Le prime osterie etiche

23 August 2022

16 agosto 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “M5s, Salvatore Borsellino e l’endorsement per Scarpinato: “Non sapevo chi votare. La sua candidatura cambia tutto, scelta coraggiosa””

Negli anni di piombo c’era Prima linea. Oggi la disgrazia sono i Prima osteria. Uno dei principali meccanismi tramite i quali il popolo viene indotto a non esprimere suoi fiduciari, e a lasciarsi invece condurre da emissari del potere, è il farlo fermare – e impuntarsi – alla prima osteria. Cioè al primo apparire di persone o argomenti etici persuasivi. Paolo Borsellino spiegava che non basta non avere avuto condanne penali per essere un politico affidabile. Parafrasando, non basta che sia un oratore superlativo, una persona diversi ordini di grandezza migliore dei brutti ceffi dei partitoni, per votarlo, se si presta a fare da esca a un partito che ha dimostrato di essere una temibile truffa, prendendo voti all’amo come antisistema per poi servire mansueto i peggiori disegni dei poteri maggiori; fino allo sfacelo attuale; e ancora più giù, si prevede. Non basta l’endorsement di una persona rispettabile che sostiene che l’esca redime l’amo. Amo che fa finire nella padella di poteri che manovrano anche la mafia. Poteri che beneficiano dell’epopea di figure autenticamente eroiche, come Paolo Borsellino, per fare sembrare presentabile, con l’alibi della lotta perenne alla mafia, il loro squallido personale politico e delle varie amministrazioni dello Stato. La creazione di un alibi fisso per una classe dirigente asservita ai mandanti andrebbe contata tra i moventi delle stragi del 1992, dei depistaggi e della mancata eradicazione della mafia.

@ morenik. Dal detto popolare “fermarsi alla prima osteria”. La prima osteria etica. Gli esempi sono troppi. Nel mio campo, la medicina, giustissima la volontà di non prolungare sofferenze inutili. Ma il movimento sulla liberalizzazione dell’omicidio del consenziente è una prima osteria: considerando solo il colpo di grazia finale permetterà – e anzi imporrà a tutti – terapie ancora più pesanti a fini di profitto, e le indegnità e sofferenze aumenteranno. (v. Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico; nel mio sito).

Giustissime le denunce di Grillo che hanno portato i 5s all’exploit elettorale (su richiesta di Casaleggio, diedi un contributo anch’io). Ma questa prima osteria è finita come con Napoleone della Fattoria degli animali.

C’è bisogno di dire che la mafia va combattuta ? Ma quella che si vede è per lo più l’antimafia prima osteria. L’antimafia vera, volta all’eliminazione della mafia, è soppiantata dall’antimafia eccezionalista: sono antimafia e quindi posso tutto (v. il caso Montante, non a caso finito con condanne lievi, dati i carboni bagnati di tanti uffici giudiziari, comandi CC, questure, prefetture, tutti antimafia…). In questo caso sostenere un partito di senza merito che serve i peggiori poteri, quelli che all’occorrenza possono mediante strutture apposite usare anche le stragi per imporre le loro volontà.

Bisogna resistere alla tentazione di placare la sete di giustizia bevendo d’istinto.

@ steold. Lei applica un ragionevole criterio euristico. Sul quale si basa la tecnica dei testimonial nella propaganda ideologica e nella pubblicità commerciale; coi relativi inganni. Invece che vantarsene potrebbe farsi venire qualche dubbio sulle sue capacità di discernimento, e sulla necessità di migliorarle.

Es. potrebbe comparare la figura di Scarpinato con quella del 5S Sileri, che ha tolto il lavoro, mentre li insultava, “dovrebbero essere cacciati a calci nel sedere dall’Italia”, a quelli che si sono opposti a inoculi – forzosi solo qui in Mafialandia – che si stanno rivelando più efficaci nel prolungamento dello stato di eccezione covid, contrario agli stessi principi fondamentali che la Costituzione vuole formalizzare, che nel ridurlo.

“Chi ci dà il pane è nostro padre” dicevano i poveri braccianti nell’accettare le angherie di gabellotti e mafiosi: non sfuggo al fascino dei discorsi di Scarpinato, ma mi chiedo come faccia a “ritrovare i valori in cui ha sempre creduto” in chi pratica la stessa concezione a livello istituzionale.

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25 luglio 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Trinchella ” Suicidio assistito, la Consulta: “No all’intervento di terzi per somministrare farmaco, sì a dispositivi comandati da voce e occhi” “

L’autosomministrazione può essere un freno ad abusi. Ma anche un peso in più per il sofferente; e un alibi ipocrita per chi allestisce il suicidio, chi lo induca, chi l’ha permesso.

Il dilemma riflette la falsa impostazione. L’obiettivo è sdoganare forme di omicidio, quindi si considera solo questo rimedio estremo, giustificabile solo in casi rari, per farne una routine. Ignorando i comuni percorsi iatrogeni, lucrosi, che portano a chiedere di essere uccisi; e così favorendoli*.

E’ il contrasto tra “E Johnny prese il fucile” e il more geometrico della fisica. In fisica problemi che appaiono inestricabili si risolvono come per magia astraendo, riducendoli a schemi togliendo dal modello aspetti che nel mondo reale sono preminenti. Imitando la fisica in altri campi si ottengono risultati deviati. Il problema non è quello ridotto di un torso che chiede via Morse di essere ucciso: deve comprendere anche come è stata generata la situazione. Malattia naturale, fatalità. O, spesso, per azione umana, come nel film di Trumbo, che è contro la guerra, e i suoi orrori, non a favore dell’eutanasia. Si dovrebbe prevenire la routine dei casi iatrogeni, centrandosi sul preservare la dignità e minimizzare la sofferenza, dall’inizio e lungo tutto il decorso; contro la carità pelosa dei penosi stiramenti della sopravvivenza anagrafica. La soppressione diretta assimilabile ad un mezzo terapeutico nei rari casi restanti, da blindare.

Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico

@ playzero: I massacri delle guerre servono a fare soldi. E oggi anche la medicina, degenerata in business, e in uno strumento di potere intrusivo nella vita delle persone (v. es.*), ha bisogno di carne da cannone. Di corpi da processare industrialmente, per poi sbarazzarsene col colpo di grazia**. Sono due business rivali; in parte, quando non fanno capo agli stessi leviatani finanziari. Due larghe fette dell’economia in competizione ma affini; non agli antipodi come dovrebbe essere. La medicina è ormai un’economia di guerra travisata. Entrambe si dotano di dottrine giustificative, che fanno appello a declamati alti principi per dare una veste etica ai loro scempi. Ed entrambe, oltre ai venduti istituzionali di supporto, hanno i loro fanatici ed illusi. Che credono nella guerra giusta. O nella favola che queste pressioni per istituire la morte facile siano nell’interesse dei morituri. Entusiasti che non vedono che la guerra la perdono tutti, e che il degrado da omicidio medicalizzato ricadrà su tutti.

*Overdiagnosis: expansion of medical diagnoses into personal realms. BMJ, 7 lug 2025.
**Il riduzionismo giudiziario, cit.

@ playzero: “Qui si parla di legiferare”. Suvvia. Qui si tratta di servire, traducendo docili gli ordini in leggi. Come si sta facendo con la faccia per terra per campare in aria uno stato di guerra e instaurare una corsa agli armamenti. Permettendo sciagure – e focolai di sciagura – come l’Ucraina e Gaza. Necropolitica, nelle due varianti in divisa e in camice bianco (sembra che la scelta presentata al cittadino sia tra queste due fazioni). Legiferare? Di rimuovere barriere etiche e giuridiche che da sempre proteggono dalla violenza? “Tra il debole e il forte, tra il povero e il ricco, è la libertà che opprime ed è la legge che affranca”. Ma voi vi bevete la storiella raccontata dal potere della “libera” scelta. Come se non esistessero interessi e interferenze; su chi è in condizioni di menomata difesa, per di più.

E’ la superficialità della propaganda, che ha il duplice vantaggio di occultare i termini autentici delle questioni e di fare presa con narrazioni false su quelli come te. Ai quali risulta più facile parlare che pensare. Che si stizziscono, “ci giri troppo attorno”, se si gratta la superficie e si fa intravedere la complessità e le magagne occultate. Shallowness rigida, alla quale si dà falsa profondità con la presentazione gaglioffa di casi umani, e accuse di disumanità. Qui per sostenere il nuovo corso omicida.

Brescia, 11 giugno 2026

Procuratore della Repubblica Trieste
Dr.ssa Patrizia Castaldini
ricezioneatti.procura.trieste@giustiziacert.it

Procuratore generale Roma
Dr. Giuseppe Amato
prot.pg. roma@giustiziacert.it

Associazione “Senza bavaglio”
info@senzabavaglio.it

Oggetto: l’accettazione e la promozione da parte di magistrati e giornalisti della misclassificazione dell’omicidio come suicidio riguardo all’eutanasia

“La nostra scienza conserva come in un magazzino i meccanismi intellettuali più raffinati atti a risolvere i problemi più complessi ma noi siamo pressoché incapaci di applicare i metodi elementari del pensiero razionale. In ogni ambito sembriamo aver perduto le nozioni essenziali dell’intelletto, quelle di limite, misura, grado, proporzione, relazione, rapporto, condizione, legame necessario, connessione tra mezzi e risultati”. (Simone Weil. Da: Il libro del potere. Chiarelettere, 2016)

Vi segnalo il mio post “La misclassificazione dell’omicidio in suicidio” https://menici60d15.org/2026/06/08/la-misclassicazione-dellomicidio-in-suicidio/
nel mio sito internet menici60d15.

Vi sostengo che “suicidio assistito” è un misnomer, trattandosi di fatto di una forma di omicidio medico concordato. E’ un omicidio non solo perché l’atto materiale che il soggetto passivamente subisce è attuato da terzi, da medici in ambito medico con mezzi medici; ma soprattutto perché una volta medicalizzato soggiace al potere della supplier induced demand della medicina e può essere quindi eterodiretto. Il potere di convincimento della medicina mediante la manipolazione dell’informazione e l’azione sulle condizioni materiali di salute e sul morale del soggetto, si insinua nella determinazione personale, fino ad essere prevalente. Correggere la stortura semantica, considerare che si ha a che fare con una forma particolare di omicidio, favorisce il giudizio corretto in ambito etico, legislativo, giudiziario.

V. anche nel mio sito: Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico. https://menici60d15.org/2009/06/24/il-riduzionismo-giudiziario-nella-frode-medica-strutturale-il-caso-del-testamento-biologico/

Il Fatto ha censurato l’ultima risposta a un commentatore che mi attaccava. Segnalo lo scambio completo alla Procura di Trieste, che dovrà occuparsi dell’ennesima autodenuncia di Cappato, oggetto dell’articolo de Il Fatto. E al Procuratore generale di Roma Amato, come due anni fa avevo scritto avrei fatto se le censure fossero proseguite, in una mia risposta allo stesso commentatore, sotto l’articolo del Il Fatto “Fine vita, annullata la condanna per istigazione al suicidio al presidente dell’associazione Exit-Italia”, 15 febbraio 2024 (riportato in Il riduzionismo giudiziario, cit.). Nel commento, pure censurato da Il Fatto, osservavo che sotto l’articolo “Il ricorso al fine vita è un diritto, spero che l’Emilia Romagna l’affronti con la dovuta laicità” 13 febbraio 2024” Il Fatto aveva censurato una mia risposta alla derisione di Syrentex, massone dichiarato (riportata in Il riduzionismo giudiziario, cit.), mentre in quegli stessi giorni G. Amato era promosso a Procuratore generale di Roma. Nel suo curriculum essendoci anche la “fulminea”, così l’ha definita Il Fatto, assoluzione di Cappato.

Invio i commenti anche all’associazione di giornalisti “Senza bavaglio”, della quale fa parte l’autrice dell’articolo, Giovanna Trinchella.

La risposta censurata:

“Qui la fallacia è quella del mafioso, il chiamare suicidio un omicidio: “Dio mi è testimone, è lui che si è voluto fare uccidere”. Nel suicidio la volontà predominante è quella del soggetto stesso. Anche nel suicidio bona fide si prevedono e si puniscono spinte di terzi. Con questa medicalizzazione l’atto materiale passa ai medici (l’ipocrisia di obbligare il soggetto a premere l’ultimo tasto è indice di malafede, di volontà di far passare un omicidio per suicidio). Ciò nasconde il passaggio più importante, che anche la decisione è ora pesantemente condizionata dalla volontà di medici, e in genere di terzi in posizione di potere rispetto al soggetto. Che possono agire con l’informazione e sul corpo della persona per influenzare sentimenti e fatti materiali. Con l’etichetta aggregata di suicidio si preme per inserire quanto più l’omicidio nella supplier induced demand, piaga endemica della medicina orientata al profitto e al potere.

Mentre ammettendo apertamente che in alcuni rari blindati casi è accettabile acconsentire a praticare ciò che va chiamato omicidio, si ostacolerebbero abusi e derive perverse.

Invece si scarica la responsabilità sul ricevente. “Consenso” anche quando si costringe agli inoculi covid e “suicidio” anche quando si porta a voler farla finita. Il “suicidio assistito” è un legerdemain giuridico per divenire shareholder della vita altrui e poterne disporne la soppressione. Un violare autonomia e individualità travestito da emancipazione.”

Per lo scambio completo v. La misclassificazione dell’omicidio in suicidio, cit.

Lascio così memoria di come si sta affermando l’omicidio medico. Con un battage mediatico che mentre plasma l’opinione pubblica non tralascia di imbavagliare anche la più tenue voce di dissenso. E con l’appoggio della magistratura, che costruisce una legislazione di fatto, perversa. E che partecipa sia alle attività di propaganda, come quelle di Cappato, sia alla repressione delle voci dissidenti.

L’appoggio dottrinale alla deregolamentazione dell’omicidio in corso appare essere un caso di quella che chiamo “impostura Simone Weil” v. epigrafe. Sensibilissima e lucida, la Weil vide quel largo divario tra capacità teoriche elevate e applicazioni pratiche rozze; che nell’attuale scientocrazia è divenuto strumento doloso di potere. Il sapere alto viene usato per legittimare l’avanzare tesi grossolanamente artefatte. Così eticisti e giuristi nonostante il sapere che li legittima accolgono e propugnano l’ideologismo di marketing del “libero suicidio” invece di svelarne la natura sofistica. I giornalisti di rincalzo tolgono il diritto di replica a chi avendo criticato l’impostura riceve il calcio dell’asino; e danno allo scalciante l’ultima trionfante parola.

L’associazione “Senza bavaglio” si fregia del motto “è tutta un’altra musica” A me pare che sarebbe più adatto il detto “He who pays the piper calls the tune”. Non che riceviate direttamente soldi. Ma appare che giornalisti e magistrati ottengano benefici servendo agende superiori, a danno della cittadinanza, entrambi sia con la manipolazione dottrinale, sia con la propaganda, sia con la repressione del dissenso.

Francesco Pansera

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Vedi anche:

I nuovi eccezionalismi

La misclassicazione dell’omicidio in suicidio

Il magistrato-magistrato e il magistrato-usciere

Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico

I preti verdi e altri inverter morali

Il fuorigioco etico

La mistificazione importanza/rilevanza

I rintocchi funebri del marketing medico

La decenza precede la santità

Quando è Pietro che si associa a Simon Mago

La santimonia

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

Le pubbliche virtù delle ambulanze e il postulato di sacralità delle pratiche mediche stabilite

La raffinazione della paura

Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche

Anche il CSM interviene su Alfie

La piaga del sessantottismo

I nemici vicini

Preghiere esaudite. Le cure compassionevoli nella medicina usuraia

La libertà di cura libertà che opprime

La polarizzazione gesuitica

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

Attenti a Scilla

ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato

Ndrangheta e privatizzazione della sanità

I professionisti della metamafia

L’ ipomafia

Le false dicotomie della falsa democrazia

Le frodi mediche madornali

 

 

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