Blog de Il Fatto
Commento al post “Borsellino fu avvertito dell’attentato ma scelse di proteggere la famiglia” del 4 feb 2012
Da un lato, dicendo che si sapeva che ci sarebbe stato un attentato, il colonnello Sinico fa un’asserzione che ricorda quelle prove matematiche dette “non costruttive”, che definiscono l’esistenza di un oggetto – l’attentato – senza che si sappia come giungere a quell’oggetto. E’ una forma di ragionamento che taluni esperti giudicano eccessivamente astratta perfino per il rarefatto contesto del pensiero matematico. Si sapeva che ci sarebbe stato un attentato, ma non si è operato efficacemente per individuare gli attentatori, bloccarli, proteggere il magistrato. Con le prove non costruttive si prova in maniera rigorosa, ad esempio, che è possibile sezionare una palla grande quanto un’arancia e ricomporla in una palla grande quanto la Luna.
Dall’altro lato, il carabiniere ripete, in una elaborazione edulcorata, la consueta tesi per la quale se uno è consapevole che se prosegue nel combattere l’ingiustizia verrà ucciso, e tuttavia non si tira indietro, allora è animato da pulsioni suicide o comunque sbagliate. La confusione tra il superare la paura della morte e il voler morire. “Dio sa che è lui che ha voluto farsi ammazzare” dicono i mafiosi. “Il battuto era almeno almeno un imprudente” secondo Don Abbondio. E in un popolo educato alla viltà tanti sono sinceri quando, per ciò che li riguarda, identificano la categoria del non arrendersi davanti ai crimini dei potenti con quella del suicidio, o con qualche altra distorsione psicologica.
La prima affermazione è di una logica che esorbita dalla logica del mondo reale. La seconda fa la caricatura di una deliberazione che fu nobile, ma suona inconcepibile per le concezioni che istituzioni e maggioranza popolare condividono sullo saper stare al mondo. La dirittura di Borsellino lascia attoniti e in commossa ammirazione noi persone di medio livello; ma induce altri a interpretazioni malevole. Credo che ciò che contribuì a condannare Borsellino presso i poteri forti, dei quali i mafiosi non furono che esecutori o “patsy”, sia stato il suo eccezionale coraggio, l’alta qualità della persona. A differenza dei tanti mangiatori di pastasciutta; inclusi tanti di quelli che sostengono che è il sangue di Falcone e Borsellino la sostanza che tinge di rosso le loro toghe.
* * *
4 giugno 2014
Blog de Il Fatto
Commento al post ” Borsellino, il pm Gozzo: “Magistrati e antimafia facciano autocritica ”
Sull’assassinio di Borsellino con i quattro agenti della scorta ancora non è stata fatta chiarezza. Il PM Gozzo chiede “cosa non ha funzionato”, in questi 20 anni di depistaggi: polizia, magistratura, controlli disciplinari e penali, Csm, la dottrina, la libera stampa. Immaginiamo un orologio le cui lancette girino alla corretta velocità angolare, ma in senso antiorario. Non è che quell’orologio “non funziona”: funziona al contrario. Quando certe “mamme”, che possono contare su esecutori obbedienti sia nella mafia che tra quelli che dovrebbero combatterla, ordinano di eliminare qualcuno, l’orologio istituzionale gira al contrario. Funzionando come un orologio svizzero.
* * *
6 giugno 2015
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Lauricella “Strage Borsellino, Scarantino racconta in aula il depistaggio di Stato: “Costretto a dire il falso da pm e poliziotti” “
“A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato”
PAOLO BORSELLINO
§ § §
Da La confusione tra forza di legalità e titolo di legalità nella corruzione giudiziaria, 7 giugno 2024:
Si pratica al contrario un antibayesanesimo. Invece di riconoscere la bassa probabilità di tutti i priors, e di pesare le evidenze per ciascuno aggiornando le probabilità, si aggiustano i priors, rendendo fittiziamente più probabili quelli che scagionano l’iniquo che è forte. Terroristi e mafiosi divengono samurai invincibili; con aiutini di qualche sparuta mela Marcia, si ammette, per non apparire troppo bugiardi. Il prior proibito non è che una chiacchiera da bar dei “complottisti”. Chi è stato trovato morto si è suicidato, per quanto ciò appaia improbabile. Se si è trattato di omicidio, è un omicidio mafioso, i poteri forti non c’entrano (Aversa). Nel caso di via D’Amelio, il prior proibito, l’improbabilità ad baculum dell’eversione sovranazionale per operare un cambio del personale politico dopo la caduta del Muro, ha fatto sembrare al confronto probabile l’assurdo di uno Scarantino attendibile. Si è poi operato un “trapianto” di prior: Capaci e via D’Amelio dovute a questioni di appalti. Un prior probabile, verosimile, ma in un altro quadro, quello della “routine” mafiosa di omicidi mirati. Improbabile al grottesco nel quadro di stragi di guerra, che obbligano lo Stato a stroncare le attività dei mafiosi e mandarli all’ergastolo ostativo.
Davanti ai priors iniqui andrebbe distinto l’aggiornare le relative probabilità mediante le evidenze, che è corretto e doveroso e che non viene fatto, dal manipolarli, gonfiando i prior improbabili o impossibili per lasciare indisturbato il prior proibito, e scagionare così tacitamente i poteri che vogliono sia apparire sullo sfondo, sia essere dichiarati estranei, come notò Manzoni. Allargando ad arte i prior meno probabili; o inserendo prior probabili in quadri vicini ma diversi, e quindi estranei; riguardando fatti sproporzionati alla gravità, come la routine delle ruberie sugli appalti, o essendo fattori causali intermedi, come l’appartenenza alla mafia o a bande terroristiche degli esecutori.
§ § §
15 maggio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Modica “Naufragio del Bayesian, il report britannico: lo yacht aveva “una significativa vulnerabilità strutturale”“
Oltre alla superc., la supercella, mesociclonica, un “uragano estremo altamente probabile” ma puntiforme, come un proiettile, con Porticello peggio di Capo Horn. Oltre all’ingegneria nautica scadente, col precedente dei rivetti del Titanic. C’è un terzo fattore: il palermitano è un’area antibayesiana. Dove cioè risultano cose che contrastano col principio dei prior, di considerare nella probabilità di un evento le probabilità a priori. Nei fenomeni antibayesiani si applica l’opposto del ragionamento bayesiano: le narrazioni ad hoc*. Es. la mafia arte e fattura diabolica**. [Lo scrivente pensa che il ragionamento antibayesiano sia proprio delle frodi mediche strutturali, della magistratura e forze di polizia corrotte verso i poteri forti, del giornalismo venduto etc ; ma è irrilevante]. I magistrati sono fondamentali nell’avvalorare queste narrazioni. Una parziale eccezione è Scarpinato, che in questi giorni sta contestando un altro fenomeno antibayesiano palermitano: un eccidio come via D’Amelio per faccende di appalti. Per esperienza, tra le attività dei CC c’è quella di confezionare narrazioni antibayesiane, ponendo cause ed effetti convenzionali, esponenzialmente sproporzionati; che tolgono di scena entità che strapotenti lo sono davvero, quindi calzanti nello spiegare i fatti ma innominabili. Bisognerebbe chiedere a Mori e De Donno cosa ne pensano sul Bayesian, versati come sono in superc.
* Il ragionamento anti-bayesiano
** I terroristi samurai e la mafia AFD