La sindrome di Moro

2 July 2025

27 giugno 2025

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Gandini “I problemi di salute mentale dilagano: per curarli, bisogna tener conto anche delle contraddizioni sociali”

Prima di degenerare, quando era solo un bravo comico con tendenza alla critica sociale, Grillo disse: “Se non hai l’erezione non è perché tua moglie è una str. con la cellulite; sei tu che sei malato”. La Gandini dà un esempio di epidemiologia creativa: raccoglie sotto l’etichetta-ombrello “disturbi mentali da curare” – quella che comprende chi sente le voci – anche gli stati reattivi causati dal degrado del vivere civile. Ignora il dovere dell’epidemiologo di definire con precisione la effect variable. Ignora la prassi delle sovradiagnosi psichiatriche e della patologizzazione delle difficoltà della vita a favore degli psicofarmaci.

In compenso definisce un’importate categoria nosografica: la sindrome di Moro. Quando Aldo Moro tentava di salvarsi, gli stessi che lo tenevano nelle mani dei sicari fecero sfornare diagnosi psichiatriche e gliele addossarono, attribuendogli un disturbo mentale insorto in conseguenza della sua condizione di sequestrato, per negare valore alle sue lettere. (Secondo Cossiga i magistrati erano d’accordo nel trattare Moro come un soggetto psichiatrico). Oggi se si è stressati, avviliti, impauriti per il degrado sociale attuale e per il futuro cupo che si configura, non sono i responsabili che ti hanno venduto ad essere autentici sociopatici; sei tu che non hai retto, ti sei ammalato e vai curato.

 

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Vedi anche:

Patologizzazione surrettizia e materiale

L’omertà manzoniana su Moro

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