La mafia murina

29 September 2020

 

CENSURATO

18 settembre 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post “La guida al referendum di Marco Travaglio”

Per orientarsi su questo referendum è utile la lettura del libro del collaboratore de Il Fatto Vincenzo Imperatore, “Io so e ho le prove”. Nello svelare gli imbrogli del nuovo corso delle banche descrive anche l’ascesa di un nuovo tipo umano: il manager. Che, privo di scrupoli, criminale per mediocrità piuttosto che per spessore escogita e applica qualsiasi miserabile trucco per ingannare il cliente a vantaggio di chi lo ricompenserà per questo. Mi appresto a scrivere a un ministro in carica sulla rappresaglia mafiosa di un suo protetto, messa in atto, godendo di estese complicità, per avere osato chiedere legalità. Il libro di Imperatore è stato un eye-opener: non è solo cultura mafiosa. La mafiosità della borghesia parassitaria si sta fondendo con quella manageriale. Stessa sociopatia, modi diversi. Meno esibizione di violenza, più machiavellismi.

La mutazione antropologica del potere e dei suoi quadri non riguarda solo le banche, ma l’intera società e la politica. Questo referendum introduce il nuovo corso ponendo una falsa alternativa tra la vecchia cultura mafioide del politico-capobastone locale e quella manageriale del politico-weasel, poco radicato nel territorio, che persegue gli obiettivi imposti dell’alto recitando i copioni predisposti dal marketing; con uno zelo mercenario, una determinazione murina che porterà a rimpiangere quella lupesca dei vecchi farabutti.

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Vedi: 5 ottobre 2020 e 9 Ottobre 2020 Raffinatezza intellettuale e profondità culturale della Brescia di Emilio Del Bono e della TIM di Salvatore Rossi. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella

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28 aprile 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Zelensky come Gandhi”: nel libro sui “grandi discorsi della storia” entra il presidente di Kiev. Che va in copertina al posto di Kennedy”

Gandhi condusse il suo paese alla libertà con metodi non violenti. Zelensky appare essere l’opposto speculare di Gandhi: il prototipo del traditore che viene messo a capo di una nazione per venderla a interessi di poteri stranieri, fino a farla massacrare inscenando quanto gli viene richiesto. Il capovolgimento mostra come Franceschini non vada bene come capo del Ministero della cultura, ma sia perfetto come capo del Ministero della verità, quello che in “1984” di Orwell conia i tre slogan “War is peace – Freedom is slavery – Ignorance is strength”. La tragica sorte del popolo ucraino dovrebbe essere per noi un monito sulle conseguenze del permettere che le istituzioni siano occupate da fantocci, dediti a vendersi il Paese dietro alla propaganda orwelliana.

 

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Vedi anche:

L’uso del fisco nell’eversione di Stato in particolare, “Il ministro dei beni culturali Franceschini e la tutela della cultura mafiosa”, settembre 2020.

Un certificato di decenza per le attività antimafia

I professionisti della metamafia

Censura postale delle notizie di reato

I rituali zozzonici della banda Mattarella

Milizie bresciane

 

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