23 febbraio 2024
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mattarella: “Insulti e volgarità distorcono le campagne elettorali. Solidarietà alla premier Meloni per il manichino bruciato””
Bisogna stare attenti ai discorsi sul rispetto. In particolare quelli sul “rispetto per le istituzioni”. “Rispetto” è un contronimo: una di quelle parole che hanno due significati opposti. C’è il rispetto incondizionato per l’altro come valore. E c’è il rispetto parassitario preteso dal mafioso, il rispetto che si nutre del rispetto tolto a coloro che taglieggia e sfrutta. In una società civile il rispetto è un “bene non-rivale” e una relazione simmetrica. Io rispetto te, tu rispetti me e ne guadagniamo entrambi. Per il mafioso invece il rispetto è un bene rivale e una relazione altamente asimmetrica: lo si ottiene togliendolo agli altri. Si sottovaluta quanto l’Italia sia permeata di cultura mafiosa; si sottovaluta quanto la mafiosità culturale sia alimentata dalle istituzioni; che ne sono fonte, dietro alla tela di Penelope della lotta alla mafia di cosca. Il rispetto-valore vale sempre e verso tutti. Il rispetto mafioso viene tirato fuori all’occorrenza. Per chi è di intralcio alle operazioni puntualmente da lui patrocinate – es. quando tuonava “non invochi la libertà” mentre figure pubbliche usavano contro comuni cittadini argomenti come la mitraglia di Bava Beccaris, poltiglie verdi, esecuzioni sommarie, sputare nel cibo, etc – suona beffarda l’esortazione di Mattarella a non usare dileggio e immagini brutali come arma politica. Lo Stato per primo pratica routinariamente questi comportamenti contro chi si oppone agli abusi e tradimenti di chi lo occupa.
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14 Agosto 2009
Commento all’articolo “Quanti amici ha Totò Riina” di Giorgio Bocca
http://www.espresso.repubblica.it (v. anche: Giorgio Bocca provoca i Carabinieri: coesistono sul territorio con mafia e chiesa. Dura nota del Comando dell’Arma contro il giornalista dell’Espresso)
Lo storico J. Dickie ha scritto (Storia della mafia siciliana, Laterza) che Peppino Impastato vedeva i Carabinieri andare a braccetto coi mafiosi; gli stessi mafiosi che poi l’ avrebbero fatto uccidere. I CC sostennero che Impastato era un terrorista vittima del suo stesso ordigno; e poi che era un suicida. Ci sono due tipi d’ onore: quello parassitario dei mafiosi e quello che non si nutre dell’ onore degli altri.
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12 marzo 2025
Blog de Il Fatto
Commento al post di Lavoro & Precari “I sanitari hanno enormi responsabilità: andrebbe insegnato il rispetto per loro fin dalle scuole”
Ai bambini va insegnato il rispetto da praticare e quello da negare. Va spiegato che ci sono due livelli di rispetto buono. E che ce n’è anche uno cattivo. C’è il rispetto di base, che deve essere simmetrico, “A rispetta B e B rispetta A”, dovere e diritto, incondizionato e nessuno escluso. Anche quelli coi quali non si è d’accordo. “Niente è più difficile che rispettare nel proprio oppositore la dignità umana comune ad entrambi, cioè tollerare la contraddizione“ (Salvemini). E c’è un rispetto asimmetrico, aggiuntivo, verso l’autorità. Che invece è condizionato. A: 1) che anche l’autorità applichi il principio del rispetto di base simmetrico, cioè reciproco, universale. 2) che l’autorità meriti davvero fiducia e quindi rispetto. Ci sono infatti quelli che vogliono gran rispetto per loro per meglio negarlo agli altri. I mafiosi. E chi è in posizione di forza, spesso vestendo toghe, talari, divise, camici. Come chi chiagne che non lo rispettano e accomuna quelli che ha etichettato “no-vax” a evasori e truffatori. Insegnare tale “rispetto” è educazione alla mafia passiva (v. L’ onore e il rispetto).
Di fronte a me abita un’infermiera. Quando scrivo su internet delle frodi del business medico mi sbatacchia dalla finestra uno scendiletto sulla testa mentre passo. Il chiedere per sé speciale considerazione e insozzare gli oppositori è descritto come una tecnica della criminalità biomedica*.
*Memes by Themes #16: the Covid big lies. M. A. Alice. 12 mar 2025.
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V. anche:
I rituali zozzonici della banda Mattarella
La medicina sotto la presidenza Mattarella
L’uso del fisco nell’eversione di Stato
Il coraggio dei Carabinieri e la loro attività di repressione dell’onestà
I professionisti della metamafia
Il fascismo mussoliniano, il fascismo dei banchieri e il fascismo pecorone