9 dicembre 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Pipitone “Il procuratore di Caltanissetta in Antimafia: “L’inchiesta su Delle Chiaie e le stragi? Vale zero. Indaghiamo su un’altra pista nera””
Come mezzi del potere, mafia e medicina condividono anche gli scambi ad hoc tra monocausalità e cause multiple. In medicina è prassi considerare una monocausalità quando le cause sono multiple. In modo da poter vendere trattamenti, giustificandoli come volti alla causa indicata come unica. Un esempio è la pressione in corso per gli screening neonatali*. Con la monocausalità si possono inoltre coprire cause multiple che si vogliono occultare, come i determinanti sociali della mortalità, a partire da povertà e deprivazione*. La monocausalità medica viene usata anche per mascherare manovre di potere inconfessabili**.
Vige la monocausalità della mafia “pantocratrice”***. Declinata dalla dx nella versione pura, “solo mafia”, e in quella “mafia con un pochino di deviazioni” da sn e magistrati. Ma sulle stragi nel cambio di repubblica, crimini smisurati e perentori, non ci viene detto come sia sparita la classe di ipotesi più semplice: di un’unica causa principale, necessaria e proporzionata. Es. le solite forze sovranazionali. Con i soliti autoctoni serventi. Invece la si butta, dopo 30 anni, nel gioco della sommatoria di cause multiple, cercando “concause” senza causa essenziale.
*From genome to exposome: universal newborn genetic screening is the wrong focus if we want to improve population health. BMJ, 27 giu 25
**ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato – La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide
***I terroristi samurai e la mafia AFD
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V. anche:
Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure
Il bambino nel solvente vs. il solvente nel bambino
“Scienza inversa”: un concetto da opporre alla parola tappabocca “scienza”