Blog di Bruno Tinti
Commento al post “Metti una sera al buffet” – “Mondo delle regole” del 4 feb 2011
A proposito delle cose che succedono nel meraviglioso mondo delle regole:
Ratio formigoniana
http://menici60d15.org/2011/02/08/ratio-formigoniana/
Un principio come “L’omicidio è vietato” è stato parecchio addolcito da regole giuridiche, religiose e politiche:
La lama e il manico: la violenza indiretta
http://menici60d15.org/2008/04/11/la-lama-e-il-manico-la-violenza-indiretta/
Credo che sia appropriato, soprattutto dato lo sfascio, anche quello al quale fanno riferimento il dr Tinti e altri magistrati, un approccio “assiomatico”, che distingua nettamente le regole dai principi; che vanno dichiarati esplicitamente, e ai quali le regole devono obbedire.
La fallacia delle regole
http://menici60d15.org/2011/02/05/la-fallacia-delle-regole/
I cittadini obbediscano alle regole. Ma le regole devono obbedire a giusti principi. Che devono formare un giusto insieme.
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3 dicembre 2025
Blog de il Fatto
Commento al post di sostenitore “Le leggi non vivono di autorità, ma di riconoscimento: senza, ogni limite perde senso. E si arriva alla violenza”
Si parla tanto di obbedienza dei “commoners” alle regole ma poco di obbedienza delle regole ai princìpi. La subordinazione delle regole ai princìpi, il loro esserne implementazione limpida e sincera, le legittima*. E alimenterebbe forme sane del rispetto – nel duplice senso di stima della legge e di sottomissione ad essa – che si lamenta manchi.
“La legalità diventa l’arma avvelenata con la quale si colpisce alle spalle l’avversario politico. In un romanzo di Bertold Brecht alla fine il capo dei gangster comanda ai suoi seguaci: il lavoro deve essere legale. La legalità finisce qui come parola d’ordine di un gangster” . Da “il principio di legalità, un’arma a doppio taglio” Otello Lupacchini, Il Fatto, 27 luglio 2016.
Privandosi di Lupacchini Il Fatto ha perso uno dei migliori collaboratori. Aveva contrastato Gratteri. Dietro la cui logorrea mediatica e interventi giudiziari sul crimine fragorosi ma in realtà relativamente blandi rispetto al totale prospera in Calabria, posso testimoniare, il malaffare di baronie e poteri forti, che a braccetto con le “istituzioni” usano “le regole” per praticare una mafia senza rischi**.
* La fallacia delle regole
** La passivazione dei poteri predatori – MDA: la mafia dietro l’antimafia – I due comburenti istituzionali della mafia
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10 gennaio 2026
Blog de il Fatto
Commento al post “Schlein supporta il No al referendum giustizia: “Riforma serve a chi è al potere e vuole sfuggire a ogni controllo””
Schlein non è così diversa dalla Meloni nel vendere gli italiani; la principale differenza è che ciascuna li vende dando priorità diverse ai vari poteri forti. Es. la Meloni mette in cima alla lista gli armaioli. La Schlein, Big pharma – con un concorso della magistratura che è appropriato definire collusione*. La figura di Elly “armocromista” Schlein, calzante come capo di una sinistra voltagabbana passata dall’estremismo della dottrina marxista a quello liberista**, stimola il rigetto da parte dell’elettorato, che in maggioranza non va più a votare. Lo schierarsi della sinistra false flag conferma che si tratta di una lotta di spartizione tra fazioni – legate a poteri diversi – interna alla fascia castale dei privilegiati; e svilisce i motivi che obbligano a votare no, in difesa di principi, turandosi il naso. Se vincerà il sì sarà stato anche perché accompagnandosi a una sinistra che è la spalla che fa vincere la destra, la magistratura si mostra della stessa pasta dei politici che dietro alle chiacchiere badano al proprio vendendo i cittadini ai poteri forti.
* Nuove P2 e organi interni
** La subduzione di sinistra e magistrati
@ pippo11: Con Mani pulite i magistrati si sono messi al servizio di poteri forti. Alla Gattopardo, spazzando via il vecchio marciume, ma per fare posto al marciume nuovo. Infatti fanno fuori anche gli onesti invisi agli stessi poteri forti. Sull’arginare la loro presa sui politici, a titolo di esempio, non di paragone, non è che Bontade fosse il rimedio a Riina, o viceversa*. Soprattutto, si dovrebbe considerare l’asse verticale, quello sul quale stanno i poteri forti che entrambi i contendenti servono. Ma per gli italiani, mentre si appassionano a questi duelli tra Orlando e Gano, la terza dimensione è tabù**. Sull’asse verticale stanno anche i princìpi, come quello dell’uguaglianza davanti alla legge, o meglio, della sottomissione di tutti senza esclusioni a un piano superiore di princìpi di civiltà***, che per quanto calpestati nei fatti – dai magistrati non meno che dai politici, quando ci siano in gioco grandi interessi – sono ciò al quale i cittadini inermi possono appellarsi. Come notò Manzoni, a proposito di un caso di magistrati indegni in combutta coi governanti: “la ragione sfida a volte la forza, come a farle sentire che, a qualunque segno arrivi, non arriverà mai a diventar ragione”.
* La fallacia di Badalamenti
** Il vero terrapiattismo
*** Obbedienza alle regole e obbedienza delle regole
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V. anche:
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