Lettere a Telecom-Tim per il boicottaggio e mobbing linea mobile

Boicottaggio e molestie linea mobile Kena

Brescia, 30 giugno 2021

Servizio Clienti Kena

Telefono utente 349…

-18 giugno 2021. Acquisto online l’offerta Kena “Minuti illimitati di chiamate verso tutti i numeri fissi e mobili, SMS illimitati verso tutti i mobili e 100 GB di internet 4G (inclusi 5,5GB in 3G per navigare in Europa) a 9,99€ al mese.” pagando i 9,99 euro richiesti con Postepay.23 giugno 2021. Il corriere che mi è stato avvisato avrebbe dovuto portarmi la SIM, orario 9-13, non si presenta. Né Kena me ne dà comunicazione. Contatto Kena per chat, e mi si risponde che la consegna avverrà il giorno successivo. Sia Kena, sia il corriere, Bartolini (che mi dice che la SIM non gli è stata consegnata) rifiutano di indicarmi una finestra oraria per la consegna.
-24 giugno 2021. Il corriere arriva alle 15:30. Alla busta Kena aggiunge della saliva: prima di consegnarmela si abbassa la mascherina e strappa la custodia di plastica con l’indirizzo con la bocca (immagine allegata). Non è la prima volta che Tim associa la consegna di una linea telefonica allo sputo.
La SIM risulta attiva in serata, con un numero provvisorio.
E’ in vigore non la tariffa che ho acquistato, ma una “tariffa base” che non solo mi fa pagare 50 centesimi per due secondi di telefonata di prova, ma toglie rapidamente credito senza che faccia telefonate.
-29 giugno 2021. Chiamo il servizio Kena, 181, e sollecito l’inizio del servizio, facendo presente che devo mettermi in viaggio. Mi si risponde che l’attivazione è automatica, e non c’è niente da fare.
-30 giugno 2021. Il numero e il credito da Iliad risulta finalmente trasferito a Kena, ma la tariffa Kena è ancora il piano “base”, con “nessuna offerta attiva”. In questo modo Kena sta succhiando indebitamente insieme ai soldi che le ho versato anche il credito che avevo su Iliad. Senza che io usi il telefono e perfino a telefono spento.

Nel partire e restare quindi senza linea fissa, e privato in questo modo da Kena del collegamento telefonico e internet, se non quelli dalla tariffa ultra-usuraia adottata da Kena arbitrariamente, invio al servizio clienti Kena questo resoconto. Sono passati 12 giorni dall’acquisto dell’offerta, e in linea coi precedenti trattamenti Tim ho ricevuto sputi, fastidi, inadempienza, danni da negazione di servizio e sottrazione di denaro. Spero che Kena-Tim reputi la dose di benvenuto sufficiente, e che voglia finalmente rilasciare il servizio che ho acquistato.

Francesco Pansera

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Spezzano della Sila, 5 gennaio 2015

Dr. Marco Patuano
Telecom Italia
Piazza Affari 2
20123 Milano

Sig. Tiziano Montini
Responsabile Telecom Center 2 SRL
Via X Giornate 77
25121 Brescia

Responsabile del negozio TIM
Apollo SRL
Corso Mazzini 192
87100 Cosenza

racc. r/r online

Oggetto: Le truffe di Telecom Italia in appoggio alle truffe di Telethon

Il 17 dicembre 2014 ho portato la mia SIM per internet key al negozio Telecom center 2 di Brescia, consegnandola agli addetti perché fosse ricaricata, e ho pagato i 20 euro che mi sono stati richiesti. Giunto in Calabria 2 giorni dopo, la SIM risultava non attiva. Una schermata di TIM mi chiedeva di versare online altro denaro, senza specificare quanto ne occorreva, per attivarla. Ho versato 6 euro, che evidentemente non sono bastati. L’applicazione di TIM ha rifiutato di accettare altri pagamenti online. Ho dovuto rivolgermi al negozio TIM Apollo SRL di Cosenza, che ha voluto altri 40 euro per attivare la SIM. Contattato telefonicamente, il negozio Telecom di Brescia ha sostenuto che loro non sono responsabili del prodotto che vendono, ma solo di incassare. Il negozio di Cosenza ha addossato la responsabilità al negozio di Brescia, ma ha sostenuto che anche in caso di errore del fornitore le spese aggiuntive sono a carico dell’acquirente. Per una ricarica offerta a 20 euro, mi sono stati estorti 66 euro, analogamente a quanto avvenuto in precedenti occasioni (all.).

Questa nuova (all.) truffa, che costituisce inoltre un boicottaggio della connessione a internet e una forma di discriminazione e di mobbing, aggiunge il suo contributo a un bombardamento continuo di molestie, discriminazioni, atti di mobbing, minacce, aggressioni fisiche, danneggiamenti, che trovano il loro movente nella mia attività di critico delle frodi strutturali in medicina.

Per esempio, ho mostrato come Stamina sia un’operazione volta a favorire le frodi della medicina ufficiale, e come Telethon benefici da tale manovra [v. “Stamina come esca per le frodi della medina commerciale” sul mio sito menici60d15]. Telecom si vanta di sostenere Telethon. Non è la prima volta che una grande impresa che sostiene Telethon si mette d’impegno a commettere atti illeciti a mio danno. Ritengo che la devozione di Telecom e di altre grandi aziende verso Telethon sia basata su impresentabili affinità; su inconfessabili intenti, riguardanti la speculazione economica e finanziaria sulla medicina; e che si attui con mezzi degni dei fini.

Quest’ultimo episodio, che appare voler ribadire un “diritto” di Telecom nei miei confronti a negare il servizio regolarmente acquistato e a imbrogliare a proprio piacimento, fa pensare che alcuni poteri vogliano introdurre il principio che i loro business, vuoi quello della telefonia, vuoi quello della medicina, sono troppo grandi per essere vincolati alle leggi e alla morale. Io al contrario penso che questa vostra martellante attività di mobbing, boicottaggio e provocazione verso di me rappresenti una forma di corruzione, che resta nell’ombra ma non è meno illecita né meno grave di quella legata al crimine organizzato.

Dr Francesco Pansera

Dr F. Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia
http://menici60d15.org/

All:

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Spezzano della Sila, 26 aprile 2014

Dr Marco Patuano
Telecom Italia
Piazza Affari 2
20123 Milano

racc. online

Frodi abituali TIM e metodo Dell’Osso – 22 aprile 2014

Poi c’è Salvatore La Barbera: oggi è capo della Polizia Postale ed è indagato anche lui a
Caltanissetta per calunnia a seguito delle nuove dichiarazioni di Scarantino.

(M. Lillo. Strage di Via D’Amelio. Il Fatto, 14 giugno 2013)

E’ singolare che, 2 giorni dopo la racc. online sulle frodi TIM basate sulla asserita connessione anticipata (v. all), il collegamento si sia di nuovo interrotto, questa volta per asserite chiamate automatiche di servizi a pagamento. Non si capisce come questa nuova, per me inedita, forma di frode abbia potuto verificarsi. E’ singolare anche che il servizio si sia interrotto alle 18 di Sabato santo, così che ho potuto recarmi a riattivare il collegamento – pagando altri 30 euro – solo tre giorni dopo. Gli addetti di entrambi i negozi TIM di C.so Mazzini a Cosenza si sono rifiutati di
dirmi quali servizi a pagamento mi avrebbero succhiato il credito, sostenendo che dal terminale non potevano vederlo e che il 119 la mattina del martedì dopo Pasquetta non funzionava. Un servizio di collegamento a internet offerto al costo di 25 euro mi è stato fatto pagare 65 euro; e mi è stato negato per per il 30% del tempo per il quale l’avevo acquistato, sempre che non ci siano ulteriori interruzioni.

Vi invito a farmi conoscere quali sarebbero i servizi a pagamento che mi avrebbero sottratto il credito e a disabilitare alle utenze a me intestate i servizi a pagamento del genere.

Un’altra coincidenza è il parossismo di boicottagi, dispetti, sottrazione di beni, danni economici, provocazioni, tentativi di discredito che ricevo da altri settori che sono pure sotto la giurisdizione della Polizia Postale. Che ho ricevuto anche nei giorni immediatamente precedenti a questo vostro gesto, e che devo temere continuerò a ricevere in futuro. Non mancano affatto gli elementi per definire un movente di tali comportamenti. Elementi che si attagliano anche ai peggiori trascorsi di Telecom. Mi pare si voglia creare un incidente a tutti i costi, o stabilire un clima di permanente intimidazione mafiosa nei miei confronti, da parte di ambiti istituzionali dei quali svelo la corruzione nei miei scritti. Anche questo reiterare e aggravare il sopruso se la vittima protesta o lo denuncia è nella mia esperienza una caratteristica costante di un certo tipo di criminalità che si sente con le spalle coperte. Caratteristico di un parassitismo istituzionale che rivendica il parassitismo come un proprio diritto.

Fino a 7-8 anni fa ero oggetto di stalking da parte di automezzi Telecom. Potevo ad es. prevedere che ogni volta che fossi andato ad acquistare o ritirare materiale elettronico per il pc avrei trovato “per caso” all’entrata o all’uscita dei negozi un mezzo Telecom che passava, o che si parcheggiava accanto alla mia auto. La stalking è cessato con gli scandali sui dossier illegali e i procedimenti giudiziari sui rapporti tra Telecom e servizi. C’è stato anche un boicottaggio della linea internet ADSL tra il 2011 e il 2012: per un guasto che Telecom asseriva essere irrisolvibile, così che è durato mesi, la linea cadeva ogni pochi minuti, dozzine di volte al giorno. La presente recrudescenza nel 2014 potrebbe anche essere la fase di priming di un ritorno a nuove coraggiose e nobili imprese.

Queste coincidenze, o indizi, dovrebbero essere per TIM un ulteriore motivo per interrompere la catena continua di frodi a mio danno sulla carta SIM. Che sono sì spiegabili come frodi, ma di fatto costituiscono una costante forma di mobbing. Chiamo questo sistema, di camuffare ogni singola maglia di una catena dolosa di reati come una delle tante disavventure che banalmente si subiscono nell’Italia dei furbi e dei disonesti, “metodo Dell’Osso”, dal nome del magistrato che sostiene che la P2 era solo un’organizzazione di affaristi, senza fini eversivi.

Dr Francesco Pansera

Dr F. Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia

All:

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Spezzano della Sila, 18 aprile 2014

Telecom Center 2 s.r.l.
Via X Giornate 77
25121 Brescia

racc. online

Oggetto: truffe abituali TIM – 15 aprile 2014

Il 15 aprile 2014, alle ore 11:30, ho acquistato presso il vostro negozio una ricarica per la SIM 366Il commesso mi ha detto di attendere fino alle 15 del pomeriggio prima di usarla. Ho atteso fino alle 9 del mattino del giorno successivo, 16 aprile, quando l’ho provata, per pochi secondi. La sera, quando ho cominciato a usarla, non funzionava. Il 17 aprile al negozio TIM “4G Retail srl” nel centro commerciale “Gran Sole” di Zumpano, Cosenza, mi hanno spiegato che risulta che avessi usato la SIM prima che fosse attivata, che quindi non avevo più credito, e che avei dovuto acquistare 10 euro di credito per potere usarla. Così ho fatto. La ricarica da 30 giorni è quindi stata resa attiva due giorni dopo averla comprata, con una maggiorazione del 40% del costo di acquisto, e provocando danni e spese al cliente.

Nonostante che vi sia un obbligo elementare di dare informazioni veritiere al cliente, di non ingannarlo, e di fornirgli ciò che gli si è offerto e ha acquistato; nonostante che la TIM si faccia pagare a prezzi elevati per fornire un servizio spesso scadente; nonostante che i mezzi tecnologici permettano di evitare tempi e “contrattempi” da burocrazia ottocentesca per l’asserita “attivazione” delle SIM; nonostante che internet sia da considerare un pubblico servizio, da non interrompere arbitrariamente; la TIM continua a farmi di questi scherzi. E’ un’eccezione che io non debba pagare un sovrapprezzo, e avere assenza del servizio, disagi e costi aggiuntivi, quando ricarico le sue SIM.


Quindi d’ora in poi registrerò tramite raccomandata questa interminabile serie di scorrettezze, che appaiono riflettere la singolare concezione per la quale se una truffa di strada è fatta da una grande azienda non è una truffa, e può essere eseguita di routine; riservandomi di denunciarle nei modi legali che riterrò opportuni.

Francesco Pansera

Dr Francesco Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia