Blog Malvino
Commento al post “A Giulià, ma che stai a di’?” del 28 mar 2011
G. Ferrara falsa e distorce tre volte: dicendo che Pasolini non aveva il senso dell’ironia, che i suoi scritti sono ironici, e accostando Vendola a Pasolini.
“La “sinistra” è specializzata in figure bifronte, che con la faccia rivolta a chi sta in basso impersonano, “narrano”, come dice Vendola, una politica pulita; mentre con l’altra si accordano con quelli che stanno in alto, facendosi fiduciari dei loro interessi. Es. due papabili di alta qualità per la presidenza del consiglio: l’astro nascente Vendola, il “poeta comunista” che fa pensare a Pasolini, ma è tutt’altra cosa, di recente benedetto in un tour USA dai signori del liberismo, e osannato in Italia dalla massa dei disgustati da Berlusconi; e Rosy Bindi, la pseudoAnselmi…”
(Da “C’è la parola: compradora” http://menici60d15.org/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/ ).
Pasolini era permeato e trafitto dal tragico che con la sua sensibilità lucida percepiva nel mondo; la sua parola era superiore al livello dell’ironia, il blando anestetico al quale ricorriamo quando parliamo di cose che non fanno ridere. Vendola è artefice di quello stesso mondo denunciato da Pasolini:
Ndrangheta e privatizzazione della sanità http://menici60d15.org/2011/03/25/ndrangheta-e-privatizzazione-della-sanita/
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16 dicembre 2012
Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Vecchi “Aldo Busi sostiene Monti: “Ci massacra e ce lo invidiano tutti, viva il professore” del 16 dicembre 2012
Busi si è scambiato le parti con Pasolini. Pasolini fu lucido e vigoroso, virile si potrebbe dire, nella sua analisi politica e sociale, che tuttora spicca in un paese dove si fa a gara ad arruffianarsi col potere. Come artista lo trovo mediocre; enfatico, melenso, narcisista. Busi viceversa è un artista efficace; che però, lungi dal correre i rischi ai quali si espose Pasolini con le sue denunce, sul piano politico esorta gli italiani alla sodomia passiva.
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13 settembre 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post di O. Lupacchini “Pasolini, 50 anni fa veniva sequestrato per oscenità Teorema. Il film che sconvolse Venezia”
Pasolini mi sembra di gran lunga migliore come saggista e commentatore che come artista. Le sue opere cinematografiche e letterarie per me sono in genere non riuscite. Didascaliche e bislacche, estetizzanti e artificiose, ammiccanti e compiaciute, condizionate in maniera ossessiva dal sesso. La sua arte, trasfusa nell’analisi sociale, ha invece dato i frutti preziosi della descrizione della mutazione antropologica. Può darsi sia un mio limite, perché perfino Leopardi mi suona lamentoso in diverse sue poesie quanto coraggioso e spietato descrittore della condizione umana nello Zibaldone.
Dopo che fu massacrato ad Ostia, quel furbone di Moravia disse che era stato ucciso un raro poeta. Non fu ucciso per le poesie; ma per gli ottimi saggi; la sua inchiesta su chi soppiantò Mattei può avere fatto traboccare il vaso. Del resto il civilissimo Leopardi è stato considerato un potenziale Unabomber; da T. Harrison, un italianista USA* apprezzato dai nostri CC**. Forse invece gli Unabomber, anche quelli nostrani, o meglio quelli in casa nostra, potrebbero essere un pretesto per giustificare demonizzazione, controllo e repressione su autori la cui sensibilità unita alla ricerca intellettuale produce analisi che mettono a nudo in termini esatti lo strampalato, l’osceno e lo squallido dietro alle magnifiche sorti e progressive del modello liberista.
*Unabomber mi pare Leopardi. L’Espresso, 22 ott 1998.
**Harrison T. “Vi racconto Lord Jim”, Il Carabiniere, dic 1997.
@ jambalaya. Forse si vuole che si confonda Cinna il poeta con Cinna il congiurato. I discorsi del manifesto di Kaczynski, il dinamitardo assassino, ritagliata e gettata via la parte omicida sono accostabili a numerose pregevoli critiche alla modernità liberista e al suo mito di progresso. Questa strana accoppiata di saggezza e follia è stata amplificata da Harrison prendendo di mira il povero Leopardi. Se può essere etichettato come un ideologo del terrorismo anche un gigante morale come lui, reso sia gobbo sia isolato sia dalla tubercolosi sia dagli studi, a maggior ragione può essere marchiato – anche nei compiacenti uffici che sarebbero deputati ad acchiappare “Unabomber” – come soggetto da “attenzionare”, “depotenziare” etc. chi deve essere fermato perché svergognando l’egemonia culturale liberista attenta alle grandi frodi e speculazioni che su tale egemonia si reggono. Si può incasellare tra i bombaroli chi riconosca, anche in campi specifici, un “regno di arbitrarietà e follia” (Pasolini) dietro alle luccicanti narrazioni del liberismo, e cerchi di “ristabilire la logica”. Non sarebbe certo la prima volta che inafferrabili terroristi in fondo lavorano per capitano Uncino; anzi, non si dovrebbe omettere di considerare, dati anche altri indizi, la possibilità che il terrorismo senza firma degli Unabomber in quella che era l’area di frontiera NATO non faccia eccezione, e rientri anch’esso tra i vari schemi eversivi che accompagnano la storia d’Italia dal dopoguerra.
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11 ottobre 2018
Blog de Il Fatto
Commento al post di S. Sacchetti “La Rabbia di Guareschi e Pasolini. Un documentario eretico”
Mi pare ambiguo ricordare gli “eretici”, in realtà quelli che non abiurarono, come affetti da “rabbia, sinonimo di frustrazione” per la colonizzazione culturale. Rappresentano piuttosto coloro che restano saldi nei propri riferimenti valoriali invece di convertirsi all’istante alla religione dei nuovi padroni. E’ costume vestirsi dei meriti dei dissidenti celebrandoli, in una ipallage: “documentario eretico”. Sarebbe utile, anche se meno piacevole, disegnarli per negativo, descrivendo l’infido pastone italiano sul quale si stagliano. Per Pasolini, la doppiezza dei “disinistra”, che con la loro asserita “diversità” già allora ammiccavano sottobanco ai poteri ai quali oggi sono pubblicamente prostituiti. E la doppiezza del clero, che ha sfruttato le inquietudini religiose dell’artista per le scenografie con le quali copre i suoi affari, mentre il suo braccio politico, Andreotti, disse che “se l’era cercata”. Per Guareschi l’opportunismo della magistratura, l’azione giudiziaria a diavoletto di Maxwell, che punì solo l’unico in buona fede della manovra straniera contro De Gasperi (Colonia Italia. Cereghino e Fasanella. Chiarelettere); sventando l’attacco, ma guardandosi dal praticare la prima giustizia, il ristabilire la verità intera. La magistratura invece scaricando tutto su chi era per altri versi un altro obiettivo dei mandanti collaborò con loro, nell’epurazione di quelli renitenti all’asservimento.
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15 gennaio 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Leccese “Pasolini inaugura l’iniziativa dei Sibas: ricostruire i buchi neri della nostra memoria collettiva”
Il “moral credentialing” è un concetto interessante per chi si occupa di criminalità: “Recent studies lead to the paradoxical conclusion that the act of affirming one’s egalitarian or prosocial values and virtues might subsequently facilitate prejudiced or self-serving behavior, an effect previously referred to as “moral credentialing.” (Moral Credentialing and the Rationalization of Misconduct. Brown RP Ethics Behav 2001). V. anche When Virtue Leads to Villainy: Advances in Research on Moral Self-Licensing. Effron D. Current Opinion in Psychology. 2015.
L’epurazione di intellettuali che non sono irregimentati e denunciano gravi reati è oggi non meno che allora tra le attività delle forze di polizia. Tra le attività inconfessabili e servili, che facendo acquisire meriti presso i poteri forti – gli stessi che hanno ordinato e prontamente ottenuto l’autoaffondamento del Paese in corso in questi mesi – vanno a vantaggio corporativo della categoria. Per chi conosce questi loro servizi, che sindacati di polizia rievochino il caso più tragico e clamoroso suona ridicolo e sinistro (“L’Italia è un paese ridicolo e sinistro”, Pasolini). Un’affermazione di “one’s egalitarian or prosocial values and virtues” per costruirsi un credito morale che faciliterà la prosecuzione di atti livello suburra.
@ Basettoni. Il divario dei fratelli Zingaretti: sarebbe bello potere credere alla fiaba carezzevole del commissario Montalbano, ma la cruda realtà è l’altro fratello, Nicola, il segretario del PD. C’è una tendenza della magistratura a ciò che chiamo “il pipelining”: occuparsi dei misteri d’Italia non approfonditi e magari favoriti decenni prima, mentre nel presente si stanno lasciando libere e si aiutano operazioni della stessa provenienza. Ora lo praticano anche le forze di polizia. Il sindacato delle Fiamme Gialle segnala l’illuminante lavoro, che sto leggendo, di S. Zecchi, che inserisce l’eliminazione volutamente efferata, come esempio, di un non allineato in un affresco sull’inferno degli anni ’60 e ’70. Intanto la GdF, notizia che è arrivata alla stampa medica internazionale*, sta alimentando e proteggendo il grottesco depistaggio del “piano pandemico” sulla strage in Lombardia orientale**.
I depistaggi sui delitti dei poteri forti li chiamo “depistaggi a stupro continuato”***, da una greve battuta di un agente della CIA, che ho trovato nel libro della Saunders “Guerra fredda culturale – La CIA e il mondo delle Arti e delle Lettere”. Tra i meriti del libro della Zecchi c’è il sollevare la questione di una “Strategia della tensione culturale”.
* Italy Police Seize Health Ministry Documents in Probe Into Virus Response. Reuters, riportato in Medscape, 15 gennaio 2021.
** Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale. Sito menici60d15.
*** Sito menici60d15.