15 settembre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Open Arms, l’Anm di Palermo: “Da politica e governo accuse gravi ai pm, indebite forme di pressione. Violata la separazione dei poteri””
La solita scenografia costruita per occultare, distorcendoli, i termini reali del problema. Salvini al governo aveva mezzi legali, civili per fermare gli sbarchi. Con gli abusi delegittima la giusta opposizione all’immigrazione forzosa. I magistrati non sono da meno: dovrebbero perseguire la fictio omicida* dei naufragi deterministici che giustifica i traghettamenti facendoli passare per salvataggi, invece l’avallano.
Un aspetto dell’arte del servire i padroni sviluppata da Cassibile in poi sono gli atti istituzionali suicidi; il ductus subtilis di Stato. Cominciarono i magistrati con le cosiddette “sentenza suicide” per assolvere i fascisti. Il Viminale partecipa. L’altro ieri la Sciarelli, che si dichiara allieva di Cossiga, ha aggiunto un altro strato di copertura al rapimento Orlandi tirando fuori un labile legame tra la schifosa registrazione delle sevizie, che continua a trasmettere, e sevizie di polizia a brigatiste. Torturando i terroristi si è fatto mostra di essere loro acerrimi nemici, quando sottobanco li si è usati e protetti; si è evidenziata la necessità di tutelare “anche i terroristi” (il PM di Palermo su Salvini), quando l’impunità ha abbondato. In obbedienza ai voleri atlantici. Maltrattamenti di polizia alla Knox, da assolvere. E ai brutali pugnalatori di Cerciello**, da trattare coi guanti. Con parti tra Viminale e ANM opposte tra loro ma convergenti nel servire lo stesso padrone.
* Le morti catalitiche
** Impegno individuale e viltà di gruppo
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18 ottobre 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Capasso “Migranti Albania, De Raho: “Da maggioranza affermazioni sovversive contro i giudici, li vogliono proni alla linea governativa””
“I giudici sono prima di tutto giudici della UE e poi giudici del loro Paese” C. Davigo, LA7, Dimartedì, 3 ottobre 2023. La UE è il braccio degli USA e dei potentati finanziari. La dichiarazione di Davigo conferma come i magistrati siano proni a voleri sovranazionali e se ne facciano strumento. Praticano ad alto livello quella che è la strategia di tanti italiani, dal più umile ai vertici: cooperazione con il più forte, competizione con i pari e le persone comuni. Ovvero asservimento ai poteri forti anche a danno dei cittadini. Non è che i magistrati facciano “lavoro di opposizione”. Magari fosse vero che i magistrati fanno politica, nel senso di controllo e bilancio degli altri poteri nell’interesse del Paese. Hanno assunto un ruolo di commissariamento e censura al servizio di poteri che si pongono al di sopra dello Stato nazionale. Non sono meno sovversivi dei postfascisti, che vorrebbero imbrigliare il potere giudiziario più che altro per essere liberi di sgraffignare; e che vendono fumo ma non sono poi così diversi quanto ad asservimento ed egoismo. Nella democrazia farsesca si spacciano per “politica” i bisticci nello spartirsi la vendita della nazione.
Baruffe di corte: i baroni della destra e i mandarini della magistratura
I magistrati servitori di più padroni
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20 gennaio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mancato aggiornamento del Piano pandemico: imputazione coatta per 4 dirigenti ed ex dirigenti del ministero della Salute”
* Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale
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20 luglio 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Baraggino “Promozione e risarcimento per uno dei responsabili della “macelleria messicana” nella Diaz al G8 di Genova”
L’errore del Viminale si è risolto in un vantaggio per il poliziotto. E per la categoria, che ribadisce un diritto all’impunità e al premio per servire chi comanda calpestando i principi che la legittimano. I poteri ai quali chi occupa lo Stato è prono vengono serviti anche con lo stratagemma degli atti istituzionali suicidi, cioè fatti in modo da essere invalidati*.
Verso i forti, coraggio pochino: “il mestiere delle armi” si riduce alla violenza sugli inermi da silenziare e ai giochi di prestigio con le carte bollate. Magistratura cooperante, dalle sentenze suicide del dopoguerra per lasciare impunito e mantenere vivo il ceppo del fascismo storico**, all’oggi quando i magistrati reggono il gioco a favore dei nuovi fascismi.
* Gli atti istituzionali suicidi
**Franzinelli. L’AMNISTIA TOGLIATTI. 1946. Colpo di spugna sui crimini fascisti
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V. anche:
I magistrati servitori di più padroni