2 dicembre 2017
Blog de il Fatto
Commento al post di G. Amendola “Ilva, in una lotta tra inquinati non ci possono essere vincitori”
Dall’alto del monte Olimpo, il Magistrato osserva con compassione i mortali che si dibattono intrappolati nelle pene della condizione umana. Ma è solo una “lotta tra inquinati”, secondo la narrazione costruita dai magistrati? Non sono in gioco anche altri fattori, primari e più forti, dati da grandi interessi economici? I magistrati intervengono imperiosamente a fermare l’Ilva dal 2012, quando è in corso la deindustrializzazione del Paese. Non erano con gli altri responsabili della “vergogna nazionale” nei decenni precedenti? Così come allora si “tenevano gli occhi ben chiusi” su questa esternalità negativa dell’industrializzazione, le conseguenze dell’esposizione a sostanze nocive, oggi si è omertosi e complici sul nuovo corso e i suoi danni: la medicalizzazione, che invece della bugia del silenzio si giova della bugia dell’esagerazione, degli allarmi smodati sul rischio di cancro e altre malattie. I laminatoi vengono sostituiti dai mammografi. Sul nastro trasportatore non più billette, ma corpi. I magistrati non stanno contrastando questa conversione industriale, ma aiutano la suggestio falsi che la sostiene; e, posso testimoniare, anche la suppressio veri. Trovandosi a lavorare per il potere insieme a forze piduiste.
@ Traurig. La casta mafiosa e corrotta, i sindacalaidi, gli amici della parrocchietta e capitani coraggiosi che rubano i risparmi di pensionati e famiglie sono in un elenco del quale fa parte anche la tua categoria, che a mio parere è da accostare per gravità alla mafia e al terrorismo come strumento nefasto di potere a danno del Paese: i sessantottisti, che servono chi sta ancora più su del generone italico con temi pseudoprogressisti. E tutti insieme andate avanti a spese degli onesti. Nel loro servilismo, nella loro vigliaccheria, nel loro torpore mentale, i sessantottisti si sentono insultati da discorsi che non ricalchino la dottrina preconfezionata; e quindi legittimati a rispondere con l’insulto, ritenendosi inoltre superiori al dovere di argomentare. Un aspetto di questa piaga, il sessantottismo, in questi anni è la magistratofilia: la “Magistratura” sarebbe esente da errori, pavidità, compromessi col potere, corruzione. Il caso ILVA ha affinità con Tangentopoli, dove pure lo svegliarsi al momento giusto della magistratura, e qualche colloquio con diplomatici USA a quanto si riporta, ha orientato il Paese verso la china desiderata. Per i progressisti dei miei stivali la magistratura, che da che mondo è mondo è strumento del potere, farebbe eccezione: sarebbe una forza “buona”, come loro, a priori. Dimmi chi ti loda e ti dirò chi sei. Sulle marmotte non dico nulla essendo contrario a discutere con chi riporta casi aneddotici personali.
@ Traurig. Sì, il sessantottismo, strumento delle “distruzioni creative” del liberismo, per me è uno dei grandi mali del Paese, misconosciuto (autori di riferimento: Orwell, Lasch, Michea, Pasolini). Ed è, data la portata dei suoi effetti negativi, e data la natura burattinesca, cioè manovrata dall’alto coi fili, accostabile a mafia e terrorismo. E’ una forma speciale del diffusissimo tipo italiano, il vassallo. Che si trova un potere da servire per fare il signorotto sui suoi pari. Nel sessantottismo più o meno consapevolmente si seve il potere indossando panni “antisistema”, e così in più si fa bella figura, passando per coraggiosi combattenti. Basti vedere lei, che prima si scaglia contro di me, e poi “mi ricorda” che siamo occupati e c’è la VI flotta. Che crede di essere a posto misurandosi col peggio. La “LEGALITA’”, ad indossarla come in un vorticoso spettacolo di trasformismo, alternandola a fasi di immobilità da iguana al sole, sono le “forze vive” come la sua. C’è anche la legalità delle bande di criminali (Platone). E’ un valore derivato: dipende dai principi sui quali si basa. Es. se sviluppa i principi di libertà e decenza, che dovrebbero portare a fare meno gli Zampanò contro un connazionale senza padrini che esprime tesi non allineate, e ad essere meno Gelsomina, meno passivi, meno filosofici, meno gattopardeschi, verso i poteri occupanti dei quali si è così solerti nell’indovinare e servire le volontà. Una forma di intuito della quale sono ben provvisti anche i magistrati.
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2 dicembre 2017
Blog de Il Fatto
Commento al post “Eleonora Bottaro rifiutò la chemio e morì di leucemia: genitori prosciolti dall’accusa di omicidio colposo”
Il Commissioner della FDA Gottlieb ha appena dichiarato che la FDA favorirà l’approvazione accelerata di antitumorali, rendendo sufficienti i famigerati “surrogate endpoints”; e gli studi a braccio singolo, che come validazione sono un riportarsi a prima di Galilei. Alla faccia del “metodo scientifico”, che i bigotti dello scientismo portano in processione come la statua del santo locale.
Le bottigliette di “Yacult” sono pubblicizzate con lo slogan “scienza non magia” aggiungendo “una bevanda mistica, dal gusto misterioso”. Un piccolo segno di come il business stia obbligando la scienza a ricongiungersi nell’immaginario – e di fatto – alla magia che la partorì secoli addietro. La scienza come magia più potente delle altre. Il pubblico può scegliere tra la magia tradizionale dei deliri alla Hamer e quella hi-tech delle frodi di alto bordo della deregulation di Gottlieb. I Ponzio Pilato permettono al popolo, lavandosene le mani, di scegliere tra Barabba e Giuda Iscariota. Quello che non si può avere è una medicina da cristiani, onesta, e quindi affidabile, che eviterebbe sia il rifiuto delle cure, sia la fede mal riposta in farmaci “scienza non magia”; sia le illusioni e le trappole a volte mortali della “libertà di cura”, la tipica “sessantottata” che sembra antisistema e invece è ciò che il business vuole.
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18 dicembre 2017
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Amendola “Verdi alleati del Pd? Non basta una lista a far diventare ambientalista Renzi”
E se non ci fosse da stupirsi? E se i Verdi e il PD non fossero che rami diversi della stessa famiglia politica, funzionali sotto mentite spoglie a disegni di larga scala del potere, e che non hanno quindi difficoltà ad allearsi nel servaggio, e nella mistificazione a favore del primato del profitto? Se l’ecologismo politico fosse un’ideologia per rendere più forte l’assoggettamento e lo sfruttamento, come osservò il marxista Paccino (L’imbroglio ecologico, 1972)?. Se fosse un antiumanesmo, come sostiene il clericale Larcher (Il volto oscuro dell’ecologia, 2004)?. Se fosse un elaborato giro retorico che finisce per difendere le feroci leggi del mercato, le leggi della predazione animalesca e spietata, come scrive il teologo luterano Turke? (Violenza e tabù, 1991). E se l’ecologismo come programma etico fosse la permutazione perversa di una gerarchia di giusti valori, come ha scritto Piero Chiara (che era massone): “La prima delle battaglie ecologiche deve riguardare l’animale uomo. Il resto, come la difesa […] dell’ambiente naturale [..] verrà da sé e si troverà salvo se sarà salvo l’uomo con le sue peculiarità, con l’unicità della sua faccia e della sua coscienza”.
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17 gennaio 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post “DJ Fabo, Pm: “Assolvete Cappato, nessun ruolo esecutivo. Dignità è poter essere uomo e autodeterminarsi”
Le affermazioni della PM Siciliano sul caso particolare di DJ Fabo sono moralmente rispettabili. Il problema è quanto non considera nella sua perorazione generale, sui media, del diritto al suicidio assistito. Il magistrato presta l’autorevolezza del suo ruolo ai cantori della morte a richiesta nel farne soltanto una questione di diritti umani. Dove la malattia, a volte di concerto con le cure, si accanisce, e crea “l’uomo incrodato”, crea una situazione di agonia cronica, l’interruzione attiva delle residue funzioni vitali può costituire l’unico rimedio, l’unica difesa della dignità umana, e della stessa salute intesa in senso lato. Ma l’eutanasia risponde anche all’interesse di sopprimere persone e pazienti in base a criteri economici. E addirittura in base a incentivi finanziari. Come mostra il caso del Liverpool Care Pathway in UK. “Sparatevi Breda” scrisse M. Marchesi. Un magistrato, a contatto professionale con la miseria umana, e quindi anche con l’arte di spacciare per aiuto il sopruso, non dovrebbe nell’appoggiarlo pubblicamente ignorare l’ambivalenza e il possibile uso perverso di un nuovo principio etico. I magistrati seguono il flusso culturale imposto dal business e gradito al popolo, che al pretesco celebrare il digrignare di denti per il dolore sostituisce l’occultamento della condizione umana, fornendo sia lo schermo delle false promesse di immortalità da cure miracolose, spesso fonte di sofferenze non necessarie, sia quello dell’abbattimento zootecnico.
@ Pot. Non so molto della genealogia culturale del suicidio e della soppressione dei malati, ma mi pare che, mentre storicamente è antica, precristiana, la concezione della liceità – non il “diritto”, termine ormai degradato – del suicidarsi, dell’uccidersi da sé, sia piuttosto nuova l’idea del comprendere tra le cure mediche il farsi dare la morte, come evenienza di routine, e alla fine come servizio fatturabile. “Cantori della morte a richiesta”, perché chi si profonde in questa battaglia “di civiltà” a mio parere usa toni trionfalistici ed esibisce una sicumera giustificabili da una causa migliore di quella del legalizzare ed espandere ciò che finora è stata una estrema, mesta, ratio. Forse lo scarso entusiasmo del quale mi accusa deriva dalla consapevolezza delle pressioni economiche, antiumanistiche, di cui ho detto, verso questo bel progresso, e dal vedere ogni giorno come la medicina calpesti la dignità dei malati nello stesso taciuto perseguimento del profitto con cure non necessarie*; nell’indifferenza o nella complicità di quelli che si accalorano per portare l’efficienza del suicidio agli stessi alti livelli generali di civiltà della nostra società. E nella foga, sbadatamente, aprendo la strada all’omicidio mascherato.
*Mandrola J. In defense of less-is-more. Medscape, 9 gen 2018.
@ pappacci. Sono temi pesanti; mi pare che lei abbia un’acuta reazione di difesa. Il libero arbitrio? Basta un buchino nella dentina, o una pietruzza in un uretere, per spazzare via questo elaborato capitolo dei trattati di filosofia. Per non parlare di quando le metastasi rosicchiano incessantemente le ossa o una malattia neurologica trasforma il corpo in un manichino. La responsabilità dell’assistenza, che può includere il convenire di usare come terapia l’interruzione delle funzioni vitali, non può essere scaricata sull’assistito immaginandolo come una sorta di superuomo padrone di sé stesso. Il mondo reale, con le terapie truffa vendute col ricatto della speranza, c’entra eccome. Lo sa quanti casi ci sono di “nessuna possibilità di miglioramento”? La campana non suona solo per i casi rari, come DJ Fabo, selezionati, ritagliati per sostenere la tesi che è bene rilasciare una liberatoria per farsi sopprimere, ma per quelli quotidiani. Per un Welby, un DJ Fabo, ci sono es. tanti malati terminali che vengono curati con la chemio, inutilmente e a loro danno*. Si potrà dare loro comodamente il colpo di grazia, togliendoseli dai piedi dopo averli usati come supporti per cure aberranti, facendolo passare per una scelta del paziente, alla quale si è acconsentito per alti motivi. Proseguendo con l’applicare le espressioni in malafede* della medicina commerciale.
*Mulcahy N. Palliative Chemotherapy Is ‘Disingenuous Term,’ Says Critic. Medscape, 5 marzo 2018.
@ RiccardoAlasia. E’ questo il bello del sessantottismo, cioè del supportare tesi che sembrano progressiste e invece sono al servizio delle forze di sfruttamento: permette di sembrare eroici mentre si serve. Permette ai mosci di atteggiarsi a forti. Ai fifoni di fare gli spadarotta. E di sfogarsi assestando il calcio dell’asino. Vada a sgambare in attesa del nuovo input dei radicali. O dei magistrati come la Siciliano, che ha eccitato animi come il suo sollevando il pathos della corazzata Potemkin: quello dello strumento di dominazione che passa invece a difendere i deboli. Ma a ben vedere, invece che all’immagine dei cannoni della corazzata dello zar che i marinai puntano sui cosacchi dello zar che stanno massacrando donne e bambini sulla scalinata di Odessa, la situazione è più simile a quella del voltafaccia al processo di Otello Celletti ne “Il vigile”. Non perda tempo con me, e galoppi a soccorrere qualche altro vincitore.
@ RiccardoAlasia. Ciò su cui lei salta a piè pari, con l’aiuto di qualche battito d’ala, è un cumulo di monnezza. Quando ha finito di fare chicchirichì dal suo pulpito, cerchi, invece di occuparsi della mia ventilazione, di abbassare di qualche torr la pressione dei gas dei quali è gonfio.
@ RiccardoAlasia. Alla buon ora. Un addetto di una partecipata presieduta da un cattedratico con esperienze oxoniensi ha già provveduto al consueto spernacchiamento. Certo che in Lombardia i magistrati possono contare sull’appoggio della parte più vibrante della società civile.
@ Pot. Ci sono due medicine. La medicina-servizio fa il miglior interesse del paziente. Non crea situazioni trappola che inducono a chiedere la morte. Quando queste si presentino spontaneamente si trova in effetti davanti al dilemma di quando si possono recidere i brandelli che tenendo attaccata la persona alla sopravvivenza biologica le causano sofferenze atroci. La medicina-business massimizza il profitto, facendo danni pur di vendere prodotti e servizi, e può essere lei la causa delle situazioni che spingono a chiedere la morte. Nelle sue mani, l’omicidio consensuale è un’arma in più; può sia favorire trattamenti inutili che provocano gravi sofferenze sia essere applicato con criteri zootecnici.
Oggi regna la medicina orientata al profitto. Il suo quadretto è uno spot di questa medicina: morire facendosi uccidere è una cosa naturale e accettata da tutti, per fortuna fornita dai medici, che sono umani e sensibili, ma ostacolata da norme inspiegabili e strane sul non uccidere, e dagli affetti da una patologia fobica, che, non curati, agitano i fantasmi di abusi, causando danni terribili ai normali.
La medicina commerciale trae il suo potere dalla nostra tendenza a considerare e immaginare, come meccanismo di difesa, solo gli aspetti positivi e nobili dell’intervento medico. La reale emancipazione proverrà dal divenire capaci di guardare anche i lingotti d’oro sanguinosi che oggi sono sull’altro piatto della bilancia.
@ RiccardoAlasia. Meno di 24 ore, e il gas si è già riformato. Mi spiace, non posso fare più nulla per lei.
@ RiccardoAlasia. In effetti a intrattenermi con lei comincio a sentire il disagio che si prova stando al bordo del vacuo più del necessario. La vertigine sonnolenta data dal piatto, da ciò che non ha profondità.
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15 febbraio 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post “Marco Cappato, la Consulta depenalizzi l’aiuto al suicidio per motivi umanitari”
Abele. Il suicidio tramite terzi allontana lo spettro del fare la fine della vittima del racconto di Poe “Il barile di Amontillado”. Magistrati e politici illuminati e coraggiosi stanno conducendo una battaglia di civiltà.
Caino. E’ arrivato l’ordine: legalizzare l’eliminazione di persone in base a criteri economici. Media, radicali e magistrati, sensibili ai voleri atlantisti, si sono messi all’opera. Si mostrano casi particolari come questo di dj Fabo dove la soppressione delle restanti funzioni vitali è eticamente difendibile e una deroga, rigidamente circoscritta, ridurrebbe lo sconcio di sofferenze prolungate. Si tace sul vero obiettivo, la massa di vecchietti e malati gravi di ogni età – inclusi sani resi malati dalla medicina – da sfruttare per vendere cure fraudolente inefficaci o nocive e poi buttare come limoni spremuti. In USA ora si criticano le speculazioni commerciali ($3000) sul PAD, physician assisted dying. Da noi si ignorano rozzamente gli interessi e le condizioni che costituiscono l’imbuto che conduce a “scegliere liberamente” il suicidio sostituendolo con un fantoccio, lo “Homo juridicus” padrone delle sue scelte. L’immagine implicita di questi festeggiamenti per la morte facile è quella di Casper del viandante solitario che osserva dall’alto della cima il mare di nebbia. Per molti l’immagine appropriata sarà quella di un insetto che finito nella corolla a imbuto di una pianta carnivora si dissolve al suo fondo, poco importa come.
@ Dada Cinnok. Sì, siamo figli di Caino. Riconoscerlo può aiutarci a limitare e superare la nostra natura; e a non abboccare a tante predicazioni di amore, bontà, santità, incluse quelle in salsa “laica”, come questo brillante diritto-dovere di aiutare gli altri ad andare a morire ammazzati. In modo da raggiungere e mantenere una convivenza civile, dove non vigano sotto cosmesi etiche, ideologiche e giuridiche le leggi di Caino. Una società basata sulla decenza, che è il minimo accettabile, e salvo casi fortunati anche il massimo cui si può ragionevolmente puntare.
@ Angle. I figli del fratello che ha prevalso assassinando il fratello e ha così diffuso la sua progenie non sono tutti uguali; allora bisogna anche considerare come è distribuita nelle varie componenti della popolazione la loro diversità. Dato lo stratagemma di presentarsi come discendenti dello zio si dovrebbero inoltre comparare due distribuzioni di frequenza, quella apparente e quella reale.
@ Angle. Ah, lei intende in senso letterale. Dio, il Dio il cui nome ricorre spesso nei discorsi dei suoi portavoce, e Satana, se posso usare i vostri termini, hanno in comune questa narrazione della lotta tra bene e male, tra good guy/bad guy, angeli e demoni, santi e scellerati. Quanti fascismi ho visto dietro all’antifascismo, quanto piduismo, la mafia di Stato, dietro all’antimafia, quanta “eversione dall’alto” (cit.) dietro all’antiterrorismo, empietà contro l’Uomo dietro a parole di fede in Dio. Quanta propaganda pro frodi mediche dietro all’antidoping, barbarie di ritorno dietro a battaglie di civiltà come questa del suicidio a domanda, frodi tecniche dietro alla lotta alle ciarlatanerie delle cure alternative. Così, sarà Dio, sarà Satana, quando sento proclamare applicazioni del binarismo bene/male mi chiedo se provengono da quella minoranza di brave persone o dal solito lupo che s’è mangiato la nonna, ne indossa la cuffia e aspetta Cappuccetto Rosso.
@ Angle. L’expertise dei preti sul mondo terreno è straordinaria. E’ stolto credere, come si dice spesso, che, siccome li sostiene la Chiesa, allora si tratta per forza di principi retrogradi e dannosi. D’altra parte, ci si può trovare su posizioni convergenti per motivazioni e finalità diverse. Es. il rispetto della dignità umana vs. il potere che deriva dallo stare in piedi davanti a chi è messo in ginocchio dalla sofferenza. Inoltre il clero è immerso nel business biomedico, per nulla santo, al quale questo liberalizzare – e privatizzare – le cesoie di Atropo è funzionale.
Si fa presto a dire di essere parte di una istituzione Santa. Da bambini, quando dicevamo cosa volevamo diventare da grandi, c’era sempre il più furbo che diceva, invece che il pilota di caccia o il dottore, “il miliardario”. Ma il miliardario non è un mestiere o professione, è un risultato eccezionale. Analogamente questo attribuirsi a priori una “Santità” pare una furbata per bambini. E ancor più col distinguo tra contenitore soprannaturale e contenuto umano. Poi si può credere di essere qualsiasi cosa, e indossare i paramenti più sfarzosi o le vesti più dimesse; ma per me se si vuole essere riconosciuti come interlocutori certo non santi ma credibili, qualunque abito si indossi e intenzione si professi bisogna dimostrare una robusta decenza, cioè il non scendere sotto il livello che comporta il rispetto sostanziale degli altri.
@ Angle. Non dubito che, come per altri gruppi criticati e criticabili – comunisti, fascisti, massoni, pregiudicati etc. – tra i cattolici e nel clero vi siano singoli individui di valore. Anche perché alcuni penso di averli conosciuti, di persona o tramite gli scritti. Ma lei trasfigura una realtà prosaica. Del resto è questa la vostra arte, di operare anagrammi e sciarade sulla realtà per ricomporla in un significato diverso, talora opposto.
@ Angle. Non si dovrebbe citare Dio, usandolo come un “jolly”, per ciò che è spiegabile in termini terreni. Cappato lavora per il liberismo. E quelli che calano “Dio” in continuazione? Lei dice che loro sono doppiamente contrari. A me pare siano contrari a metà. La regolazione delle morti è imposta dall’economia liberista, e il clero sa che chi si mette dalla parte del più forte campa 2000 anni. Serve al business biomedico, alla medicina dei guadagni di Borsa stratosferici, che ha resuscitato sotto il manto dello scienziato forme di magia naturale e promesse di salvezza ancora più arcaiche della novella cristiana. Un business stregonesco tinto di sangue col quale anche il clero si arricchisce. Per di più, la gente, mentre crede che pozioni e gizmo tecnologici la manterranno sempre in forma, si affretta ad accettare che si tiri la spina alla prima prospettiva di soffrire. Così i preti si limitano a un “lip service”. Peccato, perché c’è un clericalismo che specula sul dolore, ma c’è anche una filosofia cristiana che potrebbe dare un contributo positivo, educando a una visione di vita più sobria e forte; a non credere né alle promesse di immortalità terrena, né alle paure e minacce di tormenti degli imbonitori. Potrebbe indirizzare molti sulla strada per affrontare, senza sfuggire – né pretendere di risolverla – la condizione umana.
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26 febbraio 2018
Blog de Il Fatto
Commento la post “Biotestamento, Saviano con la compagna di Dj Fabo: “Pretendere dalla politica la possibilità di scegliere””
J. Kane*, medico, sostiene che in USA l’epidemia di morti per overdose di oppiacei copra un’epidemia di suicidi da disperazione. Lì il business, in nome della lotta al dolore, e aiutandosi con le mazzette, sta facendo soldi stimolando i suicidi. Il caso di dj Fabo è l’eccezione umanitaria scelta apposta; una estetizzazione mediatica, con tanto di sequel con la fidanzata, che copre lo sfoltimento della popolazione di malati comuni in base a criteri economici. Saviano, il cantore dei camorristi come samurai invincibili, mostra sia il Male Assoluto, sia la luce vindice della ragione e della civiltà. Il politically correct funziona così. Fifa blu da un lato, l’equivalente culturale e politico del junk food dall’altro. Ascoltatelo Saviano. Anche perché con l’incremento di cure oncologiche vere per diagnosi tarocche di cancro da sovradiagnosi che ci sarà con gli allarmi suoi, quelli del 31enne senza titoli candidato premier, quelli del circo al completo degli altri politici e degli opinionisti accreditati, e dei poteri dello Stato a partire da quelli che sarebbero la parte di cui fidarsi, firmare la liberatoria per farsi abbattere quando ridotti a un rottame ingombrante, e non più redditizio per le lucrose frodi mediche alle quali si è fornito il proprio corpo, sarà in effetti l’unica cosa che si potrà pretendere. * There’s no easy way out of the opioid epidemic. Feb 2018.
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21 luglio 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Musolino “‘Ndrangheta, scoperti a Vibo Valentia i “giardini segreti” della cosca Mancuso: sequestrate 26mila piante di marijuana”
La droga e la mafia sono casi della differenza tra il negativo e il proibito. Come la mafia, la droga è nella cultura dominante il negativo, stigmatizzato e formalmente avversato; ma non è davvero proibita, cioè espulsa dal sistema, nonostante la repressione dia lavoro a tanti. Ora viene in parte sdoganata dalla posizione negativa. E’ in corso una liberalizzazione della cannabis nel mondo occidentale. A parte la dannosità degli effetti farmacologici per sé stessi e per gli altri, le conseguenze sul piano sociale e politico saranno di degrado, con sudditi fumati invece che cittadini ben svegli e partecipi. Nei casi di negativo non proibito, strumenti di controllo e oppressione, lo Stato favorisce con una mano ciò che con l’altra combatte. Una doppiezza palpabile in Calabria, ma ugualmente presente in forme diverse in regioni che godono di migliore fama, che permette tante giocolerie. Anche a danno di ciò che al contrario è nominalmente positivo ma di fatto proibito, come la denuncia del crimine nelle sue forme istituzionalizzate.
@ SoloBol. La cannabis può essere una pozione per fare stare al loro posto i sudditi più leggera dell’alcol. Ma appartiene alla stessa famiglia, quella della cultura dell’uso di sostanze psicotrope come aiuto esistenziale; uso che è anche una catena. E’ una cultura individualista di fuga e dipendenza. C’è chi nasce facilmente sviabile e pilotabile, e in effetti non c’è molto bisogno di stordirlo con la droga: sono decenni, dal ’68, che vedo gente che fa disastri facendo docilmente ciò che vuole il potere, quando il potere presenta i suoi indirizzi come atti alternativi, libertari, critici, disobbedienti, radicali, antisistema etc. Ai giovani consiglio di leggere “La cultura del narcisismo” di Lasch e gli scritti di JC Michea sulla “alienazione progressista” del liberismo, autori dalle posizioni piuttosto lontane da quelle degli “uomini d’ordine”, prima di accogliere l’invito di Lucignolo a salire sulla diligenza per il Paese dei balocchi. Certi Lucignolo sono a libro paga di Mangiafuoco.
@ SoloBol. Ti meravigli che prima sia stata rigidamente proibita e poi venga esasperatamente promossa? Scusa per gli autori “difficili” (parlavo a chi deve ancora scegliere, non a te), ma il Gattopardo lo hai sentito nominare? In USA c’è un medico, Gupta, che da proibizionista ora è passato di botto a sostenere con manipolazioni grossolane l’uso della marijuana come cura alla – criminale – epidemia di oppiacei. Quello che non mi va bene sono i toni salvifici e i falsi (la cannabis può dare forte dipendenza) intonati a comando del potere. In campo medico sta venendo descritta come l’acqua di Lourdes; senza dati validi. Non mi va bene la cultura della droga; l’affondarsi nel proprio divano e lasciare fare alla chimica dei recettori. Questa retorica piagnucolosa e bambinesca per la quale una crisi psicotica da cannabis non conta perché ci sono quelle da alcolismo. Per la quale se a venirti addosso con l’auto è un accannato, eh, ma gli incidenti causati da ubriachi… Quanto a logica, della quale ti vanti, non ho voluto infierire pensando che fossi sotto l’effetto della tua erbetta. Mi dici che non fumi da 3 settimane. Penso a che numeri devi fare quando sei carico, allora. Le tue sparate, da ubriaco al quale si minaccia di togliere bottiglia e bicchiere, mostrano gli effetti sociali e politici deleteri degli stati mentali alterati per uso “ricreativo” in soggetti che già da sobri non sono mentalmente ben saldi sulle gambe.
@ SoloBol. L’assunzione di droghe non influisce sulla guida, dici. Hai avuto un’illuminazione in una delle tue immersioni nel divano? L’uso da imbecilli di una sostanza che rende ancora più imbecilli dovrebbe dipendere esclusivamente dall’intelligenza del soggetto; dì la verità: peyote? Per gli etilisti il vino se è buono non fa mai male, per i pistoleri una pistola è solo uno strumento, dipende da come lo si usa. Quale “conforto”? Puoi intossicarti come ti pare. Ma non dovresti fare il piazzista del nuovo business: la tua negazione di pericolosità intrinseca verso gli altri dell’espansione dell’uso di sostanze psicotrope è un misto di disonestà e immaturità. L’insistenza su una tua personale superiorità è rivelatrice e patetica. Prova a smettere di prendere il tuo ombelico come centro del mondo, prova a smettere di ragionare in termini di “io qui”, “io là”. Ma perché dovresti farlo? Sei un esempio, intellettualmente e moralmente, di c. (cittadino) adatto al nuovo corso. Stai dalla parte giusta. Ciao, ma torno a chiedermi quali concetti emetterai con le canne se ragioni così anche senza.
@ SoloBol. Addio. Torna a innaffiare.
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27 agosto 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post “Nave Diciotti, il presidente dell’Aifa Stefano Vella: “Mio governo ha negato cure, dovevo dimettermi””
Vella è un grand commis di quella medicina industriale che, obbedendo a logiche di profitto, sovratratta quando non ce n’è bisogno e trascura chi è malato davvero*. Molti interventi medici proposti assiduamente non sono necessari, e sono dannosi; mentre quando si avrebbe bisogno di assistenza e cure mediche si deve bussare col cappello in mano per ricevere trattamenti spesso inadeguati. Le omesse cure della medicina commerciale non scuotono Vella; che inoltre commette sul piano medico lo stesso errore etico del confondere tra individuo e popolazione. Curare i singoli è cosa diversa dal tutelare la salute della popolazione; come aiutare i derelitti del mondo è molto diverso dall’esasperare il caso, microscopico rispetto al totale, selezionato dai media per ragioni politiche. Si potrebbe chiamarlo l’errore della gattara, che stravede per i suoi micini e ignora il resto del mondo. Speriamo che chi gli succederà sia invece adeguato a compiti di sanità pubblica.
Tra i vari moventi del plateale sbocco di indignazione probabilmente c’è anche l’aiuto all’espansione del business medico con l’immissione degli immigrati nel pool di pazienti. Lo stracciarsi le vesti per gli imbarcati oltre alla violenza nei nostri confronti dell’immigrazione forzosa copre anche la violenza nei confronti degli stranieri della medicalizzazione distorta e a fini di lucro.
*McCartney M. The patient paradox. Why sexed up medicine is bad for your health. Pinter Martin 2012.
@ Danilo Fiore. E’ come dire che Peppino Impastato lavorava per Totò Riina, siccome attaccava Badalamenti del quale Riina era nemico.
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25 febbraio 2019
Blog de Il Fatto
Commento al post “Taranto, marcia in ricordo di bimbi morti. Arcelor: “Con voi, bandiere a mezz’asta”. Rabbia in Rete: “Ridicoli, spegnete tutto”
Un aperto patrocinio ad un’altra delle tradizionali marce contro il potere volute dal potere. “Al momento di marciare / molti non sanno / che alla loro testa marcia il nemico./ La voce che li comanda / è la voce del loro nemico.” (B. Brecht). I cittadini che ieri obbedienti non vedevano l’inquinamento e che oggi vedono obbedienti solo l’inquinamento, e obbedienti lo elevano a peste nera, stanno marciando obbedienti coi loro figli in bocca ai lupi del business dell’industria dell’oncologia, che è libera di perseguire il profitto a danno loro come lo era ieri quella dell’acciaio. Marciano per la riconversione, necessaria per il potere finanziario, dalle troppe siviere da centinaia di tonnellate alle fiale da centomila euro spacciate per miracolose. I gattopardi, che non rischiano conseguenze serie, eccitano e incanalano la “protesta”; e con essa la paura, che spinge la gente verso le tagliole della medicina industriale. Un’industria che genera profitti superiori a quelli dell’industria dell’acciaio; e non teme crisi da sovrapproduzione, creando più condizioni di malato di cancro che guarigioni autentiche. Questa marcia coi paraocchi favorisce ciò che si crede di combattere, il profitto dei pochi a danno della salute e del benessere dei tanti.
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4 marzo 2019
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Gentilini “Se i tumori dei poveri sono più aggressivi di quelli dei ricchi”
Uno stato di povertà porta a peggiore salute. Ma nel liberismo paradossalmente i ricchi, consumatori dei rituali della “prevenzione” con screening, risultano più affetti da tumori, da sovradiagnosi (1); non essendo veri cancri danno luogo a “guarigioni” spurie (2); facendo sembrare al confronto più aggressivi i cancri dei poveri, che sono in maggior proporzione cancri veri; come quelli del Sud, dove si fanno meno screening (“Il tumore, al Sud, è “più maligno”” si intitola un pamphlet del 1997). Il neoliberismo fa chiedere agli svantaggiati non tutela della salute tramite migliori condizioni socioeconomiche, come sarebbe giusto; ma più cure, facendo credere che sia la spesa medica a dare la salute (3), e incoraggiando vittimismi e fantasie (4). Seguendo i pifferai del politically correct i poveri perderanno l’involontario vantaggio, già notato da Illich, di essere “risparmiati dagli aspetti più sinistri della medicina iatrogena”, e verranno riportati al loro posto come carne da cannone per il business biomedico.
1 Welch HG et al. Income and Cancer Overdiagnosis — When Too Much Care Is Harmful. NEJM, jun 8 2017.
2 Welch HG et al. Scrutiny-Dependent Cancer and Self-fulfilling Risk Factors. Ann Intern Med 2018. 168: 143.
3 How much is medical care “worth”? The tricky question of value. Lown Institute, feb 21 2019.
4 Vittici C. Hanno tolto le supposte agli operai ma i ricchi continuano a mettersele. 1997.
@ milhoud. Grazie. Mi occupo di queste cose, cioè del divario tra la nostra necessità di rappresentare le questioni sulla salute in maniera semplice e certa e la complessità, e le manipolazioni, sottostanti.
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14 aprile 2019
Blog de Il Fatto
Commento al post “Greta Thunberg in Italia: incontrerà Papa Francesco. “La crisi climatica non va in vacanza. Neanche noi””
Con l’ecoliberismo si può dare la veste nobile dell’austerità all’impoverimento dovuto allo sfruttamento. Si può usare il tema ambientale come leva politica, si possono aumentare i profitti, es. spingendo o obbligando a cambiare auto o spingendo a varcare da sani le porte dei reparti di oncologia con la paura del cancro. Si può dare sfogo al malcontento per il sistema economico liberista, evitando che venga messo seriamente in discussione. Che la predicatrice della nuova religione sia una bambina, e che vada d’accordo col papa, il capo dei professionisti dell’infantilizzazione delle masse a favore del potere, con la UE di Strasburgo, con Maria Elisabetta Alberti Casellati, indica quale genere di “protesta contro il sistema” quelli che comandano stanno stimolando. Chi non è d’accordo sulla necessità di contrastare il degrado ambientale? Ma il primo inquinamento è quello dei temi etici, usati come passepartout per introdursi nelle coscienze, controllarle, e continuare ad abbuffarsi e insozzare a danno del pianeta e della maggioranza dei suoi abitanti.
@ sianpain. Con l’ecoliberismo si può dare la veste nobile dell’austerità all’impoverimento dovuto allo sfruttamento. Si può usare il tema ambientale come leva politica, si possono aumentare i profitti, es. spingendo o obbligando a cambiare auto o spingendo a varcare da sani le porte dei reparti di oncologia con la paura del cancro. Si può dare sfogo al malcontento per il sistema economico liberista, evitando che venga messo seriamente in discussione. Che la predicatrice della nuova religione sia una bambina, e che vada d’accordo col papa, il capo dei professionisti dell’infantilizzazione delle masse a favore del potere, con la UE di Strasburgo, con Maria Elisabetta Alberti Casellati, indica quale genere di “protesta contro il sistema” quelli che comandano stanno stimolando. Chi non è d’accordo sulla necessità di contrastare il degrado ambientale? Ma il primo inquinamento è quello dei temi etici, usati come passepartout per introdursi nelle coscienze, controllarle, e continuare ad abbuffarsi e insozzare a danno del pianeta e della maggioranza dei suoi abitanti.
@ area 51. Sapesse quanto sono stufo io di vedere dei vecchi criminali che manovrano dei giovani smidollati.
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24 giugno 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Ercolani “Montanelli: imperfetta è la statua, l’imbrattatore e un’umanità bisognosa di piedistalli”
La vernice è quella del potere, che Montanelli serviva; col ’68 si fece spazio all’individualismo e all’edonismo; ora si usano i bacchettoni a comando per imporre la dittatura del politically correct. Una vernice che aggiunge un altro strato alle ambiguità di una figura complessa. Testimone del secolo, la sua scrittura era essenziale e precisa come la lama del più temibile spadaccino. Sostenitore di poteri che manovravano chi gli sparò. Virtuoso dell’arte del conformismo controcorrente (“Troppo facile, Indro/ scriver Controcorrente / traendo dal cilindro /quel che pensa la gente.” G. Calcagno ). Nei suoi scritti ha sputato sulla tomba di Moro e messo in manicomio chi sosteneva che Mattei fosse stato ucciso; ha invitato a votare DC come se vivere nel tanfo sia inevitabile. Ma intuì la degenerazione della Seconda Repubblica e ci avvisò. Già fascista. Ma meno fascista dentro di tanti altri. Esibì la bruttura del mondo raccontando del sesso tra lui soldato invasore e una bambina. Sarebbe stato meglio ricordarlo senza statua. Del resto Sordi, al quale qui è paragonato, grande attore, ha sì spiegato l’italiano mediocre; ma lo ha anche scusato, abbellito e fatto accettare. Guareschi lo definì “la diffamazione vivente dell’italiano”. Di tipi “sordiani” ne abbiamo troppi; abbiamo capito; Sordi è l’ultimo da mettere su un piedistallo per additarlo ai bambini. Due uomini da rispettare e apprezzare per ciò che hanno dato; senza venerarli, dato quanto hanno tolto.
@ tiepolo veneziano111. 1500 caratteri. Mi colpì anche il modo col quale faceva a pezzi Giordano Bruno. Ho conservato un ritaglio: “E si creò un campione del libero pensiero”. Corsera, 26 nov 1996. Una omelia da domenicano contro il peccato più grave: non chinare il capo all’autorità; non essere come i personaggi di Sordi. Bisognerebbe però allora citare anche la sua meritoria, anche se a detta degli esperti con non pochi errori, divulgazione della storia d’Italia. Poi c’è “Addio Wanda”, brillante nella forma, squallidotto nell’apologia della prostituzione; con “ragazze che muoiono sulle spiagge, vergini sì ma da una parte sola”. L’ho omesso anche perché gli aizzerebbe contro le erinni femministe, che lo punirebbero oltre le sue colpe. Il pamphlet mostra una volontà di “epater” che forse può spiegare il suo racconto della dodicenne africana. Montanelli era essenzialmente un giornalista, un ibrido ben riuscito tra un intellettuale e un guitto, che affascinava anche i lettori come me che ne riconoscevano bugie e manipolazioni. Forse l’errore è pretendere che un giornalista sia anche un eroe e un parresiasta – questo bisogna essere per scrivere certe verità in Italia – come pure ce ne sono stati.
@ tiepolo veneziano111. Eh sì. Da bambino negli anni ’60, guardando i buoi accosciati nelle stalle del senese, mi colpiva il contrasto tra la bellezza maestosa del bianco immacolato dell’ampio manto e le larghe macchie di letame che lo insozzavano. E’ spesso così anche per gli uomini di valore. Poi ci sono bovi nei quali la quota del letame è il 100% o subtotale …
@ tiepolo veneziano111. E’ proprio vero. Io lo dico sempre che il problema è che c’è una insufficiente distanza morale, una troppo simile visione del mondo e del modo di starci, tra chi spala il letame e un procuratore generale. Forse in Italia lo abbiamo scordato, cosa sia una classe dirigente degna. E le canonizzazioni di Montanelli e Sordi contribuiscono a tenerci nell’oblio.
Per restare nel campo dei grandi ruminanti domestici, questo caso appartiene alle situazioni che chiamo “a corna di vacca maremmana”; nelle quali si fronteggiano solo i due corni estremi, e la vera vittima sono le virtù medie. Così che gli sproloqui dei politically correct e dei neocon occupano la scena, e la misura e la decenza ne stanno ai margini, e sembrano loro posizioni strambe e oltranziste. Ambo i corni naturalmente sono attaccati a testoni e a corpaccioni che tirano il carro dello stesso vincitore.
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18 settembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Frosina ““La firma digitale? È rivoluzionaria, abbatte lo strapotere del palazzo. Ora il Parlamento non può permettersi di ignorare i temi scomodi””
I referendum digitali sono un’arma in più del potere, quello che muove i burattini dei palazzi tra Via del Corso e Piazza Navona, e che ha i mezzi per stimolare la riposta del pubblico e influenzarne le concezioni culturali. Sono rivoluzionari come lo furono le “torce della libertà”. Nel 1929 Edward Bernays, lo specialista in condizionamento delle masse, pagato dalla American Tabacco Company organizzò una marcia di donne con le sigarette. Fu la prima volta che donne non prostitute fumavano in pubblico. Per l’occasione le sigarette furono ribattezzate “torce della libertà”. Le donne cominciarono a fumare, nell’ambito di una più ampia emancipazione, che le fece passare dall’oppressione tradizionale a nuovi squilibri.
Il referendum sui “cannoni della libertà “, per il fumo libero, porta verso l’oppio dei popoli, utile al potere per tenere a bada la gente in vista del declino venturo. La cannabis si aggiunge ad altre misure volte ad evitare masse di cittadini svegli, reattivi, scontenti e capaci di vedere la necessità dell’impegno civile. Al loro posto gli hakuna matata che accettano tutto, mafia finanziaria, mafia di Stato – mafia di cosca, che non andrà fallita per questa mossa dei fratelli con la marsina – purché li si lasci stordirsi in pace.
@ statebuoni. Non è affatto un principio di civiltà spingere per la cultura del rifugio nel nirvana farmacologico, per la liberalizzazione generale di sostanze psicotrope a danno dei doveri di ogni cittadino verso la comunità, sostenendo che altrimenti si prevarica un diritto alle cure di chi ne ha bisogno. E’ capzioso: il fatto che una sostanza non sia in libero uso non preclude il suo uso terapeutico. Infatti potenti veleni non in libero uso sono usati come farmaci, sotto controllo.
A parte il fatto che le doti terapeutiche della cannabis appaiono gonfiate (un esempio tra i tanti: Marijuana for Cancer: No Benefit, but Don’t Tell Patients. Medscape, 17 mar 2016). Mentre i danni che provoca alla salute sono minimizzati (es. Garattini S. Canne di Stato, la politica contro la scienza, 8 mag 2017). Se è “ovvio” che la mafia non verrà eliminata dalla liberalizzazione, perché si porta avanti quest’altro pretesto?
Lo scopo dell’iniziativa, una amplificazione di una prassi già in atto, quella del drogare parte della popolazione (affidando la logistica alla mafia), appare funzionale a interessi di potere. Tanto più dato il suo essere affiancata, nell’agenda Cappato, al referendum pro eutanasia, cioè al libero colpo di grazia che aumenterà la sofferenza – e i profitti – da accanimento terapeutico; e all’appoggio a Big Pharma sulla medicalizzazione coatta dell’intera popolazione, dove si passa da Bakunin a Bokassa.
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18 giugno 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post “Cloe Bianco, il ministero dell’Istruzione avvia una procedura di approfondimento sulla morte della professoressa”
In Cristo si è fermato da Eboli, Carlo Levi, al confino per antifascismo, su un prete lì trasferito per “certe libertà con gli allievi del seminario”: “pecora nera […] in un branco di lupi”.
Il branco di lupi pratica e occulta il “childism”, “pregiudizio istituzionale e ingiustizia sistemica contro i bambini, nelle decisioni politiche sul covid”*. Si riportano aumenti dei disturbi psicologici, dei suicidi, danni allo sviluppo e alla formazione, tra i minori con le misure covid. Dure in Italia. E danni fisici da misure a da punture di mRNA, ingiustificate sul piano medico. Il governo, scandinavo sulla promozione dell’omosessualità, è ducesco nell’abusare le giovani generazioni. Impone la mascherina a scuola come pedagogia della sottomissione. Presidi concussori premono sugli alunni perché si vaccinino. Gli insegnanti costretti a un vaccino inefficace, e pericoloso, pena l’allontanamento dal lavoro. Su questo scempio “l’opposizione”, che si inalbera sul professore con la gonna, sta buona. I sindacalisti si mettono al servizio di questo fascismo; i magistrati, di questa camorra. Passivi i genitori sulle coercizioni applicate ai loro figli. Gli studenti subiscono mansueti e “protestano” a comando, stavolta per la triste storia di Cloe. Gli omosessuali si elettrizzano a questo non considerare altra discriminazione che la loro, per disegno politico, non per reale civiltà, che viene altrimenti calpestata.
*We must call out childism in covid-19 policies. BMJ, 29 ott 2021.
@ Michelangelo Scali. Non basta la mascherina, che ci fa primi nel mondo civile per stigma servile. Ci vuole anche il tuboscopio. “Stare sul punto”. E’ tipico della finta sinistra che nel riflettere sulla tragica vicenda di una persona che “non stava al suo posto” si pretenda di ridurla a un evento puntuale, e di fissare il ristretto diametro del tuboscopio, il tubo di cartone da usare come cannocchiale attraverso il quale guardarlo, ciechi all’immediato quadro di cui è parte, tragico e scandaloso.
@ Michelangelo Scali. Cloe è morta, altrimenti mi appellerei a lei, che insegnando fisica sapeva che in matematica “il punto” non ha dimensioni. Che ti devo dire. Ci sono stati gay, come quelli di Act Up, che lisciando il potere biomedico hanno collaborato a disastri. Come fai tu. Attivisti gay come Lauritsen, l’autore di “Poison by prescription”, che invece si sono spesi contro le frodi mediche. Gay come Pasolini che predisse il degrado ora in corso, e gay come Edgar Hoover che lo anticiparono. Corri a salire sul carro della parata Pride. Per quanto variopinto e trasgressivo esteriormente, è quello cupo e tetro di chi comanda.
@ Michelangelo Scali. Dei soliti, espressione dei poteri che già si servirono del ’68 per scardinare il vecchio ordine e sostituirlo con uno non migliore e funzionale ai loro interessi (Lasch, Pasolini). Per esempio di Ursula, la stessa dei vaccini obbligatori e della guerra alla Russia attuata tramite l’autocastrazione economica: “Lgbt, Von der Leyen: “la legge ungherese è vergognosa. non serve a proteggere i bambini, è un pretesto per discriminare”. “Se l’Ungheria non aggiusterà il tiro, la Commissione utilizzerà i poteri ad essa conferiti in qualità di garante dei Trattati.” Il Fatto, 7 luglio 2021. O del noto Tavistock: Tavistock Appeal: Puberty Blockers Give ‘Children Time to Choose’. Medscape, 24 giu 2021. Con questi protettori si diviene strumento di oppressione mentre restano discriminazioni.
@ Michelangelo Scali. Ah, se ha permesso a papà di andare all’università, allora … Il trattamento fascista di studenti e insegnanti in nome del covid? E che c’entra con Cloe, e poi è buona scienza, e noi che mica siano cavernicoli lo capiamo. Il “punto” è che a scuola si possa praticare a piacimento il cross dressing senza che nessuno si azzardi a dire una sillaba.
Molti gay sono un po’ self-centered. “Il punto” è il loro ombelico. L’individualismo, la propensione a privilegiare il privato rispetto al collettivo – accorgendosi dei diritti civili solo se finalizzati a questo scopo – costituiscono un punto di contatto ideologico col liberismo, che facilita l’alleanza. Sì, io sono nostalgico. Nostalgico di antifascisti veri – non come quelli posticci che servono il fascismo dei banchieri. Es. Salvemini, che osservò che tanti sono troppo istruiti rispetto alle loro capacità intellettive. Ma sto insistendo nello scandalizzarti, sollecitando il tuo bigottismo politically correct. Prendi esempio del tuo amico, che pratica il suprematismo gay e dice che dovete avere pietà di me: compatiscimi e ricongiungiti alla sfilata.
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2 agosto 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Catania “Cannabis, l’ex maresciallo della Guardia di Finanza che la usa contro la sua patologia: “Avevo dolori cronici, sono rinato. Sia legale””
Questo ex maresciallo della Finanza, che fa notare i benefici dell’avere sottufficiali accannati, descrive la cannabis come acqua di Lourdes. E ottenibile come il basilico con la piantina sul balcone. Una visione così distorta, naive ed estrema – ma diffusa nel pubblico* – da invitare a citare i pericoli e i danni dell’assunzione della sostanza, come l’induzione di psicosi **. La “sintesi”, cioè l’andare a parare, potrà essere quella di avere un popolo di rintontiti legalizzando l’uso di versioni sintetiche, come propugna la Open Foundation di Soros ***. A beneficio delle case farmaceutiche; alle quali i vertici mafiosi di alto livello, approdati all’alta finanza, che ambiscono a ripulirsi e legalizzarsi, non sono certo ostili… .
Nella mia esperienza i vertici di viale XXI Aprile non sono da meno dei cugini di viale Romania e del Viminale nel servire la suggestio falsi dettata dal business biomedico (e anche nel fornire servizi di suppressio veri a detto business). Sulla diffusione delle droghe, c’è il precedente dell’Operazione Blue Moon.
* Americans’ View of Marijuana Is Rosy, and Unscientific. Reuters, 24 lug 2018. – Smoke and Mirrors: Is Marijuana Actually Medicinal? Medscape, 18 apr 2018.
** Cannabinoids in Medicine: Limitless Hope or Hype? Medscape, 12 mag 2022.
*** Savioli S. ONG, il cavallo di Troia del capitalismo globale. 2018.
@ Alex Cece. Tu se non sbaglio sei entusiasta sia delle libere canne che delle pere a mRNA di Draghi, Speranza e compagnia. Che vuoi, c’è una tradizione di complottisti che vedono il male in nobili battaglie progressiste. Es. quell’acido di Tocqueville, che in “Democracy in America” parla delle “ready-made opinions for the use of individuals,who are thus relieved from the necessity of forming opinions of their own”. Le opinioni ready-made, le opinioni precotte, come questa del libero stordirsi come vuole il potere, passando pure per spiriti liberi, o quella del farsi siringare a comando, passando per persone mature e responsabili, sono così comode. Quale mente malata può credere che chi ordina queste campagne d’opinione non voglia il nostro bene? I fatti mostrano il contrario. Non fare caso ai seccatori complottisti. Libere canne e obbedienza vaccinale, all’apparenza contrastanti, sono due temi della stessa agenda farmacologica, accomunati dalla volontà di controllare i pecoroni. Oops; scusa. Non farci caso. Fumaci su; e pensa alla quarta dose. E alle successive.
@ Alex Cece. I danni sociali da alcool o altre sostanza psicotrope non giustificano l’aggravamento della situazione con la cultura dello spinello. Sì, mi sono interrogato sull’opposizione al tabacco – che è realmente nocivo alla salute fisica. Osservo che la sua soppressione come sostanza psicotropa va di pari passo con la spinta verso gli psicofarmaci, generalmente inefficaci, addictive e nocivi (il cui consumo è in continuo aumento) – e verso le canne.
Mazzucco è volenteroso ma spesso impreciso ed esagerato sui temi medici.
La libertà tu la intendi come “fare come mi pare”. E’ giusto chiedere di poter disporre del proprio corpo. Ma come cittadino, lavoratore (e guidatore) hai la responsabilità sociale, cioè verso gli altri, di essere lucido e responsabile. Ci sono già troppa indifferenza, disimpegno e menefreghismo per incrementarli per via farmacologica. Dici di essere libero, ma ripeti il catechismo del potere: chi non accetta il pensiero precotto è “complottista”; sì alle canne, sì ai vaccini.
La cultura dello spinello è la cultura dell’individualismo servile. Come confermano i tuoi strilli e improperi da bambino al quale è stato tolto il ciucciotto. I romani chiamavano il vino “la mammella dei vecchi”. Anche con le canne siamo a livello orale: un “pacifier” (il ciucciotto in inglese), nell’ambito del processo di regressione infantile delle masse.
@ Alex Cece. Appare sia mantenuta una forma di equilibrio, che è in corso di modifica, tra droghe e farmaci. Tendo a “speculare”, come dicono gli anglosassoni quando l’analisi – su dati, non su fantasie – non gli piace; l’impellenza di capire, capire per migliorare, mi porta a costruire degli strumenti concettuali, delle categorie. Es. distinguo tra “negativo” e “proibito” stabiliti dal potere. Le droghe, o es. la mafia che le commercia, sono negativo, venendo così finora considerate, ma non sono proibito, essendo mantenute presenti nella vita reale; è possibile che le droghe siano state rese illegali senza che il loro consumo venga stroncato anche per creare una scarsità e produrre un mercato, controllato; e a fini di controllo sociale, come dicevo. E che la mafia di cosca venga mantenuta sia perché conduce servizi come il traffico di droga sia perché come spauracchio aiuta a coprire forme più sottili di predazione, legalizzate e istituzionalizzate. Chi la mafia la vuole annientare, o si oppone ai disegni del business farmaceutico nelle sue varie forme, è proibito: viene stroncato e non appare sulla scena.
Solidarietà e vicinanza, se mi permetti, per la situazione personale che esponi. Ma consentimi anche di farti notare che la libertà sta in alto, e bisogna arrampicarsi per raggiungerla. Mentre quelli che sono presentati come scivoli verso la libertà, qui gli scivoli dati dalle sostanza psicotrope, portano giù, in situazioni che sono il contrario della vita libera.
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5 dicembre 2022
Blog de Il Fatto
Commenot al post di M. Zaccardi “Cannabis light, parte il processo sul ‘caso Parma’, unica città in Italia dove la vendita è bandita: dall’esito dipende il futuro del settore”
Leggendo i miei commenti si vede che non sono sospettabile di simpatie per i magistrati. Un segno dell’inciviltà del Paese è che solo i delinquenti parlano male della magistratura, che invece dovrebbe essere criticata per diverse gravi ragioni. Che le responsabilità del problema giustizia siano in buona parte degli stessi italiani è comprovato dagli ululati per questo intervento della magistratura, che per una volta va nel verso contrario all’agenda del potere, che vuole un popolo di accannati, ancora più svaporati, imbelli e sottomessi di quanto non siano già oggi.
@ ggerva. Salvini come potere globale. Infiorescenze … Se il potere fosse davvero contrario, le droghe non avrebbero un mercato di massa, né a “bolla di componenda” come è oggi né tantomeno legale. E non ci sarebbe questo ipocrita sdoganamento con le botteghe dell’erba-non-erba. Né la promozione dello stupefacente presentandolo come medicinale toccasana; come fai tu, che accomuni ai prodotti a uso ricreativo preparati terapeutici che accrescono le fortune di industria farmaceutica e farmacisti.
Da decenni le droghe sono di fatto consentite e diffuse per il consumo di massa, pur se illegale e controllato, per modulare gli umori di porzioni della popolazione; e così mantenere un ordine patologico, e una inconfessabile economia criminale. Ora, col peggioramento delle condizioni sociali ed economiche, viene gradualmente ampliato lo stordimento delle masse, e parte del mercato viene passata al settore legale. Infatti sui media la cannabis, sia THC sia CBD, è diventata acqua di Lourdes, mentre si tace dei danni, sociali e individuali.
-US House Votes to Ease Federal Cannabis Rules. Medscape, 4 apr 2022.
-Cannabis Use Has Risen With Legalization and COVID Lockdowns: UN Report. Medscape, 18 giu 2022.
-Big cannabis in the UK: is industry support for wider patient access motivated by promises of recreational market worth billions? BMJ, 18 mar 2020.
-CBD products don’t need a marketing push from journalists. Health News Review, 20 ago 2018.
@ ggerva. Si possono ottenere soldi e potere sia col mercato clandestino, sia legalizzando. E non ci si dovrebbe stupire se si ottimizza rispetto ai tempi con un mercato misto. E’ lei, che forse aiutato da troppi bong dice che le sorti dell’Italia sono determinate da Salvini – il politico per tutte le stagioni che si è prestato a tutte le farse di governo – ad avere un’idea di potere da Topolino. Il potere, per un tema come il consumo di stupefacenti, è quello dell’operazione Blue moon, Viminale, per la diffusione dell’eroina tra i giovani decenni fa. Il potere, quello vero, è quello che i sicofanti come lei servono presentandosi come coraggiosi “antisistema”, negando che è in corso una legalizzazione mondiale della cannabis imposta dall’alto, palese, riconosciuta da tutti quelli che hanno un minimo di informazione (v. citazioni); e accorrendo in suo soccorso impapocchiando falsità su falsità. Il business della droga è uno di quei campi dove anche al netto della criminalità mafiosa il grande crimine dall’alto e la disonestà spicciola in basso si stringono la mano. Così che viene difeso da sentinelle ideologiche come lei, prive di remore e sgradevoli più di un pusher e tossico di strada.
@ ggerva. La liberalizzazione della cannabis nel mondo la vedo solo io. “Biden signs marijuana research bill, a historic first for the federal cannabis reform” 2 dic 2022, sito “Marijuana moment”. L’uso di bong è una spiegazione benevola del suo negare l’evidenza. L’erba-non-erba rappresenta il tipico istituto giuridico che corrisponde alla tavola del prete di Sciascia:
“Al vescovo vanno a riferire che c’è un prete che non solo tiene una perpetua di età molto al di sotto, come dice Manzoni (lupus in fabula), della sinodale; ma che se la corica nello stesso letto. Il vescovo, naturalmente, corre: piomba in casa del prete, vede la perpetua giovane e belloccia, il letto a due piazze e mezza. Il prete non nega. ‘E vero’ dice ‘eccellenza che lei dorme da questo lato e io da quest’altro: ma, come vede, al muro, tra il mio lato e il suo, ci sono dei cardini; e a questi cardini io ogni sera, prima di andare a letto, attacco questa grande e robusta tavola, che è come un muro – e mostra la tavola. Il vescovo si addolcisce, stupito da tanto candore: ricorda qualcuno di quei santi del medioevo che andavano a letto con una donna ma mettendo una croce o una spada nel mezzo, con dolcezza dice ‘Ma figliuolo mio, la tavola, non c’è dubbio, è una precauzione; ma la tentazione, se la tentazione ti assale furiosa, rabbiosa, infernale qual è? E tu che fai, quando la tentazione ti assale?’ ‘Oh eccellenza’ risponde il prete ‘non ci vuole poi tanto: levo la tavola.’ ” (A ciascuno il suo, abbreviato).
@ ggerva. Ho capito, voi la tavola non la levate … La legalizzazione è già in corso avanzato, l’articolo ha a che fare con la canonizzazione.
@ ggerva. Biden, paladino della “war to end cancer” che aumenta il cancer burden* e i profitti di Big Pharma; della lotta scientifica al covid e a tutto il male del mondo come New Deal** quando distrugge vite ed economie, ora conferisce un altro alto compito, glorificare il rimbecillire le masse, a quella montagna di scienza che ci ha già lanciato addosso. Il Fatto oggi pubblica un articolo su una ricerca USA sulla cannabis che ci salverebbe data una formidabile capacità nel catturare i gas serra. Tra un po’ dire male delle canne sarà da terrapiattisti. Si dimostra nemico del sapere e del progresso chi accusa il proprietario della catena “EasyJoint”, “Spinello Facile”, di avere rimosso una barriera messa lì per essere rimossa.
Con l’inglese me la cavo, leggendo documenti in inglese per diverse ore al giorno da decenni e avendo lavorato in USA in ambiente universitario per 4 anni. E’ una lingua che mi piace; è con “l’imbrogliese”, il linguaggio difensivo e reattivo, “the thief doth fear each bush an officer” (Shakespeare), esasperatamente carico di menzogna e insulto, che non mi trovo a mio agio.
* Military Metaphors and Their Contribution to the Problems of Overdiagnosis and Overtreatment in the “War” Against Cancer. Am J Bioethics, 2016.
** Usa, con Joe Biden finisce la guerra tra scienza e politica: carta bianca a esperti, non solo sul Covid. “Sforzo più grande dall’era Roosevelt”. Il Fatto, 24 gen 2021.
@ ggerva. In chimica farmacologica è sorprendente come piccole variazioni possano cambiare radicalmente gli effetti. O come si possano spacciare per prodotti completamente diversi composti che hanno piccole variazioni molecolari. Vicinanze che non sfuggono a chi cerca di fare soldi senza scrupoli. Es. l’imbroglio bevacizumab (Avastin) e ranibizumab (Lucentis). Chi si occupa di frodi su sostanze ad attività farmacologica dovrebbe avere presente che la distanza farmacologica può avere scale diverse da quella lineare del mondo comune. Il fatto che THC e CBD coesistono nella stessa pianta dalla quale vengono estratti favorisce giochi sporchi che riguardano insieme alle sostanze i loro nomi col “semantic reductionism”: v. The Essential Medicinal Chemistry of Cannabidiol (CBD). J Med Chem, 2020. La review discute anche i falsi su innocuità e asseriti effetti benefici del CBD.
Sono con lei: giù le mani dal Crodino. Ma non è questo il caso.
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14 dicembre 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Sofia “I 20 anni dell’Associazione Coscioni, Cappato: ‘Tema dell’eutanasia è urgenza sociale. Politica non dà risposte? Le cercheremo nei tribunali’”
Con l’esclusione – spero – di alcune delle voci pro disabilità (a parte induzione e favoreggiamento della prostituzione, pagata dal SSN), è un catalogo di ribalderie e manipolazioni orwelliane. “Eutanasia” (aumento del lucroso accanimento terapeutico legalizzando il colpo di grazia, fatto invocare “liberamente” al paziente martoriato). Procreazione assistita (sterilità sociale e genitorialità per censo; donne come vacche fattrici, anche ad uso di omosessuali ricchi; avvio alle diagnosi predittive riguardanti il nascituro, riconosciuto campo di frodi). Malattie rare (deregulation con pretesti etico-tecnici per vendere farmaci tarocchi a centinaia di migliaia di euro a fiala mostrando bambini in sedia a rotelle). Cannabis terapeutica (stordimento dei sudditi facendo passare per medicina toccasana la cannabis, coi suoi danni alla salute e i suoi pericoli per l’incolumità). Staminali (progetto naif gravemente underperforming pompato come magico con la frode di Stato Stamina). Un magistrato che non provenga dalla montagna del sapone dovrebbe considerare la mano che Cappato gli tende alla stregua della proposta di essere punciuto. Ma le toghe nere, quando ci sono di mezzo i diktat liberticidi paludati in camice bianco dei poteri massimi*, sono molto diverse dalle figure epiche delle quali si dicono prosecutrici.
*Open letter to HoC & HoL scrutiny committees. The WHO’s pandemic PPR treaty is a major threat to national sovereignty and democracy. Gruppo Hart, 9 dic 2022.
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10 gennaio 2023
Blog de il Fatto
Commento al post di G. Amendola “Ambientalisti, condivido il fine ma trovo dannose e incomprensibili certe azioni. Ecco perché”
Il già magistrato Amendola si chiede come tanti cosa vogliono questi ecoattivisti; e si dà inconsapevolmente la risposta: “una cosa è certa: LA LORO DENUNCIA E’ SACROSANTA”. Falso. La loro “denuncia”, come tutte, va passata al vaglio; dei fatti e politico. Vi è un problema ambientale; ma è anche vero, vedi covid, che temi etici vengono distorti ad hoc e usati per instaurare dittature. La strategia di questi attivisti, spontanei quanto quelli dell’Hyperion, orchestrati e modulati a livello internazionale*, è spiegabile come volta all’eccezionalismo. All’intimidazione morale che scaccia il raziocinio; all’apparire come portatori di valori così sacri, “sacrosanti” da essere esentati dallo scrutinio su fatti, contenuti, fini e mezzi. Salviamo la salute, quindi ti togliamo il lavoro se non ti fai iniettare. Noi salviamo il mondo, siamo superiori al Parlamento e alle opere d’arte. Credete e obbediteci. Incombe l’apocalisse ambientale quindi tu, persona comune, dovrai essere povera; mi pagherai l’energia a prezzi esorbitanti; mangerai insetti e riutilizzerai l’acqua del cesso depurata. Agli eccezionalismi classici, che ottengono sottomissione a un’entità suprema da loro manovrata – religione, fascismi (e antifascismo), imperialismi – si aggiungono soteriologie nuove. I magistrati should know better, ma spesso si fermano alla prima osteria etica e appoggiano il fascismo dei banchieri paludato da sacro.
*Extinction Rebellion still wants to disrupt your life. Spiked, 3 gen 2023.
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13 gennaio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Cappato “Gli atti di disobbedienza civile non sono tutti uguali: vanno sempre comparati alle alternative. Inerzia inclusa”
Nella società dello spettacolo, e dopo la lezione del terrorismo pilotato, la prima, necessaria distinzione dovrebbe essere tra il dissenso autentico e il sicofantismo, cioè lo stracciarsi le vesti per impressionare gli ingenui e trascinarli a servire, a loro danno, disegni di dominio e sfruttamento.
Quando si dice “disobbedienza civile” penso con rispetto a Davide Lazzaretti, il cui “hearing a different drummer” lo rese inviso a clero e Stato; fatto assassinare tramite i CC (“l’uccisione del Lazzaretti è stata di una crudeltà feroce e freddamente premeditata”; Gramsci). A Danilo Dolci che scrive col pennello sul pilastro del tribunale di Palermo “Chi tace è complice”, fatto condannare da Bernardo Mattarella.
Invece praticano non la disobbedienza civile, che inscenano, abbagliando i male informati e gli spiriti adolescenziali, ma sicofantismi, barbari nei fini prima che prevaricatori nei mezzi, i pifferai dell’omicidio come terapia di routine, che favorisce a vantaggio del business medico i trattamenti futili e pesanti e le sofferenze e indegnità che promette di evitare*; e i balilla cresciutelli dell’ecologismo elitista, che tuona di voler salvare l’umanità ma vuole impoverire e degradare le masse in nome del dio Ambiente. Al contrario di chi per davvero dice no agli abusi del potere, non hanno molto da temere da CC, Digos, magistrati, Quirinale, date le forze che li manovrano.
*Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico.
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7 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di E. Cocca “Caso Cospito, il quadro bioetico è chiaro: la nutrizione forzata violerebbe i suoi diritti”
Sembra che il potere stia facendo ricorso frequente alle “morti catalitiche”. Quel genere di morti, frutto di menti sociopatiche, ottenute per catalisi, ovvero creando le situazione favorevoli a provocare le morti, che a loro volta sono finalizzate, col loro peso etico ed emotivo, a catalizzare disegni di potere. Le migliaia di morti che Galeazzo Ciano diceva occorrevano a Mussolini per sedere da vincitore al tavolo della pace. Gli africani lasciati annegare nel Mediterraneo, giustificazione all’immissione forzosa di masse di stranieri. L’anomalo picco di letalità in Lombardia orientale a inizio pandemia, spiegabile almeno in gran parte con le cure dissennate a uno stampede di pazienti ottenuto con la paura. Picco apoditticamente attribuito all’avere esitato – teatralmente – nell’applicare diktat liberticidi e rovinosi; e divenuto quindi la loro giustificazione. Con il 41-bis esagerato a un utile fanatico si è creata una possibile morte da far pesare per portare a compimento il disegno di premiare l’omertà dei mafiosi.
La bioetica, come il diritto, dovrebbe essere seconda: prima si deve scendere nella realtà, e definirla, separandola dalle comode apparenze, compito impegnativo e sporchevole; e solo dopo applicare i criteri della dottrina, tornati nella soffice poltrona del bioeticista e del giurista. Il problema etico e giuridico dovrebbe essere di non permettere queste morti, sia in quanto catalizzate sia in quanto catalizzanti.
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24 febbraio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Aggressione davanti al liceo, Mattarella ai nuovi Alfieri: “Alla violenza si risponde con l’impegno per la comunità e la solidarietà. Sono antidoti””
Davanti al mio liceo le legnate tra rossi e neri erano frequenti. Presi la maturità col rapimento Moro. Due anni dopo vi fu ucciso in maniera vile e insensata un poliziotto e feriti altri due. Avevo conosciuto – ai boy scout – uno dei neri, che poi fu ucciso di botte dai poliziotti, forse in risposta. Era un soggetto infantile e suggestionabile, ma con una sua generosità d’animo; corretto e guidato sarebbe divenuto un buon cittadino. Seguì i cattivi maestri, e come altri finì male; mentre i più furbi, fasci e compagni, si riciclarono e fecero carriera nel sistema che dicevano di combattere. E’ miserabile che si cerchi da entrambe le parti, finta sinistra e destra affarista, di riesumare quegli anni infami, per nascondere la morte della politica come rappresentanza del popolo, la comune recita, la comune prostituzione ai poteri forti. Che include anche la violenza verso chi si impegna per la comunità, con sistemi da massone di Castellammare del Golfo.
Nel bresciano partigiani screditarono, e uccisero, sparandogli alle spalle in combutta con le SS, Raffaele Menici, partigiano, ufficiale degli alpini, che si era opposto a un accordo di tregua separata partigiani-nazisti*. Le odierne farse dei nostalgici imberbi contro i partigiani da parata vanno nell’interesse dei due compari rappresentati dalle due comari Giorgia e Elly, dando un po’ di cerone alle guance di una politica che hanno reso cadavere, e mascherando come entrambe le fazioni siano asservite alla dittatura dei poteri sovranazionali invece che rappresentare il popolo. Farse che occorre sperare non si imbrattino di sangue per rendersi credibili, ricordando come fu ottenuta a Brescia nel 1974** la “verginità antifascista” (Pasolini), e la combine senza scrupoli che nel 1944 costò la vita a un combattente che non praticava la doppiezza, e credeva davvero nei valori che tanti declamano mentre tradiscono.
*Franzinelli M. Un dramma partigiano. Fiamme verdi, garibaldini e tedeschi in Alta Valcamonica: la zona franca e il “Caso Menici”. 1995.
**Barbacetto G. A Mori promisi il silenzio sulla strage di Brescia. Il Fatto, 1 mar 2023.
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5 maggio 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Giuseppe Conte colpito al volto, l’aggressore: “Non sono un no vax. Schiaffo pedagogico da ex militante deluso””
Conte e le altre cariche dello Stato hanno responsabilità da gabbione di corte d’assise, in quanto esecutori intermedi di ordini nefandi. Infatti sono stati messi in gabbia; ma in una gabbia di Faraday, quella al cui interno si è immuni dai fulmini, con le accuse alla rovescia della magistratura*, anch’essa docile esecutrice, tramite Crisanti, dell’ordine di dare per vere narrazioni di accertata fantasiosità e svilupparle (Imperial continue to provide “evidence” to fuel the political narrative. Recent fantasy claims about deaths prevented. Gruppo Hart, 3 mag 2023).
Ora ci si mette pure il “nuovo CLN” a irrobustire le armature protettive di Conte e compagnia, con questo gesto scorretto e sciocco che non fa che da spalla agli apparati dediti a screditare l’opposizione al golpe covid. All’inversione dei poteri dello Stato corrisponde l’inversione dei sedicenti “contropoteri”. Con anarchici che si vedono solo quando c’è da riconoscere come pagante l’omertà dei mafiosi; e un CLN che sbuca solo per dare pretesti alla mistificazione e alla repressione a favore di pratiche mediche che rievocano, è stato osservato, quelle dei “doctors from hell” nazisti: Doctors must take back control. Has fear of GMC retribution crushed proper clinical practice? Gruppo Hart, 3 mag 2023.
*Il vero piano pandemico, rispettato, in Lombardia orientale nel 2020.
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30 aprile 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Turigliatto “Caso Capovani, ancora non si coglie l’impatto dei tagli alla sanità sulla salute del Paese”
“nel 1963 il presidente Kennedy aveva fatto lo storico annuncio dello stanziamento di fondi federali per la costituzione dei Comprehensive Community Mental Health Centers, che avranno in realtà scarso sviluppo, mentre prenderà piede la politica di riduzione dei tempi di degenza e dei letti pubblici che poi Reagan applicherà su larga scala.” (F. Ongaro Basaglia. Franco Basaglia l’utopia della realtà). Occorreva creare un mercato per gli psicofarmaci chiudendo i presidi psichiatrici; in USA se ne occupò Reagan, “the most fundamental element in the rapid rise of big pharma” (M. Angell); da noi si diede spazio a Basaglia. (Erano i tempi di Qualcuno volò sul nido del cuculo, 5 Oscar). Profeta degli psicofarmaci fu Cassano, univ. di Pisa, del quale Capovani fu allieva. Ora si usano le conseguenze per recuperare l’uso della psichiatria come arma del potere. E per chiedere soldi, senza considerare che andranno ad una medicina dettata dal business.
Dopo avere nascosto il cancro da Ilva lo si ingigantisce per vendere cancri commerciali*. E’ di oggi la notizia che i VV FF di Taranto grazie alla UIL si sottopongono a screening per il melanoma, giorni fa bocciato ancora dallo USPSTF per lo svantaggioso bilancio utilità/danni. Il camaleontismo, l’assumere coloriture ideologiche di segno opposto in coerenza coi propri obiettivi predatori, mi pare una manifestazione della dark triad narcisismo-machiavellismo-sociopatia.
* ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato
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16 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Turrini “Morto Toni Negri, l’ex leader di Potere operaio aveva 90 anni. Lotta di classe, Br e Parlamento: il ritratto. Sangiuliano: “Cattivo maestro”
D’Annunzio insegnò a confezionare paccottiglia fascista; Negri ha insegnato la paccottiglia pseudorivoluzionaria per il terrorismo pilotato pro sistema. Anticomunista, borsa di Studio Rockefeller e pubblicato da Harvard, in cordiali rapporti con l’avvocato di Piromalli* nella Calabria massonica della quale la ‘ndrangheta è un’estroflessione. Un modello principe del sicofantismo, della scissione narcisista per i tanti che agognano a servire il potere e insieme apparire ribelli.
La sua figura può essere usata per calibrare la scala usata per la selezione della classe dirigente in Italia. Tra quelli che lo hanno inquadrato come fomentatore del terrorismo legato ai servizi USA, italiani ed europei è stata elevata la mortalità per omicidio: G. Galli, E. Alessandrini, Pecorelli, Dalla Chiesa**. E’ invece un venerato maestro per soggetti di successo come Casarini, attualmente in affari col Vaticano per l’immigrazione forzosa: soggetti che cioè si atteggiano a rivoluzionari e servono la peggiore eversione dall’alto.
*Guarino M. Poteri segreti e criminalità. L’intreccio inconfessabile tra ‘ndrangheta, massoneria e apparati dello Stato. 2004.
**Willan P. The puppetmasters. The political use of terrorism in Italy. 2002.
@ Brisk: Quella di Negri è l’oscurità sinistrese che vuole simulare profondità. Le opere di D’Annunzio, notò Sapegno, non è che siano oggi molto leggibili. Diverso il valore umano. D’Annunzio, sincero nei suoi sbandamenti, affamato di vita, v. la sua biografia di P. Chiara, era coraggioso e sfidò il pericolo. Negri, scialbo e doppio nelle sue contraddizioni, è stato di quelli “happy for others to risk their skins in the struggle while they stayed at home to concoct a programme of political pie in-the-sky to underpin the improbable revolution” (Willan, cit.).
Ma ciò cui mi riferisco è la credulità pubblico. La giocoleria verbale, la teatralità, il morboso del Vate attecchirono. Ricordo di fronte all’ingresso del Vittoriale le bancarelle che vendevano magliette con la faccia del Duce; di un affabulatore di provincia che portò alla rovina l’Italia con la furbata di associarsi, essendo debole, all’aggressione di nazioni molto più forti e bellicose. Parimenti i midwit di sinistra mentre snobbano una figura di autentico valore, Gramsci – più apprezzato dagli anglosassoni che da noi – si sentono intellettuali engagé bevendosi campagne di marketing ritagliate sui disegni del potere da ditte di PR ultraliberiste; accettando maestri vistosamente finti. “Molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico / la voce che li comanda è la voce del loro nemico” (Brecht); “Credono di spezzare il cerchio e non fanno altro che rinsaldarlo” (Pasolini).
@ Stefeno: Palermo, scampato all’onda d’urto mentre anche la magistratura gli faceva la guerra 1, le cui ricostruzioni ricevono apprezzamenti es. da G. Tamburino 2, non cita Toni Negri. Ma descrive una “nicchia trofica” rilevante: “L’ex magistrato Carlo Palermo nel suo libro La Bestia parla del «quarto livello», un intreccio di poteri di cui fanno parte Cosa nostra, la mafia americana, la massoneria nazionale e internazionale e i servizi deviati italiani e americani” 3.
Mi lasciarono perplesso sia alcune tesi de “Il Quarto livello” sia che fosse pubblicato dagli Editori Riuniti. Che nell’ambito del frettoloso cambio di vestiti per un periodo assunsero il buffo nome di “Editori Riuniti University Press”. Siete andati dalle stelle alle stalle con i “livello 4”. Da “Il Quarto Stato” a “Rete 4” – P2, mutazione culturale liberista, cene eleganti, stallieri, etc. – dove ha una serata Bianca; mentre all’occorrenza sventolate lo slogan del babbo sulla questione morale, come fai tu a proposito della questione rappresentata da Toni Negri; eversore protetto nelle parole del compagno Pecchioli 4. L’opera omnia di Marx e Engels degli Editori Riuniti è in 50 volumi; un testo più agile per cercare di capire l’intricato reticolo intellettuale su cui poggia la prassi della caviar gauche è “L’albergo del libero scambio” di Feydeau.
1 Palermo C. L’attentato. 1993.
2 Dietro tutte le trame. 2022.
3 Pinotti F. Potere Massonico. Chiarelettere, 2021.
4 Tra misteri e verità. 1995.
18 dicembre 2023
Commento al post di S. Cannavò “Toni Negri: “Cattivo maestro? No, compagno fra altri. Ma peccato non vedere altri cattivi maestri”
Negri addita il nemico in Rockefeller che lo finanziò*. Un monopolio naturale, la distribuzione dell’energia, sta divenendo oggetto di speculazione con la farsa del libero mercato. Nessuno fiata. C’è invece chi esalta Negri, agente provocatore del capitalismo predatorio*. Come lo vedeva M. Nozza:
“delegato diocesano degli studenti dell’Azione cattolica; poi democristiano. Toni Negri, nella sua vita, era stato tutto. Tutto tranne che comunista. E io non avevo mancato di sottolineare la rabbia visceralmente anticomunista di Negri.
Nel suo stile tra l’ermetico e l’invasato, Toni Negri lasciava cadere frasi di questo genere: “Nulla rivela a tal punto l’enorme storica positività dell’autovalorizzazione operaia, nulla più del sabotaggio. Nulla più di quest’attività di franco tiratore, di sabotatore, di assenteista, di deviante, di criminale che mi trovo a vivere. Immediatamente mi sento il calore della comunità operaia e proletaria, tutte le volte che mi calo il passamontagna”. E poi: “La violenza é il filo razionale che lega la valorizzazione proletaria alla destrutturazione del sistema e quest’ultima alla destabilizzazione del regime. Basta con l’ipocrisia borghese e riformista contro la violenza”.
Lo stile di Toni Negri era a metà tra D’Annunzio e Carolina Invernizio. Toni Negri esaltava la mistica del manganello (come Marinetti) e lo squadrismo (come Mussolini). Il motto di Toni Negri era: Armiamoci e partite.”
*Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy.
@ Enzo Tomasetti: A lei sfugge la necessità di non fare affermazioni sussiegose e ambigue: il ruolo degli intellettuali è quello praticato da Toni Negri in senso descrittivo o prescrittivo? In senso descrittivo, non lo venga a dire a me, di quanto e come intellettuali e chi esercita professionali intellettuali – medici, ricercatori, magistrati, giornalisti – “si prostituiscono al potere e ne avallano tutte le abiezioni” (Pareto). Però andrebbe detto alle masse che li ascoltano, che sono dei venduti che li porteranno a degradarsi e a perpetuare ingiustizia e sfruttamento.
La tesi che occorra riconoscere francamente che il ruolo dell’intellettuale, come un vasto panorama appare mostrare, non possa essere che quello del parolaio che inganna il popolo per conto del potere è interessante, ma andrebbe argomentata. Soprattutto perché esistono alcuni controesempi: intellettuali che contrastano la famelicità del potere. Gramsci, snobbato dai sinistri nostrani. Pasolini, che “se l’era cercata”, disse Andreotti. Dolci “per chi sta bene e ha la vita facile, sono insopportabili questi importuni che ricordano col loro esempio, fastidioso come un rimprovero vivente, che nel mondo esiste l’onestà e la dignità” (Calamandrei in sua difesa). O E. Alessandrini, che ebbe la grinta di andare a cena con Negri, per studiarlo. O Tobagi, i cui assassini – ragazzi viziati e protetti – furono influenzati da Toni Negri, come riporta Nozza.
@ Enzo Tomasetti: Devono decidere le masse quali voci ascoltare: lei è per il caveat emptor, “badi il compratore”, principio liberista. Negri del resto sosteneva che bisogna favorire il capitalismo per giungere prima al comunismo. Il profeta della lotta armata predicava di disarmarsi sul piano dell’opposizione civile. (Un ragionamento “non falsificabile”, che più che un intellettuale ricorda i truffatori che chiedono gli si consegnino i propri beni per ricevere un maggior guadagno in futuro). Un principio di liberismo spinto: diversi di quelli che lo hanno additato come un deleterio doppiogiochista, “la concorrenza”, sono stati uccisi; G. Galli, E. Alessandrini, Pecorelli, Dalla Chiesa. Mentre Negri fu favorito dal quel potere che predicava di combattere a passamontagna calato. Casarini, che lo considera un messia, prospera, a braccetto coi preti, col business dell’immigrazione forzosa, un’altra imposizione dall’alto presentata come “ribellione per amore”. Non si può parlare di libero mercato delle idee se alcuni vengono esaltati e alle voci contrarie si fa sparare. Lo vedo nel mio campo, la medicina: le masse sono in grado di giudicare se vengono date loro informazioni corrette. Se invece si presentano come salvatori i piazzisti di truffe di alto livello e si eliminano i critici quella che risulta non è “la forza dell’intellettuale” ma la forza dell’oppressione violenta. Che molti – i peggiori – ambiscono servire.
@ Enzo Tomasetti: Ma quale maestro. Alla fine cosa ha detto di memorabile. Si atteggiava a maestro eccome. E’ da considerare ben altro.
Uccidere pure Budda? Ma è una fissazione. Uccidi qua, sbudella là. Non capisco il senso del detto zen. Tento di controbattere a tanta implacabile determinazione con M. Marchesi: “Se avanzo seguitemi. Se indietreggio uccidetemi. Se casco per terra spazzolatemi”.
@ Enzo Tomasetti: In queste ore si discute sulla contrapposizione tra il PdC, Meloni, e l’influencer Ferragni, nuova figura di spicco della sinistra, per la storia della falsa filantropia sui pandoro; e pure sulle uova di Pasqua. Davanti alla politica che recita copioni di marketing, come questa guerra delle due bionde mostra, mi va bene essere un sempliciotto che ritiene che Negri sia servito a fare deragliare l’opposizione democratica al potere e a marchiare come proibiti, mediante uccisioni esemplari, tipi umani utili al Paese; che non comprende l’ovvia necessità di sparare a vista a Budda; né che calando docili le brache sulle bollette a strozzo si accelera l’inevitabile crollo del capitalismo, come Negri ha insegnato alle avanguardie della rivoluzione.
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12 febbraio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Granato “Quella di Ghali è la vera hit di Sanremo, lui che ha avuto il coraggio di dire la parola proibita”
L’arte del sembrare coraggiosi mentre si pratica la viltà non poteva avere pulpito migliore di Sanremo, il tempio della superficialità e del conformismo. I nostri politici vilmente si astengono dal prendere la posizione di stop al massacro, per compiacere gli ebrei, ora che gli ebrei sono potenti. (E non separando i contendenti non tutelano, come pure si dovrebbe, neppure gli ebrei, che seguendo Netanyahu si stanno attirando esecrazione e odio). Siccome anche i palestinesi hanno poteri alle spalle danno loro un contentino con questa patetica uscita “ribelle”. Da notare che nella stessa trasmissione Fiorello ha fatto uno spot pro frodi mediche*; le vittime di queste frodi, che siamo tutti noi, non hanno protezione; la RAI e chi la controlla quindi collaborano. A riprova del carattere mercenario di Sanremo, che mescola il mandolino a cose serie e gravi e, espressione di una classe dirigente debosciata, dosa la morale a seconda degli interessi dei potenti che serve. Gli italiani, sempre troppo pronti ad applaudire, dovrebbero invece riconoscere come un segno di disprezzo che vengano spacciate per virtù le gag sul palcoscenico-marciapiede dell’Ariston.
*Commento di menici60d15 al post dell’11 febbraio 2024 “Sanremo 2024, l’ambasciatore di Israele attacca Ghali per aver detto “stop al genocidio”. Gasparri “La Rai si scusi”. Fassino: “Dovevano ricordare le vittime di Hamas”. E l’ad Sergio “solidarietà alla comunica ebraica” “.
@ darthvader. Tu dai giudizi troppo tranchant. C’è qualcosa di orwelliano nella pressione a celebrare il festival di Sanremo, così sproporzionata rispetto al merito musicale, e cieca ai demeriti di costume. Si dice che convenga incoraggiare i popoli subalterni a cantare, per non farli pensare e tenerli sottomessi. Ciò non toglie che per Sanremo nei decenni siano comunque passate tante belle canzoni.
Il festival è l’ultimo luogo dove parlare di cose importanti. Come le guerre, o il cancro. Ma sostenere che le tragedie degli ebrei e dei palestinesi, e i conseguenti pericoli per il mondo, non ci devono riguardare, fa congetturare, Darth, che l’elmetto, la maschera e forse anche il mantello e il maneggio della spada laser intralcino le tue capacità cognitive; peggiorandole, visto che sono le stesse che ti hanno spinto ad acconciarti così.
@ checilascialoz@mpino. Data una mia giovanile passione per la causa ebraica, da studente di medicina scelsi Israele per un mese di scambio studentesco. Tra i ricordi positivi ho quello della disponibilità dei medici. Nell’insegnarmi una procedura (il prelievo di sangue arterioso) mi spiegarono che la prima cosa è mettersi in una posizione comoda, con gli strumenti pronti e ben disposti. “Altrimenti avrai problemi, e comincerai a sudare”. Non ho dimenticato la lezione, che ritengo vada applicata anche sul piano intellettuale. Che cosa c’entra Sanremo con una questione solenne e complessa come lo scontro Israele-Palestina. La si deve affrontare in un ambiente adatto e preparati; consapevoli che mentre l’orrore e la follia sono chiari, e vanno fermati senza discussioni, molto probabilmente noi pubblico non abbiamo tutti i dati e gli strumenti per comprenderne cause ed effetti. Non aiuta molto buttare la frasetta furbetta tra strimpellate e buffonate, mentre sottobanco si favorisce la strage; e insieme alle marchette RAI-Fiorello pro frodi mediche (che ci riguardano direttamente, e dovrebbero essere oggetto di indagine e contestazioni, prima di mettersi a fare la morale agli altri sui massimi sistemi).
Un’altra cosa memorabile che mi disse un ebreo, a Boston; questa sul conflitto tra loro e gli arabi: “Each group thinks their shit doesn’t stink”.
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25 febbraio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Barbacetto “Sanremo, Gramsci e la politica afona: ancora una volta, non sono solo canzonette”
Gramsci. Mussolini lo fece mettere in galera e lentamente lo uccise. Stalin via Togliatti lo faceva trattare così: “Intanto Gramsci è isolato nel Collettivo del carcere, fatto segno a atti ripugnanti di ostilità (pallate di neve, sputi di un tubercolotico sul suo pasto, dileggio per la sua gobba) e di fatto espulso (e quindi espulso dal partito)”. (Corsera, 17 lug 2003).
Gramsci mostra un caso di voce veramente indipendente. Gali, Mahmood, etc. sono esempi di “dissenso di agenda”, dettato dal potere che si dice di combattere. Promozione dell’omosessualità, mascheramento etico dell’immigrazione forzosa, liberalizzazione delle canne per avere un popolo di intontiti, contentino ai palestinesi mentre si appoggia il massacro. Il dissenso di agenda pseudoprogressista è un mezzo di marketing politico per l’establishment. Si è già ghettizzato da solo chi riconosce come autentico, valido e serio il “dissenso” propinato dal palcoscenico più falso, controllato, artefatto e fatuo che è Sanremo; tra la pubblicità occulta di sneackers come di sovradiagnosi fraudolente di cancro*.
*Commento di menici60d15 al post dell’11 febbraio 2024 “Sanremo 2024, l’ambasciatore di Israele attacca Ghali per aver detto “stop al genocidio”. Gasparri “La Rai si scusi”. Fassino: “Dovevano ricordare le vittime di Hamas”. E l’ad Sergio “solidarietà alla comunica ebraica”.
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5 marzo 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post ““La tua rivoluzione è stata la mia”. Polemica su Di Cesare per il post su Balzerani (poi cancellato). Rettrice La Sapienza: “Sconcerto””
Si possono esecrare le tesi di un intellettuale che sostenga la lotta armata, ma comunque rispettarlo. E’ invece disgustoso che – bene imboscata nello Stato con una cattedra universitaria – si elogi il terrorismo pilotato. Tramite il terrorismo affidato ai vari Moretti*, il compagno della Balzerani, si è soggiogato il Paese, si sono eliminati leader che lo volevano libero, si è selezionata una classe dirigente di servi. Disgustoso è il narcisismo del fiancheggiare l’oppressore e presentarsi come fiancheggiatore della ribellione all’oppressione (vale anche per i post-fascisti).
Donatella Di Cesare ha pubblicato “Immunodemocracy. Capitalist asphyxia” una critica addomesticata dell’operazione covid che vorrebbe sostituirsi a quella – per me altamente valida – di Agamben (vergognosamente attaccato, anche su questo sito). Il saggio è stato subito pubblicato dalla Massachussetts Institute of Technology Press. Toni Negri, promotore del terrorismo con legami con figure sinistre del capitalismo, fu pubblicato dalla Harvard University Press. A Cambridge, Massachussets (Boston), trovano porte aperte e così legittimazione e prestigio autori italiani che si appropriano di critiche antisistema, le deformano e le indirizzano in forme che ne permettono un utilizzo strumentale da parte del potere che dicono di combattere.
*S. Flamigni. La sfinge delle Brigate rosse. 2004.
@ MARCOBASTA: Non metto in discussione il diritto di salutare sul piano umano anche il peggior delinquente. Ma si ha anche il diritto di osservare che riconoscendo con l’occasione dignità alle “idee” di un doppio gioco, sanguinoso, preparato a tavolino in qualche think tank di oltre oceano, condotto per stupidità o scelleratezza, che ha portato alla decadenza invece che alla crescita, ci si esibisce nell’arte del servire il padrone fingendosi ribelli.
Come in tutte le storie di ambiguità e doppiezza, “una parola” non basta. Ci sono abbondanti evidenze che ci fosse anche cattiva fede. E protezione. Es. “stella a sei punte” Moretti. Nella migliore delle ipotesi, “ci credevano” come utili idioti. Gli intellettuali servirebbero a questo, a riconoscere i cattivi insegnamenti. Es. Pasolini: “Essi credono di spezzare il cerchio e invece non fanno altro che rinsaldarlo”.
Avremmo bisogno di un’autentica sinistra progressista, e di un’autentica destra conservatrice. Invece appare che siano permesse solo caricature, vuote dietro alle sparate, e accomunate dal servire i poteri che nel 1978 manovravano i terroristi improvvisati, resi “samurai invincibili”, e che oggi non ne hanno neppure bisogno, essendo sufficiente il personale politico ottenuto anche con via Fani, via Caetani, etc.
@ MARCOBASTA: Prima l’ha “salutata” lodandone i deliri e lo sfacelo provocato, poi si è retratta, come il cucù degli orologi svizzeri. Non ha neppure tenuto il punto, ma ha nascosto il braccio. Va bene la lotta armata, ma anche i contributi INPS….
L’espressione sui samurai è di Tobagi: “non sono samurai invincibili”. Tobagi fu ucciso da dei figli di papà, al solito protetti. Non è “fare i samurai” fare i sicari – e le patsy, i prestanome – essendo un terminale di apparati delle maggiori potenze politiche e militari, servendole in quello che voi dovreste riconoscere come “imperialismo”. E’ invece simile alla viltà degli squadristi, che attaccavano in venti contro uno. Si sono spente le voci equilibrate, come Moro e Tobagi, si sono eliminati coraggiosi autentici, da Bellomo a Rossa a Borsellino a Calipari, e si dà spazio a sguaiataggini servili e incoscienti con ritrazione incorporata. In Italia pure terroristi e annessi tengono famiglia, e sono raccomandati.
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1 dicembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di V. Agnoletto “Aids batte Covid 42-7. Ma per entrambe le pandemie c’è una rimozione totale”
Certo. Non c’è 2 senza 3*. Da “The real Anthony Fauci”:
“His success at using the AIDS crisis to bring a deadly, toxic, and ineffective AIDS drug to market taught Dr. Fauci some key career lessons that he would faithfully repeat again and again and again throughout his long regime. During his battle to win FDA approval for AZT, Dr. Fauci pioneered the strategies upon which he would build his career and then showcase for the world during the COVID epidemic. These include:
-Pumping up pandemic fears to lay the groundwork for larger budgets and greater powers
-incriminating an elusive pathogen
-fanning hysteria by exaggerating disease transmissibility
-periodically stoking waning fear levels by warning of mutant super-strains and future surges”
Seguono altri 26 punti, che andrebbero letti da chi abbia responsabilità sulle “pandemie” o commenti su di esse. Lo schema Fauci riportato da Kennedy dà un’idea di quanto avvenuto. E di quanto si vuole tornare a commettere. Un’idea molto più fedele di quella diffusa e imposta dagli Agnoletto, Mattarella, Sciarra, Bergoglio, etc. E coonestata dai sedicenti colleghi di Borsellino, che sgomitano con forchettoni e postfascisti presentandosi come indomiti difensori della Costituzione, ma collaborano davanti a corruzione e fascismo superiori, all’approntamento della reiterazione di crimini immani, di re-applicazione di una costituzione orwelliana.
* Anthony Fauci: 40 Years of Lies From AZT to Remdesivir. Off Guardian ott 2020.
@ Vittorio Agnoletto: Fauci, la informo, è stato anche il principale regista, o frontman, dell’operazione covid. Come è illustrato con ricchezza di particolari nelle 500 pagine del libro di Kennedy. Su Google la ricerca Fauci + covid dà circa 4.5 milioni di risultati.
Lei ha svolto anche attività politica ed è stato parlamentare europeo. Con la “sinistra”: non sorprende affatto questo suo dichiararsi avversario di ciò che nei fatti servite. Nel mondo delle false flag regnano “l’arbitrarietà, la follia e il mistero”: il non sequitur, la negazione del conseguente, convergenze e rovesciamenti di ruoli all’apparenza mostruosi. Basti pensare – non è il vostro caso – quali poteri le BR hanno in realtà servito. O dove il pifferaio Casarini, oggi cocco del papa, condusse gli ingenui al G8. Fauci a sua volta è stato coautore di un ottimo articolo sul dover considerare le polmoniti da sovrainfezioni batteriche nelle ondate epidemiche di ILI, virali: Predominant Role of Bacterial Pneumonia as a Cause of Death in Pandemic Influenza: Implications for Pandemic Influenza Preparedness. 2008. E’ stato ottenuto un effetto omicida facendo l’opposto; il vero “piano pandemico”.
I precedenti di Fauci – o di Ferguson, ai quali i magistrati di Bg hanno affidato la ricostruzione via Crisanti invece di indagarlo – sono tra i numerosi precedenti dell’operazione covid, che sto cercando di raccogliere.
@ Cynical: Il senso è che oggi non si spacciano solo terapie come dice Agnoletto, ma pacchetti malattia-cure, come è stato col SARS-CoV-2. E come fu con l’HIV. Cioè si manipolano etiologia, descrizione, diagnosi con realtivi test tarocchi, gravità con conseguenti allarmi, razionale dei provvedimenti, misure non farmacologiche. E poi, ci mancherebbe altro, anche le medicine. In un complesso che spesso causa ciò che dice di combattere, come avvenne già per l’AZT di Fauci. Col covid si è venduto in aggiunta anche un colpo di mano antidemocratico e di imbarbarimento.
@ Cynical censurato insieme al commento al quale rispondevo: Non so chi sia Carlson. Ho letto e apprezzato il libro di Kennedy per quello che dice sul Covid, inclusi i risvolti politici. Non per il suo schieramento politico. Sul quale sono cauto (e senza troppe illusioni). Se la sua posizione di troll glielo permettesse dovrebbe provare anche lei a giudicare in base al merito, invece che alla fazione.
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13 dicembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post ““Sono il primo ad affrontare il problema con un’onestà così brutale”: il manifesto di Luigi Mangione pubblicato online” “
CENSURATO
Brutale sì. Onesto no. Le cose stanno peggio di come dice. Non dice che le assicurazioni, inclusa quella dell’ucciso*, colludono col business medico per vendere prodotti inutili e dannosi. Non dice che è il sistema del terzo pagante e della socializzazione dei costi, dove il consumatore non è il paziente ma il medico, che favorisce i più lucrosi e infami business. Le assicurazioni private ne sono solo una delle possibili varietà. Come gli interessi che dice di combattere, spinge per la trappola “accesso alle cure = migliore salute”, senza considerare che ciò è vero solo se condizionato a efficacia, appropriatezza e sicurezza. Questa storia del filantropo-killer, una figura già introdotta**, puzza.
Il coro di fan che sta venendo stimolato ricorda l’inneggiare incosciente ai proclami deliranti dei brigatisti: come voleva “il nemico”. Può darsi sia un’operazione volta a un cambiamento gattopardesco, con le impresentabili assicurazioni private che fanno un passo indietro e gli Stati, ormai indeboliti rispetto alla finanza, che divengono ancor più agenti dello stesso business medico iniquo dietro alla copertura della medicina “pubblica”***. In realtà sempre dettata dallo stesso business, del quale le assicurazioni private (e perfino la famiglia del “giustiziere”) sono una delle facce.
*How one Medicare Advantage insurer made billions from overdiagnosis. Lown institute, 19 ago 24.
** Leopardi, Unabomber e altri eversori
*** Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte
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16 dicembre 2023
Blog de Il Fatto
Commento al post “Negli Usa crowdfunding per il presunto killer Luigi Mangione. Raccolti 120mila dollari in meno di 24 ore”
Fabio: Chissà perchè, mi viene in mente Gaetano Bresci…
@ Fabio: A me invece viene in mente Pasolini: “usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.”
Vedi:
– Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte
– Leopardi, Unabomber e altri eversori
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13 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Cosenza, morto a 82 anni Franco Piperno: fondò Potere operaio insieme a Toni Negri”
“Un killer [Gallinari] che nel preparare il caricatore della sua arma inserisce un proiettile non compatibile con la stessa a rischio inceppamento? Un altro indizio, non certo il primo, che la «geometrica potenza di via Fani» di cui scrisse Franco Piperno, leader di Autonomia operaia, è solo una bubbola, una leggenda, un falso storico.” (S. Limiti, S. Provvisionato. Complici. Chiarelettere, 2015).
Rivoluzionario con testimone di nozze il ministro dell’interno Restivo; “autonomo” frequentatore degli stabili zeppi di servizi e prelati di via Massimi, una delle basi del rapimento Moro. Tra le figure del villaggio Potemkin dove una falsa democrazia resiste a falsi terroristi. L’ho citato di recente su come l’idea stessa di resistenza democratica – che un diverso calabrese, Fausto Gullo, voleva come diritto costituzionale, insieme a Dossetti – sia rigidamente censurata, e sostituita dall’istigazione alla violenza che rafforza il sistema. Con cattivi maestri che vanno da Piperno a Mangione*.
Predicatore del terrorismo pro capitalismo, trovò naturale collocazione nel solido villaggio Potemkin calabrese, dove l’antimafia di facciata copre e aiuta il milieu mafioide della borghesia massoclericale; perseguendone 1 per favorirne 99. Compari che inoltre collaborano come allora alle epurazioni di quelli dell’Italia che è stata soppressa dalla geometrica potenza NATO; dove PdR sarebbero stati i Moro e i Piersanti.
* La resistenza democratica proibita e il ribellismo violento pilotato
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16 gennaio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Cremaschi “La schifosa violenza sulle attiviste a Brescia non cade certo come un fulmine a ciel sereno”
Tutti zitti per la compressione dei diritti e le bollette a strozzo. Tiene banco l’ecologismo pretestuoso ed elitista di “Extinction rebellion”, l’ideologia a sostegno del degrado delle condizioni di vita delle persone comuni col prestesto del salvarci dalla fine del mondo. I soldi dei cittadini andranno in armi, e così anche alla Leonardo. E’ come col ’68: l’induzione di una falsa ribellione gradita al potere che tenga fuori la protesta giustificata, civile ed efficace occupandone lo spazio. Posso testimoniare che la Questura di Brescia, che si presta al gioco, non è oggi migliore di quando nel 1974 fece lavare ai VVFF la piazza subito dopo la strage, eliminando le tracce dell’esplosivo. Non sono migliori i media, che non scavano ma diffondono recite e sceneggiate con la relativa “morale” e la costruzione di improbabili eroi ed eroine. E non sono oggi migliori quelli che come allora si fanno dettare dal potere come e per cosa devono “combattere” e cosa devono trascurare.Sono di gran lunga peggiori di allora i sindacalisti, collusi sia in sceneggiate anti-lavoratori del genere, sia nell’impiego di lavoratori per la repressione del dissenso, quello vero, con sistemi da Germania dell’Est.
V.:
– La resistenza democratica proibita e il ribellismo violento pilotato
– La piaga del sessantottismo
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31 agosto 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post “Fdi contro Di Cesare: “Ha esaltato le Br, la sinistra ritiri la sua candidatura in Calabria”. Tridico: “Atto intimidatorio””
Giustino De Vuono, calabrese di Scigliano, criminale facile alla violenza, si aggregò alle BR, divenendone capocolonna. Protetto dal SISMI. Per alcuni la scellerata raggiera di colpi attorno al cuore di Moro il 9 maggio era la sua firma. I brigatisti con le loro teorie rivoluzionarie da quattro soldi servirono come false flag, per l’eliminazione esemplare di un politico non sottomesso. Con Moro, o con il moroteo Piersanti, il destino della Calabria non sarebbe stato così ingiusto. Chiedere il voto esibendo l’autrice di un omaggio alla falsa bandiera rossa che ha coperto una disgrazia nera per la Calabria non è così lontano dal candidare ndranghetisti o piduisti; ai quali si dice De Vuono, sodale della Balzerani, fosse legato. La candidatura è manifestazione della promiscuità dietro alle sceneggiate; tra i massoni, clericali, finti sinistri, fascisti, istituzioni marce, che si spartiscono la Calabria.
Si vuole coprire lo squallore dando l’impressione che la partita per il malloppo sia una contrapposizione dalle profonde radici ideologiche. La disputa inscenata tra quelli che proteggono i burattini neri e quelli che proteggono i burattini rossi forniti a suo tempo allo stesso burattinaio – lo stesso che entrambi servono a puntino oggi – ricorda i due mariti che si rinfacciano la prostituzione delle rispettive mogli agli occupanti USA in Polvere di Stelle. (Scena davanti al Grand Hotel, 1:16:30).
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6 novembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di Paolo Dimalio “Canapa e Decreto sicurezza, sequestri ai coltivatori di nuovo bocciati dai giudici: “Manca effetto drogante, aziende legali””
“Un altro esempio significativo è l’esecuzione del Piano Blue Moon, un’operazione mirata a diffondere stupefacenti negli ambienti giovanili in Italia allo scopo di spegnere l’interesse dei giovani verso le questioni politiche e civili”. S. Limiti, Doppio livello, 2013.
“p.m. – Lei ha mai sentito parlare dell’operazione Blue Moon? imputato – Sì.p.m. – Vale a dire? imputato – Vale a dire che promuovere la diffusione delle sostanze stupefacenti avrebbe abbattuto la soglia di una eventuale ribellione nei giovani”.
Tribunale di Brescia – Corte D’Assise. Il p.m. interroga un ex agente del SID (8 gennaio 2010).
L’ordine oggi è di indurre la popolazione a stordirsi con la cannabis. Uno sdoganamento culturale che apre la porta al campo sconfinato e incontrollabile delle droghe di sintesi. I magistrati eseguono, riscrivendo loro la legge; alla tavola di Sciascia*. Riscrivendo la descrizione del reale, con una ontologia di comodo** dove la concentrazione chimica sarebbe una caratteristica intrinseca e immutabile, come il numero atomico o il peso molecolare.
* Le leggi a tavola di Sciascia
** Il peculato intellettuale dei magistrati
@ fuzzylogic: Alcol e tabacco fanno male. E anche la cannabis. Combattere l’alcol e il tabacco, evidenziandone i danni, e allo steso tempo promuovere il consumo di cannabis, che pure fa male, inclusa “QUESTA”*, nascondendone gli effetti nocivi, è un esempio di logica non-aristotelica, nel senso che non rispetta il principio di non contraddizione. E di logica fuzzy; nel senso di logica pelosa.
* Potential adverse drug events and drug-drug interactions with medical and consumer cannabidiol (CBD) use. Journal of Clinical Medicine 2019.
@ fuzzylogic: “La cannabis standard non fa male ergo a maggior ragione la light è innocua”. Non è un “a fortiori” valido. E’ un a priori sulla realtà empirica. Un ex falso quodlibet, perché laTHC ha una serie di effetti nocivi. Un non sequitur, perché posto che una diversa molecola non abbia effetti psicotropi non significa che non possa avere altri effetti nocivi, v. art. sopra.
Propaganda e magistrati trascurano che quelle che si stanno dando da fare per porre in libera vendita come caramelle restano comunque sostanze con attività farmacologiche complesse tutt’altro che innocue. E come la liberalizzazione apra culturalmente i cancelli di una giungla farmacologica. Applicano una velina di marketing, falsa, illogica e perniciosa.
Cannabis Use Tied to Higher Risk for Incident Diabetes. Medcape 2025
Cannabis Is Interfering With the Heart. Medscape 2025
Far From Harmless? High Levels of THC Associated With Psychiatric Disorders. Medscape 2025
Cannabis and Lung Cancer: A Link Stronger Than It Appears. Medscape 2025
Cannabis Use and Head and Neck Cancer. JAMA 2025
Cannabis Commercialization Linked to More Hospitalizations. Medscape 2023
Young Men at Highest Schizophrenia Risk From Cannabis Abuse. Medscape 2023
Protecting youth from cannabis marketing. Psychology today 2022
Perinatal Marijuana Use and the Developing Child. JAMA 2018
Marijuana and Cardiovascular Disease—What Should We Tell Patients? Ann Int med 2018
Americans’ View of Marijuana Is Rosy, and Unscientific. Reuters 2018
@ fuzzylogic: Ai piedi del Vesuvio e sulla caldera dei Campi Flegrei, esposto alla prossima grande eruzione, è stato costruito l’equivalente di un’intera metropoli. Secondo il tuo “a fortiori primario” o si sgombra l’area deportando quelle centinaia di migliaia di persone del terzo maggiore agglomerato urbano in Italia o si permette di tappezzare di case altre zone inedificabili. Disgiunzione qui addotta per premere per la seconda opzione; un misto di tu quoque, two wrongs make a right, falsa simmetria, irrilevanza. Una variante degli standard negativi*.
Non ho trovato chi presenti come valido tale schema di ragionamento. Né tanto meno chi lo chiami “a fortiori”. Lo a fortiori è lo “a maggior ragione”**. Es. la sostanza x non fa male quindi la sostanza x depotenziata farà ancor meno male. Ora che mi fai pensare a queste capziosità, è riconosciuto che l’industria del tabacco abbia già usato lo stratagemma del “light” per le sigarette, con i relativi danni: es. “the light’, ‘pale’and ‘mild’ packaging sells a lie.” ***.
* La raffinata barbarie degli standard negativi
** A fortiori argument. Cambridge dictionary of philosophy. 1995.
*** Goldacre B. I think you’ll find it’s a bit more complicated than that. 2014.
@ fuzzylogic: L’illusione – pelosa – del “calculemus” di Leibnitz, di poter costruire e applicare, a scapito della realtà empirica, cioè a scapito del quadro complessivo di conoscenza acquisite, dati di fatto, circostanze, interessi in gioco, un sistema deduttivo che generi decisioni “oggettive” è anche uno dei peccati capitali dei magistrati. L’esempio con i vesuviani mostra cosa permette il tuo fantomatico “a fortiori primario”. Che è comunque fallace. E la tua pretesa di ridurre una questione farmacologica alla logica. O meglio alla “logica” alla Humpty Dumpty: “When I use a word, it means just what I choose it to mean—neither more nor less.” (A proposito dei magistrati, Humpty Dumpty risponde ad Alice che “The questioni is which is to be master”; nessuno può farsi signore delle parole e delle regole del ragionare*). Lewis Carroll, logico matematico, era immerso nell’ambiente di Oxford. Da noi in questi casi si cita più comunemente la celebre espressione del conte Mascetti in Amici miei. Oggi purtroppo sempre più spesso appropriata e calzante anche in quelli che dovrebbero essere i livelli più alti del sapere, data la loro cattura e corruzione.
* Il peculato intellettuale dei magistrati – La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati
@ LorenzoM68: Quanto bisogna essere scarsi per fare preferire – da parte della minoranza che ancora vota – l’attuale governo a voi, che vi concentrate, con la consueta supponenza, su temi come la libera canna ?
@ LorenzoM68: Non è buon segno che per difendere l’istituzione di un business miliardario* si debba ridursi a ricorrere al bulverismo**.
*Big cannabis in the UK: is industry support for wider patient access motivated by promises of a recreational market worth billions? BMJ, 2020
** Il bulverismo giuridico e giudiziario su questioni mediche
@ LorenzoM68: Qualche iniziale difficoltà l’ho avuta nel comprendere come si possa scegliere di questi commerci, a danno dei singoli e della comunità. E come si possa renderli legali con trucchetti dozzinali.
@ Minutemen: Una bugia, un escamotage ripetuto in diverse lingue resta quello che è. Ricorda i distinguo e le limitazioni di Nordio, “in nome del diritto” su intercettazioni, perquisizioni, indagini: siete più simili di quanto facciate credere agli spettatori.
@ LorenzoM68: Non è “prodotto” ma materia prima. La cui concentrazione di principio attivo è modificabile. Per dirne una. Un’altra è il rapporto ballerino, dagli illusori margini di scurezza, THC/CBD*. Il rapporto sballato insulti/argomenti dei pro-canna nel rispondermi non depone per una buona fede.
*The double edged sword of medicalising cannabis . BMJ, 2019.
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13 dicembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Bellelli “Così si è costruita la tempesta perfetta per la catastrofe degli esami filtro a Medicina”
In altri paesi occorrono 4 anni di materie scientifiche prima di poter tentare l’ammissione a medicina. Ci vorrebbe un corso preparatorio di 4 anni. Con un biennio di scienze hard per ottenere una competenza tecnica decorosa, scremare gli inadatti e sviluppare un minimo di immunità sulle frodi pseudoscientifiche. Frammisto a un biennio come infermieri generici in tirocinio, per avere un contatto con la realtà clinica, e per testare e affinare le capacità umane. (A completare l’utopia, dopo la laurea obbligo di 1-2 anni di PS).
Ma il mercato richiede piazzisti manovrabili e ricattabili, ignoranti sotto il salmodiare a orecchio di “scienza”. E’ “la tempesta perfetta” perché si scontrano vecchie volpi e aspiranti dr. Tersilli. I primi hanno posto test nè blandi nè irragionevoli, ma senza i corsi e il tempo per raggiungere la preparazione sufficiente a superarli. Vecchio trucco, sul quale poi i baroni si atteggiano a luminari torreggianti assediati da asini.
O da “comunisti” dice la Bernini, forse con riferimento al 6 politico degli anni ’70. Quelli dei cattivi maestri. Che scalzarono l’insegnamento di don Milani, che invece aveva detto agli scolari che “ogni parola imparata oggi è un calcio in c. in meno domani”. Le matricole mostrano già elevate capacità professionali: l’arte della pretesa trombonesca e della lagna aggressiva. Non chiedono di venire ben preparate, ma di essere ammesse al buffet senza tante storie. Si metteranno d’accordo.
@ ilfigliodiforrestgump: “Così ci si laurea a 32 anni“ è un’esagerazione che giustifica le pretese che stigmatizzi. Presi la laurea in medicina a 24 anni ma preferirei averla presa a 26 anni – come in altri paesi – con un corso come quello che abbozzo. Per il resto ti do ragione. Le scuole relativamente più importanti sono le elementari. Se mancano le basi si è fregati per il resto della vita. Sarà un penoso arrancare.
Non c’è un interesse ad avere un buon livello di preparazione dei cittadini e dei professionisti. Anzi. Alla frase di don Milani va affiancato l’aneddoto di Malaparte che i sovietici selezionavano tra i prigionieri chi sapeva leggere e scrivere, ma per sparargli. Nel liberismo, dove la ricerca del profitto ammette la frode, se sai troppo e costituisci una minaccia per grandi inganni puoi essere eliminato.
La medicina, da sempre percepita come pratica magica, vive di semplificazioni irrazionali. “Ci servono più medici”. La medicina non è più in mano ai medici ma a interessi finanziari e di potere, che gonfiano la domanda, deformando l’assistenza a scapito della medicina utile. Un esercito di medici di bassa qualità, incapaci, manovrabili e famelici, aggrava la situazione: l’effetto dr. Knock. In una sanità impostata sul profitto, dando “più soldi alla sanità” si alimenta un feed back positivo iatrogeno. La relazione tra spesa e salute non è riducibile a una funzione crescente semplice. V. US has the worst healthcare outcomes while spending the most, study shows. BMJ, 2024.
@ ilfigliodiforrestgump: 24=24+0.5+3+4.5? Tu hai un’aritmetica un po’ troppo elastica. E una visione ideologica un po’ troppo rigida. Lo studio da un lato rende non negoziabili le addizioni, dall’altro può far capire quanto sia vero che “non ci sono poteri buoni”. Malaparte non è la fonte più affidabile. Ma il lysenkismo in URSS è accertato. Come è accertato l’assassinio in Cile nei primi giorni dopo l’11 settembre 1973 dei medici di Allende (che era anatomo patologo) invisi come Allende alle multinazionali farmaceutiche. E’ ormai palese il lysenkismo liberista. A proposito, bisognerebbe parlare delle responsabilità della tua Cina nello scam globale covid*. Sono d’accordo che non stia venendo preparato un futuro sano per i giovani.
* COVID-19: Debating Divergent Views on Virus Novelty & Mortality. Neil et al. 7 nov 2025.
@ ilfigliodiforrestgump: Esamino con attenzione i consigli su libri da leggere. Possono essere preziosi. Permettimi di restituire la cortesia: libri come “Andromeda” di Crichton tu faresti meglio a non leggerli. Non aiutano a separare la fiction dalla realtà, tutt’altro. E tu non sembri affatto immune da problemi di separazione dei due campi.
Io lo leggerei non per avere informazioni scientifiche, ma per il fenomeno della anticipazione narrativa di grandi frodi. Es. il film “Contagion” di Soderbergh del 2011 rispetto al covid. Come se prima si stendesse un copione, inverosimile, e poi una “realtà” ufficiale lo svolgesse. Una forma di paradosso di Gettier.
Ricordo una strip di Charlie Brown. Lucy legge il giornale e dice: “succedono cose incredibili”. Charlie Brown: “Stai leggendo la cronaca? Lucy: “no, la pagina dei film”.
@ ilfigliodiforrestgump: D’accordo sul Ponte sullo stretto irrealizzabile (lo chiamo il ponte delle tre fate morgane: l’illusione ottica, l’illusione tecnologica e la truffa). Lo so che Crichton era un medico. Mi parlarono di lui alla Harvard medical school, dove si era laureato. E dove di balle di alto livello se ne confeziona un numero insospettabile. Lascia perdere le fiction per comprendere. C’è anche un complottismo dell’ufficialità; e il coronavirus sfuggito da un laboratorio è tra queste*. Parlo con piacere con te, ma ti confesso che Forrest Gump, l’esaltazione del semplicismo spacciato per buon senso, l’ignoranza presuntuosa davanti alla complessità presentata come merito, l’ho trovato una insopportabile propaganda. La vita è dura, e rifugiarsi nella fantasia è suicida. Sarà come dici da impazzire, ma bisogna cercare di fronteggiare la realtà togliendo schermi, non aggiungendoli.
*Even Ralph Baric would agree with us! Claim of Function, rather than the Gain of Function smokescreen, properly frames the lab-leak story. Neil, Fenton, 5 dic 2025.
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V. anche:
La resistenza democratica proibita e il ribellismo violento pilotato