Le false dicotomie della falsa democrazia

19 October 2024

17 ottobre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post “Il medico no vax Tiziano Talamazzi radiato dall’Ordine: definiva il vaccino anti Covid “veleno””

Ormai la falsa dicotomia è la parodia fissa del dibattito democratico. Siete contro l’immigrazione forzosa? Dovete farvi rappresentare da Vannacci, il generale operativo che nel dittatore responsabile della più grande minc.iata militare della storia d’Italia, l’entrata in guerra nel 1940, non vede che “uno statista”. Volete rinverdire la militanza progressista? Non c’è che “Hazet 36” “la casa è di chi se la prende” Salis.

Qui, o l’hi-tech a bacchetta magica* o pozioni del retrobottega. Si presenta come disputa moralmente a somma zero, dove cioè il torto dell’uno è la ragione dell’altro, la differenza tra posizioni entrambe aberranti e in fondo simili. Messinscena pilotate a beneficio degli interessi maggiori.

“The Hippocratic Oath binds medics to do no harm, and more specifically “not administer a poison to anybody when asked to do so.” Now is the time to uphold that oath.” E’ la chiusa di un articolo del 2021 sulla sicurezza dei vaccini covid**. A ricordare, nel criticare gli inoculi a mRNA, il rischio del medico di somministrare veleni e il dovere di resistervi è il gruppo Hart, UK, composto da medici e accademici di fama***. La loro posizione non è cambiata e si è rafforzata. Ma denunce articolate e solide come le loro restano segregate. Mentre vengono esibiti di continuo i numeri tra il Bianco e l’Augusto di turno.

*Henderson, Markman. Slow science is better science. 25 apr 2020.
**Women’s reproductive concerns are brushed aside.
***https://www.hartgroup.org/bios/

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18 ottobre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Capasso “Migranti Albania, De Raho: “Da maggioranza affermazioni sovversive contro i giudici, li vogliono proni alla linea governativa””

“I giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese” C. Davigo, LA7, Dimartedì, 3 ottobre 2023. La UE è il braccio degli USA e dei potentati finanziari. La dichiarazione di Davigo conferma come i magistrati siano proni a voleri sovranazionali e se ne facciano strumento. Praticano ad alto livello quella che è la strategia di tanti italiani, dal più umile ai vertici: cooperazione con il più forte, competizione con i pari e le persone comuni. Ovvero asservimento ai poteri forti anche a danno dei cittadini. Non è che i magistrati facciano “lavoro di opposizione”. Magari fosse vero che i magistrati fanno politica, nel senso di controllo e bilancio degli altri poteri nell’interesse del Paese. Hanno assunto un ruolo di commissariamento e censura al servizio di poteri che si pongono al di sopra dello Stato nazionale. Non sono meno sovversivi dei postfascisti, che vorrebbero imbrigliare il potere giudiziario più che altro per essere liberi di sgraffignare; e che vendono fumo ma non sono poi così diversi quanto ad asservimento ed egoismo. Nella democrazia farsesca si spacciano per “politica” i bisticci nello spartirsi la vendita della nazione.

Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
I magistrati servitori di più padroni

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20 ottobre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giovane ucciso da un agente a Verona, Salvini esulta: “Non ci mancherà”. Le opposizioni: “Semina odio, una vergogna””

“Uno di cui non sentiremo la mancanza” lo dice in Pulp Fiction Mr Wolf del negretto al quale il killer sbadato, John Travolta, ha accidentalmente sparato in faccia. E’ un commento da criminale; o da mezza cartuccia che vuole atteggiarsi a duro. Sull’altro versante, belati ipocriti e interessati sulla “accoglienza” che ci viene imposta dall’alto. Un esempio della falsa dicotomia che domina la falsa democrazia, dove l’offerta politica è tra due diverse cialtronerie.

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24 ottobre 2024

Blog de Il Fatto

Commento al post “Minacce di morte per uno dei giudici del caso Albania, è la presidente di Magistratura democratica”

Le minacce a un magistrato sono in sé fatti della massima gravità. Qui in aggiunta c’è la circostanza che il minacciato è un magistrato che mentre viene accusato di essere una “toga rossa” esegue l’agenda fabiana. L’agenda di chi si finge di sinistra per favorire elites antidemocratiche. Le toghe dovrebbero essere incolori, ma una ipotetica toga “rossa” difenderebbe i lavoratori dal dumping salariale ottenuto con l’immigrazione. Come ha osservato Michea a proposito della falsa sinistra.

Magistratura Democratica è anche su posizioni pro impunità per i crimini del grande business biomedico*. Trovandosi in questo vicina al consulente di Nordio, l’ex magistrato D’Ippolito, implicato nel depistaggio sull’assassinio a Lamezia dell’Ispettore di polizia Aversa e della moglie. Un omicidio-minaccia del quale si parla poco**; si vede che non va bene per le commemorazioni autocelebrative. Nel Paese della Falange armata e della Uno bianca, dei gruppi estremisti dove erano più gli infiltrati di CC e PS che gli illusi autentici, sarebbe doppiamente necessario andare a fondo su queste intollerabili minacce che pongono le “toghe a pelle di agnello” (il lupo sotto la pelle d’agnello è nello stemma originario dei fabiani) nella posizione di vittime.

* Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
** Cannone A. Quando la ndrangheta sconfisse lo Stato. 2023.

@ loquefuera: Le minacce a un magistrato non “teoricamente sarebbero gravi” ma devono essere nella pratica di per sé gravi, come ho scritto. Ma la gravità di un fatto non permette di trarne conclusioni a braccio su mandanti e moventi; di prescindere dall’accertamento della loro individuazione. Altrimenti c’è il rischio di una sorta di effetto “incendio del Reichstag”. Lo si vede nei processi in tv, dove l’accusa adduce l’efferatezza, cioè la gravità del fatto, come prova della colpevolezza dell’imputato. (E in medicina dove si mostrano bambini in sedia a rotelle per vendere cure fasulle da 1 milione di euro a bambino). E lo si vede con crimini “too big to fail”, come la strage covid del 2020 (1), dove i morti sono esibiti per dare per assunta e indiscutibile la versione imposta da mandanti ed esecutori. Con una magistratura partecipe (2). Pochi minuti fa su RAI3 nel presentare il suo libro “Per questi motivi” De Cataldo, già magistrato, ha raccontato come i giudici accettarono una verità di comodo sull’omicidio di Pasolini, e la Procura generale (PG Guasco) addirittura ricorse per forzare, ottenendola, la versione di Pelosi unico responsabile. Bisognerebbe parlare anche di ciò su cui baroni e mandarini vanno d’accordo (1,2), mentre inscenano duelli come quello tra Brancaleone e Teofilatto.

1 Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
2 Il livello Scarantino, palazzo Zanardelli e la strage covid in Lombardia orientale

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24 maggio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post “Aggressione selvaggia alla ex in strada a Prato: la donna salvata da tre stranieri”

E’ una forzatura interessata commentare che l’episodio sia “un’icastica rappresentazione di integrazione con la comunità italiana”. E’ una caricatura calunniosa che tra gli immigrati sia assente l’umana solidarietà, non vi siano tante brave persone, che non siano capaci di gesti encomiabili o eroici. Ma volendo generalizzare, volendo usare la posizione degli immigrati rispetto alle violenze sulle donne come indice di integrazione, occorre considerare anche i casi dove invece sono dalla parte degli aggressori. Un sottoinsieme tutt’altro che vuoto. Questo ritagliare solo il pezzo del quadro che fa comodo è ragionamento antibayesiano*; fallace, capzioso, tipico della propaganda e della difesa di colpevoli, che il magistrato avrebbe il dovere di non praticare**. E’ un esempio dell’integrazione della magistratura nelle agende dei poteri sovranazionali a scapito della volontà e dei diritti degli italiani***. Agende che hanno incluso epurazioni esemplari di rare figure di magistrato, dietro alle cui icone la massa dei salvati può meglio servire i mandanti. Incluso il fornire l’impunità e l’aiuto per gli atti persecutori – attuati anche avvalendosi di extracomunitari- verso chi intralcia crimini del grande business.

* Il ragionamento anti-bayesiano
** Il peculato intellettuale dei magistrati
***  L’agenda Palamara dei magistrati

Stokatso: **** La follia menicitica.

@ Stokasto: Sì, è classificato come folle chi non prende le parti consentite, pro uno o l’altro dei due contendenti, delle infinite repliche della stessa sceneggiata, e invece critica la sceneggiata. Es. credo che se si volesse fare sul serio – come si sarebbe obbligati a fare – su Salvini bisognerebbe denunciare e indagare per truffa i responsabili del progetto del ponte sullo Stretto. La dubbia realizzabilità, le riserve di tecnici e l’incompletezza del progetto per la più mastodontica delle opere dovrebbero indurre a verificare che non si tratti di progetto che si sa essere irrealizzabile, spinto per ottenere soldi, avvalendosi del potere e del prestigio delle cariche istituzionali. Come i finanziamenti che si ottennero, con aiuti istituzionali, per il miracoloso potabilizzatore Watly. Ma sarebbe follia. Non vanno disturbate le sceneggiate di Stato; quella razzisti-contro-filantropi o quella pro-ponte-contro-sì-ponte. Dove alla fine si va a mangiare tutti assieme, ‘o malamente, isso, essa e le rispettive claques.

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24 novembre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Casolari “Ora anche esperti in assistenza sociale! Basta leoni da tastiera sui bimbi nel bosco”

Meglio sottomettersi a un’autorità per evitare una vita “solitary, poor, nasty, brutish and short” (Hobbes), o tornare al romantico buon selvaggio di Rousseau (che abbandonò i propri figlioletti). Questi esperimenti in genere sottovalutano gli aspetti negativi della vita nei boschi. E’ però valida la contestazione del modello attuale. Si potrebbe definire il problema in termini di “ecologia umana”. Un saggio proverbio africano dice “ci vuole un villaggio per crescere un bambino”. Qual è per adulti e bambini l’ habitat umano e materiale ideale? Qual è il migliore tra quelli possibili ? Ma migliorare l’ecologia umana non è facile, e nel tentativo si può fare male.

La gente simpatizza con una ribellione errata probabilmente nei modi ma che è fondata. E manifesta sfiducia verso esperti e magistrati. Dei quali percepisce inautenticità e slealtà. Gli esperti sono troppo spesso pomposi opportunisti che pontificano come a loro più rende. Su quello che è stato fatto in massa ai bambini col covid, es.*, le toghe non hanno alzato la testa dalle carte, e sostituendo alla realtà la loro realtà di inchiostro si sono fatti braccio degli aguzzini. I magistrati si mostrano, come i politici, subordinati esecutori di poteri ostili; inflessibili sugli errori dei pochi che tentano di sottrarsi a costrizioni di sfruttamento, cooperano alle aberrazioni sulla massa dei bambini.

* Children and Young People: Damning evidence of multiple harms to children by school closures. Hart, 6 nov 2025.

@ robsieni: “Although”. Machiavelli non scrisse che “il fine giustifica i mezzi” ma lo ha insegnato. Rousseau non propose esplicitamente il ritorno alla natura ma l’ha tratteggiato e ispirato, come ripetuto da innumerevoli autori, es.*.

Il rifiuto radicale, anche di ciò che vi è di buono e di prezioso nel progresso, la fuga nell’utopico, fa il gioco della tecnocrazia; e della sua corte, che include i magistrati. C’è una tendenza – servita da magistrati assoggettati a polizie, a loro volta imbeccate – ad accomunare l’opposizione ai crimini della tecnocrazia all’estremismo lunatico; incluso l’eremitismo, v. Kaczynski, l’Unabomber originale**. Come questo caso conferma, ciò che più viene reso scarso nell’offerta ideologica è la misura.

*“Rousseau is associated with the view that humanity is naturally good; he is seen as a source of Romanticism and the ‘return to nature’“ A Companion to Contemporary Political Philosophy. Goodin, Petitt 2007. – “There is a new upsurge of primitivism today, imitating that of Rousseau long ago” The betrayal of the West. Ellul J 1978. – “Nietzsche writes: “I too, speak of a ‘return to nature,’ although it is really not a going back but an ascent. … But Rousseau – to what did he really want to go back?” Nietzsche, Philosopher, Psychologist, Antichrist. Kaufmann W 1974. – “Thanks to the Rousseauean myth of the corrupt town as opposed to the innocent country, close to nature” The hour of our death. Aries P 1981.
** Leopardi, Unabomber e altri eversori

@ robsieni: Mai sentito parlare di casi di un singolo dal cui pensiero si sviluppano filoni per certi versi contrapposti ? Destra e sinistra hegeliane, la meccanica quantistica criticata da Einstein che concorse a fondarla. Ma per favore basta con la filosofia. Mi fa venire voglia di dare ragione alla coppia: meglio avere a che fare con cavalli, ciuchini e animali da cortile, che cominciano ad essere più pertinenti loro al caso giudiziario e di cronaca in oggetto che non Nietzsche e Deleuze.

E’ invece rilevante il tema della biforcazione da un unica fonte; del falso dilemma. Della polarizzazione, che questo caso rafforza: o la religione tecnocratica che pratica scempi di bambini e la loro medicalizzazione da sani come “diritto” loro e “dovere” dei genitori; o il culto della vita semplice vicina alla natura che riporta ai tempi di quando la mortalità infantile era elevatissima (culto fatto risalire da tanti, ma erroneamente, a Rousseau…). Prima di parteggiare per gli uni o per gli altri converrebbe contestare la falsa dicotomia tra le due posizioni estreme; chiedersi della sua origine e natura (“genealogia”, direbbe un filosofo; da quali think tank e canali forse proviene, aggiungo sommessamente). Chiedersi della assenza o esiguità nel discorso pubblico di posizioni mediane, e della loro censura. E riconoscere la sua capacità di generare scelte e imposizioni comunque scorrette e dannose, e così argomenti di denigrazione incrociati che vanno in realtà sempre a favore dei poteri massimi.

29 novembre 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi “Vedo un certo sentimento antiscientifico in chi difende stili di vita naturalisti: niente di più sbagliato”

Un esempio di abbaglio ideologico. O un naturalismo – individualista – pericoloso e inapplicabile in massa, o il tecnofascismo che in nome di una “scienza” snaturata due volte, elevata a divinità dalla propaganda e ridotta a prostituta nei fatti, toglie i diritti più elementari, opprime e depreda. L’utopia come unica alternativa all’ecologismo scientista che mentre impoverisce e degrada le persone comuni in nome della salute del pianeta costringe ad iniettare in bambini e adulti sostanze a suo piacimento. C’è da confondersi. L’ Ambrosi che ruota l’artiglieria di 180° per servire la voce del padrone. I magistrati che fanno i castigamatti, come a loro piace, prestando così il fianco agli attacchi su un caso singolo, quando hanno disertato o sono passati al nemico nella Caporetto umanitaria e giuridica del lockdown*. Bisogna respingere il falso dilemma “o gli hippie o la società orwelliana”. Più che nostalgia della natura, o dell’ordine, bisogna provare nostalgia per la misura, per il restare coi piedi per terra, contro le opposte follie, per il rispetto autentico dei bambini. Dei quali al potere non importa se non come occasione per i suoi disegni, mentre non dovrebbero vivere né nei boschi né su internet.

*Children and young people: damning evidence of multiple harms to children by school closures. Hart, 6 nov 2025.

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V. anche:

La fraudocrazia

Piduisti e fabiani

L’orizzontalizzazione

Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura

La santimonia

Le prime osterie etiche

Le frodi mediche madornali

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