotto l’anima! Va’ via!
Sempre una lagna! Brutto scocciatore! —
Ner sentì ‘ste parole, er violinista,
radica vera de baron fottuto,
j’incominciò a sonà l’inno fascista.
Allora l’avventore, rassegnato,
arzò la mano in segno de saluto,
ma sottovoce disse: — M’hai fregato!
(Trilussa)
* Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
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20 marzo 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Concutelli, Anm: “Tricolore sulla bara offende la memoria di tutte le vittime del terrorismo”
L’ANM ha pienamente ragione. Concutelli tradì, lavorando come killer per poteri sovranazionali. Ma quante volte la bandiera viene esibita ipocritamente? L’occasione più recente due giorni fa: un grande tricolore proiettato sull’ingresso del Cimitero vantiniano di Brescia, in occasione dell’inaugurazione della scultura “La cacciata dal Paradiso” – un titolo che rimanda, clericalmente, a colpe delle vittime e a forze onnipotenti – per la strage covid del marzo 2020, che diede l’innesco a una sorta di golpe. Hic Rhodus, la magistratura sta facendo più come quelli che vogliono fare passare Concutelli per un patriota che come i magistrati di valore che furono epurati esemplarmente, dei quali si fa fregio. “Although covid undoubtedly killed people, looking at its fatality in retrospect, the claimed lethality does not always match what we now know about the virus. There are particular examples such as New York City and Lombardy where the alleged covid mortality figures are well in excess of what was seen elsewhere, and suggest other factors must have been at play.” Da: An autopsy on covid deaths. Gruppo Hart, 11 mar 2023. L’analisi considera tra le cause l’eccessivo uso di ventilatori, che il Procuratore di Bergamo ha dichiarato essere stato insufficiente. I magistrati dovevano indagare l’anomalia e invece hanno fatto lestamente propria la nefasta versione dei mandanti sovranazionali*, legittimando reiterazioni.
*Il vero piano pandemico, rispettato, in Lombardia orientale nel 2020.
@ Lorenzo M68. Il codice del politically correct, quello istituzionale e quello della claque, prevede che le vittime di terrorismo e mafia (domani un’altra celebrazione del ricco calendario liturgico) servano a “rifarsi una verginità” (Pasolini). Giammai come termine di paragone con quanto viene fatto nel presente, comportamento da eliminare con sistemi vari; per mantenere la purissima qualità della classe dirigente e della società civile della quale godiamo.
@ Renato S. Non posso risponderti “vergognatevi voi”: la vergogna è la coercizione degli uomini liberi.
“Perché a mio parere per gli uomini liberi la vergogna del proprio stato è un mezzo fortissimo di coercizione”. Demostene.
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29 aprile 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Borsellino “Trattativa Stato-mafia, per noi familiari delle vittime quegli imputati non sono eroi”
Massimo rispetto per i familiari delle vittime. Commento le loro posizioni solo nella dimensione pubblica delle stragi. Né conosco a fondo i fatti. Però osservo, in ambiti che conosco abbastanza bene, che istituzioni, forze di polizia, PA, magistratura, e purtroppo anche la società civile premono per spiegare in termini nazionali, endogeni, atti criminali imposti da fuori. Dei quali i responsabili italiani sono solo esecutori; figure non diaboliche ma miserabili. Lo chiamo “tolemaicismo”: il modello geocentrico riusciva a rappresentare il moto dei pianeti, ma a costo di contorsioni acrobatiche*. La riduzione forzata al livello nazionale genera labirinti di specchi che tengono al sicuro il male. Es. si additano soggetti che hanno responsabilità vere, ma con accuse distorte; fino al grottesco**. Se si vuole la verità, in un ambito dove il coraggio non si spreca, bisogna, incuranti dei don Abbondio che strillano al complottismo, considerare un modello copernicano, dove gli esecutori sono delinquenza locale protetta, e i “deviati” sono ruffiani al servizio del “motore primo”. Che è dato dai poteri sovranazionali dalla massa molto più grande che impongono la rotta al Paese; anche con la violenza, con la quale inoltre selezionano la classe dirigente eliminando esemplarmente i tipi umani di valore ed elevando i mediocri e i debosciati, fino a farne modelli da imitare.
*Il tolemaicismo politico.
**Il vero piano pandemico, rispettato, in Lombardia orientale nel 2020.
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19 luglio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Caselli “I morti di via D’Amelio credevano in un’Italia migliore: ora i legami tra mafia e politica non indignano più
Credo che i toni dolenti di Caselli siano appropriati a queste celebrazioni, che rappresentano la forma di riciclaggio etico che è spesso associata a depistaggi come quello di Via D’Amelio*. Falcone e Borsellino furono isolati, e fu così disegnato attorno a loro un bersaglio. Via D’Amelio dopo Capaci è l’equivalente di ciò che in medicina è detto “never event”, evento da crassa imperizia che non deve mai succedere (ma la perizia vi fu; purtroppo, la perizia del sicario su commissione). Seguirono i depistaggi, con l’apparente blackout cognitivo dei magistrati (c’è un interessante articolo su Il Fatto di oggi di G. Pipitone sul “nastro PA001202, lo scoop insabbiato”). Poi le assoluzioni per il depistaggio. Questo scempio è stato riciclato, tramite la retorica, in merito. Dietro al quale, dietro al fondale mafia onnipotente/antimafia eroica, si continuano a servire, oggi come allora, i mandanti sovranazionali**, mentre tra cortigiani ci si spintona sul modo di interpretare l’asservimento e la vendita del Paese***.
*I quattro livelli del depistaggio.
**Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale.
***Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratrura.
CENSURATO DOPO ESSERE STATO PUBBLICATO:
Gigi73: L’isolamento di Falcone e Borsellino fu messo in atto da magistrati i cui capifila hanno fatto fortuna dopo la loro morte, e in primis tra questi opportunisti troviamo proprio Caselli e Grasso. I giudici veramente scomodi per la mafia hanno fatto quasi tutti una brutta fine, gli altri, quelli che guardavano dall’altra parte, ormai sono vecchi e in pensione.
@ Gigi73: Tra le cose che ho apprezzato della diretta de Il Fatto (per me bisognerebbe rifuggire dal lirismo, e ricordare una figura alta come Borsellino chiedendo la distruzione della mafia, e riportando annualmente i progressi e i mancati progressi), l’avv. Repici che ha criticato le ricostruzioni di S. Lupo: anche a me, che non ho grandi conoscenze in materia, le ricostruzioni dello storico preferito da Mieli paiono dare autorevolezza ad una vulgata che chiamo “metamafiosa”, con lo Stato che ci “protegge” da “picciotti” che in realtà in buona parte evita di ingabbiare. La mafia di cosca per me deve la sua potenza all’essere strumento dei poteri sovranazionali. Direttamente, come gestore di traffici, e fornitore di servizi sporchi a partire dall’omicidio politico. Ma anche indirettamente: dopo la caduta del Muro è stata fatta divenire, soprattutto con le stragi del ‘92 , un babau e un alibi per ottenere consenso e legittimazione per una classe dirigente asservita agli stessi poteri che proteggono la mafia. Nella mia esperienza la magistratura causa sfaceli a favore della “mamma” atlantica come avvenne nel ’92 e in seguito; solo, in silenzio; come è l’uso… . Tra i danni della mafia andrebbe contato anche quello di fornire un “todos caballeros” a una magistratura dove sono tutt’altro che rari quelli che Borsellino chiamò “giuda”, e altre varietà non pregiate. Questo dovrebbe essere un motivo in più per eradicare la mafia di cosca, e invece è un motivo in più per mantenerla.
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29 agosto 2023
Blog de il Fatto
Commento al post “Cappato: “Mi dicono che sono intercettato dai servizi”. Mantovano: “Escludo nel modo più assoluto”, la replica: “Fonte attendibile””
Potrebbe darsi. Furono tenuti sotto controllo dai servizi anche piduisti, che con i servizi erano in società. Se anche fosse, non vorrebbe dire che Cappato sia inviso al potere, come ridicolmente vorrebbe far credere. Con la sua agenda – omicidio medico*, stordimento delle masse con la cannabis, impoverimento e decadenza con la scusa di dover raffreddare il globo, inoculi forzosi, OGM, etc. – Cappato lavora puntualmente per il “radicalismo sovversivo del liberismo” (Michea), ed è così a fianco ai servizi nell’eseguire ordini di poteri sovranazionali a danno degli italiani. Un addebito che non dovrebbe stupire, conoscendo la “puntuale convergenza”** dei radicali pannelliani con i piani di Gelli. E che spiega come Cappato abbia porte aperte dai magistrati*, oltre che dai politici e i media. Mentre chi naturaliter si oppone alla sua agenda di morte e di degrado riceve un ben diverso trattamento, dal Viminale e annessi; e da quelli che si spacciano per colleghi dei magistrati che furono epurati esemplarmente mediante omicidio, a volte via P2. Uccisi su mandato degli stessi poteri sovranazionali che oggi possono guardare con soddisfazione al docile e variegato parco addetti che hanno ottenuto in Italia.
*Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico. Sito menici60d15.
**Giannuli A. Da Gelli a Renzi (passando per Berlusconi). Il piano massonico sulla “rinascita democratica” e la vera storia della sua realizzazione. 2016.
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15 settembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Loggia Ungheria, indagine archiviata a Perugia: il gip accoglie la richiesta di Cantone”
La Loggia Ungheria esiste? Non lo so. Anche se non esiste materialmente, come questa archiviazione induce a pensare, è una efficace rappresentazione di posizioni della magistratura rispetto ai poteri massimi. Nella mia esperienza quando sono in gioco indicibili voleri sovranazionali, quelli del business medico e ora della medicina come instrumentum regni, la magistratura collabora. Così che i poteri forti possono contarla tra le loro quinte colonne, insieme a servizi, mafia, Vaticano, logge, e corrotti sfusi.
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1 ottobre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “L’ultimo interrogatorio di Messina Denaro: “Falcone ucciso solo per il Maxiprocesso? Riduttivo, su Capaci vi siete accontentati””
“«È delitto di mafia? Tutti dicono così. Ma è intelligente cercare anche altre piste. È prudente toccare anche altri tasti. È saggezza investigativa affacciarsi anche su altre sponde. Mafia, terrorismo e destabilizzazione della democrazia potrebbero andare a braccetto in cupa sinistra connivenza.» Lo scrive [il 25 giugno 1992 ] l’arcivescovo di Catania, Luigi_Bommarito, in un appassionato ricordo dell’amico Giovanni Falcone”.*
Probabilmente il criminale si riferiva a questo: alla dimensione eversiva delle stragi che hanno accompagnato la liquidazione del vecchio personale DC-PSI e la sua sostituzione con fantocci perfino peggiori. Su questo livello i magistrati sono reticenti. E anzi collaborano a coprirlo**. Tra le finalità delle impressionanti stragi del ’92 a manovalanza mafiosa appare esserci anche quella di fare dell’antimafia un alibi e uno strumento di legittimazione e consenso per gli esecutori del nuovo corso. Magistratura non ultima. Bisognerebbe parlare di complesso mafia-antimafia.
Un capomafia non si fa sfuggire un argomento “tu quoque” verso un interlocutore che si ponga in una posizione di superiorità. Alludendo a come la magistratura [salvo eccezioni] faccia parte del sistema di complicità e omertà, che tra l’altro gli ha assicurato una “latitanza” alla luce del sole illimitata, fino a poco prima del decesso.
*L’agenda rossa di Paolo Borsellino, Chiarelettere, 2007.
**Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale.
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8 novembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Frosina “Il pm del processo Diaz bocciato nella corsa a pg di Genova: era l’unico candidato, ma con una forzatura il Csm “resuscita” uno sfidante”
In ecologia si chiamano “guilds”*, cioè corporazioni, confraternite, i gruppi di specie diverse che sfruttano le stesse risorse. Il concetto di ecological guild è utile anche per la valutazione politica di fenomeni sociologici: i magistrati e le forze di polizia appartengono alla stessa ecological guild rispetto all’esecuzione di operazioni eversive ordinate da poteri forti sovranazionali. Dai pestaggi pianificati del G8** alla strage di innesco covid***.
Magistrati come Zucca salvano il concetto fondante che fa coincidere la giustizia con il lavoro dei magistrati. Un principio di civiltà, la cui dismissione porta alla barbarie; ma che dovrebbe essere visto criticamente, alla luce dei comportamenti reali di questa corporazione che non è diversa da altre più umili nel crearsi la sua “nicchia trofica” senza andare per il sottile; dietro a fumosi bizantinismi. Soprattutto andrebbero esaminate le coalescenze con gli apparati che dal dopoguerra pilotano il Paese con la violenza per conto dei poteri che fanno dell’Italia un protettorato. Dietro all’ostentazione di figure simbolo; in realtà rigettate dai colleghi come contrarie alle necessità ecologiche, cioè agli interessi corporativi, prima di essere epurate via assassinio dalle forze che impongono i veri criteri di selezione della classe dirigente.
*Guilds (ecology). Wikipedia.
**Fracassi F. G8 gate. 2011.
*** Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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23 novembre 2023
Blog de Il Fatto
Comment0 al post ” “Non parlano italiano, forse non sapevano che era un carabiniere”: così la Cassazione ha annullato le condanne ai killer di Cerciello” “
Decenni di storia dal dopoguerra in poi mostrano che quando ci sono di mezzo i cow-boy, a fare il magistrato, o i CC*, sul serio si rischia. Oggi il pericolo è minore, perché i vari poteri dello Stato sono stati normalizzati.
L’asservimento di chi è in posizione relativa di potere oltre a tenere alla catena il Paese ha contraccolpi diretti su chi sta in basso: una magistratura don Abbondio coi forti si rivarrà su chi è debole (idem per gli stessi CC). Se poi devono gestire chi essendo inerme è inviso ai grandi interessi, frustrazione e asservimento si sommano, e magistrati e forze di polizia si scatenano.
*“Mario Scelba, potentissimo politico della DC, che da ministro dell’Interno dovette gestire le scorribande di “Turiddu”, disse: «Giuliano era la pistola puntata dagli Stati Uniti alla tempia dell’Italia. Tutte le volte che Truman non era d’accordo con De Gasperi, Giuliano uccideva tre carabinieri»”. (Fracassi, Pentimella Testa, The Italy project).
@ Bellarmix. Nell’Italia sottomessa a volte sono i banditi a portare alla luce l’indicibile che i Buoni fanno finta non esista. Es. “L’ultimo interrogatorio di Messina Denaro: Falcone ucciso solo per il Maxiprocesso? Riduttivo, su Capaci vi siete accontentati” Il Fatto, 1 ott 2023.
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30 novembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Giordano “Nella stretta di mano a Henry Kissinger, riconobbi una persona empaticamente sincera”
A proposito di sensazioni a pelle, io invece trassi una buona impressione dal sorriso mite e benevolo di Aldo Moro verso di me, un ragazzotto sconosciuto che lo fissava, quando qualche volta tornando a piedi dal liceo lo trovavo nella 130 blu, fermo al semaforo – di fronte all’ambasciata tedesca – non lontano dal suo studio in via Savoia. Non notai mai l’auto di scorta.
Giordano mostra la mentalità e la sincerità di don Ciccio Tumeo, diffusa tra le forze dell’ordine: “Don Ciccio tuonava ancora: – Per voi, signori, è un’altra cosa. Si può essere ingrati per un feudo in piú, per un pezzo di pane la riconoscenza è un obbligo. Un altro paio di maniche ancora è per i trafficanti come Sedàra, per i quali approfittare è legge di natura.” (Il Gattopardo). Mostra il fiuto di investigatore, che addirittura riesce a capire dai modi se il potente che ha davanti è una brava persona o un sociopatico emulo di Cesare Borgia, il principe scaltro e assassino preso a modello ideale da Machiavelli; o un tirapiedi (“Frattini, fattorino della NATO”. Il Fatto, 6 ott 2012). A mia volta in un’uscita come questa vedo una conferma delle idee che gli ambienti istituzionali dei quali Giordano è espressione mi hanno fatto sviluppare sull’antimafia di successo, sul suo rapporto – parallelo a quello della mafia – con i poteri atlantici, e sui reali criteri e metodi di selezione della classe dirigente che i poteri atlantici applicano sul protettorato italico.
A Moro invece l’incontro con Kissinger lo fece stare male. “One of his collaborators, Corrado Guerzoni, has described a traumatic meeting with Henry Kissinger during which the US Secretary of State attempted to dissuade Moro [ministro degli esteri] from pursuing a political course which he considered profoundly dangerous and mistaken. Moro’s pro-Arab foreign policy also added to the suspicion with which he was viewed in US government circles. The next day he was taken ill in St Patrick’s Cathedral and when he returned he told me repeatedly that he did not intend to resume political life for a long time, without telling me the reason”. Da “Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy”, Willan P. 2002.
Il libro di Willan è sui pupari USA del crimine eversivo, e sui pupi traditori italiani. La mafia vi è citata 88 volte. La mafia è, oltre che all’occorrenza strumento, il grande antemurale del potere; ed è il grande alibi dei suoi fiduciari. Così che questo fiero e smaliziato cacciatore di mafiosi esibisce come un vanto una concezione ancora più candida e inconsapevole di quella del galantuomo Ciccio Tumeo: “quando il Re veniva erano manacciate sulla spalla di mio padre e: Don Lionà, ne vurria tante come a vuie, fedeli sostegni del trono e della Persona mia. … Lo so, Eccellenza, lo so, le persone come voi me lo hanno detto, queste cose da parte dei Reali non significano niente, fanno parte del loro mestiere. Sarà vero, è vero, anzi”.
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7 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Balzano “Per me un governo che non regge senza ministri filo Usa o Ue è una stortura del sistema”
Il 3 ottobre 2023, su La7, trasmissione Dimartedì, Davigo ha affermato che “i giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese”. Davanti a milioni di spettatori. E nessuno ha detto niente. Il pesce puzza anche dalla coda. Tutto quello che sanno fare gli italiani è accettare, per avere l’alibi alla loro pecoraggine, qualche falso Masaniello mediatico, lanciato loro dal potere che dovrebbero contestare, da applaudire fino a quando puntualmente li tradirà, e verrà sostituito da uno nuovo.
@ doctor no:
Di Maio è un caso palese; oggi. Lo descrissi come un sola che lavora per il potere quando era ancora soffuso dell’alone eroico di Grillo*. Mie osservazioni su come i 5S fanno passare per opposizione al potere il trasformare in legge interessi illeciti del potere sono state censurate da Il Fatto**. (Anni prima mi aveva chiamato Casaleggio, che fece di un mio scritto sugli inceneritori l’argomento di un post di Grillo). Il punto è che gli italiani, litigiosi tra loro, verso il potere non provano altro che paura e speranza di favori; e non concepiscono altra opposizione alle sue prevaricazioni che applaudire figure che vengono loro presentate come salvifiche. Illudendosi di farsi i fatti propri senza impicciarsi di come i potenti si fanno i loro. Un aspetto costante è l’orizzontalizzare, il ricondurre l’oppressione dall’alto a una lotta tra gruppi dello stesso livello, es. tra 5S e gli altri partiti; gruppi che inscenano scontri, dando l’impressione di un contrasto dove vi è una gara all’asservimento. Il pubblico del resto vuole essere ingannato, e così sollevato dalla responsabilità personale di opporsi a chi lo opprime e lo deruba.
* Di Maio e la lobby dei malati di cancro. Il paziente come stakeholder Sito menici60d15, 2016.
** Il grillismo al servizio del capitalismo predatorio . 2013, Ib.
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12 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. De Vita “54 anni fa la Strage di Piazza Fontana: un sanguinoso fil rouge unisce i 5 attacchi del 12 dicembre”
G. Salvini con A. Sceresini. La maledizione di Piazza Fontana. L’indagine interrotta. I testimoni dimenticati. La guerra tra i magistrati. Chiarelettere, 2019.
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Bauducco “Piazza Fontana, Sala alla commemorazione: “A Milano fascisti e nazisti, vecchi e nuovi, non devono avere spazio””
La “matrice fascista” è un falso e un alibi. I fascisti sono stati causa intermedia, cioè sciagurati esecutori, mediante i servizi. La matrice, cioè i mandanti, la causa necessaria, è la mamma atlantica. Che oggi sindaci “antifascisti” lombardi non sono secondi a nessuno nel servire. Una causa necessaria resa sufficiente dall’acquiescenza e complicità delle istituzioni, le stesse che ipocritamente “chiedono giustizia tutti gli anni”.
@ Il figlio del grigio: “Involontariamente ci hai preso”. Non è farina del mio sacco. Ci sono serie ricostruzioni di studiosi, magistrati e giornalisti – di una realtà complicata, ma la cui essenza è sintetizzabile in poche righe – e sono in molti a sapere. E non è involontario, il rompere un’omertà fifona. Da re nudo, da segreto di Pulcinella, su qualcosa di molto grave e molto importante, un po’ difficile da riconoscere ma che non è rocket science. V. L’omertà manzoniana su Moro. Sito menici60d15 (“può adirarsi che tu mostri sospetto su di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello che tu sospetti è certo”). Il problema sono anche gli italiani, che stanno al gioco, e sono pronti a combattere a parole fascisti e mafiosi, purché non si scherzi “con i santi”. V. Il tolemaicismo politico; e L’orizzontalizzazione, ib.
@ Il figlio del grigio: Potresti cominciare da “Trame atlantiche” S. Flamigni; “The puppetmasters. The political use of terrorism in Italy” P. Willan; “Gli eserciti segreti della NATO” D. Ganser; “Dietro tutte le trame” Tamburino G.”; “The Jakarta method. Washington’s anticommunist Crusade & The Mass Murder Program That Shaped Our World” Bevins V. Date le tue simpatie clericali, i libri di Casarrubea sugli inizi in Sicilia nel dopoguerra, nei quali si staglia la collaborazione del Vaticano; che prosegue. Ho già citato “La maledizione di Piazza Fontana” di G. Salvini, da leggere sia in sé, sia come omaggio all’autore, che va in pensione in questi giorni, essendo stato avversato all’interno di una magistratura che quelli che non stanno al gioco li prende come propri simboli ma non certo come modello. Di scritti ce ne sono tanti. Come per tante altre letture, il passettino, minimo, per distillare la morale ce lo deve mettere il lettore.
@ Ierre: La letteratura è abbondante. Es. G. De Lutiis. I servizi segreti in Italia, 2010. Piazza Fontana vi è citata 64 volte, e non in termini positivi per i servizi.
Questo mostrarsi meravigliati mi ricorda un episodio del mese che passai in Israele in uno scambio studentesco. Sentivo spesso dei boati (probabilmente i jet militari che superavano la barriera del suono, poi ho ricostruito). Ne chiesi ai medici dell’ospedale di Kfar Saba che mi ospitava come studente di medicina. Ma caddero dalle nuvole. Un giorno a mensa, a tavola con altri tre medici, si sentì un boato fortissimo. Ebbi come l’impressione che la minestra tremasse nel piatto. “Ecco, questi boati. Li avete sentiti?” I tre medici si scambiarono un impercettibile sorriso e risposero “no”. Ma forse, trattandosi non di fedeltà alla propria nazione ma del suo opposto, è più appropriato il paragone con la scenetta boccaccesca di donne infedeli che colte in flagrante non solo negano, ma proseguono l’atto.
@ Ierre: Sono noti, e se anche non lo fossero resterebbe la responsabilità della struttura nell’ingranaggio. Alcuni sono stati condannati. Il citato libro di De Lutiis ha 15 pagine di indice dei nomi. Che ricorrono in tanti altri libri. O es. nelle liste note P2. In testa alla prima pagina, seconda colonna, “Allavena Giovanni”. L’ultimo nome, dopo Zorzi Delfo, è “Zvi Zamir”, capo del Mossad. Il libro ha anche un appendice con le liste dei responsabili dei vari servizi. Bisognerebbe semmai conoscere di più su quelli odierni. I nomi restano nell’ombra rispetto alle responsabilità un po’ per la natura segreta; un po’ per l’impunità loro garantita; un po’ perché sono in fondo mezze figure, esecutori di ordini sovranazionali più prossimi ad addetti al capestro con lo stipendio ministeriale il 27 che a James Bond. A “Un giorno in pretura” sentii una PM citare Nietzsche : “l’assassino non è all’altezza del suo gesto”. Penso lo stesso dei quadri – servizi, polizie in divisa, magistrati, politici, amministratori, omini comuni – che si prestano a tanti di questi crimini. A tante operazioni sanguinose e abiette di condizionamento del Paese verso il basso; che non appartengono solo a un passato concluso, sul quale si dibatte senza fine e si inscenano cerimonie bolse mentre si commettono tradimenti nel presente. Es. parlando di amministratori lombardi, bipartisan, e di papaveri assortiti a Roma: Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale . Sito menici60d15.
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21 dicembre 2023
Blog de il Fatto
Commento al post di G. Cremaschi “Condanna per l’assalto fascista alla Cgil: qual è il brodo di coltura che ha permesso tutto ciò?”
Il brodo di cultura è sempre lo stesso, da decenni: porre uno standard negativo per praticare crimini di Stato al servizio dei poteri forti presentandosi come oppositori della varietà wild degli stessi crimini. Dirsi contro la mafia di cosca – mentre si evita di eliminarla – per meglio praticare la mafia di Stato. Attentati a manovalanza fascista, Pasolini lo sapeva, per rifarsi una verginità antifascista. Fascisti legati ai servizi e lasciati passare per la rigenerazione della verginità della CGIL che in flagranza abbraccia Draghi e dice che le norme fasciste pro-Pfizer emanano dalla Costituzione.
Con la magistratura che regge il gioco. Il giorno della condanna del resistibile “assalto” alla CGIl, a Brescia la sindaco, Castelletti, DS, ha condannato un nuovo misterioso imbrattamento novax. Omertà mafiosa sui concomitanti imbrattamenti, anche con vernice spray sull’auto, verso un medico che si oppone all’operazione covid. Con stalking municipale tramite spazzini. Con la magistratura 3 scimmiette alle denunce di un comune mandante istituzionale degli imbrattatori. La Castelletti, già tecnico di laboratorio, con l’occasione ha invitato a vaccinarsi. E a non ascoltare quindi i deleteri medici “novax”, l’antiscienza livello vandalismi. Nascondendo che converrebbe ascoltarli, i medici: in UK 4 su 5 del loro SSN hanno rifiutato l’offerta vaccinale (As few as a FIFTH of NHS staff have had Covid and flu jabs this winter. Mailonline 28 nov 23).
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23 gennaio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Mattiello “Non posso ascoltare Colosimo parlare di Borsellino se penso che tace sull’abuso d’ufficio”
Giusto. Ma a me fa senso, davvero, anche l’esposizione sui palazzi di giustizia di Falcone e Borsellino. Il contrasto agli abusi di potere da parte della P.A. può avere tre valenze. 1) Come protezione del cittadino dalle prevaricazioni. La possibilità di denunciare ha esercitato un certo deterrente, ma non è che la magistratura si sia sprecata in questo senso. Non si sentono magistrati dire che il reato andrebbe ricostituito in forma forte, invece che nella versione annacquata. Il concetto della necessità di una diffidenza verso chi detiene forme di potere e della necessità di vigilare e reprimere, predicato già da Demostene ad Atene e accettato in USA, è estraneo alla cultura italiana, ed è anzi apertamente avversato, sostituito dalla cultura dell’obbligo di sottomissione gerarchica, fiducia cieca e ossequio, della quale i magistrati sono custodi. 2) Come arma dei magistrati verso i rivali politici, svergognandoli, e poi assolvendoli, per tenerli a bada. Questo è oggi il principale uso reale. 3) Per evitare che persone invise ai poteri forti per le loro denunce siano zittite ed eliminate, su commissione, tramite weaponization del potere dello Stato. Soprattutto nel protettorato italico. Qui politici e magistrati vanno a braccetto nel vendere cittadini; e nel praticare impunemente la mafia di Stato dietro alle gigantografie dei magistrati uccisi.
v. Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura.
Un Procuratore generale di Roma, Ciampoli, stava facendo chiarezza, la chiarezza essenziale, sostanziale, su Moro (1). Stava anche definendo il ruolo di Pieczenik; a insabbiare ci pensò la figura scelta dai magistrati per rappresentare i loro interessi, Palamara.
Affidando la ricostruzione della strage iniziale del 2020 a un emissario dell’Imperial college (Ferguson, MI5) i magistrati hanno ricalcato i passi di Cossiga con Pieczenik emissario di Kissinger (2). Ma non c’è un pari di Ciampoli che voglia fare chiarezza su questo. Commentavo ieri qui (3) su Cappato che preme per depenalizzare l’uso omicida degli stessi farmaci che sono stati descritti tra le vere cause dei picchi di letalità covid. Leggo ora di aspiranti procuratori generali che scotomizzato il picco anomalo di letalità “fulminei” spalleggiano Cappato; ovvero l’agenda dettata da quei poteri che vollero la testa di Moro (col Vaticano doppio oggi sulle iniezioni letali come allora su Moro). Sul covid, come per le stragi del passato, i magistrati play dumb e drag their feet. Favoriscono e partecipano (2). Ciò dà una spiegazione dello slancio nel gareggiare per cariche che a esercitarle seriamente sono pesanti e ingrate.
1 Barbacetto G. “La commissione Moro ha nascosto la verità” Il Fatto, 25 nov 2019.
2 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
3 Fine vita, Cappato: “La Regione Lombardia non si volti dall’altra parte. Servono tempi certi perché le persone soffrano meno”
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15 febbraio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Fine vita, annullata la condanna per istigazione al suicidio al presidente dell’associazione Exit-Italia”
“È scientificamente provato e riconosciuto che i vaccini costituiscono una delle misure preventive più efficaci con un rapporto rischi/benefici particolarmente elevato ed un valore etico intrinseco assai rilevante in quanto espressione del dovere di solidarietà”*. Con questo umbrella statement, un universale affermativo illecito, “tutti i vaccini sono buoni e santi” ergo gli inediti e improbabili inoculi mRNA per il covid sono buoni e santi, la Cassazione, e le Procure al seguito, hanno praticato il peculato intellettuale, appropriandosi della logica, che è loro affidata a fini di giustizia, per manomettere il ragionamento in obbedienza ai poteri che supremi lo sono davvero. Oltre a calpestare i principi della scienza e il semplice buon senso.
Similmente, la magistratura mette il prestigio assegnatole al servizio della disinformazione e propaganda sulla morte facile, ponendola anche qui sotto l’ombrello santimonioso; nascondendo interessi indicibili, per i quali l’omicidio è fine e non mezzo, e il colpo di grazia consente lucrosi sovratrattamenti, con aumento delle sofferenze**. Esaltando, invece di sbrogliarlo, l’equivoco tra l’aiutare NEL morire, buona assistenza che viene negata, e l’aiutare A morire, cioè, salvo alcune eccezioni, una liberalizzazione dell’omicidio con pretesti medici e morali**.
*Vaccini, “Archiviate tutto”. Scoop su come la Cassazione dettava la linea. 11 feb 2024.
** Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico.
@ matematico-apostata: La logica è parte del lavoro del giudice, e ci sono stati giudici-matematici di alto livello. Anche i giuristi che hanno definito l’induzione al suicidio e l’omicidio del consenziente avevano da insegnare come ragionare. E soprattutto come partire da premesse vere, fattuali, che rappresentino la vita reale; con le sue miserie. Sta invece prendendo piede la bi-logica (Matte Blanco).
Per la quale si scambia la facoltà di fatto di potersi uccidere con un “diritto” di “scelta” di farsi ammazzare quando si è stati messi in condizioni atroci.
O si sostiene (sicuro di essere un matematico?) che siccome alcuni vaccini sono efficaci e utili, allora un intruglio non ben testato, tirato fuori al volo dopo decenni di fallimenti sulla stessa famiglia di virus, con una tecnologia nuova, dubbia e irta di pericoli, è un “vaccino” efficace e sicuro; tanto da poterlo imporre con un ricatto mafioso (e si è dovuta cambiare la definizione di vaccino per potergli fare usurpare il nome).
Un libro che illustra nel dettaglio come alcuni vaccini funzionano e sono utili e altri no: Gotzsche PC. Vaccines, truth, lies and controversy. 2021.
Il caso del vaiolo, anni ’60, cioè senza le asserite meraviglie della biologia molecolare, non dimostra che la parola magica “vaccino” scaccia la malattia, come dite. Ma al contrario che l’efficacia dipende dalle caratteristiche della malattia. Nel caso del vaiolo, il Leicester method – risalente all’800: pronta notifica, isolamento e quarantena dei casi.
matematico-apostata: Fallacia dell’inquinamento del pozzo. Per schiarire nuovamente é sufficiente ricordare ancora una volta che non esiste obbligo di vivere secondo il dettato costituzionale. Solo il soggetto può decidere liberamente. Né stato né religione alcuna.
Per il vaccino, le solite farneticazioni complottiste. Il vaccino utilizzato contro il COVID si è dimostrato di gran lunga il farmaco più sicuro: basta fare il rapporto tra le dosi inoculate e i morti per sola causa del farmaco.
Chi afferma il contrario deve fare nuovamente i conti. E naturalmente, il long COVID non è certo una forma influenzale (nè i farneticanti novax possono spiegare i danni neurologici da COVID).
Saluti da un matematico apostata .
@ matematico-apostata:
CENSURATO
Di matematico ci sono frodi contabili per fare figurare efficaci gli inoculi*; e che aberrazioni covid e legalizzazione della morte facile sono elementi dello stesso insieme; la stessa agenda di demolizione delle tutele.
Campanile scrive di una signora che quando il marito le dimostrava con la logica che aveva torto rispondeva con un ceffone: convinta che logica sia un’offesa. Come fa lei, che accusa di “avvelenare il pozzo”. Mentre mi attribuisce “farneticazioni complottiste”, avvelenando il pozzo.
C’è un massone che si cura di coprire di discredito miei commenti. Il 13 feb 24 in “Il ricorso al fine vita è un diritto…“ Il Fatto ha censurato la mia risposta al disturbatore, leggibile in**. Negli stessi giorni G. Amato è stato promosso a Procuratore generale di Roma. Avevo commentato sulla sua “fulminea” [sic] assoluzione di Cappato, in 6 feb 24 “Procura generale di Roma…”. Sembra che l’introduzione dell’omicidio medico goda sia di appoggi di alti magistrati sia di bassa manovalanza troll. E che le critiche argomentate ai magistrati vengano trattate per prassi con diffamazione e censura della difesa**. Se accadesse anche stavolta, invierò al Procuratore Amato i commenti censurati, e una testimonianza di come la lotta alla mafia di cosca fornisca copertura morale a una gestione paramafiosa di agende politiche aberranti e occultamento di crimini di Stato.
*Prof. Fenton’s mathematical search for covid truth. Youtube.
**I due sillogismi di Gomez e la giustizia “dai cinesi”
In preparazione: lettera al Procuratore Generale Giuseppe Amato. Titolo provvisorio: Le narrazioni biomediche come ponte tra la magistratura e l’eversione dall’alto.
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6 marzo 2024
Blog de il Fatto
Commento al post “Csm, nominati i nuovi vertici della Scuola della magistratura: c’è l’ex presidente della Consulta Sciarra. Ma sul suo nome la destra si astiene”
Silvana Sciarra ha un sorriso aristocratico. E anche un cognome da aristocratica. Quello che la giuslavorista ha fatto dire alla Costituzione come un ventriloquo fa col suo pupazzo, che lo Stato può costringere i cittadini, a pena di togliere il lavoro, a farsi inoculare preparati – non analizzabili, commerciali, improbabili, malamente testati, inefficaci e pericolosi – non è nobile. Cosa insegnerà ai magistrati? Che così come ci sono due meccaniche, newtoniana e quantistica, ci sono due legalità, quella per il volgo e quella funzionale alle predazioni e violenze dei poteri forti? Che i magistrati non sono sottoposti alla realtà e alla logica, ma possono impadronirsene e piegarle* nell’applicare la legalità “non newtoniana”, che come la meccanica quantistica non riconosce la realtà sensibile e non obbedisce alle regole della logica comune? La contraddizione tra quanto ha fatto alla Consulta e il metterla a capo dei maestri dei magistrati è simile a quella del nominare nel 1957 presidente della Consulta Azzariti dopo che era stato presidente del Tribunale della razza dal 1938 al 1943**. E’ simile anche il disprezzo per il popolo che emana da questi passaggi senza ritegno. Sembra che i magistrati ambiscano a essere considerati un’aristocrazia autoreferenziale, mentre protestano di non esserlo.
*Il peculato intellettuale dei magistrati
**Sullam SL. I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945. Feltrinelli, 2015.
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14 marzo 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Frosina “Luca Tescaroli, il pm che indaga sui mandanti delle stragi diventa procuratore a Prato. Ma al Csm i laici di centrodestra rifiutano di votarlo”
Due giorni fa, il 12, ho ritirato in prestito dalla biblioteca Queriniana, Brescia, il libro di Tescaroli e Pinotti “Colletti sporchi” (2008). Libri del genere aiutano il cittadino profano a orientarsi sui grovigli di potere. Es. la sezione “Magistrati corrotti e magistrati furbi” è utile sul tema di come i magistrati sostituendo la giustizia con la legalità e poi questa con la punibilità formale possano praticare la corruzione impunemente. Spesso questi libri insieme confondono, es. la sezione “Etica e finanza: la testimonianza di Giovanni Bazoli”. Bazoli, uno degli invitati sul Britannia, come riferimento morale in un libro sulle stragi che insieme alla crociera del Britannia hanno determinato il cambio di rotta del Paese.
A Brescia è in corso un microepisodio che offre la possibilità di vedere in diretta i reali rapporti tra terrorismo e Stato. Un gruppo “novax” continua ad imbrattare muri di istituzioni, sotto le telecamere e lasciando adesivi col proprio QR (uno dove passo ogni giorno). Ma sarebbe imprendibile. Istituzioni pesantemente implicate col covid* si possono così atteggiare a vittime di esaltati. Contemporaneamente magistratura locale e Comune si apprestano a celebrare come vanto la palude dei 50 anni di procedimenti giudiziari ancora non conclusi sulla strage del 1974. Le bombe di allora, le bombolette oggi, servono a “rifarsi una verginità” (Pasolini).
* Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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15 luglio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Omicidio Cerciello Rega: arresti domiciliari per Hjorth. Moglie del carabiniere sconcertata: “Giustizia al contrario””
E’ inimmaginabile che italiani, avendo pugnalato a morte un carabiniere, avrebbero pene minime e i domiciliari. Si sottovaluta quanto sia debole coi forti l’apparato statale. Quanto la nostra classe dirigente sia compradora, cioè prosperi vendendo il Paese a interessi esteri. Resta coperto quanto magistratrura e forze di polizia siano partecipi; e siano anzi cruciali. Solidarietà alla vedova, ma va detto che i CC e magistrati sono generalmente affiatati nell’asservimento agli USA, dietro alle liturgie – e alle lacrime di coccodrillo – sui magistrati e CC assassinati. Tanti “tengo famiglia” con la divisa e con la toga dello Stato eseguono su mandato atlantico l’opera di epurazione che ha portato a selezionare questa bella classe dirigente. Come mostra la presenza di poliziotti e CC – regolarmente assolti – nei depistaggi* e nella preparazione di omicidi eversivi tramite mafia o terrorismo, anche a danno di CC, poliziotti e magistrati di valore. Tra pochi giorni, il 19 luglio, la tradizionale kermesse autocelebrativa su Borsellino e gli agenti di via D’Amelio, a coprire l’impunità per chi li ha traditi, l’ossequio ai mandanti sovranazionali e I’obbedienza umiliante nell’eseguire lavori sporchi.
* I quattro livelli del depistaggio
@ Aristide Nardini Despotti Mospignotti: Grazie per avere sollevato il punto. Le varie fazioni sgomitano tra loro, ma sono unite nel servire i poteri superiori. Come dimostrano i fatti, v. questa sentenza che ricorda quella lieve agli assassini di Matteotti (un esempio di ciò che non va detto). Il pubblico si accalora a questi scontri, che permettono di parteggiare senza dovere affrontare la questione dura della sovranità limitata e della classe dirigente compradora. Quando, come in questa vicenda tragica e umiliante, fa capolino il tema proibito dei cow-boy, subito lo si neutralizza convertendolo negli innocui rumorosi bisticci “fascisti/antifascisti”, “magistrati/corrotti”, etc. E arrivano subito, per la tranquillità di tutti, i “rodeo clown”, che distraggono da una realtà impronunciabile.
V. nel mio sito menici60d15:
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
Corruzione “qui tam” e sfruttamento
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25 luglio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Il magistrato Bono: “Separazione delle carriere? Il pubblico ministero deve restare indipendente, non può sottostare al governo””
Magistrati come questa nuova leva ripetono l’irrealistico catechismo che attribuisce a una mafia “arte e fattura diabolica”, cioè alla manovalanza, Capaci e via d’Amelio. Non nominano come mandanti i poteri sovranazionali; il motore primo rispetto ai quali i magistrati appaiono essere, oggi non meno di allora, troppo acquiescenti e servizievoli, dietro alle declamazioni di loro affinità morali con quei magistrati e forze di polizia che di tali poteri furono vittime, traditi da loro stessi colleghi.
Giustissimo che non siano condizionati dall’esecutivo; ma neppure dai burattinai, che invece servono non diversamente dall’esecutivo e dalle alte cariche, e a volte in grado perfino peggiore. Vedi es. nel mio sito “Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura”.
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26 settembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Quattro ex Br imputati a Torino per lo scontro a fuoco del 1975 alla Cascina Spiotta: morirono un appuntato e Mara Cagol”
I processi mezzo secolo dopo salvano il titolo di legalità, ma la forza di legalità è stata dissipata (1).
Così come “To tell the truth is not just to state the facts,but to convey a true impression” (RL Stevenson) perseguire dei delitti non è fare verità e giustizia, se si lasciano in ombra gli altri delitti coi quali sono integrati. Qui la decapitazione delle prime BR per mettervi a capo Moretti, sicario atlantico.
Si trascura quanto i magistrati siano subalterni ai mandanti atlantici. Occupandosi dell’eversione remota coprono le collusioni attuali (1,2).
1 “Il titolo di legalità è il rapporto con al numeratore la risposta giudiziaria e al denominatore l’atto criminale, senza tenere conto del tempo. Che è ciò che si considera comunemente, soprattutto sulle stragi. La forza di legalità è il rapporto con al numeratore la risposta giudiziaria e al denominatore il numero di persone-tempo colpite dall’atto criminale. Per una strage terroristica, che colpisce l’intera nazione, il denominatore sarà popolo-tempo. Es. 50 anni di vita del popolo italiano per una strage sulla quale l’azione giudiziaria si esercita ancora 50 anni dopo la bomba. Considerando come tempo ragionevole per concludere l’azione giudiziaria 5 anni, i risultati giudiziari vanno divisi per 45 popoli-anno. Vanno ridotti per un fattore di un quarantacinquesimo”. Da: La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria
2 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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18 ottobre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Capasso “Migranti Albania, De Raho: “Da maggioranza affermazioni sovversive contro i giudici, li vogliono proni alla linea governativa””
“I giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese” C. Davigo, LA7, Dimartedì, 3 ottobre 2023. La UE è il braccio degli USA e dei potentati finanziari. La dichiarazione di Davigo conferma come i magistrati siano proni a voleri sovranazionali e se ne facciano strumento. Praticano ad alto livello quella che è la strategia di tanti italiani, dal più umile ai vertici: cooperazione con il più forte, competizione con i pari e le persone comuni. Ovvero asservimento ai poteri forti anche a danno dei cittadini. Non è che i magistrati facciano “lavoro di opposizione”. Magari fosse vero che i magistrati fanno politica, nel senso di controllo e bilancio degli altri poteri nell’interesse del Paese. Hanno assunto un ruolo di commissariamento e censura al servizio di poteri che si pongono al di sopra dello Stato nazionale. Non sono meno sovversivi dei postfascisti, che vorrebbero imbrigliare il potere giudiziario più che altro per essere liberi di sgraffignare; e che vendono fumo ma non sono poi così diversi quanto ad asservimento ed egoismo. Nella democrazia farsesca si spacciano per “politica” i bisticci nello spartirsi la vendita della nazione.
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
I magistrati servitori di più padroni
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30 ottobre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Stalking contro Matteo Bassetti: cinque persone condannate. Il medico: “Bella soddisfazione” “
I gesti violenti compromettono le cause giuste. Infatti a volte sono pilotati. La condanna è un bene per tutti. Ma è un non sequitur dedurne che le voci imposteci di Bassetti e c. abbiano rispettato standard of evidence scientifici; e che i magistrati abbiano rispettato standard of evidence giudiziari adeguati nel permettere allo Stato – a differenza di magistrati di altre nazioni – di eseguire l’ordine di calpestare i diritti più elementari in nome di quanto propalato dalla banda Bassetti.
Stalking, mobbing, boicottaggi, violenze private, minacce, mascariamenti alla generale De Lorenzo (CC) volti a eliminare chi denuncia le frodi biomediche sono tra i mezzi che hanno permesso l’impensabile in Italia nel 2020-23. Esecutori e mandanti non dovendo temere – anzi – i magistrati. Che da Portella in poi nelle massicce impunità delle violenze politiche spesso associano determinazione e ritrosia. Come la determinazione di quel procuratore generale che, fatto anomalo, impugnò la sentenza pur di escludere responsabilità di altri oltre a Pelosi nell’uccisione di Pasolini – già oggetto di persecuzione giudiziaria da vivo. E dall’altro lato i cali di … zuccheri davanti a crimini che hanno dirottato la democrazia e il vivere civile del Paese: “…magistrati anche molto preparati e audaci hanno come un mancamento e diventano improvvisamente poco curiosi”. S. Limiti, S. Provvisionato. Complici. Chiarelettere, 2018.
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10 novembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Maddalena “Trump vince e Valencia sott’acqua: la causa prima di questi disastri è il neoliberismo”
“Non si dimentichi che Ulpiano, giureconsulto romano del II secolo d.C., affermò che “ius naturale est quod natura omnia animalia docuit”. “Secondo il Bonfante, il concetto ulpianeo secondo cui ius naturale est quod natura omnia animalia docuit sarebbe “abbastanza infelice”, poiché “mai si può parlare di norme giuridiche o rapporti giuridici comuni a uomini e ad animali”*. Accostare umani e animali sul piano giuridico è in sinistra consonanza con il programma “One health” dell’OMS, che li vuole accostare sul piano della “tutela” della salute; la via medica all’ordoliberismo. “Il pieno sviluppo della persona umana” sta venendo orientato verso una concezione zootecnica della persona.
Alla prova, col covid, “disinistra”, magistrati, Corte costituzionale, alte cariche hanno praticato la forma più estrema e scellerata di ordoliberismo, di sottomissione dei poteri dello Stato ai crimini dei poteri forti, applicando lo “ius naturale est quod Pfizer omnia animalia docuit ”.
Quelli che si presentano come estranei al neoliberismo in quanto contrapposti alla destra, che secondo loro ne sarebbe il solo agente, in realtà praticano la subduzione: la sinistra si incunea al di sotto della destra e la solleva, lavorando a suo favore e al servizio del comune padrone. Aspirando a darle il cambio nella spirale del degrado; alla quale, è tempo di riconoscere, partecipa attivamente anche la magistratura.
*PP Onida. Studi sulla condizione degli animali non umani nel sistema giuridico romano.
*Hobbes. A me il titolo di Onida fa intuire che semplicemente l’autore voglia trattare della giurisprudenza relativa agli animali, a quella che finora è stata detta “zoologia”, dando per scontata una cesura categoriale tra umani e animali. Secondo la tradizione e il sentire universali; insidiati dalle nuove tendenze che tendono ad equiparare le due categorie per sminuire l’umano*. Una convenzione, se si vuole; ma che accompagna da sempre l’uomo e che non andrebbe buttata via con leggerezza.
Contro l’ambientalismo elitista (e le sue manipolazioni, ideologiche, tecniche e mediatiche) giova ricordare le parole di Piero Chiara:
“La prima delle battaglie ecologiche deve riguardare l’animale uomo. Il resto, come la difesa […] dell’ambiente naturale [..] verrà da sé e si troverà salvo se sarà salvo l’uomo con le sue peculiarità, con l’unicità della sua faccia e della sua coscienza”.
* Sperimentazione animale: uno spoglio etico
@ Alex60: “(a+b^n)/n = x, donc Dieu existe”. Eulero, sommo matematico, sosteneva la sciocchezza di dedurre da una verità matematica l’esistenza di Dio. Si fa lo stesso oggi equivocando: tra conoscenze scientifiche acquisite; e pratica scientifica trasformata in fonte suprema di decisioni politiche e giudiziarie. Dedurre, dal solido fatto che la CO2 fa da coperta alla Terra – evitando la situazione della Luna, dove agli oltre 100°C del giorno seguono i 100°C sottozero di notte – che se non vogliamo l’apocalisse dobbiamo andare a piedi, pagare bollette stratosferiche e rimanere confinati nelle città dei 15 minuti implica un salto logico nel quale appare la verità sia svanita in qualche punto della traiettoria a mezz’aria.
La scientocrazia, attribuire alla ricerca validità certa e immediata, ignorando che per poterla applicare a decisioni politiche e giudiziarie sono necessarie a) la sua indipendenza da interessi di parte e b) il lungo processo di verifica, è una delle grandi truffe ideologiche dei nostri tempi; che i magistrati sfruttano*. E’ come scambiare un avviso di garanzia – da PM con precedenti per calunnia e corruzione – per Cassazione. Es. lo squilibrato slogan AIRC di queste ore “La ricerca è la cura”. La ricerca è spesso la copertura per immettere prodotti sempre nuovi non ben testati, spesso ad alta tossicità, ma lucrosi, es.**.
* Il peculato intellettuale dei magistrati
**High cost oncology drugs without proof of added benefit are burdening health systems. BMJ, 2024.
@ Luca D?Ambrosio. Il PD è fabiano, il simmetrico “disinistra” del piduismo*. Se ne è accorta ormai anche la massa degli elettori che questi rinnegati praticano l’infedele patrocinio; rispetto non a cupe teorie leniniste ma a elementari principi di giustizia e di decenza che varrebbero un forte consenso.
Invece che destra e sinistra bisognerebbe usare altre partizioni. Come quella proposta da Bard e Söderqvist tra il “consumariato”, in basso, e una “netocrazia” in alto che distrugge significati, simboli, valori e idee per sostituirli con altri che le fanno comodo.
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Vedi anche:
Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
Il vero piano pandemico, rispettato, in Lombardia orientale nel 2020
I magistrati servitori di più padroni
MDA: la mafia dietro l’antimafia
Il magistrato-magistrato e il magistrato-usciere
I messaggi Giuliano, le attività “anti-D’Acquisto” e i magistrati rampanti
La selezione della forze armate
L’omertà e la complicità nazionali nelle epurazioni USA
I “capitano Peugeot” nell’Italia sottomessa
Il peculato intellettuale dei magistrati
I crimini di controllo e il loro carattere continuativo e moltiplicativo
I terroristi samurai e la mafia AFD
L’agenda Palamara dei magistrati
Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure e la terza fogna. In: Un certificato di decenza per le attività antimafia
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
Impegno individuale e viltà di gruppo
Gli atti istituzionali suicidi
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16 ottobre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Covid, mancato aggiornato piano pandemico: udienza per 4 dirigenti ed ex del ministero della Salute”
Ancora una volta la magistratura lungi dall’accertare la verità alimenta la sfocatura. Per le stragi del ’92, dove i mafiosi furono manovalanza, o meglio poco più che figuranti*, dopo oltre 30 anni non ha prodotto una solida ricostruzione che avrebbe impedito la nuova trama sgangherata, volta a mantenere in ombra i poteri forti mandanti, di una mafia in eruzione, che farebbe eccidi preventivi per questioni di appalti.
E’ stata un’eruzione, cioè anomala**, anche la strage covid del 2020. Ci sono ormai cogenti e dettagliate evidenze tecniche** che sia stata effetto quanto meno dell’esecuzione di un piano iatrogeno. Ignorarle conferma la complicità. La magistratura invece di prevenire altre future aberrazioni mediche e politiche spacciate per “piano pandemico” le favorisce, con l’accusa farsesca di insufficiente solerzia nel fare i garzoni. Quando l’obbedienza è stata a livello di banalità del male.
La magistratura il cittadino comune lo mette davanti a un diritto che ha il volto di pietra della Sfinge; è di marzapane se si stagliano i poteri forti. Coi suoi precedenti nei Misteri d’Italia – e nelle frodi biomediche di alto bordo – va contata tra i fattori che hanno portato a scegliere il nostro Paese per far eseguire la strage d’innesco dell’operazione covid.
*Lo Bianco G. Rizza S. Dietro le stragi. PaperFirst, 2021.
**Hickey J. et al. Constraints from geotemporal evolution of all-cause mortality on the hypothesis of disease spread during Covid. Correlation, 13 Jun 2025.
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5 novembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Marfella “Secondo medico di Isde Napoli nominato Cavaliere della Repubblica. Mentre la Campania tace su Terra dei fuochi”
L’operazione Terra dei fuochi* è in linea con l’agenda Mattarella. Cioè con la nuova forma di Paese, imposta dai poteri sovranazionali, che si sta configurando sotto questo PdR dal duplice mandato e sotto la corte** dei poteri dello Stato.
Ieri il Fatto ha pubblicato un articolo su un wc che sarebbe tutto ciò che resta del DC-8 che nel 1972 si schiantò a Montagna Longa nell’atterrare a Palermo. Di quei 115 morti si occupò il vicequestore Giuseppe Peri; che da solo sostanzialmente intuì la natura generale, di manovalanza pilotata dai servizi, di omicidi eccellenti di mafia e del terrorismo. “La ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile”; Pasolini. Anche sulla Terra dei fuochi non sarebbe difficile separare il grano dal loglio*, volendolo.
Peri fu trasferito da un funzionario di polizia della P2 mentre un magistrato della P2 archiviò tutto. Aveva mandato il suo rapporto a sette procure, incluse quelle di Milano e Torino. Morì di infarto pochi anni dopo. “Di crepacuore” ha scritto Stefania Limiti***. Oggi è dimenticato. Le medagliette vanno a chi regge il gioco; per chi lo guasta c’è tutt’altro.
* La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
** Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
***Doppio livello. Chiarelettere, 2013.
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5 gennaio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Mattiello “L’inchiesta di Report riconosce una inquietante continuità tra il potere di ieri e di oggi: due consigli sul da farsi”
L’elasticità onirica
Nel 1972 il maresciallo dei CC che aveva scoperto le armi di Ventura morì 2 mesi dopo in un incidente d’auto. Essendo stato abbagliato da 2 fari di bicicletta, secondo la Stradale (M. Sassano, La politica della strage, 1972). Un esempio di quella che chiamo la “elasticità onirica” caratteristica delle versioni ufficiali sull’eversione. Nei sogni è accettato come credibile che il male abbia un’elasticità estrema, assumendo intensità che trascendono le leggi del mondo fisico e le proporzioni dell’agire umano. I BR di Moro samurai invincibili. I mafiosi che avrebbero azzeccato i 2 decimi di secondo utili nel premere il pulsante a Capaci. Il picco di mortalità covid record mondiale nel 2020, biologicamente assurdo*. Via D’Amelio per proteggere appalti.
Una magistratura sana identificherebbe sistematicamente le elasticità oniriche, per smascherarle e avvalersene come indizi. Ma la magistratura in 34 anni mentre si è fatta bella con Falcone e Borsellino non ha prodotto ricostruzioni che impediscano come insulsa e autoaccusante l’elasticità onirica di una mafia onnipotente che farebbe stragi preventive per appalti. La “inquietante continuità” c’è anche tra la destra di Nordio e Ciavardini, i CC e PS improntati a Mori e La Barbera e una magistratura che l’indipendenza la rivendica dagli altri burattini ma non dal burattinaio. Votiamo NO, ma turandoci il naso.
*Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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10 gennaio 2026
Blog de il Fatto
Commento al post “Schlein supporta il No al referendum giustizia: “Riforma serve a chi è al potere e vuole sfuggire a ogni controllo””
Schlein non è così diversa dalla Meloni nel vendere gli italiani; la principale differenza è che ciascuna li vende dando priorità diverse ai vari poteri forti. Es. la Meloni mette in cima alla lista gli armaioli. La Schlein, Big pharma – con un concorso della magistratura che è appropriato definire collusione*. La figura di Elly “armocromista” Schlein, calzante come capo di una sinistra voltagabbana passata dall’estremismo della dottrina marxista a quello liberista**, stimola il rigetto da parte dell’elettorato, che in maggioranza non va più a votare. Lo schierarsi della sinistra false flag conferma che si tratta di una lotta di spartizione tra fazioni – legate a poteri diversi – interna alla fascia castale dei privilegiati; e svilisce i motivi che obbligano a votare no, in difesa di principi, turandosi il naso. Se vincerà il sì sarà stato anche perché accompagnandosi a una sinistra che è la spalla che fa vincere la destra, la magistratura si mostra della stessa pasta dei politici che dietro alle chiacchiere badano al proprio vendendo i cittadini ai poteri forti.
* Nuove P2 e organi interni
** La subduzione di sinistra e magistrati
@ pippo11: Con Mani pulite i magistrati si sono messi al servizio di poteri forti. Alla Gattopardo, spazzando via il vecchio marciume, ma per fare posto al marciume nuovo. Infatti fanno fuori anche gli onesti invisi agli stessi poteri forti. Sull’arginare la loro presa sui politici, a titolo di esempio, non di paragone, non è che Bontade fosse il rimedio a Riina, o viceversa*. Soprattutto, si dovrebbe considerare l’asse verticale, quello sul quale stanno i poteri forti che entrambi i contendenti servono. Ma per gli italiani, mentre si appassionano a questi duelli tra Orlando e Gano, la terza dimensione è tabù**. Sull’asse verticale stanno anche i princìpi, come quello dell’uguaglianza davanti alla legge, o meglio, della sottomissione di tutti senza esclusioni a un piano superiore di princìpi di civiltà***, che per quanto calpestati nei fatti – dai magistrati non meno che dai politici, quando ci siano in gioco grandi interessi – sono ciò al quale i cittadini inermi possono appellarsi. Come notò Manzoni, a proposito di un caso di magistrati indegni in combutta coi governanti: “la ragione sfida a volte la forza, come a farle sentire che, a qualunque segno arrivi, non arriverà mai a diventar ragione”.
* La fallacia di Badalamenti
** Il vero terrapiattismo
*** Obbedienza alle regole e obbedienza delle regole
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20 marzo 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “Referendum, l’appello di Marco Lillo: “Questa è l’ultima trincea. Se la destra sfonda questa, è finita. Votiamo No””
“L’unico Paese con una magistratura che è in grado di processare la CIA”. Nel distretto di Corte d’appello di Brescia una Gip di Bergamo ha appena archiviato per la strage nelle RSA del 2020*. Il processo sulla strage di piazza Loggia del 1974 attualmente è nella casella del primo grado. In Sicilia la magistratura duetta con Mori su quanto è onnipotente la mafia, non essendo stata capace di stabilire con certezza in 34 anni neppure la categoria** – un segreto di Pulcinella – alla quale appartengono le stragi di Falcone e Borsellino; mentre esibisce i due uccisi come se fossero un campione rappresentativo della magistratura. Nella mia esperienza***, e a giudicare da come vanno le cose nel Paese, la magistratura non è affatto vista come una minaccia dai burattinai. Tutt’altro. Votiamo No come male minore, anche per non far controllare il potere giudiziario da politici che alla CIA le portano l’acqua con le orecchie, ma senza inventarsi glorie che nascondono ben altre realtà.
* Archiviata l’indagine per i morti di Covid-19 nelle Rsa di Bergamo: “Contesto di angosciante imprevedibilità”. Fanpage, 17 marzo 2026.
** La matrice
*** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale – Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale
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9 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Ventrone “Pietro Calogero, il ‘teorema’ e gli anni di piombo. Certe polemiche resistono ancora oggi”
“Dirà il procuratore di Treviso Pietro Calogero: «Gli apparati dello Stato cominciano a lavorare non a favore delle indagini, ma contro di esse»”*.
“This view is supported by Pietro Calogero. In his indictment of the Autonomía Operaia leadership he pointed out that the hostility of the terrorists towards reformists and trade unionists was the aspect that, more than any other, links “red” terrorism to “black” terrorism and may have made it the ideal instrument of an astute and perverse reactionary plan, embedded in the heart of the state and fed, perhaps, by domestic and international political forces.”**.
Si sottovaluta il ruolo di fiancheggiamento della magistratura nell’eversione e in generale nel controllo sovranazionale del Paese. Forse è anche per questo che nell’Italia dei pomposi tengo-famiglia, nell’Italia dove pure gli estremisti sono ruffiani e si mettono al servizio del più forte, si sminuiscono, guardandoli con distacco e freddezza, quei pochi magistrati che come Pietro Calogero permettono solo al senso del dovere di spingere la loro attività, e che arrivano così es. all’Hyperion, invece di aderire non al teorema ma all’assioma di comodo che attribuisce ai terroristi e mafiosi nostrani una natura demoniaca***.
* Salvini G. La maledizione di piazza Fontana.2019.
** Willan P. The puppermasters. The political use of terrorism in Italy. 2002.
*** I terroristi samurai e la mafia AFD
@ robsieni: Piuttosto, è trascurato, per la comprensione di come siano potuti avvenire così tanti eccidi e omicidi politici, in quella miniera di osservazioni morali che sono I Promessi Sposi il passo che cito “gl’Amplissimi senatori…”. Ancora tu Robsieni. Mi fai ricordare che Licio Gelli nell’affiliare piduisti chiedesse loro quali ingiustizie ritenevano di avere subito. In pratica quali fossero le loro frustrazioni e ambizioni. Mezze seghe, invidiosi, smaniosi, sono i soggetti adatti da reclutare come manovalanza servente. Questo ovviamente non è il tuo caso, impareggiabile filosofo la cui grandezza non è stata ancora riconosciuta.
@ robsieni: La pubblicità commerciale, “propaganda diretta a ottenere dalla collettività la preferenza nei confronti di un prodotto o di un servizio”, si paga. La pubblicità dei propri pensieri, la mera esposizione delle proprie idee, (ulteriormente affievolita nel mio caso dallo shadow banning del sito dove raccolgo gli interventi), tutelata dalla Costituzione, art. 21, non deve essere proibita; tanto meno “perché non pagata”. Anche “propaganda”, originariamente espressione pontificia, può significare promozione di un credo o réclame a fini di lucro. La pubblicità commerciale arricchisce, la pubblicità delle proprie idee si paga. E’ una differenza fondamentale e rivelatrice. Una vittima dell’aggregato di scagnozzi del potere individuato da Calogero, Emilio Alessandrini, disse “questo lavoro è così bello che bisognerebbe pagare per farlo”.
Istituzioni ufficialmente preposte a difendere la legalità applicano o convalidano a fini censori e di discredito argomenti non più seri della tua astrusa anfibologia. Il tipo antropologico rappresentato dagli estimatori di T. Negri, che insegnava che bastonare chi esprimesse idee sbagliate era il minimo, e gli apparati dello Stato che lavoravano e lavorano per i burattinai, vanno d’accordo. Questo tuo ricordarmelo rinnova la mia stima per il magistrato che individuò gli extraparlamentari come erbe di uno stesso fascio, come componenti dello stesso pabulum, e come servi, chi sciocco e chi furbo, degli stessi sanguinari padroni.
@ ms: Negri non lo conosco nel senso che è per me un figura repulsiva, che ho difficoltà ad avvicinare. Lo conosco di riflesso. Conosco la Calabria massomafiosa e i suoi legami con le istituzioni dello Stato: Negri era in cordiali rapporti con l’avvocato di Piromalli*, Conosco la fine di quelli che smontano certe narrazioni. La fine di coloro che lo indicarono come fomentatore del terrorismo legato ai servizi USA, italiani ed europei: G. Galli, E. Alessandrini, Pecorelli, Dalla Chiesa. Conosco la sinistra anti-sinistra – l’ala pseudoprogressista di una classe dirigente parassitaria, che prospera vendendo il Paese – che fa di Negri un maestro, incluso il suo modo di esprimersi: “Lo stile di Toni Negri era a metà tra D’Annunzio e Carolina Invernizio. Toni Negri esaltava la mistica del manganello (come Marinetti) e lo squadrismo (come Mussolini). Il motto di Toni Negri era: Armiamoci e partite.”**. Conosco Harvard, che lo ha pubblicato***.
* Guarino M. Poteri segreti e criminalità. L’intreccio inconfessabile tra ‘ndrangheta, massoneria e apparati dello Stato. 2004.
** Nozza M. Il pistarolo. 2006.
*** How Harvard rules
@ robsieni: Un sunto su Toni Negri scritto da robsieni in persona. Grazie. Come rispondono gli anglosassoni quando ricevono di queste fortune, “I shall lose no time in reading it”.
@ robsieni: Il tuo è un riassuntino di veline arcinote. Ne sai meno di me. E non hai idea di cosa significhi esaminare un personaggio. L’interessante dell’esibizione non richiesta nella quale ti sei voluto produrre non sta nel contenuto informativo, nullo, ma nella performance stessa. Che mostra la magistrale abilità di chi pilota l’eversione di selezionare tipi umani, estrarne il peggio e distillarlo. A me sorprende come si possa dare peso, se non in negativo, a figure come Negri. Uno che su commissione ha fomentato sciagure e vigliaccate, contribuendo all’eliminazione di uomini di valore, con quattro fesserie non dissimili da quelle che pochi decenni prima confezionavano gli scribacchini fascisti per aizzare all’aggressività vile. Me lo spiego con una profonda capacità degli organizzatori dell’eversione di toccare i tasti giusti. Si tratti della fregola di violenza dei terroristi operativi, o, per i supporter, delle smanie intellettualoidi di soggetti che, per nulla portati alla riflessione intellettuale, ingollano e rigurgitano quella premasticata apposta per loro.
@ robsieni: E dalli con Deleuze e Guattari. Non parlavo di loro, ma di quelli come te che hanno bisogno, come certi molluschi, di attaccarsi a un qualcosa per sopravvivere. Quelli che costruiscono una immagine di sé attaccandosi da un lato a figure guru, per trarne un senso di grandezza accostandosi a loro, e che dall’altro si appiccicano a ventosa come stai facendo tu con me a chi percepiscono come una minaccia per l’immagine artificiale di sé che si costruiscono. Mi riferisco agli “intellettuali bivalvi”, specie infestante, della quale tu sei un esemplare da manuale.
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14 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Indagine su mafia e appalti fu concausa di via D’Amelio e Capaci”, il procuratore di Caltanissetta all’Antimafia: “Concreti, plurimi e univoci elementi”
Crimini come Capaci e via d’Amelio, enormi, difficili da eseguire ed esiziali per gli esecutori, a meno di non avere le più forti protezioni o essere ordinati da coloro ai quali non si può che obbedire, devono avere una causa necessaria forte, ben definita. Una causa che li incaselli in una categoria precisa. La magistratura, mentre si fa bella di Falcone e Borsellino, dopo decenni trova una “concausa” senza avere adeguatamente definito la causa necessaria, cioè la categoria di appartenenza delle stragi che hanno accompagnato il regime change di quegli anni*. La causa necessaria, nota, è citata “a foglia di fico” cioè non altrimenti che con vaghe supposizioni come uno tra i fattori; per non svergognarsi troppo con l’inverosimile puro. La “concausa” senza l’evidente causa necessaria, ridotta ad appendice blurrata, si aggiunge es. al malore attivo di Pinelli e al concorso con terzi senza i terzi per Meredith Kercher nelle impudiche contorsioni di una magistratura che non è diversa dai suoi rivali nell’asservirsi ai poteri forti. Mentre esibisce coccarde tricolori quando si tratta di difendere le sue posizioni rispetto agli altri cortigiani. E che non è lontana dagli apparati nell’alimentare il grande alibi per i tradimenti a favore dei crimini del mondo legale, che oggi stanno portando alla decadenza del Paese, cioè nell’attribuire alla mafia potenza sovrannaturale**.
* La matrice
** I terroristi samurai e la mafia AFD
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25 aprile 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post “25 aprile | La valanga di fascisti impuniti: “L’Italia perdonò troppo presto, fu negata la giustizia. Ma contro il revisionismo serve raccontare anche le vendette del post-Liberazione: così si rafforza il racconto della Resistenza” “
Come per la mafia 1, che ne è un caso particolare, l’andamento dell’Italia appare intossicato dalla confluenza e dai prodotti di reazione di due elementi: un fattore culturale storico, autoritario, mafioso-fascista, autoctono; e la dominazione estera, che lo sfrutta e strumentalizza. Nei secoli si è plasmata una classe dirigente asservita verso l’alto e parassitaria verso il basso. Un “bifrontismo” che troppi italiani comuni accettano, e al quale aspirano 2. La “Liberazione” fu un’occasione mancata di liberarsi davvero. Con l’obbedienza di Togliatti a Stalin, quindi a Yalta, e con il suo adattarsi all’autobiografia della nazione, si mantenne in vita la bestia ferita, e la si mise al servizio di nuovi padroni. Le fanfare autocelebrative, che coprono la vergogna della restaurazione quanto quell’armadio con le ante contro il muro, e la recente vulgata di una magistratura coraggiosa e libera, rafforzata con fatti come Capaci e via D’Amelio (a loro volta esitati nell’immancabile lunga coda di vergogna 3), fanno dimenticare come con poche eccezioni i magistrati, giocolieri della forma e borseggiatori della sostanza, es. 4, siano tra i maggiori serventi di tutti e due i reagenti, quello che gli italiani hanno nel sangue e quello imposto da fuori.
1 I due comburenti istituzionali della mafia
2 Il canone italiano
3 La matrice
4 Franzinelli M. L’amnistia Togliatti 1946. Colpo di spugna su crimini fascisti.
Edmont Dantes: La bestia ferita fu mantenuta grazie agli alleati spaventati dal comunismo, Churchill aveva pure il piano “operation unthinkable” ovvero integrare immediatamente i nazisti negli alleati e combattere l’Unione Sovietica prima che si riprendesse, ma si fermarono a fondare la NATO con tantissimi militari nazisti e far scappare tutti in sud america con l’aiuto della Chiesa.
@ Liutprando: Grazie. E’ sottovalutato il controllo dei servizi inglesi sull’Italia, dall’800, a Mussolini – a Matteotti – e oltre*. Un episodio recente. L’Imperial college è legato allo MI5. Vi è stata chair “the former director general of MI5, Dame Eliza Manningham-Buller, a thirty-five-year counterespionage veteran who also functioned as official liaison between British and US intelligence agencies”. L’Imperial college è stato tra i principali registi dell’operazione covid con le predizioni apocalittiche di Ferguson, definite “astronomically wrong” dal più citato degli epidemiologi, Ioannidis. Predizioni che sembravano conformi all’inizio con la strage covid in Lombardia orientale nel 2020. Dove si è registrato un anomalo, elevatissimo, ma oltremodo ristretto nello spazio e nel tempo, picco di mortalità covid, record mondiale; che è servito, a livello internazionale, come giustificazione per le misure liberticide e iatrogene. Il picco ad un’analisi tecnica non è spiegabile in termini biologici, mentre appare essere stato costruito con una serie di manipolazioni**. La Procura di Bergamo affidò la ricostruzione a Crisanti, poi senatore PD. Crisanti non ha competenze specifiche per un tale incarico; e quel che è peggio proveniva dall’Imperial college.* Cereghino MJ. Fasanella G. Il golpe inglese, Chiarelettere 2011. Colonia Italia, Chiarelettere 2019. Fasanella G. Nero di Londra, Chiarelettere 2025.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
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15 maggio 2026
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Sanna ““Ha speculato sul Moby Prince per profitto”: l’ex dirigente della flotta Agip insulta il presidente dei familiari delle vittime”
Nello studio scientifico delle malattie si riconosce il peso dell’interazione tra agente patogeno e ricevente. Es. il “suolo e seme” per le metastasi tumorali, che attecchiscono solo su tessuti adatti. O le interazioni microorganismi-ospite: la virulenza e patogenicità dei microorganismi non sono una loro caratteristica intrinseca, ma sono anche funzione delle difese dell’ospite. Se le difese sono forti, l’infezione è asintomatica o dà un quadro lieve. Se le difese sono deboli, anche microorganismi che normalmente non danno malattia, “opportunisti”, possono mangiare vivo un paziente.
I Misteri d’Italia sarebbero un poco meno misteriosi se si tenesse conto non solo degli agenti, ma anche dell’ambiente favorevole ai loro atti. Mettere le vittime nella casella degli ignobili e i colpevoli e complici in quella degli eroi è una tattica scontata, quando si hanno le spalle coperte. Con una magistratura che per una strage come la Moby Prince esprime il giudice Germano Lamberti, poi condannato per corruzione in atti giudiziari; con forze armate che forniscono il comandate della Capitaneria di porto Sergio Albanese, e lo promuovono ammiraglio subito dopo che se l’è data a gambe mentre le persone bruciavano vive; con uno Stato che ancora “indaga” 35 anni dopo, cosa c’è da meravigliarsi del “codardo oltraggio” e del “servo encomio”.
@ Aristokasto: Tu sei di quelli che “po’ esse piuma po’ esse fero”. Insultatore sfrenato ed estroso verso chi denuncia corruzioni istituzionali, parli di “velo pietoso” su un’intera nave di persone lasciate morire orribilmente. L’ammiraglio da corte marziale, da espellere con ignominia, “promosso perché si facesse gli affari suoi”. Se li era già fatti, lavorando per il nemico. Che sarà mai. La magistratura poi non c’entra per definizione, secondo te.
Ricordo Angelo Chessa in tv raccontare che i magistrati ridevano mentre si teneva il processo. Un atteggiamento derisorio che è conforme a quello di Pauli. Chessa disse che i magistrati gli davano forza, ma a contrario, per il loro comportamento di parte. Un’affermazione che ho fatto mia, conoscendo gli impresentabili affari attuali dei magistrati. Andrebbe riconosciuto che quando ci sono di mezzo i poteri forti i magistrati non sono migliori del resto dello Stato. E che tra i fattori dell’attuale declino del Paese c’è la mancanza di controllo della cittadinanza sulla magistratura, sostituita dalla magistratolatria di quelli come te, così che solo i delinquenti criticano una categoria che abusa sistematicamente, pro domo sua, del suo importante potere.
@ Aristokasto: L’altro giorno per la prima volta mi è stato offerto, con mia sorpresa, un posto a sedere in metropolitana. Mi fa piacere che tu mi immagini giovane. Ho vissuto abbastanza, buona parte del tempo leggendo, per comprendere che la conoscenza non basta mai (per non parlare dell’intelligenza). E che è buona regola verificare sempre, se possibile, le fonti sui ricordi a braccio.
Ho votato anch’io No al referendum. Ma tappandomi il naso. Perché l’indipendenza non è solo quella dai politici, orizzontale. C’è l’indipendenza interna: se si è legati a un gruppo, una corrente, non si è indipendenti. Soprattutto, occorre l’indipendenza verticale: l’indipendenza dalle agende dei poteri forti. Tutti i candidati alle elezioni, gli opinionisti, i magistrati che intervengono sui media, dovrebbero dichiarare loro relazioni con i poteri forti. Nel mio campo, la medicina, i magistrati stanno eseguendo i desiderata di Davos. La Costituzione la usano come cuscino sulla seduta dello scranno. La tirano fuori per ostenderla nelle baruffe coi politici, e poi la rimettono a posto.
Difendendo la magistratura come pura in quanto attaccata dai forchettoni della destra si commette la fallacia di Badalamenti*. L’essere attaccato dai corleonesi non faceva di lui una brava persona: era inviso in quanto competitore. Era Impastato che lo attaccava come esponente della montagna di m. . Che da Cinisi si vedeva bene, ma che non è l’unica purtroppo.
* La fallacia di Badalamenti
@ Aristokasto: Tra i magistrati a differenza che tra i politici sono rari quelli dediti al cercare di arricchirsi con affari sporchi. Almeno spero sia così. Non li si può accomunare ai politici al livello di bustarelle. Il discorso è diverso quando si tratta di poteri forti; quando c’è da eseguire gli ordini del principe. Sono d’accordo: agganciamo il comportamento di politici e magistrati. Consideriamoli come cortigiani di una stessa corte. Es. invece di fare prima di “Mani pulite 6” e poi guardare alla magistratura, consideriamo che con Mani pulite si è spazzata via, dopo la caduta del Muro, in una regia che ha compreso le stragi, una politica compromessa per sostituirla con una perfino peggiore. Effettuata la metamorfosi verso il liberismo, in Lombardia, da dove è partita Tangentopoli, la magistratura poi ha aspettato decenni prima di occuparsi di Formigoni, a capo di una masnada di politici – favoriti da una “sinistra” fabiana – che nel frattempo ha fatto della medicina un business. Una propaggine della finanza. La magistratura ha tirato le orecchie al Celeste quando ormai la nuova malapianta aveva attecchito.
Ricambio i ringraziamenti e la considerazione.
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20 maggio 2026
Blog de Il Fattto
Commento al post di FQ magazine “Raffaele Sollecito a Belve: “Un poliziotto mi ha detto: se ti alzi ti riempio di botte e ti lascio in un lago di sangue. Mi avevano minacciato e senza che fosse presente il mio avvocato. Dicevano che sarei stato tutta la vita in carcere””
La Fagnani col suo grazioso cipiglio ha lasciato che Sollecito asserisse che secondo una ricostruzione “hanno fatto un’orgia”. Non una sillaba su un turpe stupro col coltello alla gola. La Fagnani è frequentatrice dell’antimafia-antiterrorismo, dove si perseguono i crimini dei pesci piccoli, meno quelli dei pesci medi, e si coprono e talora si favoriscono quelli delle forze in cima alla piramide alimentare. La sciarmant dà il suo contributo alla costruzione d’immagine della coppia per la quale si sono mossi i vertici USA.
“7 italiani su 10 pensano ancora che io sia colpevole” lamenta Sollecito. Credenza supportata dalle evidenze e da un iter giudiziario che appare deviato dai poteri che condizionano l’Italia dal dopoguerra. Il caso ha rilevanza per le posizioni dell’antimafia-antiterrorismo davanti a tali poteri: alla condanna pendula per un concorso-con-altri-senza-gli-altri, Guede, si è oggi aggiunta la cervellotica concausa-inverosimile-senza-causa-necessaria per Capaci e via D’Amelio. La linearità residua nell’opinione del popolo, più aderente alle risultanze e ai contesti per quanto approssimativa. Che solo 3 italiani su 10 lo ritengano innocente mi ricorda una vecchia réclame: “Solo 4 pomodori su 10 diventano Cirio”; con lo scolio di Marcello Marchesi: “Gli altri sono buoni”.
La vittima resta sola, come quella sera, davanti a bestie che si atteggiano a belve. Sua compagnia sono gli altri del cimitero dei sepolti senza giustizia dove riposa.